Abstract: arrivate proprio nel giorno dello sciopero contro la legge proposta dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Ed anche per questo hanno avuto un impatto politico immediato. Il suo appello ha bilanciato e contraddetto le critiche liquidatorie della sinistra e dei Cobas contro il governo. Ed è suonato come una smentita per chi tende a "dire sempre e soltanto dei "no"";
Abstract: Mariastella Gelmini chieda a Beppe Fioroni, suo predecessore, che ogni mattina offriva brioche e cappuccino a un sindacalista piazzato fisso sotto il dicastero. Eppoi ieri gli slogan dei manifestanti erano in buona parte meno aspri delle battute che Umberto Bossi gli dedicò nei giorni in cui varava la riforma della scuola.
Abstract: Istruzione Gelmini l'ha annunciato ieri: "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". "Credo che sia non più rinviabile una riforma della governance nel mondo universitario,
Abstract: invita la Gelmini a Casaletto MANTOVA. I sindaci affilano le armi e si preparano alla battaglia per difendere i piccoli istituti scolastici, oltre 50 nel mantovano, che chiuderanno per decreto dal prossimo anno. Assieme ai sindacati e ai genitori, chiedono di non fare d'ogni erba un fascio, penalizzando le piccole realtà per le quali la scuola è uno degli assi portanti della comunità.
Abstract: Seminario su legge Gelmini e inserimento degli studenti stranieri nelle scuole. Ad organizzarlo è il provveditorato agli studi che, per l'occasione, ha invitato l'ispettore tecnico del ministero Dino Cristanini e 'prenotato' per il 17 novembre l'aula magna dell'istituto Bonomi Mazzolari.
Abstract: Grande attenzione al mondo della scuola e alle modifiche introdotte dal ministro Gelmini. "Ogni volta che si cerca di fare una riforma - ha detto Guida - si alzano gli scudi. Spesso non si analizzano neppure i contenuti. Quello che ha fatto la Gelmini è semplicemente prendere norme vecchie, datate Berlinguer, e imporre la loro applicazione".
Abstract: Se il ministro Gelmini fosse competente anche per il Trentino gli darebbe un bel 5 in condotta. Invece, saranno bocciati dagli elettori. Intanto devo ringraziare l'Udc. Oggi mi ha telefonato Pierferdinando Casini per confermare che martedì sarà a Trento insieme a Letta per sostenere la nostra campagna e il progetto comune che abbiamo.
Abstract: E ai manifestanti contro il decreto Gelmini arriva anche la solidarietà del sindaco Graziano Delrio, che ha fatto visita ieri mattina allo stand del coordinamento genitori e insegnanti di Reggio, allestito in piazza Del Monte per protestare contro i tagli alla scuola. Alla visita era presente anche la consigliera comunale del Pd Rossana Cavatorti.
Abstract: Il decreto Gelmini ha innescato - e non poteva che essere così - una reazione nel mondo della scuola, come da anni non si vedeva. E' il segno che, come la storia ci insegna, quando si rischia di andare molto a fondo, quando sono in discussione diritti e principi essenziali, la risposta non si fa attendere.
Abstract: Ottanta insegnanti e bidelli del Selmi scrivono a Brunetta e alla Gelmini Le accuse di lassismo e assenteismo del minstro Brunetta e i tagli del ministro Gelmini non piacciono al personale scolastico e all'istituto superiore Selmi di Modena insegnanti e bidelli hanno preso carta e penna decisi a far sentire la loro voce.
Abstract: La riforma Gelmini danneggerà la montagna" L'assessore Maioli "Verrebbero tagliati servizi alle famiglie" CASTELNOVO MONTI. Si discute un po' in tutta la provincia delle conseguenze della riforma della scuola. Ma i timori maggiori, i dibattiti più accesi, stanno riguardando in particolare l'area appenninica, dove si teme la chiusura di diversi plessi scolastici.
Abstract: Se il ministro Gelmini fosse competente anche per il Trentino gli darebbe un bel 5 in condotta. Invece, saranno bocciati dagli elettori". Durnwalder ha detto che in Alto Adige si voterà comunque il 26 ottobre. Cosa succederà? "Ho informato il collega per telefono e gli ho scritto una lettera, perché l'indizione delle elezioni deve essere d'
Abstract: Occupazione Cosa ci sia aspetta dalla "riforma" della scuola firmata dalla ministro Gelmini? Maggiore serietà, maggiore preparazione, innalzamento del livello del modello educativo in previsione di una maggiore occupazione. Ecco, qui il traguardo è stato raggiunto in tempi brevissimi. Scuole e università sono già in piena occupazione, di aule ed edifici.
Abstract: Come reagiranno alle centinaia di firme contro i tagli della Gelmini, che i genitori hanno già raccolto ed alla compattezza degli insegnanti? L'Istituto Comprensivo si è qualificato nella zona di eccellenza internazionale, pertanto ci augureremmo che un così massiccio rifiuto facesse suonare un campanello d'allarme anche nelle convinzioni dei consiglieri di centrodestra".
Abstract: per protestare contro la riforma della scuola proposta dal ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, che, in particolare, prevede il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari". Per la precisione hanno incrociato le braccia 38 insegnanti sui 40 che avrebbero dovuto essere in servizio venerdì, ma due non si sono presentati perchè malati.
Abstract: Il ministro: vado avanti La Gelmini: il maestro unico c'è in tutta Europa. Mano tesa per l'Università. Il Pd: "Le classi differenziate portano odio" Il ministro Gelmini: mano tesa sul turn-over in Università ROMA Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione.
Abstract: fino alle ultime scelte del governo: riforma Gelmini in testa, senza però dimenticare la gestione della crisi finanziaria. Immediata la reazione del Pdl. Il primo a controbattere è Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Veltroni - attacca - ormai straparla, cerca solo una misera polemica".
Abstract: è anche per la Gelmini, laddove il documento si chiede "come si può spiegare la contraddizione fra quanto affermato da Brunetta e quanto sostenuto dalla sua collega di governo, l'onorevole Gelmini, che non più tardi di qualche settimana fa stigmatizzava le retribuzioni troppo basse dei docenti italiani im confronto con le medie europee?
Abstract: "Miopìa di Galan sulla riforma Gelmini" Rete degli studenti contro il governatore VENEZIA. La rete degli studenti Veneti insorge contro Galan: "Non capiamo come si possa essere così miopi da non vedere la razionalizzazione dei tagli, che Galan esalta, porteranno la scuola pubblica sul lastrico.
Abstract: ospita anche gli alunni della frazione di San Fior di Sotto Inaugurazione e frecciata alla Gelmini Taglio del nastro per le elementari di San Fior. Con cartello anti-ministro SAN FIOR. Inaugurazione in polemica con il ministro Gelmini ieri mattina per la nuova scuola elementare "Giovanni XXIII". Uno striscione appeso nel parcheggio dell'istituto recitava: "No al maestro unico".
Abstract: Giornale di Brescia sezione:la città Moniga, oggi il ministro Gelmini alla convention dei Giovani "FI" nIeri la prima giornata della Convention regionale dei Giovani di Forza Italia, la due giorni che si concluderà domani, sempre a Moniga, alla presenza del ministro dell'Istruzione, l'onorevole bresciano Mariastella Gelmini.
Abstract: io sono rimasta molto sorpresa dalle mosse del ministro Gelmini: come del resto altri, non mi aspettavo che si tornasse a riformare la scuola primaria, sia perché funzionava sia perché era stata appena riformata dalla Moratti che, oltretutto, prevedeva un tempo educativo più lungo, in contraddizione con quanto prospettato dal nuovo ministro.
Abstract: A PAESE Riforma Gelmini Quali effetti avrà la riforma della scuola? Tante risposte alla domanda potranno venire durante l'incontro "Riforma Gelmini: scuola in pericolo?" che si terrà domani alle 20.45 nella sala polivalente in piazza Andreatti a Paese.
Abstract: Uil e degli altri sindacati del comparto scuola, ha sfilato in corteo e distribuito volantini contro la "riforma Gelmini". "Abbiamo scelto la Rai - spiega Paola Repetto, segretaria regionale della Flc-Cgil - per richiamare l'attenzione di alcuni mezzi di informazione, che stanno sottovalutando i tagli alla scuola". 19/10/2008.
Abstract: Gelmini, perché al di sotto del "quorum" di 50 iscritti (a Cosseria sono solo poco più di una ventina). "Un conto è la chiusura di un plesso di una città - ha detto Burlando, accompagnato nella sua visita dal parlamentare Guido Bonino (Lega Nord) e dal consigliere regionale Michele Boffa (capogruppo Pd) - dove ciò può rappresentare la differenza di una fermata di autobus,
Abstract: All'inaugurazione del nuovo plesso a cosseria Gli alunni sono una ventina. A rischio per i tagli Gelmini. Il presidente al taglio del nastro garantisce: la Regione si mobiliterà 19/10/2008.
Abstract:
Abstract: Non si placano le proteste La Gelmini: "L'Università va ringiovanita" ROMA Manifestazioni, cortei e sit-in non fermano Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, che rilancia: entro il mese presenterà un disegno di legge sul reclutamento di docenti e ricercatori e contro il blocco del turn-over nelle università.
Abstract: La Gelmini sta affrontando la questione scuola in modo onesto - ha detto Paroli - tenendo conto che i bilanci nazionali devono tener conto di 1 milione e 300 mila dipendenti". In tema di assistenza sociale, Paroli ha poi ripreso l'argomento bonus bebè, affermando come "i cittadini italiani chiedono un'attenzione particolare.
Abstract: arriva il ministro Gelmini Oggi a Moniga sarà la scuola a tenere banco. Al tavolo dei relatori, salvo contrattempi, siederà Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione. L'INTERVENTO È ATTESO tra le 11 e le 12, subito dopo quello del coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia Francesco Pasquali.
Abstract: Maria Stella Gelmini non partecipa al convegno di Villa Badia sulle Fattorie didattiche Manca il ministro, salta il sit-in Maria Stella Gelmini dribbla il pacifico sit-in di protesta in programma stamattina a Leno. Il ministro all'Istruzione ha fatto sapere che non parteciperà alla tavola rotonda sulle "Fattorie didattiche" ospitato a Villa Badia.
Abstract: Peste&corna La scuola deve tornare ad essere autorevole E la Gelmini ci prova Un paio di settimane fa la Camera dei deputati ha detto di sì alla riforma della scuola del ministro (o ministra) Maria Stella Gelmini. Ha detto di sì con un decreto legge che la rende immediatamente esecutiva. Se ne discuterà in Aula.
Abstract: un accordo con il ministro Gelmini, anche se - per timore di perdere consensi - hanno proclamato uno sciopero. Come è avvenuto con la campagna sui fannulloni, vinta, per ora, da Brunetta (che secondo le stime ha ridotto del 50 per cento l'assenteismo degli statali). D'altra parte il clima sembra veramente cambiato e l'opinione pubblica non accetta più discorsi generici di riforme,
Abstract: sembrano più disponibili ad un accordo con il ministro Gelmini, anche se - per timore di perdere consensi - hanno proclamato uno sciopero di bandiera. Insomma, anche i sindacati sono in grandi difficoltà di fronte ai contraccolpi dell'iniziativa aggressiva del governo. Come è avvenuto con la campagna sui fannulloni, vinta, per ora, dal tenace Brunetta (ha ridotto del 50 per cento l'
Abstract: Giornata di scioperi contro il Ministro della publica istruzione Mariastella Gelmini: come vede i tagli all'istruzione? "Che ci siano 50mila insegnanti in meno non va affatto bene. Sul futuro dei nostri figli non si può scherzare e non si può, allo stesso modo, cominciare a tagliare spese considerate inutili dalla formazione e dall'istruzione, autentici pilastri sociali.
Abstract: Regione "Miopìa di Galan sulla riforma Gelmini" Rete degli studenti contro il governatore VENEZIA. La rete degli studenti Veneti insorge contro Galan: "Non capiamo come si possa essere così miopi da non vedere la razionalizzazione dei tagli, che Galan esalta, porteranno la scuola pubblica sul lastrico.
Abstract: Attualità Il ministro Gelmini apre sulle università Veltroni: "Molte scuole chiuderanno e le classi separate instillano l'odio" ROMA. Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma -
Abstract: critiche alla riforma Gelmini "Legittime le proteste degli studenti" "Non criminalizziamo le manifestazioni: le novità sono pesanti" I docenti di Marco Polo Diaz e Istituto d'Arte replicano alle critiche della direttrice Palumbo GIACOMO COSUA Scuola ancora in subbuglio: non si fermano le proteste contro la riforma Gelmini e il 30 di ottobre ci sarà la prossima manifestazione nazionale.
Abstract: Università Mariastella Gelmini. L'ateneo dovrà esprimersi sui tagli di carattere finanziario, sul blocco del turn-over del personale sia docente che tecnico-amministrativo e sulla proposta di trasformazione delle Università in Fondazioni. Gli studenti hanno invitato il rettore Milanesi a indire un'assemblea plenaria di ateneo per discutere le modalità di sviluppo della protesta.
Abstract: che hanno già preso una posizione abbastanza dura contro la Gelmini, sono la preside del 7º istituto comprensivo, Ornella Sturz, ed il collega dell'istituto comprensivo di Sant'Angelo di Piove, Francesco Arnau. "Siamo in pieno clima di restaurazione - dice la preside Sturz - Il nuovo provvedimento preso dal ministro non ha alcuna base scientifica.
Abstract: Decreto Gelmini. Summit fra la Regione e le Province per tentare di limitare i danni Scuole, i tagli previsti in Abruzzo Sono a rischio ridimensionamento oltre 100 istituti L'AQUILA. I tagli imposti dal ministro Gelmini potrebbero avere effetti pesanti anche in Abruzzo.
Abstract: Cecina "Sbagliato usare i bambini" Volantinaggio anti-Gelmini: una mamma denuncia Preside e sindaco cadono dalle nuvole "Ma verificheremo" DONORATICO. Bambini invitati da maestra e rappresentante di classe a partecipare al volantinaggio per la manifestazione contro la riforma Gelmini prevista per la prossima settimana.
Abstract: il piano Gelmini li ha inseriti nel piano delle scuole da cancellare. Nei giorni scorsi tanti genitori hanno chiamato in Comune per informarsi sulle conseguenze del decreto. "Secondo le nostre informazioni - spiega l'assessore Alessandro Togoli - quello che le due scuole rischiano è l'accorpamento in un unico istituto".
Abstract: anche se incerto, come Elena: "Ho visto l'intervista alla Gelmini a "Buona Domenica" e l'ho rivalutata, se riesce a mettere in pratica quello che ha detto è davvero brava". Mentre una mamma consegnava i volantini ai passanti la sua bimba, capelli corti e giacca bianca, ha chiesto: "Ma poi chi è questa Gelmini?
Abstract: politico attraverso le proprie convinzioni e la correttezza verso gli avversari politici, come mi dimostrò nell'assemblea per la Moratti e come è stato nell'assemblea per la Gelmini. Le dichiarazioni a me attribuite di "fomentare da parte di Ciulli" non hanno fondamento: ho pronunciato il nome di Ciulli solo elencando chi ha partecipato all'assemblea sulla Gelmini. Paolo Baroncelli.
Abstract: la Gelmini nuoce gravemente alla salute", mentre un altro diceva "G.e.l.m.i.n.i. Governo elimina la mia istruzione notare ingiustizia" a mo' di anagramma. I protagonisti. I tempi non sono quelli delle grandi manifestazioni studentesche, i volti dei ragazzi sono spesso disorientati e il loro abbigliamento inusuale per un'occasione di questo tipo.
Abstract: la manifestazione contro la riforma della Gelmini Migliaia di studenti in piazza Il "Leonardo Da Vinci" sgomberato dai carabinieri EMPOLI. Una manifestazione imponente quella che ieri mattina ha portato migliaia di studenti delle scuole superiori per le vie del centro. Qualcosa che non si vedeva a Empoli da molto tempo.
Abstract: Pagina VII - Torino Piace la proposta Cgil di concordare le iniziative anti Gelmini Mette gambe il tavolo della protesta aderiscono Provincia, Pd e genitori a pagina ii SEGUE A PAGINA II.
Abstract: Un tavolo per dare voce e corpo alla protesta contro il decreto Gelmini. Lo aveva proposto il segretario della Flc-Cgil, Igor Piotto, sulle colonne di Repubblica di giovedì e in un paio di giorni sono arrivate le prime adesioni e anche una possibile data, il 27 ottobre, in cui tenere un primo incontro tra sindacati, istituzioni, associazioni.
Abstract: Gelmini. A questo punto viene naturale pensare che il gradimento pubblico del Ministro Signorina debba avere un andamento simile a quello attuale del Dow Jones: un'inarrestabile retta sparata verso il basso. Macchè, niente del genere. Il personaggio in questione gode di un consenso in crescita, che non può essere spiegato con il semplice fatto che basta avere gli occhialetti quadrati
Abstract: Prima Pagina Sassari in piazza contro la Gelmini Insegnanti e genitori manifestano insieme: seimila in corteo SASSARI. Almeno seimila persone hanno sfilato ieri nelle vie del centro e si sono radunate in piazza d'Italia per manifestare contro il decreto Gelmini che riforma il sistema dell'istruzione.
Abstract: Seimila in piazza per dire no alla Gelmini Sassari, insegnanti e famiglie insieme "Questa riforma ci porta indietro" Sfila anche una mamma senegalese: se separano le classi degli stranieri riporterò i miei due figli in patria SASSARI. "Gelmini sai fare solo sottrazioni", diceva uno dei tanti striscioni della manifestazione di ieri contro il contestatissimo decreto del ministro dell'
Abstract: di ricerca del sito universitario di Cagliari con la storia del suo talento che per il trio Tremonti-Brunetta-Gelmini non vale più neanche i mille euro al mese fin qui percepiti. I tre ministri hanno fatto un miracolo: non si era mai vista una mobilitazione trasversale e unanime come quella provocata dai tagli ai fondi per le università e dal ripensamento del sistema scolastico.
Abstract: riforma della scuola varata dal ministro della Pubblica Istruzione Stella Gelmini. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dagli autonomi di Snals e Gilda in vista dello sciopero generale proclamato per il 30 ottobre. Bandiere, striscioni e cartelli hanno accompagnato la protesta contro i tagli al personale e a favore del diritto alla studio.
Abstract: leggi Tremonti e Gelmini sarà la fine del diritto allo studio" PONTEDERA. "Non vogliamo questa riforma". "Con questa riforma la scuola non si forma". "Caro babbo Natale vorrei andare all'università". Cantano a squarciagola i manifestanti. Con la musica e un foulard giallo al braccio i ragazzi delle scuole superiori di Pontedera e Cascina urlano il loro dissenso per le vie del centro.
Abstract: riforma Gelmini è stata sospesa. "Il preside non ha gradito, con giusta ragione. Avevamo chiesto i locali per fare un'assemblea per parlare anche di questo episodio, ma non ci è stata concessa", commentano alcuni studenti. Intanto i docenti dell'istituto Pesenti, con nota scritta e firmata, dichiarano che "le proteste in corso,
Abstract: Frosini scende in piazza al fianco degli studenti per ribadire il suo "no" alla riforma Gelmini. è successo ieri mattina, durante la manifestazione organizzata dagli studenti degli istituti superiori. "Sono molto preoccupato - ha dichiarato davanti agli studenti - nel vedere come la scuola italiana, a partire dall'asilo nido fino ad arrivare all'università, rischi di essere demolita.
Abstract: un nero luttuoso (ne ho avuto più d'uno a casa anche io) i gerarchi sfilavano, marciavano a passo romano, saltavano in cerchi di fuoco. C'è un libro fotografico di Guido Melis sugli impiegati italiani nel ventennio: è un formicolio di ometti tutti uguali, ordinati e precisini nelle loro divise che sembrano tanti alunnetti della Gelmini.
Abstract: corteo contro la riforma Gelmini Ancora una giornata di protesta contro la riforma Gelmini. A manifestare in piazza Meucci contro il maestro unico ieri sono state le scuole del XV municipio. Fischietti, palloncini colorati, le sigle dei cartoon e giochi per bambini hanno caratterizzato la "festa-protesta" con 3mila persone tra maestre,
Abstract: Gelmini - sottolinea il rettore del terzo ateneo capitolino - il governo deve mostrarsi disponibile ad un confronto serio con le istituzioni universitarie e con gli studenti. L'ateneo di Roma Tre - conclude Guido Fabiani - è consapevole della necessità di una riforma, ma con la garanzia che tutti i tagli dei finanziamenti vengano annullati e reinvestiti in infrastrutture e assunzione
Abstract: parte del ministro Mariastella Gelmini, mobilitazione che da alcuni giorni blocca l'attività didattica nelle scuole e nelle università. A Firenze si è avuta la protesta dei ricercatori. A Milano si è organizzata una notte bianca in difesa della scuola pubblica. A Roma un grande corteo, si parla di trecentomila persone, ha attraversato le vie del centro sotto una pioggia scrosciante.
Abstract: posti che salteranno in provincia di Belluno in seguito alla riforma Gelmini. A questi potrebbero aggiungersi anche quelli dei plessi che non raggiungono i 50 alunni nei piccoli comuni di montagna. Insomma, una decimazione in grande stile a cui i sindacati si oppongono con forza. E mentre domani è previsto l'incontro con i sindaci della provincia, le sigle sindacali di categoria,
Abstract: Pagina I - Milano Genitori e maestre di Rete Scuole hanno manifestato in tre parchi Mamme e bambini in bicicletta contro la riforma della Gelmini servizio a pagina IX SEGUE A PAGINA IX.
Abstract: Gelmini, quindi si aprirà un confronto con quanti nella comunità locale sono interessati al destino della scuola". Il titolo della serata è "Rinnovare la scuola, sviluppare il Paese: perché no al decreto Gelmini", e ha lo scopo di "dare voce alle tante energie che in queste settimane dal mondo della scuola e dalle famiglie si sono levate per evitare un colpo alla scuola pubblica
Abstract: bambini in bici contro la riforma Gelmini Ancora proteste, questa volta in bicicletta, contro la riforma Gelmini: ieri, dopo il corteo di venerdì, bambini, genitori e maestre di Rete Scuole hanno "occupato" tre parchi cittadini: il Monte Stella, Alessandrini e Trotter, per dire no in particolare all'introduzione del maestro unico "che mette a rischio l'esistenza del tempo pieno"
Abstract: A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore professore vorrebbe che la discussione intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su "una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale.
Abstract: opinione pubblica la gravità del momento: i decreti Gelmini e Brunetta sono un attacco al sistema pubblico della formazione; l'insieme dei provvedimenti sulla scuola (soprattutto primaria) tendono a impoverire il pubblico, a maggior ragione in importanti settori come la scuola primaria, che è molto in alto nelle classifiche".
Abstract: riforma Gelmini Il documento di protesta approvato dal consiglio comunale Appoggiata la proposta di Molinaro sul federalismo scolastico MEDEA. La protesta di Medea contro la riforma scolastica del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, non si ferma e dopo le parole di fuoco dei giorni scorsi da parte del sindaco,
Abstract: Pagina I - Firenze Ma la protesta continua: ieri il corteo Rivolta anti Gelmini Si torna in classe in metà delle scuole occupate GAIA RAU A PAGINA V SEGUE A PAGINA V.
Abstract: riforma del ministro Maria Stella Gelmini: "Diciamo no a vari punti. Ci opponiamo al maestro unico, per proseguire con la dimunizione dle tempo scuola (vedasi la scuola materna, oggi dell'infanzia) e la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni. Gridiamo "no" anche alla riduzione dei servizi amministrativi e tecnici della vigilanza e assistenza degli alunni portatori di handicap;
Abstract: questi giorni sono scesi in piazza per protestare contro il decreto del ministro Gelmini devono poter portare avanti le proposte emerse", sostiene l'assessore Lastri che ieri mattina ha voluto essere presente al corteo di ieri mattina per le vie del centro. Come dare avvio alla proposta di legge d'iniziativa popolare? "Per prima cosa si dovrebbe aprire una consultazione con genitori,
Abstract: sulla riforma Gelmini vi stanno raccontando un sacco di balle". Così pensa Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, che ieri ha organizzato una manifestazione in difesa della nuova legge e ha già lanciato in tutte le scuole superiori una campagna di "controinformazione per spiegare ai ragazzi che stanno occupando tutte le bufale che si raccontano sul decreto 133"
Abstract: quando il decreto Gelmini arriverà sui banchi del Senato per l'approvazione e a Firenze è prevista una grande manifestazione regionale "in difesa della scuola pubblica". Tra i nomi certi Castelnuovo, Rodolico e Leon Battista Alberti, mentre per Michelangelo, Galileo, Gramsci e altri la decisione arriverà oggi.
Abstract: bacchettare il decreto voluto dalla ministra della pubblica istruzione MariaStella Gelmini. I consiglieri comunali, la giunta e il sindaco porranno all'attenzione generale un problema importante e delicato ascoltando la posizione e le proposte degli insegnanti, famiglie e studenti interessati da quella che è stata definita la controriforma contro uno spirito "arretrato ed inefficace".
Abstract: Oristano Con la riforma Gelmini scuole verso un futuro nero La scure si abbatterà su tutto il Marghine Verso la desertificazione PIERO MARONGIU MACOMER. Il mondo della scuola non ne vuole sapere di accettare la cura Gelmini-Tremonti-Brunetta. Se la riforma varata dal ministro per l'istruzione dovesse passare così com'è, per Macomer,
Abstract: RIFORMA GELMINI Dietro grembiule e condotta interventi che disgregano la scuola PISTOIA. "Per la scuola italiana è un momento di disorientamento, incertezza e preoccupazione". è preoccupata Rosanna Moroni, assessore all'istruzione del Comune, preoccupata per i tagli, le riduzioni di insegnanti, custodi, collaboratori,
Abstract: Pagina I - Bologna Bonsu interrogato per dieci ore Il padre: tanta la solidarietà Schifani: dalla foto della donna in cella un movimento per la dignità Continua la protesta anti-Gelmini raccontate la vostra occupazione Cofferati chiude quattro locali fracassoni Che ne pensate?.
Abstract: il vice della Gelmini, risponderà alla sua interpellanza sulle occupazioni scolastiche. I ragazzi, però, gli intimano di "occuparsi di cose serie, come la crisi finanziaria. E non di fare il nottambulo in giro per le scuole: noi siamo maturi per protestare contro una riforma inaccettabile e per nulla democratica".
Abstract: prevista una discussione con docenti e ricercatori sulla riforma Gelmini-Tremonti, in occasione della presentazione dei corsi di laurea; alle 16 assemblea a Scienze politiche e alle 17 altra lezione pubblica e dibattito con docenti e ricercatori a Giurisprudenza. Infine, alle 20 nella storica aula III di via Zamboni 38, occupata da mercoledì, si terrà un incontro su "Glossario minimo:
Abstract: avvocato Gelmini, nel suo romantico desiderio di ritorno al maestro unico pre-conciliare, abbia mai pensato alle vere necessità di una scuola multietnica come quella che i nuovi tempi ci stanno preparando ad affrontare. Ricordo, nella mia vecchia scuola, l'arrivo di due fratellini di sei e sette anni, provenienti da un Paese dell'
Abstract: Pagina III - Bari Pressing affinché il rettore prenda una posizione più dura Gelmini, dilaga la protesta Scienze politiche e Legge domani stop alle lezioni PAOLO RUSSO A PAGINA V SEGUE A PAGINA V.
Abstract: il conto della Gelmini a Bari costerà 118 milioni Meno fondi alla ricerca e biblioteche chiuse al pomeriggio sono gli effetti più evidenti dei provvedimenti GIULIANO FOSCHINI Centodiciotto milioni in cinque anni. Cioè biblioteche chiuse al pomeriggio, servizi stretti al limite, didattica in forte affanto e soprattutto drastici tagli alla ricerca.
Abstract: Gelmini, domani mattina passerà alle vie di fatto. "Entreremo nelle aule durante le lezioni per informare gli studenti dell'attacco che la formazione pubblica, dalla scuola all'università, sta subendo - spiega Giovanni De Giglio, portavoce della protesta - Inviteremo i docenti a bloccare la lezione per discutere insieme della riforma Gelmini e in generale delle riforme che in questi
Abstract: Il movimento degli studenti delle superiori pratesi contro la riforma Gelmini pare inarrestabile. E l'appello lanciato dagli studenti del Buzzi, i primi a occupare la scuola, all'unità e all'occupazione, pare non essere caduto nel vuoto. A barricarsi dentro la scuola giorno e notte saranno probabilmente gli studenti del Copernico, quelli del Cicognini e quelli del Rodari.
Abstract: Prato Tre scuole rischiano di sparire Riforma Gelmini: timori a Montepiano e Cantagallo Parla la dirigente dell'Istituto comprensivo di Vernio: "No al maestro unico" VALBISENZIO. Ancora nessuna certezza, ma il piano del ministro della Pubblica istruzione Gelmini per il contenimento della spesa nella pubblica amministrazione non prospetta nulla di buono per le scuole dell'
Abstract: occupazione parte dallo scientifico Striscioni e tanti slogan anti-Gelmini E qualcuno pensa di lasciare la scuola VIAREGGIO. Parte dallo scientifico Barsanti e Matteucci e a quanto pare è destinata ad allargarsi a macchia d'olio in molti istituti superiori della Versilia, come già successo a Pisa e Firenze, la protesta contro la riforma della scuola proposta dal Ministro Gelmini.
Abstract: Le scuole scendono in campo contro la riforma Gelmini. Ed organizzano per martedì 29 (vigilia dello sciopero nazionale) una "notte bianca" di contestazione. All'interno delle scuole genitori ed insegnanti, a fare il punto sulle novità previste dalla riforma (tagli all'istruzione, istituzione del maestro unico, pericolo di scomparsa per alcuni edifici scolastici) e a studiare una "
Abstract: piano programmatico del ministro Gelmini così come la proposta di legge Aprea non hanno "alcun elemento pedagogico". Vengono bollati come "una risposta inadeguata a fronte della complessità sociale che la scuola deve e vuole affrontare". Di più: non sono altro che tagli ("una manovra economica penalizzante per i bambini, per le famiglie e per tutto il personale della scuola pubblica"
Abstract: La nuova settimana si aprirà con una iniziativa di lotta che i promotori della contestazione stanno costruendo da giorni per aggregare la partecipazione anche di chi finora è rimasto ai margini della protesta anti-Gelmini: appuntamento domattina alle 9, di nuovo in piazza Cavour.
Abstract: Bossi sostiene che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, con la quale nei mesi scorsi aveva spesso polemizzato "sta facendo ora un buon lavoro". Mentre la sinistra "non ha più proletariato interno" e punta a fare leva "su quello esterno degli immigrati e dei ragazzi".
Abstract: NEL NOSTRO Paese ci sono genitori sconsiderati che portano in piazza bambini di pochi anni con cartelli del tipo 'La Gelmini mangia i bambini'. Questo la dice lunga sulla natura della sinistra italiana. Lo ha detto Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, a proposito delle manifestazioni contro la riforma della scuola: "Veltroni e Di Pietro ? continua Gasparri ?
Abstract: Il ministro Gelmini dice: chi protesta non conosce il provvedimento e serve a ridurre la spesa pubblica. "Sbaglia due volte. Primo: noi lo abbiamo letto bene. Secondo: per la scuola non possono valere solo concetti aziendalistici". Perché no? "Sulla scuola non si può agire solo pensando ai tagli di spesa.
Abstract: Il ministro Gelmini dice: chi protesta non conosce il provvedimento e serve a ridurre la spesa pubblica. "Sbaglia due volte. Primo: noi lo abbiamo letto bene. Secondo: per la scuola non possono valere solo concetti aziendalistici". Perché no? "Sulla scuola non si può agire solo pensando ai tagli di spesa.
Abstract: cambia il reclutamento dei docenti" ANNUNCIO DEL MINISTRO GELMINI ? ROMA ? ANCORA cortei ieri contro la riforma della scuola. Il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (nella foto) ha respinto gli attacchi: "Non ci saranno tagli alle classi e al sostegno ? ha ribadito ? anzi recuperiamo risorse per il tempo pieno.
Abstract: non voglio augurargli un peso del genere, però, se vuol fare il presidente della Repubblica, Berlusconi ci arriva". La protesta contro la riforma Gelmini? "La sinistra vuole un nuovo Sessantotto...". Infine difende la Prestigiacomo dalle polemiche Ue sul clima: "E' la più bella ministra che Berlusconi abbia mai avuto". f. ba.
Abstract: Tutt'altro che in disparte resta lo scontro per le partecipazioni di esponenti del Pdl nelle trasmissioni domenicali: la scorsa settimana Gelmini, Brunetta e Schifani, mentre oggi fa già discutere l'intervento di Mara Carfagna su Canale 5. m. c.
Abstract: Mentre in piazza Cavalli sfilava la protesta degli scolari contro la riforma Gelmini, quelli del Liceo Artistico Cassinari, al megafono, denunciavano "che il tetto della scuola cade a pezzi e la fatiscenza delle strutture scolastiche è sempre più evidente". Le cose non stanno esattamente così per il preside dell'artistico, Bernardo Carli.
Abstract: Gelmini "per le scuole della città, sia in termini di riduzione dei plessi scolastici con accorpamento degli istituti, sia in termini di problematiche del personale scolastico. Vista la criticità della situazione ? comunicano dal Pd ? lo staff si è già attivato per promuovere a novembre un'iniziativa pubblica per discutere e analizzare i problemi della scuola con tutti i protagonisti,
Abstract: la contestazione non si ferma ROMA Il ministro Gelmini: "Si stanno raccontando molte bugie" II Occupazioni di università e manifestazioni di piazza in tutta Italia, cortei e sit-in non fermano il ministro Maria Stella Gelmini. Che si difende e rilancia. Entro ottobre presenterà un disegno di legge sul reclutamento dei docenti e dei ricercatori.
Abstract: il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha aperto i lavori del convegno di Magna Carta incentrato sul tema "Educazione e Libertà". Il ministro ha ribattuto punto per punto alle obiezioni di chi, in queste ore, scende in strada o occupa le università parlando di smantellamento del sistema formativo nazionale.
Abstract: in vista della rivoluzione messa a punto dalla riforma Gelmini. Il piano del ministro, infatti, metterà i sigilli alle succursali che non arrivano a cinquanta iscritti. In Umbria, stando ai dati forniti dalla direzione scolastica regionale, ce ne sarebbero 83. Per le medie, ad esempio, trema la succursale di Montone, Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, Sellano,
Abstract: di Nocera Umbra per prendere visione di alcuni volantini firmati dalle Rsu, in cui si invitavano gli insegnanti ad un'assemblea sul decreto Gelmini. Una volta chiarito che le Rsu altro non erano che i rappresentanti sindacali dei docenti, i carabinieri hanno fatto dietro front restituendo il volantino. Silvia Angelici.
Abstract: primis alle scelte di Governo per la scuola e alla famigerata riforma Gelmini. "Quel che preoccupa - spiega Agostini - è questa volontà di tagli al personale e anche alle scuole dei piccoli comuni per andare ad avvantaggiare la scuola privata. Circa 150 mila insegnanti, in Italia, perderanno il posto, ma la cosa ancor piú grave è che molti comuni dell'entroterra e della montagna,
Abstract: 3 IL CICLONE Gelmini comincerà a farsi sentire, purtroppo, presto e in maniera signifi... IL CICLONE Gelmini comincerà a farsi sentire, purtroppo, presto e in maniera significativa anche nella nostra provincia. Basta pensare che con l'ultimo decreto varato dal consiglio dei ministri, tre istituti importanti come il nautico,
Abstract: FRONTE APERTO Il ministro Mariastella Gelmini, in alto una classe elementare, sotto il sindaco di Cantiano Martino Panico ECCO LA LETTERA inviata dal Presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli al ministro dell'Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. "Preg.ma Ministro, l'azione dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, da quando ho il piacere e l'
Abstract: apprendiamo che a seguito della normativa imposta dal ministro Gelmini, si chiuderebbero i plessi scolastici sotto i 50 studenti". La preoccupazione nasce dal fatto che, "per l'anno scolastico 2009/10, la scuola media di Cantiano ha, per ora, 44 studenti" precisa la nota, che sottolinea come "a livello provinciale sono 32 i plessi a rischio di chiusura, coinvolgendo comuni come S.
Abstract: Dimettiti Gelmini, non rovinare il futuro dei bambini". Una "festa protesta", a cui hanno aderito molte scuole del Municipio XV, che però è stata turbata dalla denuncia ricevuta da due consiglieri municipali, Alfredo Toppi (Sa) e Mimma Alfonzo Miani (Pd), per manifestazione non autorizzata, mentre sfilavano in corteo sul marciapiede di via della Magliana.
Abstract: Il prossimo appuntamento di protesta delle scuole elementari romane sul decreto Gelmini è per la terza Notte Bianca, che si svolgerà domani dalle 17 all'Iqbal Masih al Casilino. Si aprirà con un dibattito sulla scuola, al quale parteciperanno i professori della Sapienza, Pietro Lucisano e Giorgio Asquini, seguirà alle 19 il concerto di Giovanna Marini.
Abstract: attuale ministro Gelmini - Tremonti. Riporto alcuni elementi contenuti nel documento, che creano una pesantissima ripercussione sulla scuola secondaria di secondo grado. Verrà ridotto di un anno il percorso di studi di alcuni indirizzi, limitando le tipologie di durata quinquennale ad alcuni indirizzi di rilevanza nazionale.
Abstract: Gelmini) con il risultato però che i nostri studenti sono negli ultimi posti nelle classifiche internazionali. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha insistito più volte che l'istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è necessario, precisando che quello della scuola italiana non è un problema di risorse che,
Abstract: duramente colpita dai profondi mutamenti previsti dalla riforma Gelmini. Profondi quanto inspiegabili se si pensa che, nel nostro paese, la scuola dell'infanzia ha offerto esempi di pratiche all'avanguardia per la qualità delle esperienze e per la capacità di fondere la vocazione educativa con il rispetto dei tempi e dei modi di apprendimento propri dei bambini dai tre ai sei anni.
Abstract: 30 in piazza Savonarola Fiaccolata contro la riforma Gelmini Tra maestro unico e tagli solo a Ferrara 200 posti di lavoro in meno Una fiaccolata in difesa dell'istruzione pubblica. Cgil, Cisl e Uil danno il via alla protesta, contro i tagli previsti dalla riforma della scuola, che culminerà nello sciopero nazionale del prossimo 30 ottobre.
Abstract: Il ministro Gelmini, in una seduta della Camera, lascia intendere la sua disponibilità a un ritorno a classi speciali per gli alunni con disabilità. Tutto ciò ci indigna e ci allarma". Si è già vissuta in Italia - ricorda Trombini -, "la realtà della segregazione in istituti e classi speciali: è grave che, dopo tali esperienze,
Abstract: GIORNI CALDI Proteste contro la riforma Gelmini e contro il taglio degli stipendi agli specializzandi di LAURA VALDESI UN MILIONE DI EURO per pagare l'Irap ad ottobre, altrettanti ne serviranno a novembre e dicembre. Oltre 6 se ne andranno il prossimo mese per liquidare i fornitori non più rinviabili, sebbene la gran parte del fabbisogno finanziario stimato da qui a fine dicembre (
Abstract: che parlare del Decreto Gelmini del quale, lo dico francamente, non so un granchè. Pertanto, ometterò di dare giudizi di merito a riguardo. Tuttavia devo rilevare che le modalità di protesta espresse dai genitori di alcuni alunni e, forse, da alcuni docenti della scuola primaria di via di Parigi di Pisa, in occasione della manifestazione di protesta tenutasi il 15 ottobre scorso,
Abstract: ai decreti Gelmini e Tremonti trova concordi stude... ? MASSA ? IL "NO" ai decreti Gelmini e Tremonti trova concordi studenti, docenti e genitori del Liceo Classico "Rossi". Dopo i momenti di tensione di venerdì col tentativo di occupare il primo piano dell'istituto, ieri mattina si è tenuta un'assemblea fiume dalle 8 fino alle 12.
Abstract: 1 Da domani altre occupazioni Sfiorata la rissa SCUOLA SI ESTENDE la protesta contro il decreto Gelmini Dopo il "Vallisneri" da domani scatta l'occupazione al "Pertini" e al "Fermi". Ieri corteo in centro storico e momenti di tensione davanti al gazebo del Pdl.
Abstract: documento di aperta critica alla riforma della scuola che ha inviato al ministro Gelmini e agli amministratori locali e ai dirigenti scolastici. Ricca e articolata la riflessione dei docenti. Ecco alcuni brani. "Sbandierando una poco probabile "generalizzazione" del servizio, si riduce l'orario della scuola dell'infanzia a 24 ore settimanali, con l'impiego di una sola unità docente.
Abstract: GENITORI sul piede di guerra a Tobbiana dove alla scuola elementare hanno attaccato striscioni di protesta contro la riforma varata dal ministro Gelmini. Si contestano i tagli al personale e la trasformazione per il prossimo anno scolastico dell'organizzazioine didattica. Mamme e babbi sono pronti a partecipare anche alla manifestazione nazionale.
Abstract: L'adesione alla mobilitazione contro la riforma "Gelmini" che reintroduce il maestro unico alle elementari è stata massiccia: 256 bambini su 280 iscritti, altrettanti i genitori. Dopo attività varie, una fetta di torta e un bicchiere d'aranciata, la scuola è stata lasciata intorno alle ore 23.
Abstract: Polemiche dopo la decisione del sindaco di far togliere le lenzuola anti Gelmini appese all'elementare del paese. Umberto Franchi, dirigente della Cgil, attacca: "Marchetti ha sostenuto di avere fatto togliere gli striscioni con le scritte avverse alla "controriforma" della scuola del ministro Gelmini, perché non rispettose di chi non condivide quel pensiero.
Abstract: che raffigura il ministro Mariastella Gelmini come la Madonna, "che alcuni professori del liceo Dall'Aglio di Castelnovo Monti hanno pensato di affiggere nella sala insegnanti", per Fabio Filippi (Fi - Pdl) è un "oltraggio all'immagine sacra". Un nuovo attacco del consigliere regionale, che nei giorni scorsi aveva anche segnalato il caso del manichino con le fattezze della Gelmini,
Abstract: sembrano più disponibili ad un accordo con il ministro Gelmini, anche se - per timore di perdere consensi - hanno proclamato uno sciopero di bandiera. Insomma, anche i sindacati sono in grandi difficoltà di fronte ai contraccolpi dell'iniziativa aggressiva del governo. Come è avvenuto con la campagna sui fannulloni, vinta, per ora, dal tenace Brunetta (ha ridotto del 50 per cento l'
Abstract: ma le scuole sono necessarie come l'aria e il pane, i presidi supplicano il ministro Gelmini di non tagliare. Forse le scuole dovrebbero chiedere in prestito i soldi destinati all'Università Insubria che ha sede a Como. Dal dipartimento di Matematica e Fisica sono usciti 17 neodiplomati. A seguirli, nei loro studi, 24 professori.
Abstract: Giornata di scioperi contro il Ministro della publica istruzione Mariastella Gelmini: come vede i tagli all'istruzione? "Che ci siano 50mila insegnanti in meno non va affatto bene. Sul futuro dei nostri figli non si può scherzare e non si può, allo stesso modo, cominciare a tagliare spese considerate inutili dalla formazione e dall'istruzione, autentici pilastri sociali.
Abstract: come gli studenti non sfiorati dalla riforma Gelmini. Ma la storia, se una cosa insegna, è che non si ripete mai. Mai nello stesso modo. I corsi e i ricorsi di Vico non si trovano in natura. Dunque un altro Sessantotto è impossibile, anche se nel nostro anno l'otto c'è e dunque fa cifra tonda: sono passati quarant'anni da quando una generazione con capelli a spazzola,
Abstract: Le pagelle: "La Gelmini sta lavorando bene. Il ministro più bello? è la Prestigiacomo" da Roma Polemiche sulla scuola? Acqua passata. Mariastella Gelmini "sta lavorando bene". Il Senatùr ribadisce il concetto. E da Como, piazzatosi all'arrivo del Giro della Lombardia, dà manforte al ministro dell'Istruzione.
Abstract: Martedì sera, in corso Ferrucci 65/a, ci sarà un'assemblea con i delegati delle scuole per decidere nuove iniziative. E i sindacati prevedono un presidio davanti all'Unione Industriale in occasione della visita del ministro Gelmini, martedì 28 alle 21. Gli inviti stanno andando a ruba anche tra gli studenti.
Abstract: li carica "contro la Gelmini e la sua riforma della scuola". Insomma: sono una strategia, secondo il senatur, i cortei di protesta degli studenti. Di più. Al disegno dell'opposizione sarebbe ascrivibile - spiega il ministro per le riforme - anche la ricerca del "consenso" di chi arriva nel nostro Paese.
Abstract: Gelmini: noi governo di sinistra. Il Pd: con le classi differenziate instillate odio Molti dei precari che in piazza mi insultano hanno 35 o 40 anni. La mia età. Come potrei non avere a cuore il loro futuro? Col maestro unico non licenziamo nessuno: gli altri serviranno per le ore del tempo pieno Per i disabili i tagli li aveva già decisi Prodi MARIA NOVELLA DE LUCA DAL NOSTRO INVIATO
Abstract: 19 pagina 4 Gelmini: "Bene le sezioni per immigrati Sono utili ma non chiamiamole "ponte"" di Redazione Le sezioni di ingresso sono utili all'integrazione, ma il ministro Gelmini boccia la definizione di "classi ponte". "È sbagliato chiamarle classi ponte, come le definisce la Lega - ha spiegato il ministro al convegno su Educazione e libertà della fondazione Magna Carta -
Abstract: come gli studenti non sfiorati dalla riforma Gelmini. Ma la storia, se una cosa insegna, è che non si ripete mai. Mai nello stesso modo. I corsi e i ricorsi di Vico non si trovano in natura. Dunque un altro Sessantotto è impossibile, anche se nel nostro anno l'otto c'è e dunque fa cifra tonda: sono passati quarant'anni da quando una generazione con capelli a spazzola,
Abstract: Un sindaco no global che sta con la Gelmini e la Lega? L'interessato obietterebbe che non si sente un no global (ma molti vicentini lo percepiscono così per averlo visto spesso sulle barricate) e, meno che mai, con la Gelmini e il Carroccio. Però, dopo l'iniziativa presa dall'amministrazione provinciale di Vicenza, guidata dal leghista Attilio Schneck,
Abstract: Contro il ministro e il governo si sono letti cartelli quali "Berlusconi e Gelmini, farete la fine di Mussolini", "La Gelmini mangia i bambini". E a portare questo cartello era un bimbo, tenuto per mano da un genitore. Vergogna, genitore! Ecco un uomo che non vorrei papà per nessuno, e meno che mai maestro unico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Abstract: protestano contro la cosiddetta riforma Gelmini che, a loro dire, produrrebbe effetti drammatici sull'Università Italiana. Si afferma infatti che "la riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo.
Abstract: senso che nemmeno un euro di pubblico denaro deve andare alle scuole confessionali e private: non abbiamo ben capito - ad. es - la posizione del Pd che al suo interno ha filoni consistenti favorevoli al finanziamento pubblico delle scuole cattoliche. Sull' Università è noto che l'Italia sia il Paese che crede meno nell'alta formazione spendendo meno dell' 1% del Pil in tale settore.
Abstract: A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore-professore vorrebbe che la discussione "intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale".
Abstract: A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore professore vorrebbe che la discussione intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su "una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale".
Abstract: i meriti del ministro Gelmini La riforma della scuola portata avanti dal ministro Gelmini va nella giusta direzione e non potrà che dare benefici a bambini e famiglie della nostra città e della nostra provincia. La raccolta di firme e le manifestazioni anti-Gelmini che vanno in scena in questi giorni anche a Pavia sono frutto di un'impostazione ideologica e colma di menzogne.
Abstract: stessi docenti hanno già preso posizione contro la riforma Gelmini. Il lavoro è cominciato proprio là, in mezzo al corteo che ha sfilato per le vie del centro, tra slogan e scambio di cellulari. "Abbiamo preso contatti con i rappresentanti delle scuole delle quattro province - spiega Pierre, uno dei promotori - e contiamo di dare corpo a una mobilitazione di dimensioni regionali"
Abstract: discostandosi dai contenuti della riforma Gelmini. I lavori, oltre al rinforzo strutturale, hanno riguardato anche gli interni, l'impiantistica, il rifacimento della facciata e l'adeguamento alle norme per il superamento delle barriere architettoniche, nonché la fornitura di arredi e il ripristino della vecchia campanella, che domattina suonerà nuovamente.
Abstract: ottobre La Gelmini presenterà un progetto di legge per favorire i giovani ricercatori ROMA. Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con un'apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari -
Abstract: Gelmini è sempre nell'occhio del ciclone Scuola, gli studenti preparano la manifestazione del 30 Mentre le scuole di tutta la regione si stanno organizzando per esprimere con presidi e sit-in il proprio disaccordo alla riforma voluta dal ministro Mariastella Gelmini, a Gorizia gli studenti per il momento temporeggiano e preparano una grande manifestazione di protesta per giovedì
Abstract: come stabilisce la legge, cui fa riferimento la riforma Gelmini. "Ma per ora il rischio non esiste", sottolinea l'avvocato Paolo Ciammaichella, ex alunno del Vico e promotore dell'associazione nata proprio a sostegno delle attività del liceo, "sarebbe molto più grave della soppressione della filiale della Banca d'Italia.
Abstract: Gorizia Scuola, martedì sit-in in piazza contro la riforma Gelmini MONFALCONE Dopo gli scioperi e le proteste dei giorni scorsi Stamani a Turriaco incontro pubblico organizzato dal Pd MONFALCONE. Il mondo della scuola è in fermento e protesta contro il governo e contro la riforma del ministro Gelmini.
Abstract: Attualità Gelmini: mandato a termine per i rettori delle università LA RIFORMA PERUGIA. Per il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, "non è più ritardabile nel mondo universitario una riforma della governance: magari anche definendo un numero limitato di mandati per i rettori".
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: La Ministra Gelmini, giovanissima parlamentare, ha avuto l'onore del suo " 'No Gelmini day' Le motivazioni della giornata vanno ricercate soprattutto nei contenuti della riforma proposta. Dal Giorno.it ( Milano ) Scuola in protesta con il 'No Gelmini day' Lancio di uova contro il Provveditorato Milano, 17 ottobre 2008 - Gli studenti,
Abstract: la Gelmini espelle dalla scuola 150.000 lavoratori, re-inserisce il 'maestro unico' e inventa le classi differenziate per gli stranieri, Brunetta taglia del 50% i distacchi sindacali, vincola il CCNL del Pubblico Impiego all'1,7% dell'inflazione programmata e lascia a casa i precari, il Governo si prepara a limitare se non a pregiudicare il diritto di sciopero,
Abstract: Mariastella Gelmini (LaPresse) DAL NOSTRO INVIATO NORCIA "Spaventata dai cortei? Neanche un poco. Casomai più decisa di prima". Il presidente Napolitano le ha telefonato. "Mi ha molto incoraggiata ". È il giorno dopo la grande contestazione. Il ministro Mariastella Gelmini ( foto) parla a un pranzo, in attesa di intervenire al convegno "
Abstract: Protesta bipartisan contro la Gelmini. Dal Passetto a piazza Cavour con Sturani, Bucciarelli e Quercetti Duemila in strada: coi sindacati sfila anche Forza Nuova ANCONA In 2000 contro la riforma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Il corteo di manifestanti (nella foto V.
Abstract: introduzione della riforma Gelmini. "Gli istituti rimarranno dove sono, nessuno li chiuderà. commenta il preside dell'Elia, Bruno Ippoliti - L'unica differenza che si avrà con l'accorpamento sarà sul piano amministrativo, infatti le scuole superori interessate faranno eventualmente riferimento ad un solo preside e segretario".
Abstract: PRIMA 19-10-2008 NEL GIORNALE Università Il ministro Gelmini: favorire i giovani ricercatori Sì alle classi per stranieri PAGINA.
Abstract: Il decreto Gelmini indica in 500 studenti il numero minimo di studenti sotto il quale si dovranno effettuare accorpamenti, ma solo per scuole o istituti comprensivi "che abbiano un unico indirizzo scolastico". Non solo, nei territori montani questo limite viene portato a 300, per cui l'allarme nel fabrianese sembrerebbe improprio anche per Cerreto D'
Abstract: manifestano contro la riforma del ministro Gelmini Scuola, la protesta riempie la piazza FANO Genitori, bambini, studenti e insegnanti delle scuole di Fano e della vallata si sono ritrovati in piazza XX Settembre, ieri pomeriggio, per protestare contro la riforma Gelmini. L'iniziativa, la prima di una lunga serie, è stata organizzata dal Comitato per la Difesa della scuola pubblica,
Abstract: Spazio infine alla pesante critica sulla riforma Gelmini, nel mentre sul territorio è tutto un proliferare di iniziative pubbliche ad opera di insegnanti e genitori. "Con questi tagli utili per fare cassa il pensiero di Agostini e Mandozzi -, il governo ha messo in atto una volontà di ridurre le potenzialità della scuola pubblica.
Abstract: ha quindi affermato Casini che ha difeso alcuni dei provvedimenti presi dal ministro Mariastella Gelmini come il voto in condotta, ma ha pesantemente criticato, invece, i tagli. Secondo Casini, con le minori risorse e gli insegnanti in meno "il tempo pieno è a rischio". "Se le politiche scolastiche le fa Tremonti con i tagli - ha sintetizzato - non ci stiamo".
Abstract: A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore professore vorrebbe che la discussione intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su "una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale".
Abstract: istruzione Gelmini, gli studenti dell'Iiss "Ettore Majorana" si sono riuniti ieri in assemblea nella palestra comunale per ascoltare quello che hanno da dire le organizzazioni sindacali. All'assemblea sono intervenuti Rita Magnano della Federazioni dei lavoratori della conoscenza della Cgil, Rosanna La Placa della Cisl - Scuola e Fabio Russo della Cisl,
Abstract: Contrariamente a quanto detto dalla ministra Gelmini, i dati ufficiali del Miur e dell'Ocse dicono tutt'altro. Vediamo in dettaglio. Non è vero come afferma il ministro che i dipendenti del Miur siano 1.300.000, ma 1.125.975 (Dati Mpi - La scuola in cifre). Non è vero che il 97% del bilancio del Miur viene speso in stipendi, ma il dato reale è il 78,
Abstract: limiti per i mandati Gelmini: a giorni un ddl per l'assunzione di giovani negli atenei Roma. E' una polemica molto aspra anche in Parlamento quello che si sta sviluppando sul pacchetto per l'ambiente, che vede Palazzo Chigi al centro di un contenzioso con l'Ue. L'opposizione va all'attacco, difendendo la linea europea, mentre la maggioranza trova sostegno nel presidente del Senato,
Abstract: il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini annuncia un disegno di legge per una riforma del reclutamento di docenti e ricercatori, forse anche con la speranza di calmare le acque. "Gli spazi dei giovani all'interno dell'università sono modestissimi e il blocco del turn-over non li aiuta - ha detto ieri nel corso di un convegno -.
Abstract: ad impedire la distruzione programmata da Tremonti-Gelmini con i catastrofici tagli di posti di lavoro, scuole, classi, orari, la riesumazione della anacronistica maestra unica, l'espulsione in massa dei precari'' - ha avuto comunque le sue soddisfazioni. A cominciare da quel bidello, figura-chiave, è proprio il caso di dirlo.
Abstract: Gelmini. Una scure che, se niente verrà modificato, si abbatterà pesantemente anche sulla scuola bellunese.Abbiamo fatto dei calcoli al ribasso con in mano i criteri previsti dal legge approvata da poco spiega Francesco Corigliano della Cgil Scuola e il risultato è questo: per il prossimo anno scolastico 2009-2010 la scuola elementare bellunese perderà 73 posti di lavoro e 37 insegnanti
Abstract: Brunetta e Gelmini i due ministri più popolari di questo governo. Secondo lei perché?"Perché facciamo le cose più difficili. Ma è tutto il governo ad avere un grandissimo consenso: Prodi ha avuto due anni di crescita sostenuta, ha promesso tutto a tutti, compresa la stabilizzazione dei precari e l'hanno mandato a casa.
Abstract: Gelmini, che non più tardi di qualche settimana fa stigmatizzava le retribuzioni troppo basse dei docenti italiani confrontate con le medie europee, se non con l'intento deliberato di creare confusione e disorientamento?Docenti dell'I.S.I.S. Primo Levi di MontebellunaSeguono 74 firme.
Abstract: Gilberto GambelliDecreto Gelmini:a mali estremiestremi rimediTutti i punti del Decreto Gelmini che sarà trasformato in Legge, non fanno una piega. Pertanto, W la Gelmini, W il rigore nella scuola. Questo è un Paese che conta anche finti avvocati, finti medici (vedi i recenti casi di cronaca), oppure studenti che camuffano il libretto universitario agli occhi dei genitori,
Abstract: In piazza anche i bambini Gelmini: ora tocca ai professori dell'università Quasi pronta la riforma per l'assunzione di ricercatori e docenti. Un progetto di legge per aprire le porte ai giovani RomaNOSTRA REDAZIONEDopo la manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti caldi dell'istruzione.
Abstract: Ha chiesto e ottenuto per il 26 gennaio la presenza del ministro dell'Università Mariastella Gelmini all'inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo friulano. Con il ministro ha anche concordato l'impegno per una riforma della scuola di primo e secondo grado che prevede tra i capisaldi il reclutamento dei docenti su base regionale.
Abstract: Lettera congiunta dei dirigenti delle elementari e medie del Bassanese al ministro Gelmini: "No a maestro unico e voti" Scuola, tutti i presidi contro la riforma "Molte cose vanno cambiate, ma non è più tempo solo di insegnare a leggere, scrivere e far di conto" BassanoUna lettera aperta "a chi è chiamato a decidere il futuro della nostra scuola".
Abstract: Quanto riguarda alla riforma Gelmini sul tema della formazione, è inutile piangere sul latte versato. Ho fatto inorridire l'allora rettore quando anni fa ho proposto di gestire l'università come la sanità, cioè a livello regionale. Come dà ottimi risultati la sanità potrebbe darli anche l'università e quindi la formazione".
Abstract: Al Da Schio è attivo uno sportello per l'orientamento. Intanto i direttori didattici di tutte le scuole elementari e medie del Bassanese hanno scritto e firmato una lettera aperta al ministro Gelmini contro la riforma.Fincatoa pagina 4 in nazionaleAltri servizi a pagina III, V e VII.
Abstract: Spieghiamo tutti i danni che creerà la riforma Gelmini" (m.b.e. La riforma Gelmini della scuola sta facendo discutere, anche l'opposizione. Chi è contrario punta il dito contro gli innumerevoli tagli che questa riforma porterà. Uno di questi è Diego Crivellari, vicesegretario provinciale del Pd, che si scaglia contro le decisioni prese a discapito della scuola pubblica.
Abstract: Il suo è uno dei tanti slogan che si sono alzati contro la riforma Gelmini durante la manifestazione promossa dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals per difendere la scuola pubblica.Insegnanti, genitori, personale Ata, studenti e tante famiglie si sono dati appuntamento armati di bandiere, striscioni, pentole e fischietti per far sentire la propria voce.
Abstract: pre e postaccoglienza e docenti di sostegno saranno a carico nostro" Se Gelmini taglia, il Comune dovrà farsi carico di nuove spese per le scuole cittadine di sua competenza. È questo l'Honsell-pensiero, distillato davanti al Mercato del pesce, all'inaugurazione della mostra multietnica di "Note di colore", Melting pot of art.
Abstract: Politica Articoli correlati: *Il sostegno di Napolitano al ministro Gelmini *Sciopero scuola: lancio di uova al provveditorato *Gelmini: Inutile aumentare il numero degli insegnanti per poi dare stipendi da fame Guarda tutti i correlati.
Abstract: Anche le dichiarazioni che mi sono state attribuite sono false e non corrispondono al mio pensiero". Lo afferma, in una nota, Cinzia Gelmini, sorella del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, insegnante della scuola elemntare Angelo Canossi a Pontevico, in provincia di Brescia.
Abstract: contro la riforma Gelmini. Ieri, a Cagliari, erano un centinaio gli insegnanti che hanno imbracciato le bandiere di Cgil e Cisl per dire "no al maestro unico e alla riduzione dell'orario nella scuola primaria". Ma nel mirino della protesta, che culminerà con la mobilitazione di Roma il prossimo 30 ottobre, ci sono anche i tagli agli organici.
Abstract: per dire ancora una volta no alla riforma Gelmini. Oltre 1000 infatti gli insegnanti che, armati di striscioni e bandire, si sono ritrovati in Piazza della Libertà per esprimere il loro dissenso alla manovra messa in atto dal Governo, che impone all'istruzione tagli per complessivi 7,832 miliardi di euro.
Abstract:
Abstract: didattici cittadini Tutti in piazza contro la riforma Gelmini Sassari Sassari.. Oltre duemila personale alla protesta dei circoli didattici cittadini --> Girandole, palloncini, orecchie d'asino e striscioni colorati. Una manifestazione così non se l'aspettavano neppure gli organizzatori. Alle cinque del pomeriggio in punto si sono messi in fila davanti alla chiesa di Santa Maria.
Abstract: del partito di Di Pietro dopo avere preso parte in settimana alla discussione sulla riforma Gelmini in Commissione cultura del Senato. "Nonostante le assicurazioni fornite da alcuni parlamentari locali - riferisce la senatrice piemontese -, di fatto non emerge prospettiva alcuna per un cambiamento di indirizzo che garantisca la sopravvivenza delle scuole nei piccoli Comuni.
Abstract: Alla preoccupazione per la riforma Gelmini, che colpirebbe duramente le scuole montane del Vco, Bonanni ha risposto con fermezza: "Ultimamente si parla di federalismo, ma poi si governa in modo dirigistico. Una riforma profonda della scuola è necessaria, ma deve essere concertata con i sindacati e gli enti locali".
Abstract: purtroppo la politica della scuola la fa Tremonti e non la Gelmini". Il confronto sul federalismo continua anche oggi nella seconda giornata di lavori: a partire dalle 10,45 si confronteranno sul tema del federalismo sostenibile i presidenti di Piemonte, Liguria e Lombardia: Mercedes Bresso, Claudio Burlando, Roberto Formigoni, oltre al sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Abstract: in base alla riforma Gelmini, gettano sulle due scuole l'ombra della chiusura. La festa di oggi è una delle iniziative che il Comitato genitori ed il Comune organizzano da alcuni anni per acquistare attrezzature a sostegno dell'attività didattica. Alla castagnata si aggiungono, infatti, la festa della Befana e la sfilata dei carri di Carnevale.
Abstract: Gli istituti con meno di 500 alunni perderanno l'autonomia. I plessi al di sotto di 50 verranno chiusi Piano Gelmini, a rischio 72 scuole Entro novembre la Regione dovrà applicare i nuovi parametri del governo.
Abstract: rete scolastica tenendo conto dei nuovi parametri dettati dal ministro Gelmini e dal decreto legge n.154 che detta regole per "tagliare" e razionalizzare posti, dirigenze, segreterie nella scuola pubblica. Un decreto legge che non piace agli operatori scolastici, ai sindacati, agli amministratori locali e soprattutto ai presidenti delle Regioni che hanno già preannunciato ricorso.
Abstract: della rete scolastica tenendo conto dei nuovi parametri dettati dal ministro Gelmini e dal decreto legge n.154 ("Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali") che detta regole per razionalizzare posti, dirigenze e segreterie nella scuola pubblica.
Abstract: Si può consegnare i giovani ad un futuro migliore con l'educazione e la qualità della scuola. È la ricetta di don Bosco per togliere i ragazzi dalla strada. Su questo don Palmese attacca il ministro Gelmini: "Dovrebbe essere più cosciente del fatto che le mafie temono una scuola che funziona".
Abstract: dopo la decisione del ministro Gelmini di tagliare in tre anni 87mila posti di lavoro. Anche solo un punto può fare la differenza, e allora gavetta nelle scuole private parificate (dove dopo 5 mesi e 16 giorni di lavoro, come nelle statali, si guadagnano 12 punti), supplenze provvisorie, anche di un solo giorno, o quelle annuali, che iniziano ad arrivare solo dopo qualche anno (
Abstract: Ma lei - Mariastella Gelmini, quasi fosse una delle nuove Lady di Ferro di cui la collega Mara Carfagna auspica l'avvento nel suo recente libro - cerca di fronteggiarla, tiene il punto, parte all'offensiva. "Stanno diffondendo paure e bugie, ma io vado avanti. Con determinazione!
Abstract: fino alle ultime scelte del governo: riforma Gelmini in testa, senza però dimenticare la gestione della crisi finanziaria. Immediata la reazione del Pdl. Il primo a controbattere è Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Veltroni - attacca - ormai straparla, cerca solo una misera polemica".
Abstract: POCHI ISCRITTI ALL'ELEMENTARE GUADAGNI E ALL'ISTITUTO D'ARTE Sos da Pomigliano: due scuole a rischio chiusura Comune mobilitato contro la riforma Gelmini. Martedì incontro con la Provincia.
Abstract: intervenuta sulla riforma Gelmini in veste di amministratore comunale e di rappresentante per le suole superiori dell'ambito 4, la giurisdizione scolastica di Pomigliano e Acerra. Secondo l'assessore da queste parti rischiano grosso un plesso elementare, quello di masseria Guadagni, a Pomigliano, e l'istituto statale d'arte Bruno Munari di Acerra.
Abstract: ministro Gelmini. "L'occupazione e il ricorso delle regioni alla Corte Costituzionale sono le uniche strade per dire no alle scelte del governo sulla scuola e l'università" dice l'assessore regionale alla Scuola e alla Formazione che aggiunge: "Tutti dovremmo ricordare che è grazie a tanti no pronunciati negli anni sessanta e settanta che nel Paese sono cresciuti diritti e democrazia"
Abstract: proteste contro la riforma Gelmini, nelle università e negli istituti di ogni grado, per le strade della città, dove studenti e docenti precari torneranno con tutta la loro rabbia. A partire da dopodomani, quando i ragazzi usciranno dalle aule dell'università insieme ai dottorandi e ai ricercatori precari per "dare il benvenuto" in città al premier e al presidente degli industriali.
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: rispondendo alle domande sulla riforma del ministro Gelmini. In particolare la proposta di istituire classi separate per i bambini stranieri rappresenta, per il segretario del Pd, uno dei tanti "piccoli slittamenti che progressivamente ci portano a ben altro. Resta importante garantire la sicurezza dei cittadini e anche l'integrazione".
Abstract: Istruzione Gelmini e di quelli del decreto sulla sanità, che prevede una razionalizzazione del sistema scolastico in vista di un risparmio complessivo sulle spese. "Abbiamo fatto una proiezione di quello che accadrà in provincia di Novara se verrà applicato il provvedimento che è già legge - dice il segretario provinciale di Cgil scuola,
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti)
Abstract: essere chiuse e ben 10 le dirigenze scolastiche da eliminare a causa della cosiddetta "Riforma Gelmini" che costringe gli istituti delle zone montane con meno di 500 alunni (contro il precedente limite fissato a 300) ad accorparsi. I piccoli centri e le aree montane subirebbero da questo taglio indiscriminato un colpo grave e forse definitivo alle loro possibilità di sopravvivenza.
Abstract: Io di destra con la vita rovinata dalla Gelmini" MARIA TERESA MARTINENGO Prima della manifestazione contro la "riforma Gelmini" di Cgil, Cisl, Uil e Snals, che ha portato in piazza 40.000 persone, Roberta Dana non aveva mai partecipato a un corteo. Quel giorno, invece, in piazza Castello ha portato anche le figlie e il marito.
Abstract: a scandalizzarsi per i piccini portati in piazza dalla sinistra a manifestare contro Mariastella Gelmini: non si fa. Che "la grande novità della contestazione studentesca stia proprio nei baby-scioperati", però, è una balla grande quanto la bolla di sapone da 32 metri con cui Alan McKey entrò nel Guinness dei primati. L'hanno sempre fatto, purtroppo, tutti.
Abstract: clima di intolleranza pericolosissimo Il Pd contro la Gelmini: classi separate, atto di odio Bossi: la sinistra punta a fare un nuovo '68 ROMA "Le classi differenziali sono un atto di chiusura, di odio, lo straniero crescerà in un clima di estraneità, di rabbia". Walter Veltroni arriva al circolo del Pd di San Basilio, quartiere ultrapopolare della periferia romana,
Abstract: nella cronaca di Ancona, che uno degli effetti del decreto Gelmini sarà per Fabriano quella di perdere tre istituti scolastici perchè hanno meno di 500 studenti ciascuno. Ho letto alcuni giorni fa di una ricerca fatta in cui i giovani di Fabriano dichiaravano di volersene andare da questa città perchè non c'è futuro.
Abstract: Il ministro Gelmini torna a parlare di università ed è di nuovo bufera: "Le risorse andranno alla capacità di creare occupazione". Applausi dagli studenti padani, ma a Roma i docenti oggi vanno a fare lezione in piazza. Quella che si apre è una settimana cruciale per scuola e atenei.
Abstract: Il no alla riforma Gelmini, dopo il successo della manifestazione di venerdì, continua a portare in piazza studenti e docenti. Stamattina il Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia annuncia un presidio in piazza Scala, dalle 9.30 per ribadire il no alla riforma.
Abstract: battaglia al decreto Gelmini in discussione al Senato. "Dibattiti, assemblee ed occupazioni per la tre giorni di protesta nelle scuole, da domani a giovedì, in concomitanza con la discussione della riforma in Senato - dichiara Stefano Vitali, portavoce Uds Roma - sosteniamo gli universitari della Sapienza ed informiamo tutti gli studenti medi in vista del maxi sciopero del 30 ottobre"
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini) anche a Dresano. Il centro sudmilanese, che ospita la direzione didattica delle Margherite, cui fanno riferimento anche le scuole di Vizzolo Predabissi e Colturano, organizza per questa sera alle 21 presso l'auditorium Pertini (piano terra della scuola elementare) una serata aperta sul decreto legge approvato pochi giorni fa.
Abstract: contro la riforma scolastica prevista dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Sulla scia di quello che sta succedendo anche in altri istituti italiani, giovedì dalle 21 alle 23 l'istituto comprensivo Arturo Martini di Peseggia resterà aperta con un presidio di genitori e insegnanti per protestare contro il decreto.
Abstract: In prima fila il gonfalone del Comune In marcia contro la Gelmini Domani a Solvay la manifestazione anti-tagli ROSIGNANO. Una grande mobilitazione in difesa e valorizzazione della scuola pubblica con l'adesione dell'amministrazione e la presenza del sindaco Alessandro Nenci con l'uscita del gonfalone del comune di Rosignano, è stata organizzata, in maniera del tutto spontanea,
Abstract: saranno le new entry Gelmini e Carfagna a distrarre il Cavaliere, sarà la cattiveria di Ignazione La Russa, sarà la crisi, ma temo che Letizia ogni tanto rimpianga Prodi. Bello il ritrovato amore di Milano per il rugby, auguri, sorprendente invece a Roma la disaffezione che comincia a sollevarsi tra i tifosi giallorossi nei confronti di Totti.
Abstract: Cecina Tutto pronto per la marcia anti-Gelmini Il Comune in prima fila. Cambia il percorso del corteo di Solvay ROSIGNANO. Una grande mobilitazione in difesa e valorizzazione della scuola pubblica con l'adesione dell'amministrazione comunale e la presenza del sindaco Alessandro Nenci con l'uscita del gonfalone del comune di Rosignano Marittimo,
Abstract: potranno essere grosse difficoltà a varare il provvedimento preparato del ministro Gelmini. E forse nemmeno l'opposizione si era resa conto di quanto fosse diffuso l'allarme suscitato da quella proposta di legge, al di là delle solite contestazioni che, com'è già stato ricordato, hanno coinvolto puntualmente ogni nuovo ministro dell'Istruzione, di destra o di sinistra che fosse.
Abstract: Mariastella Gelmini ha accettato che ufficiali delle tre forze armate e dei carabinieri vadano nelle scuole a spiegare il significato della Grande Guerra, ma non solo. "Per volontà del ministro La Russa", dice il generale Giancarlo Rossi, portavoce del ministro, "verrà ricordato che il 4 novembre da 90 anni è anche il giorno dell'Unità nazionale e delle forze armate,
Abstract: partecipano alle iniziative contro la riforma Gelmini. Gli otto ragazzi protagonisti della vicenda anzichè andare a scuola avevano deciso di trascorrere una mattinata alternativa a suon di vodka, che hanno acquistato in quantità da qualche negozio, probabilente della zona. Fatto sta che in viale Pordenone i giovani hanno fatto una gara a chi beveva di più.
Abstract: Cinzia Gelmini, la sorella del ministro dell'Istruzione che fa la maestra elementare ed è anche delegata della Cgil-scuola a Brescia, ha smentito ieri di essere intenzionata a dare vita a una "lotta" in famiglia. Subito dopo è sorto un'altra curiosità: vuol forse dire che dopo trent'anni di insegnamento e di militanza nella Cgil,
Abstract: sta sviluppando anche nella nostra città, contro il decreto Gelmini e contro le scelte politiche di questo governo finalizzate a tagliare risorse umane e finanziarie alla scuola pubblica, a ridurne la qualità formativa, a favorire l'ingresso di capitali privati, ad aumentare il numero dei precari, a tornare agli anni'50".
Abstract: PROVINCIA Domani si parla dei decreti Gelmini Saranno illustrati e discussi domani alle 15 nella sala Accademia 2 di Palazzo Ducale, nel corso di una riunione della VII "Commissione politiche sociali, scuola e cultura della provincia di Lucca", i decreti del ministro Gelmini. Le sedute delle commissioni sono pubbliche.
Abstract: Gelmini apre alla Lega "Esame di italiano agli stranieri" Università, lezioni-protesta dei fisici nelle piazze Il ministro ai giovani padani: ma non parliamo di classi ponte Il Pd all'attacco Sul tavolo anche l'albo regionale dei docenti. Tam-tam per le occupazioni MARINA CAVALLIERI ROMA - Lezioni di fisica in piazza,
Abstract: Montecatini Studenti stamani in corteo Contro la riforma Gelmini in campo le superiori PISTOIA. Studenti in piazza stamani per manifestare contro la riforma della scuola proposta dal ministro Maria Stella Gelmini. Quella di stamani è la prima manifestazione studentesca di quest'anno, almeno a Pistoia, mentre in altre città anche vicine è già iniziata la stagione delle occupazioni.
Abstract: Così San Giuliano raccoglie l'appello che era stato lanciato dal tavolo interistituzionale pisano per la scuola e le varie mozioni presentate sull'argomento. In pratica sarà l'occasione per contestare il decreto voluto dalla ministra della pubblica istruzione Gelmini.
Abstract: contro la Riforma Gelmini". Adesso sarà il faccia a faccia tra il preside e gli studenti a decidere la sorte dell'occupazione, anche se la posta in gioco per i ragazzi, se il preside prenderà i provvedimenti annunciati, potrebbe essere alta. Ma mentre l'occupazione al Buzzi continua ad oltranza da giorni, anche al Marconi e al Polo Reggiana le scuole fino ad oggi in autogestione,
Abstract: informativa sui cortei non autorizzati di venerdì contro il Decreto Gelmini. La scriverà la Digos. Nell'occhio del ciclone, il serpentone formato dai ragazzi del Severi diretto in piazza Maggiore. Intanto è stata archiviata la denuncia ai danni del preside e del presidente di circoscrizione delle elementari XXI Aprile per l'assemblea permanente contro il Ministro.
Abstract: A Milano la Gelmini aggiusta il tiro sugli immigrati e smentisce anche i tagli in montagna e sulle isole MILANO. Fuori la contestano ancora quelli dei Centri sociali, dentro invece questa volta si alzano in piedi per applaudirla, fazzoletti o cravatte verdi al collo, pronti ad ascoltarla per circa un'ora senza interromperla con fischi e insulti.
Abstract: Provincia di Oristano Pagina 4049 Scuola --> Oristano La situazione della scuola oristanese, alla luce del piano Gelmini, sarà al centro di una conferenza stampa in programma oggi alle 11 negli uffici della Cisl.
Abstract: Sono questi i punti fermi della riforma universitaria a cui il ministro Mariastella Gelmini intende porre mano. L'ha annunciato ai giovani di Forza Italia a Moniga per un corso di formazione. La Gelmini ha chiesto loro di difendere la sua proposta di riforma scolastica dalle "accuse infondate diffuse dalla sinistra". 7.
Abstract: Gelmini: La mia riforma incompresa di Natalia Danesi È la donna più contestata del momento. Ma all'incontro con i ragazzi del suo partito, sul suo lago di Garda, non ha voluto rinunciare. Mariastella Gelmini è intervenuta per un breve saluto alla convention regionale di Forza Italia Giovani, che si è chiusa ieri a Moniga.
Abstract: Gelmini, Cinzia, ha smentito la notizia, apparsa ieri sul Corriere della Sera, di una sua adesione allo sciopero generale della scuola proclamato per il 30 ottobre prossimo. "IN MERITO alle indiscrezioni apparse oggi su alcuni quotidiani - afferma Cinzia Gelmini in un comunicato stampa- desidero precisare che la notizia secondo la quale aderirò allo sciopero generale della scuola
Abstract: istruzione Mariastella Gelmini ha trovato allievi molto più bendisposti nei confronti suoi e della sua riforma: gli studenti del Movimento Studentesco Padano. Un incontro di un'ora e mezza che è servito a verificare i punti di convergenza tra la scuola che ha in mente il ministro e quella federale che vorrebbero Lega Nord e Lega Lombarda.
Abstract: Per accelerare l'iter parlamentare di una legge ingiusta come la riforma Gelmini, volta a ristabilire il maestro unico sopprimendo 87 mila posti di lavoro, si è scavalcato il dialogo con l'opposizione, mettendo all'angolo la funzione democratica delle Camere".PODE.
Abstract: Il rischio più imminente è che perdano il posto a migliaia a causa del decreto 133 della Gelmini che ha chiuso il rubinetto delle stabilizzazioni. La denuncia arriva dall'ex ministro dell'Università, Fabio Mussi, che svela i retroscena di una riforma che intende uccidere la scienza nel nostro Paese. "La scure Tremonti si è abbattuta pure sugli atenei.
Abstract: quella della scuola che il ministro Gelmini intende migliorare partendo con 8 miliardi di tagli ("non è possibile in un paese come l'Italia") e con l'introduzione delle classi differenziate per i bambini immigrati. Il pericolo non è solo specifico, riguarda l'intero sistema democratico: "Sono tutti slittamenti della democrazia che alla fine,
Abstract: scuola e la riforma Gelmini. Quando finalmente, esasperata, avevo deciso di scrivere alcune cose ritrovo su Libertà di sabato un commento dell'on. Tommaso Foti che riassume con toni relativamente pacati quello che io avrei voluto esporre. Il terrorismo psicologico che vari "enti" (se così si possono chiamare) stanno mettendo in atto ormai da mesi nei confronti di alunni e genitori,
Abstract: Gelmini di sostenere un abbinamento tagli e qualità, come se più tagli potessero portare a più qualità! Tutte le indagini mostrano invece che dove c'è qualità c'è investimento, anche se è vero che non vale sempre il contrario. Ci sono realtà in Italia dove a fronte di un investimento dello Stato più alto rispetto a quello dell'
Abstract: a favore della scuola e contro i tagli annunciati dal ministro Gelmini. La Risoluzione della maggioranza in Regione riferisce il no deciso al provvedimento dell'esecutivo Berlusconi che annuncia "drastici tagli nel mondo della scuola: 7miliardi e 800milioni di euro in tre anni, 87mila insegnanti in meno e 42mila lavoratori di personale Ata";
Abstract: 2008 detto "Gelmini", io dico "Berlusconi". Con questo provvedimento non si chiudono le scuole, si chiude la montagna. Senza la presenza della scuola il tessuto socio economico della montagna si sfalderà inesorabilmente, molte famiglie si trasferiranno in aree con più servizi e con più opportunità economiche, la frana demografica,
Abstract: Ma è con la Gelmini che la Pantera è tornata in libertà, a "ruggire" rabbiosamente in tutti gli Atenei italiani. La ministra di Forza Italia in compagnia del duo Tremonti-Brunetta ha messo letteralmente la ricerca "in mutande" - come recita lo slogan del movimento anti-Gelmini.
Abstract: Di Roberto Cotroneo I tagli all'istruzione sono notevoli: 8 miliardi nei prossimi 3 anni: 87mila docenti in meno e 44.500 tra bidelli e personale scolastico. Tra i punti più contestati alla Gelmini, il ritorno al maestro unico. All'Università ridotto il turn over e tagliati un miliardo e mezzo. Gelmini.
Abstract: Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione. Non è tanto la protesta degli studenti in tutta Italia il punto, quanto il fatto che la sua riforma va a tagliare, ridimensionare e sminuire l'importanza proprio della scuola. Un tempo nelle vecchie logiche democristiane, anche i ministri peggiori si inventavano qualcosa per dimostrare che i loro ministeri erano importanti,
Abstract: della Uil Scuola di Ravenna ha affermato in merito alla riforma della scuola del ministro Gelmini: '?non contestiamo la filosofia della legge anzi, posso dire che tutte le sigle sindacali sono d'accordo sull'idea di combattere gli sprechi e di effettuare qualche taglio?'. La Flc Cgil non si riconosce in questa affermazione e desidera prendere le distanze e fare alcune precisazioni.
Abstract: con la legge 133/08 e con la riforma Gelmini. A Ferrara quella di oggi sarà una giornata di mobilitazione: al mattino, in concomitanza con l'apertura dell'anno accademico (alle 10 in Rettorato), scendono in piazza studenti, ricercatori, personale, con un corteo che partirà alle 9 dal piazzale della chiesa di San Francesco.
Abstract: Corbellari, Canteri, Castagna, Menini, Campara (Gulgielmini), Fossa, Peterle, Alberti, Ala M. All. Gelmini. Valtramigna: Ferrarese, Vanzani, Bonfante, Dal Forno, Piccoli, Montanari, Crema (Dal Dosso), Naletto, Albertini, Ferro, Gaiga (Malesani). All. Lavagnoli. Arbitro: Cocozza Rete: 18' st Alberti.
Abstract: una mobilitazione necessaria per dire no alla riforma Gelmini che smantella il sistema della scuola pubblica attraverso tagli di risorse e riduzioni di personale docente e non docente - afferma il segretario provinciale Massimiliano Fiorillo - Il decreto Gelmini, scritto sotto dettatura del ministro Tremonti, risponde unicamente alla logica del taglio indiscriminato delle spese,
Abstract: io le prenderò e le spedirò subito al ministro Gelmini. E' un atto dovuto, ed un modo per far sentire che un'intera città, che in questi anni è cresciuta anche grazie al rapporto con il proprio ateneo, sostiene le cose che chiediamo a palazzo Renata di Francia". Richieste di 'bottega'? "No, ascolti e vedrà che sono le stesse cose che invocano anche tanti altri settori del paese.
Abstract: SCUOLA Le mosse della Gelmini Renato, facci sapere... Ci sono notizie che fanno notizia ed altre no. Il Corriere del 19 riporta questa dichiarazione del ministro Gelmini: "Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io" . La notizia ci rincuora.
Abstract: Reggio Emilia Un'iniziativa pro-Gelmini? Secondo me, la migliore è andare a scuola e studiare. 2RIFORMA GELMINI/3 Ma quanti sono i docenti che scioperano? Gli studenti scendono in piazza per protestare contro la riforma Gelmini; ma quanti sono in realtà i professori che scioperano?
Abstract: In ogni caso, i responsabili dell'ennesima forma di bullismo hanno meno di quattordici anni. Vale a dire: non sono imputabili di reati. Va bene. Ma un sette in condotta lo meritano? Oppure sono gli stessi che contestano il ministro Gelmini? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Abstract: numerose richieste Anci il ministro Gelmini ha affermato che non ci sono al momento le risorse per finanziare compiutamente i nuovi costi, quindi la questione è bloccata e i Comuni non possono ancora accogliere le richieste delle scuole. Nulla esclude che localmente, se le scuole possono provvedere direttamente al rimborso ai Comuni, il personale possa usufruire del servizio mensa.
Abstract: decreto Gelmini", della protesta degli studenti e delle dure accuse rivolte al Governo da parte delle Regioni. Proprio i due decreti legge su scuola (Dl 137) e Alitalia (Dl 134) sono ai primissimi punti dei calendari delle due assemblee. Il Dl 134 (amministrazione straordinaria delle imprese in crisi) deve essere votato dalla Camera con alcune modifiche,
Abstract: Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (23 commenti) Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (22 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (16 commenti) 00:37:07 - Una curiosita' statistica: Mettendo a segno uno dei quattro aces consecutivi , Venus Williams ha egu[...] Peccato Flavia!
Abstract: altrove contestatissima Gelmini, è sbocciato il feeling. Che cosa abbia detto il ministro ad un platea che alla fine l'ha salutata così calorosamente non è dato sapere, perché Gelmini ha voluto che l'incontro si svolgesse a porte chiuse; blindate, quasi: pure i microfoni che potevano far trapelare le sue parole nell'atrio sono stati spenti.
Abstract: Alla Cpc assemblea contro la riforma Gelmini "Fermiamo la distruzione della scuola pubblica". Questo il tema dell'assemblea organizzata per giovedì alle 17 nella sala della Compagnia portuale dalla Costituente per la sinistra. I promotori del dibattito ricordano che la riforma Gelmini prevede "forte riduzione delle risorse (8 miliardi);
Abstract: chiusura per molte scuole Gelmini: nessuna ROMA Dopo la grande manifestazione di ieri a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con un'apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari - il leader del Pd Walter Veltroni attacca:
Abstract: Gelmini in discussio... ORA LA PROTESTA delle scuole contro il decreto-Gelmini in discussione al Senato, comincia ad interessare direttamente le famiglie e l'economia. Proprio da vari Istituti superiori della provincia di Rovigo sta, infatti, partendo, a macchia di leopardo, per indirizzarsi a tutto il territorio nazionale (
Abstract: Intanto la protesta degli studenti contro la Gelmini incassa il pieno sostegno del Pd di San Miniato e del gruppo giovanile del partito che sostiene la mobilitazione. "A livello europeo ? si legge in una nota ? si parla sempre più di un sapere fondato su standard di qualità elevati, articolati e condivisi, in modo da garantire la crescita, professionale e personale,
Abstract: Gelmini il solito pasticcio, temo invece che sappiano molto bene quel che fanno: privatizzare l'università in favore di fini individuali. Ma l'università non c'entra nulla con il carattere aziendale degli studi, ci sono indirizzi che non hanno un immediata utilità dal punto di vista economico, perché sono studi tipicamente universitari che questo Paese deve decidere se vuole sostenere
Abstract: assessore contro il decreto Gelmini Critico Michele Scudiero, preside di Giurisprudenza: "Non credo siano efficaci, sono l'ultima spiaggia se viene meno il confronto" NAPOLI - Gli studenti dovranno occupare le scuole e le università non appena il decreto Gelmini approderà al Senato, mentre le Regioni presenteranno ricorso alla Corte Costituzionale:
Abstract: assessore Gabriele debba finalmente leggersi il decreto Gelmini e che le sue esternazioni siano inqualificabili, non credo che un rappresentante delle istituzioni possa incitare ad occupare scuole o ad altre forme di rivolta. Se Gabriele lo ritiene corretto, dovrebbe prima dimettersi da assessore per poi continuare coi metodi di piazza utilizzati in precedenza",
Abstract: della direzione nazionale e Marco Gelmini, segretario regionale. "Siamo garantisti e, quindi, riconosciamo a tutti la presunzione di innocenza fino alla sentenza di un tribunale legittimo", dicono, "conosciamo molto bene le misure prese dal governo regionale nei confronti delle cliniche private, ma si tratta per la gran parte del frutto dell'impegno della sinistra e,
Abstract: Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (25 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (23 commenti) 11:58:22 - io farei classi differenziate non per gli stranieri ,ma per i lombardi e veneti che esportano la maf[...] Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà11:57:34 - (continua).
Abstract: Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (25 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (23 commenti) 11:58:22 - io farei classi differenziate non per gli stranieri ,ma per i lombardi e veneti che esportano la maf[...] Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà11:57:34 - (continua).
Abstract: Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (25 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (23 commenti) 11:58:22 - io farei classi differenziate non per gli stranieri ,ma per i lombardi e veneti che esportano la maf[...] Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà11:57:34 - (continua).
Abstract: Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (25 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (23 commenti) 11:58:22 - io farei classi differenziate non per gli stranieri ,ma per i lombardi e veneti che esportano la maf[...] Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà11:57:34 - (continua).
Abstract: Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (25 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (23 commenti) 11:58:22 - io farei classi differenziate non per gli stranieri ,ma per i lombardi e veneti che esportano la maf[...] Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà11:57:34 - (continua).
Abstract: Gelmini. È prevista, inoltre, un'Assemblea d'Ateneo che lancerà le assemblee di tutte le 12 Facoltà prevista per il giorno dopo che si chiuderanno in un corteo. Pavia. Si svolgerà un'Assemblea d'Ateneo, con la partecipazione di dottorandi, ricercatori, docenti, organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio-Udu Pavia in collaborazione con varie realtà studentesche territoriali,
Abstract: Università di Palermo per protestare contro la riforma dell'Università del ministro Mariastella Gelmini. La manifestazione non fa riferimento a sigle partitiche o sindacali e ha avuto adesioni dagli studenti di tutte le facoltà dell'Ateneo palermitano. Apre il corteo uno striscione della facoltà di Lettere e filosofia: "Non pagheremo noi la vostra crisi".
Abstract: protesta è il ministro Mariastella Gelmini che ha inteso riformare l'istruzione a colpi di decreti legge, senza consultare i docenti, i pedagogisti (un paio di luminari si sono dimessi per protesta dallo staff ministeriale) e nemmeno i parlamentari. Nella nostra provincia ogni venerdì di ottobre s'è consumato uno sciopero: prima i Cobas dei docenti e del personale amministrativo,
Abstract: Stampa scuola e università Gelmini: risorse a chi crea occupazione "Le risorse devono essere date alla qualità, alla ricerca e alla capacità dell'università di creare occupazione: oggi abbiamo centinaia di corsi di laurea, una offerta formativa in molti casi autoreferenziale".
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini, poi cancellata -- alcune migliaia di studenti universitari hanno sfilato in corteo per le vie della città. Al centro delle proteste degli studenti e di molti docenti delle università, tra l'altro, c'è la riduzione dei finanziamenti statali per gli atenei, il blocco del turnover del personale e il rischio privatizzazione dell'
Abstract: montessoriano è a rischio di soppressione a causa del decreto Gelmini". A lanciare l'allarme è Piero Tonelli, segretario del circolo di Rifondazione comunista di Chiaravalle. Il governo ha infatti fissato in 500 studenti la soglia minima al di sotto della quale si dovranno effettuare accorpamenti. L'istituto comprensivo montessoriano di Chiaravalle, inaugurato appena due mesi fa,
Abstract: Gelmini, al fine di "aprire un confronto sugli effetti reali e ineluttabili che la riforma avrà sulla qualità del servizio scolastico e sugli oneri che ricadranno sulle famiglie". I sindacati chiedono altresì "di attivarsi immediatamente nelle sedi competenti per richiedere la sospensione dell'iter di conversione in legge del decreto ed intraprendere un percorso condiviso di analisi
Abstract: genitori uniti nella lotta contro la riforma Gelmini, "per preservare la qualità della scuola pubblica". Una levata di scudi generale a Colli, dove le insegnanti della scuola Primaria, venerdì sera hanno chiamato a raccolta i genitori dei 180 bambini frequentanti il nuovo plesso scolastico, per un'assemblea pubblica sulla riforma del ministro Gelmini e la sua politica dei tagli.
Abstract: applicazione della riforma Gelmini prevede anche il taglio di dieci dirigenze nel Piceno La scure su 35 scuole elementari e medie ASCOLI - Il primo a dare l'allarme è stato l'onorevole Agostini: con la riforma Gelmini che prevede il taglio degli istituti scolastici con meno di cinquanta studenti c'è il rischio che molti plessi di montagna o di piccoli paesi come quelli dell'
Abstract: Infine credo che molti di noi debbano avere più fiducia nella nuova riforma scolastica voluta con decisione dal ministro Gelmini. Aspettiamo, analizziamola e valutiamola bene. Come si fa a protestare, mi rivolgo soprattutto a genitori ed anche agli studenti, più che agli inseganti, senza prima avere preso atto se essa porterà più vantaggi che svantaggi, per tutti.
Abstract: riforma Gelmini. "In base a quanto stabilirà il Senato accademico spiega Sebastian Kohlscheen, studente alla Facoltà di Scienze politiche e uno dei rappresentanti del movimento studentesco vedremo quali iniziative prendere". Le richieste degli universitari sono la convocazione di un'assemblea di ateneo e l'immediato blocco della didattica come risposta al provvedimento governativo.
Abstract: contrarietà al piano di riforma del ministro Gelmini. "Sarà la magistratura ad accertare tutte le complicità ma non vorrei - dice Peppe Vassallo, segretario regionale della Cgil-scuola - che dietro ci fosse un'organizzazione radicata a cui i docenti si rivolgevano. Perché prima si è registrato il caso dei bidelli campani assunti in altre regioni senza che ne avessero i titoli ed ora quest'
Abstract: una "notte bianca" contro il piano Gelmini e, soprattutto, un corteo di studenti organizzato in fretta e furia per domani in concomitanza dell'arrivo a Napoli del premier Silvio Berlusconi. Si comincia oggi con la prima di una serie di assemblee: nella sede della facoltà di sociologia della Federico II.
Abstract: il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi. Il rettore: siamo preoccupati Il rettore dell'ateneo di Palermo, Giuseppe Silvestri ha dichiarato: "La protesta di oggi è una prova delle difficoltà che il sistema universitario sta attraversando. Siamo preoccupati - ha continuato il rettore - vorremmo avere un dialogo istituzionale,
Abstract: dal decreto Gelmini che secondo le previsioni lascerà 800 piccoli comuni senza scuola, con un taglio nazionale dell'organico docente di 87mila cattedre e circa 44mila posti del personale Ata in tre anni. A farne le spese in termini di disagio saranno le famiglie e gli enti locali che dovranno sostituirsi allo Stato per garantire il diritto allo studio nelle realtà più svantaggiate,
Abstract: Secondo la riforma Gelmini infatti gli asili comunali dovranno chiudere alle 13, in barba a tutte le pari opportunità che permettono alle donne di lavorare. Il provvedimento risolverebbe d'un botto il problema del mancato avvio della refezione denunciato nella lettera scritta al sindaco Dipasquale da un gruppo di mamme.
Abstract: per protestare contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. E per rispondere al vicesindaco Riccardo De Corato, spiegano, "che sostiene inammissibile bloccare ogni settimana la città" con i cortei. Gli studenti usano un linguaggio da rivolta: "L'autunno caldo degli studenti - scrivono in una nota dai toni minacciosi - è sempre più rovente.
Abstract: 20 pagina 16 Cinzia Gelmini "Io in sciopero contro mia sorella? È tutto inventato" di Redazione Sorella contro sorella? Tutto falso. Cinzia Gelmini smentisce la notizia di una sua adesione allo sciopero del 30 ottobre prossimo. "In merito alle indiscrezioni apparse oggi (ieri per chi legge, ndr) su alcuni quotidiani - afferma Cinzia Gelmini in un comunicato -
Abstract: incidono le attività umane sulle variazioni climatologiche è ciò che il ministro della Ricerca Scientifica, Mariastella Gelmini, vuole affinché i miliardi di euro necessari per il Protocollo di Kyoto siano spesi bene. Di Kyoto si può fare a meno, del rigore scientifico no. *Presidente World Federation of Scientists © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Abstract: Gli studenti hanno manifestato contro la riforma Gelmini senza sapere bene cosa fosse. I tagli agli stipendi dei prof? Una bufala. Abolita l'educazione civica? Nemmeno, anzi è stata reintrodotta. Ma nessuno sa come stanno le cose perché i lamenti dei profeti di sciagure nascondono la verità.
Abstract: Peccato che alle scene di Castel Volturno ci sia giunti senza Gelmini aggiunte, ma grazie al volemose bene di (antica) veltroniana memoria. Perché del Veltroni ridens in effetti rimane poco. Un'innata e involontaria comicità ("senza il governo Prodi del '96 oggi l'Italia sarebbe un mucchietto di cenere") e l'idolatria per Obama, ovviamente riconvertita a simbolo epifanico.
Abstract: In merito al decreto legge presentato dal ministro Gelmini: disposizioni urgenti in materia di istruzione e università approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto scorso”. L'illustrazione è stata svolta dalla consigliera Mirella Tuffanelli (PD). La consigliera Irene Bregola (Prc) ha quindi presentato una risoluzione integrativa “
Abstract: Cisl in trincea contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Mercoledì pomeriggio 22 ottobre nella sede forlivese di piazza del Carmine a partire dalle 21 incontrerà il personale precario docente e tecnico-amministrativo per illustrare i provvedimenti del Governo in materia scolastica. Cisl Scuola, "considerate le previste misure di riduzione dell'orario scolastico,
Abstract: Gelmini l'operato dell'opposizione desta più di una perplessità. Un refrain ricorrente, in Italia ma anche altrove, accusa la destra di cavalcare le paure per trarne sostegno elettorale (quella degli immigrati, quella della criminalità...). Difficile non constatare come, sulla riforma della scuola, non sia invece la sinistra ad agitare la paura del cambiamento e gli spettri di una
Abstract: Gelmini a macchia d'olio Alessandro Chiappetta, 20 ottobre 2008, 17:27 La protesta contro la riforma Gelmini si allarga da Nord a Sud, coinvolgendo università e istituti superiori. Cortei a Palermo, occupazioni a Napoli, Milano e Trieste. A Roma, tra lavagne e appunti di meccanica relativistica si è svolta la lezione di fisica organizzata dai docenti e gli studenti dell'
Abstract: 27 La protesta contro la riforma Gelmini si allarga da Nord a Sud, coinvolgendo università e istituti superiori. Cortei a Palermo, occupazioni a Napoli, Milano e Trieste. A Roma, tra lavagne e appunti di meccanica relativistica si è svolta la lezione di fisica organizzata dai docenti e gli studenti dell'università La Sapienza.
Abstract: meglio noto come Decreto Gelmini è solo l'ultimo mattone di un muro che separa definitivamente l'Italia dalla sua storia, dalla sua cultura e dalla sua vera identità. E' significativo che la più radicale "riforma" dell'Università italiana sia ascrivibile, nella realtà dei fatti, non al Ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini ma al Ministro dell'
Abstract: intervista doppia al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e alla candidata repubblicana alla vice presidenza Usa Sarah Palin), il blogger Diego Bianchi, Lillo & Greg (con la fiction Greg Anatomy's sulla chirurgia plastica), Paola Minaccioni e Federica Cifola. Il cuore del programma resterà l'intervista sul divanetto rosso.
Abstract: e al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Non mancherà l'imitazione del ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni ad opera di Paola Minaccioni; e, a sorpresa, interverrà anche Corrado Guzzanti (che debutterà a teatro con un nuovo spettacolo a gennaio) nei panni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti.
Abstract: alla coraggiosa Gelmini. Ma nella sua squadra di governo c'è pure tanta minutaglia. Sere fa, a un dibattito in tivù, è comparso il sottosegretario alla Pubblica istruzione, con la delega all'Università. Mi sono detto: ma quello è il famoso Pizza! Trent'anni fa era il leader nazionale dei giovani democristiani.
Abstract: Le maestre gli hanno insegnato i cori contro la Gelmini e il nonno, sessantottino nostalgico, è fiero di lui. Ieri gli ha letto tutto l'editoriale di Scalfari ma ha smesso quando il bambino ha cominciato ad avere le visioni e a sognare De Mita. A noi ci salveranno le giovani generazioni. Pensa che Matteo ha detto a Enrico, che voleva andare all'asilo anche se c'era lo sciopero,
Abstract: dalle parole ai fatti dovrebbe essere il più feroce critico verso la Gelmini. Il rischio che vedo è che la Gelmini, che di scuola poco capisce, si convinca veramente che i suoi provvedimenti servano a raggiungere lo scopo dichiarato. (?) Per ognuno di quei punti richiamati sopra infatti si potrebbero mettere in piedi riforme vere: attuare pienamente il principio di sussidiarietà,
Abstract: Scommesse Casa PROTESTA CONTRO LA RIFORMA Ricomincia la rivolta anti-Gelmini: Cori contro il ministro: "Bocciata" L'unione degli universitari annuncia un'altra giornata di mobilitazione contro la legge 133 accusata di "smantellare l'università". Azione studentesca: gli anti-Gelmini sono minoranza Roma, 20 ottobre 2008 - Giornata di forti mobilitazioni oggi negli Atenei d'Italia.
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da "Corriere.it"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
LA NOTA Un freno al radicalismo della piazza Un appello al realismo contro la tentazione dell'immobilismo Di nuovo, Giorgio Napolitano ha invitato il mondo della scuola a non farsi prendere "da nessuna esagerazione e nessun allarme". Le sue parole sono arrivate proprio nel giorno dello sciopero contro la legge proposta dal ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini. Ed anche per questo hanno avuto un impatto politico immediato. Il suo appello ha bilanciato e contraddetto le critiche liquidatorie della sinistra e dei Cobas contro il governo. Ed è suonato come una smentita per chi tende a "dire sempre e soltanto dei "no""; e come un avallo non delle singole norme della riforma, ma della logica che la ispira. Il presidente della Repubblica appare preoccupato dal rischio dell'immobilismo. Nel suo appello a cambiare una scuola che non dà quanto dovrebbe, si avverte l'allarme nei confronti di un istinto di conservazione dettato dalla paura; e nemico di qualunque scommessa sul futuro. Il suo discorso plana su un'Italia in fermento. Oltre ai cortei, ci sono regioni che vedono nella riforma Gelmini un attacco alle loro competenze; ed annunciano un ricorso alla Consulta. Quanto ai sindacati di base, sono guidati spesso da reduci di movimenti del passato, che tuonano contro "la distruzione della scuola pubblica". Dire che Napolitano non vede queste proteste o respinge la "piazza" sarebbe ingiusto; ma certo ne rifiuta l'emotività ed il radicalismo. Già nel recente passato il capo dello Stato aveva avvertito che in tempi di crisi anche le spese per l'istruzione sono condannate a subire una riduzione. Per il momento, destinataria della sua esortazione sembra soprattutto l'opposizione. Non per nulla il centrodestra batte le mani al Quirinale, sebbene imitato da qualche esponente del Pd. Ma nella maggioranza spuntano tentazioni che presto potrebbero rivelarsi irricevibili: in particolare nella Lega. Prima l'idea di classi differenziate per i bambini immigrati. Ieri un'altra proposta foriera di nuove tensioni: l'assunzione di insegnanti della scuola primaria e secondaria su base regionale. I leghisti spiegano che si tratta di una "battaglia storica ". Ed annunciano per domani la convocazione di un "Parlamento degli studenti del Nord". Sembra sarà presente lo stesso ministro Gelmini; e questo provoca le prime proteste. D'altronde, insieme col fisco l'istruzione sta diventando uno dei terreni sui quali la Lega vuole misurare la sua forza anche nel centrodestra. È un braccio di ferro che sfida apertamente l'opposizione. Ma in realtà, a guardar meglio, mette alla prova anche il Pdl, An in testa. Col risultato paradossale di rendere probabilmente più difficile una riforma che sono in molti a volere. Massimo Franco stampa |.
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da "Corriere.it"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Per il 25 era pronta una raccolta di firme pro riforma E Berlusconi fermò i gazebo Recuperiamo i sindacati" Il sostegno del Colle al ministro: ma niente più decreti Non c'è ministro dell'Istruzione che non abbia subìto una contestazione. Mariastella Gelmini chieda a Beppe Fioroni, suo predecessore, che ogni mattina offriva brioche e cappuccino a un sindacalista piazzato fisso sotto il dicastero. Eppoi ieri gli slogan dei manifestanti erano in buona parte meno aspri delle battute che Umberto Bossi gli dedicò nei giorni in cui varava la riforma della scuola. Paradossalmente, infatti, il titolare dell'Istruzione all'inizio del mandato ha avuto più sostegno da avversari come Luigi Berlinguer e Franco Bassanini che dalla Lega e da Giulio Tremonti. Il democratico Fioroni sostiene addirittura che "sul suo provvedimento avremmo potuto trovare l'intesa in due minuti se il ministro dell'Economia non avesse imposto tagli draconiani". Ma non avendo intenzione né interesse a rinverdire il duello che contrappose Letizia Moratti a Tremonti, la Gelmini ha fatto di necessità virtù, e con il tempo è riuscita a invertire la tendenza. Nei rapporti con Tremonti e nei rapporti con l'opinione pubblica. Come ha scritto il Riformista, a fronte della piazza che la contesta, i sondaggi hanno preso a premiarla. Dalla sua può vantare l'appoggio di Silvio Berlusconi, la protezione di Gianni Letta, il tifo di uno spettatore come Fedele Confalonieri e soprattutto la stima ricambiata di Giorgio Napolitano. L'ultima volta che l'ha ricevuta al Quirinale, il presidente della Repubblica teneva sulla scrivania il libro bianco di Fabrizio Barca, un dossier sulla spesa pubblica che l'economista aveva scritto ai tempi del governo Prodi e in cui era sottolineata la necessità di ridurre e riqualificare la spesa scolastica. Con la Gelmini, Napolitano è stato finora comprensivo e incoraggiante, in pubblico, come ieri, e in privato: "Mi raccomando però le ha detto niente più decreti ". La strada del ministro resta difficile, le iniziative del Carroccio e i limiti di bilancio, incrociano le richieste di Regioni e sindacati. Perché la verità non sta mai da una parte sola, persino il Cavaliere ne è convinto. Non a caso mercoledì ha voluto parlare della riforma scolastica mentre si trovava a Bruxelles, stretto tra la crisi economica e il braccio di ferro sulle misure per il clima. E c'è un motivo se il suo messaggio si è concentrato sull'occupazione e sulle garanzie alle famiglie per il tempo pieno. Nelle pieghe del decreto ci sono ambiguità che vanno chiarite, anche per tenere aperto il dialogo con il sindacato. Sono parole che Berlusconi ha pronunciato ieri in Consiglio dei ministri, "va recuperato il dialogo con il sindacato che non è ideologizzato". Ovvero, va recuperato il rapporto con Cisl, Uil e Ugl per evitare che la Cgil li costringa allo sciopero generale del 30 ottobre. Già la prossima settimana la Gelmini potrebbe convocare le confederazioni, anche perché sul pubblico impiego Tremonti pare disposto ad aprire i cordoni della borsa, cosa assai complicata se la richiesta non fosse venuta dal premier. Il fatto è che Berlusconi non vuole dare appigli agli avversari, il suo timore in prospettiva è che la scuola possa offrire un varco all'offensiva dell'opposizione, che le rigidità sulla spesa si trasformino in un tallone d'Achille del governo, finora inattaccabile a detta dei sondaggi. Il Cavaliere non rifarà errori come quello sull'articolo 18, ed è forse per prudenza che ha deciso di far sospendere un'iniziativa per il 25 ottobre, giorno in cui il Pdl avrebbe dovuto presentarsi nelle piazze d'Italia con i gazebo per raccogliere firme a favore della riforma scolastica: ha preferito non misurarsi con la manifestazione organizzata da Walter Veltroni. In fondo, una ricerca commissionata da Berlusconi proprio sulla Gelmini ha dato "risultati eccellenti". Nel report si legge che "l'Italia profonda" concorda con la riforma della scuola, il gradimento arriva anche dai genitori i cui figli sono scesi in strada a manifestare: il grembiule viene identificato con "l'ordine", voto in condotta e maestro unico con il "rigore". "Dobbiamo andare avanti, dare una scossa. Bisogna innovare la scuola ", ha commentato il Cavaliere. Che, manco a dirlo, ha aggiunto un altro settore: "... La scuola e la giustizia. Anzi, la scuola pubblica è messa peggio della giustizia. Perché, malafede a parte, i magistrati sono più preparati degli insegnanti ". Per sua fortuna la Gelmini non è Guardasigilli. Francesco Verderami stampa |.
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da "Stampaweb, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Dopo la scuola elementare tocca all'università. Il ministro dell'Istruzione Gelmini l'ha annunciato ieri: "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". "Credo che sia non più rinviabile una riforma della governance nel mondo universitario, magari anche definendo un numero limitato di mandati per i rettori - ha detto il ministro - Si deve andare nella direzione della trasparenza nell'utilizzo delle risorse, in una divisione di compiti molto netta tra Ministero e università". "Questo - ha spiegato - per facilitare il ricambio e soprattutto avvicinare la governance ad una corretta ed efficiente gestione. Oggi ci sono università in gravissime difficoltà economiche che sono vicine al fallimento, legato non ad una mancanza di risorse ma ad una cattiva gestione dei fondi". "Gli spazi dei giovani sono modestissimi e il blocco del turnover non li aiuta. Per questo sto lavorando a un disegno di legge per una riforma del reclutamento dei docenti e dei ricercatori: è meglio ridurre il numero dei dottorati, ma dare opportunità concrete a chi arriva al traguardo di questo titolo di studio". Sullo sfondo c'è la voglia del governo di trasformare le università in fondazioni e ci sono i tagli che incideranno pesantemente sui docenti negli atenei. Possono farcela le università? Un lettore mi ha inviato una sua analisi che ho trovato molto accurata e interessante. Ve la propongo per intero: ''Ogni anno, in Italia, si diplomano almeno 600mila studenti e circa il 60% (fonte Università Alma Mater di Bologna) si iscrive all'Università. Il sistema universitario italiano, dunque, può contare su un gettito annuo di 252.000.000 euro per le sole iscrizioni al primo anno (360mila studenti per 700 Euro di costo medio d'iscrizione). Nel ragionamento che segue faremo conto, all'inizio, che il costo di un sistema di formazione uiversitario consista nel solo costo del personale didattico.'' ''Il punto di pareggio è rispettato solo se mettiamo in conto che vi sia un docente e un assistente ogni circa 2500 studenti, per un costo stipendiale lordo di 100mila euro annui. Un numero disumano, che rende l'Università necessariamente "statale" nei finanziamenti. In realtà, però, i "paganti" sono molti di più dei frequentanti. Gli studenti che non si reiscrivono sono nell'ordine del 30% medio, con l'effetto che il "carico" si abbassa, per il primo anno di corso, a circa 1700 iscritti ogni coppia docente-assistente. Consideriamo, poi, che un altro abbondante 30% di studenti si laurea con uno o più anni di fuori corso, pagando tasse anche più elevate di quelle del primo anno. In pratica, il "carico" per la coppia docente-assistente si abbassa ulteriormente ad un migliaio di iscritti al primo anno. Ed infine, facciamo caso al fatto che di solito (o come buona pratica) i docenti universitari sono incaricati di più di un corso, mettiamo siano due (100 ore complessive al massimo più gli esami), giusto per andar cauti e non affaticarli troppo. Negli anni successivi, ogni studente incontrerà almeno due volte la stessa coppia docente-assistente, ma pagando le tasse per ogni anno; ergo, il carico si abbassa vertiginosamente a 200-300 iscritti all' anno per coprire i costi di una coppia docente-assistente, ad esser tirati. Senza dilungarsi ulteriormente, annotiamo che - molti non completano gli esami e/o i corsi nell'anno previsto - c'è un ulteriore gettito di contributi pubblici per quel 20% di studenti non particolarmente abbienti o quelli meritevoli - gran parte dei testi acquistati dagli studenti è editato dall'Università stessa o la stessa percepisce diritti e roialties - i corsi degli anni successivi e di "indirizzo" li possono tenere benissimo i ricercatori, sia per l'elevata specializzazione sia, sopratutto, perchè nella loro ricerca è inclusa la "restituzione" e, dunque, hanno "già pagato" un tot di ore di lezione che va dalle 20 alle 40 di media annua. Alla fine dei conti, è immaginabile un sistema che consenta di ottimizzare effettivamente l'offerta formativa, esclusivamente per la previsione dei costi, su una base di 1 coppia docente-assistente ogni 2500 iscritti al primo anno "equivalenti" ad un carico "effettivo" su ogni coppia di 100/150 matricole per anno per ciclo di esami e "semestri". Questi sono i costi di un sistema di formazione universitaria: potrebbe pagarsi da sola?Credo proprio di si, specie se vediamo il restante. Gli edifici sono ampiamente ammortati dal valore e dai potenziali fitti e noli, che restituirebbero ai cittadini spazi e luoghi, oltre che strutture e servizi culturali. Analogamente, per i costi di funzionamento, che possono ampiamente essere garantiti dagli utili di gestione derivanti da ristorazione, eventi, editoria eccetera. Restano manutenzione e laboratori. Anche per questi, le associazioni e gli enti locali dovrebbero far la loro parte, visto il patrimonio di cui beneficano. Pare anche che in parte la facciano (i privati), ma va chiarito che se le sedi universitarie sono il triplo del bastante (circa 130 "in più") e finora i soldi li ha messi lo Stato, è vana la speranza di attingere a flussi finanziari ed investimenti tali da gestire tutte le residenze e sedi. Cosa resta allo Stato? Sicuramente contribuire per quel 20% di studenti non particolarmente abbienti. Facilitare e sostenere gli investimenti, vigilare sulla professionalità e la gestione, finanziare la ricerca (ovvero un bel tot di corsi) e la struttura "ministeriale e periferica", che non è poco. Tornando ai tagli all'Università, non è ben chiaro come effettivamente riescano ad andare in passivo tanti Rettori, visto le task force di esperti che si ritrovano in casa per tutte le branche dello scibile umano. Forse potrebbero candidarsi od essere candidati in base alle capacità di management e/o di conduzione delle risorse umane. ma finiremmo vanamente per impegolarciin deontologie, etiche e libertà. Di sicuro, viene il dubbio che dietro tanta "comprensione" tra studenti e docenti universitari vi sia il mero dato che sono "fuori budget" e che o calano i professori o s'alzano le tasse per coprire i costi.'' commenti (0) scrivi.
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da "Gazzetta di Mantova, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Francesco Romani Taglio delle piccole scuole, sindaci in rivolta Perboni: i nostri paesi così moriranno. Pavesi invita la Gelmini a Casaletto MANTOVA. I sindaci affilano le armi e si preparano alla battaglia per difendere i piccoli istituti scolastici, oltre 50 nel mantovano, che chiuderanno per decreto dal prossimo anno. Assieme ai sindacati e ai genitori, chiedono di non fare d'ogni erba un fascio, penalizzando le piccole realtà per le quali la scuola è uno degli assi portanti della comunità. "Chiudere le scuole significa far morire i piccoli comuni" attacca Maurizio Perboni, primo cittadino di S. Giovanni del Dosso mentre Giovanni Pavesi, Viadana, lancia una provocazione: "Invito il ministro Gelmini a Casaletto". La norma taglia-scuole è contenuto un po' a sorpresa fra le pieghe del decreto Tremonti 154 dell'8 ottobre dedicato al contenimento della spesa sanitaria. Di fatto stabilisce semplicemente una data perentoria, il 30 novembre, entro le quali le Regioni dovranno provvedere a mettere in pratica quanto contenuto nella legge Bassanini del 1998, e "non applicata" per un decennio. La mannaia punta dunque a ripristinare quanto dice la legge, e cioè che non possono esistere scuole (plessi scolastici) con meno di 50 iscritti. La quota minima è innalzata a 60 per le medie e 75 per le elementari. Il decreto stabilisce anche che le Regioni siano commissariate se non producono il piano entro il 15 dicembre. Nella nostra provincia, alla fine dello scorso anno erano 44 le scuole d'infanzia sotto il limite di legge e 22 le elementari. Quest'anno i dati dovrebbero essere un po' migliori. Per cautela i sindacati stimano in oltre 50 le piccole scuole da chiudere. "E' inutile che il Pd faccia battaglie che non contano niente - dice amaramente Maurizio Perboni, sindaco Pd di S. Giovanni del Dosso, 1.300 abitanti -. Qui se ci tirano via materna ed elementare il paese muore, altro che storie sul grembiulino! Noi abbiamo investito con case a basso costo e servizi ai cittadini. Con il risultato di invertire il calo demografico. Ma tutto sarà vanificato se ci tolgono le scuole. Se vogliono battaglia, siamo pronti". Usa il paradosso il sindaco di Viadana, Giovanni Pavesi: "Capisco il taglio delle spese, ma invito il ministro dell'istruzione Gelmini a venire a Casaletto. Toccherà con mano che non è Milano e che qui la scuola è parte della comunità, del vissuto degli abitanti. Non si può spostare i bimbi come dei pacchi e non serve un decreto centralista, ma dare autonomia ai Comuni che possano decidere se e con quali risorse tenere aperte le scuole". "Questo decreto è assurdo e inapplicabile - dice Maria Grazia Bertoni, assessore all'istruzione di Marcaria -. Il nostro Comune, da un capo all'altro dista 30 kilometri. Come si può pensare di spostare dei bambini così, con pullmini che dovrebbero partire alle 6 e mezza del mattino, con le nebbie, le strade strette che ci ritroviamo. Noi, come tutti i Comuni mantovani, abbiamo creduto e investito nel valorizzare le nostre frazioni. Mettendo a norma gli edifici, dando il trasporto, ma anche progetti educativi mirati. Non possiamo accettare un taglio drastico in questi termini e ci faremo sentire". "Il nostro Comune è fra i più vasti della provincia - aggiunge Anita Marchetti, Fi, primo cittadino di Goito -. Non è veramente pensabile chiudere i plessi minori lasciando le frazioni senza scuole. Le frazioni sono in crescita e gli investimenti hanno consentito di avere uno sviluppo equilibrato, che rischia ora uno stop improvviso".
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da "Gazzetta di Mantova, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Seminario su legge Gelmini e inserimento degli studenti stranieri nelle scuole. Ad organizzarlo è il provveditorato agli studi che, per l'occasione, ha invitato l'ispettore tecnico del ministero Dino Cristanini e 'prenotato' per il 17 novembre l'aula magna dell'istituto Bonomi Mazzolari. Già, perchè la conferenza di servizio sui due temi caldi della scuola, il provveditore Gianfranco Ghilardotti ha voluto coinvolgere tutti i soggetti interessati. "Inviteremo presidi, sindacati, rappresentanti dei genitori e gli assessori all'istruzione di Provincia e Comune - spiega il dirigente - perchè su temi importanti come questo vogliamo la massima trasparenza. Sarà una conferenza di servizio e, quindi, servirà a fonire un quadro esauriente tanto della riforma del minsitro Gelmini quanto delle problematiche e dei progetti relativi all'inserimeno degli studenti di origine straniera nelle nostre scuole". Sul primo argomento interverrà l'ispettore ministeriale (la sua sarà una relazione tecnica e informativa) sul secondo sarà lo stesso Ghilardotti ad informare operatori e genitori sulle novità in vista (sia sotto il profilo legislativo sia sul piano delle iniziative locali). Sulla questione degli alunni stranieri si è tenuto un incontro pochi giorni fa tra presidi, genitori, Aisam, Comune e Provveditorato che è servito a fare il punto sui numeri e sui nodi da risolvere. Uno dei progetti a cui sta pensando il provveditorato è di istituire entro gennaio uno sportello informativo per le famiglie di stranieri per la scelta della scuola.
(
da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
POLITICA. A BRA Pareri "Nel 2010 ci riprenderemo la Regione" Le "ricette" dei sottosegretari [FIRMA]MARISA QUAGLIA BRA "L'indice di gradimento del governo Berlusconi non è mai stato così alto". Così ha aperto l'incontro, ieri, il consigliere regionale Franco Guida. E sul panorama politico regionale: "La Bresso farebbe volentieri a meno del Consiglio regionale. Vorrebbe governare senza mai intoppi". In attesa del 2010 ha prospettato: "Obiettivo è quello di mandarla a casa". All'attenzione della numerosa platea un'analisi dei primi mesi del governo Berlusconi, prospettive per il futuro del Popolo della Libertà e qualche riflessione su tematiche locali. Grande attenzione al mondo della scuola e alle modifiche introdotte dal ministro Gelmini. "Ogni volta che si cerca di fare una riforma - ha detto Guida - si alzano gli scudi. Spesso non si analizzano neppure i contenuti. Quello che ha fatto la Gelmini è semplicemente prendere norme vecchie, datate Berlinguer, e imporre la loro applicazione". Sul timore che molti istituti scolastici vengano soppressi le parole di Enzo Ghigo: "In Piemonte secondo la Regione verranno chiuse 800 scuole. E' una grande bugia. Si tratta di una razionalizzazione delle risorse. Accorpare più direzioni didattiche non significa chiudere strutture scolastiche". Sul tempo pieno, Guida: "Nel 2004, davanti alla scuola a tempo pieno, una parte politica distribuiva volantini secondo i quali il tempo pieno era a rischio chiusura. Cosa che non è mai avvenuta. A Bra siamo fieri della scuola a tempo pieno e su questa sono stati fatti investimenti". Ultima battuta sulle proteste anti-Gelmini è arrivata dal sottosegretario alla Difesa, Guido Crosetto: "La scuola italiana, se confrontata con quella estera, è la più costosa. Per assurdo però, secondo dati Ocse per risultato siamo dopo un Paese come la Birmania". Sempre da Crosetto è arrivata anche un'analisi su altri temi, come la crisi finanziaria ed economica: "Il nostro Paese deve rendersi conto che sta vivendo in un tenore che non può più permettersi. Per troppi anni abbiamo fatto finta di non vedere. Siamo il terzo Paese al mondo per debito pubblico, quello che spende di più per le pensioni e ha la più alta tassazione sulle aziende". La situazione secondo il sottosegretario ha una radice lontana: "Abbiamo sempre considerato lo Stato una diligenza da assaltare, il denaro pubblico non ha mai avuto un valore morale per noi italiani. Ora vediamo che lo Stato è un grande contenitore vuoto". Sui tagli e razionalizzazione delle risorse è intervenuto il sindaco di Bra, Camillo Scimone, coordinatore cittadino del Pdl: "Si tratta di proposte concrete. E' necessario procedere a una razionalizzazione delle risorse e ad un taglio degli sprechi". Sulla scuola: "Siamo cresciuti con un maestro unico e siamo venuti sù bene". Note positive all'operato del governo Berlusconi sono arrivate anche dall'onorevole Enrico Costa: "Basti pensare alla soluzione del problema dei rifiuti a Napoli, alla vicenda Alitalia. Un altro esempio di efficienza è l'istituzione del ministero della Semplificazione. Prossimamente potranno essere tagliate ben 8000 delle 21000 leggi presenti oggi nel nostro Paese". Atteso l'intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, il quale, sul partito, ha detto: "E' necessaria una guida, ma anche tutta la parte logistica per raggiungere degli obiettivi". Sull'immigrazione e le classi di preparazione: "Non si tratta di classi separate per motivi di razzismo. Sono corsi di preparazione per i bambini stranieri che così avranno la possibilità di comprendere meglio ciò che vien detto. Mettendoli nelle classi normali, li penalizziamo e non diamo loro la possibilità di avere ciò che i nostri bambini hanno". Quello di ieri è stato il primo di due incontri organizzati dal Pdl locale. Il 15 novembre si parlerà di infrastrutture, trasporti e attività produttive. Guido Crosetto Il sottosegretario alla Difesa ha dichiarato: "Il nostro Paese per troppo tempo ha voluto un medico che non dicesse quale fosse la malattia. Ma un medico pietoso porta alla morte del paziente".Carlo Giovanardi Il sottosegretario Carlo Giovanardi ieri pomeriggio ha, fra l'altro, dichiarato: "E' facile governare dicendo che ci vogliono più risorse, mentre difficile è saper governare con le sole risorse che si hanno".
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da "Trentino"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il presidente attribuisce al Carroccio la responsabilità per lo slittamento delle elezioni: dopo il Consiglio di Stato era una strada obbligata "Rinvio per le pagliacciate della Lega" Dellai: fanno come quei ragazzi che rovesciano il tavolo quando perdono "La colpa del rinvio del voto è di chi va a Roma per tribunali per motivi assurdi" UBALDO CORDELLINI TRENTO. "La Lega mi ricorda quei ragazzi che, quando si accorgono che stanno perdendo, rovesciano il tavolo. Ma i trentini sono stufi di questa pagliacciata e li puniranno". Lorenzo Dellai attinge ai ricordi dell'infanzia per attaccare il suo avversario Sergio Divina e il Carroccio sul ricorso contro l'Udc. Poi il presidente spiega che il rinvio è una strada obbligata: "I nostri uffici e gli esperti consultati ci hanno detto che, votando il 26 ottobre, avremmo esposto la Provincia ad un'alta probabilità di ricorsi". Presidente Dellai, cosa accadrà dopo la sentenza del Consiglio di Stato che esclude l'Udc dalle elezioni? Siamo costretti a rinviare le elezioni al 9 novembre, che è la prima data utile. Io ho cercato di fare in modo di votare il 26 ottobre nonostante questo pasticcio che la Lega ha combinato. Se ci fosse stato un millimetro di possibilità, si sarebbe votato il 26 ottobre, ma i nostri uffici e i costituzionalisti consultati sono concordi nel dire che avremmo esposto la Provincia ai ricorsi. Ora, io sono un candidato, ma sono anche un uomo delle istituzioni e devo tutelare la Provincia dai ricorsi che sarebbero stati sicuri se non avessimo rispettato il termine dei 15 giorni per l'esposizione dei manifesti elettorali previsto in maniera tassativa dalla legge. La Lega sostiene il rinvio non è necessario perché non c'è una lista nuova da aggiungere al manifesto, ma ne viene solo tolta una. Il manifesto che ora è esposto giuridicamente non esiste perché è frutto di un atto amministrativo che la pronuncia del Consiglio di Stato ha cancellato. E poi, la legge dice che deve esserci corrispondenza tra il manifesto e la scheda elettorale. Quanto alla Lega, doveva pensarci prima, invece di fare un ricorso per un motivo assurdo. Mi pare che ora Roma per la Lega non è più ladrona, anzi. Si va fino a Roma per tribunali per impedire ad un partito di partecipare alle elezioni e il tutto perché manca l'autentica di una firma. Insomma, presidente, lei dà alla Lega la responsabilità del rinvio? Dovevano pensarci prima. I trentini non apprezzano di certo. Questo modo di fare è lontano dalla semplicità dei trentini. Perderanno comunque, anzi, credo che aumenterà il numero degli elettori che ci apprezzano. Il segretario della Lega dice che le spese in più dovrebbero pagarle l'Udc e gli alleati del centrosinistra. Questo mi sembra un modo puerile di nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso. Non è mica stata l'Udc ad andare a Roma. E' stata la Lega a fare ricorso per negare all'Udc il diritto di partecipare alle elezioni. Se rinviamo le elezioni, è colpa della Lega che va a Roma per tribunali. Ma loro dicono di aver ripristinato la legalità. Nel loro comportamento vedo la stessa logica di chi strappa i nostri manifesti e imbratta i muri. Se il ministro Gelmini fosse competente anche per il Trentino gli darebbe un bel 5 in condotta. Invece, saranno bocciati dagli elettori. Intanto devo ringraziare l'Udc. Oggi mi ha telefonato Pierferdinando Casini per confermare che martedì sarà a Trento insieme a Letta per sostenere la nostra campagna e il progetto comune che abbiamo. Durnwalder ha detto che in Alto Adige si voterà comunque il 26 ottobre. Cosa succederà? Ho informato il collega per telefono e gli ho scritto una lettera, perché l'indizione delle elezioni deve essere d'intesa tra le due province, spiegando che sono costretto a rinviare le elezioni a causa di una sentenza del Consiglio di Stato. Adesso spetta a lui decidere. Io firmerò il decreto di rinvio probabilmente lunedì, dopo la sua risposta. Se Bolzano dovesse votare comunque il 26, vi sarebbe il pericolo che eventuali ricorsi coinvolgessero anche le elezioni trentine del 9 novembre? Assolutamente no perché la legge è molto chiara: se uno dei due consigli viene sciolto, l'altro può andare avanti lo stesso.
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da "Gazzetta di Reggio"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
E domani il caso sarà discusso in consiglio comunale Il centrosinistra reggiano si mobilita per il futuro della scuola pubblica. Mentre la Cub scuola parla di una "partecipazione altissima allo sciopero generale di venerdì scorso", sottolineando "la serrata di alcune scuole elementari e l'alto numero degli scioperanti in tutte le scuole della provincia con punte del 60-70% in alcuni istituti superiori, la maggioranza di centronistra ha convocato per domani un consiglio comunale straordinario su questi temi di grande attualità. In particolare nella seduta straordinaria di domani saranno all'esame dell'assemblea di Sala del Tricolore due mozioni di iniziativa popolare, ognuna delle quali sottoscritta da oltre 300 cittadini, proposte da un gruppo di coordinamento di insegnanti e genitori che si è costituito a Reggio per contestare i decreti sulla scuola proposti dal governo e approvati dalla maggioranza parlamentare. Nel corso della seduta, il consiglio discuterà congiuntamente anche un ordine del giorno sullo stesso argomento, presentato dal gruppo del Pd e sottoscritto dai gruppi consiliari di maggioranza e dalle liste civiche. "Un'occasione istituzionale importante - dice l'assessore alla Scuola, Università e Giovani Iuna Sassi - per riportare al centro dell'attenzione di una città come Reggio, che tanto ha investito e investe nell'educazione, il problema della scuola pubblica". E' molto concreto il rischio di un impoverimento, invecchiamento e inadeguatezza a rispondere alle sempre più complesse esigenze dei bambini, degli studenti e delle loro famiglie, che deriverebbe dai pesanti tagli di bilancio (meno 8 miliardi di euro in tre anni, 87mila docenti e 17% del personale non docente) e dalle misure previste dai decreti legge, in primo luogo quella del ritorno al maestro unico, che disperde competenze ed elimina momenti di compresenza, indispensabili per non lasciare indietro nessuno. "La discussione in consiglio comunale sarà anche l'occasione per discutere della necessità di qualificare il sistema formativo del nostro Paese, secondo il dettato costituzionale. La scuola è il principale strumento per garantire l'uguaglianza delle opportunità, a prescindere da sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, dalle condizioni personali e sociali, e per rimuovere gli ostacoli che la impediscono. Per affrontare le sfide del presente e del futuro - conclude l'assessore Sassi - uno dei fattori decisivi è la mente umana. Chi non investe in intelligenza e in formazione avrà perso la corsa in partenza". E ai manifestanti contro il decreto Gelmini arriva anche la solidarietà del sindaco Graziano Delrio, che ha fatto visita ieri mattina allo stand del coordinamento genitori e insegnanti di Reggio, allestito in piazza Del Monte per protestare contro i tagli alla scuola. Alla visita era presente anche la consigliera comunale del Pd Rossana Cavatorti. Sia il sindaco sia l'esponente del Partito democratico hanno ribadito più volte la loro solidarietà con i manifestanti dichiarando la loro ferma contrarietà al progetto disegnato dal governo Berlusconi.
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da "Gazzetta di Reggio"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
SEGUE DALLA PRIMA Decine di aziende, in tutti i settori, nelle quali le organizzazioni sindacali hanno negoziato in questi giorni l'utilizzo degli ammortizzatori sociali; altre dove sono state concordate misure diverse, in attesa degli eventi. Oppure - e questo ha caratteristiche più pesanti - l'apertura di procedure di mobilità o il ricorso alla cassa integrazione straordinaria, soprattutto nelle realtà dove vi sono ragioni di crisi strutturale. In tutto circa cento aziende, per una quota di lavoratori coinvolti che va dai due ai tremila. E siamo probabilmente solo all'inizio. Che la crisi finanziari avrebbe rapidamente investito la cosiddetta economia reale, era prevedibile. Ma l'aprirsi di una fase recessiva non è un elemento normale ed ha bisogno di provvedimenti urgenti e straordinari, non solo in campo finanziario. Checché ne dica il presidente del Consiglio, ogni giorno impegnato a proporre un approccio soft alla situazione italiana, la crisi economica mondiale può avere nel nostro paese effetti straordinariamente pesanti, per due ordini di ragioni. Il primo, è dato fatto che l'Italia ha già patito socialmente l'effetto di politiche liberiste. E' come se un virus colpisse un organismo già fortemente debilitato. Precarietà nel lavoro, bassi salari, riduzione del welfare sono elementi che contraddistinguono la condizione delle lavoratrici, dei giovani e dei pensionati, nel nostro paese, già da molto tempo. Il secondo aspetto è dato dal fatto che la congiuntura negativa si sovrappone ad un ritardo strutturale del nostro tessuto economico, con evidenti effetti moltiplicatori. Per capirci, ciò che è avvenuto in Italia - secondo paese industriale d'Europa - e in Germania - paese guida - negli ultimi dieci anni, corrisponde a logiche diametralmente opposte. Ed è noto il differenziale competitivo negativo del nostro sistema produttivo. Di fronte a questa situazione la Cgil ha posto al governo, e a tutti gli altri interlocutori, un problema evidente di riordino delle priorità: la crisi è il primo punto. Per questo servono uno o più tavoli di confronto, a livello nazionale, per discutere di politica industriale e di interventi sul sistema produttivo, rilancio degli investimenti pubblici, misure di sostegno all'occupazione, a partire dal finanziamento straordinario degli ammortizzatori sociali. Soprattutto, servono misure di sostegno ai redditi, da lavoro e da pensione, per fare ripartire i consumi. In questo c'è bisogno di una politica fiscale e redistributiva radicalmente diversa rispetto alle assurde e inefficaci misure decise dal governo in questi mesi. Per analogia, anche a livello locale abbiamo bisogno di attivare un tavolo urgente con le istituzioni e tutte le associazioni d'impresa, che auspico possa essere promosso nei prossimi giorni dalle organizzazioni sindacali provinciali. I temi da affrontare sono tanti, ma alcuni sono più urgenti. Tra questi, la necessità di proteggere la condizione dei lavoratori e delle famiglie dagli effetti della crisi economica, intervenendo anche sugli istituti di credito per evitare azioni di penalizzazione per chi ha contratto mutui per l'acquisto della casa di abitazione. Detto questo, vorrei soffermarmi ancora sull'agenda nazionale, per l'iniziativa del movimento sindacale, che è evidentemente assai densa. Le posizioni sin qui espresse dal Governo in campo sociale e sui diritti dei lavoratori rendono sempre più esplicito un fatto: siamo di fronte all'intenzione di stravolgere l'attuale modello sociale. Le privatizzazioni annunciate sulla sanità, l'arretramento culturale e civile nel campo dell'istruzione, la cancellazione di diritti fondamentali nel lavoro e la nuova ondata di precarizzazione rappresentano gli assi portanti delle politiche della maggioranza di centro-destra. Non migliore è la situazione sul versante dei contratti di lavoro. In questo caso ci pensa la Confindustria, che ha evidentemente saldato un nuovo patto con il governo, a mettere in campo un attacco che ha pochi precedenti alla contrattazione collettiva e a rivendicare una nuova stagione di basse retribuzioni, quando ormai tutti sanno che è necessario adottare la ricetta opposta. La Cgil ha respinto il documento proposto dagli Industriali sulla riforma della contrattazione, esattamente perché ha i significati appena richiamati. Ripeterà la stessa valutazione, anche se con ogni probabilità il governo sosterrà quella proposta, in occasione del tavolo che verrà convocato a giorni a Palazzo Chigi. E' ancora possibile fare qualcosa di diverso e di assai più utile rispetto a quanto in quel testo proposto. Per questo diciamo a Cisl e Uil di fermarsi, di riflettere, di tornare alla piattaforma che insieme abbiamo discusso e condiviso con le lavoratrici e i lavoratori. E poi la questione democratica. Succedono cose strane in questo paese: l'avvocato personale di Berlusconi candidato alla Corte Costituzionale; si minacciano di chiusura i giornali di opposizione; si esautora costantemente il Parlamento; per non parlare della totale cancellazione di ogni ambito di confronto con le organizzazioni sociali. A questo, solo parziale, elenco vorrei aggiungere che -ancora una volta- se si intende imporre una svolta autoritaria e antidemocratica nel paese, si mettono in discussione anche i diritti sindacali. E' il caso del disegno di legge delega per la "riforma" del diritto di sciopero nei servizi pubblici. Una misura anticostituzionale che dovrebbe allarmare ogni sincero democratico. Intanto sta allarmando il mondo del lavoro, naturalmente non solo per questa ragione. Novembre sarà un mese denso di mobilitazioni (ma si comincia prima, il 30 ottobre, con lo sciopero generale nazionale di tutta la scuola). Saranno mobilitazioni nazionali di numerose categorie, a cui probabilmente si aggiungeranno iniziative territoriali promosse dalla Cgil. Il decreto Gelmini ha innescato - e non poteva che essere così - una reazione nel mondo della scuola, come da anni non si vedeva. E' il segno che, come la storia ci insegna, quando si rischia di andare molto a fondo, quando sono in discussione diritti e principi essenziali, la risposta non si fa attendere. Io credo che attorno alla necessità di contrastare con efficacia la disastrosa politica economica e sociale di questo Governo, i suoi connotati antidemocratici e di negazione di fondamentali diritti e libertà, può innescarsi una nuova saldatura sociale tra il mondo del lavoro e quello della scuola, che in altri tempi è stato il presupposto essenziale per aprire una nuova stagione di cambiamento. Mirto Bassoli.
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Claudia Benatti "Cari ministri, qui nessuno è lavativo" Ottanta insegnanti e bidelli del Selmi scrivono a Brunetta e alla Gelmini Le accuse di lassismo e assenteismo del minstro Brunetta e i tagli del ministro Gelmini non piacciono al personale scolastico e all'istituto superiore Selmi di Modena insegnanti e bidelli hanno preso carta e penna decisi a far sentire la loro voce. Ne è nata una lunga lettera, che in calce reca un'ottantina di firme e che nei giorni scorsi è stata spedita proprio ai due ministri, duramente criticati. Si prepara così anche per il personale dell'Itas Selmi la partecipazione allo sciopero e al corteo a Roma previsti per il prossimo 30 ottobre. Ecco alcuni stralci della lettera. "Vogliamo reagire di fronte all'aggressione continua, assillante e decisa verso la scuola e gli insegnanti che viene condotta dai ministri Bunetta e Gelmini - dicono gli ottanta firmatari, insegnenti e dipendenti Ata, della lettera che dall'Itas Selmi è partita alla volta dei ministeri della pubblica amministrazione e dell'istruzione - Le accuse taglienti, le affermazioni false e tendenziose, le offese stridenti e laceranti non fanno che consolidare, rafforzare, accrescere, rassicurare, aumentare, espandere la fierezza con cui sentiamo di svolgere il nostro compito nella società. Il ministro Brunetta sostiene che gli insegnanti sono fannulloni: a chi si riferisce? Faccia i nomi. Venga a cercarne qualcuno al Selmi di Modena; porti con sé un cronometro se intende valutare il lavoro con una quantificazione in secondi, minuti, ore, giorni e notti, sabati e domeniche e feste comandate. Se il metro di giudizio è il tempo, allora Brunetta dovrà fermarsi a Modena molto più delle 18 ore settimanali di cui ama parlare. Crede forse che le lezioni vengano partorite lì, all'istante? Brunetta è professore all'università: forse lui non prepara accuratamente la lezione? E' dotato di una sapienza innata? Noi Ripanti, Quartili, Debbia, Costantini, noi con un nome e cognome, noi insegnante di scuola superiore da 30 anni, che abbiamo superato 5 concorsi statali, con lauree, specializzazioni, noi che abbiamo insegnato a ragazzi del nord, del centro, del sud, a straneri, noi che frequentiamo corsi di aggiornamento, che leggiamo, sappiamo, osserviamo, cerchiamo di capire la realtà in cui vivono gli studenti, noi saremmo quelli che non preparano le lezioni e non si aggiornano? Il nostro è un mestiere, non una di quelle attività che ci si inventa all'istante, come, ad esempio, fare il ministro dell'istruzione o della funzione pubblica! Quello che qui abbiamo citato è solo il tempo misurabile quantitativamente, perché c'è poi una qualità del tempo che è comprensibile per profondità e intensità del coinvolgimento psicologico ed emotivo. Poi c'è l'assenteismo citato da Brunetta. Venga pure a trovarci qui al Selmi, verifichi il tasso di assenteismo dei docenti. Il ministro non sa che per i docenti è cosa gravosissima assentarsi da scuola in quanto tutte le attività restano in sospeso in mancanza di supplenti almeno per 15 giorni: ciò significa che è tutto da recuperare. Brunetta e la Gelmini vorrebbero umiliarci con calcoli e grafici. E invece cresce la nostra autostima per l'attività che stiamo svolgendo, proviamo la soddisfazione di impegnarmi al di là del calcolo da bottegai di minuti, secondi, ore, avvertiamo il piacere immenso di rivedere uno studente che prosegue fiducioso i suoi studi dopo il diploma; perciò, a dispetto dell'immagine arcaica e caricaturale con cui ci state infangando presso l'opinione pubblica nazionale, sentiamo aumentare in noi l'orgoglio per la nostra professione! Noi continuiamo a testa alta e a voce alta".
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da "Gazzetta di Reggio"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Le nostre scuole non devono chiudere" Castelnovo, dirigenti scolastici e amministratori "La riforma Gelmini danneggerà la montagna" L'assessore Maioli "Verrebbero tagliati servizi alle famiglie" CASTELNOVO MONTI. Si discute un po' in tutta la provincia delle conseguenze della riforma della scuola. Ma i timori maggiori, i dibattiti più accesi, stanno riguardando in particolare l'area appenninica, dove si teme la chiusura di diversi plessi scolastici. Nella giornata di venerdì si sono svolti due importanti incontri su questi argomenti: uno con i dirigenti scolastici di tutti i dieci Comuni del distretto montano, guidato dal capoluogo Castelnovo Monti, e un secondo con i sindaci e gli assessori alla Scuola dei medesimi Comuni, allargato alla Comunità montana. "Entrambe le riunioni - spiega l'assessore alla scuola del Comune di Castelnovo Giuliano Maioli - hanno esaminato diversi elementi legati alla riforma scolastica e le tematiche principali emerse sono quattro. La prima è la soppressione dei plessi scolastici con meno di 50 alunni, che riguarderà principalmente il territorio montano. In entrambe le riunioni si è convenuto che per noi questa norma è inaccettabile e inapplicabile per motivi socio-economici: in certe aree, infatti, vorrebbe dire impedire la fruizione di un servizio essenziale, da parte di quei cittadini che hanno scelto di vivere e far vivere la montagna. Ma ci sono anche motivi logistici, dato che non esistono gli spazi necessari a ospitare gli studenti che sarebbero trasferiti da questi plessi. I Comuni agiranno insieme a Regione, Anci, Uncem, e tutti gli altri Enti ed associazioni per attivarsi con ogni strumento possibile perché sia modificato questo aspetto". La seconda questione è il ridimensionamento e il numero degli istituti sul territorio, con l'ipotesi di accorpamenti. "La scuola reggiana - prosegue Maioli - ha già fatto la sua parte su questo tema dieci anni fa, e questo ha portato la media provinciale di alunni per istituto a un numero superiore al massimo consentito. Comunque amministratori e dirigenti scolastici si rendono disponibili a discutere ipotesi che rendano più stabili le scuole della montagna e prevedano il superamento della direzione didattica di Castelnovo Monti, attraverso la creazione di un istituto comprensivo, ma con gradualità". Terzo aspetto discusso sono le preoccupazioni sull'indicazione di istituire sezioni di scuola materna con un unico docente e solo in orario mattutino, con possibilità di avere alunni da 2 a 5 anni in sezioni fino a 30 bambini. Di fatto in questo modo si taglia un servizio, con le famiglie che avranno a disposizione un orario ridotto rispetto ad oggi, e si trasforma la scuola dell'infanzia al massimo un servizio di assistenza". "Quarto e ultimo tema - conclude - è quello del maestro unico che è una soluzione peggiorativa. Tagliando poi il numero delle ore nelle classi prime che dovrebbero partire col prossimo anno scolastico, si costringono le scuole a ridurre l'orario anche delle altre classi, causa l'ingestibilità di trasporti e orari d'ingresso. Ci sarebbero infatti classi nella stessa scuola che dovrebbero fare dalle 8.30 alle 12.30 e altre dalle 8 alle 13. La riforma avrà le ricadute più pesanti sui Comuni della montagna che, oltre aidisagialle difficoltà territoriali, vedranno il taglio di docenti a causa di numeri più ristretti che in città". (l.t.).
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da "Alto Adige"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
IN TRENTINO Botta e risposta tra Dellai e Divina Intanto il governatore scrive a Durnwalder spiegando le ragioni del rinvio BOLZANO. "La Lega mi ricorda quei ragazzi che, quando si accorgono che stanno perdendo, rovesciano il tavolo". Il governatore trentino, Lorenzo Dellai, attinge ai ricordi dell'infanzia per attaccare il suo avversario Sergio Divina e il Carroccio sul ricorso contro l'Udc. Poi il presidente spiega che il rinvio è una strada obbligata: "Io sono un candidato, ma rappresento anche la Provincia e devo tutelarla da eventuali ricorsi. I nostri esperti ci hanno detto che, votando il 26 ottobre, avremmo esposto la Provincia ad un'alta probabilità di ricorsi". Il senatore del Carroccio risponde per le rime: "Abbiamo solo ripristinato la legalità, piuttosto faccia in modo di non rinviare il voto". Presidente Dellai, cosa accadrà dopo la sentenza del Consiglio di Stato che esclude l'Udc dalle elezioni? "Siamo costretti a rinviare le elezioni al 9 novembre, che è la prima data utile. Io ho cercato di fare in modo di votare il 26 ottobre nonostante questo pasticcio che la Lega ha combinato. Se ci fosse stato un millimetro di possibilità, si sarebbe votato il 26 ottobre, ma i nostri uffici e i costituzionalisti consultati sono concordi nel dire che avremmo esposto la Provincia ai ricorsi". La Lega sostiene che il rinvio non è necessario perché non c'è una lista nuova da aggiungere al manifesto, ma ne viene solo tolta una. "Il manifesto che ora è esposto giuridicamente non esiste perché è frutto di un atto amministrativo che la pronuncia del Consiglio di Stato ha cancellato. E poi, la legge dice che deve esserci corrispondenza tra il manifesto e la scheda elettorale. Quanto alla Lega, doveva pensarci prima, invece di fare un ricorso per un motivo assurdo". Insomma, presidente, lei dà alla Lega la responsabilità del rinvio? "Dovevano pensarci prima. I trentini non apprezzano di certo. Questo modo di fare è lontano dalla semplicità dei trentini. Perderanno comunque, anzi, credo che aumenterà il numero degli elettori che ci apprezzano". Il segretario della Lega dice che le spese in più dovrebbero pagarle l'Udc e gli alleati del centrosinistra. "Questo mi sembra un modo puerile di nascondere la mano dopo aver lanciato il sasso. Non è mica stata l'Udc ad andare a Roma. E' stata la Lega a fare ricorso per negare all'Udc il diritto di partecipare alle elezioni". Ma loro dicono di aver ripristinato la legalità. "Nel loro comportamento vedo la stessa logica di chi strappa i nostri manifesti e imbratta i muri. Se il ministro Gelmini fosse competente anche per il Trentino gli darebbe un bel 5 in condotta. Invece, saranno bocciati dagli elettori". Durnwalder ha detto che in Alto Adige si voterà comunque il 26 ottobre. Cosa succederà? "Ho informato il collega per telefono e gli ho scritto una lettera, perché l'indizione delle elezioni deve essere d'intesa tra le due province, spiegando che sono costretto a rinviare le elezioni a causa di una sentenza del Consiglio di Stato. Adesso spetta a lui decidere quale interpretazione giuridica adottare. Io aspetterò la risposta e, probabilmente lunedì, firmerò il decreto di rinvio". Se Bolzano dovesse votare comunque il 26, vi sarebbe il pericolo che eventuali ricorsi coinvolgessero anche le elezioni trentine del 9 novembre? "Assolutamente no perché la legge è molto chiara: se uno dei due consigli viene sciolto, l'altro può andare avanti lo stesso".
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da "Alto Adige"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Occupazione Cosa ci sia aspetta dalla "riforma" della scuola firmata dalla ministro Gelmini? Maggiore serietà, maggiore preparazione, innalzamento del livello del modello educativo in previsione di una maggiore occupazione. Ecco, qui il traguardo è stato raggiunto in tempi brevissimi. Scuole e università sono già in piena occupazione, di aule ed edifici. Il tifoso Il ri-candidato Seppi è stato visto alla festa degli alpini fare il saluto romano verso la gente accorsa alla sfilata. Qualcuno ha anche risposto nello stesso modo. Seppi un fascista? No, si è entusiasmato e sì è fatto prendere da un tifo calcistico. Per piacere Le norme sull'espulsione dei clandestini si sono ridimensionate. Servivano agli spot della campagna elettorale nazionale della destra, ma l'Europa non le ha considerate, diciamo così, degne. Al posto dell'arresto un'ammenda. Al posto dell'espulsione forzata un "scusi, per piacere, potrebbe allontanarsi?" Con calma e per piacere. E soprattutto un po' di buona educazione. In fondo si tratta di persone, come noi. Occhi al cielo Fotografia a colori. Sguardo rivolto verso l'alto. Il timore del passaggio di un piccione? Una nuvola carica di pioggia? L'aereo per Roma che parte? Che ci sarà mai lassù... Sotto la fotografia un nuovo slogan: Non vi lascerò mai. Una minaccia? Alziamo gli occhi al cielo... Due svizzere Nei primi nove mesi del 2008, anno delle Olimpiadi, in Cina sono nati un milione di bambini. Pare che molti desiderassero avere un figlio "olimpico". Considerando che la popolazione cinese è di 1,3 miliardi di persone e che con il tasso attuale la Cina deve nutrire in più ogni anno una popolazione due volte quella della Svizzera, ci si chiede: avevano proprio bisogno delle Olimpiadi? Non bastava qualche Guinness dei primati? Autofurto L'ho scampata bella! Dalla Questura invitano a guardarsi intorno e segnalare chi traffica intorno alle biciclette. I furti sono molti e ognuno di noi amanti dello spostamento veloce in città ha lasciato sul campo (anzi sulla strada) almeno un paio di bici. Giorni fa ho vistosamente armeggiato a lungo con il mio lucchetto che si rifiutava di aprirsi. In pieno centro e per almeno dieci minuti. Nessuno si è avvicinato, nessuno ha pensato che potessi rubare la bicicletta. Forse non sono della tipologia giusta ma da domani mi porto l'olio per la serratura. Non si sa mai, potrebbe venirmi in mente di rubarmela da sola.
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da "Gazzetta di Modena,La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
VIGNOLA Caso scuola Interviene il Pd SPILAMBERTO. "Il Pdl ha paura della libertà?". Questo l'interrogativo di Daniela Barozzi, segretaria del Pd, riguardo alla rimozione, per la quale si erano mobilitati i consiglieri di centrodestra, dei cartelli di insegnanti e genitori del Istituto Comprensivo Fabriani a difesa del tempo pieno e contro i tagli alla scuola pubblica. "Mentre in tutta Italia - spiega - le proteste si esprimono liberamente, pare che i manifesti e gli slogan elaborati dai nostri concittadini (contrassegnati dalla buona educazione e dalla correttezza che distingue le nostre maestre e le nostre mamme), facciano una gran paura proprio a chi della libertà dovrebbe aver fatto una bandiera. Come reagiranno alle centinaia di firme contro i tagli della Gelmini, che i genitori hanno già raccolto ed alla compattezza degli insegnanti? L'Istituto Comprensivo si è qualificato nella zona di eccellenza internazionale, pertanto ci augureremmo che un così massiccio rifiuto facesse suonare un campanello d'allarme anche nelle convinzioni dei consiglieri di centrodestra". (a.ferrari).
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da "Giornale di Brescia"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 19/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:bassa bresciana Roncadelle A scuola uno sciopero da record RONCADELLEEvidentemente le motivazioni dell'agitazione erano molto sentite. Forse unico caso nel Bresciano, allo sciopero nazionale di venerdì 17 ha partecipato il 100 per cento dei docenti della scuola elementare "Gianni Rodani" dell'Istituto comprensivo di Roncadelle, in via Togliatti. Lo sciopero era stato indetto dai Cobas (Comitati di base) "per protestare contro la riforma della scuola proposta dal ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, che, in particolare, prevede il ritorno del maestro unico nelle scuole elementari". Per la precisione hanno incrociato le braccia 38 insegnanti sui 40 che avrebbero dovuto essere in servizio venerdì, ma due non si sono presentati perchè malati. La scuola, di fatto, è rimasta chiusa tutto il giorno, con i cancelli serrati anche se negli uffici erano presenti le impiegate (personale Ata, amministrativo). L'assenza di tutti i docenti, che per altro era stata comunicata con uno-due giorni anticipo, per iscritto o verbalmente, a tutti gli alunni, ha colto di sorpresa quei (pochi) genitori, che verso le 8 sono ugualmente passati davanti alla scuola per verificare la presenza o meno degli insegnanti dei loro figli, che hanno poi dovuto riaccompagnare a casa o "parcheggiare" dai nonni o da altri parenti. Ma le sorprese non sono finite. Alle confinanti scuole medie "Antonio Gramsci" e materne "Suor Brigida Sironi" di Roncadelle, che fanno parte dello stesso Istituto comprensivo delle elementari, non ha scioperto nessun docente. Fra il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario), alle elementari hanno scioperato in 10 lavoratori sui 17 che dovevano essere in servizio: si tratta dei collaboratori scolastici (i bidelli). Alle medie tutti e quattro i collaboratori scolastici hanno scioperato. Ricordiamo che il prossimo giovedì 30 ottobre ci sarà lo sciopero nazionale indetto dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, sempre per protestare contro la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. g. spi.
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da "Giornale di Brescia"
del 19-10-2008)
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Edizione: 19/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Scuola in agitazione. Il ministro: vado avanti La Gelmini: il maestro unico c'è in tutta Europa. Mano tesa per l'Università. Il Pd: "Le classi differenziate portano odio" Il ministro Gelmini: mano tesa sul turn-over in Università ROMA Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con un'apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari - il leader del Pd Walter Veltroni attacca: molte scuole chiuderanno, si favorirà la dispersione scolastica e con le classi separate "si instilla l'odio". Da Norcia, dove ha partecipato a un convegno, la Gelmini ha ribadito le sue posizioni. "Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente" ha rilanciato, difendendo punto per punto la riforma, dal maestro unico ("una formula che esiste in tutti i Paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana") al voto in condotta. Ha poi assicurato che non sarà tagliato il tempo pieno e ha ribadito che "si stanno raccontando molte bugie" frutto di disinformazione, come le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati. Quanto alla chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, ha precisato che "è sbagliato chiudere le scuole di montagna, ma non è giusto che dopo un regolamento del '98 che imponeva l'accorpamento per fare economie, nulla sia stato fatto". Sull'Università, invece, il ministro ha teso una mano, ammettendo che il blocco del turn over penalizza i giovani che vogliono entrare nel corpo docenti: "Entro ottobre - ha annunciato - presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare, sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". Ma dall'opposizione il leader del Pd Veltroni attacca pesantemente la sua riforma: "So per certo - dice - che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica". Drastico il giudizio anche sulle classi separate per gli studenti stranieri: "Cosa vuol dire che un immigrato non può stare in classe con gli italiani? Queste classi differenziate sono un atto di chiusura che farà crescere gli immigrati nell'odio. Non ci si ricorda che noi siamo un Paese di immigrati. Si vuole instillare il seme dell'odio". Numerose le prese di posizioni politiche che si sono susseguite durante la giornata, con gli esponenti del centrodestra schierati a difesa del ministro e quelli del centrosinistra fortemente contrari.
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da "Giornale di Brescia"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 19/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Veltroni rilancia la manifestazione anti-Governo del 25 ottobre ROMAIl governo e la sua maggioranza "occupano" i media italiani, ecco "il perché di tanto consenso". Walter Veltroni, sceglie un piccolo circolo del Partito democratico della periferia romana, quartiere S. Basilio, sulla Tiburtina, per il suo affondo contro il governo. Critiche che vanno dalla presenza in Tv, uno "squilibrio" rispetto allo spazio dedicato all'opposizione, fino alle ultime scelte del governo: riforma Gelmini in testa, senza però dimenticare la gestione della crisi finanziaria. Immediata la reazione del Pdl. Il primo a controbattere è Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Veltroni - attacca - ormai straparla, cerca solo una misera polemica". Partendo dai dati trasmessi dall'Agcom sullo spazio dedicato nella televisione, sia pubblica che privata, alle forze politiche, il segretario del Pd aveva sferrato il primo affondo: "Sui giornali ci sono dati allucinanti - aveva sottolineato - dove la presenza del governo e della maggioranza è al 70%, ecco perché il consenso è così grande. È uno squilibrio inaccettabile". E di fronte ad una "televisione che non è mai stata così schierata", il leader Democratico ha contrapposto "la realtà di un Paese in sofferenza che non riesce ad arrivare alla fine del mese". Il segretario però non si è fermato, e dopo le critiche all'invasione mediatica del governo, ha contestato alcune dichiarazioni del premier Berlusconi sulla crisi finanziaria. Secondo Veltroni la ricetta da mettere subito in pratica è "l'aumento degli stipendi a partire dalla tredicesima". Il segretario del Pd non ha risparmiato accuse neanche sulla riforma della scuola: "So per certo che molti istituti chiuderanno", ha tagliato corto mettendo in guardia dal "brutto clima" diffuso nel Paese. Il riferimento è alle classi separate, ipotesi contenuta in una mozione presentata dalla Lega Nord. Il rischio è che "gli immigrati crescano nell'odio". La risposta a tutto questo, ha concluso Veltroni, è la partecipazione massiccia alla manifestazione del sabato 25 ottobre. "Sarà una manifestazione - sottolinea - in cui si esprimerà il disagio di un Paese che vuole cambiare".
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Noi insegnanti pagati poco e bistrattati" Documento dei docenti del liceo Levi contro Brunetta: "Ci ha offeso" MONTEBELLUNA. I docenti del liceo scientifico e classico "Primo Levi" di Montebelluna contro il ministro Renato Brunetta per le sue ultime esternazioni sugli insegnanti. "Offensive, sconfortanti, destabilizzanti": così nel documento sottoscritto da 74 docenti del "Levi" sono definite le affermazioni del ministro della funzione pubblica. A far perdere la pazienza ai docenti sono state le recenti affermazioni di Brunetta, culminate in qesto passaggio illustrato dal documento dei docenti: "I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e la maggioranza non è neppure entrato per concorso, ma grazie a sanatorie. E poi 1.300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l'insegnante è part- time e come tale è ben pagato". Il documento dei 74 definisce queste affermazioni offensive "per la professionalità dei docenti, per i quali per l'ennesima volta non viene riconosciuta, in termini di tempo e di qualità, la mole di lavoro sommerso (e come tale non retribuito) destinato alla preparazione delle lezioni, alla preparazione, correzione e valutazione degli elaborati, all'aggiornamento". Vengono definite anche sconfortanti "per i docenti che quotidianamente profondono energie, oltre che nella attività curricolare, anche nella realizzazione di progetti didattico formativi", con la precisaione che "il compenso per un'ora di attività non di insegnamento è di 17,50 euro lordi. Impossibile trovare una qualche consulenza professionale, nel settore privato, a questi prezzi". Nel documento le affermazioni del ministro della funzione pubblica vengono pure definite destabilizzanti "per il sistema scolastico pubblico, delegittimato agli occhi dell'opinione pubblica attraverso la delegittimazione più o meno subdola di quelle persone, e sono tante, che ci lavorano dentro con passione e impegno". Ce n'è anche per la Gelmini, laddove il documento si chiede "come si può spiegare la contraddizione fra quanto affermato da Brunetta e quanto sostenuto dalla sua collega di governo, l'onorevole Gelmini, che non più tardi di qualche settimana fa stigmatizzava le retribuzioni troppo basse dei docenti italiani im confronto con le medie europee?". (e.f.).
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Miopìa di Galan sulla riforma Gelmini" Rete degli studenti contro il governatore VENEZIA. La rete degli studenti Veneti insorge contro Galan: "Non capiamo come si possa essere così miopi da non vedere la razionalizzazione dei tagli, che Galan esalta, porteranno la scuola pubblica sul lastrico. Il governatore ha deciso di stare dalla parte della Gelmini. Noi siamo dalla parte degli studenti a cui verranno diminuite le ore nei tecnici e nei professionali, ai quali verranno tagliate le strutture e i laboratori, le gite e le attività extracurriculari". Intanto nel Vicentino alcuni insegnanti hanno acquistato una pagina su un quotidiano per protestare contro l'introduzione del maestro unico. "Chi ha tagliato la maestra?" chiede il titolo della grande inserzione in cui campeggia un post-it giallo strappato su cui è disegnata con pochi tratti una giovane insegnante sorridente. "Sono una maestra - recita quindi il testo - mi sono specializzata a insegnare alcune materie e lo so fare bene. Uso le poche ore di compresenza per aiutare i bambini in difficoltà, in classi sempre più numerose e complesse... Tutto questo viene distrutto da una legge, nessun dibattito, nessun progetto, nessuna riforma, solo tagli che distruggono una scuola che funziona".
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 19-10-2008)
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La nuova struttura, intitolata a Papa Giovanni XXIII, ospita anche gli alunni della frazione di San Fior di Sotto Inaugurazione e frecciata alla Gelmini Taglio del nastro per le elementari di San Fior. Con cartello anti-ministro SAN FIOR. Inaugurazione in polemica con il ministro Gelmini ieri mattina per la nuova scuola elementare "Giovanni XXIII". Uno striscione appeso nel parcheggio dell'istituto recitava: "No al maestro unico". Ieri nessuna manifestazione perché doveva essere una festa e così è stata, ma uno striscione per ricordare l'opposizione alla riforma che rischia di sconvolgere l'istruzione nella scuola primaria. Ad allietare la giornata con musica e canti, vestiti con il loro grembiulino blu le decine di bambini delle elementari. Presenti oltre al sindaco Cesare De Martin la giunta ed anche rappresentanti della minoranza, tra cui l'ex sindaco Fiorenzo Carniel. Hanno dato il loro saluto il dirigente scolastico, il professor Stefano Da Ros, insieme all'assessore provinciale all'edilizia scolastica Carla Puppinato e il consigliere regionale Marco Zabotti. Una struttura, quella di via degli Alpini sorta non senza qualche problema, in particolare con l'azienda appaltatrice di Catania con cui il Comune ha avuto un contenzioso giudiziario, lamentando oltre ai ritardi nei lavori la mancanza di finiture e il completamento dell'opera. Il secondo stralcio che ha visto operare un'altra impresa è decisamente andato meglio, così adesso in un edificio moderno e funzionale possono trovare posto tutti gli alunni di San Fior e della frazione di San Fior di Sotto. (Diego Bortolotto).
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da "Giornale di Brescia"
del 19-10-2008)
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Edizione: 19/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Moniga, oggi il ministro Gelmini alla convention dei Giovani "FI" nIeri la prima giornata della Convention regionale dei Giovani di Forza Italia, la due giorni che si concluderà domani, sempre a Moniga, alla presenza del ministro dell'Istruzione, l'onorevole bresciano Mariastella Gelmini. Fin dalle prime battute dei lavori, l'evento dei giovani forzisti è stato occasione di confronto con alcuni dei principali esponenti del movimento politico giunti appositamente da tutta Italia. Tra questi, nel corso della prima giornata, l'on. Luigi Casero, sottosegretario all'Economia, e l'on. Mario Mantovani, sottosegretario ai Trasporti. Fitto il programma anche per questa domenica, in cui sulle rive del lago di Garda è attesa anche la presenza del ministro Gelmini. I lavori della mattinata, che si aprirà alle 10, saranno introdotti dal giornalista Paolo del Debbio, all'intervento del quale seguirà quello del coordinatore nazionale di Forza Italia Giovani, Francesco Pasquali. Poi a mezzogiorno l'atteso incontro con il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Alle 15, sarà la volta del senatore Marcello Dell'Utri, mentre alle 16.30 interverrà l'eurodeputato Guido Podestà, coordinatore di Fi per la Lombardia.
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da "Giornale di Brescia"
del 19-10-2008)
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Edizione: 19/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Scuola, dal Pd un incontro sulla riforma Un incontro pubblico che vuole essere "un dibattito aperto con insegnanti, dirigenti e tutto il mondo della scuola" perché "non accettiamo una riforma imposta senza confronto". Carla Bisleri, per dieci anni assessore alla Pubblica istruzione del Comune e oggi consigliere di opposizione eletta col Partito democratico, definisce così l'incontro in programma per martedì 21 ottobre, alle 21, nell'auditorium della Scuola media "Bettinzoli", in via Caleppe 13. La serata - organizzata dal Pd con il Comitato cittadino, il gruppo consiliare a Palazzo Loggia e i circoli cittadini - sarà introdotta e coordinata dalla stessa Bisleri, mentre Mario Maviglia - bresciano ispettore del Ministero della Pubblica istruzione, oltre che pedagogista - interverrà con una relazione destinata anche a suscitare il dibattito tra i presenti. "La scuola bresciana sta riflettendo e discutendo", assicura Carla Bisleri, che ha partecipato personalmente a molti incontri "della base", nell'ambito dei quali ha avuto l'occasione di riscontrare "il desiderio di informazione e approfondimento, oltre alla preoccupazione. Per quanto mi riguarda - continua - io sono rimasta molto sorpresa dalle mosse del ministro Gelmini: come del resto altri, non mi aspettavo che si tornasse a riformare la scuola primaria, sia perché funzionava sia perché era stata appena riformata dalla Moratti che, oltretutto, prevedeva un tempo educativo più lungo, in contraddizione con quanto prospettato dal nuovo ministro. Tutti, invece, attendevano che si intervenisse sulle superiori, sulla formazione professionale... Capisco le preoccupazioni finanziarie, ma ci sono sprechi che vengono molto prima dell'organizzazione delle elementari". Ma non è tutto. Perché la Bisleri critica anche il metodo della Gelmini: "Innanzitutto sarebbe stato opportuno un tavolo congiunto Stato-Regioni-Comuni, perché la scuola non è soltanto dello Stato, solo il personale è statale; e poi mi chiedo: qual è il progetto educativo sotteso a questo frettoloso decreto?". E, ancora, la Bisleri osserva che in giro c'è molta confusione: "Il grembiule, il voto in condotta e il maestro unico sono diventati degli slogan che offuscano quello che sarà il vero cambiamento al quale la scuola primaria sarà sottoposta".
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da "Tribuna di Treviso, La"
del 19-10-2008)
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IL CONVEGNO Sicurezza stradale Il comitato frazione di Ponzano organizza una conferenza sulla sicurezza stradale dal titolo "Alcol, droga, velocità, ambiente: i rischi nella guida". L'appuntamento è per giovedì alle 20.30 alla barchessa di Villa Serena a Paderno. A PAESE Riforma Gelmini Quali effetti avrà la riforma della scuola? Tante risposte alla domanda potranno venire durante l'incontro "Riforma Gelmini: scuola in pericolo?" che si terrà domani alle 20.45 nella sala polivalente in piazza Andreatti a Paese.
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da "Secolo XIX, Il"
del 19-10-2008)
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Lezioni in piazzalettere si prepara"già da domani" le proteste NATA due giorni fa durante un'assemblea straordinaria di presidi e professori, l'idea di tenere all'aperto le lezioni universitarie ha preso campo. La facoltà di Lettere assicura che, dopo il blocco di questa settimana, le lezioni riprenderanno regolarmente domani, ma si svolgeranno in gran parte nelle strade e nelle piazze della città. L'iniziativa ha già raccolto le adesioni di altri professori. Tutti preoccupati per le conseguenze dei tagli imposti all'Università dalla Finanziaria, e tutti decisi a manifestare il proprio dissenso anche insegnando per strada. Lo stesso preside, Michele Marsonet, che pure ha preso le distanze dalle lezioni all'aperto, non ha dubbi: "non si addicono al mio temperamento tranquillo ma le faremo senz'altro, e subito". Si avvicina intanto lo sciopero generale della scuola, proclamato per il 30 ottobre. Per quel giorno, i sindacati stanno preparando un treno speciale Genova-Roma. Ieri, invece, di fronte alla sede Rai di corso Europa, un gruppo di circa trecento insegnanti, bambini, genitori e sindacalisti di Cgil, Cisl, Uil e degli altri sindacati del comparto scuola, ha sfilato in corteo e distribuito volantini contro la "riforma Gelmini". "Abbiamo scelto la Rai - spiega Paola Repetto, segretaria regionale della Flc-Cgil - per richiamare l'attenzione di alcuni mezzi di informazione, che stanno sottovalutando i tagli alla scuola". 19/10/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cosseria. Prima l'inaugurazione delle scuole a Cosseria poi il taglio dei nastri a Cairo, in occasione dei "mercati della terra", organizzati da Comune, Slow Food e associazioni dei coltivatori diretti. È stata una mattinata intensa quella del presidente della Regione Claudio Burlando, soprattutto in occasione dell'inaugurazione del plesso unificato delle scuole di Cosseria, che comprende sezione "primavera", materne ed elementari, per 63 bambini complessivamente. Un edificio che appena inaugurato in località Chiesa, e costato 700 mila euro di contributi pubblici (Regione, Provincia, Comune, Fondazione Carisa), è finito tra quelli a rischio taglio in base ai provvedimenti del decreto-Gelmini, perché al di sotto del "quorum" di 50 iscritti (a Cosseria sono solo poco più di una ventina). "Un conto è la chiusura di un plesso di una città - ha detto Burlando, accompagnato nella sua visita dal parlamentare Guido Bonino (Lega Nord) e dal consigliere regionale Michele Boffa (capogruppo Pd) - dove ciò può rappresentare la differenza di una fermata di autobus, un altro la chiusura dell'unica scuola di un piccolo comune, che in quella realtàè invece componente essenziale della vita sociale della comunità". Il governatore ligure ha assicurato al sindaco di Cosseria, Gianni Cavallero, che ha lanciato durante la manifestazione un appello per salvare la scuola, la volontà di portare in consiglio regionale l'intenzione di non chiudere alcun piccolo istituto: "Ci batteremo con le realtà locali per non far chiudere le scuole, soprattutto di montagna" il monito, condiviso dal deputato valbormidese Guido Bonino che ha ricordato come le decisioni non siano già state prese dal governo, "dove è in corso un dibattito sui provvedimenti del piano elaborato dal ministro Gelmini. Mi auguro che si tenga conto dell'importanza che le scuole rappresentano per i piccoli centri come Cosseria". Il sindaco Cavallero che ha curato la realizzazione della nuova scuola, tirata su proprio davanti al Comune insieme all'architetto Fabio Poggio, ha ribadito "come la scuola sia anche il luogo in cui la comunità si incontra, si confronta, scambia idee e dove sviluppa un senso di appartenenza". A. P. 19/10/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
All'inaugurazione del nuovo plesso a cosseria Gli alunni sono una ventina. A rischio per i tagli Gelmini. Il presidente al taglio del nastro garantisce: la Regione si mobiliterà 19/10/2008.
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da "Secolo XIX, Il"
del 19-10-2008)
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Ventimiglia I genitori hanno organizzato per giovedì una grande manifestazione a difesa delle scuole che rischiano la chiusura 19/10/2008.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-10-2008)
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SCUOLA. Non si placano le proteste La Gelmini: "L'Università va ringiovanita" ROMA Manifestazioni, cortei e sit-in non fermano Maria Stella Gelmini, ministro dell'Istruzione, che rilancia: entro il mese presenterà un disegno di legge sul reclutamento di docenti e ricercatori e contro il blocco del turn-over nelle università. "All'università serve un ringiovanimento del corpo docente", ha spiegato la Gelmini a Norcia per un convegno, "perché gli spazi per i giovani sono strettissimi". Facendo un bilancio del lavoro svolto, la Gelmini è arrivata a dire che l'attuale "sembra un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente". Il giorno dopo la protesta della scuola e dell'università e dopo l'appello al dialogo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a governo e sindacati, la tensione resta alta. Ma la Gelmini ha ribadito che sulla scuola "si stanno raccontando molte bugie", come gli 87 mila licenziamenti. Frutto di disinformazione anche la polemica sulle classi ponte per immigrati, proposte dalla Lega. Tutto falso e lei sta "cercando le risorse per fare dei corsi di lingua italiana per i bambini immigrati in difficoltà". E anche ieri la scuola è tornata in piazza. La protesta è arrivata sul web e sulla stampa. Un gruppo di insegnanti vicentini ha acquistato una pagina del Giornale di Vicenza per dire "no grazie" al maestro unico. A Firenze 7 mila studenti in corteo contro i tagli dei fondi hanno paralizzato il traffico e un centinaio di insegnanti a Cagliari ha partecipato al sit-in di Cgil, Cisl e Gilda. Per la prossima settimana sono in programma altre manifestazioni. L'intensificazione delle proteste divide politici e sindacati e le posizioni sono distanti pure sul monito di Napolitano "Non bisogna dire solo no"; "giusto" per Raffaele Bonanni leader Cisl; "pesantissimo e a gamba tesa", per Piero Bernocchi, Cobas. Per Fabrizio Cicchitto, Pdl contro la Gelmini "si è scatenato tutto il movimentismo possibile" e Gaetano Quagliariello, Pdl ha equiparato la scuola ad Alitalia: "O si interviene o fallisce". Maurizio Gasparri, Pdl, ha accusato i genitori "drogati" che "intossicano i figli portandoli in piazza". Per Silvana Mura, Idv, le proteste sono "non solo giustificate, ma forse doverose". Perché il governo ha fatto della scuola "un terreno di conquista". Pier Ferdinando Casini, Udc, ha difeso alcuni dei provvedimenti, ma ha criticato che i tagli alla spesa pubblica partano dalla scuola: "Una scelta senza prospettive per il futuro".
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-10-2008)
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IL CONGRESSO. Rielezione plebiscitaria per il consigliere regionale ed ex assessore Ps, Guindani confermato Paroli, prove di dialogo di Andrea Podestani Dionigi Guindani si conferma segretario provinciale del Partito socialista. Un pieno di consensi, per lui, grazie all'unanimità raggiunta durante un congresso provinciale che ha visto la presenza di oltre 200 iscritti e premia una mozione nella quale spiccano i nomi di Ettore Fermi, Laura Castelletti, Guido Vittorino Baruffi e Vittorangelo Archetti: un documento programmatico improntato, secondo le parole del consigliere regionale, "sul rispetto per l'identità e l'autonomia del partito, ma con lo sguardo rivolto a una nuova alleanza tra politica e società civile, volto a riproporre una linea di continuità con il clima dell'ultima campagna elettorale, che a Brescia ha premiato la lista di Laura Castelletti con il 7 per cento dei voti". LA RICONFERMA di Guindani era attesa, ed è diventata ancor più certa dopo la notizia della fuoriuscita di 32 firmatari su 95 dalla mozione 2, proposta dal candidato Roberto Bianchi (assente al congresso): una mozione, come si legge nel documento, caratterizzata "dalla necessità di rinnovare la dirigenza, lontano da un modello oligarchico". "La sfida ora è rivolta alle comunali, alle provinciali e alle euroepee - ha sottolienato Ettore Fermi - serve quindi un'aggregazione con le forze civiche, specie nei comuni sotto i 15 mila abitanti, in grado di dire la propria e di contrastare il dilagante consenso che il centro destra, a quota 70 per cento in certe zone, continua ad avere". Un cammino, quello tracciato da Ettore Fermi, che ora deve fare i conti con nuovi obiettivi: "Più asili nido gratuiti o comunque a basso costo per le famiglie della città - ha rilanciato dal palco della sala congressi dell'Hotel Majestic, dove si è tenuto il congresso, Laura Catselletti - aumentando l'orario delle fasce pomeridiane nelle scuole". Un punto cardine per i socialisti è l'istruzione, al centro di vive polemiche: un tema su cui si è espresso anche il sindaco Adriano Paroli, presente al congresso insieme all'assessore al commercio Maurizio Margaroli e quello al Bilancio, Fausto di Mezza, per ribadire la propria vicinanza al ministro dell'Istruzione: "La Gelmini sta affrontando la questione scuola in modo onesto - ha detto Paroli - tenendo conto che i bilanci nazionali devono tener conto di 1 milione e 300 mila dipendenti". In tema di assistenza sociale, Paroli ha poi ripreso l'argomento bonus bebè, affermando come "i cittadini italiani chiedono un'attenzione particolare. Divisioni nelle classi? La questione si ripropone anche a Brescia, dove ci sono istituti che vedono una larga maggioranza di stranieri nelle classi, magari in un rapporto di 2 a 1, come succede in classi caratterizzate da 15 stranieri su 22 totali. La questione è spinosa e la manovra adottata mi pare di buon senso" ha concluso il sindaco. Ma il nodo-scuola è sembrato l'unico a dividere Laura Castelletti e Adriano Paroli, che nel saluto ha sottolineato tutta la propria stima per Gianni Panella, "ancora oggi mio punto di riferimento nell'attività di sindaco. Con Panella il rapporto è sempre stato di totale fiducia, così come con Dionigi c'è un'affinità profonda e un rapporto di grande stima". Non è mancata qualche piccata critica socialista al Pd, colpevole secondo Castelletti "di aver chiuso un alleanza positiva, come quella con Corsini, per proseguirne un'altra con la Sinistra Arcobaleno".
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-10-2008)
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Cronaca pag. 12 Scuola, arriva il ministro Gelmini Oggi a Moniga sarà la scuola a tenere banco. Al tavolo dei relatori, salvo contrattempi, siederà Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione. L'INTERVENTO È ATTESO tra le 11 e le 12, subito dopo quello del coordinatore nazionale dei giovani di Forza Italia Francesco Pasquali. Sarà dunque la scuola l'osservato speciale odierno: dopo l'economia, un altro tema di grande attualità. "Gli investimenti sulla scuola sono giusti e necessari - ha detto ieri Casero - : basti pensare che si tratta di formare la classe dirigente del nostro paese nei prossimi anni. È obbligatorio cercare di riportare il livello della nostra scuola il più vicino possibile a quello degli altri paesi europei". Punto cardine della "rivoluzione" in atto il ritorno al maestro unico e l'introduzione di una persona deputata all'insegnamento dell'inglese. "Gli italiani conoscono l'inglese peggio di qualunque altro abitante dell'Europa - dice Casero - : è difficile calcolare quanto possa essere costato, in termini economici, questo deficit culturale. Riuscire a colmare questa lacuna vorrebbe dire essere più competitivi sul mercato e, perchè no, risalire pian piano la china. Ma è un progetto a lungo termine". D.BO.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
LENO. Maria Stella Gelmini non partecipa al convegno di Villa Badia sulle Fattorie didattiche Manca il ministro, salta il sit-in Maria Stella Gelmini dribbla il pacifico sit-in di protesta in programma stamattina a Leno. Il ministro all'Istruzione ha fatto sapere che non parteciperà alla tavola rotonda sulle "Fattorie didattiche" ospitato a Villa Badia. Il forfait ha fatto saltare il presidio di protesta di studenti e docenti della Bassa contrari alla riforma scolastica avviata a colpi di decreto. I lavori saranno aperti alle 9 con il saluto del presidente della Coldiretti, Ettore Prandini e del responsabile di Terra Nostra, Alessandra Morandi. A seguire l'intervento di Maria Teresa Besana, referente della Regione del progetto che proporrà una riflessione su "Le fattorie didattiche come espressione di multifunzionalità in agricoltura e di imprenditorialità in forte espansione". Poi la parola passerà a Piero Maffeis, preside dell'Istituto superiore "Dandolo" di Bargnano di Corzano parlerà dei rapporti fra il mondo della scuola e l'agricoltura. A esporre invece l'esperienza della fattoria didattica "L'Arca di Noè" sarà invece Angela Pennati. Quindi, il coordinatore della Fondazione Campagna amica, Carlo Aussmann spiegherà i benefici della cosidetta filiera corta che accorcia le distanze fra consumatori e produttori agricoli.M.MO.
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da "Arena, L'"
del 19-10-2008)
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Peste&corna La scuola deve tornare ad essere autorevole E la Gelmini ci prova Un paio di settimane fa la Camera dei deputati ha detto di sì alla riforma della scuola del ministro (o ministra) Maria Stella Gelmini. Ha detto di sì con un decreto legge che la rende immediatamente esecutiva. Se ne discuterà in Aula. Io non sono un costituzionalista - vengo da studi umanistici e filosofici, non giuridici - ma da cittadino di buon senso, ritengo, forse a torto, che quando un Paese come il nostro, e non solo il nostro, è sotto torchio, in piena emergenza, diciamo pure in pieno marasma, io ai decreti legge, voluti dal governo (qualunque governo) sono favorevole. Non ci si può estenuare in dibattiti parlamentari dove ognuno tira l'acqua al proprio mulino, pensa solo alla propria bottega. Io, come i miei lettori sanno, anche perché non ne ho mai fatto mistero, anzi, l'ho sempre con orgoglio proclamato (e non senza conseguenze), sono un uomo di destra. Qualcuno mi dirà che questa non è destra. Non sarà destra, ma è più destra della sinistra. Del resto, la vera destra è morta e sepolta con Giolitti, Croce, Prezzolini, Longanesi, Montanelli. La scuola, così com'è, non va. E non va perché a me personalmente non piace. Non va perché non va. Non va perché si studia poco e male, colpa anche della contestazione sessantottina, che sarà roba di quarant'anni fa, ma che ha fatto di questa scuola un porto franco di fannulloni, somari e bulli. Con questo non voglio dire che molti giovani non studino. Non voglio dire che non ci siano fior di insegnanti che per stipendi di fame fanno come meglio non potrebbero il loro dovere. Voglio semplicemente dire, sfidando gli strali velenosi dei cosiddetti "progressisti", che nel complesso la scuola è un gran caos (benevolo eufemismo). Con le solite, nobili eccezioni, non c'è disciplina, non c'è controllo (o troppo pochi), non c'è ordine. Quell'ordine che garantisce il buon funzionamento di una sana pedagogia. La vita è una cosa seria, anche se non bisogna mai prendersi troppo sul serio. La scuola non c'insegna solo quando nacque Roma, perché scoppiarono le guerre puniche, chi furono Alessandro, Giulio Cesare, Napoleone, Churchill, Mussolini, Stalin, Hitler, chi scatenò la prima e la seconda guerra mondiale (tanto per restare alla storia). La storia non è solo sequenza arida di nomi, date, battaglie vinte o perdute, di armistizi conclusi o traditi, ma anche di uomini, con i loro vizi e virtù, le loro debolezze, le loro viltà, i loro eroismi. Stesso discorso per tutte le altre materie. Ma compito della scuola è anche quello di forgiare il carattere, di educare al civismo, al rispetto degli altri e delle regole. La scuola non dev'essere buonista, indulgente, permissiva. La scuola dev'essere severa; se necessario, inflessibile. E ora qualcuno non mi accusi di apologia di autoritarismo. Io, ripeto, sono un uomo di destra, liberale, che parlerà e scriverà troppo, ma che lascia parlare e scrivere tutti. Aborro ogni forma di censura anche perché, finché è durata l'egemonia culturale catto-marxista, ne sono stato vittima. La vecchia scuola non era autoritaria, ma autorevole. Contava il merito e sul merito erano fondate le gerarchie. L'allievo si rivolgeva al docente con il lei e il docente all'allievo con il tu. Nessuno faceva il bullo, e se qualcuno ne assumeva le pose, rischiava la sospensione o la bocciatura. I bravi, e solo i bravi, che non significa i più intelligenti, ma i più diligenti e sgobboni, andavano avanti. Gli asini o ripetevano o riparavano a settembre. I giudizi erano espressi in voti: da uno a dieci, e nessuno parlava di crediti e debiti. Se l'avesse fatto gli avrebbero messo la camicia di forza. Se oggi sono quel che sono, ammesso che sia qualcuno, lo devo al rigore dei miei maestri, oltre che alla lezione dei miei genitori. Il resto sono chiacchiere.
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da "Arena, L'"
del 19-10-2008)
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Nazionale pag. 7 La crisi non pesa sui consensi a Berlusconi Persino sulla scuola Cisl e Uil sembrano più disponibili ad un accordo con il ministro Gelmini, anche se - per timore di perdere consensi - hanno proclamato uno sciopero. Come è avvenuto con la campagna sui fannulloni, vinta, per ora, da Brunetta (che secondo le stime ha ridotto del 50 per cento l'assenteismo degli statali). D'altra parte il clima sembra veramente cambiato e l'opinione pubblica non accetta più discorsi generici di riforme, senza che si metta mano all'ascia per tagliare la spesa pubblica, fatta anche di sacche di parassitismi e privilegi, di tutela di piccole e grandi caste. E se in Italia quando si comincia a toccare corporativismi e lobby, con tutti gli interessi consolidati, scoppia il finimondo, oggi pare che i favorevoli siano più dei contrari. Di tutto questo dovrebbe tener conto Veltroni (o il prossimo leader del Pd....) se intende fare un'opposizione che dia qualche frutto.
(
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il governo e i sondaggi Il decisionismo porta consensi Perché, nonostante la crisi, la stagnazione o recessione, a seconda di come la valutano gli economisti, il governo Berlusconi continua a registrare una crescita dei consensi? Eppure è storicamente dimostrato che quando le cose vanno male, il primo ad essere penalizzato è proprio chi governa. E, invece, ad essere in difficoltà è l'opposizione, se si esclude il partito di Tonino Di Pietro, che se si votasse oggi - visti i sondaggi - raddoppierebbe i voti delle politiche, mentre il Partito della libertà, in questo momento sfiora il 64 per cento dei consensi. Anche se non siamo fra quanti nutrono un'assoluta fiducia nei sondaggisti, prendiamo atto che, almeno rispetto al passato, qualcosa sta effettivamente cambiando. Intanto, sulle grandi vertenze sociali e ambientali (scuola, lotta all'assenteismo nella pubblica amministrazione, sanità, ecc.) ma anche sul rilancio del nucleare nel quadro di un nuovo programma energetico nazionale (rigassificatori e termovalorizzatori compresi), e la realizzazione delle grandi opere pubbliche (Tav, ponte sullo Stretto, nuove autostrade e altre infrastrutture) non si registra più la stessa reazione popolare di un tempo. È curioso perché, anche se la sinistra radicale non è più rappresentata in Parlamento, continua ad avere una presenza organizzata nella società. Eppure il silenzio, l'assenza di manifestazioni rumorose ci sembrano molto significative e confermano l'estrema debolezza della sinistra massimalista e, in generale, di tutta l'opposizione, eccettuato, come detto, il caso di Di Pietro (la cui unica preoccupazione sembra quella di attaccare Berlusconi). Il Partito democratico di Veltroni sembra caratterizzato dalle roventi polemiche interne fra le quindici e più correnti. Al punto che già circolano i nomi dei successori di Veltroni, destabilizzando non solo l'attuale segretario ma tutta la leadership dell'opposizione. La stessa manifestazione nazionale del 25 ottobre, promossa dal Pd, con tutte le defezioni registrate rischia di ridimensionarsi moltissimo a poco più di una testimonianza. In diversi settori del Pd del Nord, si fa osservare infatti: vale la pena promuovere una grande contestazione della politica del governo, quando poi sulle misure anticrisi il Pd ha già deciso di astenersi? E i sindacati? Tentano, come spesso è avvenuto in passato, di supplire alla debolezza dell'iniziativa politica. Ma questa volta, a differenza del passato, sono profondamente divisi nelle politiche e nelle strategie, come si è visto nella vicenda Alitalia e nel confronto sulla riforma contrattuale (Cgil da una parte, e Cisl, Uil e Ugl dall'altra). Persino sulla scuola Cisl e Uil sembrano più disponibili ad un accordo con il ministro Gelmini, anche se - per timore di perdere consensi - hanno proclamato uno sciopero di bandiera. Insomma, anche i sindacati sono in grandi difficoltà di fronte ai contraccolpi dell'iniziativa aggressiva del governo. Come è avvenuto con la campagna sui fannulloni, vinta, per ora, dal tenace Brunetta (ha ridotto del 50 per cento l'assenteismo degli statali, equivalenti a circa 45 mila occupati), sembra che si siano trovati improvvisamente senza argomenti difensivi. Il clima è veramente cambiato e l'opinione pubblica non accetta più discorsi generici di riforme, senza che si metta mano all'ascia per tagliare la spesa pubblica, fatta anche di sacche di parassitismi e privilegi, di tutela di piccole e grandi caste. E si sa che in Italia quando si comincia a toccare corporativismi e lobby, con tutti gli interessi consolidati, scoppia il finimondo. Mentre stavolta la crescita dei consensi sembra voler premiare un decisionismo che non si registrava dai tempi del governo di Craxi.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca pag. 16 "Sicurezza, chi lavora faccia la sua parte" Giacomo Beqiri, 28 anni, operaio, legge Bresciaoggi al "Bar Sport" di via Torino. Problemi per il rincaro dei prezzi delle materie prime: la Astaldi, società che ha preso in appalto la costruzione della metropolitana di Brescia, chiede al Governo un aiuto per superare la crisi... "La crisi c'è e noi operai edili la stiamo avvertendo a causa dei rincari sul ferro, sul bitume e su tutti gli altri prodotti. La Astaldi merita gli aiuti così come i bresciani hanno il diritto di conoscere il destino dell'opera: serve chiarezza, perchè la metropolitana, al pari della tangenziale Sud, è un grande investimento". Le morti sul lavoro fanno discutere, specie nella nostra provincia che conserva un triste primato: cosa ne pensa? "La responsabilità principale, in questo senso, è spesso da attribuire alla disattenzione dei lavoratori verso i rischi e i pericoli del mestiere. Non solo. Nei cantieri e nelle fabbriche le norme di sicurezza professionale più basilari non vengono osservate: il punto è che le imprese mettono a disposizione gli strumenti per la prevenzione, ma il pressapochismo e la mancanza di cultura dei lavoratori la fanno ancora da padroni e non supportano gli interventi. Serve un cambio di cultura totale tra gli addetti: un processo lungo e complesso che coprirà diversi anni". Giornata di scioperi contro il Ministro della publica istruzione Mariastella Gelmini: come vede i tagli all'istruzione? "Che ci siano 50mila insegnanti in meno non va affatto bene. Sul futuro dei nostri figli non si può scherzare e non si può, allo stesso modo, cominciare a tagliare spese considerate inutili dalla formazione e dall'istruzione, autentici pilastri sociali. Certo, i costi e gli sprechi ci sono nella pubblica istruzione, ma è anche vero che in base ai programnmi del Governo le tasse non caleranno ancora per parecchi anni: tanto vale allora utilizzare lo stesso gettito per supportare la ricerca e la scuola". PODE.
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da "Mattino di Padova, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Regione "Miopìa di Galan sulla riforma Gelmini" Rete degli studenti contro il governatore VENEZIA. La rete degli studenti Veneti insorge contro Galan: "Non capiamo come si possa essere così miopi da non vedere la razionalizzazione dei tagli, che Galan esalta, porteranno la scuola pubblica sul lastrico. Il governatore ha deciso di stare dalla parte della Gelmini. Noi siamo dalla parte degli studenti a cui verranno diminuite le ore nei tecnici e nei professionali, ai quali verranno tagliate le strutture e i laboratori, le gite e le attività extracurriculari". Intanto nel Vicentino alcuni insegnanti hanno acquistato una pagina su un quotidiano per protestare contro l'introduzione del maestro unico. "Chi ha tagliato la maestra?" chiede il titolo della grande inserzione in cui campeggia un post-it giallo strappato su cui è disegnata con pochi tratti una giovane insegnante sorridente. "Sono una maestra - recita quindi il testo - mi sono specializzata a insegnare alcune materie e lo so fare bene. Uso le poche ore di compresenza per aiutare i bambini in difficoltà, in classi sempre più numerose e complesse... Tutto questo viene distrutto da una legge, nessun dibattito, nessun progetto, nessuna riforma, solo tagli che distruggono una scuola che funziona".
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da "Centro, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità Il ministro Gelmini apre sulle università Veltroni: "Molte scuole chiuderanno e le classi separate instillano l'odio" ROMA. Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con un'apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari - il leader del Pd Walter Veltroni attacca: molte scuole chiuderanno, si favorirà la dispersione scolastica e con le classi separate "si instilla l'odio". Da Norcia, dove ha partecipato a un convegno, Gelmini ha ribadito le sue posizioni. "Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente" ha rilanciato, difendendo punto per punto la riforma, dal maestro unico ("una formula che esiste in tutti i paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana") al voto in condotta. Ha poi assicurato che non sarà tagliato il tempo pieno e ha ribadito che "si stanno raccontando molte bugie" frutto di disinformazione, come le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati. Quanto alla chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, ha precisato che "è sbagliato chiudere le scuole di montagna, ma non è giusto che dopo un regolamento del '98 che imponeva l'accorpamento per fare economie, nulla sia stato fatto". Sull'università, invece, il ministro ha teso una mano, ammettendo che il blocco del turn over penalizza i giovani che vogliono entrare nel corpo docenti: "Entro ottobre - ha annunciato - presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare, sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". Ma dall'opposizione il leader del Pd Veltroni attacca pesantemente la sua riforma: "So per certo - dice - che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica". Drastico il giudizio anche sulle classi separate per gli studenti stranieri: "Cosa vuol dire che un immigrato non può stare in classe con gli italiani? Queste classi differenziate sono un atto di chiusura che farà crescere gli immigrati nell'odio. Non ci si ricorda che noi siamo un Paese di immigrati. Si vuole instillare il seme dell'odio". In varie città ieri è proseguita la mobilitazione di studenti, genitori e insegnanti. In 10.000 (secondo gli organizzatori) hanno sfilato ieri mattina a Firenze, tra striscioni e slogan contro il ministro Gelmini. Fra i cartelli più originali uno raffigura il volto di Dante che esclama "Questa legge è un inferno". A Milano, i bambini assieme ai genitori e alle maestre dell'associazione Rete Scuole hanno preso d'assalto tre parchi cittadini, spargendo sui prati centinaia di palloncini colorati, giochi e merendine per dire no all'insegnante unico. Ad Ancona 2.000 persone hanno preso parte a una fiaccolata promossa dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals. Un gruppo di insegnanti di Vicenza e di alcuni Comuni dell'Alto Vicentino, hanno acquistato una pagina su un quotidiano per dire "no" al maestro unico.
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da "Nuova Venezia, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola. Professori a fianco dei ragazzi nelle critiche alla riforma Gelmini "Legittime le proteste degli studenti" "Non criminalizziamo le manifestazioni: le novità sono pesanti" I docenti di Marco Polo Diaz e Istituto d'Arte replicano alle critiche della direttrice Palumbo GIACOMO COSUA Scuola ancora in subbuglio: non si fermano le proteste contro la riforma Gelmini e il 30 di ottobre ci sarà la prossima manifestazione nazionale. Intanto, alcuni professori lanciano un appello a sostegno degli studenti: "Non si criminalizzino le manifestazioni dei ragazzi". "Quello che sta accadendo legittima le decisioni dei ragazzi di scendere per le strade a protestare", dice Fabrizio Bizzarini, che insegna al liceo Marco Polo, "da quanto ho visto i ragazzi sono nel pieno della legalità e non hanno creato grossi disagi. Gli studenti stanno vivendo sulla propria pelle riforme e cambiamenti, mi pare assolutamente legittimo che si preoccupino e vogliano attirare l'attenzione pubblica su questi temi. Le loro manifestazioni sono tranquille e rispettose: non ci vedo nulla di male". Fanno anche discutere le parole della direttrice regionale scolastica Carmela Palumbo, che a la Nuova ha dichiarato: "Documenti approvati da Consigli di circolo contrari alle scelte di governo non sono legittimi: non si può strumentalizzare un organo facente parte dell'istituzione scolastica". "Visto che decreti e modifiche saranno applicati nelle scuole", replica Riccardo Carlon, direttore scolastico del circolo Diaz, "è del tutto normale che si discuta di ciò che si rifletterà sulle nostre realtà. Per quanto riguarda poi la "Notte bianca" nelle scuole, le attività erano state approvate dal Consiglio di circolo, visto che sono stati fatti laboratori formativi per i ragazzi e si è utilizzato lo spazio scolastico per incontri sul tema scuola. Che poi si siano espressi dubbi e criticità sui decreti questo non può di certo intaccare il senso di una iniziativa prettamente di tipo didattico-formativa". All'Istituto Statale D'Arte, il collegio dei docenti si era espresso contro il decreto Gelmini con un documento firmato da tutti i docenti. "Siamo d'accordo che il profilo politico non è il tema specifico degli organi collegiali", spiega il professore Andrea Martini, "ma se decisioni istituzionali vanno a intaccare l'attività didattica e regolare delle lezioni, con tagli degli organici e nello specifico della nostra scuola, è evidente che non si può discutere solo nei corridoi, ma anche in ambiti più formali. La situazione ci è sembrata così grave da dover esprimerci in modo chiaro". Continuano intanto anche le manifestazioni anti-Gelmini. Ieri, un gruppo di giovani ha distribuito materiale sulla riforma: una cinquantina di persone sono partita da Santa Margherita fino all'Erbaria.
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da "Mattino di Padova, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Università E' domani il giorno della verità Il giorno della verità è' fissato per domani. Il Senato Accademico sarà chiamato a pronunciarsi sulla domanda d'iniziative concrete da assumere contro i provvedimenti adottati dai ministri della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e dell'Università Mariastella Gelmini. L'ateneo dovrà esprimersi sui tagli di carattere finanziario, sul blocco del turn-over del personale sia docente che tecnico-amministrativo e sulla proposta di trasformazione delle Università in Fondazioni. Gli studenti hanno invitato il rettore Milanesi a indire un'assemblea plenaria di ateneo per discutere le modalità di sviluppo della protesta. Omid Firouzi, tra i leader della contestazione, ha annunciato che domani gli studenti torneranno a presidiare il palazzo. Se il Senato accademico non si farà interprete di risposte forti, gli universitari passeranno subito a iniziative autogestite di blocco della didattica, che potrebbero andare dalla sospensione della didattica in aula allo spostamento all'aperto delle lezioni. In queste ore il rettore Milanesi sta completando il giro di consultazione dei tredici presidi di facoltà per coglierne le intenzioni. "Personalmente - ha anticipato il rettore - vedo con favore la riproposizione delle "lezioni in piazza" che tre anni fa registrarono un buon successo nella sensibilizzazione dei cittadini e contribuirono a inceppare la riforma Moratti".
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da "Mattino di Padova, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
PARLANO I PRESIDI "Così si favoriscono i ghetti e l'apartheid" Presidi, docenti e genitori in rivolta contro la mozione Cota, che impegna il governo a istituire "classi ponte" riservate agli alunni stranieri che non conoscono bene la lingua italiana. Alla fine dell'anno scolastico 2007-2008, gli alunni stranieri, nei 14 istituti comprensivi della città (scuole materne pubbliche, elementari e medie inferiori) erano già 2.253 su 12.819, con una percentuale del 18%. Le scuole con il maggiore numero di alunni stranieri sono la Salvo D'Acquisto (82%), nel rione San Lorenzo dell'Arcella; la Dina Luzzato (40%) al Portello; la Giovanni XXIII (38%), alla Stanga; la Donatello (sempre all'Arcella) e la Cellini (a Mortise), che hanno raggiunto entrambe 34%. Le scuole, invece, dove gli alunni immigrati sono relativamente pochi, sono la "Montegrappa" del 14º istituto comprensivo (16%), la Don Bosco, del 12à istituto (10%) e l'Alessandro Volta, dell'8º istituto (17 %). L'istituto comprensivo, dove, in totale, ci son meno alunni stranieri, è il 14-esimo (10 %), mentre più "internazionale" è il quarto (34%), i cui plessi si trovano nella Prima Arcella. I dirigenti scolastici, che hanno già preso una posizione abbastanza dura contro la Gelmini, sono la preside del 7º istituto comprensivo, Ornella Sturz, ed il collega dell'istituto comprensivo di Sant'Angelo di Piove, Francesco Arnau. "Siamo in pieno clima di restaurazione - dice la preside Sturz - Il nuovo provvedimento preso dal ministro non ha alcuna base scientifica. Perché ghettizzare i figli degli immigrati in classi speciali, eliminate dalla storia, quando tutti gli addetti ai lavori sanno che i piccoli stranieri imparano subito la lingua italiana solo perchè trascorrono le giornate a fianco dei compagni di classe italiani? E poi lo sa la Gelmini che già oggi, in determinate ore della mattinata, estrapoliamo dalla classe i bambini ed i ragazzi che parlano male l'italiano e li facciamo seguire dai mediatori linguistici?" Più politico il commento di Arnau. "Questo è razzismo di Stato vero e proprio - sottolinea il preside dell'Arcella - Con le nuove regole dettate dal ministro si creano nuovi e pericolosi ghetti all'interno delle scuole e si favorisce l'apartheid." Immediata la replica della Lega Nord. "Ma quale ghetto scolastico - afferma Mariella Mazzetto, consigliere del Carroccio a Palazzo Moroni - Solo se lasceremo le cose così, gli alunni stranieri non avranno mai l'opportunità di poter competere, un giorno, con gli studenti italiani". (Felice Paduano).
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da "Centro, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Decreto Gelmini. Summit fra la Regione e le Province per tentare di limitare i danni Scuole, i tagli previsti in Abruzzo Sono a rischio ridimensionamento oltre 100 istituti L'AQUILA. I tagli imposti dal ministro Gelmini potrebbero avere effetti pesanti anche in Abruzzo. Stando al decreto legge 154 sarebbero 114 gli istituti scolastici con meno di 500 alunni, e quindi a rischio accorpamento o addirittura chiusura. Una cifra che scende a 83, andando a considerare le scuole che si trovano in aree di montagna, dove il parametro è compreso tra 300 e 500 alunni. La Regione si è già mossa, per tentare di limitare i danni ed è pronta a ricorrere alla Corte Costituzionale. Le disposizioni che riguardano il ridimensionamento della rete scolastica delle regioni italiane sono contenute nell'articolo 3 del decreto legge 154 riferito al contenimento della spesa sanitaria. L'articolo non indica i parametri di riferimento, che vengono invece desunti dal cosiddetto "piano Gelmini": applicandoli alla lettera, in Abruzzo sarebbero a rischio 114 istituti scolastici (quelli che contano meno di 500 alunni) e la più penalizzata, data anche l'estensione del territorio, sarebbe la provincia dell'Aquila. Nel dettaglio, rischiano l'accorpamento o la chiusura, a partire dal prossimo anno, 45 autonomie scolastiche in provincia dell'Aquila, 25 in quella di Chieti, 25 in quella di Teramo e 19 in quella di Pescara. I numeri si ridimensionano, però, in base ai calcoli effettuati dall'ufficio scolastico regionale e dai sindacati, che prendono in considerazione i parametri leggermente più favorevoli per le aree di montagna, dove il numero minino di studenti varia da 300 a 500 alunni. Alla fine, le autonomie scolastiche da eliminare, con le relative dirigenze, nella nostra regione sarebbero 83, su un totale di 294. Il decreto legge è stato pubblicato lo scorso 7 ottobre e gli enti locali hanno tempo fino al 22 ottobre per avviare gli atti amministrativi e poi predisporre, entro il 30 novembre, i piani di riorganizzazione delle autonomie scolastiche, con i relativi tagli. In caso di mancata attuazione, nelle Regioni inadempienti verrà inviato un commissario ad acta. Un provvedimento ritenuto inaccettabile e lesivo del titolo V della Costituzione, da parte di diversi governi regionali, che hanno deciso di presentare ricorso alla Corte Costituzionale. L'Abruzzo è fra questi: "Ci siamo mossi tempestivamente", spiega l'assessore regionale aldiritto allo studio, Fernando Fabbiani "per affrontare la situazione e preparare un nostro piano di riorganizzazione della rete scolastica. I tempi tecnici, però, sono piuttosto lunghi, visto che il piano va concertato con Comuni e Province e deve seguire tutti gli iter approvativi necessari. La data del 30 novembre difficilmente potrà essere rispettata. Per questo, da una parte continueremo a lavorare a ritmo serrato per stilare il piano, ma nel frattempo ricorreremo anche alla Consulta". C'è già stato un primo incontro tra i rappresentanti delle quattro Province, i quattro Usp (uffici scolastici provinciali), il direttore scolastico regionale Petracca e l'assessore Fabbiani. Domani, alle 11, nuovo tavolo tra Province e Usp, e venerdì, in Regione, si prenderà visione della prima bozza del piano di ridimensionamento che, secondo l'assessore Fabbiani, affronta le emergenze e mitiga i tagli imposti dalla Gelmini, facendo riferimento però alla vecchia riforma scolastica. Intanto, il mondo della scuola è in subbuglio e i sindacati - che hanno proclamato uno sciopero nazionale per il 30 ottobre - sperano che, con l'azione degli enti locali, si arrivi alla convocazione di una conferenza Stato Regioni: "I tempi per realizzare i piani di riorganizzazione della rete scolastica sono strettissimi", dice Paola Bonifaci, segretario regionale Cgil-Scuola, "e l'invio di un eventuale commissario nelle Regioni sarebbe una gravissima violazione della Costituzione. Oltre ai tagli previsti nel decreto legge, non dimentichiamo che c'è anche una seconda fase: quella del piano programmatico del ministro Gelmini, che entra nel dettaglio dei plessi scolastici e prevede l'eliminazione delle elementari con meno di 50 alunni. Un'ulteriore mannaia per l'Abruzzo, dove rischiano 200 scuole". Romana Scopano.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cecina "Sbagliato usare i bambini" Volantinaggio anti-Gelmini: una mamma denuncia Preside e sindaco cadono dalle nuvole "Ma verificheremo" DONORATICO. Bambini invitati da maestra e rappresentante di classe a partecipare al volantinaggio per la manifestazione contro la riforma Gelmini prevista per la prossima settimana. Il caso, già sollevato dal capogruppo di An Benito Gragnoli, viene ribadito da una mamma. La quale denuncia appunto un episodio che sarebbe accaduto in una classe primaria dell'Istituto Borsi di Donoratico. La donna ha denunciato il fatto in una lettera indirizzata a provveditore, dirigente scolastico, sindaco, stampa. Preside e sindaco non commentano in quanto si dichiarano non a conoscenza del fatto. "Ritengo sbagliata la richiesta fatta ai bambini - dice al telefono la signora Daniela - perché significa usarli, ma ancora più grave è che sia stata fatta in aula, durante l'orario scolastico. E questo al di là dei contenuti della protesta, che ognuno è libero di condividere o meno. Per di più tutto è accaduto senza avvertire i genitori. Io l'ho saputo da mio figlio ieri (venerdì, ndr) che era giornata di sciopero; è venuto da me a dirmi che era d'accordo coi suoi compagni per andare, quella stessa mattina, a distribuire i volantini davanti alla scuola. Ho chiesto spiegazioni e mi ha raccontato cosa era accaduto giorni prima in classe. Così, sono andata davanti alla scuola e ho effettivamente visto dei bambini fare volantinaggio. Alcuni di loro, interpellati, mi hanno confermato quanto riportato da mio figlio. Naturalmente per i bambini è stato un gioco, ma resta inammissibile quanto si è verificato. Avrebbero dovuto comunicarlo direttamente ai genitori, o potevano anche chiedere ai bambini di partecipare, ma farlo fuori dalla scuola. Sarebbe stata un'altra cosa. Ma, ripeto, averlo detto in classe, assume tutto un altro significato, i bambini lo recepiscono diversamente, è un condizionamento. Anche altri genitori sono d'accordo con me". "Cado dalle nuvole - afferma la dirigente dell'istituto Anna Rosa Mattioli - io non ne so nulla. Fra l'altro venerdì ero in servizio e non ho visto bambini davanti alla scuola distribuire volantini. Comunque farò un'indagine". La dirigente non si sbilancia neanche in un giudizio ipotetico. Altrettanto fa il sindaco Fabio Tinti che dice: "Non ne sono a conoscenza quindi non commento, prima me ne devo accertare". Chiara Castaldi.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cecina Caos scuola, genitori e studenti fanno partire la mobilitazione L'assessore. "Carducci e Niccolini a rischio accorpamento". Potrebbero sparire un dirigente e un segretario VOLTERRA. Sono in allarme le famiglie dell'Alta Valdicecina alla prospettiva che il decreto congiunto dei ministeri dell'Istruzione e dell'Economia preveda il taglio delle due scuole superiori volterrane. Liceo Carducci e istituto Niccolini: il piano Gelmini li ha inseriti nel piano delle scuole da cancellare. Nei giorni scorsi tanti genitori hanno chiamato in Comune per informarsi sulle conseguenze del decreto. "Secondo le nostre informazioni - spiega l'assessore Alessandro Togoli - quello che le due scuole rischiano è l'accorpamento in un unico istituto". Il taglio riguarderebbe la figura di un preside e di un segretario. Ma anche questa prospettiva è inaccettabile, sottolinea con forza Togoli. "Ci appelleremo - continua - alla legge che prevede, per i Comuni montani, l'autonomia di un istituto a 300 alunni (nel caso dei due istituti volterrani, gli alunni risultano 457 al Niccolini e 490 al Carducci, che comprende anche l'istituto statale d'arte). Intanto si prepara la mobilitazione, e su più fronti. Nel pomeriggio di dopodomani è in programma a Volterra la conferenza zonale sull'istruzione: sono chiamati a partecipare tutti gli assessori all'istruzione di Comuni di zona, oltre che i responsabili dell'ufficio provinciale per l'istruzione e i rappresentanti delle singole scuole sul territorio. Sempre dopodomani (martedì 21 ottobre) ma alle 21, la sala del Maggior Consiglio di palazzo dei Priori ospiterà in via eccezionale un incontro dei genitori degli alunni di scuole volterrane di ogni ordine e grado. Il primo passo verso la ricostituzione del comitato genitori del periodo della riforma Moratti. Per domattina, gli studenti del liceo Carducci e dell'Itis di Pomarance (istituto compreso nel Niccolini) hanno annunciato assemblee a scuola che potrebbero essere l'inizio di un periodo di occupazione. Non meno preoccupazione, aggiunge Togoli, arriva dai genitori dei bambini che frequentano la scuola primaria. Anche tra loro, in tanti, nei giorni scorsi si sono rivolti al Comune per chiedere informazioni sulla riforma sempre del ministro Gelmini che prevede l'abolizione del tempo pieno e l'introduzione del maestro unico. I genitori sollevano un doppio problema: quello prioritario è il livello di istruzione dei propri figli, che verrebbe inevitabilmente a diminuire con meno ore e il maestro unico; il secondo riguarda l'organizzazione familiare al momento che i figli il pomeriggio non avranno più orario scolastico. Barbara Antoni.
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da "Provincia Pavese, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Piazza della Vittoria, boom di firme In 450 contro la riforma della scuole, molti genitori aderiscono PAVIA. In meno di tre ore hanno raccolto 450 firme. Il banchetto in piazza della Vittoria, voluto da genitori e insegnanti per dire no alla riforma della scuola, ha attirato tanti pavesi che un po' perché interessati al tema e un po' per lo spirito di iniziativa delle organizzatrici si sono fermati a firmare, ma anche a discutere, raccontare, precisare. Nonostante la pioggia di ieri mattina le firme che appoggiano il documento"Una scuola di qualità per tutti" sono arrivate quasi a quota duemila, compreso il sindaco. Oltre a Piera Capitelli ha firmato anche il vicesindaco Ettore Filippi. Attorno al banchetto genitori con figli, ex insegnanti, ma anche giovani studenti. La signora Felicita, 62 anni, si è fermata a raccontare la sua storia: "Firmo per i miei nipoti, perché io ero la più grande di nove figli e mia madre non mi ha mandata a scuola. Me la sono cavata da sola e ora leggo un pochino". Tanti chiedevano informazioni per partecipare allo sciopero generale del 30 settembre e tra i firmatari molti erano genitori: "Di questa riforma non vanno bene i tagli alla scuola e il maestro unico che è un ritorno al passato - ha spiegato Michela Coralli, che ha una bimba alla De Amicis - Il tempo pieno verrà abolito e per i genitori che lavorano è un problema. Poi sono scandalizzata dalle classi differenziali". Mentre si aprivano gli ombrelli firmava anche il vigile della piazza perché, ha spiegato "ho anch'io una figlia e questa riforma va a discapito della scuola pubblica". C'era anche chi firmava per solidarietà, anche se incerto, come Elena: "Ho visto l'intervista alla Gelmini a "Buona Domenica" e l'ho rivalutata, se riesce a mettere in pratica quello che ha detto è davvero brava". Mentre una mamma consegnava i volantini ai passanti la sua bimba, capelli corti e giacca bianca, ha chiesto: "Ma poi chi è questa Gelmini?". Così c'è stata anche l'occasione per sorridere, mentre si formavano accesi gruppi di discussione, perché alla risposta "non firmo perché sono d'accordo", tutti fermi per provare a capire.. Ha firmato anche Alessandro Savoldi, ex alunno del tempo pieno al Vallone: "Eliminare il tempo pieno è un attacco alle famiglie che lavorano, io lo ricordo come un arricchimento personale".
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
PAOLO BARONCELLI "Non ho mai detto che Ciulli fomenta" Secondo il vostro articolo di ieriavrei attribuito al consigliere regionale Ciulli l'intenzionalità di "fomentare" le iniziative che gli studenti, in maniera autonoma, stanno organizzando contro la riforma Gelmini. Nell'affermare la stima mia personale verso Ciulli, indipendentemente dalla mia collocazione politica, ritengo che giovani come il consigliere Ciulli si siano guadagnati un consenso politico attraverso le proprie convinzioni e la correttezza verso gli avversari politici, come mi dimostrò nell'assemblea per la Moratti e come è stato nell'assemblea per la Gelmini. Le dichiarazioni a me attribuite di "fomentare da parte di Ciulli" non hanno fondamento: ho pronunciato il nome di Ciulli solo elencando chi ha partecipato all'assemblea sulla Gelmini. Paolo Baroncelli.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Empoli Migliaia in piazza contro la riforma Pacifica invasione di studenti in centro: "Un successo, andremo avanti" MARCO PAGLI EMPOLI. Una manifestazione imponente quella che ieri mattina ha portato migliaia di studenti delle scuole superiori per le vie del centro. Qualcosa che non si vedeva a Empoli da molto tempo. Un corteo assolutamente pacifico, semmai disordinato in alcuni tratti, ma comunque acceso e partecipato. Le stime sul numero di manifestanti fatte dagli organizzatori e dalle forze dell'ordine sono abbastanza simili: 3000 i partecipanti secondo i promotori della manifestazione, 2500 per il commissariato. Numeri questi che risaltano e che hanno entusiasmato i partecipanti (da sottolineare anche che al corteo organizzato in contemporanea a Firenze hanno sfilato in 7000, la proporzione parla da sola). Oltre agli studenti c'erano anche alcuni universitari con degli striscioni e diversi genitori e insegnanti. Questi ultimi prevalentemenete provenivano dal Virgilio dove il preside, Andrea Marchetti, li ha autorizzati a partecipare fin dalle 10,30, vista la mancanza di studenti a scuola. Hanno poi sfilato i comitati in difesa della scuola pubblica e della Costituzione, ognuno con il proprio striscione. Ed erano presenti anche esponenti di alcuni partiti della sinistra, in particolare Rifondazione, Comunisti italiani e Partito comunista dei lavoratori, senza bandiere (rispettando la volontà degli studenti che avevano chiesto di non far entrare la politica nella loro protesta), che hanno svolto un volantinaggio. La cronaca. Il corteo è partito intorno alle 10,30 dal liceo Pontormo e già si capiva che la partecipazione sarebbe stata notevole. Poi lungo via Sanzio è arrivato un camioncino su cui sono saliti gli organizzatori con i megafoni, mentre altri ragazzi confluivano dalle vie laterali. Più di una volta il serpentone si è fermato per riassestarsi, visto che in alcuni tratti non riusciva più ad avanzare. Poi l'entrata in piazza Farinata al grido "non vogliamo questa riforma" e la svolta in via del Giglio dove l'atmosfera si è riscaldata e molti sono stati i cori intonati contro la legge 133. Il corteo si è concluso in piazza della Vittoria dove si sono alternati gli interventi di studenti, insegnanti e genitori dal camioncino, adibito a palco. Gli striscioni. Qualche parola va spesa inoltre sui numerosi e fantasiosi striscioni preparati dagli studenti ed esposti durante la manifestazione. Dall'agrodolce "siamo solo dei rifiuti per il Governo" ai tradizionali "la scuola è un diritto non un lusso" e "pensare prima di tagliare". E poi quelli più divertenti: su un cartello a forma di pacchetto di sigarette in basso c'era scritto "la Gelmini nuoce gravemente alla salute", mentre un altro diceva "G.e.l.m.i.n.i. Governo elimina la mia istruzione notare ingiustizia" a mo' di anagramma. I protagonisti. I tempi non sono quelli delle grandi manifestazioni studentesche, i volti dei ragazzi sono spesso disorientati e il loro abbigliamento inusuale per un'occasione di questo tipo. Ma sono determinati a non arretrare di un passo e soprattutto sono informati e coinvolti dalla protesta. "Siamo felicissimi di questa grande partecipazione degli studenti - dicono alcuni degli organizzatori del liceo artistico - e questo ci dà slancio per continuare la nosra potesta, magari anche con forme diverse". Mentre alcune studentesse del classico Virgilio commentano: "la presenza e l'aiuto dei professori è fondamentale per noi e ci dà coraggio. Con questa manifestazione speriamo di aver mostrato alla cittadinanza quali sono le ragioni del nostro malcontento".
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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Empoli. Imponente, ma pacifica e ordinata, la manifestazione contro la riforma della Gelmini Migliaia di studenti in piazza Il "Leonardo Da Vinci" sgomberato dai carabinieri EMPOLI. Una manifestazione imponente quella che ieri mattina ha portato migliaia di studenti delle scuole superiori per le vie del centro. Qualcosa che non si vedeva a Empoli da molto tempo. Un corteo assolutamente pacifico, semmai disordinato in alcuni tratti, ma comunque acceso e partecipato. Le stime sul numero di manifestanti fatte dagli organizzatori e dalle forze dell'ordine sono abbastanza simili: 3000 i partecipanti secondo i promotori della manifestazione, 2500 per il commissariato. Oltre agli studenti c'erano anche alcuni universitari con degli striscioni e diversi genitori e insegnanti. Intanto proseguono le occupazioni: ieri è iniziata al Brunelleschi e al Virgilio, in entrambe le sedi. Mentre al "Da Vinci", scaduti i termini, il preside ha chiamato i carabinieri per far sgomberare le aule dai ragazzi. PAGLI in Empoli I e II SEGUE A PAGINA 1.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino Piace la proposta Cgil di concordare le iniziative anti Gelmini Mette gambe il tavolo della protesta aderiscono Provincia, Pd e genitori a pagina ii SEGUE A PAGINA II.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina VIII - Torino L'iniziativa Alla proposta di Piotto (Cgil) aderiscono l'assessore D'Ottavio, il Pd e il Coordinamento genitori Spuntano le gambe al tavolo della protesta Il Coogen: "Chiederemo agli enti locali di esporsi in modo esplicito" Un tavolo per dare voce e corpo alla protesta contro il decreto Gelmini. Lo aveva proposto il segretario della Flc-Cgil, Igor Piotto, sulle colonne di Repubblica di giovedì e in un paio di giorni sono arrivate le prime adesioni e anche una possibile data, il 27 ottobre, in cui tenere un primo incontro tra sindacati, istituzioni, associazioni. Scopo della riunione: fissare i paletti per far sentire la propria voce e per contrastare in tutti i modi i tagli e le modifiche sulla scuola pubblica. Uno dei primi ad aderire all'iniziativa è stato l'assessore provinciale all'Istruzione Umberto D'Ottavio: "Per come sta reagendo il governo a questo movimento di protesta è bene che ci si attrezzi per una lotta di lunga durata. Quindi ben venga questo tavolo". Attorno, l'assessore vorrebbe vedere seduti diversi soggetti: "Le istituzioni locali, anche i comuni più importanti, le comunità montane, le forze sociali e quelle politiche. Però bisogna muoversi in fretta per trovare delle soluzioni anche a livello locale". Anche il Partito Democratico si è detto pronto a partecipare per bocca della segretaria provinciale di Torino, Caterina Romeo: "Il Pd c'è. Anche perché stiamo già conducendo una battaglia analoga, con una forte mobilitazione a livello territoriale, con decine di assemblee molto partecipate anche da parte della società civile". Secondo Romeo, la linea del Pd dev'essere la stessa della presidente della Regione Mercedes Bresso: "Ha dichiarato di volersi contrapporre e anche di voler disubbidire a questo progetto di tagli dissennati sulla scuola. è una proposta coraggiosa, che sosteniamo". Pronto a sedersi attorno al tavolo anche il Coordinamento genitori. "Abbiamo già dato al segretario della Flc-Cgil la nostra disponibilità - spiega la presidente Silvia Bodoardo - . Per noi sarà più che altro un momento di confronto in cui chiederemo chiaramente agli enti locali che si espongano in modo esplicito e chiaro contro la riforma. Siamo un'associazione e non ci interessa firmare una piattaforma, bensì proporre degli interventi ai soggetti politici, affinché siano loro che li mettano in pratica". Secondo la presidente del Coogen, inoltre, la necessità di agire è data anche dalle dimensioni che sta assumendo il movimento di protesta: "Più le persone si informano e più cresce, perché la gente si sta a tutti gli effetti rendendo conto della portata di queste modifiche al sistema scolastico". (s. p.).
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina VIII - Torino CON GLI OCCHIALI ALLA MODA PUNTATI SULLA SILVIO PELLICO MARCO VACCHETTI Trentamila cittadini in piazza in difesa della scuola pubblica, decine di migliaia di studenti mobilitati in corteo. Striscioni di protesta srotolati sulla pubblica via per ogni grado di istruzione, dalla scuola elementare Pellico fino all'Università. Notti bianche con istituti aperti a tarda ora, lezioni per strada, il presidente della Regione e assessori pronti a non applicare la legge. Sciopero il 17, sciopero il 30. Nella galassia scolastica di Torino e dintorni, come nel resto d'Italia, la protesta giorno dopo giorno cresce. Si moltiplicano le iniziative di una contestazione sempre più variegata, che sembra trovare il suo bersaglio prediletto in Mariastella Gelmini. A questo punto viene naturale pensare che il gradimento pubblico del Ministro Signorina debba avere un andamento simile a quello attuale del Dow Jones: un'inarrestabile retta sparata verso il basso. Macchè, niente del genere. Il personaggio in questione gode di un consenso in crescita, che non può essere spiegato con il semplice fatto che basta avere gli occhialetti quadrati in stile Sarah Palin per essere di moda. L'impressione purtroppo è che in questo frangente sia vincente, e non solo nel mondo della scuola, la strategia della semplificazione e di un decisionismo accattone, che promettono facili vie d'uscita rispetto alla complessità di qualsivoglia problema. Austerità, tagli e rigore vengono auspicati a gran voce, purché se li becchi qualcun altro. Sintomo preoccupante di una società civile spaccata, che trova nei capponi di Renzo il proprio modello di comportamento. Tutti pronti a osannare interventi miliardari del Governo che salvaguardino i gruzzoletti e i gruzzoloni depositati in banca, troppi disposti a guardare con favore i risparmi sulla formazione dei figli (magari altrui), senza soffermarsi a considerare l'istruzione come una risorsa essenziale per il futuro sviluppo del paese (scritto minuscolo non a caso...). Fortuna che la protesta monta. Per riuscire, proprio come la maionese, deve però trovare coesione. Al di là del rifiuto degli specifici provvedimenti, alcuni aberranti, altri sensati, il minimo comun denominatore è l'opposizione a una questione di metodo. Razionalizzare la scuola è necessario, d'accordo, discutere su come farlo è indispensabile. Sarà anche noioso, ma questa è la democrazia. A meno che la democrazia sia passata di moda, scalzata dalla seduzione di un paio di occhialetti quadrati.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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Prima Pagina Sassari in piazza contro la Gelmini Insegnanti e genitori manifestano insieme: seimila in corteo SASSARI. Almeno seimila persone hanno sfilato ieri nelle vie del centro e si sono radunate in piazza d'Italia per manifestare contro il decreto Gelmini che riforma il sistema dell'istruzione. Un fiume umano che ha invaso pacificamente la città e che ha portato la voce del dissenso del mondo della scuola. Erano presenti i dirigenti, i rappresentati sindacali, i collettivi studenteschi, gli insegnanti ma soprattutto le famiglie che avevano organizzato il corteo. GRIMALDI a pagina 2.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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Di Gabriella Grimaldi Seimila in piazza per dire no alla Gelmini Sassari, insegnanti e famiglie insieme "Questa riforma ci porta indietro" Sfila anche una mamma senegalese: se separano le classi degli stranieri riporterò i miei due figli in patria SASSARI. "Gelmini sai fare solo sottrazioni", diceva uno dei tanti striscioni della manifestazione di ieri contro il contestatissimo decreto del ministro dell'Istruzione. Invece la somma dei partecipanti al corteo che nel pomeriggio ha attraversato la città ha dato numeri astronomici. Almeno seimila le persone che si sono radunate in piazza d'Italia alla fine del percoroso. Tutti insieme, famiglie e insegnanti, a far sentire il proprio dissenso: una folla così non si vedeva dagli anni Settanta e possono dirsi soddisfatti gli organizzatori della protesta, quei genitori del Comitato, nato per dare corpo a un disagio condiviso da molti. Al centro delle contestazioni una riforma scolastica, quella proposta da Mariastella Gelmini, che "impoverisce la nostra scuola e la riporta indietro di trent'anni". Un impoverimento anche economico, fatto di tagli che rischiano di lasciare senza lavoro un gran numero di persone. E tante persone erano lì, ieri, con i fischietti, i cartelli, le magliette create ad hoc per scriverci sopra uno slogan fantasioso, con i megafoni per urlare le proprie ragioni, con i bambini delle elementari orgogliosi di tenere alto uno striscione, con i fratellini ancora sul passeggino ma già protagonisti della loro prima manifestazione. Questa massa coloratissima e alla fin fine festante si è mossa alle 17 da piazza Santa Maria, tutti i rappresentanti dei circoli didattici in fila con il proprio manifesto, e ha cominciato a spostarsi lungo corso Vico. "Le nostre maestre sono già uniche", gridavano i ragazzini di quinta. "La scuola pubblica teniamocela stretta", aggiungevano le maestre, più agguerrite che mai. Seduti sulle panchine gli anziani che di solito sonnecchiano nel torpore pomeridiano guardavano esterrefatti uno scheletro di plastica ondeggiargli davanti. Non lo sapranno mai ma era il maestro unico secondo l'interpretazione di due insegnanti creative. "Io lo sono stata maestra unica - ha detto in mezzo al frastuono di fischi e cori una docente vicina alla pensione -. E quindi conosco la differenza. Sono qui perchè dopo tanta fatica per rendere la scuola migliore e moderna ci vogliono far precipitare indietro nel tempo". Detto questo si è persa in un mare di magliette rosse che identificavano il suo circolo. E visto che il rosso era il colore prevalente, al passaggio in piazza Sant'Antonio un simpatizzante che si trovava a passare in auto ha dato di clacson e teso il pugno fuori dal finestrino. Poi il corteo ha imboccato il Corso e lì il colpo d'occhio è stato impressionante: un fiume umano si è disteso dalla base della via fino a piazza Azuni passando, stavolta, sotto lo sguardo incuriosito dei tanti stranieri che in quella zona vivono e lavorano. D'altra parte intere famiglie di extracomunitari hanno sfilato per unirsi alla protesta: "Cosa penso delle classi separate per i bambini stranieri? - dice indignata una mamma senegalese che ha un bambino alle elementari e uno alla materna -. Se davvero succede una cosa del genere io i miei figli li mando a studiare in Senegal, almeno lì sono uguali agli altri". All'arrivo in piazza Azuni si sono viste le diverse "anime" di una manifestazione che ha descritto in modo trasversale la preoccupazione e la voglia di non subire passivamente "scelte calate dall'alto". C'erano, e numerosi, i ragazzi del coordinamento degli studenti universitari: "La riforma preclude un futuro lavorativo e di ricerca - hanno detto i ragazzi stretti nelle loro divise di "alternativi", piercing, kefiah e tutto il resto -. Trasforma l'università pubblica in università scadente. L'università di Sassari è mobilitata contro un decreto che in realtà è un diktat". E si sono visti anche gli esponenti di A Manca pro s'Indipendentzia che distribuivano volantini contro la Gelmini e per una scuola "che valorizzi la nostra identità con l'insegnamento della lingua sarda". Sono arrivati insegnanti e genitori da Porto Torres e da altri centri dell'hinterland. Non mancavano i dirigenti scolastici, i rappresentanti sindacali e, ovviamente, i precari della scuola che dalla riforma si aspettano di non avere più prospettive di lavoro. In piazza d'Italia, dove alla fine i manifestanti si sono radunati, c'erano anche il sindaco Ganau e l'assessore provinciale all'Istruzione Paoni. Quello è stato il momento degli interventi dei genitori e degli insegnanti, poi la contestazione si è conclusa pacificamente come era cominciata. Solo un momento di incertezza quando tra la la folla è serpeggiata una fila di personaggi in tuta nera e con una maschera sul viso. Black bloc? Macchè, solo un gruppo di poeti che regalavano versi ai passanti. E, visto che si teme un futuro di ignoranza per le nuove generazioni, una manciata di poesia era proprio quello che ci voleva.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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La rivolta "anti" cagliaritana: in vista l'occupazione del rettorato e uno sciopero il prossimo 14 novembre I prof dell'università si alleano con i loro studenti ALESSANDRA SALLEMI CAGLIARI. Si chiama Angela, è una ricercatrice con vari dottorati e qualche giorno fa ha incendiato il motore di ricerca del sito universitario di Cagliari con la storia del suo talento che per il trio Tremonti-Brunetta-Gelmini non vale più neanche i mille euro al mese fin qui percepiti. I tre ministri hanno fatto un miracolo: non si era mai vista una mobilitazione trasversale e unanime come quella provocata dai tagli ai fondi per le università e dal ripensamento del sistema scolastico. La sensazione dell'emergenza è profonda perché nessuno può credersi al riparo da quel che le scelte del governo vogliono ottenere. Studenti, docenti e precari sono tutti sulla stessa linea "anti" e s'è innescata la corsa a superarsi col preside di una facoltà (Lettere) che convoca lui l'assemblea degli studenti e dei professori; o gli studenti (qualcuno) che ci mettono un po' di tempo per decidersi a sostenere la proposta dei prof, ordinari in testa, di protestare sospendendo i corsi principali per una quindicina di giorni (fatti salvi gli esami e la presentazione delle tesi di laurea). Non ci sono leader unici della protesta: tutti potrebbero mettersi a capo della rivolta perché questa riforma è temuta senza distinzione "da associati, ordinari e massoni" è la battuta di un funzionario che vuol dar conto dell'uniformità del giudizio "anti". Turn over bloccati e poi il progetto di creare le fondazioni (Tremonti) avevano già cominciato a mettere in subbuglio l'ambiente dei professori. Poi è arrivato Brunetta a togliere il sonno ai dipendenti (a Cagliari 2 mila) che non tutti e non per definizione si ritengono "lavativi". Infine è spuntata Maria Stella Gelmini che ha inorridito per il suo impegno ritenuto demolitorio: gli universitari sono ben consapevoli dello sbando della scuola attuale perché i test d'accesso avranno tanti difetti ma sono uno scandaglio efficace della preparazione (spesso modesta) dei ragazzi. Così succede che ordinari conosciuti come alteri si mescolino nei blog coi precari degli uffici perché sanno benissimo che se in una facoltà si fa ancora una raccolta dati seria è grazie a loro. Il rettore dell'università di Cagliari non si è tirato indietro: nell'editoriale del giornale universitario ha messo nero su bianco tutti i rischi imminenti e no. Lo stato di agitazione è ben lontano dall'essere revocato: la prossima mossa che è stata valutata è l'occupazione del rettorato e il consenso c'era. Il consenso assoluto è arrivato sulla proposta di uno sciopero, il 14 novembre, generale davvero: un'astensione di professori, ricercatori, amministrativi e studenti.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
CAGLIARI Sit in davanti alla sede Rai e al Cis CAGLIARI. Proteste ieri anche a Cagliari. Un centinaio di insegnanti ha manifestato ieri mattina, davanti alla sede della Rai e al Cis, contro la riforma della scuola varata dal ministro della Pubblica Istruzione Stella Gelmini. Il sit-in è stato organizzato dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e dagli autonomi di Snals e Gilda in vista dello sciopero generale proclamato per il 30 ottobre. Bandiere, striscioni e cartelli hanno accompagnato la protesta contro i tagli al personale e a favore del diritto alla studio.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Empoli "Non potete toglierci l'università" In corteo i ragazzi delle superiori tra cori e striscioni anti ministro La manifestazione per le vie del centro "Se passano le leggi Tremonti e Gelmini sarà la fine del diritto allo studio" PONTEDERA. "Non vogliamo questa riforma". "Con questa riforma la scuola non si forma". "Caro babbo Natale vorrei andare all'università". Cantano a squarciagola i manifestanti. Con la musica e un foulard giallo al braccio i ragazzi delle scuole superiori di Pontedera e Cascina urlano il loro dissenso per le vie del centro. Apre il corteo un lenzuolo giallo con la scritta "scuola, un diritto o un privilegio?". E poi di seguito loro, il cuore studentesco che batte, in difesa della scuola pubblica. Che pulsa contro le nuove leggi Gelmini e Tremonti che prospettano il taglio di 1.400 milioni di euro dal fondo di finanziamento ordinario (fondo che annualmente lo Stato stanzia per sostenere le università). E tra le altre cose si paventa la possibilità delle università di trasformarsi in fondazioni di diritto privato con il conseguente aumento delle tasse a carico di chi studia. Gli studenti, che certo potevano essere di più, si sono dati appuntamento alle una in piazza Curtatone. Fino alle 17 danno anima e materiale informativo nel loro presidio divulgativo. Anche il sindaco Paolo Marconcini fa capolino e appoggia lo spirito della protesta. "L'unica cosa che dobbiamo evitare - si raccomanda Luca Favilli di Forcoli, referente degli studenti delle scuole superiori della provincia - è chiuderci. Con questa riforma sarebbe la fine del diritto allo studio. Condizionerà anche sulla scelta delle superiori, perché chi saprà di non potersi permettere l'università dovrà scegliere istituti tecnici o professionali, scartando i licei". Luca oggi è uno studente universitario alla facoltà di Scienze politiche. Fa parte dei ragazzi del Polo Carmignani di Pisa occupato e, come altri compagni ex liceali, traina la protesta delle scuole superiori. Mentre si consegnano volantini, il suono dei Djembe risuona nella piazza e i ragazzi cantano la loro protesta. In coro. E dal campanile della chiesa sventola, lo striscione "Dalle elementari all'università, ridateci la nostra libertà". Francesca Suggi.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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SOSPESA L'OCCUPAZIONE Entrano e provocano danni Incursione notturna al Pesenti CASCINA. Hanno lasciato traccia della loro incursione notturna con scritte a bomboletta sulle pareti e danneggiando - lievemente - i bagni della scuola. Così l'altra sera alcuni "esterni" sono entrati abusivamente all'interno dell'istituto Pesenti occupato da alcuni giorni dagli studenti. La rivolta contro il decreto scuola ha avuto questa forma nell'istituto cascinese. Fino all'altra notte, quando una ventina di giovani con tutta probabilità di altre scuole, si sono introdotti in modo non certo indolore. L'incursione si era già verificata la sera prima, senza problemi. Ieri, invece, la situazione è degenerata e l'occupazione anti-riforma Gelmini è stata sospesa. "Il preside non ha gradito, con giusta ragione. Avevamo chiesto i locali per fare un'assemblea per parlare anche di questo episodio, ma non ci è stata concessa", commentano alcuni studenti. Intanto i docenti dell'istituto Pesenti, con nota scritta e firmata, dichiarano che "le proteste in corso, se mantengono il carattere di un pacifico confronto, debbano essere considerate come momento di formazione e crescita della consapevolezza critica degli studenti. Le motivazioni che sono alla radice di tali proteste sono in larga parte condivisibili e fondate. Occorre vigilare contro il ritorno a forme di discriminazione di classe. Deve essere respinta l'idea della scuola come mera spesa improduttiva e respingiamo con sdegno gli attacchi alla professionalità degli insegnanti". (f.s.).
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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Empoli Il sindaco con gli studenti Frosini: non è una riforma, sono soltanto tagli SAN MINIATO. Anche il sindaco Angelo Frosini scende in piazza al fianco degli studenti per ribadire il suo "no" alla riforma Gelmini. è successo ieri mattina, durante la manifestazione organizzata dagli studenti degli istituti superiori. "Sono molto preoccupato - ha dichiarato davanti agli studenti - nel vedere come la scuola italiana, a partire dall'asilo nido fino ad arrivare all'università, rischi di essere demolita. Non ci troviamo di fronte ad una riforma, bensì ad uno strumento per tagliare: tagli all'università, tagli alla ricerca, tagli sul personale. Il rischio è quello di tornare a cinquanta anni fa, quando l'accesso alla formazione era possibile solo ai figli degli imprenditori, mentre era negato ai figli degli operai e dei contadini". Sono quattro gli istituti interessati dalla protesta nella zona del Cuoio: il liceo scientifico "Marconi", il liceo psicopedagogico "Carducci", l'istituto tecnico "Cattaneo" e il liceo delle scienze sociali "Falchi" di Montopoli. La manifestazione si inserisce in un programma di protesta che continuerà anche nei prossimi giorni; infatti, già da venerdì scorso il liceo "Carducci" e l'istituto tecnico "Cattaneo" sono occupati, mentre il liceo "Marconi" è in autogestione; a questi, con tutta probabilità, si aggiungerà anche il liceo delle scienze sociali di Montopoli in cui è prevista, per domani, un'assemblea generale degli studenti per decidere quale forma di protesta adottare. Al grido di "non vogliamo questa riforma" il corteo si è diretto lungo le vie del centro storico, per terminare davanti al Comune dove a gran voce è stato chiesto, ed ottenuto, l'appoggio del sindaco. Gli studenti hanno incontrato anche il vicesindaco Raffaella Grana. Camilla Trillò.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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Così si confezionava l'abito tradizionale dei pastori, impermeabile e resistente, ma anche la divisa dei gerarchi Nero e ruvido: e divenne il tessuto più fascista del Novecento MANLIO BRIGAGLIA SASSARI. L'orbace ritorna. Sarà un effetto della crisi oppure l'ultimo miracolo del revisionismo, che rimette di moda il tessuto più fascista del Novecento? In Sardegna non tornerà inaspettato. Non soltanto perchè i bravissimi sardi etnici sparsi per l'isola hanno continuato ad usarlo in accompagnamento del fustagno, ma anche perchè l'orbace è stato per secoli il tessuto tipico della Sardegna. Lo si tesseva in quasi tutti i paesi, in particolare in quelli delle zone interne: era obbligatorio per le "ragas" il gonnellino del costume maschile, e vestiva i pastori proteggendoli dal tempo cattivo nelle lunghe transumanze. La lana della pecora era particolarmente ruvida, aspra da lavorare anche dopo abbondanti lavaggi. E il tessuto, come usciva dai telai, andava portato nelle "craccheras", le gualchiere, sorta di mulini ad acqua che usavano l'energia idraulica per battere e ribattere la stoffa, con il duplice intento di ammorbidirla e di renderla impermeabile. Solo dopo veniva tinta rigorosamente di nero. L'impermeabilità era la grande dote dell'orbace, che nel primissimo dopoguerra, quando la Sardegna restò isolata per un paio d'anni dal resto del mondo, anche "sos gosinos" che abitavano in città dovettero vestire: ispido come era nel collo di giacche e cappotti l'orbace faceva un pericoloso "effetto ghigliottina" da cui ci si difendeva orlando colletti e baveri con un bordo di velluto; per i pantaloni non c'era niente da fare: rasavano inesorabilmente i polpacci che neppure quelli dei ciclisti; in compenso quando pioveva bastava che si bagnassero un po' e restavano dritti in piedi da soli. Questo spiega l'importanza delle craccheras intorno alle quali fioriva una duplice attività: quella propria del mulino, al quale dai paesi vicini venivano portati i panni ad ammorbidire, e quella di intraprendenti cavallanti che giravano per mezza Sardegna, ritiravano le stoffe dalle tessitrici e le trasportavano alle gualchiere, restituendole debitamente lavorate. In questa attività di scambio si distingueva la gente di Santu Lussurgiu e si dice che non fosse l'ultima delle fonti di reddito del centro. Di un Pietro Lavra di Gavoi si racconta che con quei trasporti avesse messo da parte tanti soldi da comprarsi mille ettari di buona terra in Marmilla. Il paese famoso per le sue gualchiere è invece Tiana, che ne contava 18 schierate a sfruttare l'acqua del rio Tino. Era un lavoro che fruttava, la tradizione ha tramandato l'acuta riflessione di uno di quei padroni di mulino: "cando b'hat abba buffo binu, cando no b'hat abba buffo abba" e quello che beveva, soprattutto tra autunno e primavera, era quasi sempre vino. Oggi le gualchiere di Tiana sono scomparse, ma una discendente della famiglia Bellu ha venduto l'ultimo mulino alla Comunità Montana che l'ha restaurato e l'ha destinato ad usi didattici. (Ce n'era uno anche dalle parti di Siligo, Maria Carta lo ricorda in una sua delicata poesia). Il nome sardo dell'orbace è "furesi". E Furesi è sinonimo di povertà perchè era il più povero fra tutti i tessuti. Ma il saggio di paese aveva coniato il proverbio "Mezzus furesu ischidu che segnore molente", meglio un povero saggio e che un signore asino. Non si sa chi sia il gerarcone che decise di vestire d'orbace i fascisti di tutta Italia. C'era persino un motto goliardico che del segretario generale del partito diceva: "Achille Storace, di tutto rapace, di nulla capace, vestito d'orbace. Requiescat in pace". L'orbacizzazione delle divise arricchì diversi paesi della Sardegna, a Macomer l'Alas trasformò la piccola industria domestica in una poderosa produzione di massa. Con le loro sahariane d'un nero luttuoso (ne ho avuto più d'uno a casa anche io) i gerarchi sfilavano, marciavano a passo romano, saltavano in cerchi di fuoco. C'è un libro fotografico di Guido Melis sugli impiegati italiani nel ventennio: è un formicolio di ometti tutti uguali, ordinati e precisini nelle loro divise che sembrano tanti alunnetti della Gelmini.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina XIII - Roma L'iniziativa Due consiglieri denunciati per manifestazione non autorizzata E in V Municipio festa-corteo contro la riforma Gelmini Ancora una giornata di protesta contro la riforma Gelmini. A manifestare in piazza Meucci contro il maestro unico ieri sono state le scuole del XV municipio. Fischietti, palloncini colorati, le sigle dei cartoon e giochi per bambini hanno caratterizzato la "festa-protesta" con 3mila persone tra maestre, mamme, papà e alunni. Ma non tutto è filato liscio: la mattinata si era aperta con i manifestanti che dalle singole scuole hanno raggiunto piazza Meucci. Due consiglieri municipali del XV municipio, Alfredo Toppi (Sa) e Mimma Alfonzo Miani (Pd) sono stati denunciati per corteo non autorizzato. "In via della Magliana - ha spiegato Miani -c'era un restringimento del marciapiede e i manifestanti sono scesi per poter passare. A quel punto ci hanno denunciati". E domani Notte Bianca anti-Gelmini alla Iqbal Masih. (tea maisto).
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina XIII - Roma Contro Tremonti Tor Vergata, il rettore in campo "Contro i tagli blocco della didattica" Lauro: "Se il governo non ritirerà il decreto ci vorrà una risposta appropriata". Fabiani (Roma Tre): "Bravi gli studenti: hanno messo a fuoco il problema" LAURA MARI Crede nell'importanza del dialogo. Ma è pronto a prendere misure drastiche. Non è trascorsa neanche una settimana dalla sua elezione e ufficialmente ricoprirà l'incarico solo a partire dal 3 novembre. Eppure il nuovo rettore dell'università di Tor Vergata, Renato Lauro, ha le idee molto chiare su cosa fare per dare un segnale forte contro il decreto 133 che taglia i fondi alle università pubbliche. "La mia filosofia è semplice: a mali estremi, estremi rimedi - annuncia il rettore Lauro - se il governo nelle prossime settimane non ritirerà il decreto e non si dimostrerà disposto a dialogare con la Crui e gli atenei, presenterò al senato accademico la proposta di bloccare temporaneamente la didattica". Una decisione a cui però il rettore di Tor Vergata intende arrivare solo in ultima istanza, tentando prima di avviare un confronto serio con il governo. "Il 28 ottobre - annuncia Renato Lauro - ci sarà un senato accademico in cui chiederò, se sarà d'accordo con me l'ancora in carica rettore Alessandro Finazzi Agrò, l'approvazione di un documento in cui esprimeremo la nostra contrarietà ad un decreto che produrrà serie conseguenze sul sistema universitario italiano". Secondo il rettore Lauro, infatti, "è vero che negli atenei ci sono delle sacche di inefficienza e dei settori da razionalizzare, ma tagliare i fondi in maniera indiscriminata e senza pensare agli effetti che un tale decreto produrrà è un modo di procedere a dir poco rozzo". E contro il decreto Tremonti scende in campo anche il rettore dell'ateneo di Roma Tre, Guido Fabiani, che applaude le mobilitazioni studentesche di questi giorni. "Gli studenti romani hanno avuto il merito di portare all'attenzione dell'opinione pubblica la gravità del problema, cosa che noi rettori e docenti non eravamo riusciti a fare - sottolinea il rettore Fabiani - e la grande forza di questo nuovo movimento studentesco è il fatto che le proteste sono state finora legittime e pacifiche". Ma rispetto al blocco della didattica, il rettore Fabiani ha un opinione diversa da quella di Renato Lauro e più vicina a quella del rettore della Sapienza Luigi Frati. "Sospendere la didattica sarebbe controproducente per gli stessi studenti - fa sapere il rettore di Roma Tre - ma sono pronto ad accogliere qualsiasi proposta dei docenti e degli studenti per favorire il confronto e la discussione sul decreto Tremonti. Per esempio - prosegue Guido Fabiani - se mi venisse chiesto, autorizzerei subito l'apertura notturna dell'università per consentire dibattiti e ipotesi di mobilitazione". Poi il messaggio al governo: "C'è bisogno di un segnale positivo da parte del ministro Gelmini - sottolinea il rettore del terzo ateneo capitolino - il governo deve mostrarsi disponibile ad un confronto serio con le istituzioni universitarie e con gli studenti. L'ateneo di Roma Tre - conclude Guido Fabiani - è consapevole della necessità di una riforma, ma con la garanzia che tutti i tagli dei finanziamenti vengano annullati e reinvestiti in infrastrutture e assunzione dei ricercatori precari".
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo L'analisi Quei bravi ragazzi che minacciano il centrodestra NINO ALONGI Il mondo è in subbuglio. Si soffre in Italia per mille angustie: i salari insufficienti, la perdita del lavoro, il precariato, la mancanza della casa, il rincaro degli affitti, i mutui in rialzo, i ticket sanitari. Ma pochi hanno addebitato la responsabilità di queste crescenti difficoltà al Cavaliere e ai suoi ministri. Il governo, in effetti, ha potuto godere, malgrado la difficile congiuntura, di ottima salute sia al suo interno che nei rapporti col Paese. Grazie anche a un'opposizione sempre più disorientata e a una televisione commerciale sempre più ridondante delle iniziative governative. Qualcosa di imprevisto, però, è accaduto in queste ultime settimane e sta modificando d'incanto un clima politico che sembrava dover durare per l'intera legislatura. Intendiamo riferirci alla mobilitazione giovanile contro i tagli del bilancio dell'istruzione da parte del ministro Mariastella Gelmini, mobilitazione che da alcuni giorni blocca l'attività didattica nelle scuole e nelle università. A Firenze si è avuta la protesta dei ricercatori. A Milano si è organizzata una notte bianca in difesa della scuola pubblica. A Roma un grande corteo, si parla di trecentomila persone, ha attraversato le vie del centro sotto una pioggia scrosciante. A Bologna sono stati portati i banchi in piazza. è montata la protesta anche a Torino, a Napoli, a Genova. A Cagliari è stato occupato l'Ateneo. L'intera città è scesa in piazza a Parma. Anche a Palermo gli studenti hanno manifestato. I Cobas hanno scioperato venerdì, mentre l'Unione degli studenti medi prepara tre giornate di occupazione per la prossima settimana. Varie manifestazioni si sono avute nelle facoltà universitarie, con grande partecipazione di studenti e professori. SEGUE A PAGINA XV.
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da "Corriere delle Alpi"
del 19-10-2008)
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Cronaca Scuola, chiamata per i sindaci Domani l'incontro coi sindacati per parlare dei tagli BELLUNO. Settantatrè docenti alle elementari, 56 alle medie, 41 alle superiori e 64 Ata: questi i numeri dei posti che salteranno in provincia di Belluno in seguito alla riforma Gelmini. A questi potrebbero aggiungersi anche quelli dei plessi che non raggiungono i 50 alunni nei piccoli comuni di montagna. Insomma, una decimazione in grande stile a cui i sindacati si oppongono con forza. E mentre domani è previsto l'incontro con i sindaci della provincia, le sigle sindacali di categoria, Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, si stanno mobilitando per organizzare, per chi lo desidera, il viaggio a Roma per il 30 ottobre, data in cui è fissato lo sciopero generale della scuola. "Stiamo raccogliendo le adesioni per capire quanti desiderano raggiungere la capitale, così da poter organizzare un pullman o anche dei treni da Venezia", dice Francesco Corigliano della Cgil, che poi aggiunge: "Intanto come sindacati, unitariamente, ci stiamo preparando per una manifestazione da farsi a Belluno. Anzi, per quanto riguarda la Cgil, il 30 ottobre a manifestare con noi ci saranno anche i lavoratori di tutte le altre categorie, oltre agli studenti. Speriamo che sia ampia anche la presenza delle famiglie, che dovranno pagare il maggior scotto per questi decreti legge, e i sindaci". I sindacati denunciano anche l'atteggiamento autoritario con cui sta procedendo il governo che, in base al decreto 154, impone il commissariamento delle Regioni se entro il 30 novembre non avranno ottemperato alla riduzione dei plessi con meno di 50 alunni. "Si parla tanto di federalismo, mentre nella realtà dei fatti lo Stato applica l'accentramento, creando una tensione sociale molto alta. Credo che, per definire una modifica dell'istruzione, servano invece tempi distesi e un confronto sereno". (p.d.a.).
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Milano Genitori e maestre di Rete Scuole hanno manifestato in tre parchi Mamme e bambini in bicicletta contro la riforma della Gelmini servizio a pagina IX SEGUE A PAGINA IX.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-10-2008)
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Pordenone La "riforma" contestata: il Pd apre il confronto sulla scuola della Gelmini DIBATTITO SAN VITO. Settore scolastico al centro dell'iniziativa pubblica che il circolo del Partito democratico di organizza per giovedì prossimo, alle 20.30, nella sala consiliare del municipio. "Saranno discusse - sottolineano al circolo - le proposte di riforma per migliorare la scuola e le ragioni della contrarietà al decreto Gelmini, quindi si aprirà un confronto con quanti nella comunità locale sono interessati al destino della scuola". Il titolo della serata è "Rinnovare la scuola, sviluppare il Paese: perché no al decreto Gelmini", e ha lo scopo di "dare voce alle tante energie che in queste settimane dal mondo della scuola e dalle famiglie si sono levate per evitare un colpo alla scuola pubblica ma rinnovarla seriamente". Interverranno la senatrice Mariangela Bastico, già viceministro all'Istruzione del governo Prodi, e il professor Paolo Sorzio, docente di pedagogia generale all'università di Trieste. "La scuola, per il Pd - aggiungono gli organizzatori - non è un costo da tagliare, ma un organismo da rinnovare perché divenga uno strumento fondamentale per lo sviluppo del Paese. Questo è tanto più vero in una realtà come quella di San Vito e del Sanvitese, dove si è costruito un sistema formativo importante e si cerca di rafforzarlo collegandolo con le attività produttive: ciò ha bisogno di misure volte a migliorarlo, non a restringerlo e dequalificarlo, rischio cui si andrebbe incontro con le norme del decreto Gelmini". (a.s.).
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Milano Mamme e bambini in bici contro la riforma Gelmini Ancora proteste, questa volta in bicicletta, contro la riforma Gelmini: ieri, dopo il corteo di venerdì, bambini, genitori e maestre di Rete Scuole hanno "occupato" tre parchi cittadini: il Monte Stella, Alessandrini e Trotter, per dire no in particolare all'introduzione del maestro unico "che mette a rischio l'esistenza del tempo pieno" e delle "classi ponte" per alunni stranieri. In duecento sono arrivati al parco del Monte Stella su bici con cui hanno rallentato il traffico. Dopo aver sparso sui prati centinaia di palloncini colorati, oltre a giochi e merendine hanno ricordato a tutti i motivi della protesta. Al parco Trotter erano invece in 500. Un pomeriggio di contestazione con merende, concerti, laboratori teatrali e un mercatino gestito dai bambini. Minore la presenza al parco Alessandrini, nei pressi dell'Ortomercato, dove un centinaio tra genitori e bambini hanno preparato striscioni da appendere fuori dalle scuole: "Due maestre, non una di meno" e "Vogliamo un tempo... pieno di qualità".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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Alba, premio Grinzane Cavour a Roberto Vecchioni "Scuola, ascoltare di più studenti e insegnanti" ALBA. Uomo concreto, con i suoi 38 anni di insegnamento nella scuola pubblica, ma anche di poesia tenuto conto dei suoi tantissimi dischi e romanzi, Roberto Vecchioni, che ieri ha ricevuto ad Alba il Premio Grinzane Cavour Alba Pompeia, si dice molto amareggiato per come, ancora una volta, in Italia si tratta la scuola. "La scuola non è un fattore politico, ma tutti gli ultimi governi italiani l'hanno trattata come tale - ha detto Vecchioni, autore di canzoni memorabili come "Samarcanda", "Luci a San Siro" e "Milady" - e una sua riforma non dovrebbe essere un atto politico, ma tecnico". A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore professore vorrebbe che la discussione intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su "una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale. Ci sono aspetti in questa riforma anche positivi - ha aggiunto - come il richiamo ad una maggiore serietà, non parlo del voto in condotta che mi fa ridere, l'introduzione dell'educazione civica e della storia delle regioni, ma altri molto discutibili". Circa il ricorso al maestro unico Vecchioni dice: "non entro troppo nel merito perchè non ho un'idea chiarissima, ma credo che 3 o 4 insegnanti siano meglio di uno, anche, non nascondiamocelo, per dare più lavoro ai tanti maestri vergognosamente precari da anni in Italia. Comunque sia i ragazzi tendono sempre ad individuarne uno di riferimento in cui riporre fiducia. Dire che in Europa c'è il maestro unico quasi dappertutto è mistificatorio e inutile secondo me, perchè, ditemi voi, cosa abbiamo a che fare noi con i danesi o i ceceni. Avremo per caso lo stesso modo di concepire e diffondere la cultura?". Lo scacco dell'Italia sulla scuola per Vecchioni è grave anche perchè "dovremmo essere noi a dare al mondo lezioni di illuminismo e di scienza, invece siamo gli ultimi della lista. Andrebbero più ascoltati gli studenti, almeno un 50% di loro è interessato, e a chi lavora nella scuola". Vecchioni si è detto poi molto contento di essere stato insignito del premio Grinzane Cavour Alba Pompeia destinato a persone impegnate nella valorizzazione del territorio nei vari ambiti, dall'arte all'architettura, dalla musica alla cultura materiale. "Per me occuparsi del territorio ha un significato traslato - ha detto - significa amare la gente e le cose di questo mondo partendo dal basso, dalle cose che accadono. Vuol dire parlare di habitat delle persone, di ricerca di armonia, di solidarietà, è una questione di affettività".
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina VI - Genova L'intervista L'analisi di Antonio Gibelli, direttore del dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea "Lezioni in piazza per sopravvivere l'università ormai è in mutande" "Domani non avremo più spazi vitali, questo è vero e proprio attacco allo spirito della nostra Costituzione" Manifestazioni, assemblee, scioperi, cortei, adesso anche le lezioni in piazza? "Tecnicamente è tutto da decidere e discuteremo con gli studenti dove e quando fare le lezioni dimostrative in piazza, nelle vicinanze dell'università", spiega il professore Antonio Gibelli, ordinario di Storia Moderna e direttore del Dipartimento di Storia Moderna e Contemporanea. Perché voi professori universitari arrivate fino a questo? "Per lo stesso motivo per cui occorre far capire all'opinione pubblica la gravità del momento: i decreti Gelmini e Brunetta sono un attacco al sistema pubblico della formazione; l'insieme dei provvedimenti sulla scuola (soprattutto primaria) tendono a impoverire il pubblico, a maggior ragione in importanti settori come la scuola primaria, che è molto in alto nelle classifiche". Per questo è necessario portare la cattedra proprio in piazza? "Facciamo lezioni curriculari come atto simbolico di richiama l'attenzione della gente, per dire che l'università è in mutande". In che senso? "Domani non avremo più spazi vitali: se oggi, quando faccio lezioni, sono aiutato da un usciere bravissimo che prepara bene gli strumenti, se viene un tecnico informatico precario che sarà licenziato, se tutto questo non ci sarà più, il mio lavoro diventerà più faticoso". Non c'è un modo più semplice di spiegarsi? "Se passano i decreti l'università sarà ridotta al lumicino. C'è il rischio concreto ed esplicito di privatizzazione della scuola e di spingere l'università verso le fondazioni". Quanti siete ad aderire all'iniziativa? "Aldilà della partecipazione più o meno esplicita, di un centinaio di adesioni avute durante l'assemblea tenuta venerdì scorso a Balbi 4, ci sono documenti di diversi consigli di facoltà, che denunciano questo rischio". Non le sembra strumentale tutto questo? "Credo proprio di no. è strumento di iniziativa rispetto a questo dissanguamento del servizio pubblico, che viola le leggi, nelle parti in cui si dice che lo Stato deve promuovere l'opinione pubblica. Qui c'è un attacco allo spirito stesso della Costituzione e una volontà di spingere verso il privato". Il primo attacco, però, lo aveva fatto il ministro Berlinguer... "Sì, ha fatto cose che non andavano fatte. Ma qui è tutto più esplicito e più organico. Si capisce molto bene". Anche allora c'era velatamente questo tentativo? "Ci sono stati errori di Berlinguer e nelle politiche del centrosinistra, ma non avevano questo carattere organico. Non gli ho mai sentito dire che gli stranieri devono passare dalle classi differenziate prima di accedere a quelle con gli italiani". (g.fil.).
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Gorizia Medea, odg anti-riforma Gelmini Il documento di protesta approvato dal consiglio comunale Appoggiata la proposta di Molinaro sul federalismo scolastico MEDEA. La protesta di Medea contro la riforma scolastica del ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, non si ferma e dopo le parole di fuoco dei giorni scorsi da parte del sindaco, Alberto Bergamin, ad attivarsi è l'intera giunta comunale medeense, unitamente ai capigruppo consiliari. L'obiettivo comune è quello di sostenere a livello politico le manifestazioni di contrarietà, compresa l'adesione allo sciopero generale del 30 ottobre, e di ottenere un confronto per la modifica della riforma Gelmini, che mette a rischio la sopravvivenza delle piccole scuole. Al momento, Medea sembra essere comunque al sicuro per quanto riguarda il 2009, visti i buoni numeri riscontrati quest'anno e le previsioni per il prossimo, ma a lungo termine i coefficenti previsti fanno presagire la chiusura dell'istituto primario medeense. Di qui la presa di posizione dell'amministrazione comunale, che ha approvato un ordine del giorno nel quale viene espressa la "netta contrarietà alla cosiddetta "riforma Gelmini", approvata senza alcun confronto in Parlamento e senza alcun dibattito nel Paese, e ai principi contenuti nel decreto stesso, ritenendo, nello specifico, non condivisibili: la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni, che creerebbe gravi problemi di accessibilità all'istruzione da parte dei bambini qui residenti provocando, inoltre, il grave impoverimento del tessuto sociale della comunità; l'aumento degli alunni per classe con conseguente riduzione della qualità dell'insegnamento offerto; il taglio del personale di circa 130 mila unità, tra docenti e personale Ata; l'imposizione di una regola generale e indiscriminata nella riduzione degli organici, che equipara le scuole insediate in piccoli Comuni a quelle situate nei centri più grandi; il ritorno a un maestro unico". Non mancano nel documento approvato in aula alcune considerazioni sugli effetti della riforma: "Il decreto - si legge nell'odg - determinerà un arretramento qualitativo del sistema scolastico, privando la scuola pubblica statale del contributo di tanti insegnanti specializzati; i tagli previsti indeboliranno fortemente il sistema dell'istruzione in controtendenza con gli ingenti investimenti che i Comuni fanno per sostenerlo; verranno tagliati importanti servizi come la presenza di insegnanti durante la mensa e la frequenza pomeridiana, riducendo brutalmente le ore di sostegno; non sarà possibile che tali servizi vengano coperti dalle amministrazioni locali". Giunta Bergamin e capigruppo, inoltre, sono fermi anche nel rilevare che "i principali provvedimenti adottati dal governo sulla scuola derivano più da bisogni economici e di risparmio che da vere esigenze educative e pedagogiche". Condivisione è poi espressa alla posizione assunta dall'assessore regionale all'istruzione, Roberto Molinaro, che ha sostenuto la necessità di ottenere dal governo Berlusconi l'autonomia nell'organizzazione scolastica, ovvero il federalismo scolastico.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Firenze Ma la protesta continua: ieri il corteo Rivolta anti Gelmini Si torna in classe in metà delle scuole occupate GAIA RAU A PAGINA V SEGUE A PAGINA V.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cagliari Grandi preparativi per lo sciopero del 30 in difesa della scuola TORTOLì. "Giovedì 30 ottobre, uniti per la scuola di tutti". Questo è lo slogan base, con cui le organizzazioni sindacali di categoria della scuola di Cgil-Cisl-Uil, dello Snals, della Gilda e altri, si preparano alla grande mobilitazione a difesa della scuola statale. "Siamo consapevoli - si legge in una nota emessa venerdì sera dalla Cgil-scuola provinciale Ogliastra - della grande sensibilità dimostrata da parte dei genitori e degli studenti per quello che si sta per realizzare nella scuola italiana statale in conseguenza della riforma adottata dall'attuale governo di centro-destra Berlusconi. Per cui, tutte le organizzazioni sindacali, in collaborazione con le istituzioni, hanno organizzato, per il pomeriggio di martedì 22, con inizio alle ore 16,30, un'assemblea generale aperta nell'aula magna dell'Istituto tecnico industriale, nella zona della cittadella scolastica del quartiere Monte Attu". L'assemblea in programma dopodomani pomeriggio, servirà come preparazione al grande sciopero generale della scuola italiana, previsto per giovedì 30. I sindacati di categoria della scuola chiedono agli operatori dello stesso settore, alle famiglie, alla cittadinanza e alle istituzioni di partecipare a tale assemblea. Le organizzazioni sindacali, le famiglie e gli studenti, con lo sciopero di giovedì si opporranno a diverse "novità" della riforma del ministro Maria Stella Gelmini: "Diciamo no a vari punti. Ci opponiamo al maestro unico, per proseguire con la dimunizione dle tempo scuola (vedasi la scuola materna, oggi dell'infanzia) e la chiusura delle scuole nei piccoli Comuni. Gridiamo "no" anche alla riduzione dei servizi amministrativi e tecnici della vigilanza e assistenza degli alunni portatori di handicap; all'abolizione degli indirizzi e delle sperimentazioni; allo smantellamento dell'università pubblica".(l.cu.).
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina V - Firenze L'assessore La proposta di Daniela Lastri "Serve una legge per garantire il tempo pieno" MASSIMO VANNI Una proposta di legge d'iniziativa popolare per garantire il tempo pieno e non tornare all'insegnante unico nella scuola primaria. E' l'idea che lancia l'assessore all'istruzione Daniela Lastri, dopo le occupazioni degli studenti. "C'è bisogno di dare voce e protagonismo alla mobilitazione di questi giorni, non si può pensare che tutto è tornato come prima: gli studenti, gli insegnanti e i genitori che in questi giorni sono scesi in piazza per protestare contro il decreto del ministro Gelmini devono poter portare avanti le proposte emerse", sostiene l'assessore Lastri che ieri mattina ha voluto essere presente al corteo di ieri mattina per le vie del centro. Come dare avvio alla proposta di legge d'iniziativa popolare? "Per prima cosa si dovrebbe aprire una consultazione con genitori, insegnanti e organizzazioni sindacali per mettere a punto una bozza condivisa tra tutti i protagonisti della mobilitazione", dice l'assessore Lastri, che ha già lanciato l'idea nel Forum sui saperi del Pd venerdì scorso. Domani alle 9,30, 24 ore prima del voto atteso al senato sul decreto Gelmini, Lastri al liceo Gobetti tra Firenze e Bagno a Ripoli per parlare con gli studenti. E anche in questa occasione l'assessore all'istruzione spiegherà le ragioni dell'iniziativa. Non solo. Dopo la mozione presentata alla Camera dalla Lega Nord circa l'istituzione di classi differenziali per i figli di immigrati, Lastri ha una controproposta da fare: "Invito i proponenti della mozione a venire a Firenze a visitare i centri di alfabetizzazione presso le nostre scuole che aiutano ad apprendere l'italiano. Vedranno così che ci sono modelli a cui fare riferimento senza logiche discriminatorie". SEGUE A PAGINA V.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Firenze Azione Giovani "Attenti ragazzi, sulla riforma vi raccontano un sacco di balle" "Attenti ragazzi, non lasciatevi strumentalizzare: sulla riforma Gelmini vi stanno raccontando un sacco di balle". Così pensa Azione Giovani, il movimento giovanile di Alleanza Nazionale, che ieri ha organizzato una manifestazione in difesa della nuova legge e ha già lanciato in tutte le scuole superiori una campagna di "controinformazione per spiegare ai ragazzi che stanno occupando tutte le bufale che si raccontano sul decreto 133". Esempi? "Non è vero che si sarà bocciati col 7 in condotta, ma con il 5. Saranno chiuse le scuole con meno di cento alunni? No, saranno accorpate e l'ha deciso il governo Prodi. Il maestro unico? Non è un ritorno al passato. Sparirà il tempo pieno alle elementari? No, decideranno le famiglie". Anche Azione Giovani è però impegnata in alcune occupazioni. "Sì, ma per cose serie: all'alberghiero Buontalenti perché mancano le aule e i ragazzi sono costretti a far lezione in cucina o nei container, all'Iti Da Vinci perché c'è amianto nella struttura", spiega Francesco Torselli, di Ag Firenze. Andrea Giorgio, studente di scienze politiche impegnato nell'occupazione, accusa però Ag "di aver sfregiato una porta del polo sociale di Novoli con fasci littori". (e. f.).
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina V - Firenze Occupazione, in metà scuole si torna in classe Ma la protesta continua: in migliaia al corteo degli studenti. Oggi assemblea in piazza Niente sigle e bandiere alla manifestazione, solo striscioni e slogan GAIA RAU La protesta non è finita, ma in metà delle ventitré scuole fiorentine occupate si torna in classe. Le altre hanno deciso di andare avanti fino a martedì, quando il decreto Gelmini arriverà sui banchi del Senato per l'approvazione e a Firenze è prevista una grande manifestazione regionale "in difesa della scuola pubblica". Tra i nomi certi Castelnuovo, Rodolico e Leon Battista Alberti, mentre per Michelangelo, Galileo, Gramsci e altri la decisione arriverà oggi. Si tornerà invece sui banchi già da domani al Russell Newton, al Capponi e allo scientifico Leonardo Da Vinci: qui la mobilitazione contro la legge 133 e la riforma Gelmini proseguirà sotto altre forme, di cui si parlerà oggi in un'assemblea di coordinamento convocata per le 14.30 in piazza Santissima Annunziata. Ieri mattina sette mila studenti secondo la Questura, almeno quindici mila secondo gli organizzatori hanno marciato per il centro di Firenze, da piazza San Marco a piazza Santa Croce, per la terza manifestazione nel giro di appena otto giorni. Un corteo senza bandiere né sigle: solo striscioni con i nomi delle scuole occupate, tanta musica e tanto entusiasmo per una lotta "che non ha colore", come hanno ribadito più volte i ragazzi nei giorni scorsi. Ad aprirlo uno striscione arancione con la scritta "Cambiano i governi, continuano gli sbagli, per noi studenti sono sempre tagli". Dietro, dieci ragazzi del liceo Alberti, improvvisatisi sbandieratori, che all'arrivo, in piazza Santa Croce, hanno dato vita ad una applaudita coreografia. E poi un camioncino con altoparlanti e sound system, affittato dagli studenti grazie a una colletta. "Quando l'ho saputo ho voluto contribuire anch'io", spiega Giovanni Avogadri, docente del Russell Newton: "L'esperienza che abbiamo vissuto insieme questa settimana è stata indimenticabile". Già perché, come annunciato, insieme agli studenti hanno marciato anche insegnanti e genitori (questi ultimi dietro allo striscione "giù le mani dal futuro dei nostri figli"). "Dobbiamo mobilitarci tutti insieme, dalle materne all'università, contro una legge che tenta di uccidere l'istruzione pubblica", ha spiegato il padre di due alunni della scuola elementare della Montagnola. "La civiltà di un Paese si riconosce da due cose: la sanità e la scuola, e il Governo sta tagliando su entrambe", ha commentato una mamma. Anche la colonna sonora della manifestazione ha cercato di accontentare tutti: da Manu Chao alla Bandabardò, passando per Jovanotti e Lynyrd Skynyrd, la cui Sweet Home Alabama ha sostituito un Fischia il vento appena abbozzato, a ribadire che i tempi sono cambiati, e che i simboli della vecchia politica non appartengono più a questi ragazzi. Tra gli slogan, è stata ancora una volta la creatività a farla da padrona, dal "Questa legge è un Inferno" del liceo Dante, a "Perché occupiamo? Abbiamo 133 buoni motivi, anzi 137" del Russell Newton, fino a un "Bambini, l'uomo nero non esiste, la Gelmini sì". Scuole in piazza anche a Empoli: qui hanno marciato in duemila tra studenti, genitori e insegnanti. "Una partecipazione mai vista prima", racconta Marianna del liceo Virgilio, da ieri in occupazione dopo una settimana di assemblea permanente "a scopo informativo". Mentre a Sesto insieme agli studenti medi hanno sfilato gli universitari del Polo Scientifico e il sindaco Gianni Gianassi.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Martedì all'istituto "Verdigi" consiglio comunale aperto sulla scuola PAPPIANA. Dopo l'occupazione attuata da insegnanti, genitori e bambini un consiglio comunale aperto alla scuola "Domenico Marco Verdigi". Si svolgerà, con inizio alle ore 17, martedì 21 ottobre con il tema "Per una istruzione di qualità che promuova ugualianza e crescita formativa". Così San Giuliano raccoglie l'appello che era stato lanciato dal tavolo interistituzionale pisano per la scuola e le varie mozioni presentate sull'argomento. In pratica sarà l'occasione per bacchettare il decreto voluto dalla ministra della pubblica istruzione MariaStella Gelmini. I consiglieri comunali, la giunta e il sindaco porranno all'attenzione generale un problema importante e delicato ascoltando la posizione e le proposte degli insegnanti, famiglie e studenti interessati da quella che è stata definita la controriforma contro uno spirito "arretrato ed inefficace". Si vuole dire alto e forte il proposito di rendere ancora più qualificato e forte il sistema istruzione nell'Italia di oggi, che affronti concretamente e con lungimiranza le sfide del futuro. Commenta il sindaco di San Giuliano Paolo Panattoni: "è necessario lavorare seriamente per e con la scuola, partire dalle fondamenta della cultura e dell'etica dell'istruzione, invece questo Governo sembra voler rimettere indietro la lancetta dell'orologio riguardo alle conquiste raggiunte dal sistema scuola peggiorando con le proposte della ministra e i tagli di Tremonti le condizioni di insegnamento e dei docenti. Ne sono un esempio le ricadute negative che avremo anche negli istituti del nostro territorio per i quali questo Comune ha sempre posto un'attenzione centrale". Marzia Ara.
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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Oristano Con la riforma Gelmini scuole verso un futuro nero La scure si abbatterà su tutto il Marghine Verso la desertificazione PIERO MARONGIU MACOMER. Il mondo della scuola non ne vuole sapere di accettare la cura Gelmini-Tremonti-Brunetta. Se la riforma varata dal ministro per l'istruzione dovesse passare così com'è, per Macomer, ma anche per il resto del Marghine-Planargia, il prossimo anno sarà nero. Anzi, nerissimo. I cosiddetti centri di erogazione (le scuole) con meno di 50 alunni sono destinate a chiudere. Stesso discorso per quelle con meno di 500 alunni, attualmente dotate di autonomia, cioè: il dirigente in sede e gli uffici amministrativi. L'imperativo categorico partito dal governo centrale è: razionalizzare accorpando. Chi verrà colpito in pieno da questo processo, in gran parte saranno piccoli centri, destinati a fare i sacrifici più grandi in cambio, dicono, di un'offerta scolastica di qualità superiore. Crederci è difficile, spiegarlo agli abitanti di Macomer, Sindia, Silanus, Lei, Dualchi, Noragugume, Birori e Bortigali, lo è ancora di più. Entro il 30 di novembre, la Regione dovrà inviare proposte concrete sul processo di razionalizzazione che intende attuare per la scuola sarda, altrimenti il ministero nominerà un commissario che provvederà a farlo al posto suo. Stando così le cose, il ridimensionamento pare certo per la scuola dell'infanzia, primaria e media di DualchI, per quella primaria del rione Santa Maria e del plesso di Birori a Macomer, per la scuola dell'infanzia di Sindia, per la primaria e media di Bortigali e dell'infanzia di Lei. Stesso discorso vale per la scuola dell'infanzia di Sindia, compresi i plessi di Suni e Flussio, questi ultimi ricadenti nella provincia di Oristano. Il clima di mobilitazione generale del Nuorese non accenna a placarsi. Infatti, il rischio di perdere altri posti di lavoro è tutt'altro che scongiurato. Perché di questo si tratta. "La situazione diventa di anno in anno più critica - dice Sergio Masia - dirigente scolastico del circolo didattico Giannino Caria di Macomer. Purtroppo il problema nasce anche dal fatto che siamo in presenza di una denatalità costante. E senza alunni, le scuole sono destinate a chiudere". Perdere altri posti di lavoro in un territorio come il Marghine, già provato dalla chiusura delle fabbriche, vuol dire veramente condannarlo alla desertificazione.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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RIFORMA GELMINI Dietro grembiule e condotta interventi che disgregano la scuola PISTOIA. "Per la scuola italiana è un momento di disorientamento, incertezza e preoccupazione". è preoccupata Rosanna Moroni, assessore all'istruzione del Comune, preoccupata per i tagli, le riduzioni di insegnanti, custodi, collaboratori, di orari, di scuole, di classi, di sostegno ai disabili. è soprattutto impressionata dal fatto che i decreti e le leggi siano presentati come sommatoria di innovazioni positive, panacea di tutti i mali del sistema scolastico italiano; ed allibita per la propaganda sugli aspetti meno significativi della riforma, come grembiule e voto in condotta. Mentre, a giudizio dell'assessore, c'è vaghezza su aspetti fondamentali dal punto di vista educativo e democratico, come il tempo pieno, il silenzio quasi assoluto sul venir meno di opportunità e prestazioni fondamentali. Non occorre essere comunisti o antigovernativi, riflette l'assessore, per cogliere il prevedibile generalizzato disastro generato dalla volontà di risparmiare miliardi di euro sulla pelle dei bambini, degli studenti, degli insegnanti, del personale ausiliario, delle famiglie, dei comuni. Moroni invita a leggere il Piano programmatico del Ministero dell'istruzione per capire o intuire che si prepara un generale smantellamento della scuola pubblica, della sua storia, delle sue esperienze positive. "Quale disegno - chiede l'assessore - può animare scelte come la riduzione delle scuole materne a luogo di mera custodia, in cui viene meno ogni progetto educativo, ogni possibilità di offrire a bambini e bambine gli strumenti necessari al loro benessere, all'acquisizione di sicurezza, conoscenze, competenze essenziali per una crescita equilibrata, ogni positiva incidenza in termini di mobilità sociale? Come si può anche solo pensare ad una scuola aperta solo in orario antimeridiano, con una sola insegnante a prendersi cura di 28 bambini? è questa la strada per la generalizzazione della scuola dell'infanzia? Quella di dequalificare le scuole esistenti per aprirne altre, tutte egualmente inadeguate a garantire risposte ai diritti e ai bisogni dei cittadini più piccoli? Come si può riproporre l'anticipo dopo anni di riflessioni pedagogiche che lo hanno sonoramente bocciato?" A giudizio dell'assessore, simili prospettive possono essere motivate solo da una terribile miopia o, peggio, dalla pervicace volontà di azzerare la presenza pubblica. Del resto non è questo che vediamo da anni? Un graduale, inarrestabile processo di riduzione di fondi alle istituzioni scolastiche e agli enti locali. A chi giova, se non a un generale processo di dismissione del ruolo pubblico e di privatizzazione di prestazioni fondamentali come quelle garantite da sempre dalle scuole e dai comuni? "Possibile - chiede ancora Moroni - che una classe dirigente non colga il valore strategico di una conoscenza che diventi patrimonio diffuso, ai fini del progresso sociale, civile, culturale, economico? Che eredità vogliamo lasciare ai nostri figli, ai nostri nipoti? E' accettabile crescerli come passivi consumatori di beni materiali, incapaci di cogliere la complessità dell'esistenza, di leggerne e interpretarne quei fenomeni che riguardano e condizionano la vita di ognuno?" Già viviamo in una società priva di forti riferimenti ideali e culturali, permeata di incertezza e disorientamento, osserva Moroni, priva ormai di quella dimensione sociale, collettiva, che ha consentito in passato di raggiungere conquiste rilevanti sul fronte dei diritti di cittadinanza. Siamo tutti chiusi- osserva ancora l'assessore - nello spazio angusto di relazioni ristrette, di visioni e ambizioni individualistiche. Abbiamo perso di vista l'interesse generale, una cornice di riferimento ineludibile per un cittadino: "Dobbiamo rassegnarci a veder devastare l'unico luogo, la scuola, dove si può ancora lavorare per ricostruire un tessuto sociale che non sia una mera sommatoria di solitudini e disgregazione?" La mobilitazione nascente di giovani, insegnanti, genitori secondo l'assessore è una speranza, a dispetto di una diffusa rassegnazione e passività: "La capacità di aprire un dibattito ampio e coinvolgente, di costruire un fronte unitario di opposizione alle proposte Gelmini (o Tremonti?) diventa un dovere e rappresenta l'unica possibilità di difendere la qualità raggiunta in ambito educativo e di esigere politiche adeguate e risorse congrue, necessarie a sviluppare e ampliare le conquiste di democrazia e di libertà della scuola pubblica, a riattualizzare l'aspirazione di don Milani ad una scuola di tutti e di ciascuno, dove c'è il tempo per pensare, per provare, per crescere".
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina I - Bologna Bonsu interrogato per dieci ore Il padre: tanta la solidarietà Schifani: dalla foto della donna in cella un movimento per la dignità Continua la protesta anti-Gelmini raccontate la vostra occupazione Cofferati chiude quattro locali fracassoni Che ne pensate?.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina V - Bologna "Onorevole ci dia i documenti" Garagnani bussa al Minghetti Botta e risposta a mezzanotte, ma il dialogo non parte "Voleva darci la carta di credito, solo alla fine ci ha dato il tesserino da parlamentare" SARA SCHEGGIA Venerdì sera i ragazzi del Minghetti, occupato da martedì come tante altre scuole e reduce da un'intensa giornata di protesta, ricevono una visita inaspettata. A bussare alla loro porta c'è il deputato Fabio Garagnani, un ex minghettiano oggi considerato il Don Chisciotte che lotta contro i mulini a vento delle scuole. Appena uscito da un ristorante nei paraggi, Garagnani ha ben pensato di dare un'occhiata alla sua vecchia scuola, per capire cosa ci fosse in atto. I ragazzi, però, gli chiedono un documento. "Sono un parlamentare", risponde. Ma la prassi è questa, gli esterni devono lasciare un documento. Tra l'altro, è quasi mezzanotte e dopo quell'ora non possono più entrare. "Ma a che titolo chiedete i documenti? E lo sapete che state facendo una cosa illegale? Chi c'è a sorvegliarvi?". Nessuno. Stiamo occupando, rispondono i ragazzi, ci assumiamo la responsabilità di quello che succede. Vola qualche insulto e nel giro di tre minuti il deputato se ne va, non senza aver avvisato i ragazzi che saranno denunciati per ciò che stanno facendo. "Alla fine ho dato il mio tesserino da parlamentare - ha spiegato il forzista - e ho ripetuto almeno sei volte che occupare è illegale. A due ragazze ho chiesto se sapevano perché protestavano, ma stavano semplicemente bivaccando e hanno risposto che da giorni fanno tutti così". Adolescenti a briglia sciolta, senza un docente o un bidello a vegliare su di loro. "A reagire peggio sono stati soprattutto i maschi, che mi hanno gridato qualche insulto. Niente di grave, ma io ho risposto per le rime e non mi sono lasciato intimorire". Il racconto dei ragazzi, però, non rispecchia la versione del parlamentare: "Nessuno ha impedito a Garagnani di entrare, gli abbiamo solo chiesto i documenti come facciamo con tutti - ha raccontato Francesco, uno dei coordinatori della protesta del Minghetti - ma lui non ce li voleva dare, e non ha domandato nulla a nessuno: è rimasto tre minuti nell'atrio minacciando denunce per tutti e poi se n'è andato". Gli studenti spiegano che, sulle prime, Garagnani ha tirato fuori una carta di credito come documento di riconoscimento, e solo dopo ha finalmente dato il suo tesserino. Le uniche domande che ha fatto, sulla presenza di preside, professori o bidelli a garantire la sicurezza. E poi ha ribadito ai ragazzi la loro situazione di illegalità. E gli insulti, allora? "Un ragazzo ha detto qualche brutta parola, ma non è successo nulla. Dopo pochissimo se n'era già andato - ha continuato Francesco - è venuto a cercare provocazioni ma non le ha trovate, anche perché in questi giorni qualche docente restava a scuola con noi almeno fino alle 23". A Garagnani occupazioni e picchetti non sono mai piaciuti, nemmeno da giovane. Dello stesso parere la preside del Serpieri, che ha avvisato i genitori degli studenti via mail consigliando di andare a riprenderseli, perché "ci sono modi legali per protestare", anche per evitare denunce. Garagnani denuncerà, "perché docenti e dirigenti, presenza eversiva della sinistra nella nostra regione - ha detto - subillano gli studenti sotto banco. Dovrebbero dimettersi". Martedì il sottosegretario di stato all'Istruzione, il vice della Gelmini, risponderà alla sua interpellanza sulle occupazioni scolastiche. I ragazzi, però, gli intimano di "occuparsi di cose serie, come la crisi finanziaria. E non di fare il nottambulo in giro per le scuole: noi siamo maturi per protestare contro una riforma inaccettabile e per nulla democratica".
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina V - Bologna La protesta annuncia nuove manifestazioni. I liceali fanno lezione in piazza e assemblee negli istituti Martedì "assedio" al Senato accademico La mobilitazione per la manifestazione della Cgil del 30 ottobre a Roma Le proteste non sono finite, anzi. Da domani scatta la settimana calda dell'università, che partirà con un presidio al consiglio di facoltà di Lingue e le lezioni pubbliche in piazza Verdi, tenute dalle 13 alle 15 dai professori Marchetti e Bertoni. Sempre domani, dalle 15 alle 17, al dipartimento di Storia è prevista una discussione con docenti e ricercatori sulla riforma Gelmini-Tremonti, in occasione della presentazione dei corsi di laurea; alle 16 assemblea a Scienze politiche e alle 17 altra lezione pubblica e dibattito con docenti e ricercatori a Giurisprudenza. Infine, alle 20 nella storica aula III di via Zamboni 38, occupata da mercoledì, si terrà un incontro su "Glossario minimo: crisi, mercato, formazione" con il professor Federico Chicchi. Martedì gli universitari "ribelli", come si firmano i ricercatori e gli studenti, organizzeranno un presidio alle ore 9 in piazza Puntoni, in concomitanza con la riunione del Senato accademico. E annunciano che "sarà un assedio gioioso", a cui hanno invitato gli studenti medi e il coordinamento di genitori e insegnanti delle scuole elementari, che hanno già confermato la loro presenza, almeno con delle delegazioni. E venerdì 24 anche la facoltà di Agraria si farà sentire: dopo un'assemblea estemporanea di ricercatori e studenti, tenutasi due giorni fa, il preside Andrea Segrè ha convocato un consiglio di Facoltà straordinario. Un evento speciale, in quanto aperto a tutti gli studenti, ai ricercatori e ai tecnici. E in quell'occasione, anticipa Francesca Scandellari della rete dei ricercatori precari, "chiederemo una presa di posizione ufficiale della Facoltà contro il governo". Anche gli studenti medi continuano con le loro iniziative, nonostante quasi tutte le scuole abbiano ormai terminato le occupazioni: ieri il Minghetti ha tenuto l'ultima delle lezioni in piazza, con un laboratorio di improvvisazione teatrale che ha fatto girare i ragazzi per la città, mettendo in scena piccole performance con i passanti. Subito dopo, intorno alle 12.30, hanno dato vita al flash mob annunciato venerdì durante il sit-in: si sono fermati per 4 minuti sul crescentone assumendo strane posizioni, in segno di protesta. L'iniziativa, però, non ha avuto grande partecipazione, anche a causa delle brutte condizioni meteorologiche. In mille, invece, hanno seguito ieri la lezione dello scrittore Stefano Tassinari alle Aldini Valeriani-Siriani: insieme a decine di docenti, i ragazzi hanno avviato due ore di discussione sulla scrittura italiana e sulla proposta di fare classi separate per gli alunni stranieri. Nel pomeriggio molti rappresentanti di tutti gli istituti bolognesi si sono riuniti in assemblea alle Aldrovandi-Rubbiani per confermare l'appoggio alle agitazioni degli universitari e a quella generale del 30 ottobre. Mercoledì, inoltre, si riuniranno di nuovo per un collettivo generale, perché "non possiamo fermarci ora - dicono - appoggeremo e seguiremo ogni azione mirata al raggiungimento di uno scopo comune, cioè il ritiro della legge Gelmini".
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da "Nuova Sardegna, La"
del 19-10-2008)
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Di Franco Enna L'integrazione nasce a scuola Emerge il dilettantismo pedagogico dei nuovi riformatori I bambini stranieri hanno necessità di contatto con i nostri figli Anche a non voler considerare razzista la mozione leghista, approvata dal Parlamento, che tende a creare delle classi di passaggio per gli alunni immigrati (si spera che non siano compresi anche i bambini nati e cresciuti in Italia, ma con l'aria che tira, sarebbe meglio controllare), il dilettantismo pedagogico dei nuovi riformatori della scuola appare ora in tutta la sua cruda chiarezza. Sono più di quindici anni che esistono un po' dappertutto, in particolare negli edifici delle elementari, scuole serali per immigrati adulti molto efficienti e frequentatissime. Servono non soltanto a "italianizzare" persone che hanno fatto del nomadismo linguistico la loro unica ragione di vita - tanto da creare intere generazione di poliglotti della sopravvivenza -, ma vengono utilizzate soprattutto come luoghi di aggregazione culturale di etnie diverse, altrimenti destinate alla lotta senza quartiere (letteralmente) per il posto di esposizione delle merci da vendere. Ma con i bambini il discorso è completamente diverso. Per imparare a parlare bene la nostra lingua, a loro serve soltanto una classe di coetanei che comunicano fra loro in italiano. I meccanismo di comprensione s'innesca immediatamente, attraverso il contatto fisico, i gesti, il gioco e la ripetitività delle parole utilizzate. Gli stessi compagni di banco diventano automaticamente i loro traduttori istantanei, il resto lo fa quel meraviglioso meccanismo di adattamento che è il cervello di un bambino, da qualunque parte del modo provenga, capace di assimilare in brevissimo tempo anche il linguaggio degli animali, se necessario. Il resto, e cioè la costruzione logica del discorso, lo fanno i maestri o i professori d'italiano, con un lavoro individualizzato che comprende molti passaggi e molta pazienza, ma che non sempre ha bisogno di conoscenza della lingua di provenienza del piccolo immigrato. Anche per questo ce ne vogliono tanti, di maestri e di professori a disposizione. Chissà se l'avvocato Gelmini, nel suo romantico desiderio di ritorno al maestro unico pre-conciliare, abbia mai pensato alle vere necessità di una scuola multietnica come quella che i nuovi tempi ci stanno preparando ad affrontare. Ricordo, nella mia vecchia scuola, l'arrivo di due fratellini di sei e sette anni, provenienti da un Paese dell'Est europeo, vissuti in un orfanotrofio e adottati da una splendida coppia di sassaresi. Già l'ingresso nei vasto androni della scuola li aveva messi in allarme. Il più grandetto s'infilò al volo verso l'uscita, rischiando di finire sotto una macchina. Ci volle tutta la pazienza dei genitori adottivi per convincerlo con i gesti universali dell'affettività che il nostro non era un nuovo orfanotrofio. Così, pian piano, quasi facendosi trascinare, i due fratelli entrarono in una prima elementare, dove in meno di mezzora si lasciarono avvolgere dal chiassoso entusiasmo dei nuovi compagni, ai quali nessun adulto imponeva il silenzio assoluto a colpi di bacchetta. Bastarono tre mesi, giusto per arrivare al Natale, per ritrovarli perfettamente integrati e con un curioso accento sassarese nella voce. In quanto alla lingua originale del vecchio orfanotrofio, non l'avevano dimenticata, ma rimossa decisamente sì.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bari Pressing affinché il rettore prenda una posizione più dura Gelmini, dilaga la protesta Scienze politiche e Legge domani stop alle lezioni PAOLO RUSSO A PAGINA V SEGUE A PAGINA V.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina VII - Bari La ricaduta del piano presentato dal ministero per l'Istruzione Tagli, il conto della Gelmini a Bari costerà 118 milioni Meno fondi alla ricerca e biblioteche chiuse al pomeriggio sono gli effetti più evidenti dei provvedimenti GIULIANO FOSCHINI Centodiciotto milioni in cinque anni. Cioè biblioteche chiuse al pomeriggio, servizi stretti al limite, didattica in forte affanto e soprattutto drastici tagli alla ricerca. Tanto costerà la riforma Gelmini all'università di Bari. La simulazione è stata fatta nei giorni scorsi dagli uffici dell'Ateneo che, sulla base delle prime indicazioni sui tagli date dal ministero, hanno conteggiato quanto verrebbe loro tolto nei prossimi anni. In media l'ateneo pugliese assorbe il tre per cento dell'intero fondo pubblico. A fronte di una riduzione di 63,5 milioni nel 2009, nelle casse di Bari entrerebbero in meno il prossimo anno circa due milioni. Una cifra non troppo impegnativa che quindi non costringerebbe l'ateneo a brusche frenate. Più complicata la situazione già nel 2010 quando è prevista un'ulteriore decurtazione di 190 milioni di euro: il taglio per Bari sarebbe così di altri 5,7 milioni rispetto al 2009. Nel 2011 il taglio complessivo dell'Ffo (fondo pubblico) è di 516 milioni. A Bari arriverebbero meno 15,48 milioni. Nel 2012 ci sarebbe una decurtazione complessiva di 12,51 milioni (a fronte di quella complessiva di 417) e nel 2013 di 13,65 (455 quella statale). "Un bagno di sangue" spiegano i tecnici dell'Ateneo che, seppur al momento si tratta di stime assai provvisorie, stanno cercando di capire esattamente che strumenti di margine ci sono. "Praticamente sono nulli" spiega il prorettore dell'università, Augusto Garuccio. "Come dicono i tecnici, in questo momento il nostro bilancio è molto ingessato. Non ci sono ulteriori spese da poter comprimere, quello che era possibile fare lo abbiamo fatto in questi anni". Gli unici capitoli di spesa dove si può intervenire sono le spese vive: quindi la didattica e la ricerca. "Sono però i due capitoli - dice Garuccio - sui quali abbiamo voluto intervenire pesantemente in questi anni. Soltanto sulla ricerca abbiamo impiegato il 10 per cento in più all'anno dei fondi. Vista la congiuntura economica, è veramente difficile riuscire a trovare privati pronti a investire sulla ricerca e sulle università in questo momento". In ogni caso Bari ha cominciato quest'estate l'iter procedurale per trasformarsi in fondazione, insieme con gli altri atenei pugliesi. Il problema principale per il bilancio è comunque dato dagli stipendi: a Bari, così come nella maggior parte d'Italia, quasi il 90 per cento del fondo statale viene impiegato per pagare gli stipendi. La legge prevede il contenimento del turn over al 20 per cento.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Pagina VII - Bari Università, si allarga la protesta Stop alle lezioni anche a Legge, pressing sul rettore II collettivo di ricercatori, dottorandi e studenti giudica troppo timida la risposta del vertice dell'ateneo alla riforma PAOLO RUSSO Si allarga il fronte della protesta universitaria. Dopo Scienze politiche, anche la facoltà di Giurisprudenza domani sospenderà la propria attività didattica in segno di dissenso contro i tagli al sistema universitario del governo Berlusconi. Il collettivo di ricercatori, dottorandi, studenti e lavoratori precari dell'ateneo che nei giorni scorsi contestò la posizione "troppo timida" dell'università di Bari nei confronti del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, domani mattina passerà alle vie di fatto. "Entreremo nelle aule durante le lezioni per informare gli studenti dell'attacco che la formazione pubblica, dalla scuola all'università, sta subendo - spiega Giovanni De Giglio, portavoce della protesta - Inviteremo i docenti a bloccare la lezione per discutere insieme della riforma Gelmini e in generale delle riforme che in questi 15 anni hanno progressivamente tagliato fondi all'istruzione pubblica e tagliato personale tecnico e docente". L'obiettivo degli organizzatori di questa sommossa interna è quello di coinvolgere il maggior numero possibile di studenti e docenti nel sit-in che, dopo il blocco delle lezioni, si trasferirà all'esterno dell'aula dove sarà in programma il consiglio di facoltà di Scienze politiche. I manifestanti vorrebbero che l'organo di governo della facoltà si esprimesse per il ritiro della legge 133 approvata il 6 agosto scorso, che prevede i famigerati tagli al finanziamento ordinario dell'università. Il preside di Scienze Politiche, Ennio Triggiani, lo scorso mercoledì ha partecipato all'assemblea del collettivo che organizza questa protesta, assicurando il massimo appoggio. Se il consiglio di facoltà, domani si esprimesse in questo senso, darebbe anche una spallata alla linea del dialogo scelta dal rettore Corrado Petrocelli. Sposando la strategia della conferenza dei rettori, il Senato accademico e il consiglio d'amministrazione dell'università di Bari, lo scorso lunedì, delusero le aspettative dei manifestanti, privilegiando la strada del dialogo a quella della protesta ad oltranza. Anche l'Udu, l'unione degli studenti universitari, è tra le organizzazioni che sostengono la manifestazione di domani mattina. Ma il fronte degli studenti non è compatto. I rappresentanti degli universitari nei principali organi di governo dell'università, infatti, si sono schierati tutti apertamente sulla posizione del dialogo scelta dal rettore Corrado Petrocelli. "Riteniamo che in questa fase la strada migliore da percorrere sia quella del confronto con il ministero - spiega il senatore degli Studenti per l'università, Nicolas Caputo - la sospensione delle lezioni è una scelta che va contro le esigenze e i diritti di tutti gli studenti. Soprattutto quelli di Giurisprudenza che - ricorda Caputo - sono già stati costretti ad interrompere a lungo l'attività didattica a causa del crollo del soffitto avvenuto nella sede della facoltà".
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prato Scuole, si allarga il fronte della protesta L'appello del Buzzi fa breccia, braccio di ferro al Cicognini-Rodari Il preside Nespoli contrario anche all'autogestione Gli studenti tirano dritto PRATO. Domani altre scuole saranno occupate. Il movimento degli studenti delle superiori pratesi contro la riforma Gelmini pare inarrestabile. E l'appello lanciato dagli studenti del Buzzi, i primi a occupare la scuola, all'unità e all'occupazione, pare non essere caduto nel vuoto. A barricarsi dentro la scuola giorno e notte saranno probabilmente gli studenti del Copernico, quelli del Cicognini e quelli del Rodari. Occupazioni che sono state decise da studenti ben motivati. Non a saltare le lezioni, ma ad opporsi ad una riforma considerata profondamente sbagliata. Così sbagliata, secondo gli studenti, da spingere sul piede di guerra anche quelli del Convitto Cicognini, che dopo l'assemblea di venerdì hanno deciso di passare all'azione. Al Copernico, dove l'occupazione inizierà probabilmente domani, gli studenti maggiorenni e quelli che stanno organizzando la protesta hanno addirittura interrogato i loro compagni delle prime e delle seconde sul testo della riforma della scuola. Perché, ne sono certi, l'opposizione deve esser fatta a ragion veduta e non per saltare giorni di lezione. Lezioni che peraltro, almeno nelle intenzioni degli organizzatori dell'occupazione, non saranno impedite. La preside, per evitare l'occupazione, ha minacciato di scalare i giorni di stop delle lezioni da quelli delle gite. E la risposta degli studenti è una protesta a due tempi: la mattina a lezione, il pomeriggio e la notte occupazione. Diverso invece il clima al Cicognini-Rodari, dove la protesta anti-Gelmini rischia di trasformarsi nella protesta anti-Nespoli. Perché il preside si sta opponendo con tutti i mezzi possibili alla decisione degli studenti. Che hanno abbandonato l'idea dell'autogestione e hanno deciso di passare a quella più incisiva dell'occupazione. "Ormai ci sentiamo parte di un movimento nazionale che condividiamo in pieno - dicono gli studenti del Classico - e siamo ben consapevoli che in questi casi, a fare la forza è l'unione". Al Cicognini di firme per l'occupazione ne sono state raccolte 270. La maggioranza è risicata, ma è maggioranza. "Siamo convinti - aggiungono - che quasi tutti gli studenti del liceo sono d'accordo con l'occupazione, ma non tutti se la sono sentita di firmare. Forse la paura delle minacce del nostro preside, che ha promesso un bel 5 in condotta a tutti quelli che occuperanno, fa più paura di una riforma come questa che potrebbe davvero rovinare il nostro futuro". Eppure al Cicognini e al Rodari gli studenti, proprio per cercare un accordo con il preside, avevano proposto a Nespoli la via dell'autogestione. "Ha bocciato anche quella - dicono - dicendoci che era comunque illegale". Domani quindi, oltre al Cicognini, al Copernico, al Rodari e al Buzzi, che andrà avanti ancora almeno fino a martedì con l'occupazione, si capirà che strada prenderanno le altre scuole, quelle del polo di Reggiana, ma anche il Livi e il convitto Cicognini. Anche perché l'appuntamento con gli studenti è fissato domani pomeriggio al Copernico, dove i rappresentanti delle scuole superiori pratesi si incontreranno per decidere se e come andare avanti con la protesta. Francesca Gori.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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Prato Tre scuole rischiano di sparire Riforma Gelmini: timori a Montepiano e Cantagallo Parla la dirigente dell'Istituto comprensivo di Vernio: "No al maestro unico" VALBISENZIO. Ancora nessuna certezza, ma il piano del ministro della Pubblica istruzione Gelmini per il contenimento della spesa nella pubblica amministrazione non prospetta nulla di buono per le scuole dell'alta Valbisenzio. A rischio sembrano essere le frazioni più montane e disagiate: l'elementare di Montepiano e due materne nel comune di Cantagallo, Migliana e Luicciana. Dalle ultime indiscrezioni pare, infatti, che i plessi con meno di 50 bambini siano destinati alla chiusura e all'accorpamento con scuole più grandi. Ma se l'obbiettivo dichiarato del ministro è quello di colpire gli sprechi, allora questi forse andrebbero cercati altrove. In questi piccoli paesi di montagna la scuola rappresenta il fulcro della vita sociale, oltre che un servizio di fondamentale importanza per tutte quelle giovani famiglie con i figli piccoli che negli ultimi anni hanno deciso di lasciare la città e trasferirsi a vivere quassù. "Purtroppo non abbiamo certezze - sospira con amarezza la dirigente dell'Istituto scolastico comprensivo di Vernio, Sandra Bolognesi, sotto la cui giurisdizione ricadono le scuole di Montepiano e Luicciana - Il ministro aveva promesso che avrebbe avuto un occhio di riguardo per la montagna, ma di questa tutela non sta scritto niente da nessuna parte. Non ci resta che stare a vedere come evolve la situazione". Se la proposta dovesse essere attuata così come è stata pensata a Roma, la pluriclasse di Montepiano sarebbe accorpata al nuovo complesso scolastico di Ceraio e le classi che ora in media contano 22 bambini, arriverebbero ad avere 30 alunni, con un abbassamento drastico della qualità dell'insegnamento. Inoltre, c'è anche la prospettiva del maestro unico a complicare la situazione "Evidentemente il ministro non ha la considerazione dell'importanza della scuola per tutti - riprende la dirigente - Il bambino bravo non avrà problemi neppure con l'insegnante unico, la compresenza degli insegnanti serve per aiutare maggiormente i bambini con difficoltà e per trovare per le loro le migliori soluzioni didattiche". In montagna c'è, poi, il problema non di poco conto del trasporto scolastico. Se la riforma dovesse trovare concretezza i bambini, già dai tre anni, sarebbero costretti a lunghi spostamenti sui pullman della Cap di oltre un'ora per tratta per raggiungere le scuole, con conseguente stanchezza, che certo non favorisce l'apprendimento. Infine, sarebbe proprio una beffa per l'amministrazione e per i cittadini di Cantagallo, che in questi ultimi anni hanno lottato tanto per la riapertura delle due materne di Luicciana e Migliana, se queste venissero nuovamente chiuse per un ordine dall'alto e non per mancanza di bambini come era avvenuto in passato. Fabiana Masi.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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Viareggio L'occupazione parte dallo scientifico Striscioni e tanti slogan anti-Gelmini E qualcuno pensa di lasciare la scuola VIAREGGIO. Parte dallo scientifico Barsanti e Matteucci e a quanto pare è destinata ad allargarsi a macchia d'olio in molti istituti superiori della Versilia, come già successo a Pisa e Firenze, la protesta contro la riforma della scuola proposta dal Ministro Gelmini. Da ieri alle 13 la scuola superiore, tra le più frequentate della Versilia con i suoi 900 studenti, è occupata. Lo dice a chiare lettere lo striscione appeso fuori dalle finestre dell'edificio di via 4 Novembre dove ieri pomeriggio si sono dati appuntamento almeno 200 ragazzi e ragazze per una prima assemblea studentesca, allargata agli ad alcuni rappresentanti del classico Carducci e ad alcuni studenti universitari arrivati a dar man forte ai colleghi dello scientifico. "Quando la scuola è in vendita ribellarsi è giusto", si legge su un secondo striscione. Ed ancora "Contro la precarietà libero sapere". Slogan che spiegano i motivi della protesta. "Il no al decreto Gelmini - osserva Marco Spinelli, rappresentante d'istituto degli studenti - deriva da tanti fattori, anzitutto i tagli alla scuola pubblica, l'aumento delle tasse universitarie, la trasformazione delle scuole superiori in fondazioni finanziate dalle aziende private ed i tagli al personale". Ma è il loro futuro, prima di tutto, a preoccuparli. "Alcuni miei compagni - spiega una studentessa della seconda liceo - stanno pensando di cambiare scuola: con i costi previsti sanno di non potersi permettere l'università e allora meglio prendere un diploma in un istituto tecnico piuttosto che allo scientifico, almeno per avere una possibilità di trovare lavoro dopo la scuola". Non si sa quanto durerà l'occupazione al Barsanti e Matteucci. "Vedremo come si evolverà la situazione - aggiunge Andrea Giusti, studente all'ultimo anno - intanto lunedì faremo entrare insegnati e personale non docente per discutere con loro della situazione, confrontarci sui problemi che derivano dalla riforma". I giovani che hanno occupato lo scientifico sanno bene di aver intrapreso una protesta ai limiti della legalità. "Nonostante ciò - conclude Spinelli - in molti hanno voluto dare la propria adesione sottoscrivendo questa decisione e quindi mettendosi in gioco personalmente. Vogliamo che sia chiaro che nessuno di noi lo fa per saltare la scuola, altrimenti non saremmo qui di sabato pomeriggio". V.L.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
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Viareggio Massarosa, scuole occupate il 29 per protestare contro la riforma MASSAROSA. Occupazioni simboliche di plessi scolastici e una protesta ad oltranza. Anche con manifestazioni improvvise. Perché alcune scuole del territorio (Pieve a Elici e Piano del Quercione) rischiano di scomparire. Le scuole scendono in campo contro la riforma Gelmini. Ed organizzano per martedì 29 (vigilia dello sciopero nazionale) una "notte bianca" di contestazione. All'interno delle scuole genitori ed insegnanti, a fare il punto sulle novità previste dalla riforma (tagli all'istruzione, istituzione del maestro unico, pericolo di scomparsa per alcuni edifici scolastici) e a studiare una "controffensiva". Ma anche a preparare una cena sociale per raccogliere qualche fondo per gli striscioni. Sull'esterno, sui cancelli di recinzione, i grembiulini dei bambini, appesi a mo' di vessillo. E' quanto hanno deciso genitori e insegnanti che si sono ritrovati, giovedì sera, alle elementari di Piano di Conca per una riunione. L'occupazione si terrà alle elementari di Massarosa. Anche se non è escluso che possano aderire anche altre scuole del territorio, di entrambi i comprensivi. Nel corso della riunione sono intervenute anche alcune insegnanti delle Lambruschini e delle Sbrana di Viareggio. E il comitato del Comprensivo 2 di Massarosa ha deciso di aderire a quello versiliese "salviamo la scuola pubblica", con un paio di delegati. Per muoversi di comune accordo con le altre scuole pubbliche della Versilia. Sempre tra il 29 e 30 ottobre un po' tutte le scuole del Comune saranno "addobbate" con striscioni e volantini. E molti genitori annunciano già di non mandare i figli a scuola. "Oltre ai problemi di carattere nazionale - dice Alberto Franceschi del consiglio d'istituto - ci sono alcune questioni che ci riguardano molto da vicino. Come la chiusura dei comprensivi con meno di 500 studenti e delle scuole con meno di 50 alunni. Alcune scuole del territorio, come Pieve a Elici e Piano del Quercione, rischiano di scomparire". Un paio di settimane fa, ricordiamo, un gruppo di insegnanti delle elementari di Massarosa avevamo mandato in tilt per una buona mezzora il traffico sulla Sarzanese. Attraversando di continuo (erano circa 20 maestre, quasi tutte precarie) gli attraversamenti pedonali. E non è escluso il bis. M.P.
(
da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Livorno E' soltanto una forbiciata, non una riforma Circolo De Amicis, le maestre all'attacco: quasi un plebiscito "Ciascun alunno avrà 132 ore in meno di scuola ogni anno" LIVORNO. Anche le maestre del circolo De Amicis alzano la voce contro i provvedimenti del governo Berlusconi sul fronte della scuola: lo fanno con un lungo documento che ha ottenuto 76 sì, due astenuti e nessun voto contrario. A loro giudizio, il decreto legge e il piano programmatico del ministro Gelmini così come la proposta di legge Aprea non hanno "alcun elemento pedagogico". Vengono bollati come "una risposta inadeguata a fronte della complessità sociale che la scuola deve e vuole affrontare". Di più: non sono altro che tagli ("una manovra economica penalizzante per i bambini, per le famiglie e per tutto il personale della scuola pubblica"). I docenti del quinto circolo vogliono coinvolgere le famiglie informandole della posta in gioco e chiedono una mobilitazione di protesta. Dito puntato contro una sfilza di aspetti: a cominciare dalla forbiciata al tempo scuola (ogni alunno "subirà una riduzione dell'istruzione di 132 ore all'anno, cioè 660 ore in un quinquennio"); dalla "sostanziale cancellazione del tempo pieno (come "modello di scuola con un progetto educativo-didattico di impianto fortemente unitario"); dalla "riduzione del 30% entro il 2012 dell'organico di diritto di sostegno". Il collegio dei docenti si è espresso in modo plebiscitario contro il ritorno del "maestro unico" (è un "disconoscimento del valore di una pluralità di insegnanti competenti sul piano disciplinare e capaci di lavorare in modo collegiale"), contro l'"eliminazione delle ore di compresenza", contro "l'aumento del numero degli alunni per classe (che "ostacolerà la personalizzazione dell'insegnamento"). Gli insegnanti ritengono un errore la "restaurazione di modalità superficiali di valutazione degli alunni" ma anche "la privatizzazione del rapporto di lavoro dei docenti e l'instaurazione di livelli gerarchici di carriera" (ostacoleranno "una progettualità condivisa e collegiale") e "la riduzione dei collaboratori scolastici a scapito della vigilanza e della sicurezza nelle nostre scuole".
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
E domani mattina è in agenda il corteo in centro La lotta dei ragazzi sbarca in piazza Cavour LIVORNO. "No alla "squola" dei padroni". E' lo slogan che il coordinamento studentesco ha vergato con lo spray sullo striscione che campeggia sul presidio organizzato in piazza Cavour: uno sberleffo ironico per dire, con quell'errore in una ortografia strampalata, che i tagli del governo Berlusconi all'istruzione si pagheranno anche in termini di conoscenza, sapere, capacità di comunicare. La fine della settimana è il segno di svolta nella mobilitazione che, giorno dopo giorno, ha tenuto banco finora: ci sono scuole come l'Enriques dove ora si valuterà se passare all'autogestione, in altri istituti invece ieri potrebbe esser stato l'ultimo giorno (a meno di ripensamenti). La nuova settimana si aprirà con una iniziativa di lotta che i promotori della contestazione stanno costruendo da giorni per aggregare la partecipazione anche di chi finora è rimasto ai margini della protesta anti-Gelmini: appuntamento domattina alle 9, di nuovo in piazza Cavour.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 7 Bossi: vogliono scatenare un nuovo Sessantotto ? COMO ? CON I CORTEI organizzati per protesta contro la riforma della scuola "la sinistra punta a fare un nuovo sessantotto". Lo ha detto il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, a Como in occasione di un incontro pubblico promosso in concomitanza con una manifestazione sportiva. Bossi sostiene che il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, con la quale nei mesi scorsi aveva spesso polemizzato "sta facendo ora un buon lavoro". Mentre la sinistra "non ha più proletariato interno" e punta a fare leva "su quello esterno degli immigrati e dei ragazzi".
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 7 Gasparri: genitori intossicati dalle bugie della sinistra ? ROMA ? "NEL NOSTRO Paese ci sono genitori sconsiderati che portano in piazza bambini di pochi anni con cartelli del tipo 'La Gelmini mangia i bambini'. Questo la dice lunga sulla natura della sinistra italiana. Lo ha detto Maurizio Gasparri, capogruppo del Pdl al Senato, a proposito delle manifestazioni contro la riforma della scuola: "Veltroni e Di Pietro ? continua Gasparri ? non prendono le distanze dai loro manovali i cui figli vengono strumentalizzati, intossicati da cattivi genitori dal cervello bruciato dalla droga e dalle bugie dei capi della sinistra".
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 7 di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "IL PRESIDENTE della Repubblica h... di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "IL PRESIDENTE della Repubblica ha ragione. Non si può dire sempre no, ma neppure solo sì, soprattutto su un tema delicato come la scuola". Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, sulla riforma della scuola non molla. Colpito dall'esortazione di Napolitano? "No, me l'aspettavo e sono d'accordo. Già due settimane fa il Presidente aveva ammonito ad agire con 'molta responsabilità' sulla scuola. Il governo non l'ha ascoltato. La scuola come la sanità, la previdenza non sono cose qualsiasi. Sono i temi che, dopo il fascismo, fecero apprezzare la democrazia ai nostri nonni". Che c'entra la democrazia? "La scuola è il punto centrale del concetto di eguaglianza e, quindi, di democrazia. E' troppo cruciale per affrontarla con un banale decreto approvato con voto di fiducia". Il ministro Gelmini dice: chi protesta non conosce il provvedimento e serve a ridurre la spesa pubblica. "Sbaglia due volte. Primo: noi lo abbiamo letto bene. Secondo: per la scuola non possono valere solo concetti aziendalistici". Perché no? "Sulla scuola non si può agire solo pensando ai tagli di spesa. Cosa diversa è tagliare gli sprechi e ricercare l'efficienza". Sta sostenendo che sulla scuola non si taglia? "Sto dicendo che è stato un errore partire dai tagli. Il tema andava affrontato discutendone in modo trasparente con i sindacati e con gli enti locali per capire che tipo di scuola serve al Paese. Andavano analizzati i problemi delle città, dei paesi, fino a quelli di campagna e montagna". E non si sarebbe finito più? "Meglio perdere un po' di tempo, o tutto il futuro? Sulla scuola ci giochiamo il futuro di figli e nipoti. Mettiamo a rischio l'Italia tutta perché è la scuola a preparare e a dare gli strumenti per la corsa tra i popoli. Tutto questo non si risolve a colpi di slogan". Sta confermando lo sciopero del 30? "Io non muoio dalla voglia di fare sciopero. Se il governo ferma le bocce e ci convoca per discutere, io sono sempre disponibile. Se lo facesse, del resto, onorerebbe la sua parola". A che cosa si riferisce? "Il governo ha sempre detto che vuol fare quello che serve alle famiglie. Bene, chiediamo alle famiglie ciò che serve sulla scuola". Secondo lei che cosa direbbero le famiglie? "Posso solo immaginarlo". Lo immagini. "Nella stragrande maggioranza delle famiglie italiane l'unica spesa su cui non si risparmia è quella dell'istruzione dei figli. Se questo è il sentimento dominante perché deve essere diverso per lo Stato che è la somma delle famiglie? Ai politici poi vorrei fare una domanda". La faccia. "A casa loro lesinano soldi per l'istruzione dei figli?". La Cisl tradizionale fautrice della discussione e della trattativa, sulla scuola invece va allo scontro. "La trattativa è nel Dna della Cisl. L'avremmo apprezzata anche sulla scuola, ma non ci è stato concesso. Capisco che altri possano usare la scuola per dare fiato a una contrapposizione preconcetta al governo. Non è il nostro caso, e non ci posso fare nulla". Disposti a discutere anche di riforma del diritto di sciopero proposto dal ministro Sacconi? "Certo, purché sia chiaro che parleremo dei servizi pubblici essenziali per i cittadini. Non è ammissibile che piccoli gruppuscoli, spesso anche non rappresentativi, blocchino i servizi pubblici. Quindi, concordo sulla necessità di togliere le pulci al sistema, va bene buttare l'acqua sporca, ma attenti al bambino". Che cosa intende? "Che nessuno pensi di toccare il diritto costituzionale allo sciopero. Mio nonno, da vecchio socialista, mi esortava a stare sempre attento alle leggi speciali. Nascono con una finalità dichiarata, ma in realtà hanno sempre una finalità che non viene detta". Anche oggi morti sul lavoro. "Oramai è una strage. La verità è che si risparmia su tutto, comprese sicurezza e prevenzione. Il governo si deve smuovere. E' inaccettabile l'affermazione di un'autorità importante del Paese: la colpa degli incidenti spesso è dei lavoratori".
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 6 "Penso al futuro della scuola, non dico Bonanni, segretario Cisl: "Ha ragione Napolitano. Se il governo ferma le bocce di NUCCIO NATOLI ? ROMA ? "IL PRESIDENTE della Repubblica ha ragione. Non si può dire sempre no, ma neppure solo sì, soprattutto su un tema delicato come la scuola". Il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, sulla riforma della scuola non molla. Colpito dall'esortazione di Napolitano? "No, me l'aspettavo e sono d'accordo. Già due settimane fa il Presidente aveva ammonito ad agire con 'molta responsabilità' sulla scuola. Il governo non l'ha ascoltato. La scuola come la sanità, la previdenza non sono cose qualsiasi. Sono i temi che, dopo il fascismo, fecero apprezzare la democrazia ai nostri nonni". Che c'entra la democrazia? "La scuola è il punto centrale del concetto di eguaglianza e, quindi, di democrazia. E' troppo cruciale per affrontarla con un banale decreto approvato con voto di fiducia". Il ministro Gelmini dice: chi protesta non conosce il provvedimento e serve a ridurre la spesa pubblica. "Sbaglia due volte. Primo: noi lo abbiamo letto bene. Secondo: per la scuola non possono valere solo concetti aziendalistici". Perché no? "Sulla scuola non si può agire solo pensando ai tagli di spesa. Cosa diversa è tagliare gli sprechi e ricercare l'efficienza". Sta sostenendo che sulla scuola non si taglia? "Sto dicendo che è stato un errore partire dai tagli. Il tema andava affrontato discutendone in modo trasparente con i sindacati e con gli enti locali per capire che tipo di scuola serve al Paese. Andavano analizzati i problemi delle città, dei paesi, fino a quelli di campagna e montagna". E non si sarebbe finito più? "Meglio perdere un po' di tempo, o tutto il futuro? Sulla scuola ci giochiamo il futuro di figli e nipoti. Mettiamo a rischio l'Italia tutta perché è la scuola a preparare e a dare gli strumenti per la corsa tra i popoli. Tutto questo non si risolve a colpi di slogan". Sta confermando lo sciopero del 30? "Io non muoio dalla voglia di fare sciopero. Se il governo ferma le bocce e ci convoca per discutere, io sono sempre disponibile. Se lo facesse, del resto, onorerebbe la sua parola". A che cosa si riferisce? "Il governo ha sempre detto che vuol fare quello che serve alle famiglie. Bene, chiediamo alle famiglie ciò che serve sulla scuola". Secondo lei che cosa direbbero le famiglie? "Posso solo immaginarlo". Lo immagini. "Nella stragrande maggioranza delle famiglie italiane l'unica spesa su cui non si risparmia è quella dell'istruzione dei figli. Se questo è il sentimento dominante perché deve essere diverso per lo Stato che è la somma delle famiglie? Ai politici poi vorrei fare una domanda". La faccia. "A casa loro lesinano soldi per l'istruzione dei figli?". La Cisl tradizionale fautrice della discussione e della trattativa, sulla scuola invece va allo scontro. "La trattativa è nel Dna della Cisl. L'avremmo apprezzata anche sulla scuola, ma non ci è stato concesso. Capisco che altri possano usare la scuola per dare fiato a una contrapposizione preconcetta al governo. Non è il nostro caso, e non ci posso fare nulla". Disposti a discutere anche di riforma del diritto di sciopero proposto dal ministro Sacconi? "Certo, purché sia chiaro che parleremo dei servizi pubblici essenziali per i cittadini. Non è ammissibile che piccoli gruppuscoli, spesso anche non rappresentativi, blocchino i servizi pubblici. Quindi, concordo sulla necessità di togliere le pulci al sistema, va bene buttare l'acqua sporca, ma attenti al bambino". Che cosa intende? "Che nessuno pensi di toccare il diritto costituzionale allo sciopero. Mio nonno, da vecchio socialista, mi esortava a stare sempre attento alle leggi speciali. Nascono con una finalità dichiarata, ma in realtà hanno sempre una finalità che non viene detta". Anche oggi morti sul lavoro. "Oramai è una strage. La verità è che si risparmia su tutto, comprese sicurezza e prevenzione. Il governo si deve smuovere. E' inaccettabile l'affermazione di un'autorità importante del Paese: la colpa degli incidenti spesso è dei lavoratori".
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
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PRIMO PIANO pag. 6 "Atenei, cambia il reclutamento dei docenti" ANNUNCIO DEL MINISTRO GELMINI ? ROMA ? ANCORA cortei ieri contro la riforma della scuola. Il Ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini (nella foto) ha respinto gli attacchi: "Non ci saranno tagli alle classi e al sostegno ? ha ribadito ? anzi recuperiamo risorse per il tempo pieno. Mentre per le scuole di montagna, è sbagliato chiuderle, ma non è gli accorpamenti sono quelli decisi dieci anni fa". SUGLI ATENEI il ministro ha chiarito che saranno interessati a un programma per favorire il ricambio generazionale: "Occorre ringiovanire il corpo docente delle università ? ha detto Gelmini ? il blocco del turnover non aiuta. Per questo lavoro a un progetto di legge che favorisca l'assunzione dei giovani, deve migliorare il meccanismo di reclutamento dei docenti e dei ricercatori. Meglio ridurre il numero dei dottorati, ma dare opportunità concrete a chi arriva al traguardo. E limitare nel contempo il numero dei mandati per i rettori". INTANTO prosegue la mobilitazione di studenti, genitori e insegnanti. Migliaia di persone in corteo a Firenze, nella selva di striscioni si poteva notare un originale cartello con riprodotto il volto di Dante che esclama "Questa legge è un inferno". A Milano, i bambini assieme ai genitori e alle maestre della Rete Scuole hanno occupato simbolicamente tre parchi cittadini. Ad Ancona fiaccolata promossa dai sindacati Cgil, Cisl, Uil e Snals.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
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POLITICA pag. 11 "Berlusconi al Quirinale? Se vuole, ce la farà" Bossi a tutto campo. Frecciate a Formigoni e Moratti ? MILANO ? PARLA, Umberto Bossi, con la sicurezza di chi non ha bisogno di conferme 'esterne' per sapere che il suo movimento gode di ottima salute. Nonostante sia tornata da sei mesi al governo, la Lega è infatti accreditata di una percentuale tra il 10 e l'11 per cento a livello nazionale. In Veneto sarebbe addirittura il primo partito col 32 per cento. Ma il leader leghista dà un credito relativo ai sondaggi, anche se targati Swg, agenzia tradizionalmente vicina alla sinistra. Lui ha, da sempre, un suo personale modo di fiutare il vento, di comizio in comizio. COME IERI a Como, quando ha parlato di politica e degli alleati, ribadendo la sua fiducia in Berlusconi ("se vuole fare il presidente della Repubblica, lui ci arriva"), ma soprattutto nella forza della Lega (Formigoni e Moratti fanno i leghisti? "La gente, quando va a votare, sa bene che cos'è la Lega"). Dichiara, il Senatùr: "Non sono preoccupato, se si interessano del Nord", Letizia e Roberto. Se il sindaco di Milano e il governatore lombardo (col presidente della Provincia Penati) scrivono al premier lamentando mancanza di risorse a fronte di uno stanziamento di 150 milioni di euro per Roma e Catania, fanno bene. E non sottrarranno voti al Carroccio, commenta Bossi, perché "la gente quando va a votare sa bene chi siamo noi, chi è Formigoni e chi sono gli altri. La gente non sbaglia". Ostenta tranquillità, il ministro delle Riforme, perché sa come far pesare, negli incontri col Cavaliere, la buona forma del suo movimento. Più che la bandiera federalista, a portargli voti è la lotta contro i clendestini. Così, Bossi glissa sui ritardi per la firma del decreto che regolerà la governance dell'Expo: "Chiedetelo a Berlusconi e a Tremonti...". Ma poi è solidale con il premier e i colleghi di governo. Berlusconi al Quirinale bocciato da D'Alema? "Poveraccio, non voglio augurargli un peso del genere, però, se vuol fare il presidente della Repubblica, Berlusconi ci arriva". La protesta contro la riforma Gelmini? "La sinistra vuole un nuovo Sessantotto...". Infine difende la Prestigiacomo dalle polemiche Ue sul clima: "E' la più bella ministra che Berlusconi abbia mai avuto". f. ba.
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da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-10-2008)
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POLITICA pag. 10 Veltroni: "Il governo occupa la tv". Ma poi va da Fazio ? ROMA ? "UNA LUNGHISSIMA luna di miele". Il britannico Financial Times descrive il rapporto tra gli italiani e Silvio Berlusconi, la cui popolarità, scrive l'autorevole quotidiano, è alle stelle nonostante la crisi finanziaria, ma che si avvantaggerebbe di un trattamento da parte dei media italiani "vicino a livelli di adulazione nordcoreani". GIUDIZIO, quest'ultimo, che ? a maggior ragione dopo la presa di posizione dell'Authority per le Comunicazioni sul "troppo spazio dedicato dai tg al governo" ? è musica per le orecchie di Walter Veltroni. Il leader del Pd (foto a sinistra, LaPresse), che stasera interverrà alla trasmissione di Fabio Fazio (a destra, Ansa), ha parlato di "una tv schierata come mai si è visto prima", di "squilibrio inaccettabile", di un'informazione sui giornali che "è quella che è, dove la presenza della maggioranza è al 70%". In tutto questo ("in Italia c'è un clima pericolosissimo") bisogna cercare, secondo Veltroni, le ragioni per cui il governo gode di un così vasto consenso. Il baricentro dello scontro politico, dunque, pare essersi ora spostato sulla televisione, con i partiti che si accusano reciprocamente di invadere spazi illegittimi. Veltroni, per esempio, ieri è stato criticato dal vicepresidente della Camera Maurizio Lupi per la sua parteciapazione a 'Che tempo che fa', perché, ha polemizzato il forzista, "quella presenza da Fazio ha il solo obiettivo di fare pubblicità alla manifestazione del Pd (il 25 ottobre, ndr.) con i soldi di chi paga il canone". E ancora: "Veltroni ? è la puntualizzazione di Lupi ? non ha una tv tutta sua?". "Il programma ? ha replicato il dirigente di Raitre, Loris Mazzetti ? ospiterà anche Gianfranco Fini...". LA POLEMICA si gonfia: intervengono anche Gentiloni, del Pd, e Lainati, del Pdl, mentre Rao, dell'Udc, si assesta sulla linea dei democratici. Tutt'altro che in disparte resta lo scontro per le partecipazioni di esponenti del Pdl nelle trasmissioni domenicali: la scorsa settimana Gelmini, Brunetta e Schifani, mentre oggi fa già discutere l'intervento di Mara Carfagna su Canale 5. m. c.
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da "Libertà"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il laboratorio di figura chiuso 20 giorni. Il preside: qualche calcinaccio "Stavamo facendo un tema in classe quando abbiamo sentito un botto e ci siamo precipitati nei corridoi: abbiamo visto dei calcinacci per terra e la gamba dell'operaio che stava lavorando sul tetto che penzolava dal soffitto". Risultato: tre aule-laboratorio di "figura", in cui gli studenti del liceo artistico Cassinari vanno a disegnare, rimarranno chiuse per una ventina di giorni. Il piccolo "incidente" risale a giovedì, ma è emerso solo ieri durante lo sciopero degli studenti. Mentre in piazza Cavalli sfilava la protesta degli scolari contro la riforma Gelmini, quelli del Liceo Artistico Cassinari, al megafono, denunciavano "che il tetto della scuola cade a pezzi e la fatiscenza delle strutture scolastiche è sempre più evidente". Le cose non stanno esattamente così per il preside dell'artistico, Bernardo Carli. "Abbiamo semplicemente messo in sicurezza la zona come ci è stato chiesto dalla proprietà e dai tecnici della Provincia che sono venuti subito dopo l'accaduto - minimizza il dirigente scolastico del Cassinari, Bernardo Carli - la zona, per così dire interdetta, è fin troppo ampia, ma è per una questione precauzionale che abbiamo bloccato l'accesso. Comunque gli spazi didattici a disposizione di studenti e insegnanti non si sono ridotti - continua -: abbiamo subito fornito degli spazi alternativi alle aule chiuse e tutto è tornato nella norma". Secondo Andrea V., 17 anni, Giulia S., 19 ed Elisabetta S., 18 anni, tutti studenti dell'Artistico ieri in sciopero, giovedì "durante l'orario di lezione - spiegano - è caduta una tavella ed è finita con dei calcinacci in mezzo ad un corridoio dove c'è un gran passaggio di gente". "Io quest'anno ho l'esame di maturità - protesta Giulia - ma non sto più disegnando perché quelle aule sono chiuse". Secondo il preside Carli "sono solo pochi calcinacci" quelli caduti dal tetto in corridoio. Ma resta il fatto che dietro la richiesta di poter visionare direttamente la zona interdetta, al terzo piano della scuola, i dirigenti scolastici hanno risposto ieri con un "no" cortese ma fermo. "Allora dovremmo chiamare i giornali per ogni presa della corrente che si stacca - hanno protestato -; la verità è che tutto funziona regolarmente: la proprietà (sta ristrutturando la facciata della scuola e il tetto. Quando l'altro giorno c'è stato quell'episodio - spiega Carli - ho chiamato sia la proprietà sia la Provincia e insieme abbiamo deciso di mettere in sicurezza l'area che rimarrà chiusa per venti giorni". Mattia Motta 19/10/2008.
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
CITTA' DI CASTELLO pag. 13 ? CITTA' DI CASTELLO ? NOVITA' IN CASA del Pd. Si è ... ? CITTA' DI CASTELLO ? NOVITA' IN CASA del Pd. Si è insediato il primo dei quattro gruppi di lavoro che il Partito Democratico tifernate ha attivato per approfondire e sviluppare le tematiche che riguardano la città. Gli aderenti al gruppo di lavoro "Istruzione e cultura" sono Lorenzo Accardi ed Anna Ascani coordinatrice del gruppo, Federico Cecconi, Rossella Cestini, Franco Ciliberti, Vincenzo Donnini, Elisa Falcinelli, Stefano Fancelli, Gionata Gatticchi, Maria Minciotti, Sonja Schiattelli. Dopo l'introduzione del segretario comunale Domenico Caprini, i neo componenti del gruppo hanno esaminato i preoccupanti risvolti derivanti dal decreto Gelmini "per le scuole della città, sia in termini di riduzione dei plessi scolastici con accorpamento degli istituti, sia in termini di problematiche del personale scolastico. Vista la criticità della situazione ? comunicano dal Pd ? lo staff si è già attivato per promuovere a novembre un'iniziativa pubblica per discutere e analizzare i problemi della scuola con tutti i protagonisti, maestri, professori, dirigenti scolastici, studenti". Il gruppo tornerà a riunirsi a breve anche per individuare le proposte per la città nell'ambito dell'istruzione e della scuola da presentare in occasione della conferenza programmatica del Pd regionale prevista per il 7 e 8 novembre. Caprini spiega che il "gruppo di studio è aperto, e chi volesse partecipare attivamente ai prossimi incontri e contribuire con la propria competenza ai lavori". Per contattare o segnalare eventuali disponibilità: pdcittadicastello@libero.it.
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da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 19-10-2008)
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DALL'ITALIA 19-10-2008 IL CASO OCCUPAZIONI E CORTEI. VELTRONI ACCUSA: "CHIUDERANNO TANTI ISTITUTI" Scuola: la contestazione non si ferma ROMA Il ministro Gelmini: "Si stanno raccontando molte bugie" II Occupazioni di università e manifestazioni di piazza in tutta Italia, cortei e sit-in non fermano il ministro Maria Stella Gelmini. Che si difende e rilancia. Entro ottobre presenterà un disegno di legge sul reclutamento dei docenti e dei ricercatori. E contro il blocco del turn-over negli Atenei. "All'università serve un ringiovanimento del corpo docente - ha spiegato il ministro dell'Istruzione intervenendo a Norcia ad un convegno - perché gli spazi per i giovani sono strettissimi ". Facendo poi un bilancio del lavoro svolto finora dall'esecutivo, contrassegnato dalle critiche dell'opposizione, è arrivata a dire che quello attuale "sembra un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente". Il giorno dopo la grande protesta della scuola e dell'università e dopo l'appello al dialogo rivolto dal presidente della repubblica Giorgio Napolitano a governo e sindacati, la tensione nel mondo della scuola resta altissima. Ma lei, la ministra Gelmini ha difeso punto per punto la riforma dell'istruzione, a partire dal maestro unico e dal voto in condotta. Ha ribadito anunico. che che sulla scuola "si stanno raccontando molte bugie", come quella che ci saranno 87 mila licenziamenti. E frutto della disinformazione è pure la polemica sulle classi ponte per gli immigrati, proposte dalla Lega. Tutto falso. Anzi. Lei sta "cercando le risorse per fare dei corsi di lingua italiana per i bambini immigrati in difficoltà". Anche ieri il mondo della scuola è tornato a riempire le piazze. La protesta contro la riforma Gelmini è sbarcata anche sul web. E sulla stampa. Una pagina sul 'Giornale di Vicenzà è stata acquistata da un gruppo di docenti di Vicenza e di alcuni comuni dell'Alto Vicentino per dire un "no grazie ", a modo loro, al maestro Mentre a Firenze 7 mila studenti in corteo contro i tagli dei fondi hanno paralizzato il traffico e un centinaio di insegnanti a Cagliari hanno partecipato al sit-in promosso da Cgil, Cisl e Gilda. Per la prossima settimana sono in programma altre manifestazioni e cortei in difesa dell'istruzione pubblica. L'escalation di agitazioni nella scuola continua a dividere politici e i sindacati. E le posizioni sono distanti pure sul monito del Quirinale ("giusto" per Raffaele Bonanni della Cisl; "pesantissimo e a gamba tesa", secondo Piero Bernocchi dei Cobas). Maurizio Gasparri ha accusato i genitori "drogati" che intossicano i figli portandoli in piazza, mentre è duro l'affondo di Walter Veltroni: "So per certo che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica. Hanno fatto tagli agli unici due settori dove non si dovevano fare: scuola e sicurezza".
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 19-10-2008)
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CRONACA UMBRIA pag. 2 Sigle da rebus, i carabinieri insospettiti da un volantino delle "Rsu" ? NORCIA ? "CHI ANIMA le contestazioni di questi giorni mi spieghi perché all'organizzazione della scuola non si possa applicare il principio del buon padre che manda avanti la sua famiglia organizzando al meglio le risorse economiche disponibili. Noi vogliamo dimostrare che senza investire ulteriore denaro è comunque possibile avere una scuola migliore". E' la sintesi del lungo intervento con il quale, ieri pomeriggio a Norcia, il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha aperto i lavori del convegno di Magna Carta incentrato sul tema "Educazione e Libertà". Il ministro ha ribattuto punto per punto alle obiezioni di chi, in queste ore, scende in strada o occupa le università parlando di smantellamento del sistema formativo nazionale. A PROPOSITO di università la Gelmini ha manifestato l'intenzione di limitare il numero dei mandati dei rettori. Provvedimento che potrebbe interessare da vicino anche l'Umbria, visto che il rettore dell'ateneo regionale è al suo terzo mandato. Ha poi chiarito che nessuno vuole chiudere le scuole di montagna, come sostenuto anche da una nota del Pd di Norcia e come paventato da Maurizio Ronconi (Udc). "Per le scuole di montagna è prevista l'applicazione di quanto già disposto nel 1998 ? ha sottolineato la Gelmini ? ovvero l'accorpamento solo del personale amministrativo, segreterie e presidi; non c'è nessuna chiusura in ballo". La giornata di ieri era iniziata con la protesta, davanti al Comune, degli studenti delle scuole superiori di Cascia e Norcia che avrebbero voluto incontrare il ministro per qualche chiarimento. Ma la Gelmini è arrivata nel pomeriggio e non hanno resistito. Il ministro ha dato buca pure al Pdl, che aveva colto al volo l'occasione offerta da Magna Carta per organizzare la prima manifestazione della campagna elettorale a sostegno di Nicola Alemanno. "Sono rammaricato ? ha detto Alemanno ? anche perché avevamo organizzato questo appuntamento su richiesta dello stesso ministro". Andrea Fabbri.
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 19-10-2008)
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CRONACA UMBRIA pag. 2 I plessi "Lilliput" a rischio chiusura LA RIFORMA ACCORPAMENTI TRA LE MICROSCUOLE ? PERUGIA ? IN QUESTI GIORNI di mobilitazione, la scuola umbra torna ad affrontare il problema dei tagli, in vista della rivoluzione messa a punto dalla riforma Gelmini. Il piano del ministro, infatti, metterà i sigilli alle succursali che non arrivano a cinquanta iscritti. In Umbria, stando ai dati forniti dalla direzione scolastica regionale, ce ne sarebbero 83. Per le medie, ad esempio, trema la succursale di Montone, Cerreto di Spoleto, Vallo di Nera, Sellano, Preci. Per quanto riguarda invece le elementari sono 34 quelle che rischiano la chiusura, tra cui quella di san Sisto, Piccione, Pieve di Campo. In bilico anche gli istituti superiori, dove il parametro degli iscritti è fissato sulle 500 unità. Nella sola provincia di Perugia, su 30 istituti comprensivi, 16 contano meno di 500 alunni. Per quanto riguarda le scuole di primo grado su 26 istituti, 18 hanno una popolazione inferiore a 500, nei 46 istituti superiori 17 non rientrano nei requisiti del Piano. A minacciare l'autonomia ci sono diversi parametri. "Nella sola provincia di Perugia ? chiarisce l'assessore Massimo Buconi ? potrebbero rischiare ben 26 istituti. La lista è lunga: ci sono i professionali di Città di Castello, Gubbio, Deruta, Perugia (Vittorio Emanuele II e Istituto d'Arte), Bastia, Assisi, Castiglione, Magione e Todi. A fronte di uno standard di 500 alunni per scuola, gli istituti umbri menzionati potrebbero perdere la sede, la poltrona della presidenza e le segreterie". Silvia Angelici.
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da "Nazione, La (Umbria)"
del 19-10-2008)
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CRONACA UMBRIA pag. 2 ? NOCERA ? IN UN'ERA di acronimi indecifrabili, che mandano in... ? NOCERA ? IN UN'ERA di acronimi indecifrabili, che mandano in tilt cittadini ed utenti (i bidelli adesso fanno parte degli "Ata", e gli ex provveditorati sono i "Csa"), è successo anche ai carabinieri del nucleo di Gubbio di smarrirsi in mezzo agli enigmi delle sigle. Tant'è che due agenti si sono presentati nell'atrio dell'Istituto "Alighieri" di Nocera Umbra per prendere visione di alcuni volantini firmati dalle Rsu, in cui si invitavano gli insegnanti ad un'assemblea sul decreto Gelmini. Una volta chiarito che le Rsu altro non erano che i rappresentanti sindacali dei docenti, i carabinieri hanno fatto dietro front restituendo il volantino. Silvia Angelici.
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da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 19-10-2008)
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ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 "Punto sull'agricoltura biologica e sulla difesa della scuola" AGOSTINI PRIMA LE CRITICHE, poi le proposte. Parte dalle sferzate alle scelte governative, l'onorevole de Pd Luciano Agostini, prima di illustrare le due proposte di legge che portano la sua firma in calce. E l'indice accusatore è rivolto in primis alle scelte di Governo per la scuola e alla famigerata riforma Gelmini. "Quel che preoccupa - spiega Agostini - è questa volontà di tagli al personale e anche alle scuole dei piccoli comuni per andare ad avvantaggiare la scuola privata. Circa 150 mila insegnanti, in Italia, perderanno il posto, ma la cosa ancor piú grave è che molti comuni dell'entroterra e della montagna, nel nostro territorio, perderanno le loro scuole, le direzioni. Ad esempio, verranno soppresse le scuole di Appignano, Montefalcone, Spinetoli alta, Castorano... E scompariranno le direzioni didattiche di Folignano, Offida, Castel di Lama, Acquasanta... Il Pd avvierà, in tal senso, degli incontri anche per arrivare alla mobilitazione e a manifestazioni di protesta per cercare di cambiare i parametri o l'intero impianto della legge. I tempi sono stretti, se si considera che entro il 30 novembre la Regione dovrà comunicare il Piano di ridimensionamento o arriverà il commissario ad acta". Poi il passaggio sulla crisi economica e su quello che Agostini definisce una sorta di immobilismo del Governo, con i tagli e l'assenza di investimenti in tutti i settori che dovrebbero invece, garantire lo sviluppo per rispondere al clima di recessione in arrivo. E L'ONOREVOLE tira in ballo l'assenza, nella prossima Finanziaria, "di un solo euro per le infrastrutture nel Piceno, come l'arretramento dell'A 14 e la Mezzina", così come il taglio in arrivo "di circa 100-150 milioni di euro all'anno per la sanità marchigiana". Ma arriva il momento delle proposte. Proposte di legge che si incentrano sui temi legati all'agricoltura. "Il primo disegno di legge ? spiega Agostini ? riguarda il biologico, considerando che nelle Marche già da tempo si è investito su tale settore. Ma abbiamo pensato che non bastano più le semplici provvidenze agli agricoltori. Quindi con questa proposta di legge che tra l'altro trova anche il consenso della maggioranza, intendiamo porre dei punti fermi su marchi, intese, protocolli, il divieto dell'uso di Ogm, la costituzione di un'autorità nazionale per il settore". L'altra proposta, invece, è riferita alla filiera corta, "che è solo una percentuale ridotta del mondo dell'agricoltura, ma che dalle nostre parti ha una grandissima incidenza. Bisogna andare a creare spazi adeguati, che eliminino i trasferimenti dei prodotti, e per questo la proposta si chiama 'a chilometri zero', e che consentano una più efficace organizzazione del settore". Al fianco dell'onorevole, il vice presidente della Provincia, Emidio Mandozzi, e la dirigente del Pd, Micaela Girardi. l.marc. Image: 20081019/foto/518.jpg.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 19-10-2008)
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ANCONA PRIMO PIANO pag. 3 IL CICLONE Gelmini comincerà a farsi sentire, purtroppo, presto e in maniera signifi... IL CICLONE Gelmini comincerà a farsi sentire, purtroppo, presto e in maniera significativa anche nella nostra provincia. Basta pensare che con l'ultimo decreto varato dal consiglio dei ministri, tre istituti importanti come il nautico, quello d'arte e lo storico Benincasa saranno a rischio di soppressione. Senza pensare alle scuole elementari di tanti comuni che hanno visto negli anni passati l'impegno fattivo delle comunità e quello finanziario delle amministrazioni per il loro mantenimento in vita. Sul resto fiumi di inchiostro hanno già spiegato l'idea che della scuola pubblica ha il governo di centrodestra: povera, disorganizzata assistenziale e quella che ha degli insegnanti: fannulloni, incapaci, rubastipendio. FORTUNATAMENTE la reazione a questa grande controriforma sta crescendo e qualificandosi. Il partito della Rifondazione Comunista è impegnato a sostenerla e parteciparla. CON QUESTO spirito e con questo impegno, abbiamo partecipato alla fiaccolata di ieri ad Ancona e ci prodigheremo perché in tutte le città della provincia si realizzino manifestazioni, coordinamenti, mobilitazioni a difesa di quel bene comune che è la scuola pubblica. *responsabile cultura e scuola, segreteria provinciale PRC Ancona.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 19-10-2008)
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URBINO pag. 27 ECCO LA LETTERA inviata dal Presidente della Provincia, Palmiro Ucc... FRONTE APERTO Il ministro Mariastella Gelmini, in alto una classe elementare, sotto il sindaco di Cantiano Martino Panico ECCO LA LETTERA inviata dal Presidente della Provincia, Palmiro Ucchielli al ministro dell'Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. "Preg.ma Ministro, l'azione dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, da quando ho il piacere e l'onore di ricoprire la carica di Presidente è sicuramente molto tempestiva, poiché ritengo che la rapidità nelle decisioni e nella loro attuazione è una qualità della Pubblica Amministrazione. Ma misure relative alla scuola così radicali di natura organizzativa e didattica non possono essere imposte con procedure d'urgenza e con la minaccia di commissari ad acta, tanto più quando i tagli sono rilevantissimi e gli accorpamenti dolorosi. La prospettiva: un ritorno agli anni 50. Tutto ciò è inaccettabile, e in totale contrasto con un minimo di rispetto delle autonomie dei Governi Locali di fronte ad un argomento di eccezionale rilevanza strategica, per il futuro dei nostri giovani e delle nostre comunità che sta mettendo in allarme tante amministrazioni comunali soprattutto delle aree interne e il Consiglio Provinciale stesso, come da immediata sollecitazione del Capogruppo Sen. Giorgio Londei. Una giusta dose di confronto e riflessione è indispensabile ed il parametro unico non può essere solo il contenimento della spesa, che peraltro va ampiamente verificata. Pertanto chiedo, a nome dell'Amministrazione Provinciale di Pesaro e Urbino, di rivedere le procedure indicate e di consentire l'indispensabile lavoro con gli alti livelli istituzionali, il mondo della scuola e le famiglie. Con i migliori saluti". Image: 20081019/foto/278.jpg.
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da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 19-10-2008)
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URBINO pag. 27 Il sindaco Panico furibondo: "Con questi tagli rischiamo di perdere la media" PIANETA SCUOLA CANTIANO IN BASE ALLA NUOVA NORMATIVA SAREBBE PENALIZZATA. "UN ASSURDO SALTO INDIETRO DI 50 ANNI" ? CANTIANO ? DOPO IL TAGLIO del tempo prolungato, in arrivo un'altra batosta per la scuola cantianese: potrebbe perdere la media inferiore. "Da accreditate informazioni ? si legge in una nota inviata dal Comume di Cantiano ? apprendiamo che a seguito della normativa imposta dal ministro Gelmini, si chiuderebbero i plessi scolastici sotto i 50 studenti". La preoccupazione nasce dal fatto che, "per l'anno scolastico 2009/10, la scuola media di Cantiano ha, per ora, 44 studenti" precisa la nota, che sottolinea come "a livello provinciale sono 32 i plessi a rischio di chiusura, coinvolgendo comuni come S. Agata Feltria, Urbino, Fratterosa, Borgo Pace ecc". Il sindaco Martino Panico (foto), dichiara: "La cosa è al limite della follia. A parole si dice di sostenere le aree fragili, la montagna, nei fatti si penalizzano proprio quei territori. Una sorta di sdoppiamento della personalità. La questione è molto seria e squisitamente politica ? precisa il sindaco di Cantiano ?: chi ha compiuto questa scelta ha in totale disprezzo la scuola pubblica e la sua capillare diffusione. Ha un'idea sbagliata dei piccoli centri, in particolare di quelli montani. Non ne capisce il potenziale espansivo e poi magari si lamenta dell'eccessivo inurbamento e delle polveri sottili. Divide i giovanissimi italiani, tra chi è più fortunato e chi, adolescente o bambino, è già un pendolare. Dopodiché, dato atto che è tutto a carico dei Comuni e quindi della fiscalità locale, dove è il risparmio? Si ridurranno gli insegnanti, quanti? A parole il Ministro afferma di volere il tempo pieno. Ma il fatto che si ridurrà la qualità dell'insegnamento, in virtù di un numero di studenti per classe spropositato, non conta? E l'aumento dei costi e dei disagi per i ragazzi, per le loro famiglie ed ancora per le amministrazioni comunali perché non viene valutato? A regime quanto sarà il risparmio e perché solo la scuola pubblica, che è il futuro, dovrebbe risparmiare? Di fatto, è un bel ritorno all'antico, quando la media nel nostro territorio c'era solo a Cagli. Un salto all'indietro di 50 anni". "L'amministrazione comunale di Cantiano compirà, assieme agli altri Comuni ed agli altri livelli istituzionali tutti quegli atti e quelle azioni tendenti a modificare questa sciagurata normativa. La Provincia di Pesaro e Urbino e la Regione Marche nell'ambito del recepimento delle indicazioni ministeriali dovranno lavorare affinché le gravi contraddizioni della Legge 133/08 vengano ridotte al minimo". Image: 20081019/foto/274.jpg.
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da "Unita, L'"
del 19-10-2008)
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Ione non autorizzata di Michela Bevere Questa volta a fare da scenario per una "festa protesta", all'insegna delle sigle dei cartoni animati, dei palloncini colorati, dei girotondi e degli altri giochi per i più piccoli, è stata ieri mattina piazza Meucci nel quartiere di Magliana. Tanti i disegni dei bambini e gli striscioni appesi ai tronchi degli alberi, con scritto "La ministra sfascista è tornata... la scuola pubblica è crollata" o "Dimettiti Gelmini, non rovinare il futuro dei bambini". Una "festa protesta", a cui hanno aderito molte scuole del Municipio XV, che però è stata turbata dalla denuncia ricevuta da due consiglieri municipali, Alfredo Toppi (Sa) e Mimma Alfonzo Miani (Pd), per manifestazione non autorizzata, mentre sfilavano in corteo sul marciapiede di via della Magliana. "Abbiamo organizzato due cortei spontanei con insegnanti, genitori e bambini - spiega la consigliera municipale del Pd - uno da piazzale della Radio e uno da via Cutigliano, diretti a piazza Meucci. Arrivati in via della Magliana, c'era un restringimento del marciapiede e alcuni di noi sono scesi per poter passare. A quel punto siamo stati avvicinati da alcuni poliziotti, che ci hanno chiesto i documenti e denunciato per manifestazione non autorizzata". "Nonostante questo le nostre proteste non si fermeranno qui - aggiunge Toppi - l'opposizione più forte alla riforma della scuola la stanno facendo i genitori e i bambini". E sono proprio i genitori a manifestare più preoccupazione rispetto ai tagli previsti dalla riforma, che "non tengono in nessuna considerazione l'educazione dei bambini", dice Milena, mamma e maestra della scuola elementare Luigi Pirandello di via Cutigliano. Dei tagli ha parlato anche Annamaria, pensionata di 61 anni, da sempre "immischiata nella politica, prima con la tessera del Pci, ora del Pd". segue a pagina III ALLIEVI, genitori, insegnanti camminavano sui marciapiedi per raggiungere la piazza.
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da "Unita, L'"
del 19-10-2008)
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Michela Bevere Anna Maria, senza mezzi termini dichiara: "Tagliassero i fondi delle scuole private e lasciassero stare la pubblica. 40 anni fa ho partecipato alle lotte in questa stessa piazza per avere le scuole alla Magliana, che essendo nata per effetto della speculazione edilizia non ne aveva". Genitori al lavoro, nel vero senso della parola, alla scuola media statale Italo Calvino di Cinecittà. Papà e mamme, armati di rulli, vernice e pennelli, hanno partecipato all'iniziativa "Paint your classroom" ridipingendo le pareti scrostate delle classi. "Il presidente Napolitano ha chiesto di non dire solo "no" - afferma una mamma in tuta - e noi dimostriamo che, quando le proposte sono intelligenti, sappiamo dire anche "sì"". Il prossimo appuntamento di protesta delle scuole elementari romane sul decreto Gelmini è per la terza Notte Bianca, che si svolgerà domani dalle 17 all'Iqbal Masih al Casilino. Si aprirà con un dibattito sulla scuola, al quale parteciperanno i professori della Sapienza, Pietro Lucisano e Giorgio Asquini, seguirà alle 19 il concerto di Giovanna Marini. Alle 20 si esibirà il coro multietnico dei bambini del Municipio VI "Se... Sta Voce", alle 21 sarà la volta dei Têtes De Bois.
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da "Libertà"
del 19-10-2008)
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Di STEFANO VANTADORI Ormai è noto che ad ogni cambio di governo e di ministro, la scuola è sottoposta ad una dose massiccia di proposte di revisione, cambiamenti, adattamenti, razionalizzazioni. Ciò che preoccupa è la scelta dei governi, quello attuale è solo l'ultimo, di sottoporre il Ministero dell'Istruzione a libertà vigilata da parte del Ministero dell'Economia. C'è una seconda preoccupazione dovuta ad una prassi che viene da lontano, che il Ministero dell'Istruzione non solo accetta di governare il settore in una condizione di sovranità limitata, ma continua a fare a meno, prima di assumere le decisioni importanti di merito, di conoscere il punto di vista degli operatori della scuola! Ora voglio solo condividere alcuni dati importanti con i colleghi della scuola superiore contenuti nel piano programmatico dell'attuale ministro Gelmini - Tremonti. Riporto alcuni elementi contenuti nel documento, che creano una pesantissima ripercussione sulla scuola secondaria di secondo grado. Verrà ridotto di un anno il percorso di studi di alcuni indirizzi, limitando le tipologie di durata quinquennale ad alcuni indirizzi di rilevanza nazionale. Sarà aumentata la consistenza di alunni necessaria per poter mantenere le scuole coordinate e le sezioni di diverso indirizzo (il numero previsto non potrà essere inferiore ai 25 alunni per classe), con una conseguente limitazione nella distribuzione territoriale di scuole e di indirizzi di studio. Si ridurranno drasticamente gli attuali indirizzi. Gli indirizzi dell'istruzione professionale caratterizzati da "una sostanziale corrispondenza con quelli dell'istruzione tecnica", verranno fatti confluire in quest'ultimi per evitare - afferma il Ministero - disorientamento nell'utenza. Le classi saranno costituite con 30 alunni, numero derogabile del 10% tra la fase di organico di diritto e quella di fatto. In sostanza si potranno avere classi di 33 alunni. Verrà abrogato il limite dei 25 alunni in caso di presenza di portatori di handicap. Verrà ridotto il tempo scuola in tutti i percorsi di studio: nei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane l'orario sarà al massimo 30 ore, nei licei artistici e musicali sarà pari a 32 ore, negli istituti tecnici e professionale sarà al massimo di 32 ore. Si provvederà ad accorpare le classi di concorso con una comune matrice culturale e professionale, riconvertendo gli insegnanti per poterli utilizzare in modo flessibile nelle più ampie classi di concorso. Verranno ridotte di almeno il 30% le compresenze fra titolari di cattedra e insegnanti tecnico pratici, le cui funzioni saranno riviste unitamente a quelle degli assistenti tecnici. Verranno rivisti piani di studio e quadri orario di tutti i percorsi di studio. Si utilizzeranno i soprannumerari per le supplenze. Si taglieranno circa 22.000 cattedre in un triennio. Che dire... è possibile condividere la necessità di un riordino di indirizzi, dei corsi ordinamentali e soprattutto dei corsi sperimentali, che in questi ultimi anni, in mancanza di una riforma organica di tutto il settore, hanno visto il loro proliferare, producendo sovrapposizioni non soltanto al loro interno ma anche con l'istruzione professionale. Anche questo è il motivo che mi induce a considerare non positivo aver disgiunto le operazioni di riordino dell'istruzione tecnica e di quella professionale. Si condivide l'operazione di semplificazione che porta alla proposta di due settori (economico e tecnologico) articolati in 2+9 indirizzi, preoccupa l'annuncio di ulteriore articolazione per sottoindirizzi che, se non ricondotti a macroaree, potrebbe riproporre l'attuale frammentazione. Non è invece accettabile l'impoverimento didattico formativo che seguirebbe nella pesante riduzione oraria soprattutto nelle discipline di indirizzo professionalizzante il percorso scolastico, significa "svuotare" l'istruzione tecnica e professionale di tutti i suoi elementi qualificanti come appunto la didattica laboratoriale e di esercitazione tecnico pratica che, caro ministro, chiede investimenti, potenziamento delle strutture di laboratorio, e non tagli! Così come in un quadro di rafforzati collegamenti con il mondo del lavoro, dell'impresa, con il territorio e con la rete di agenzie formative e di ricerca, il decreto n. 7/07 convertito nella legge 40 lanciava la possibilità di costituire, nell'ambito della programmazione regionale, "poli tecnico- professionali" tra gli istituti tecnici e gli istituti professionali, le strutture della formazione professionale accreditate e le strutture del sistema IFTS. Questo al fine di promuovere in modo stabile e organico la diffusione della cultura scientifica e tecnica e per sostenere le misure per la crescita sociale, economica e produttiva del Paese. Tuttavia, il differimento al 2010/11 della riorganizzazione della filiera degli istituti professionali indebolisce fortemente l'esperienza che i Poli potrebbero rappresentare per l'allestimento, nel territorio, di un'offerta formativa organica ed integrata. Quindi nello scenario della attuale manovra di politica economica del Governo in carica, questo progetto di cambiamento sembra venire meno nelle sue condizioni essenziali: di risposta cioè alle esigenze di vera qualificazione dell'offerta formativa, di soddisfacimento di una crescente domanda educativa e di occupabilità da parte dei giovani, di sostegno ai processi di innovazione dei territori e dei sistemi produttivi. 19/10/2008.
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da "Libertà"
del 19-10-2008)
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Di DANIELE BUA Quando molti, molti anni fa ero studente, la scuola iniziava il primo ottobre. Poi è arrivata la decisione di allungare l'anno scolastico anticipando l'inizio delle lezioni a settembre anche per essere al pari con quanto avveniva negli altri paesi europei. Da decenni la scuola italiana è un cantiere aperto. La tela di Penelope al confronto era uno scherzo. Ogni governo fa la sua riforma (Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini) con il risultato però che i nostri studenti sono negli ultimi posti nelle classifiche internazionali. Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, ha insistito più volte che l'istruzione si conferma al primo posto fra i campi dove un cambiamento forte è necessario, precisando che quello della scuola italiana non è un problema di risorse che, rispetto al numero degli studenti, sono più elevate in Italia che nella media dei Paesi europei. Anche un interessante libro "La scuola in Italia" di Marcello Dei conferma che la spesa complessiva per l'istruzione in Italia è solo un po' più bassa rispetto alla media dei Paesi Ocse; ma per la spesa per studente l'Italia è all'ottavo posto nella classifica internazionale dell'Ocse. E "spende più della media Ocse nelle scuole materne, elementari e secondarie e molto meno per l'università". Sempre i dati Ocse confermano che gli insegnanti italiani lavorano meno e hanno meno studenti che i loro colleghi stranieri. E' sul piano dei risultati che i confronti internazionali sono impietosi: con l'unica eccezione delle scuole elementari (i cui alunni "si collocano in ogni caso al di sopra della media internazionale") la nostra scuola "realizza punteggi sempre inferiori alla media Ocse". Quel che è peggio, l'Italia risulta fortemente divaricata, con "fasce di rendimento infimo o mediocre che raggiungono valori più alti rispetto al resto del Paese" nel Sud. Conclude Dei: "Le risorse fornite in modo egualitario da un sistema centralizzato come il nostro evidentemente non bastano a garantire risultati omogenei sul territorio nazionale". Alla scuola italiana servirebbe una quotidiana messa a punto, volta a responsabilizzare i docenti, a rafforzare l'autonomia, a garantire la scelta. In diversi paesi è stato adottato il concetto di buono scuola. Invece di essere lo Stato ad organizzare la scuola per tutti, e fornire il servizio burocratico, ogni famiglia riceve un voucher pari al costo dell'iscrizione annuale e manda il proprio figlio all'istituto pubblico o privato che preferisce. In tal modo viene garantita la libertà di scelta e stimolata la concorrenza e l'innovazione. Del resto anche in passato avveniva qualcosa del genere. Mentre a Sparta lo Stato prelevava i piccoli fin da tenera età, li metteva tutti in casermoni a condividere la vita collettiva, addestrandoli all'arte militare e agli insegnamenti che lo Stato riteneva utili, ad Atene l'insegnamento era privato e la Polis in pratica dava dei soldi (voucher) alle famiglie meno abbienti e agli orfani di guerra. Il pedagogo insegnava a casa sua o magari in locali messi a disposizione dalla demo, ma era scelto dalla famiglia dello studente. Chissà che una riforma di questo tipo non possa aiutare la scuola italiana a migliorare così come è avvenuto in altri paesi. 19/10/2008.
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da "Libertà"
del 19-10-2008)
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In queste ultime settimane, anche la scuola dell'infanzia è stata duramente colpita dai profondi mutamenti previsti dalla riforma Gelmini. Profondi quanto inspiegabili se si pensa che, nel nostro paese, la scuola dell'infanzia ha offerto esempi di pratiche all'avanguardia per la qualità delle esperienze e per la capacità di fondere la vocazione educativa con il rispetto dei tempi e dei modi di apprendimento propri dei bambini dai tre ai sei anni. E' per garantire questo modello di scuola che, negli ultimi anni, come insegnanti trovandoci di fronte a tanti cambiamenti, non sempre effettuati per motivi didattici e pedagogici, ci siamo impegnate per adeguare le nostre competenze e la nostra professionalità ai nuovi modelli di scuola proposti. Stavolta, però, dobbiamo confrontarci con una riforma, i cui contenuti sono totalmente inadeguati alla realtà della nostra scuola tanto diversa da quella di "una volta" perchè connotata dalla presenza di bambini provenienti da tanti paesi e con diverse problematiche: linguistiche, socio-affettive e handicap gravi. Fino ad oggi, le poche ore di compresenza si sono rivelate fondamentali affinchè i "nostri" bambini fossero seguiti fin dall'inizio del loro inserimento, educati e istruiti anche attraverso attività e proposte educative diversificate. e' impensabile che tutto ciò possa essere ancora garantito in sezioni di 28 bambini e con un orario ridotto anche alla sola fascia antimeridiana. E' ancora più impensabile con l'anticipo dei bambini di due anni senza il potenziamento degli organici e la disposizione di strutture attrezzate. Come è possibile che una riforma della scuola che in quanto tale dovrebbe operare solo per attuarne un miglioramento del livello di qualità la stia, invece, "piegando" dinnanzi ad esigenze di tagli economici? a pagarne le conseguenze non saranno gli insegnanti ma i bambini ai quali non verrà più concessa la possibilità ed il diritto di godere della loro prima grande opportunità educativa in un ambiente in cui risorse e tempi adeguati permettono di accoglierli ed ascoltarli, dando un senso ed una giusta "direzione" alle loro esperienze quotidiane. Le insegnanti della scuola dell'infanzia "Farnesiana" 19/10/2008.
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da "Nuova Ferrara, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
I sindacati: appuntamento domani alle 18.30 in piazza Savonarola Fiaccolata contro la riforma Gelmini Tra maestro unico e tagli solo a Ferrara 200 posti di lavoro in meno Una fiaccolata in difesa dell'istruzione pubblica. Cgil, Cisl e Uil danno il via alla protesta, contro i tagli previsti dalla riforma della scuola, che culminerà nello sciopero nazionale del prossimo 30 ottobre. Personale della scuola, studenti, genitori, forze politiche e sindacali scendono in piazza domani alle 18,30 con incontro in piazza Savonarola, per manifestare contro un provvedimento adottato con decreto d'urgenza in un clima che Maria Cristina Vendra (Cisl Scuola) definisce di "falsa democrazia". "La battaglia - dice Fausto Chiarioni Cgil Scuola - sarà lunga". "Dalla relazione tecnica allegata al documento di programmazione economico finanziaria - prosegue Maria Cristina Vendra - si comprende che la riforma non si giustifica per ragioni di carattere educativoe pedagogico, ma solo di contenimento della spesa". Se il decreto diventerà legge, secondo alcune stime, nell'arco del prossimo triennio in Emilia Romagna verranno meno 2570 Ata, e a livello nazionale oltre 130mila posti di lavoro. "A subire le scelte del governo - prosegue Filippo Burgio Uil Scuola - saranno gli studenti e le famiglie, i docenti di ruolo, molti dei quali perderanno il posto di lavoro, i precari che fino ad oggi hanno garantito la funzionalità pubblica e che da domani non avranno più chance per lavorare". I tagli di spesa colpiranno tutte le scuole di ogni ordine e grado, a partire dalle elementari dove ritornerà il maestro unico e via via le altre attraverso il ridimensionamento della rete scolastica. A Ferrara, sempre secondo le stime dei sindacati perderanno il posto, il prossimo anno 19 insegnanti di ruolo e 176 supplenti non vedranno rinnovato il loro incarico. "Non siamo contrari - dicono i sindacalisti all'unisono - alla riforma in quanto tale, ma al modo in cui si pretende di attuarla, senza concertazione, nè margini di contrattazione". Per sensibilizzare l'opinione pubblica, le tre sigle unitarie hanno organizzato una serie di incontri. Dopo quello di Argenta, i prossimi si terranno a Copparo, in sala della Torre, il 21 alle ore 18, a Ferrara presso il Centro Rivana Garden il 22 ottobre alle 20,30, a Tresigallo il 27 ottobre alle ore 18 ed il 28 o il 29 a Pontelagoscuro. "Auspichiamo - prosegue Chiarioni - che queste iniziative diano il via ad una grande mobilitazione di massa, che riguarda non solo la scuola pubblica, ma anche l'Università. Il Comitato direttivo della Camera del Lavoro di Ferrara nell'ultimo ordine del giorno, esprime forte preoccupazione sulla possibilità che le Università vengano trasformate in fondazioni e che il loro patrimonio immobiliare venga trasferito in mani private. Inoltre preoccupa il silenzio degli amministratori locali sul futuro dell'Università, la cui trasformazione avrà profonde ricadute sul territorio". Preoccupa anche l'ipotesi di creare classi separate per gli extracomunitari. "Questa - commenta Burgio - è un'idea senza senso. Una scuola che funziona punta all'integrazione e non all'esclusione. I mezzi nelle scuole ci sono, basta solo potenziarli". Anche la Consulta provinciale degli studenti si occuperà della riforma Gelmini in un incontro aperto a tutti gli studenti - domani alle 15.30 -, nella sala Musa dell'ufficio scolastico provinciale.
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da "Nuova Ferrara, La"
del 19-10-2008)
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"No alle classi speciali per alunni disabili" Il portavoce Trombini: "Forme inquietanti di discriminazione" Il Comitato ferrarese Area disabili, che riunisce le organizzazioni che si occupano di disabilità nel nostro territorio è molto preoccupato per quanto avviene "nella scuola e nel mondo dell'educazione in questo periodo". Le disposizioni di legge - spiega il portavoce Marco Trombini - che "a partire dall'estate scorsa sono prodotte e successivamente comunicate ai cittadini con toni rassicuranti, contengono in realtà provvedimenti che devastano l'idea di società che abbiamo contribuito a costruire ed in cui crediamo fortemente. Tagli come non sono stati mai prodotti prima. Tagli a scapito delle persone e della loro formazione. Tagli a scapito dell'istruzione, dell'accoglienza e dell'integrazione". La politica, afferma il portavoce di Area disabili, "è fatta di scelte e in questo Paese si sceglie di investire in spese militari piuttosto che in educazione; si tollerano i reati di evasione fiscale e contro il patrimonio ma si accettano forme inquietanti di razzismo e discriminazione. Sono segnali di una politica miope, autoritaria e poco interessata al confronto e allo sviluppo di una scuola che aiuti a crescere futuri adulti con un senso critico tale da affrontare consapevolmente le sfide di questo mondo complesso. Ciò che ci preoccupa maggiormente è lo sfondo di discriminazione sociale che tale politica di tagli e di esclusioni provoca. Si torna alle classi differenziali per gli alunni stranieri, in un Paese come l'Italia all'avanguardia in tutto il mondo per il coraggio di una legge che più di 30 anni fa si proponeva l'obiettivo di creare una scuola inclusiva per tutti. Il ministro Gelmini, in una seduta della Camera, lascia intendere la sua disponibilità a un ritorno a classi speciali per gli alunni con disabilità. Tutto ciò ci indigna e ci allarma". Si è già vissuta in Italia - ricorda Trombini -, "la realtà della segregazione in istituti e classi speciali: è grave che, dopo tali esperienze, qualcuno abbia il coraggio di prospettare un'idea di società che esclude e abbandona. In questo Paese la qualità della scuola è cresciuta anche grazie all'inserimento degli alunni con disabilità nelle classi comuni della scuola pubblica. Questa nuova politica scolastica fatta di tagli, economie presunte, annunci e smentite, rigore, disciplina, ordine, divise, autorità, voto in condotta, bocciature, selezione produce in tutti ulteriore insicurezza, diffidenza e conflitti come scrivono i professori Andrea Canevaro e Dario Janes nella loro lettera di dimissioni dall'Osservatorio permanente sull'integrazione scolastica. Questa politica di distruzione mirata rappresenta un modo inaccettabile di affrontare i veri problemi della scuola, che andrebbero affrontati seriamente garantendo partecipazione, dialogo, confronto, ascolto e rispetto delle persone e delle loro capacità, abilità e competenze". Per questo il Comitato ferrarese Area Disabili è nettamente contrario "a questa politica scolastica che non considera la scuola come un luogo di investimento culturale e d'integrazione per la società in cui crediamo: solidale, aperta e pacifica".
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da "Nazione, La (Siena)"
del 19-10-2008)
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CRONACA SIENA pag. 7 Università, scatta la caccia ai creditori Miur, cifre elevate ancora da erogare. Il fabbisogno finanziario a fine dicembre? 158 milioni GIORNI CALDI Proteste contro la riforma Gelmini e contro il taglio degli stipendi agli specializzandi di LAURA VALDESI UN MILIONE DI EURO per pagare l'Irap ad ottobre, altrettanti ne serviranno a novembre e dicembre. Oltre 6 se ne andranno il prossimo mese per liquidare i fornitori non più rinviabili, sebbene la gran parte del fabbisogno finanziario stimato da qui a fine dicembre (si parla di poco più di 158 milioni a fronte di un patrimonio immobiliare, si continua a ripetere nelle stanze dell'università per riequilibrare il concetto, di un miliardo e mezzo) sia legato al pagamento degli stipendi del personale. Visto che il balletto di cifre sui conti dell'Ateneo "scalda" le penne, proviamo a spiegare come vengono fuori i 158 milioni e passa: per azzerare lo scoperto di conto, com'è noto, ne servono oltre 35, uno sarebbe da versare all'Inps per la maggiorazione dell'aliquota applicata agli specializzandi (a carico del lavoratore), il debito Irap si attesta intorno ai 25 milioni anche se una fetta da 7 dovrà essere sborsata con forte probabilità fra tre anni, quindi i 96 per ripianare la situazione con l'Inpdap. Il quadro che la commissione interna, capeggiata da Santoro e Barretta, tanto per spazzare il campo da equivoci, aveva comunicato al cda, è sostanzialmente questo. Nei giorni successivi è stato approfondito soprattutto il versante dei residui attivi, ossia le entrate accertate ma non incassate. Che rappresentano insomma un credito per l'ente. Ve ne sarebbero di consistenti, sufficienti a far rivedere la luce all'ateneo semprechè esigibili. A partire dai trasferimenti per investimenti dallo Stato (2003) per l'edilizia universitaria ? 8 milioni e passa ?, altri 4 dovevano arrivare dopo aver incassato in passato un modesto anticipo dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti per il policlinico. Un pacchetto davvero consistente, secondo gli esperti, quello dei trasferimenti correnti dallo Stato che parte dal 2002 e arriva al 2007 interessando persino le cifre per le borse dei dottorati di ricerca dello scorso anno. Si parla inoltre di diversi milioni da introitare relativamente alla cessione all'Azienda regionale per il diritto allo studio dell'edificio di viale XXIV maggio. Voci? Come quelle che raccontano di una lettera inviata già nel gennaio 2006 alle Scotte per esigere dei crediti su cui si sono svolti recenti accertamenti? Sembra, il condizionale è d'obbligo, che l'Azienda ospedaliera abbia ancora molto da pagare per saldare il conto, almeno 2 milioni. Altre voci dunque che innescano un tourbillon privo di soste. Ha probabilmente ragione il rettore Silvano Focardi quando dice che i "sussurri" non giocano a favore di interventi risolutivi. Ma, forse proprio per la necessità di chiarezza, occorre quanto prima sgomberare il campo da fraintendimenti, nelle sede opportune. Chissà se sarà possibile farlo già domattina quando, alle 9, scatterà il tavolo inter-istituzionale che vedrà sedersi insieme al rettore anche Comune e Provincia. Non finisce qui. E' previsto poco dopo le 13 un incontro ? chiesto e accordato ? fra sindacati e membri del cda dell'Università nella sala consiliare per un confronto sul quadro economico-finanziario e soprattutto sulle novità emerse nel tavolo suddetto. Servono strategie condivise, continuano a ripetere le sigle che hanno tra l'altro fissato per mercoledì 22 un'assemblea con l'intera comunità universitaria. L'ordine del giorno del cda di domani? Provvedimenti sul bilancio e per il contenimento delle spese (primi colpi di forbice?), incarico ad una società di revisione esterna per i conti, comunicazioni del rettore. Image: 20081019/foto/7023.jpg.
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da "Nazione, La (Pisa)"
del 19-10-2008)
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AGENDA PISA pag. 8 ) SCUOLA Gli insegnnati non danno il buon esempio<... ) SCUOLA Gli insegnnati non danno il buon esempio IN questi ultimi giorni non si fa altro che parlare del Decreto Gelmini del quale, lo dico francamente, non so un granchè. Pertanto, ometterò di dare giudizi di merito a riguardo. Tuttavia devo rilevare che le modalità di protesta espresse dai genitori di alcuni alunni e, forse, da alcuni docenti della scuola primaria di via di Parigi di Pisa, in occasione della manifestazione di protesta tenutasi il 15 ottobre scorso, non sono state proprio 'ortodosse' e deontologicamente corrette. Genitori e insegnanti che hanno partecipato alla 'apartitica' protesta, si sono ben poco preoccupati di evitare che l'intero cortile (nella foto) e alcuni muri esterni dell'edificio venissero completamente ricoperti da disegni, scritte e patetici slogan contro il ministro Gelmini e il suo decreto. Dico questo: da adesso in poi, potrò io rimproverare mia figlia se durante l'orario scolastico dovesse ricevere un giusto e sacrosanto richiamo dall'insegnante per aver scritto sopra qualcosa che non sia un quaderno? E' ovvio che chiunque, anche una capra, penserebbe di poter scrivere a proprio piacimento ovunque; perché no, anche sui muri della scuola? "Lo fanno i grandi, alcuni insegnanti non lo vietano... perchè non posso farlo anch'io?" Bell'esempio di educazione civica e di educazione al rispetto per le cose comuni che tutti contribuiamo a pagare. Chiedo una cosa al dirigente scolastico del plesso: il contributo pseudo-volontario 'lagnato' a causa delle carenze finanziare della scuola, è servito anche per comperare i gessi colorati usati per imbrattare l'intero cortile della scuola? Ai miei tempi c'era la maestra unica, e nessuno si sognava di scrivere sui muri!! Stefano Novelli Pisa ) RIFIUTI Ma dove sono i cassonetti per pile e medicinali scaduti E' STATO consegnato dalla Geofor a tutti gli abitanti di Pisa un disco di cartoncino girevole, denominato 'rifiutometro' dove, con alcune semplicissime operazioni, è possibile conoscere in quale cassonetto va messo un certo tipo di rifiuto (organico, carta, plastica ecc...) allo scopo di rendere ancor più selettiva la raccolta differenziata. Nulla da eccepire sull'iniziativa, a patto che gli utenti sappiano dove trovare i cassonetti per gettare pile esaurite, medicinali scaduti ecc... perché è un assurdo girare tutta Pisa in bici o col motorino per gettare via qualche pila esaurita o qualche confezione di medicina scaduta. Perciò la Geofor, se vuole davvero completare la sua opera di informazione, farebbe bene a mettere un cartello con il nome della via dove si trovano i cassonetti destinati a raccogliere medicinali scaduti, pile, vestiario da gettare ecc... laddove ha posto solamente i cassonetti 'generici' (indifferenziata, plastica, carta ed organico), evitando così che taluni rifiuti 'inquinanti' siano messi nel cassonetto 'sbagliato' perché non si sa dove trovare quello 'giusto'. Pietro Brunori Pisa ) BICICLETTE Le piste ciclabili usate come parcheggi SONO UNO degli audaci che usano la bici per recarsi al lavoro, impresa che ora sembrerebbe meno pericolosa per la presenza delle piste ciclabili, anche se sono realizzate solo per qualche tratto che termina sempre lasciando il ciclista in mezzo alla strada. Purtroppo gli automobilisti ci parcheggiano indisturbati. Io percorro ogni giorno un tratto di via Don Bosco-San Francesco ma devo fare i conti con gli antagonisti di cui sopra, dovendo sterzare di fronte a un'auto parcheggiata sulla pista e rischiando di essere investito dalle macchine che sfrecciano sulla 'loro' strada. Ogni giorno questo accade, specie in prossimità della scuola elementare dove genitori tanto premurosi per i loro figli, quanto incuranti degli altri utenti della strada, lasciano in sosta sulla pista ciclabile le loro auto per accompagnare i figli dentro la scuola. I genitori sono tanti, e se i ciclisti sono pazienti e comprensivi, scendono dalla bici e procedono a piedi. Ma non tutti sono pazienti, e comunque non sempre. Tempo fa è accaduto che una donna, irritata, abbia afferrato a due mani la sua pur amata bicicletta per scaraventarla con rabbia feroce contro la macchina ingombrante. E se casi come questi si ripetessero, c'è la speranza che cambi qualcosa? Paolo Banti Pisa.
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da "Nazione, La (Massa - Carrara)"
del 19-10-2008)
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CRONACA MASSA pag. 6 ? MASSA ? IL "NO" ai decreti Gelmini e Tremonti trova concordi stude... ? MASSA ? IL "NO" ai decreti Gelmini e Tremonti trova concordi studenti, docenti e genitori del Liceo Classico "Rossi". Dopo i momenti di tensione di venerdì col tentativo di occupare il primo piano dell'istituto, ieri mattina si è tenuta un'assemblea fiume dalle 8 fino alle 12.15, nella quale si è discusso del futuro della scuola alla luce delle novità che il Governo vuole introdurre. L'aula magna del Liceo era gremita. Nella prima parte dell'assemblea si sono confrontati gli studenti del "Rossi", sviscerando i contenuti della riforma e dando così informazione a tutti. Successivamente hanno preso la parola anche studenti universitari e di altri istituti superiori cittadini ("Palma", "Fermi" e "Meucci"). Dalle dieci in poi, l'assemblea è stata aperta a insegnanti e genitori, molti dei quali hanno affermato di condividere le preoccupazioni degli studenti. Un legale, l'avvocato Tartarelli, ha illustrato dal punto di vista tecnico i contenuti dei decreti. Nel pomeriggio di ieri, al Rete degli Studenti ha organizzato in piazza Garibaldi un punto di informazione con musica e un banchetto. La protesta prosegue: la prossima settimana è in programma un'assemblea col mondo universitario; delegazioni di studenti massesi manifesteranno il 23 a Pisa e il 30 a Roma in occasione dello sciopeo generale.
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da "Nazione, La (Lucca)"
del 19-10-2008)
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LUCCA pag. 1 Da domani altre occupazioni Sfiorata la rissa SCUOLA SI ESTENDE la protesta contro il decreto Gelmini Dopo il "Vallisneri" da domani scatta l'occupazione al "Pertini" e al "Fermi". Ieri corteo in centro storico e momenti di tensione davanti al gazebo del Pdl.
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da "Nazione, La (Prato)"
del 19-10-2008)
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CRONACA PRATO pag. 7 L'ASSEMBLEA dei docenti dell'istituto comprensivo Puddu h... L'ASSEMBLEA dei docenti dell'istituto comprensivo Puddu ha redatto un documento di aperta critica alla riforma della scuola che ha inviato al ministro Gelmini e agli amministratori locali e ai dirigenti scolastici. Ricca e articolata la riflessione dei docenti. Ecco alcuni brani. "Sbandierando una poco probabile "generalizzazione" del servizio, si riduce l'orario della scuola dell'infanzia a 24 ore settimanali, con l'impiego di una sola unità docente. Non si riduce (forse si aumenta?) nel contempo il numero di bambini per sezione, con buona pace del servizio "educativo" che sarà pura utopia riuscire a mantenere agli alti livelli di qualità attuali, visto che scompare tutta la compresenza" si legge nel documento. E poi ancora: "La grande innovazione prevista per la scuola primaria si nasconde dietro al "cartellone pubblicitario" dei grembiulini e del voto di condotta: meno scuola e di minore qualità" e "se si toglie tempo alla scuola si toglie ai bambini la possibilità di lavorare con tempi distesi, si toglie tempo al confronto, alla parola di ciascuno".
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da "Nazione, La (Prato)"
del 19-10-2008)
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LETTERE E RUBRICHE PRATO pag. 13 GENITORI sul piede di guerra a Tobbiana dove alla scuola elementare hanno attacca... GENITORI sul piede di guerra a Tobbiana dove alla scuola elementare hanno attaccato striscioni di protesta contro la riforma varata dal ministro Gelmini. Si contestano i tagli al personale e la trasformazione per il prossimo anno scolastico dell'organizzazioine didattica. Mamme e babbi sono pronti a partecipare anche alla manifestazione nazionale.
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da "Nazione, La (Pisa)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
CASCINA / CALCI / S.GIULIANO / VECCHIANO pag. 10 di TOMMASO MASSEI C ANCELLI sbarrati per le scuole dell'Istituto Comprens... di TOMMASO MASSEI C ANCELLI sbarrati per le scuole dell'Istituto Comprensivo "Borsellino" di Cascina. Disagi per le famiglie e proteste. "Ho potuto constatare con amarezza e disappunto, assieme al consigliere provinciale Giacomo Cappelli, che gli istituti scolastici di Casciavola, di Zambra e San Lorenzo alle Corti avevano i cancelli lucchettati, perché tutto il corpo 'ata' e non, aveva aderito allo sciopero indetto dai Cobas ? afferma il consigliere comunale di Forza Italia, Enrico Felloni ? : altri istituti comprensivi del Comune di Cascina, invece, hanno garantito l'apertura della scuola dove i genitori hanno potuto accompagnare i propri figli". "Rilevo con forte preoccupazione e amarezza come l'Istituto "Borsellino" si sia fortemente distinto rispetto ad altri plessi scolastici mettendo a disagio e in difficoltà tutte quelle famiglie che hanno dovuto trovare una soluzione per l'affidamento dei propri bambini durante l'orario scolastico ? nota Felloni ? : come genitore e amministratore locale sono solidale con loro e consiglio, a chi venerdì ha aderito allo sciopero, di riflettere criticamente sugli ultimi trent'anni di deriva scolastica italiana". INTANTO, è tempo di bilanci per la "notte bianca" che mercoledì scorso ha coinvolto varie scuole della provincia di Pisa. Alla scuola elementare "Verdigi" di Pappiana (San Giuliano Terme) le insegnanti hanno chiamato intorno a sé genitori e persino gli alunni per un'occupazione fino a tarda sera dell'edificio scolastico. L'adesione alla mobilitazione contro la riforma "Gelmini" che reintroduce il maestro unico alle elementari è stata massiccia: 256 bambini su 280 iscritti, altrettanti i genitori. Dopo attività varie, una fetta di torta e un bicchiere d'aranciata, la scuola è stata lasciata intorno alle ore 23. E proprio alla "Verdigi" si terrà, martedì, alle ore 17, un consiglio comunale aperto, con l'ordine del giorno "Per una istruzione di qualità che promuova eguaglianza e crescita formativa". A San Giuliano Terme si è voluto quindi accogliere l'appello che era stato lanciato dal tavolo interistituzionale pisano per la scuola e le mozioni presentate in consiglio su questo tema. I trenta consiglieri, la giunta e il sindaco Paolo Panattoni ascolteranno le proposte di insegnanti, genitori e studenti. "E' necessario lavorare seriamente per e con la scuola ? commenta il primo cittadino ? a partire dalle fondamenta della cultura e dell'etica dell'istruzione: questo Governo sembra voler rimettere indietro la lancetta dell'orologio riguardo alle conquiste raggiunte dal sistema-scuola peggiorando, con le proposte della ministra Gelmini e i tagli del ministro Tremonti, le stesse condizioni dell'insegnamento e dei docenti".
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
MARGINONE "Sindaco intollerante" LUCCA. Polemiche dopo la decisione del sindaco di far togliere le lenzuola anti Gelmini appese all'elementare del paese. Umberto Franchi, dirigente della Cgil, attacca: "Marchetti ha sostenuto di avere fatto togliere gli striscioni con le scritte avverse alla "controriforma" della scuola del ministro Gelmini, perché non rispettose di chi non condivide quel pensiero. Mi chiedo e chiedo: forse il sindaco di Altopascio è rimasto ancorato ad un lontano e triste passato? Forse pensa ancora di essere un podestà e non il sindaco eletto democraticamente il quale deve garantire la libertà di pensiero sancita dalla Costituzione a tutti i cittadini? Credo che ogni persona di buonsenso sappia che se ci sono persone che la pensano in modo diverso da quanto era stato scritto negli striscioni. Possono prendere una posizione diversa ed esprimerla come vogliono, magari con altri striscioni, ma non è accettabile che ci sia un sindaco che toglie il diritto di parola e di espressione a liberi cittadini".
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da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 19-10-2008)
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MONTAGNA pag. 19 di SETTIMO BAISI ? CASTELNOVO MONTI ? IL VOLANTINO che raffigura il ministro Mariastella Gelmini come la Madonna, "che alcuni professori del liceo Dall'Aglio di Castelnovo Monti hanno pensato di affiggere nella sala insegnanti", per Fabio Filippi (Fi - Pdl) è un "oltraggio all'immagine sacra". Un nuovo attacco del consigliere regionale, che nei giorni scorsi aveva anche segnalato il caso del manichino con le fattezze della Gelmini, impiccato in via della Canalina a Reggio, vicino ad alcune scuole. Ma l'assessore alla scuola di Castelnovo Monti, Giuliano Maioli il quale, reduce da un incontro con i dirigenti scolastici e i sindaci della montagna, respinge l'allarme di Filippi: "I problemi sono altri, non sono certo provocati dal volantino satirico del Ministro che circola in tutte le manifestazioni di protesta contro la riforma. Non commento l'episodio in sé, quanto il clima che c'è attorno a questa storia. Si è creato un clima di intimidazione, facendo intervenire anche i carabinieri per una vignetta. E' paradossale, non c'è nessun oltraggio, qui non n è consentita più la satira. Poi magari un ministro in Parlamento scopre la maglietta anti-Islam. Cerchiamo di stare sui problemi". Diversa l'opinione di Filippi che considera grave il gesto dissacrante e assurda la protesta contro la riforma scolastica che "scombussola la vita a molti insegnanti, motivo per cui a Castelnovo Monti alcuni docenti se la sono presa addirittura con la Madonna, anche se il presidente della Repubblica ha dato il suo totale assenso alla riforma Gelmini". E aggiunge: "Il 70% delle famiglie chiamate in causa sono favorevoli al maestro prevalente e al voto in condotta. La mancanza di rispetto verso le istituzioni, soprattutto quando a governare è il centrodestra, è cosa nota, ma servirsi della religione e ironizzare su immagini e scritture sacre la dice davvero lunga sulle persone di sinistra. Insegnanti diseducatori, quale esempio per i nostri ragazzi?" E Filippi auspica l'intervento della Curia per il "sorrisino ironico di un insegnante parroco di montagna". L'assessore Maioli preferisce invece segnalare l'incontro con sindaci, assessori e dirigenti dei dieci comuni del distretto scolastico. Nel quale la soppressione dei plessi scolastici sotto i 50 alunni è stata giudicata una "norma inaccettabile ed inapplicabile per motivi socio-economici".
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da "Brescia Oggi"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il governo e i sondaggi Il decisionismo porta consensi   Perché, nonostante la crisi, la stagnazione o recessione, a seconda di come la valutano gli economisti, il governo Berlusconi continua a registrare una crescita dei consensi? Eppure è storicamente dimostrato che quando le cose vanno male, il primo ad essere penalizzato è proprio chi governa. E, invece, ad essere in difficoltà è l'opposizione, se si esclude il partito di Tonino Di Pietro, che se si votasse oggi - visti i sondaggi - raddoppierebbe i voti delle politiche, mentre il Partito della libertà, in questo momento sfiora il 64 per cento dei consensi. Anche se non siamo fra quanti nutrono un'assoluta fiducia nei sondaggisti, prendiamo atto che, almeno rispetto al passato, qualcosa sta effettivamente cambiando. Intanto, sulle grandi vertenze sociali e ambientali (scuola, lotta all'assenteismo nella pubblica amministrazione, sanità, ecc.) ma anche sul rilancio del nucleare nel quadro di un nuovo programma energetico nazionale (rigassificatori e termovalorizzatori compresi), e la realizzazione delle grandi opere pubbliche (Tav, ponte sullo Stretto, nuove autostrade e altre infrastrutture) non si registra più la stessa reazione popolare di un tempo. È curioso perché, anche se la sinistra radicale non è più rappresentata in Parlamento, continua ad avere una presenza organizzata nella società. Eppure il silenzio, l'assenza di manifestazioni rumorose ci sembrano molto significative e confermano l'estrema debolezza della sinistra massimalista e, in generale, di tutta l'opposizione, eccettuato, come detto, il caso di Di Pietro (la cui unica preoccupazione sembra quella di attaccare Berlusconi). Il Partito democratico di Veltroni sembra caratterizzato dalle roventi polemiche interne fra le quindici e più correnti. Al punto che già circolano i nomi dei successori di Veltroni, destabilizzando non solo l'attuale segretario ma tutta la leadership dell'opposizione. La stessa manifestazione nazionale del 25 ottobre, promossa dal Pd, con tutte le defezioni registrate rischia di ridimensionarsi moltissimo a poco più di una testimonianza. In diversi settori del Pd del Nord, si fa osservare infatti: vale la pena promuovere una grande contestazione della politica del governo, quando poi sulle misure anticrisi il Pd ha già deciso di astenersi? E i sindacati? Tentano, come spesso è avvenuto in passato, di supplire alla debolezza dell'iniziativa politica. Ma questa volta, a differenza del passato, sono profondamente divisi nelle politiche e nelle strategie, come si è visto nella vicenda Alitalia e nel confronto sulla riforma contrattuale (Cgil da una parte, e Cisl, Uil e Ugl dall'altra). Persino sulla scuola Cisl e Uil sembrano più disponibili ad un accordo con il ministro Gelmini, anche se - per timore di perdere consensi - hanno proclamato uno sciopero di bandiera. Insomma, anche i sindacati sono in grandi difficoltà di fronte ai contraccolpi dell'iniziativa aggressiva del governo. Come è avvenuto con la campagna sui fannulloni, vinta, per ora, dal tenace Brunetta (ha ridotto del 50 per cento l'assenteismo degli statali, equivalenti a circa 45 mila occupati), sembra che si siano trovati improvvisamente senza argomenti difensivi. Il clima è veramente cambiato e l'opinione pubblica non accetta più discorsi generici di riforme, senza che si metta mano all'ascia per tagliare la spesa pubblica, fatta anche di sacche di parassitismi e privilegi, di tutela di piccole e grandi caste. E si sa che in Italia quando si comincia a toccare corporativismi e lobby, con tutti gli interessi consolidati, scoppia il finimondo. Mentre stavolta la crescita dei consensi sembra voler premiare un decisionismo che non si registrava dai tempi del governo di Craxi.
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da "Giornale.it, Il"
del 19-10-2008)
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N. 251 del 2008-10-19 pagina 0 L'ateneo dei record: 24 prof per 17 studenti di Anna Savini Università dell'Insubria: il corso di laurea in Fisica conta più insegnanti che iscritti tra ordinari, associati e ricercatori. Offerta formativa "gonfiata". Il comitato interno di valutazione denuncia il paradosso: a Giurisprudenza mancano cattedre da Como Nei paesi più piccoli sul lago di Como, dove le classi hanno 12 o 15 alunni in tutto, ma le scuole sono necessarie come l'aria e il pane, i presidi supplicano il ministro Gelmini di non tagliare. Forse le scuole dovrebbero chiedere in prestito i soldi destinati all'Università Insubria che ha sede a Como. Dal dipartimento di Matematica e Fisica sono usciti 17 neodiplomati. A seguirli, nei loro studi, 24 professori. Anche chi non è diplomato in Matematica riesce a calcolare che per ogni quattro studenti c'è un professore. Un rapporto privilegiato soprattutto per chi ancora si ricorda lezioni in aule affollate come il cinema al sabato sera. E così, mentre sul quotidiano locale La Provincia di Como è un fiorire di lettere per chiedere al ministro di risparmiare le scuole di montagna, l'altro giornale della città, L'Ordine, fa i conti a casa dell'Insubria. Ventiquattro docenti, tra professori ordinari, associati e ricercatori per 17 studenti. "Un rapporto squilibrato", ragiona l'Ordine guardando anche i corsi di laurea in Scienze chimiche e ambientali che registrano poche decine di iscritti. Una situazione di disequilibrio già denunciata anche dal Nucleo di valutazione. In una relazione di quest'anno si chiedeva una revisione dell'offerta, in modo da ridurre il divario. Quindi avrebbe senso accorpare, razionalizzare, dimezzare i doppioni, uniformare. Perché dall'analisi emerge che ci sono classi doppie, corsi ripetuti, un inutile dispendio di energie e risorse per corsi che radunano solo una manciata di studenti. Mentre è vitale lasciare in piedi le elementari anche in paesi come Vercana o Garzeno (42 studenti contando anche gli stranieri) o come Tremezzo, o come a Laglio, il paese di Clooney, che raduna anche i bambini di Carate e Brienno e in tutto arriva a 56 alunni. Una sorta di braccio di ferro: "Taglia loro, e lascia in pace noi. Salva i piccoli e fai calare la scure sui grandi". Ci sono troppi corsi, facoltà sdoppiate nonostante non ci sia una domanda così alta da richiedere di creare una classe staccata. Così per corsi come Giurisprudenza, che hanno centinaia di iscritti, finisce che mancano i docenti che invece in altre facoltà insegnano in micro gruppi di quattro studenti. è l'ultimo spreco di un mondo che si lamenta dei presunti tagli, ma che a volte continua a mostrare il peggio di sé. In questi giorni di protesta in tutti gli atenei d'Italia non si sono levate urla di disapprovazione per la gestione scellerata degli organici e dei professori. Nel mondo dell'università italiana ci sono 37 corsi di laurea con un solo studente iscritto, ci sono atenei prestigiosi che spendono più dell'intero finanziamento che ricevono dallo Stato in stipendi e ci sono università che hanno un numero di studenti inferiore a quello dell'intero corpo docente, come all'Insubria. Però la protesta parla sempre d'altro. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Brescia Oggi"
del 19-10-2008)
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"Sicurezza, chi lavora faccia la sua parte"   Giacomo Beqiri, 28 anni, operaio, legge Bresciaoggi al "Bar Sport" di via Torino. Problemi per il rincaro dei prezzi delle materie prime: la Astaldi, società che ha preso in appalto la costruzione della metropolitana di Brescia, chiede al Governo un aiuto per superare la crisi... "La crisi c'è e noi operai edili la stiamo avvertendo a causa dei rincari sul ferro, sul bitume e su tutti gli altri prodotti. La Astaldi merita gli aiuti così come i bresciani hanno il diritto di conoscere il destino dell'opera: serve chiarezza, perchè la metropolitana, al pari della tangenziale Sud, è un grande investimento". Le morti sul lavoro fanno discutere, specie nella nostra provincia che conserva un triste primato: cosa ne pensa? "La responsabilità principale, in questo senso, è spesso da attribuire alla disattenzione dei lavoratori verso i rischi e i pericoli del mestiere. Non solo. Nei cantieri e nelle fabbriche le norme di sicurezza professionale più basilari non vengono osservate: il punto è che le imprese mettono a disposizione gli strumenti per la prevenzione, ma il pressapochismo e la mancanza di cultura dei lavoratori la fanno ancora da padroni e non supportano gli interventi. Serve un cambio di cultura totale tra gli addetti: un processo lungo e complesso che coprirà diversi anni". Giornata di scioperi contro il Ministro della publica istruzione Mariastella Gelmini: come vede i tagli all'istruzione? "Che ci siano 50mila insegnanti in meno non va affatto bene. Sul futuro dei nostri figli non si può scherzare e non si può, allo stesso modo, cominciare a tagliare spese considerate inutili dalla formazione e dall'istruzione, autentici pilastri sociali. Certo, i costi e gli sprechi ci sono nella pubblica istruzione, ma è anche vero che in base ai programnmi del Governo le tasse non caleranno ancora per parecchi anni: tanto vale allora utilizzare lo stesso gettito per supportare la ricerca e la scuola". PODE.
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da "Giornale.it, Il"
del 19-10-2008)
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N. 251 del 2008-10-19 pagina 0 Ma quei cori sono il segno di un clima strano di Paolo Guzzanti Nel Sessantotto c'ero, un po' vecchiotto (appena sotto i trenta)ma c'ero. Anzi, insegnavo storia e filosofia e andavo a fare la rivoluzione con i miei studenti. Che cosa è rimasto? No, non si può dire nulla. No, non si può neanche dire soltanto che siano rimasti danni (come sostiene Sarkozy e una corrente del pensiero di destra). Ma diciamo che c'è rimasto poco. In quel poco c'è stato un netto, forte, drastico cambio di costume, di comportamenti, abbigliamenti, libertà individuali. Se queste libertà fossero progressive o no, è questione di lana caprina e gusti personali. Un vecchio psicoanalista mi disse che il Sessantotto era stato come una forte mareggiata che sconquassa la banchina, spazza via i moli, danneggia le barche e le case, ma lascia poi sulla sabbia qualche perla, qualche scrigno di galeone. Oggi si grida molto "riecco il Sessantotto ", e lo gridano coloro che dal nuovo Sessantotto non ricaverebbero nulla, come gli studenti non sfiorati dalla riforma Gelmini. Ma la storia, se una cosa insegna, è che non si ripete mai. Mai nello stesso modo. I corsi e i ricorsi di Vico non si trovano in natura. Dunque un altro Sessantotto è impossibile, anche se nel nostro anno l'otto c'è e dunque fa cifra tonda: sono passati quarant'anni da quando una generazione con capelli a spazzola, camicia aperta, volti rasati, dette l'assalto a una ferraglia di mondo che veniva direttamente dall'Ottocento e dalle due guerre mondiali, con tante cose buone dentro ma pieno di autoritarismo senza autorità, di spreco della ragione, di offesa della ragione. Ne venne fuori uno scontro romantico, che provocò molti più reduci che combattenti. Da allora le occupazioni universitarie diventarono parte del corso degli studi, le lunghezze di capelli e barbe materia di libera interpretazione, anche se allora non si vedevano le barbe col pizzetto o disegnate col rasoio, come accade oggi. La nostra barba era selvatica come la capigliatura e voleva dire siamo in guerra, siamo alla macchia, non abbiamo tempo. Più tardi nascerà la moda post-sessantottina della barba dello sciupafemmine, quello che dice "scusate, due notti e due giorni così mi hanno stremato, che donna, non sono riuscito neanche a farmi la barba". Finzioni, naturalmente. Apparenze e messe in scena, ma le rivoluzioni sono fatte prima di tutto di gesti teatrali, di uniformi subito copiate dai creatori di moda. Da allora il femminismo, che era parte integrante della "nostra" rivoluzione, è morto e le donne assistono impassibili al più grande massacro che si sia mai fatto della loro dignità di donne e di ragazze che si adattano a ruoli subalterni e di potere. Dunque, ci risiamo? Tutti dicono che fischia il vento e urla la bufera, Liberazione lo giura, il Manifesto lo avverte nelle nari, ma in realtà credo che ci troviamo di fronte ad altro. A che cosa? Penso che la riforma Gelmini c'entri poco, per quanto io sia testimone del tormento dei miei amici fisici e ricercatori, tutti coloro che nel più ampio mondo della cultura, che non coincide tutto con quello della scuola, stanno affogando come in un sottomarino incagliato in una lenta agonia che non può più tornare a galla. Ma c'entra un'altra cosa: un vento che è nella storia e che come nel 1968 rischia di non essere capito, di non essere fiutato, o di essere liquidato per quel che – anche ma non solo – è: un vuoto di proposte, una assenza di politica concreta, una tentazione di strumentalizzare. Questo vento, o magari una brezza, si sente. Temo che questo Paese avverta una frattura, uno scompenso fra il Paese legale e il Paese reale che va al di là delle responsabilità di un singolo governo, specie di questo che sta governando da pochi mesi. Ma la spaccatura si avverte: la frattura generazionale è forte a Napoli e nel Sud, dove la scuola è di qualità inferiore e la società è di qualità inferiore e poiché oggi tutti viaggiano e vedono, queste inferiorità bruciano come piaghe. Si avverte nel diaframma fra Paese e Parlamento, perché gli agitatori della Casta hanno portato secchiate di benzina al rogo delle istituzioni. La spaccatura si avverte nella pochezza del sistema di comunicazione e informazione, di qualità molto bassa se confrontato con quello delle nazioni leader. La cappa di piombo della recessione possibile, della crisi finanziaria, di nuovi scenari di tensione e di guerra fanno il resto, oltre allo spirito teatrale e nichilista, eternamente coltivato da una sinistra vuota di idee, di proposte, di sogni, persino delle follie che dovrebbero costituire la natura, il Dna della sinistra, mentre la destra dovrebbe rappresentare il principio di realtà, il rispetto delle necessità di cassa, il rispetto delle regole. La sinistra italiana invece ha rovinato tutto: si traveste da destra e finge di saper dare lezioni alla destra, spingendo la destra a riempire vuoti che non sono suoi, e dunque a farlo di malagrazia. Che cosa fare allora? Credo che questo sia il momento di prestare il massimo ascolto, di evitare di dire che tutte le proteste assurde sono per l'appunto assurde, perché l'assurdo è un attore di prima linea in questa pièce teatrale che è la storia, una storia essenzialmente dell'assurdo. Capire e governare l'assurdo, accompagnarlo e intuirlo è stato sempre una rara virtù delle persone di cultura, meno sensibili al richiamo ragionieresco della grevità della condizioni di un bilancio o di un budget. Il Sessantotto è stato un insieme di assurdità reali, teatrali, significative specialmente quando sembravano e venivano bollate come insignificanti, velleitarie, inutili. Il governo dovrebbe imparare a emettere dei sensori, a infilarli nel corpo sconosciuto della società irrazionale e capire. Lo saprà fare? Io penso che oggi non ne abbia gli strumenti e non so se saprà capire la necessità di provvedersene. Intanto il lievito dell'irrazionale fa crescere questa panna montata che è la contestazione senza fine e senza storia, ma che alla fine finirà per trovarla la sua storia e allora sarà troppo tardi. Tutti diranno: "Io c'ero", mentre dovrebbero dire: "C'ero,ma non capivo" come accadeva in una bella e ormai vecchissima canzone di Jannacci, Prete Liprando, che cominciava con questo prologo: "Questa canzone è dedicata a tutti coloro che, pur assistendo a fatti storici importantissimi, non se ne accorgono nemmeno". Forse la nuova contestazione non sarà un fatto storico importantissimo, ma capire e saper travestire la propria mente per mescolarsi alla folla, sarebbe la vera operazione politica e culturale necessaria per agire nel modo più utile alla società che sta soffrendo una crisi ancora non indagata e dunque non ancora degna di una risposta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
N. 251 del 2008-10-19 pagina 0 Bossi: "L'opposizione isolata sogna di tornare a 40 anni fa" di Vincenzo La Manna Il Senatùr: "La sinistra ha perso gli operai, così punta su studenti e immigrati per occupare le piazze". Le pagelle: "La Gelmini sta lavorando bene. Il ministro più bello? è la Prestigiacomo" da Roma Polemiche sulla scuola? Acqua passata. Mariastella Gelmini "sta lavorando bene". Il Senatùr ribadisce il concetto. E da Como, piazzatosi all'arrivo del Giro della Lombardia, dà manforte al ministro dell'Istruzione. Tanto da bocciare in pieno i cortei e le proteste di questi giorni, diretti alla collega di governo. "La sinistra non ha più il proletariato interno", argomentaUmberto Bossi, convinto che per ripiego punti su quello "esterno", ovvero sugli immigrati, "a cui vuole dare il voto". Ma non solo. Sempre la sinistra, aggiunge il leader del Carroccio, "punta pure sui ragazzi, perché vuole fare un nuovo Sessantotto ". Il segretario leghista va a ruota libera. E, tanto per rimanere nel gergo ciclistico, tira la volata per il Colle al Cavaliere. Sempre che interessi davvero al diretto interessato. Ma intanto, per rispedire pure al mittente il "niet" preventivo di Massimo D'Alema, afferma: "Si dicono molte cose, ma sono i numeri che fanno la realtà ". Cioè, "la gente vota e, sulla base del consenso, uno diventa Presidente della Repubblica". Detto questo, aggiunge: "Poveraccio, non voglio augurargli un peso del genere". Ma se Silvio Berlusconi lo volesse, fa intendere, ci riuscirebbe. "Secondo me - ragiona infatti il ministro per le Riforme - ha un consenso abbastanza diffuso per arrivarci". Dal Quirinale al Pirellone il passo è breve. Il Senatùr non mostra di temere erosioni elettorali, in Lombardia, da parte dell'alleato Pdl. Insomma, non basta prendere posizione contro gli stanziamenti governativi in favore diRoma e Catania. "La gente non sbaglia, sa bene cosa è la Lega, chi è Formigoni e chi sono gli altri". I cronisti lo stuzzicano anche sul sindaco di Milano, Letizia Moratti, ma Bossi mantiene il suo passo: "Non sono preoccupato se si occupano del Nord. La gente, quando va a votare, sa bene cosa è la Lega". Il "capo", come viene chiamato dai suoi, si sofferma brevemente sulla crisi economica. "Dopo la recessione finanziaria c'è il rischio di una recessione produttiva - spiega -. Speriamo però di trovare una via di uscita". Poi, col sorriso sulle labbra, dà un dispiacere ai fan di Mara Carfagna. "Stefania Prestigiacomo è il più bel ministro che Berlusconi abbia avuto". Bossi non disdegna la battuta, smussando così la recente querelle ambientale tra Italia e Unione europea. Poi si fa serio e dice: "Il clima è cambiato e tutti sono preoccupati. La gente vuole cambiamenti, ma poi vuole la corrente elettrica e andare in macchina". Ecco perché "la soluzione è difficile da trovare". Si passa all'Expo 2015, al nodo governance ancora da sciogliere. E a chi gli chiede lumi sul provvedimento ad hoc da approvare, Bossi replica con un invito: rivolgete la domanda al premier e al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. "Comunque - afferma - penso che i tempi saranno rapidi". In ogni caso, il leader leghista spiega che "il primo decreto era sbagliato". Poi ribadisce la volontà di inserire nella società di gestione anche il comasco Leonardo Carioni, presidente dell'Unione delle Province lombarde: "Vorrei metterlo a Milano per l'Expo, ma dipende da lui. Ci vuole una persona che riesca a convincere i presidenti provinciali a fare degli investimenti forti". E a proposito di investimenti, Bossi dice la sua sulla realizzazione della Pedemontana. "La Lega - assicura - a differenza della sinistra, è in grado di trovare i soldi. Se il ministro del Tesoro ci dà mano libera, noi troviamo i quattrini per farla". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
IL MINISTRO A TORINO La contestazione è in agguato E la mobilitazione continua. Loredana Della Giorgia del Coordinamento Genitori racconta che "da un mese ogni sera il Coogen partecipa a un paio di assemblee e quasi ovunque i genitori fondano comitati contro i tagli alla scuola". Stessi ritmi anche per l'assessore regionale all'Istruzione Gianna Pentenero. "Le famiglie, in città e nei comuni più piccoli, sono assetate di informazione", spiega la rappresentante del Coogen. Martedì sera, in corso Ferrucci 65/a, ci sarà un'assemblea con i delegati delle scuole per decidere nuove iniziative. E i sindacati prevedono un presidio davanti all'Unione Industriale in occasione della visita del ministro Gelmini, martedì 28 alle 21. Gli inviti stanno andando a ruba anche tra gli studenti.
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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Bossi attacca Formigoni sul federalismo: quando va a votare la gente sa bene che cos'è la Lega "L'opposizione cerca un nuovo '68 Berlusconi? Vuole andare al Colle" PAOLO BERIZZI DAL NOSTRO INVIATO COMO - Dice Umberto Bossi che la sinistra vuole montare un nuovo Sessantotto. "Punta apposta sui ragazzi", li carica "contro la Gelmini e la sua riforma della scuola". Insomma: sono una strategia, secondo il senatur, i cortei di protesta degli studenti. Di più. Al disegno dell'opposizione sarebbe ascrivibile - spiega il ministro per le riforme - anche la ricerca del "consenso" di chi arriva nel nostro Paese. "Non avendo più un proletariato interno, puntano su quello esterno degli immigrati a cui vogliono dare il voto". Damiano Cunego ha appena tagliato il traguardo del Giro di Lombardia. La classica d'autunno, 242 km, partenza da Varese e arrivo a Como, in pieno suolo padano. "è uno sport fatto di fatica ma anche di astuzia, un po' come la politica", ebbe a dire. E così Bossi non si sottrae ai cronisti. Chi prova a provocarlo su Mariastella Gelmini, il ministro dell'Istruzione con il quale aveva pure spesso polemizzato nei mesi scorsi, rimane deluso: "Sì, sta lavorando bene", taglia corto. Bolla le manifestazioni studentesche come un "grimaldello" della sinistra che sogna una nuova rivolta sessantottina e dà il via libera all'eventualità di una futura corsa di Berlusconi al Quirinale: "Secondo me ha un consenso abbastanza diffuso per arrivarci. Ma io dico che sono i numeri che fanno la realtà. La gente vota e sulla base del consenso uno diventa Presidente". E di consenso parla anche riferendosi al governatore lombardo Formigoni e alle sue critiche a un federalismo che regala soldi a Roma e Catania: "Si preoccupa del Nord? Sono contento. Ma la gente non sbaglia, sa bene cosa è la Lega, chi è Formigoni e chi sono gli altri". Sul tonfo delle banche e sull'effetto domino che ne è seguito, Bossi è pessimista: "Dopo la recessione finanziaria sta arrivando quella produttiva. Speriamo di trovare la via d'uscita". Il ministro lancia poi segnali di cautela sui provvedimenti da adottare per l'ambiente: "Se si lancia un piano che poi altri paesi come gli Usa o il Brasile non accettano, allora si rischia di fare il paese "Don Chisciotte". Quindi calma, bisogna lavorarci su per trovare l'accordo migliore". Spazio a Expo e Infrastrutture, infine. "Il decreto sull'Expo? Chiedetelo a Berlusconi e a Tremonti. Comunque penso che i tempi saranno rapidi". I ritardi per il via libera della governance della manifestazione del 2015, secondo Bossi, sono dipesi dal fatto che "il primo decreto era sbagliato". Una battuta sulla realizzazione della Pedemontana: "Se il ministro del Tesoro ci da' mano libera, noi troviamo i quattrini per farla. La Lega, a differenza della sinistra, è in grado di trovare i soldi". Pronta la replica del presidente della Provincia di Milano Filippo Penati: "Le uniche risorse pubbliche stanziate per la Pedemontana sono quelle del governo Prodi, oltre 1 miliardo e 400 milioni. Il resto sono favole".
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da "Repubblica, La"
del 19-10-2008)
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La mia generazione Maestro unico "Scuola, nessun taglio al tempo pieno" Gelmini: noi governo di sinistra. Il Pd: con le classi differenziate instillate odio Molti dei precari che in piazza mi insultano hanno 35 o 40 anni. La mia età. Come potrei non avere a cuore il loro futuro? Col maestro unico non licenziamo nessuno: gli altri serviranno per le ore del tempo pieno Per i disabili i tagli li aveva già decisi Prodi MARIA NOVELLA DE LUCA DAL NOSTRO INVIATO NORCIA - La risposta arriva da qui, dalla calma delle colline umbre. Da Norcia, città di San Benedetto, luogo di pellegrinaggi devoti e di un forte elettorato di centrodestra. Parla davanti ad una piccola platea il ministro Maria Stella Gelmini, nell'aula del palazzo comunale. Un incontro previsto da mesi per le giornate della "Fondazione Magna Carta", ma la titolare dell'Istruzione, pantaloni neri e camicia viola elettrico, sa che le sue parole avranno eco, e così l'intervento si trasforma in una risposta politica alla durissima manifestazione di venerdì, quando in 500.000 tra studenti e lavoratori l'hanno attaccata come da tempo non accadeva ad un ministro. Con un tono deciso, a volte addirittura emotivo il ministro di Forza Italia, che ha una mamma e una sorella maestre elementari, chiede di fare chiarezza. "La disinformazione sui nostri progetti di riforma - dice tra gli applausi - è stata così forte che le famiglie italiane cominceranno davvero a credere che noi vogliamo togliere il tempo pieno, o tagliare gli insegnanti di sostegno ai bimbi disabili, mentre noi abbiamo così a cuore i bisogni della gente che sembriamo un governo di sinistra". Risate in sala. La Gelmini comincia con il maestro unico: "Lo vogliamo ripristinare non per ragioni di bilancio ma perché per i bambini è più educativo avere una sola figura di riferimento che due o tre. Ma non licenzieremo nessuno: gli altri maestri serviranno per coprire le ore del tempo pieno". Ancora sulla scuola elementare, uno degli argomenti più delicati: "Non è vero che vogliamo tagliare gli insegnanti di sostegno agli alunni disabili. Semplicemente applichiamo una norma contenuta nella Finanziaria del governo Prodi, che stabiliva un docente ogni due piccoli diversamente abili". Il ministro Gelmini, non tralascia nulla, tocca ogni punto. Si capisce che quanto accade da nord a sud l'ha colpita, preoccupata. Così attacca: "I media hanno la responsabilità di aver creato un allarme sociale, e questo fa crescere la protesta... Ma le risorse sono quelle che sono. Ogni bambino che nasce oggi ha già un debito sulla testa di 30.000 euro. E l'esigenza di razionalizzazione non l'ha inventata il governo Berlusconi: se si leggono i documenti si vede che già nel 1989 si parlava di spesa fuori controllo". I cittadini di domani. "La Costituzione - ricorda la Gelmini, confermando la sintonia con il presidente Napolitano - è la nostra bibbia laica. Per questo ci vuole l'educazione civica". Il ministro non ci sta però a prendersi anche l'accusa di razzismo. E corregge il tiro degli alleati. "La Lega ha sbagliato a parlare di classi - ponte. Ma il problema c'è, è giusto che i bimbi stranieri vengano aiutati ad imparare la nostra lingua, e per questi stiamo creando degli appositi corsi di italiano". Ma dal Pd la risposta è immediata: "La sostanza non cambia, si tratta di provvedimento razzista, le classi separate instillano odio". Infine l'università. "Mi dispiace vedere il clima dell'università. Mi dispiace vedere che tra le prime duecento università del mondo non c'è nemmeno un ateneo del nostro paese, ma dobbiamo renderci conto che 5.500 corsi di laurea sono troppi tenendo conto che il 50 per cento degli studenti a questa laurea non arriva mai. Bisogna puntare al ringiovanimento del corpo docente, i rettori dovranno avere un limite temporale di incarichi, presenterò un disegno di legge per la riforma del reclutamento dei docenti". Parla per un'ora e mezza il ministro. E conclude: "Molti dei precari che in piazza mi insultano hanno 35 o 40 anni. La mia età. Come potrei non avere a cuore il loro futuro?".
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da "Giornale.it, Il"
del 19-10-2008)
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N. 251 del 2008-10-19 pagina 4 Gelmini: "Bene le sezioni per immigrati Sono utili ma non chiamiamole "ponte"" di Redazione Le sezioni di ingresso sono utili all'integrazione, ma il ministro Gelmini boccia la definizione di "classi ponte". "È sbagliato chiamarle classi ponte, come le definisce la Lega - ha spiegato il ministro al convegno su Educazione e libertà della fondazione Magna Carta - perché danno il senso della divisione tra studenti di serie A e di serie B. Invece è l'inizio di una vera integrazione all'interno della scuola. Non si può parlare di integrazione quando ci sono bambini immigrati che non conoscono la lingua e la Costituzione repubblicana". "Evocare lo spettro del razzismo di fronte a un problema didattico - ha aggiunto - è completamente fuorviante. I ragazzi di 10 anni da poco arrivati in Italia senza il passaggio nelle classi di ingresso si troverebbero nelle classi normali. Abbandonarli a se stessi è un atto contro l'integrazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 19-10-2008)
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N. 251 del 2008-10-19 pagina 3 "Evviva, torna la piazza" Così la sinistra vuol coprire il suo vuoto di Redazione Nel Sessantotto c'ero, un po' vecchiotto (appena sotto i trenta) ma c'ero. Anzi, insegnavo storia e filosofia e andavo a fare la rivoluzione con i miei studenti. Che cosa è rimasto? No, non si può dire nulla. No, non si può neanche dire soltanto che siano rimasti danni (come sostiene Sarkozy e una corrente del pensiero di destra). Ma diciamo che c'è rimasto poco. In quel poco c'è stato un netto, forte, drastico cambio di costume, di comportamenti, abbigliamenti, libertà individuali. Se queste libertà fossero progressive o no, è questione di lana caprina e gusti personali. Un vecchio psicoanalista mi disse che il Sessantotto era stato come una forte mareggiata che sconquassa la banchina, spazza via i moli, danneggia le barche e le case, ma lascia poi sulla sabbia qualche perla, qualche scrigno di galeone. Oggi si grida molto "riecco il Sessantotto", e lo gridano coloro che dal nuovo Sessantotto non ricaverebbero nulla, come gli studenti non sfiorati dalla riforma Gelmini. Ma la storia, se una cosa insegna, è che non si ripete mai. Mai nello stesso modo. I corsi e i ricorsi di Vico non si trovano in natura. Dunque un altro Sessantotto è impossibile, anche se nel nostro anno l'otto c'è e dunque fa cifra tonda: sono passati quarant'anni da quando una generazione con capelli a spazzola, camicia aperta, volti rasati, dette l'assalto a una ferraglia di mondo che veniva direttamente dall'Ottocento e dalle due guerre mondiali, con tante cose buone dentro ma pieno di autoritarismo senza autorità, di spreco della ragione, di offesa della ragione. Ne venne fuori uno scontro romantico, che provocò molti più reduci che combattenti. Da allora le occupazioni universitarie diventarono parte del corso degli studi, le lunghezze di capelli e barbe materia di libera interpretazione, anche se allora non si vedevano le barbe col pizzetto o disegnate col rasoio, come accade oggi. La nostra barba era selvatica come la capigliatura e voleva dire siamo in guerra, siamo alla macchia, non abbiamo tempo. Più tardi nascerà la moda post-sessantottina della barba dello sciupafemmine, quello che dice "scusate, due notti e due giorni così mi hanno stremato, che donna, non sono riuscito neanche a farmi la barba". Finzioni, naturalmente. Apparenze e messe in scena, ma le rivoluzioni sono fatte prima di tutto di gesti teatrali, di uniformi subito copiate dai creatori di moda. Da allora il femminismo, che era parte integrante della "nostra" rivoluzione, è morto e le donne assistono impassibili al più grande massacro che si sia mai fatto della loro dignità di donne e di ragazze che si adattano a ruoli subalterni e di potere. Dunque, ci risiamo? Tutti dicono che fischia il vento e urla la bufera, Liberazione lo giura, il Manifesto lo avverte nelle nari, ma in realtà credo che ci troviamo di fronte ad altro. A che cosa? Penso che la riforma Gelmini c'entri poco, per quanto io sia testimone del tormento dei miei amici fisici e ricercatori, tutti coloro che nel più ampio mondo della cultura, che non coincide tutto con quello della scuola, stanno affogando come in un sottomarino incagliato in una lenta agonia che non può più tornare a galla. Ma c'entra un'altra cosa: un vento che è nella storia e che come nel 1968 rischia di non essere capito, di non essere fiutato, o di essere liquidato per quel che - anche ma non solo - è: un vuoto di proposte, una assenza di politica concreta, una tentazione di strumentalizzare. Questo vento, o magari una brezza, si sente. Temo che questo Paese avverta una frattura, uno scompenso fra il Paese legale e il Paese reale che va al di là delle responsabilità di un singolo governo, specie di questo che sta governando da pochi mesi. Ma la spaccatura si avverte: la frattura generazionale è forte a Napoli e nel Sud, dove la scuola è di qualità inferiore e la società è di qualità inferiore e poiché oggi tutti viaggiano e vedono, queste inferiorità bruciano come piaghe. Si avverte nel diaframma fra Paese e Parlamento, perché gli agitatori della Casta hanno portato secchiate di benzina al rogo delle istituzioni. La spaccatura si avverte nella pochezza del sistema di comunicazione e informazione, di qualità molto bassa se confrontato con quello delle nazioni leader. La cappa di piombo della recessione possibile, della crisi finanziaria, di nuovi scenari di tensione e di guerra fanno il resto, oltre allo spirito teatrale e nichilista, eternamente coltivato da una sinistra vuota di idee, di proposte, di sogni, persino delle follie che dovrebbero costituire la natura, il Dna della sinistra, mentre la destra dovrebbe rappresentare il principio di realtà, il rispetto delle necessità di cassa, il rispetto delle regole. La sinistra italiana invece ha rovinato tutto: si traveste da destra e finge di saper dare lezioni alla destra, spingendo la destra a riempire vuoti che non sono suoi, e dunque a farlo di malagrazia. Che cosa fare allora? Credo che questo sia il momento di prestare il massimo ascolto, di evitare di dire che tutte le proteste assurde sono per l'appunto assurde, perché l'assurdo è un attore di prima linea in questa pièce teatrale che è la storia, una storia essenzialmente dell'assurdo. Capire e governare l'assurdo, accompagnarlo e intuirlo è stato sempre una rara virtù delle persone di cultura, meno sensibili al richiamo ragionieresco della grevità della condizioni di un bilancio o di un budget. Il Sessantotto è stato un insieme di assurdità reali, teatrali, significative specialmente quando sembravano e venivano bollate come insignificanti, velleitarie, inutili. Il governo dovrebbe imparare a emettere dei sensori, a infilarli nel corpo sconosciuto della società irrazionale e capire. Lo saprà fare? Io penso che oggi non ne abbia gli strumenti e non so se saprà capire la necessità di provvedersene. Intanto il lievito dell'irrazionale fa crescere questa panna montata che è la contestazione senza fine e senza storia, ma che alla fine finirà per trovarla la sua storia e allora sarà troppo tardi. Tutti diranno: "Io c'ero", mentre dovrebbero dire: "C'ero, ma non capivo" come accadeva in una bella e ormai vecchissima canzone di Jannacci, Prete Liprando, che cominciava con questo prologo: "Questa canzone è dedicata a tutti coloro che, pur assistendo a fatti storici importantissimi, non se ne accorgono nemmeno". Forse la nuova contestazione non sarà un fatto storico importantissimo, ma capire e saper travestire la propria mente per mescolarsi alla folla, sarebbe la vera operazione politica e culturale necessaria per agire nel modo più utile alla società che sta soffrendo una crisi ancora non indagata e dunque non ancora degna di una risposta. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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N. 251 del 2008-10-19 pagina 4 Parla il sindaco dei no global "Sì alle classi per stranieri" di Marino Smiderle da Vicenza "Parliamone". Già questa, per un sindaco di Vicenza che molti hanno da tempo arruolato nell'esercito dei no global per via della sua battaglia combattuta, fin dall'inizio, a fianco dei No Dal Molin, è una presa di posizione coraggiosa. Di fronte al popolo degli studenti che affolla le piazze con striscioni scimmiottati proprio dai No Dal Molin e storpiati, usando gli stessi caratteri grafici, in "No Gelmin", il fatto che Achille Variati sia disposto a prendere in considerazione l'ipotesi di introdurre nelle scuole italiane delle classi separate per quegli immigrati che non padroneggiano l'italiano, è un segnale forte. "A Vicenza gli studenti stranieri sono tanti - osserva il sindaco - e cercare di integrarli al meglio è un nostro obiettivo primario. Nel loro interesse e anche nell'interesse di tutti gli studenti italiani che hanno diritto a un servizio formativo che funzioni. Per questo io credo che dobbiamo essere pronti a prendere in considerazione tutte le ipotesi sul tappeto in grado di portare un contributo alla risoluzione di questo problema". Variati, ex capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, è stato eletto a sorpresa primo cittadino di una città di centrodestra come Vicenza nelle file di una coalizione di centrosinistra composta dal Pd e da una lista civica che portava il suo nome. Ha vinto contro tutto e contro tutti. Soprattutto contro Veltroni, Rutelli e gli altri maggiorenti del Pd nazionale che non gli hanno mai perdonato la sua posizione filo-No Dal Molin. E adesso, dopo aver fatto svolgere un referendum-sondaggio sulla base militare americana a Vicenza anche contro il pronunciamento del Consiglio di Stato, può prendersi il lusso di prendere posizioni "eretiche" anche in materia di istruzione. Un sindaco no global che sta con la Gelmini e la Lega? L'interessato obietterebbe che non si sente un no global (ma molti vicentini lo percepiscono così per averlo visto spesso sulle barricate) e, meno che mai, con la Gelmini e il Carroccio. Però, dopo l'iniziativa presa dall'amministrazione provinciale di Vicenza, guidata dal leghista Attilio Schneck, anche il Comune ci tiene a fa sapere che sta lavorando sui temi della scuola e della formazione. E se l'assessore provinciale all'istruzione, Morena Martini (Forza Italia), ha già spedito una lettera alla commissione cultura alla Camera per candidarsi a fare da esperimento pilota per le classi separate, l'assessore comunale Alessandra Moretti (Lista Variati) sta studiando varie soluzioni. "Non sono pregiudizialmente contrario all'istituzioni di classi separate per stranieri - precisa Variati - a patto che questo provvedimento non si riveli una scorciatoia per ghettizzare gli immigrati. Qualche mese, al massimo un anno, per mettersi in pari con la lingua e poi riuscire a frequentare i corsi normali con maggiori possibilità di successo, potrebbe anche essere un percorso praticabile. Soprattutto, è chiaro, quando si parla di istruzione secondaria superiore". La situazione, secondo il sindaco, è diversa nelle altre scuole. "In caso di scuole materne ed elementari, è chiaro che l'esigenza di dividere gli stranieri perché imparino l'italiano è minore. Piuttosto, in questo caso, noi stiamo valutando la possibilità di distribuire in maniera equa tra tutti gli istituti cittadini gli studenti immigrati, in modo da non creare concentrazioni negative in primis per gli stessi stranieri. Il tutto, sia chiaro, avendo sempre come obiettivo il miglioramento del servizio offerto dalle scuole e l'integrazione che da noi, fortunatamente, è già molto buona". Insomma, Variati è disposto a parlarne. E non chiude a priori le porte in faccia alla mozione Cota. "Non c'entra l'ideologia, c'entra il tentativo di migliorare la scuola italiana", aggiunge il sindaco. Vuoi vedere che, dopo tante battaglie verbali sui No Dal Molin, Variati si trova finalmente d'accordo con il governatore Galan? Ovviamente no. "Il bambino impara molto di più e meglio se viene messo insieme con i suoi coetanei che già parlano italiano", ha dichiarato il presidente del Veneto. Le schermaglie tra i due continuano, a parti invertite. La Lega Nord annota. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 19-10-2008)
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N. 251 del 2008-10-19 pagina 4 Quel signor maestro amato da tutti che oggi all'improvviso fa paura di Redazione "B uon giorno, signor maestro. Buon giorno, signor Perboni. Alcuni entravano, gli toccavano la mano e scappavano. Si vedeva che gli volevan bene e che avrebbero voluto tornare con lui". Perboni è il "maestro unico" del libro Cuore, una figura che tutti i pedagogisti d'Italia, ma non solo i pedagogisti, i pedagoghi; e non solo i pedagoghi, ma gli alunni di tante generazioni; e non solo gli alunni di tante generazioni, ma i loro genitori; e i nonni, e i parenti tutti hanno amato. Amato e rimpianto. Ed ecco che grazie a una riforma, torna, del tutto inaspettato, Perboni. E che cosa accade? Accade che i pedagogisti, i pedagoghi, gli alunni e i genitori degli alunni, lungi (ben lungi) dall'esultare, fischiano, tuonano, minacciano, danno del "mostro" a chi ha avuto l'intelligenza (e il coraggio) di riproporre questa figura. È vero che spesso il maestro non ha lo stesso livello di preparazione nelle materie scientifiche e in quelle umanistiche, ma un insegnante delle elementari - a mio giudizio - deve innanzitutto privilegiare lo sviluppo psichico dei suoi studenti, il che non avviene col team (con tre maestri esiste una sorta di dispersione affettiva). Ma quale Perboni ripropone il ministro Gelmini? Quale Perboni e (soprattutto) quale scuola? Non certo il maestro dell'Ottocento con una ruga sulla fronte, che non ride mai (così è descritto il personaggio nel libro di De Amicis) e per il quale la Storia è innanzitutto il Risorgimento, ma un maestro del Duemila che magari veste in jeans come i suoi alunni, ride di gusto, gioca a pallone con loro, fa uso di computer e conosce la realtà e i sogni dei suoi scolari. Non il maestro dei tempi di Dickens, certamente, che batteva con la verga i poveri disgraziati e appuntava sulla schiena dei somari cartelli infamanti, ma il maestro che oltre a insegnare allestisce con gli alunni il presepe, li porta in gita, si permette - finanche - di raccontare e ascoltare storielle piccanti. Un maestro moderno, insomma. E la scuola? Giorni fa Repubblica, nel suo Diario, alla voce Scuola titolava: "Se l'Italia arretra tra condotta e grembiulini". Mi (e vi) domando: è arretrare presentarsi a scuola in un'uniforme che promuove l'immagine dell'uguaglianza e educa a non soggiacere al consumismo? È arretrare esprimere un giudizio sul comportamento in classe di uno scolaro (specie in tempi di bullismo come questi) e nel caso bocciare? È arretrare ripristinare lo studio dell'educazione civica e della Costituzione italiana, in un paese che ha smarrito l'identità storica? È arretrare o viaggiare verso il futuro introdurre a scuola lavagne elettroniche, computer e calcolatrice? Mai contestazione di piazza fu viziata da tanta ignoranza. Per esempio sul tempo pieno. La gente non sa o finge di non sapere che il ritorno del maestro unico non pregiudicherà il tempo pieno. Chi sceglierà infatti le 40 ore avrà ancora due insegnanti, che si divideranno le materie. Contro il ministro e il governo si sono letti cartelli quali "Berlusconi e Gelmini, farete la fine di Mussolini", "La Gelmini mangia i bambini". E a portare questo cartello era un bimbo, tenuto per mano da un genitore. Vergogna, genitore! Ecco un uomo che non vorrei papà per nessuno, e meno che mai maestro unico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa COMUNE COMUNE A quando i lavori in sala Baleari? Pisa ha la fortuna di ospitare le sedute del consiglio comunale in una sala, chiamata "Sala delle Baleari", nota per la sua suggestione e bellezza. Purtroppo la sala non esprime al meglio le sue potenzialità in quanto necessita, a mio avviso, di urgenti lavori di restauro: se gli affreschi che decorano le pareti sono stati messi in sicurezza con appositi pannelli in plexiglass non altrettanto si può dire del pavimento che versa in pessime condizioni di manutenzione. Sono presenti, infatti, numerose crepe che si diramano in tutte le direzioni; in un punto - all'ingresso dello spazio destinato alla giunta e ai consiglieri, là dove è presente l'apertura della balaustra - addirittura, la crepa è talmente larga e profonda che qualcuno ha ritenuto opportuno nasconderla coprendola con un pezzo di guida rossa. Questo artifizio naturalmente non solo non risolve il problema ma crea una situazione di potenziale pericolo dato che, non potendo vedere il lungo buco sul pavimento, gli avventori della sala in più di una occasione sono inciampati. Per questi motivi chiedo all'assessore competente di sapere quando e come verrà ristrutturato il pavimento della sala riportandolo ad uno stato più decoroso ed eliminando così il rischio che qualcuno posso farsi male cadendo. Antonio Maffi LOGGE DI BANCHI Una festa contro il razzismo Sabato 11 ottobre in Banchi si è svolta una grande festa antirazzista sotto le logge di Banchi. Centinaia di persone, migranti e italiani, hanno dato vita ad un gioioso momento di incontro autorganizzato, per testimoniare che Pisa è una città solidale e aperta all'incontro di culture. Dopo i ripetuti presidi al Duomo e in Logge di Banchi contro la proposta di un'ordinanza anti-borsoni, l'assemblea antirazzista ha ideato una forma di protesta che fosse anche un momento di socialità tra i migranti e la cittadinanza. Infatti sotto le Logge centinaia di bambini, studenti, semplici passanti, si sono uniti ai canti e alle danze senegalesi che fin dal pomeriggio hanno rallegrato la piazza. Alle 19 è stata proiettata anche la partita Senegal-Gambia, durante la quale i cori a sostegno del Senegal si sono mescolati a quelli dei tifosi del Pisa. Alle 21 poi è stata offerta una grande cena senegalese alle circa 500 persone partecipanti. La festa è terminata con un inaudito corteo notturno, che al grido di "Siamo tutti clandestini. Lavoro e dignità!" si è diretto verso il Polo Carmignani occupato, a portare la solidarietà agli studenti che lottano contro la legge 133. Assemblea Antirazzista GETTONE Un accordo che soddisfa tutti Nella seduta del consiglio di giovedì scorso, con l'approvazione della delibera di corresponsione del gettone di presenza per i consiglieri comunali, si è concluso positivamente e grazie alla propositiva collaborazione di tutti i soggetti coinvolti una delicata questione, che si trascinava dalla precedente amministrazione. Come presidente del consiglio mi preme fare alcune valutazioni politiche istituzionali sugli obbiettivi raggiunti e sull'importanza del percorso fatto, ripeto tutti insieme e con spirito propositivo. Tra i punti più significativi della delibera ricordo l'entità del gettone di presenza, fissato nella cifra 72,00 per ogni seduta del consiglio, delle commissioni, e di ogni organo previsto dallo Statuto e cosa importante dietro verifica che il consigliere abbia partecipato ad almeno il 50% della durata di ogni seduta. Mi preme sottolineare a questo punto che questo risultato è il frutto di un serrato e valido lavoro collegiale che, sin dall'inizio ha avuto come obbiettivo il raggiungimento del consenso dell'intera assemblea. Ringrazio perciò l'ufficio di presidenza, i commissari della IV Ccp, presieduta dal consigliere Antonio Mazzeo, che hanno saputo ascoltare e sintetizzare le diverse istanze che venivano da tutte le forze politiche e hanno saputo avvalersi dell'importante supporto tecnico giuridico della dottoressa Angela Nobile e dell'avvocato Pietro Pescatore. Il lavoro proficuo di tutti questi soggetti ha messo in grado questa presidenza di presentare all'assemblea e alla cittadinanza un documento che mostra un consiglio in grado di darsi regole in modo unitario e lavorare serenamente al di là delle proprie differenze politiche. Titina Maccioni LA PROTESTA Fermiano i tagli all'università Negli ultimi due giorni la cosiddetta generazione invisibile è scesa nelle piazze del paese e della nostra città, Pisa, per rendersi attrice di un momento storico per la mobilitazione studentesca italiana. La stupefacente ottusità del d.l. Tremonti che, in maniera del tutto irrazionale e generalizzata, impone tagli all'università pubblica sta mobilitando studenti, ricercatori precari e personale tecnico amministrativo. Il blocco del turn over imposto da questo taglio non solo stroncherà il futuro lavorativo di migliaia di ricercatori che per anni con stipendi risibili hanno permesso, non senza entusiasmo, che l'università italiana potesse sopravvivere, ma significherà anche la riduzione dei corsi, e in generale un'università sempre più dequalificata e delegittimata. L'agonia dell'università pubblica è ormai iniziata da decenni, con le riforme in questo caso quasi bipartisan dei partiti del centro destra e del centro sinistra: il 3+2, la proliferazione dei corsi di laurea e delle sedi universitarie, i continui tagli al settore pubblico. Ma col d.l. Tremonti, non abbiamo a che fare con una magari contestabile riforma del sistema dell'istruzione, ma con un carico di disprezzo, neanche celato, nei confronti dei lavoratori del settore pubblico, ormai considerati fannulloni e nei confronti della cultura. Se il dl Tremonti passerà, all'università pubblica e universale, sarà inferto il colpo mortale e finale che consentirà l'ingresso del privato, come già è accaduto in altri servizi di pubblica utilità. Le università saranno trasformate in fondazioni private sul modello americano, un modello che noi non possiamo accettare e che oltretutto non avrebbe modo di funzionare in Italia. Luca Barbuti segretario Prc ATENEO Con le fondazioni avremo nuova linfa Alcuni docenti delle università Italiane, unitamente agli studenti, protestano contro la cosiddetta riforma Gelmini che, a loro dire, produrrebbe effetti drammatici sull'Università Italiana. Si afferma infatti che "la riduzione al 20% del turnover delle unità del personale non significa soltanto uno sfoltimento senza precedenti di tante discipline specialistiche in cui la cultura italiana primeggia nel mondo. è tutto il processo di rinnovamento del corpo docente italiano - gravato da una anzianità elevata - ad essere compromesso per i decenni a venire. A tanti nostri valentissimi giovani l'avvenire nella ricerca e nell'insegnamento viene definitivamente precluso". Ma perché i nostri professori e rettori parlano come se loro fossero all'università come semplici spettatori e non come parti che hanno, in diversa misura e responsabilità, preso parte a configurarla quale essa è oggi? La facoltà che viene poi data a ciascuna università dalla Gelmini di trasformarsi in Fondazione privata è poi rifiutata pregiudizialmente adducendo ad esempio il fallimento di sistemi come quello americano che su un modello simile poggiano oramai da qualche lustro. Ma proprio in America abbiano le migliori università del mondo nelle quali lavora una grossa percentuale dei migliori scienziati del mondo e che sono strapiene di italiani mentre non la stessa cosa può dirsi per quelle italiane! L'opportunità di trasformarsi in Fondazioni è invece una possibilità del tutto nuova, che consentirebbe alle università di attuare politiche più efficienti di ricerca, reclutamento dei professori e offerta didattica. Francesco Felloni coordinatore Fi.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Moltissime le persone in piazza ma l'opinione pubblica è tiepida Noi riteniamo che il movimento spontaneo che si è creato e che ha portato in piazza dei Cavalieri oltre tremila persone (tra studenti, professori e personale Ta) sia l'espressione genuina di un disagio profondo sulle tematiche dell' istruzione e della ricerca che i recenti provvedimenti governativi hanno accentuato e fatto precipitare. è giusto quindi che si protesti ma - dal punto di vista politico - è doveroso fare alcune considerazioni chiare. I socialisti - come noto - sono perché il sistema dell'istruzione (come quello sanitario) sia interamente pubblico. In questo senso la lotta che si delinea - anche sul terreno dell'istruzione media e superiore - deve rivendicare anche la dimensione pubblicistica di tutta l'istruzione nel senso che nemmeno un euro di pubblico denaro deve andare alle scuole confessionali e private: non abbiamo ben capito - ad. es - la posizione del Pd che al suo interno ha filoni consistenti favorevoli al finanziamento pubblico delle scuole cattoliche. Sull' Università è noto che l'Italia sia il Paese che crede meno nell'alta formazione spendendo meno dell' 1% del Pil in tale settore. I provvedimenti governativi abbasseranno ulteriormente e vergognosamente tale spesa. Tuttavia il problema è anche quello di capire perché siamo arrivati al punto che - di fronte ad un provvedimento così indecoroso - l'opinione pubblica sia largamente tiepida e disponibile a farsi imbonire dalla virtualità berlusconiana. Forse alcuni che oggi si sono gettati nella protesta non hanno tutte le carte in regola per guidarla: se l'Università è in queste condizioni probabilmente è perchè anche coloro che dovevano garantire con correttezza l'esercizio dell' autonomia universitaria hanno profondamente deluso e l'opinione pubblica non si dimentica del clima che ha caratterizzato molti degli scandali negli atenei italiani. Rolando Vivaldi Psi (comitato di Pisa).
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da "Centro, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Premio Grinzane Vecchioni: no alla riforma della scuola TORINO. Uomo concreto, con i suoi 38 anni di insegnamento nella scuola pubblica, ma anche di poesia tenuto conto dei suoi tantissimi dischi e romanzi, Roberto Vecchioni, che ieri ha ricevuto ad Alba il Premio Grinzane Cavour Alba Pompeia, si dice molto amareggiato per come, ancora una volta, in Italia si tratta la scuola. "La scuola non è un fattore politico, ma tutti gli ultimi governi italiani l'hanno trattata come tale", ha detto Vecchioni, autore di canzoni come Samarcanda, Luci a San Siro, Milady, Sogna ragazzo sogna, "e una sua riforma non dovrebbe essere un atto politico, ma tecnico". A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore-professore vorrebbe che la discussione "intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale". "Ci sono aspetti in questa riforma anche positivi", ha aggiunto, "come il richiamo ad una maggiore serietà, non parlo del voto in condotta che mi fa ridere, l'introduzione dell'educazione civica e della storia delle regioni, ma altri sono molto discutibili". Vecchioni si detto poi molto contento di essere stato insignito del premio Grinzane Cavour Alba Pompeia destinato a persone, enti o istituzioni che si sono impegnati nella valorizzazione del territorio. "Per me occuparsi del territorio ha un significato traslato", ha concluso. "Significa amare la gente e le cose di questo mondo partendo dal basso, dalle cose che accadono. Vuol dire parlare di habitat delle persone, di ricerca di armonia, di solidarietà, una questione di affettività".
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Spettacolo Basta guerre sulla pelle della scuola Il professor Roberto Vecchioni: la riforma un atto tecnico e non politico La cantante entusiasta: "Ci hanno messo tutti il cuore soprattutto Morandi e Jovanotti" TORINO. Con i suoi 38 anni di insegnamento nella scuola pubblica, ma anche di poesia tenuto conto dei suoi tantissimi dischi e romanzi, Roberto Vecchioni, che ieri ha ricevuto ad Alba il Premio Grinzane Cavour Alba Pompeia, si dice molto amareggiato per come, ancora una volta, in Italia si tratta la scuola. "La scuola non è un fattore politico, ma tutti gli ultimi governi italiani l'hanno trattata come tale - ha detto Vecchioni - e una sua riforma non dovrebbe essere un atto politico, ma tecnico". A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore professore vorrebbe che la discussione intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su "una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale". "Ci sono aspetti in questa riforma anche positivi - ha aggiunto - come il richiamo ad una maggiore serietà, non parlo del voto in condotta che mi fa ridere, l'introduzione dell'educazione civica e della storia delle regioni, ma altri molto discutibili". Circa il ricorso al maestro unico Vecchioni dice: "non entro troppo nel merito perchè non ho un'idea chiarissima, ma credo che 3 0 4 insegnanti siano meglio di uno, anche, non nascondiamocelo, per dare più lavoro ai tanti maestri vergognosamente precari da anni in Italia. Comunque sia i ragazzi tendono sempre ad individuarne uno di riferimento in cui riporre fiducia. Dire che in Europa c'è il maestro unico quasi dappertutto è mistificatorio e inutile secondo me, perchè, ditemi voi, cosa abbiamo a che fare noi con i danesi o i ceceni. Avremo per caso lo stesso modo di concepire e diffondere la cultura?". Lo scacco dell'Italia sulla scuola per Vecchioni è grave anche perchè "dovremmo essere noi a dare al mondo lezioni di illuminismo e di scienza, invece siamo gli ultimi della lista".
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da "Provincia Pavese, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
IL CASO BARATTOLO Pavia antifascista si deve svegliare L'aggressione nazi-fascista della sera del 15 ottobre ai ragazzi del Barattolo, dovrebbe una volta di più suscitare l'allarme della nostra città, Pavia. Cittadini ed istituzioni devono capire la gravità del clima che sta avvelenando la convivenza di questo Paese. Non si tratta solo di esprimere solidarietà ai ragazzi che sono stati attaccati e feriti vigliaccamente dalle squadracce, ma di capire che qualcosa di estremamente pericoloso sta avanzando. Una mutazione culturale, basata su un'idea di società egoista, racchiusa sulla difesa dei singoli interessi individuali, paralizzata dalla paura dello straniero, del diverso, di chi vorrebbe vivere una civiltà più umana, più predisposta alla ri-costruzione di una nuova socialità. I giovani (e non solo giovani) che lavorano intorno al centro sociale Il Barattolo sono un esempio di questa resistenza culturale. La loro generosità era già emersa in occasione dello sgombero dei Rom. Il loro contributo al dibattito culturale della nostra pigra città è dimostrato da decine di iniziative. La loro capacità di mobilitazione su tutte le battaglie sociali e civili è conosciuta da tutti quelli che masticano politica nella nostra città. Mai una loro iniziativa è uscita dai binari della correttezza e della non-violenza. Il loro atteggiamento di fronte all'aggressione della notte del 15 ottobre è stato un esempio di coraggio, di senso civico e di difesa dei valori costituzionali. Non hanno ceduto all'ira, al desiderio di vendetta. Hanno aspettato (e quanto hanno aspettato) che le Istituzioni competenti facessero il loro dovere. Hanno subìto atteggiamenti poco rispettosi all'interno della questura. Eppure sono ancora in piazza a difendere non solo un loro spazio, ma la possibilità di tenerne aperti altri. Per impedire che nessuno spazio democratico, civile, culturale sia chiuso anche a tutti noi. Altre volte Il Barattolo ha subito attacchi e aggressioni dai nazi-fascisti e la Pavia antifascista si era sempre stretta attorno a loro. Al presidio del 16 ottobre mancava qualcosa e qualcuno. Pavia antifascista svegliati: chiedi con forza che queste cose non accadano più. Che Forza Nuova non possa più aprire le sue sedi incunaboli di violenza e razzismo in questa città. Marta Ghezzi Gianni Radici Antonio Corbeletti Massimo Nizzoli Antonia Bottini Ilaria Lista Ezio Sartoris e Franco Vanzati Pavia Scuola, i meriti del ministro Gelmini La riforma della scuola portata avanti dal ministro Gelmini va nella giusta direzione e non potrà che dare benefici a bambini e famiglie della nostra città e della nostra provincia. La raccolta di firme e le manifestazioni anti-Gelmini che vanno in scena in questi giorni anche a Pavia sono frutto di un'impostazione ideologica e colma di menzogne. Il maestro unico è un ritorno al passato ed è pericoloso per la formazione dei ragazzi? Tutt'altro. Con il maestro unico o prevalente il sistema educativo italiano era tra i primi al mondo secondo gli indicatori dell'Ocse. La figura del maestro unico o prevalente è fondamentale per accompagnare bambini e bambine nei primi anni di educazione fungendo da punto di riferimento chiaro in una fase della vita tanto importante e delicata. Il maestro unico o prevalente, inoltre, è presente in tutti i Paesi dell'Unione europea, Francia, Germania, Inghilterra in testa. E' solo la sinistra italiana che fa credere ad alcune famiglie e ad alcuni insegnanti, spesso con l'appoggio di alcuni sindacati che non hanno certo a cuore il bene della scuola, che il maestro unico sia una rovina. Non è assolutamente vero, in secondo luogo, che verrà abolito il tempo pieno. Anzi, con il ritorno del maestro unico il tempo pieno aumenterà del 50%, aiutando concretamente le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano tutto il giorno. Il ministro Gelmini vuole valorizzare il merito ed esportare in tutta Italia il modello lombardo del buono scuola, un modello improntato alla libertà di scelta e ad una concorrenza che fa realmente bene a tutto il sistema scolastico. Filippo Cavazza responsabile scuola Forza Italia, Pavia Scuola, è controriforma Anche Pavia dice no L'ottima partecipazione alla serata "salviamo la scuola" organizzata da Pd di Pavia evidenzia anche nella nostra città una grossa preoccupazione per gli effetti della "riforma" Gelmini sulla scuola. Prima di tutto non si tratta di una riforma della scuola, ma dell'attuazione dei tagli della Finanziaria Tremonti previsto dall'art. 64 della manovra finanziaria (legge 133/08): in tre anni saranno tagliati 87.400 docenti e 44.500 Ata, con una riduzione complessiva di risorse per la scuola di 7,8 miliardi di euro. Il "come" e il "dove" si taglia è stabilito dal piano Gelmini: meno 42.100 docenti nel 2009-10; meno 25.560 nel 2010-11; meno 19.676 nel 2011-12. Questi i dati ufficiali. Ma Berlusconi e Gelmini assicurano che nessuno verrà lasciato a casa, in quanto si tratta di docenti non di ruolo; come se chi insegna nella scuola da tanti anni in cattedre che non sono state mai inserite nell'organico di diritto non abbia dato il suo fondamentale contributo alla qualità della scuola elementare e non abbia maturato qualche diritto ad avere un lavoro. Ma questo, ci ricorda il ministro Gelmini, non è un problema di sua competenza! Per la scuola dell'infanzia il piano Gelmini recita "l'orario obbligatorio delle attività educative [...] si svolge anche solamente nella fascia antimeridiana, impiegando una sola unità di personale docente per sezione [...]". Anche nella scuola dell'infanzia c'è, dunque, il maestro unico, che significa in concreto l'abolizione delle compresenze dei docenti e l'uscita da scuola dei bambini alle ore 13: gli effetti sulla qualità educativa e sull'organizzazione della vita delle famiglie sono evidentemente pesantissimi. Per la scuola elementare il piano Gelmini prevede il maestro unico e l'orario settimanale in 24 ore: significa, in pratica, che l'articolazione della scuola elementare sarà di 4 ore giornaliere (8.30-12.30) per 6 giorni alla settimana, tornando ad un'antica tradizione. La norma, rispetto alla situazione attuale, toglie ai bambini che frequentano le classi ad orario normale 6 ore settimanali. Allunga per i docenti di due ore l'orario di insegnamento. Questi i dati che cambieranno la vita di chi ha figli e lavora. I tagli alla scuola del ministro Gelmini e del governo Berlusconi sono assolutamente inaccettabili anche per le famiglie di Pavia. Antonio Ricci segretario cittadino del Pd Pavia Alle elezioni europee ma con la preferenza Il 14 giugno 2009 si svolgeranno le elezioni per il parlamento europeo. Si sta discutendo quali regolamenti applicare. Credo che tra tutte le elezioni, quelle svoltesi nel 2004 siano state quelle con il metodo più democratico: sino a 3 preferenze per partito votato e un sistema proporzionale. Su quest'ultimo, opinioni diverse rispettabili, ma almeno una preferenza resti per scegliere chi ci rappresenterà a Strasburgo. Sergio Barbieri Montebello della Battaglia.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
La tabella di marcia prevede anche volantinaggi per convincere gli indecisi. All'istituto d'arte Sello i professori hanno chiesto al preside un incontro allargato ai ragazzi e ai genitori Scuola: prima le assemblee, poi le occupazioni La prossima sarà una settimana di fuoco: si punta al coordinamento fra tutti i rappresentanti degli studenti E se proprio non si riuscirà a "paralizzare" l'attività in tutte le scuole nello stesso momento, l'auspicio è almeno quello di arrivare alla fine della settimana con la prima di una lunga serie di occupazioni. Dove? Quasi certamente all'istituto d'arte Sello, uno dei più rappresentati alla manifestazione di venerdì e quello nel quale gli stessi docenti hanno già preso posizione contro la riforma Gelmini. Il lavoro è cominciato proprio là, in mezzo al corteo che ha sfilato per le vie del centro, tra slogan e scambio di cellulari. "Abbiamo preso contatti con i rappresentanti delle scuole delle quattro province - spiega Pierre, uno dei promotori - e contiamo di dare corpo a una mobilitazione di dimensioni regionali". Ma visto che i tempi stringono, il primo passo vedrà riuniti i soli rappresentanti del capoluogo friulano. "Ci incontreremo nei prossimi giorni - continua Pierre - per decidere modi e tempi dell'occupazione. Per farlo, stamperemo e distribuiremo volantini in tutte le scuole, nel tentativo di coinvolgere anche gli indecisi". E scartare così l'ipotesi alternativa dell'autogestione, considerata dai "falchi" "un contentino e non una forma di lotta vera e propria". Tutt'altra l'idea di Pierre. "Un'occupazione simultanea - afferma - e il prima possibile". Delle iniziative in cantiere si discuterà anche venerdì, nella riunione che il Collettivo studentesco Makno ha organizzato al Centro sociale. Fitto pure il calendario delle assemblee programmate in ciascun istituto. A cominciare proprio dal Sello, dove domani si terranno le elezioni dei rappresentanti di classe e mercoledì i neo-eletti incontreranno gli studenti del consiglio d'istituto e della consulta per confrontarsi sui nuovi provvedimenti ministeriali. Ancora da definire, invece, data e luogo dell'assemblea che i docenti hanno chiesto di tenere con studenti e genitori, per illustrare il documento con il quale hanno polemicamente deciso di sospendere le gite scolastiche. Il 28 ottobre, infine, si terrà il consiglio d'istituto convocato dal preside Antonio De Ruosi, a sua volta perplesso sia rispetto alla proposta di ridurre da 40 a 32 le ore di lezione, sia a quella di aumentare il numero degli studenti per classe. Di riforma della scuola si discuterà anche nella riunione in programma domani tra i rappresentanti di classe dello scientifico Copernico. Allo scientifico Marinelli, invece, un primo confronto con il vicepreside, Gregorio Torretta, si è tenuto ieri mattina. "I ragazzi sono preoccupati - ha detto -: non si può aumentare la media di studenti per classe senza tenere prima conto dell'idoneità dei locali. Noi abbiamo già sei classi al Malignani e il rischio, considerato l'elevato numero di iscritti, è di vedere la nostra scuola "sdoppiata"". Non usa giri di parole il collaboratore del preside dell'Iti Malignani, Alberto Della Piana. "Se gli studenti occuperanno la scuola - avverte - chiameremo la polizia. Prima di protestare, bisogna informarsi e non so quanti dei pochi che l'altro giorno sono scesi in piazza abbiano letto il decreto Gelmini".
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da "Centro, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Tutti in classe nella Casa della Scuola Festa a Torre per la riapertura dell'antico edificio ferito dal sisma Già domani mattina la vecchia campanella tornerà a suonare TORRE DE PASSERI. Riapre dopo sei anni la Casa della Scuola, il più grande e antico edificio scolastico del paese, costruito nel 1904 su progetto del geometra Raffaele Sartorelli e arrivato fino ad oggi dopo una ristrutturazione negli anni sessanta ad opera dell'ingegnere Giustino Catamaglia. Fu chiusa nel 2002 in seguito al terremoto di San Giuliano di Puglia, perché ritenuta poco sicura. Dopo lavori di consolidamento costati circa 900mila euro - progettati dall'ingegner Antonio Pallotta, eseguiti dalle ditte Marsili e Mancini e controllati dal dirigente dell'ufficio tecnico del Comune Paolo Arditi - ieri l'edificio è stato inaugurato per essere rinato a nuova vita e domani tornerà ad ospitare i circa 200 bambini delle elementari. Alla manifestazione inaugurale hanno partecipato l'intera comunità torrese, le scolaresche, rappresentanti delle autorità civili e militari. Una festa grande per l'amministrazione e per il sindaco Antonello Linari, che con il nuovo battesimo della scuola restituiscono una intima identità al paese. Al taglio del nastro sono stati chiamati due ultraottantenni: il maestro e segretario scolastico Erminio Renzella e un ex funzionario comunale, Tonino Renzella, a testimonianza che l'edificio finalmente è tornato alla sicura utilizzazione dei bambini. A sottolineare questo aspetto la dirigente scolastica Caterina Fantauzzi, la responsabile dell'Unicef Lorenza Di Renzo, l'assessore alla Pubblica istruzione Oriana Gizzarelli e la benedizione del parroco don Giovanni Cianciosi. Sul palco degli invitati Giuseppe Di Dominicis, Mimmo Srour, Giovanni Legnini, Luciano D'Alfonso, che fra l'altro hanno posto l'accento sul tema attuale del maestro unico, discostandosi dai contenuti della riforma Gelmini. I lavori, oltre al rinforzo strutturale, hanno riguardato anche gli interni, l'impiantistica, il rifacimento della facciata e l'adeguamento alle norme per il superamento delle barriere architettoniche, nonché la fornitura di arredi e il ripristino della vecchia campanella, che domattina suonerà nuovamente. Walter Teti.
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da "Tirreno, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità Atenei, riforma delle assunzioni entro ottobre La Gelmini presenterà un progetto di legge per favorire i giovani ricercatori ROMA. Dopo la grande manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con un'apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari - il leader del Pd Walter Veltroni attacca: molte scuole chiuderanno, si favorirà la dispersione scolastica e con le classi separate "si instilla l'odio". Da Norcia, dove ha partecipato a un convegno, Gelmini ha ribadito le sue posizioni. "Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente" ha rilanciato, difendendo punto per punto la riforma, dal maestro unico ("una formula che esiste in tutti i paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana") al voto in condotta. Ha poi assicurato che non sarà tagliato il tempo pieno e ha ribadito che "si stanno raccontando molte bugie" frutto di disinformazione, come le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati. Quanto alla chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, ha precisato che "è sbagliato chiudere le scuole di montagna, ma non è giusto che dopo un regolamento del '98 che imponeva l'accorpamento per fare economie, nulla sia stato fatto". Sull'università, invece, il ministro ha teso una mano, ammettendo che il blocco del turn over penalizza i giovani che vogliono entrare nel corpo docenti: "Entro ottobre - ha annunciato - presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare, sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". Ma dall'opposizione il leader del Pd Veltroni attacca pesantemente la sua riforma: "So per certo - dice - che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica". Drastico il giudizio anche sulle classi separate per gli studenti stranieri: "Cosa vuol dire che un immigrato non può stare in classe con gli italiani? Queste classi differenziate sono un atto di chiusura che farà crescere gli immigrati nell'odio. Non ci si ricorda che noi siamo un Paese di immigrati. Si vuole instillare il seme dell'odio". In varie città ieri è proseguita la mobilitazione di studenti, genitori e insegnanti. In 10.000 (secondo gli organizzatori) hanno sfilato ieri mattina a Firenze, tra striscioni e slogan contro il ministro Gelmini. Fra i cartelli più originali uno raffigura il volto di Dante che esclama "Questa legge è un inferno". A Milano, i bambini assieme ai genitori e alle maestre dell'associazione Rete Scuole hanno preso d'assalto tre parchi cittadini, spargendo sui prati centinaia di palloncini colorati, giochi e merendine per dire no all'insegnante unico. Ad Ancona 2.000 persone hanno preso parte a una fiaccolata promossa dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals. Un gruppo di insegnanti di Vicenza e di alcuni Comuni dell'Alto Vicentino, hanno acquistato una pagina su un quotidiano per dire "no" al maestro unico.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Già martedì tuttavia è in programma a Monfalcone un sit-in. Continua la protesta delle superiori La riforma del ministro Gelmini è sempre nell'occhio del ciclone Scuola, gli studenti preparano la manifestazione del 30 Mentre le scuole di tutta la regione si stanno organizzando per esprimere con presidi e sit-in il proprio disaccordo alla riforma voluta dal ministro Mariastella Gelmini, a Gorizia gli studenti per il momento temporeggiano e preparano una grande manifestazione di protesta per giovedì 30, giorno dello sciopero generale indetto a livello nazionale. Non è escluso comunque che ci sia una partecipazione di ragazzi goriziani alle iniziative che avranno luogo a Monfalcone: martedì alle 16, in piazza della Repubblica, è previsto infatti un sit-in promosso dal Movimento di cooperazione educativa, dal Centro studi per la scuola pubblica e dal coordinamento in difesa della scuola pubblica. Ottobre si conferma comunque un mese decisamente "caldo" per il mondo della scuola, anche a livello isontino. Nel corteo che ha attraversato il centro città nei giorni scorsi gli studenti goriziani sono riusciti a coinvolgere i colleghi di Monfalcone e di Udine, cosa mai avvenuta prima, portando ai Giardini pubblici oltre 700 persone. La manifestazione è stata seguita dall'assemblea dei ragazzi dell'Itas D'Annunzio nel cortile dell'istituto di via Brass, e dal tentativo di sciopero delle classi delle professionali Da Vinci-Cossar, immediatamente rientrato. Infine venerdì, in occasione della protesta indetta dai Cobas e dai sindacati di base, non sono entrati circa metà degli iscritti al polo tecnico, con il risultato che le aule sono risultate mezze vuote. Inoltre per partecipare alla manifestazione nazionale, un piccolo gruppo di goriziani ha raggiunto Roma sulla corriera riservata alla rappresentanza del Friuli Venezia Giulia. Per promuovere giovedì 30 una manifestazione degna di nota, i rappresentanti dei vari istituti cittadini stanno operando a stretto contatto. Come già rimarcato nelle varie manifestazioni che si sono susseguite nel corso della settimana, la preoccupazione maggiore dei ragazzi è l'accorpamento degli indirizzi di studio, con la cancellazione di alcuni di quelli esistenti e l'inevitabile impoverimento dell'offerta formativa. Le altre ragioni della protesta sono il ritorno al maestro unico, i tagli di posti di lavoro sia per i docenti che per gli Ata e quindi il sovraffollamento delle classi. Francesca Santoro.
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da "Centro, Il"
del 19-10-2008)
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Cronaca "Giù le mani dal liceo classico" Il presidente di Noi del Vico: la soppressione è improbabile Del caso si vocifera da quando nella sede staccata di Ortona si discusse di autonomia KATIA GIAMMARIA CHIETI. "Il liceo classico di Chieti non si tocca". Lo dice il presidente dell'associazione "Noi del Vico", Paolo Ciammaichella, sodalizio che raggruppa 300 iscritti tra ex studenti e insegnanti della più antica istituzione scolastica della città. "Ma il rischio per ora non esiste" aggiunge l'avvocato. Il caso del liceo degli Scolopi, che formò Gabriele D'Annunzio e nel quale insegnò uno dei più insigni latinisti Ettore Paratore, di una sua possibile soppressione, si è posto da quando si è manifestata la volontà da parte della succursale di Ortona di diventare autonoma, verso la costituzione di un polo che vedrebbe la sede ortonese accorpata alla sezione staccata dello scientifico Volta di Francavilla. In questo modo il solo Vico non arriverebbe a 500 iscritti, soglia minima per restare in vita, come stabilisce la legge, cui fa riferimento la riforma Gelmini. "Ma per ora il rischio non esiste", sottolinea l'avvocato Paolo Ciammaichella, ex alunno del Vico e promotore dell'associazione nata proprio a sostegno delle attività del liceo, "sarebbe molto più grave della soppressione della filiale della Banca d'Italia. E noi certamente non lo permetteremo". Per ora dunque la eventualità di uno scorporamento tra Ortona e Chieti non esiste. Per cui la scuola con le due sedi supera di gran lunga i 500 iscritti e il Vico non rientra tra le scuole da sopprimere. "Il liceo classico di Chieti ha formato insigni personaggi", continua Ciammaichella, "che si sono distinti in tutto il mondo per la loro professione d'eccellenza, è stata la scuola della maggior parte della classe dirigente teatina. Noi siamo particolarmente attenti all'evoluzione di questa vicenda che per ora si manifesta solo come una voce, un'ipotesi remota". Lo ha confermato anche il nuovo preside del Vico, Andrea Alongi, che ha escluso la soppressione, in occasione dello sciopero dell'altro ieri degli alunni della scuola. Intanto continuano le iniziative dell'associazione "Noi del G.B.Vico". Martedì 21 ottobre, nel Museo della storia delle scienze dell'università della D'Annunzio, si terrà una conferenza di una ex alunna del liceo, Eide Spedicato. La sociologa, oggi docente dell'ateneo teatino parlerà di "Famiglia nella post modernità". Il 14 novembre al teatro Marrucino previsto un incontro con un altro ex studente del Vico, Umberto Curi, oggi filosofo rinomato e ordinario della Facoltà di Lettere e filosofia di Padova, che terrà un simposio insieme con l'arcivescovo di Chieti Bruno Forte dal tema "L'essere e non il nulla?". Sempre per iniziativa dell'associazione Noi del Vico, ma questa volta in un'iniziativa sinergica con l'università D'Annunzio, il 17 dicembre Fausto Curi, fratello di Umberto, ex insegnante del liceo Vico, attualmente docente di letteratura italiana contemporanea alla università di Bologna, terrà una conferenza nel rettorato su due celebri poeti del '900 Eugenio Montale e Edoardo Sanguineti.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-10-2008)
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Gorizia Scuola, martedì sit-in in piazza contro la riforma Gelmini MONFALCONE Dopo gli scioperi e le proteste dei giorni scorsi Stamani a Turriaco incontro pubblico organizzato dal Pd MONFALCONE. Il mondo della scuola è in fermento e protesta contro il governo e contro la riforma del ministro Gelmini. Dopo gli scioperi dei giorni scorsi, martedì a Monfalcone, alle 16, in piazza della Repubblica, è previsto il presidio/sit-in per dire no alla Gelmini, organizzano Mce-Movimento di cooperazione educativa, Cesp-Centro studi per la scuola pubblica e Coordinamento in difesa della scuola pubblica. Quest'ultimo è nato dopo l'assemblea di mercoledì sera a Ronchi che ha sancito la nascita nel Monfalconese, appunto, di un coordinamento in difesa della scuola pubblica. "La riuscita dell'iniziativa conferma la richiesta e il bisogno di maggior informazione da parte non soltanto degli addetti ai lavori dell'ambito scolastico, ma anche delle famiglie sui contenuti di una riforma che ridisegna in maniera radicale e regressiva la scuola italiana - spiegano i rappresentanti del Comitato -. Le vittime designate dei tagli sono innanzi tutto le famiglie e gli alunni che avranno ambienti d'apprendimento impossibili e che dovranno riorganizzare il proprio tempo a fronte della mancanza di mense e pomeriggi a scuola". Per la scuola primaria viene puntata a dito la restaurazione del maestro unico, indicata come la fine della pluralità docente "che ha rafforzato lo spirito di collaborazione e ha permesso ai maestri e alle maestre di approfondire la conoscenza disciplinare" e si ricorda pure l'ultima proposta delle "classi ghetto" per gli alunni stranieri. "Si aprono settimane decisive per il mondo della scuola", dicono, e pertanto nel corso delle iniziative è stato rivolto un appello a partecipare a tutte le iniziative nazionali (scioperi della scuola del 30 ottobre) e locali, tra cui appunto il presidio/sit-in in piazza della Repubblica a Monfalcone martedì. È stato anche deciso di continuare un percorso di sensibilizzazione e d'informazione attraverso l'organizzazione di altre assemblee nel territorio e di mettere in rete tutti i soggetti interessati, sindacati della scuola, associazioni, gruppi di genitori, comitati di studenti, "perché solo attraverso la mobilitazione e la presa di coscienza è possibile battersi attivamente per fermare il disegno del governo di distruzione della scuola pubblica". Oggi, intanto, alle 11, nella sala consiliare di piazza Libertà di Turriaco, si terrà l'incontro pubblico "Scuola a dieta - Il piano di dimagrimento e restyling della riforma Gelmini", organizzato dal locale circolo del Pd. A illustrare i contenuti della riforma della scuola sarà il professor Pietro Biasiol, dirigente dell'ufficio scolastico provinciale. Interverranno, inoltre, Luca Peressin, docente della scuola primaria a tempo pieno, Giorgio Nogherotto, insegnante della scuola secondaria di primo grado, e Silvia Altran, in ruolo in una scuola secondaria di secondo grado, nonché vicesindaco di Monfalcone. L'incontro mira a enucleare le principali novità, che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo anno scolastico, e a delineare gli effetti che la riforma comporta nel breve e nel medio periodo. (cr.vi.).
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-10-2008)
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Attualità Gelmini: mandato a termine per i rettori delle università LA RIFORMA PERUGIA. Per il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, "non è più ritardabile nel mondo universitario una riforma della governance: magari anche definendo un numero limitato di mandati per i rettori". Per il ministro quindi, "si deve andare nella direzione della trasparenza, dell'utilizzo delle risorse in una divisione di compiti molto netta tra il ministero e le stesse università". Per la Gelminii un limite dei mandati per i rettori aiuterebbe a "facilitare il cambio e, soprattutto, avvicinare la governance a una corretta ed efficiente gestione". "Oggi - ha detto - ci sono universtità in gravissime condizioni economiche che sono vicine al fallimento legato non a una mancanza di risorse ma a una cattiva gestione di queste ultime. Su questo punto dobbiamo intervenire e, solo dopo aver riformato i punti fondamentali dell'università, si può discutere di un aumento delle risorse". Per la Gelmini l'esigenza di riformismo è importante per l'università quanto per la scuola se non in maniera superiore, "5.500 posti di laurea sono un'esagerazione rispetto alla media europea - ha detto - e sono uno spreco. Rappresentano un offerta formativa certe volte autoreferenziale e non rivolta al mondo del lavoro". "Entro ottobre presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università".
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da "Quotidiano.net"
del 19-10-2008)
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I cinque, di età compresa tra i 17 e i 21 anni, hanno accerchiato un brasiliano di 31 anni e poi l'hanno aggredito con uno sfollagente in metallo. Fermati dai carabinieri
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da "Quotidiano.net"
del 19-10-2008)
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Il candidato repubblicano alla vice presidenza al "Saturday Night Live" della Nbc ha anche asssistito dal vivo alla sua imitazione. Una folla immensa per il comizio a Saint Louis del candidato democratico
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Esteri SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa ELEZIONI USA Sarah Palin balla il rap in tv Missouri, in 100mila per Obama Il candidato repubblicano alla vice presidenza al "Saturday Night Live" della Nbc ha anche asssistito dal vivo alla sua imitazione. Una folla immensa per il comizio a Saint Louis del candidato democratico Houston, 19 ottobre 2008 - Ha prima assistito dal vivo alla sua imitazione da parte dell'ormai popolarissima Tiny Fay, vestita esattamente come lei, poi ha ballato sulle note di un irriverente rap con tanto di finti eschimesi come coristi e una copia del marito in tuta da sci. Il candidato repubblicano alla vice presidenza, Sarah Palin, ha accettato così di farsi prendere il giro dal vivo a "Saturday Night Live", il famoso show della Nbc al quale avevano precedentemente partecipato anche il numero uno del ticket repubblicano, John McCain, e il rivale democratico Barak Obama. Prima di congendarsi dal pubblico, in tailleur gonna nero e stivali, la governatrice dell'Alaska ha augurato a tutti "un piacevole domani". OBAMA Ben 100.000 persone, secondo i dati della polizia, sono accorse ad ascoltare l'intervento elettorale del candidato democratico alla Casa Bianca, Barack Obama, a Saint Louis, nello stato del Missouri. ''Che magnifico spettacolo! E' tutto quello che riesco a dire'', ha reagito Obama guardando la marea di suoi sostenitori raccoltisi sotto un grande arco che sorge nel centro di St. Louis, principale citta' dello stato nel cuore del Paese, costruito in omaggio ai pionieri americani.Stando allo staff della campagna di Obama, un ufficiale della polizia di St. Louis, Samuel Dotson, ha riferito che erano circa 90.000 le persone nel parco dove sorge l'arco, mentre altre 10.000 spettavano fuori dai cancelli nella speranza di riuscire ad entrare. FOTOSTORY Palin, dalle passerelle alla politicaElezioni Usa, chi vincerà? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (156 commenti) Brunetta inaugura a Palazzo Chigi i 'tornelli' per l'ingresso dei dipendenti (112 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? 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del 19-10-2008)
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Il tabloid britannico The News of the World rivela infatti che il regista, 40 anni, avrebbe chiesto più volte alla moglie, 50 anni, di rinunciare almeno in parte alle sue quattro ore quotidiane di fitness per passare più tempo insieme
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa I RETROSCENA DEL DIVORZIO Madonna ossessionata dal fisico: niente sesso con Guy Ritchie Il tabloid britannico The News of the World rivela infatti che il regista, 40 anni, avrebbe chiesto più volte alla moglie, 50 anni, di rinunciare almeno in parte alle sue quattro ore quotidiane di fitness per passare più tempo insieme Londra, 19 ottobre 2008 - Uno dei motivi che hanno messo fine al matrimonio tra Madonna e Guy Ritchie sarebbe l'ossessione della pop star per il proprio corpo e la conseguente mancanza di una relazione sessuale soddisfacente tra i due. Il tabloid britannico The News of the World rivela infatti che il regista, 40 anni, avrebbe chiesto più volte alla moglie, 50 anni, di rinunciare almeno in parte alle sue quattro ore quotidiane di fitness per passare più tempo insieme. Richiesta mai accolta dalla tonica cantante. Alla fine la coppia non avrebbe avuto rapporti negli ultimi 18 mesi. E se riuscivano ad avere un po' di intimità, succedeva molto di rado, Ritchie raccontava poi agli amici che gli sembrava di “abbracciare un pezzo di cartilagine”. Sempre secondo The News of the World il nuovo amore di Madonna sarebbe il giocatore di baseball Alex “A-Rod” Rodriguez, costantemente bombardato di telefonate dalla Material Girl. Rivela che Guy volò inutilmente a New York per cercare di salvare il suo matrimonio, ma la moglie lo fece attendere cinque ore prima di riceverlo. Il tabloid scrive poi che esiste un accordo pre-matrimoniale tra i due (nonostante finora i media abbiano scritto che non esisteva alcun contratto) grazie a cui i due si sono spartiti i bene senza troppe recriminazioni. Rimane da definire la questione della custodia dei figli: in particolare Ritchie vorrebbe l'affido al 50% del loro unico figlio biologico, Rocco, 8 anni. Il regista britannico ha poi sempre criticato l'ossessione di Madonna per la Kabbalah. “Pensi che ti renda migliore?” le disse un giorno durante una lite, “Ti ha peggiorato, mucca egoista”. A Madonna servono 126 milioni per liquidare GuyFOTOSTORY: La camaleontica pop star Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (156 commenti) Brunetta inaugura a Palazzo Chigi i 'tornelli' per l'ingresso dei dipendenti (112 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti) Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (16 commenti) 13:10:07 - bravo piero! mi pare che la spagna sia avanti anni luce, rispetto a noi, in molti settori.[...] Il tennis a Madrid è Caja Magica13:03:11 - Cosa ne penso? Penso che andrò in Spagna l'anno prossimo per vedere questo torneo, finalmente su ter[...] Il tennis a Madrid è Caja Magica12:59:46 - cimone..gannaio 2008..partenza da modena di 5 ragazzi pronti a emulare le gesta di bode miller sulle[...] Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass12:58:10 - Mi concedete la battuta.......abbiamo in Italia moltissimi romeni........ma non potevamo avere anche[...] Il tennis a Madrid è Caja Magica12:33:51 - Tutto accadde un giorno,quand'ero piccola(8-9 anni). 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L'attore, interprete dell'agente segreto 007, ha affermato di essersi ormai abituato a denudarsi sul set. "Ma se mi fermassi a pensare che migliaia di sconosciuti mi vedranno arrossirei sicuramente", conclude
" /> Leggi il giornale Nome utente: Password: Prova GRATUITA Gossip SPORT TV FOTO E VIDEO MOTORI BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI Cronaca Stop al bullismo Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute Tecnologia Meteo Scommesse Casa SEXY JAMES BOND La confessione 'hot' di Daniel Craig "Sono esibizionista, adoro spogliarmi" L'attore, interprete dell'agente segreto 007, ha affermato di essersi ormai abituato a denudarsi sul set. "Ma se mi fermassi a pensare che migliaia di sconosciuti mi vedranno arrossirei sicuramente", conclude Los Angeles, 17 ottobre 2008 - Per Daniel Craig spogliarsi è un lavoro da James Bond. L'interprete dello 007 più popolare del mondo ha confessato di essersi ormai abituato a denudarsi sul set. Intervistato dalla rivista 'Hello', la superspia ha dichiarato: "Sono un attore e come tale nasco esibizionista. Se però mi fermassi a pensare che migliaia di sconosciuti vedranno le mie nudità, arrossirei sicuramente". Sempre parlando in versione 'hot', Craig ha rivelato quali sono le Bond girl più sexy con cui ha lavorato, citando prima Olga Kurylenko e poi Gemma Arterton: "Essere belli è un conto - ha spiegato la star - ma saper accendere il fuoco della passione non è da tutti". Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?Trailer di 'Quantum of Solace' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (156 commenti) Brunetta inaugura a Palazzo Chigi i 'tornelli' per l'ingresso dei dipendenti (112 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti) Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (16 commenti) 13:10:07 - bravo piero! mi pare che la spagna sia avanti anni luce, rispetto a noi, in molti settori.[...] Il tennis a Madrid è Caja Magica13:03:11 - Cosa ne penso? Penso che andrò in Spagna l'anno prossimo per vedere questo torneo, finalmente su ter[...] Il tennis a Madrid è Caja Magica12:59:46 - cimone..gannaio 2008..partenza da modena di 5 ragazzi pronti a emulare le gesta di bode miller sulle[...] Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass12:58:10 - Mi concedete la battuta.......abbiamo in Italia moltissimi romeni........ma non potevamo avere anche[...] Il tennis a Madrid è Caja Magica12:33:51 - Tutto accadde un giorno,quand'ero piccola(8-9 anni). Ero in montagna a Sestola,ero triste perchè non[...] Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass11:41:40 - Cavolo, i due prossimi numeri due mondiali alla veneranda età di 40 anni! Quanto siete ridicoli!Non [...] Nadal: "Farò di tutto per giocare"11:08:33 - Sul duro ormai in molti si equivalgono, non c'è più il monopolio di Federer, e anche Nadal si è inse[...] Murray pazzesco Battuto Federer Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo?Una mutua per cani e gatti, sei d'accordo?Crisi finanziaria, cosa fai per salvaguardare tuoi risparmi?Elezioni 2009: il ritiro di Cofferati chi avvantaggia?Chi è la donna più sexy del mondo? La foto del giorno Tim Robbins, stella sulla Walk of Fame L'attore e regista di 'Dead ManWalking' si è detto "onorato" di aver ricevuto il prezioso riconoscimento. Il premio Oscar come non protagonista per 'Mystic River '(2004), era accompagnato dalla sua compagna, l'attrice Susan Sarandon. LEGGI L'ARTICOLO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.
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del 19-10-2008)
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Ott 0818 Ormai è autunno caldo per la scuola Pubblicato da Franca Corradini alle 20:58 in Scuola&Società Si è concluso da poche ore 'No Gelmini day', la protesta contro la nuova riforma della scuola. I toni sono stati accesi. Qualcuno parla di un nuovo sessantotto. Il paragone appare esagerato , chi scrive ha manifestato in piazza in quegli anni. La coscienza è ben diversa. Il momento storico non è paragonabile. La Ministra Gelmini, giovanissima parlamentare, ha avuto l'onore del suo " 'No Gelmini day' Le motivazioni della giornata vanno ricercate soprattutto nei contenuti della riforma proposta. Dal Giorno.it ( Milano ) Scuola in protesta con il 'No Gelmini day' Lancio di uova contro il Provveditorato Milano, 17 ottobre 2008 - Gli studenti, gli insegnanti e i genitori sono scesi in piazza oggi per il 'No Gelmini day', la protesta contro la nuova riforma della scuola. Una delegazione di docenti e genitori è stata ricevuta dal direttore dell'Ufficio studi del Provveditorato di Milano, Antonio Lupacchini. Sono tre i cortei di protesta: I primi ad avviarsi sono stati i ragazzi delle superiori, seguiti dagli studenti universitari, che li hanno raggiunti in piazza Missori. L'ultima manifestazione è stata organizzata da Rete Scuole, i cortei si sono diretti verso il Provveditorato: i manifestanti hanno lanciato alcune uova contro l'edificio. Anche in altri centri la protesta ha raggiunto toni forti. Ad esempio a Palermo No Gelmini Day molto forte all'università di Palermo, martedì si attende la ministra A Palermo il rettore, Giuseppe Silvestri, ha comunicato a circa 6 mila studenti, che stamattina si sono riuniti nel cortile della facoltà di Architettura che martedì mattina, a partire dalle 9, si svolgeranno assemblee in tutte le facoltà dell'Ateneo. "Autorizzerò la sospensione delle lezioni", ha detto Silvestri. Alle 11 è partito un corteo. Lunedì prossimo se ne terrà un altro che da Lettere arriverà fino a Palazzo Steri dove è in programma un convegno al quale dovrebbe partecipare anche la ministra Gelmini. Martedì, invece, verrà bloccata l'attività didattica, con conseguente interruzione delle lezioni. Nei giorni successivi ad ogni assemblea di facoltà verrà stabilito come continuare la protesta. Fra le ipotesi di protesta anche quella di oscurare il sito Unipa che è stata a quanto pare raccoltà dallo stesso rettore. Queste sono state le prove generali per una protesta che si prepara ben più consistente : il 30 ottobre gli studenti si uniranno ai lavoratori della scuola in sciopero. I sindacati firmatari dell'ultimo contratto hanno proclamato uno sciopero per l'intera giornata ed è previsto un corteo di protesta a Roma che, visti i vari appelli nel web e in vari siti dedicati alla scuola, si preannuncia piuttosto agguerrito e partecipato. Il ghiaccio di Barbie si scioglierà o diventerà ancora più stratificato ?.
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da "RomagnaOggi.it"
del 19-10-2008)
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11.45 (Ultima Modifica: 19 ottobre 2008) Ho appena letto le dichiarazioni di Antonio Amoroso a mezzo stampa sul confronto per la modifica del modello contrattuale e ne sono stato francamente sorpreso, non tanto per le posizioni di merito (i valori non sono uguali per tutti), ma in particolare per i toni usati che, mi sembra, denotano un nervosismo da "grave difficoltà". Nel merito: nella piattaforma unitaria non era previsto che l'indice inflazionistico da utilizzare per i rinnovi dei contratti fosse depurato dal costo dei carburanti e dell'energia, che il valore punto per il rinnovo dei contratti fosse ridotto in media da 18.00 euro a 15.00 euro (in tal modo "rubando" salario ai lavoratori), che vi fosse un sistema di deroghe al Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e un sistema sanzionatorio per lavoratori, delegati e Organizzazioni sindacali "disobbedienti", e che vi fossero enti bilaterali poco trasparenti e finanziati dalla fiscalità generale, con funzioni di dimensioni tali da snaturare il rapporto tra rappresentati (i lavoratori) e rappresentanti (le organizzazioni sindacali). Ad ogni modo c'è sempre un elemento di chiarezza che nella Piattaforma unitaria comunemente ci siamo assunti: il voto finale vincolante dei lavoratori. Oppure anche questa volta un pretesto servirà a dire ai lavoratori e ai pensionati di non avere il diritto di decidere per se stessi; il tempo sarà galantuomo. C'è poi un elemento un po' grottesco; quando qualcuno non ha argomentazioni credibili accusa gli altri genericamente di scopi politici e quindi di poca autonomia. Ricordo che il 15 febbraio u.s. abbiamo proclamato assieme a CISL e UIL uno sciopero contro l'allora Governo Prodi affinché il "tesoretto" fosse utilizzato per agevolazioni fiscali al lavoro dipendente e alle pensioni. Oggi il "tesoretto" non è stato speso per i lavoratori e i pensionati, le retribuzioni e le pensioni reali sono ulteriormente diminuite, quindici milioni di italiani sono in povertà o a rischio di povertà, i pensionati vengono umiliati con la "social card", il Fondo per la non-autosufficienza non viene finanziato, si vogliono privatizzare i servizi pubblici al grido di "lavoratori fannulloni", la Gelmini espelle dalla scuola 150.000 lavoratori, re-inserisce il 'maestro unico' e inventa le classi differenziate per gli stranieri, Brunetta taglia del 50% i distacchi sindacali, vincola il CCNL del Pubblico Impiego all'1,7% dell'inflazione programmata e lascia a casa i precari, il Governo si prepara a limitare se non a pregiudicare il diritto di sciopero, ecc... Sì, forse qualche corvo sta volando sul sistema di rappresentanza che ha permesso a questo paese di superare fasi difficili e drammatiche come l'ingresso in Europa o il terrorismo, ma forse il Segretario della CISL ha sbagliato colore della livrea. Io invece sento tanti starnazzamenti e poca concretezza. I lavoratori e i pensionati aspettano risposte ai loro problemi di reddito, di condizioni di lavoro, di condizioni di vita. Il rischio vero è che la crisi che già sta diffondendosi nel paese, come conseguenza della crisi finanziaria, sia pagata ancora una volta dai più deboli, dai lavoratori e dai pensionati con perdita di potere d'acquisto, con meno tutele sociali, con più disoccupazione; in sostanza con tanta, tanta più povertà. Infine io non credo che la strada giusta sia l'insulto e la delegittimazione di chi non la pensa come te, ma bensì avere nelle piattaforme unitarie discusse e approvate dai lavoratori un punto di riferimento imprescindibile. Diventa quindi indispensabile sostenere quelle rivendicazioni per rispondere concretamente ai bisogni e alle aspettative dei lavoratori e dei pensionati. Certo sarebbe importante che le iniziative fossero unitarie, ma il rumore di cortile non è sufficiente; quindi la CGIL chiamerà i lavoratori e i pensionati a mobilitarsi a difesa dei loro diritti, del loro potere d'acquisto e delle loro condizioni materiali di vita e per contrastare i provvedimenti di un governo iniquo e arrogante e associazioni imprenditoriali portatrici di un'idea autoritaria di società. Enzo Santolini Segretario Generale CGIL Forlì.
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da "Corriere.it"
del 19-10-2008)
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Progetto di riforma entro ottobre per privilegiare l'inserimento di giovani "L'università rischia la fine di Alitalia" Il ministro "I cortei? Sono più decisa di prima" Mariastella Gelmini (LaPresse) DAL NOSTRO INVIATO NORCIA "Spaventata dai cortei? Neanche un poco. Casomai più decisa di prima". Il presidente Napolitano le ha telefonato. "Mi ha molto incoraggiata ". È il giorno dopo la grande contestazione. Il ministro Mariastella Gelmini ( foto) parla a un pranzo, in attesa di intervenire al convegno "Educazione e libertà" organizzato da Gaetano Quagliariello (Pdl), presidente della fondazione Magna Carta. Non si è spaventata, ma mentre sfilava il corteo non è andata al Ministero. "Sono rimasta all'Eur. Mi hanno consigliato di evitare viale Trastevere". Se n'è andata da Renato, il suo parrucchiere. "Gli ho telefonato dicendo: adesso i giornali ti fanno diventare famoso". Cerca di non dare peso agli insulti di studenti e insegnanti. "Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io, ma contro chi ti insulta non posso fare nulla perché sono troppi. Ma io vorrei che chi insulta ragionasse ". Vorrebbe che si ragionasse sul fatto che in questo Paese il numero degli addetti alla scuola è stato gonfiato in misura assurda. "Un milione e 300 mila persone. Questo ha comportato un aumento della spesa negli ultimi 10 anni del 30%, siamo passati da 33 a 43 miliardi di euro. Non ce lo possiamo permettere ". Ha difficoltà a procurarsi un quadro esatto dei conti, "io voglio i bilanci, ma la struttura è reticente nel fornire le informazioni". Non deve combattere solo la reticenza, ma anche le bugie. "I sindacati hanno messo in giro la voce che licenzieremo migliaia di insegnanti e molti finiranno negli uffici postali. Falso. Lo dico ad alta voce: non licenzieremo nessuno". Serve però un utilizzo migliore dei fondi. "Questo riguarda anche le università. Ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo. L'università rischia di finire come l'Alitalia e io voglio mettere mano subito a una riforma ". Ce ne sono troppe. "Se federalismo significa che ogni comune può farsi la propria università, dico chiaro che gli enti locali devono darsi una regolata". Consapevole che l'ambiente universitario è surriscaldato e bisogna mettere in conto le occupazioni. Ma sa pure che una riforma non può eludere "il problema sociale del precariato". Il governo di centrodestra farebbe la figura dell'ottuso "se non capisse che questa è una vera emergenza". Allora sta pensando al turnover, una quota del 20% dei docenti che escono andrebbe ai precari, "premiando i più meritevoli anche con aumenti, e Tremonti deve farmi il santo piacere di non dire sempre no". Accusa la sinistra di aver gonfiato il numero dei precari. "Prima ha creato il loro disagio sociale e ora cavalca questo disagio, ma chi difende lo status quo fa del male all'università ". Vorrebbe una sinistra che aiuti a trovare soluzioni, invece di protestare e basta. "Non ho capito la levata di scudi sulle classi separate. Se un bambino straniero che non conosce l'italiano studia la lingua in corsi separati cos'è, razzismo o buonsenso?". Sogna che i docenti moderati alzino la testa, che diano vita a una specie di marcia dei 40 mila, come quella famosa dei dirigenti Fiat. "Nelle università si fanno sentire solo i docenti di sinistra. Sarebbe ora che anche i moderati, per la miseria, mostrassero gli attributi". Marco Nese stampa |.
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da "Corriere Adriatico"
del 19-10-2008)
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Protesta bipartisan contro la Gelmini. Dal Passetto a piazza Cavour con Sturani, Bucciarelli e Quercetti Duemila in strada: coi sindacati sfila anche Forza Nuova ANCONA In 2000 contro la riforma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Il corteo di manifestanti (nella foto V.Carretta) composto da studenti, insegnanti, genitori, e numerosi politici tra cui il presidente del consiglio regionale Bucciarelli, il sindaco Sturani e l'assessore alla provinciale all'istruzione Quercetti, è sceso ieri pomeriggio in strada. I sindacati Cgil, Cisl, Uil e Snals, dopo aver indetto la protesta, hanno dato appuntamento alle 17,30 al Passetto davanti al Monumento con destinazione finale piazza Cavour. Oltre a diversi appartenenti al corpo docente di alcuni scuole della città, anche alcuni amministratori: l'assessore al Patrimonio Brisighelli e l'assessore alla Pubblica Istruzione Ragnetti. Il corteo ha attraversato viale della Vittoria con i manifestanti che hanno imbastito una fiaccolata per protestare contro le scelte ministeriali tra il ritorno al maestro unico, riduzione delle risorse, reintroduzione del grembiule e del sette in condotta. Un corteo animato da fiaccole, striscioni contro la decisione del ritorno ad un solo maestro per le scuole elementari che secondo alcuni manifestanti penalizzerebbe l'apprendimento e la preparazione degli alunni. Durante la protesta, accompagnata anche da un furgoncino provvisto di megafoni, alcuni timidi cori sono stati inneggiati dai partecipanti come slogan anti riforma. La preoccupazione risulta essere la situazione alle scuole elementari dove la scelta di un unico maestro, secondo le voci della protesta, sfavorirebbe e danneggerebbe l'insegnamento della lingua inglese e dell'informatica, la garanzia del tempo pieno e la carenza degli insegnanti precari. Il corteo si è concluso in piazza Cavour dove esponenti sindacali hanno proseguito manifestando contro la riforma Gelmini. In fondo al corteo hanno sfilato alcuni studenti di Lotta studentesca e del movimento di ultradestra Forza Nuova, vestiti di nero e con i tricolori. Secondo loro "è necessario che tutte le forze in campo si uniscano superando inutili divisioni ideologiche". C.R.,.
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da "Corriere Adriatico"
del 19-10-2008)
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Le scuole superiori con meno di 500studenti potrebbero essere costrette alla fusione per creare una dirigenza unicaOmbre anche su orari e piani di studio I presidi del Nautico Elia, Benincasa e Mannucci: "Rischiamo la perdita dell'autonomia" Tagli e incubo-accorpamento, Ancona agitata ANCONA Nessuna chiusura per gli istituti superiori di Ancona con meno di 500 studenti ma un concreto rischio accorpamenti. Pericoli che vanno e vengono tengono l'orizzonte della scuola ad alta tensione. L'eventualità di fusione è sempre più vicina, e al centro delle unificazioni potrebbero esserci l'istituto nautico Elia, già fuso con il professionale Onesti, l'istituto d'arte Mannucci ed il tecnico e commerciale Benincasa. Attualmente sembrano quindi scongiurate le previsioni funeste dell'assessore provinciale all'istruzione Maurizio Quercetti, che aveva paventato il rischio della chiusura delle scuole in questione con l'introduzione della riforma Gelmini. "Gli istituti rimarranno dove sono, nessuno li chiuderà. commenta il preside dell'Elia, Bruno Ippoliti - L'unica differenza che si avrà con l'accorpamento sarà sul piano amministrativo, infatti le scuole superori interessate faranno eventualmente riferimento ad un solo preside e segretario". Un solo riferimento amministrativo per quattro istituti superiori comporterebbe una riduzione di personale che coinvolgerebbe quindi due figure lasciando inalterate le sedi, le sezioni e le cattedre dei docenti. "Si tratta di una legge ministeriale del '98 in cui si dava alle Regioni la delega del dimensionamento scolastico, interventi rinviati e mai attuati prosegue Ippoliti . Con la riforma Gelmini probabilmente si assisterà a qualche pressione anche su questo versante". Gli istituti chiamati in causa poiché con numero di iscritti inferiore a 500, non hanno però ancora ben chiaro il proprio futuro. E l'incertezza crea inevitabile frustrazione per un futuro che appare ancora tutto da definire. Infatti i passaggi burocratici impongono deleghe su deleghe da Regione a Provincia. Un sorta di indicazione circa le direttive da seguire in un quadro così mutevole si avrà con l'incontro fissato per giovedì prossimo tra Provincia e dirigenti scolastici. Il tema al centro del confronto sarà il dimensionamento scolastico. "Ancora non sappiamo niente, sicuramente un accorpamento potrebbe portare ad una perdita di autonomia delle scuole ed inciderebbe anche sulle loro iniziative sottolinea Giovanna Rinaldini, preside istituto Benincasa - Noi verremo accorpati con gli altri istituti, comunque concretamente potrebbe avvenire non prima di uno oppure due anni". Aggiunge la Rinaldini. "Non cambierebbe il piano di studi, sede, rimarrebbero gli stessi docenti. Comunque si tratta di una vecchia legge, ora con la riforma in atto anche le Regioni hanno l'obbligo di stringere i tempi". Qualche perplessità in più riguarda le modifiche ed i tagli per la riforma ministeriale: "Se avremo dei tagli, le classi prime saranno quelle che ne risentiranno maggiormente poiché si potrebbero avere riduzioni di orario di piani di studio e delle sezioni sperimentali prosegue la preside del Benincasa . Si paventerebbe un blocco del turnover con penalizzazione per i precari che rappresentano una percentuale importante anche nella nostra realtà". D'accordo sulla perdita di identità con l'accorpamento è la dirigenza dell'istituto d'arte. "Ad Ancona abbiamo la sede amministrativa centrale ma abbiamo altre due sedi a Jesi e a Fabriano - riferisce Francesco Colonnelli, vicepreside , si unirebbero ognuna nelle rispettiva città". Continua: "Sarebbe una perdita di identità, saremmo accorpati ad altri istituti". La riforma continua a preoccupare le scuole anconetane che ieri sono scese in piazza. CECILIA ROSSINI,.
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da "Avvenire"
del 19-10-2008)
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PRIMA 19-10-2008 NEL GIORNALE Università Il ministro Gelmini: favorire i giovani ricercatori Sì alle classi per stranieri PAGINA.
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da "Corriere Adriatico"
del 19-10-2008)
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Taglio imposto da un decreto che preoccupa soprattutto l'entroterra montano. Pericolo rientrato per superiori e istituti comprensivi Chiuderanno sette scuole elementari Stop a quelle con meno di 50 alunni. Quercetti: "Affronteremo l'emergenza" FABRIANO - Chiudere tutte le scuole con meno di 50 alunni prima dell'inizio dell'anno scolastico 2009/2010. Questo è l'effetto voluto dal decreto legge del governo del 7 ottobre scorso, che da una scadenza precisa per predisporre l'esecuzione del decreto legge, il mese prossimo, iniziando dalle scuole non in zone montane. Il riferimento è per piccole scuole medie e quelle elementari dove ci sono ancora le pluriclassi. Sono - nel territorio montano - la media di Genga, le elementari di Catobagli di Sassoferrato, Piticchio e Palazzo di Arcevia, Albacina e Stazione di Serra San Quirico. Fuori dalla Comunità montana sono interessate le elementari di San Paolo di Jesi e Poggio San Marcello. Il destino di questi plessi scolastici sembra proprio segnato perché il decreto legge è perentorio e dice che "Saranno commissariati i Comuni, Province e Regioni che non facciano il piano di dimensionamento scolastico entro il 30 novembre 2008". "E' una grave ingerenza del governo centrale nelle funzioni proprie delle Autonomie locali" dichiara l'assessore all'istruzione della Provincia di Ancona, "che dimostra una chiara intenzione accentratrice e che addossa sugli enti locali il ridimensionamento e in alcuni casi il taglio, da gestire in tempi strettissimi, di alcune realtà scolastiche. Questo modo di agire ingenera giustamente enorme preoccupazione - prosegue Quercetti -, ma va detto che nell'immediato la possibilità di applicazione di alcune deroghe per le aree montane, consentirà con ogni probabilità di limitare i danni". Dopo la protesta politica, l'assessore Quercetti non può non predisporre tutto quanto è necessario per ottemperare al decreto legge. Per questo ha convocato in Provincia, per domani, tutti i sindaci dei Comuni interessati. "Intendiamo affrontare la questione con estrema determinazione - afferma l'assessore -, al fine di salvaguardare al meglio la realtà scolastica nel fabrianese". Diversa la realtà per le scuole superiori e per gli istituti comprensivi. Il decreto Gelmini indica in 500 studenti il numero minimo di studenti sotto il quale si dovranno effettuare accorpamenti, ma solo per scuole o istituti comprensivi "che abbiano un unico indirizzo scolastico". Non solo, nei territori montani questo limite viene portato a 300, per cui l'allarme nel fabrianese sembrerebbe improprio anche per Cerreto D'Esi dove l'istituto comprensivo ha 460 alunni ma di elementari e medie e quindi non rientrerebbe nel novero a rischio. Se mai è la scuola Montessori di Chiaravalle a rischiare. Il condizionale è obbligatorio quando si parla di scuola, soprattutto se con decreti legge che devono essere convertito in legge entro 60 giorni, con possibili variazioni o riproposizioni. E anche perché il governo centrale deve ancora decidere quale sia il territorio montano, da quale quota inizi. Il conflitto tra la necessità di ridimensionare il settore scolastico per razionalizzare la spesa - soprattutto con le particolari difficoltà finanziarie attuali e purtroppo anche nel medio periodo - cozza contro il concetto che l'istruzione compete alle singole Regioni. Soprattutto con il federalismo che si va realizzando. Che logica abbiano scuole primarie con pluriclassi in zone non montane nel terzo millennio, non è facile da capire soprattutto se si vuol avere come base lo scolaro. La qualità complessiva della scuola superiore, nel fabrianese, "è una nostra priorità" afferma l'assessore Quercetti, "il percorso è già avviato con il Comune sul fronte dell'edilizia scolastica con un progetto di riorganizzazione complessiva e importanti interventi programmati, il primo dei quali, il nuovo Liceo Classico, da avviare già nel prossimo anno. Agli enti locali, Provincia e Comuni - conclude Quercetti - il compito di accelerare il processo di complessiva riorganizzazione mantenendo l'obiettivo del miglioramento dell'offerta formativa dell'area montana". Cioè rimboccarsi le maniche. BRU.LU.,.
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da "Corriere Adriatico"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Un movimento spontaneo che nascedall'indignazione". Preoccupazioneper il tempo pieno, la riduzionedelle ore e il futuro dei precari Genitori, studenti e insegnanti manifestano contro la riforma del ministro Gelmini Scuola, la protesta riempie la piazza FANO Genitori, bambini, studenti e insegnanti delle scuole di Fano e della vallata si sono ritrovati in piazza XX Settembre, ieri pomeriggio, per protestare contro la riforma Gelmini. L'iniziativa, la prima di una lunga serie, è stata organizzata dal Comitato per la Difesa della scuola pubblica, costituitosi poche settimane fa. "Il nostro è un movimento spontaneo che nasce dall'indignazione per quanto si vuole fare nella scuola ha spiegato il portavoce Gianluca Magini la nostra protesta si unirà a quella di tanti altri e la ministra Gelmini non potrà non ascoltarci, continuando a dire che non abbiamo capito la sua riforma, l'abbiamo capita fin troppo bene: 8 milioni di tagli in 3 anni significa distruggere l'istruzione, la nostra scuola dell'infanzia e primaria rappresentano invece un'eccellenza nel mondo". "Il decreto ispirato a motivi economici non prevede contenuti educativi e didattici ha commentato Mirca Montanari, insegnante di scuola materna dell'istituto comprensivo di Cartoceto per la scuola dell'infanzia questo significa meno tempo, risorse e spazi". "Ci hanno rubato un patrimonio di esperienze costruito in oltre 30 anni, in cui si è ampliato il tempo scuola ha posto l'accento Vincenzo Esposito docente di scuola primaria al Luigi Rossi una pluralità di figure specializzate in grado di presentare ai bambini attività e laboratori, in modo da rendere la scuola all'altezza dei tempi. Ora quello che si faceva in tre lo dovrà fare un solo insegnante, con meno ore e più alunni". Dubbi sono stati sollevati anche sul tempo pieno, che non è ben chiaro in quale modo sarà garantito. Il timore è che il servizio mensa venga affidato al Comune con una lievitazione dei costi per le famiglie e che le ore di scuola pomeridiane diventino competenza di cooperative, trasformando il tempo pieno in una specie di doposcuola. A preoccupare i genitori è soprattutto una scuola più povera di istruzione, 24 ore anziché 30 significano 100 ore in meno l'anno, circa un mese di scuola in meno, e di esperienze, un solo insegnante, che ha la responsabilità di un massimo di 15 bambini, non potrà più accompagnare i bambini in visita. Affrontato anche il problema dei precari, di cui spesso si dimentica la tragedia: i primi a perdere il posto di lavoro per effetto dei tagli saranno proprio loro, che in questi ultimi 20 anni hanno retto il sistema scuola, arrivando alla pensione da precari, senza avere nessuna garanzia durante il periodo di disoccupazione estivo e sulla propria sede all'inizio di ogni anno scolastico. FEDERICA GIOVANNINI,.
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da "Corriere Adriatico"
del 19-10-2008)
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Annuncio choc di Agostini che critica pure il conguaglio di 15 milioni alla Provincia di Fermo "I fondi per la Mezzina non ci sono più" ASCOLI Il Piceno destinato a rimanere a secco di finanziamenti governativi per infrastrutture. E ad essere a rischio, in primis, saranno la Mezzina e la A14 (terza corsia da Pedaso a Porto D'Ascoli o arretramento che sia). Ad affermarlo è l'onorevole Luciano Agostini che ha puntato l'indice contro la maggioranza di governo. "In una situazione economica stagnante e che si prevede in recessione da qui ai prossimi mesi ha affermato il deputato del Pd - invece di impegnarsi a produrre investimenti, il governo Berlusconi risponde con un taglio lineare in tutti i settori, tra cui la scuola. Se a questo aggiungiamo che i fondi tagliati alle infrastrutture per effetto del taglio dell'Ici non verranno ripristinati, nel 2009 non arriverà alcun finanziamento per le infrastrutture locali, quali Mezzina e A14". Il deputato non si è sottratto nel dire la sua sulla divisione della Provincia: "Non sono assolutamente d'accordo che si continuino a spendere soldi pubblici per creare casematte della burocrazia. La legge che istituisce la nuova Provincia di Fermo è sbagliata, i cui costi non possono ora ricadere su questo territorio. Il Pd ha cercato, rispondendo ad una coalizione che ha deciso di trattare sul conguaglio in beni immobili da dare ai fermani, di limitare al minimo tale conguaglio, sull'esito del quale poi ognuno si assumerà le proprie responsabilità. Ma se qualcuno mi chiedesse di impegnarmi nell'andare a trovare soldi a Roma per sovvenzionare tali scelte, non mi troverebbe assolutamente d'accordo". A Roma l'onorevole ha presentato due proposte di legge, legate al mondo agricolo. "Due proposte di legge significative che hanno trovato ampia condivisione in sede di Commissione Agricoltura ha spiegato Agostini - di cui la prima riguardante l'agricoltura biologica, un settore su cui si è puntato molto sul territorio regionale, ma che ha bisogno di un sostegno circa le filiere della trasformazione e commercializzazione dei prodotti. Oltre quindi ad introdurre la certificazione in ambito nazionale, con la creazione di veri e propri marchi identificativi, la nostra proposta prevede anche la costruzione di Distretti Biologici, al fine di dare maggiore valore aggiunto a tali prodotti. La seconda proposta di legge che abbiamo presentato riguarda invece i prodotti alimentari a km. 0: la cosi chiamata filiera corta', con cui da un lato evitare la circolazione eccessiva dei prodotti e quindi dei mezzi di trasporto, e dall'altro sostenere finanziariamente regioni e comuni per mettere a disposizione spazi adeguati di vendita". Spazio infine alla pesante critica sulla riforma Gelmini, nel mentre sul territorio è tutto un proliferare di iniziative pubbliche ad opera di insegnanti e genitori. "Con questi tagli utili per fare cassa il pensiero di Agostini e Mandozzi -, il governo ha messo in atto una volontà di ridurre le potenzialità della scuola pubblica. Saranno 150 mila gli insegnanti in meno, con i Comuni più piccoli, come quelli del nostro entroterra, costretti a subire le conseguenze più dolorose, susseguenti al nuovo dimensionamento scolastico deciso: chiusura e accorpamento di scuole con meno di 50 alunni, chiusura ed accorpamento di direzioni didattiche e istituti comprensivi sotto i 500 studenti iscritti. Con il Piano di dimensionamento che la regione Marche (la quale ha già impugnato il provvedimento ricorrendo alla Corte Costituzionale, ndr) è chiamata ad approvare entro il 30 novembre". PIERO LUCIANI,.
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da "Corriere Adriatico"
del 19-10-2008)
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Critichesul federalismo"Siamo a zerola bozzaCalderoli è una tabella di buone intenzioni ma nonci sono numeri" Casini critica le modalità con le quali è stato contestato il progetto "Usati toni dissennati" Ma anche per il leader dell'Udc gli oneri sono alti ROMA - I toni usati dal governo nella polemica con l'Unione europea sui costi del pacchetto clima-energia sono "dissennati" secondo il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Intervenendo al convegno "L'economia tra federalismo e globalizzazione", l'ex presidente della Camera ha preso in parte le distanze dalle dichiarazioni di altri esponenti dell'Udc. "I toni avuti dal governo nei confronti dell'Unione Europea sono dissennati - ha spiegato - ma i contenuti non lo sono così tanto perché gli oneri impropri posti sulle aziende sono forti e ho capito una cerca cautela da parte del governo". "Sul federalismo siamo a zero", ha poi aggiunto Casini, sottolineando che la bozza Calderoli è "una tabella di buone intenzioni ma non ci sono numeri". "Finora - ha detto - stiamo facendo chiacchiere. Un federalismo senza numeri è un non federalismo". Secondo Casini il governo "ha levato l'Ici, l'unica tassa federalista, ma non vuole dire a Bossi quale imposta dovrà sostituirla. Si coprono i buchi di Catania e Roma e non si danno i soldi per l'Expo a Milano. Credo ci sia una certa schizzofrenia". "Che si tagli la spesa pubblica partendo dalla scuola è una scelta senza prospettive per il futuro", ha quindi affermato Casini che ha difeso alcuni dei provvedimenti presi dal ministro Mariastella Gelmini come il voto in condotta, ma ha pesantemente criticato, invece, i tagli. Secondo Casini, con le minori risorse e gli insegnanti in meno "il tempo pieno è a rischio". "Se le politiche scolastiche le fa Tremonti con i tagli - ha sintetizzato - non ci stiamo". In economia, nell'attuale momento di crisi, sono necessari degli interventi da parte dello Stato ma questo non si deve trasformare in una nuova forma di statalismo: ha quindi spiegato il presidente dell'Udc Pier Ferdinando Casini. "C'è bisogno nell'emergenza di un intervento dello Stato - ha detto - ma guai se si pensasse di percorrere vecchie strade. Lo Stato non può tornare allo Stato Padrone". E' stato un bene, secondo Casini, che il governo abbia assunto alcuni provvedimenti, è giusto garantire i risparmiatori e la solidità delle aziende, ma questo non deve diventare "una modalità invasiva". "Oggi - ha aggiunto - c'è bisogno di più cultura liberale".
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da "Sicilia, La"
del 19-10-2008)
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Il prof. Vecchioni "Tre o 4 insegnanti meglio di uno " Torino. Uomo concreto, con i suoi 38 anni di insegnamento nella scuola pubblica, ma anche di poesia tenuto conto dei suoi tantissimi dischi e romanzi, Roberto Vecchioni, che ha ricevuto ad Alba (Cuneo) il Premio Grinzane Cavour Alba Pompeia, si dice molto amareggiato per come, ancora una volta, in Italia si tratta la scuola. "La scuola non è un fattore politico, ma tutti gli ultimi governi italiani l'hanno trattata come tale - ha detto Vecchioni, autore di canzoni memorabili come Samarcanda, Luci a San Siro, Milady, Sogna ragazzo sogna - e una sua riforma non dovrebbe essere un atto politico, ma tecnico". A Vecchioni la riforma Gelmini non piace, ma il cantautore professore vorrebbe che la discussione intorno a questa ennesima riforma della scuola non fosse terreno di battaglia politica, bensì un utile esame su "una materia che è una delle più delicate che ci sia sotto un profilo sociale". "Ci sono aspetti in questa riforma anche positivi - ha aggiunto - come il richiamo ad una maggiore serietà, non parlo del voto in condotta che mi fa ridere, l'introduzione dell'educazione civica e della storia delle regioni, ma altri molto discutibili". Circa il ricorso al maestro unico Vecchioni dice: "non entro troppo nel merito perchè non ho un'idea chiarissima, ma credo che 3 0 4 insegnanti siano meglio di uno, anche, non nascondiamocelo, per dare più lavoro ai tanti maestri vergognosamente precari da anni in Italia. Comunque sia i ragazzi tendono sempre ad individuarne uno di riferimento in cui riporre fiducia. Dire che in Europa c'è il maestro unico quasi dappertutto è mistificatorio". Lo scacco dell'Italia sulla scuola per Vecchioni è grave anche perchè "dovremmo essere noi a dare al mondo lezioni di illuminismo e di scienza, invece siamo gli ultimi della lista. Andrebbero più ascoltati gli studenti". Vecchioni si è detto poi molto contento di essere stato insignito del premio Grinzane Cavour Alba Pompeia destinato a persone, enti o istituzioni che si sono impegnati nella valorizzazione del territorio nei vari ambiti, dall'arte all'architettura, dalla musica alla cultura materiale. Vecchioni sta scrivendo per Einaudi, "Scacco a Dio" nel quale si raccontano gli incontri reali, e in molti casi sconosciuti, di personaggi storici famosi.
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da "Sicilia, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Troppi problemi in corso"Valguarnera. Assemblea del Comitato cittadino su caro-rifiuti, acqua e sulla questione sanità Troina. Per capire la ragioni della protesta contro il decreto legge, che porta il nome del ministro dell'istruzione Gelmini, gli studenti dell'Iiss "Ettore Majorana" si sono riuniti ieri in assemblea nella palestra comunale per ascoltare quello che hanno da dire le organizzazioni sindacali. All'assemblea sono intervenuti Rita Magnano della Federazioni dei lavoratori della conoscenza della Cgil, Rosanna La Placa della Cisl - Scuola e Fabio Russo della Cisl, che hanno spiegato i motivi che hanno spinto le organizzazioni sindacali dei lavoratori della scuola a proclamare lo sciopero del 30 ottobre contro il decreto del ministro Gelmini. Questo decreto non è la riforma della scuola. Ispirata dalla logica economicistica di ridurre la spesa, il decreto legge 137 modifica alcune cose che stanno suscitando la reazione del personale della scuola e delle loro organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Snals. I punti più significativi del decreto sono: l'insegnante unico nella scuola elementare, il voto in condotta come parametro di valutazione complessiva dello studente, che può determinare la bocciatura se inferiore a sei decimi, e le 24 ore di lezioni a settimana. All'assemblea è stata inviata a partecipare anche l'assessore alla pubblica istruzione del Comune di Troina Eliana Chiavetta. E' severo il giudizio di La Placa e Mangano sulla decisione del governo nazionale di modificare alcuni pezzi importanti della scuola senza un coinvolgimento, non solo del Parlamento, ma anche delle famiglie e dei lavoratori della scuola. Per gli insegnati intervenuti all'assemblea (Luigi Ruberto, Mariana Ruccella, Pina Rizzo, Vito Gagliano e Carmelo Conticello), il decreto della Gelmini è un pesante attacco alla scuola pubblica. Accuse che non potevano lasciare indifferente l'assessore di centrodestra Chiavetta, che è intervenuta chiedendo agli studenti di dire cosa ne pensassero della scuola cosi com'è. Gli studenti hanno accolto la sollecitazione e sono intervenuti in tanti. Sono in molti ad aver letto il decreto della Gelmini, ma hanno ammesso con molta onestà di non aver colto le implicazioni di questo decreto. Dai loro interventi sono emerse un paio di cose che devono essere prese in seria considerazione: la totale sfiducia nella politica e la chiara percezione di essere una generazione che ha davanti a sé un futuro incerto. Silvano privitera.
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da "Sicilia, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scrivo in merito all'editoriale di Giuseppe Di Fazio, "Scuola, in Italia vietato riformare", apparso venerdì su "La Sicilia". Mi spiace che un giornale serio e diffuso come La Sicilia riporti notizie inesatte, se non alquanto faziose, specie sull'ammontare delle retribuzioni dei docenti. Contrariamente a quanto detto dalla ministra Gelmini, i dati ufficiali del Miur e dell'Ocse dicono tutt'altro. Vediamo in dettaglio. Non è vero come afferma il ministro che i dipendenti del Miur siano 1.300.000, ma 1.125.975 (Dati Mpi - La scuola in cifre). Non è vero che il 97% del bilancio del Miur viene speso in stipendi, ma il dato reale è il 78,8% (dati Ocse-studio Education at a Glance), in linea con gli altri paesi. E' vero invece che il Miur si limita solo a pagare gli stipendi, investendo appena il 2,8% del Pil, rispetto al 3,80 % di media dei paesi europei. (dati Ocse). Non è vero che la spesa per la scuola è continuamente cresciuta negli ultimi anni. Infatti, la quota di spesa complessiva è scesa dal 12,6 del '90 al 10,6 del 2005 (dati Istat). Ciò è dovuto ai continui tagli operati dai vari governi in questo settore. E ancora: se tra il 1995 e il 2005 gli investimenti nella scuola dei paesi europei sono aumentati del 41%, in Italia l'incremento è rimasto contenuto al 12% (dati Ocse-Education at a Glance). Non è vero che i docenti aumentano mentre gli alunni diminuiscono. Dall'anno scolastico 2001/02 fino all'anno scolastico 2007/08 gli alunni sono costantemente cresciuti mentre i docenti sono calati del 4,5% (dati Mpi - La scuola in cifre). Quando la ministra Gelmini afferma di "non comprendere i motivi della protesta", parla di "campagna di notizie imprecise", chieda per prima a se stessa e così tutti gli altri che mentono sapendo di mentire. prof. Cosimo Cannata Termini Imerese (PA) Possiamo capire che vi siano docenti che contestano la riforma Gelmini nel merito e nel metodo. Ci risulta, invece, difficile rispondere a un attacco rivolto a quanto da noi scritto venerdì scorso, se la lettera si rivela semplicemente una contestazione - peraltro fotocopia di tanti documenti sindacali apparsi in questi giorni su Internet - a dichiarazioni fatte dal ministro dell'Istruzione. Il lettore non dice una sola parola sulla tesi sostenuta in quell'editoriale: che, cioè, in Italia risulta impossibile riformare la scuola. Infatti, negli ultimi decenni nessun ministro - né di destra, né di sinistra - ha potuto mettere mano alla riforma senza incontrare l'opposizione durissima dei sindacati e delle corporazioni. Con la conseguenza che i progetti sono stati ritirati, o i ministri si sono dovuti dimettere. La questione non è peregrina, tanto è vero che anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, s'è sentito in dovere di ricordare che "sull'Istruzione non si può dire solo no". E ha precisato che "la nostra scuola non dà ai ragazzi tutto quello che dovrebbe. Qualche cambiamento può piacere, qualcun altro no. Se ne discute". Ecco, vorremmo che su questi temi docenti, studenti e genitori aprissero una discussione seria. Senza alzare steccati. Ne va - checché ne pensi il nostro lettore - del futuro dei nostri figli e della società italiana. Chiediamo troppo? gdf.
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da "Sicilia, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il ministro sotto tiro annuncia riforme per l'università entro ottobre. rettori, limiti per i mandati Gelmini: a giorni un ddl per l'assunzione di giovani negli atenei Roma. E' una polemica molto aspra anche in Parlamento quello che si sta sviluppando sul pacchetto per l'ambiente, che vede Palazzo Chigi al centro di un contenzioso con l'Ue. L'opposizione va all'attacco, difendendo la linea europea, mentre la maggioranza trova sostegno nel presidente del Senato, Renato Schifani, che afferma: "Ritengo che la posizione del governo, in tema della quantità di costi, sia la più corretta, perché si attesta su parametri più rigorosi". Al di là delle cifre, il centrodestra ne fa una questione di real politik, per così dire, mettendo in primo piano le esigenze delle imprese, già messe a dura prova dalla crisi finanziaria internazionale. "Sarebbe folle imporre in questo momento altre limitazioni e altri costi quando ci sono Paesi come la Cina che non rispettano alcuna regola e distruggono l'ambiente", dichiara il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, definendo "irragionevoli" le critiche del segretario del Pd, Walter Veltroni. Secondo il quale il governo ha invece il dovere di rispettare gli impegni europei ("è un imperativo etico nei confronti delle generazioni future"), cogliendo al volo l'opportunità di ottenere "grandi benefici" anche a livello economico. Il governo tira dritto, anche a costo di porre il veto, e molti ministri, da Renato Brunetta (Funzione pubblica) ad Andrea Ronchi (Politiche comunitarie), si riconoscono nella rotta decisa dalla collega dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo. Solo il ministro delle Rifome, e capo della Lega, Umberto Bossi, sembra poco convinto, ma lo esprime con diplomazia. "Lei è la più bella ministra che Berlusconi abbia mai avuto", glissa, sottolineando invece che "è difficile trovare una soluzione tra le urgenze ambientali e la gente, che vuole andare in macchina e vuole la corrente elettrica". Di fronte all'intransigenza del governo, il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, punta il dito contro "i toni dissennati" usati dai ministri competenti. "Ma i contenuti non lo sono tanto", aggiunge, condividendo la preoccupazione per "gli oneri impropri" messi a carico delle aziende. Per il segretario dell'Udc, Lorenzo Cesa, invece, non si possono fare distinguo: "Se l'Europa prescrive indicazioni precise sulle questioni ambientali, questa vanno rispettate". Una posizione che trova riscontro nel Pd. Semmai, osserva il ministro ombra Pierluigi Bersani, anziché "aprire un generico fronte polemico", il governo potrebbe "migliorare i particolari applicativi". In ogni caso, secondo l'ex-ministro bisogna fare chiarezza sulle tabelle del governo: "Voglio capire da dove arrivano quei dati, e mi impegnerò a farlo". Per Ermete Realacci (Pd) i conti del governo non sono attendibili, perché "considerano solo i costi e non i benefici" che arriverebbero all'Italia dalla riduzione delle emissioni di Co2. Anche a livello economico, con vantaggi per tutto "il sistema Paese" attraverso lo sviluppo delle energie rinnovabili e la ricerca. Sottoscrive il leader di Idv, Antonio Di Pietro: "Il governo Berlusconi sottovaluta il rischio inquinamento in Italia e nel mondo", dice, auspicando che "l'Europa riesca a imporre al governo le regole del gioco". Gabriella Bellucci.
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da "Sicilia, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Bruxelles ottimista "Troveremo l'intesa" Anna Rita Rapetta Roma. Mentre imperversano le proteste in tutt'Italia, il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini annuncia un disegno di legge per una riforma del reclutamento di docenti e ricercatori, forse anche con la speranza di calmare le acque. "Gli spazi dei giovani all'interno dell'università sono modestissimi e il blocco del turn-over non li aiuta - ha detto ieri nel corso di un convegno -. E' meglio ridurre il numero dei dottorati, ma dare poi delle opportunità concrete a chi compie la fatica di questo titolo di studio". Il ddl sarà pronto entro ottobre e conterrà anche una riforma della governance nel mondo universitario che dovrebbe prevedere un numero limitato di mandati per i rettori. Altra carne sul fuoco delle polemiche che già divampa alimentato dai tagli previsti dalla manovra sulla scuola. L'imponente manifestazione romana di venerdì scorso e le numerose iniziative in programma in lungo e in largo per il Paese non la scompongono. La saggezza popolare le fa da consigliera. "Quando tutti intorno si agitano mia nonna mi ha insegnato che è meglio stare fermi e mantenere la calma", dice infatti. Quanto alle ragioni per cui tutti intorno a lei si agitano: "C'è troppa disinformazione. Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente". La Gelmini difende in toto il suo operato. E anche la famigerata mozione della Lega sulle classi-ponte. "Il termine non mi piace ma non capisco perché ma la sinistra invece di cercare di risolvere i problemi preferisce dividersi ideologicamente arrivando come in questo caso ad evocare il razzismo", protesta. L'opposizione, dal canto suo, accusa la maggioranza di aver pagato un obolo alla Lega per farle mandare giù i tagli alla scuola. All'indomani della manifestazione, Maurizio Gasparri spara a zero: "Veltroni e Di Pietro non prendono le distanze dai loro manovali, i cui figli vengono intossicati da cattivi genitori con il cervello bruciato dalla droga e dalle bugie dei capi della sinistra". Il centrosinistra respinge al mittente ogni accusa. Durissimo Pierluigi Bersani, il ministro ombra dell'Economia del Pd. "Si sono messi in vena una 'pera' ideologica incredibile e astratta - dice -. Stiamo facendo una battaglia in Parlamento per cercare di ricondurre il governo alla ragione". Un atteggiamento che risponderebbe anche all'appello al dialogo lanciato nel giorno dello sciopero nazionale dal capo dello Stato, Giorgio Napolitano. Appello che, congiuntamente alla risposta alle numerose e-mail inviate da genitori e insegnanti al Quirinale per chiedere di non firmare il ddl Gelmini, mette sull'altolà i sindacati di base. "Perché - si chiede preoccupato Piero Bernocchi dei Cobas - il presidente della Repubblica ha parlato a vanvera, schierandosi platealmente a difesa dei berluscones?".
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
TUTTI A CASA IN SUCCURSALE Il bidello sciopera e non apre la porta del Fermi (F.Cap.) La buona volontà di entrare in classe c'era tutta: professori e alunni si sono presentati puntuali per il suono della prima campanella. Nessuno si era lasciato ammaliare dalle sirene dello sciopero, eppure nessuno ha fatto lezione. Tutta "colpa" delle chiavi. Mancanti all'appello. Toppa vuota, cancelli chiusi. Attesa, curiosità, smarrimento, forse venerdì 17 qualcuno ha fatto uno scherzo, apriranno presto, pensavano i ragazzi con lo zaino in spalla mentre gli insegnanti, un po' spazientiti, cercavano numi. Invece, la spiegazione era semplice. L'unico ad incrociare le braccia era stato il bidello, il detentore delle chiavi, il titolare dell'apertura e chiusura delle serrature. Risultato, la dirigente del liceo scientifico Fermi Nunzia Gagliardi non ha potuto far altro che constatare l'impossibilità di accesso, rispedendo studenti e docenti a casa.Così nella succursale dell'istituto attiguo a Prato della Valle quattro classi ospitate nei locali di proprietà della parrocchia di Santa Giustina sono rimaste forzatamente fuori. Quasi un centinaio di ragazzi in "ferie" e vacanza pure per i loro professori. "Eravamo in possesso di un'altra copia di chiavi - conferma la Gagliardi - ma non siamo intervenuti per non incorrere in comportamento antisindacale".A macchia di leopardo, nelle scuole della città, l'adesione allo sciopero organizzato l'altro ieri dai sindacati di base che hanno proclamato una giornata di fermo generale mettendo a rischio il normale svolgimento non solo dell'attività didattica ma anche dei trasporti e della sanità. Obiettivo: chiedere al governo di adeguare salari e pensioni, ridurre i prezzi, tutelare istruzione, salute e stato sociale. Una partecipazione massiccia non c'è stata ma Cobas Scuola - che stimolava docenti, personale ata, studenti, genitori "ad impedire la distruzione programmata da Tremonti-Gelmini con i catastrofici tagli di posti di lavoro, scuole, classi, orari, la riesumazione della anacronistica maestra unica, l'espulsione in massa dei precari'' - ha avuto comunque le sue soddisfazioni. A cominciare da quel bidello, figura-chiave, è proprio il caso di dirlo.
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da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Secondo i calcoli della Cgil la scuola elementare bellunese perderà 73 posti di lavoro. Nelle medie via 56 insegnanti (e 64 ausiliari). A casa 41 prof delle superiori E giovedì la scuola ritorna di nuovo in piazza, per protestare (gis) Molti saranno a Roma. Moltissimi, invece, il prossimo 30 ottobre sfileranno a Belluno (nella foto la manifestazione dello scorso sabato) per dire 'no' e far sapere la loro contrarietà rispetto alla politica scolastica del Governo e del ministro Gelmini. Una scure che, se niente verrà modificato, si abbatterà pesantemente anche sulla scuola bellunese.Abbiamo fatto dei calcoli al ribasso con in mano i criteri previsti dal legge approvata da poco spiega Francesco Corigliano della Cgil Scuola e il risultato è questo: per il prossimo anno scolastico 2009-2010 la scuola elementare bellunese perderà 73 posti di lavoro e 37 insegnanti saranno soprannumerari: il che vuol dire che non solo molti precari rimarranno a casa, ma disagi sono in arrivo anche per chi è di ruolo; nella scuola media le cattedre in meno saranno 56, nella scuola superiore 41; non resterà immune il mondo del personale Ata, per il quale il taglio sarà di 64 unità. Venerdì un quotidiano nazionale diceva che il prossimo anno nel Veneto chiuderanno 21 scuola; bene 15 sono della nostra provincia.Ce n'è abbastanza, insomma, perché il giorno 30 in piazza ci siano tutti i sindacati della scuola: Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals; con loro anche gli studenti e i sindaci, perché da difendere è la scuola nel suo complesso, non solo gli insegnanti. A sfilare ci saranno anche le rappresentanze sindacali di altri comparti, con bandiere e striscioni dei consigli di fabbrica.E che la protesta che sta montando sia trasversale, lo dimostra il fatto che proprio venerdì la conferenza Stato-Regioni convocata dal Governo per il ridimensionamento della scuola che ogni Regione deve fare entro il 30 novembre, è stata disertata da tutti, anche da quelle Regioni amministrate dal centro-destra. Lunedì intanto i sindacati hanno in programma anche un incontro con i sindaci, per far prendere coscienza a tutti di quale sia il futuro della scuola bellunese.
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da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Mai stato un ritardatario, agli incontri Renato Brunetta semmai arriva in anticipo. È stato così la scorsa estate a Campalto, quando è calato alla Festa dell'Unità per presentare un libro dello scomparso Gianni Pellicani. Ed è stato così ieri pomeriggio in piazza Ferretto, dove il Popolo della libertà ha iniziato la lunga maratona preelettorale in vista delle Provinciali del 2009. Il ministro della Funzione pubblica e dell'Innovazione è attorniato dai dirigenti azzurri, tutti seduti ai tavolini del Caffè Goppion prima di cominciare la distribuzione dei questionari per preparare il programma per Ca' Corner. Ci sono Renato Chisso, Mario Dalla Tor, Alessandro Danesin, Michele Zuin, Renato Boraso, Antonio Cavaliere, Cesare Campa, anche Nereo Laroni con cui Brunetta terrà di lì a poco al Ramada l'incontro della componente socialista del Pdl. Per Brunetta un sabato di lavoro: è stato a Prato ("A Prato vinceremo e sarà come vincere a Bologna"), poi a Udine alla convention dell'impresa Danieli ("I profitti di quell'azienda, 150 milioni di euro, equivalgono al risparmio che abbiamo registrato nel solo mese di settembre con la lotta all'assenteismo nella scuola").Ministro Brunetta, si aspettava questa accoglienza in piazza Ferretto da parte dei dirigenti e degli amministratori del Pdl veneziano?"Mi fa molto piacere, vuol dire che mi vogliono bene".Non è che siano tutti qui perché lei è diventato ministro?"Sicuramente è perché mi vogliono bene".Quante mail riceve al giorno dopo la sua campagna sui fannulloni?"Centinaia. La maggior parte di elogio, una parte di chiarimenti, una parte di insulti".Gli insulti da parte di chi?"Dei fannulloni".Brunetta e Gelmini i due ministri più popolari di questo governo. Secondo lei perché?"Perché facciamo le cose più difficili. Ma è tutto il governo ad avere un grandissimo consenso: Prodi ha avuto due anni di crescita sostenuta, ha promesso tutto a tutti, compresa la stabilizzazione dei precari e l'hanno mandato a casa. Berlusconi ha la stagnazione, 35 miliardi di tagli e ha il massimo consenso. Che gli italiani siano intelligenti?".Influisce la crisi economica?"Il problema non è la crisi, ma come la si affronta. C'è chi, come noi, la affronta dicendo la verità, e chi andando in piazza a manifestare".Cacciari ha detto che non parteciperà alla manifestazione del Pd."Cacciari non lo conosco. E comunque spero che ci sia ancora libertà di pensiero nel Pd. Certo che, per quanto riguarda la scuola, è una roba poco seria andare in piazza e aizzare i bambini contro un ministro".Si aspettava una opposizione diversa da parte del Pd?"Ho così poco tempo che non mi dedico a quel che fa o potrebbe fare l'opposizione".Com'è la sua giornata da ministro?"Sveglia alle 7, briefing dalle 8.30 alle 9.15, incontri, appuntamenti, a casa a dormire alle 22.30".Salotti? Vita mondana?"Niente salotti, non ci sono mai stato e del resto non mi avevano neanche mai invitato, adesso cominciano a invitarmi ma non ci vado lo stesso".Pane e lavoro?"Quando si ama il proprio lavoro è un divertimento".Le manca Venezia?"Io sono spesso a Venezia, parecchi fine settimana".Sempre scortato?"Sono scortato da 25 anni, per la precisione dall'ottobre del 1983 quando facevo il consigliere economico del ministro del Lavoro Gianni De Michelis. Chi lavora per migliorare le cose o viene ammazzato o viene minacciato di morte dai terroristi".Finita la caccia ai fannulloni cosa farà?"Premierò i migliori. Alle eccellenze nella pubblica amministrazione saranno dati i soldi della contrattazione di secondo livello: questo sarà nel nuovo contratto di lavoro che contiamo di chiudere a breve, 6 miliardi di euro per 3.650.000 dipendenti. È la più grande fabbrica d'Italia e potrebbe essere anche la migliore. Un paese che produce la Ferrari perché non può produrre anche una sanità, una giustizia, una burocrazia, una scuola, dal punto di vista della pubblica amministrazione, del livello della Ferrari? Io penso che abbiamo tutte le carte in regola per farlo".Per Venezia cosa fa?"Lavoro su Porto Marghera dando una mano al ministro Scajola, lavoro alla Legge speciale partecipando ai Comitatoni, lavoro perché il Mose sia portato a termine. E vengo ai gazebo del Pdl, anche qui in piazza Ferretto, a dare una testimonianza".Dicono che si ricandiderà a Venezia."Prima o poi mi avrete come sindaco. Venezia ha una lunga tradizione di sindaci socialisti riformisti".È vero che sta fondando la corrente dei cattolici-socialisti del Pdl?"Forza Italia è stata un miracolo, perché Berlusconi senza nulla sapere di politologia ha raccolto i riformisti che erano nel Pli come Galan, nella Dc, nel Psdi, nel Pri e nel Psi. Era il vecchio pentapartito della migliore storia dell'Italia repubblicana e Berlusconi l'ha proiettato nel futuro cambiando il linguaggio della politica. Forza Italia è tutto questo. Il Popolo della libertà è Forza Italia più la stessa cosa fatta da An nel suo processo di riformismo democratico. I sondaggi danno il Pdl al 42-43\%. Alleati con il riformismo federalista della Lega siamo la più grande maggioranza che l'Italia repubblicana abbia mai avuto. Quanto a me, non è stata una follia fare ministro uno che non appartiene a nessun potere forte, che se ne intende e quindi non fa sconti a nessuno, e che sa dire no? Berlusconi è geniale".La domanda era se sta fondando una corrente nel Pdl."La domanda era una provocazione e ho dato una risposta politica. Ma che bisogno ho di fare una corrente quando c'è una casa comune?".Ha detto di volersi inserire nel filone dei sindaci riformisti veneziani. Quando?"Adesso ho altro da fare, devo riformare la pubblica amministrazione".Il Pdl non ha ancora scelto il candidato presidente in Provincia. Lei cosa dice?"Se ne stanno occupando questi dirigenti straordinari del Pdl veneziano, e guardate che le cose locali sono molto più difficili e complicate".La sua previsione?"In Provincia di Venezia vinciamo sicuramente. E, dato il disastro che stanno facendo, poi anche in Comune. Posso anticipare che con Galan stiamo preparando una convention politico-programmatica che si chiamerà "Venezia-Veneto 2010-2020", una convention per guardare lontano, per ragionare sul prossimo decennio che sarà decisivo per questo territorio che tornerà ad essere baricentro".Una battuta sulla Fenice: sempre convinto di tagliare i fondi statali agli enti lirici e ai teatri stabili?"Una cosa è la scuola, l'università, la ricerca, il sistema museale, altra cosa è lo spettacolo, che si tratti di calcio, rock o opere liriche. Perché chi va allo stadio paga il 120\% del costo di una partita e chi va a teatro solo il 20\% e il resto lo paga Pantalone? Se i borghesi amano la lirica, se la paghino".Alda Vanzan.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
MONTEBELLUNAInsegnanti criticatiperchè troppo pagatiOffensive, sconfortanti, destabilizzanti: solo così si possono definire le recenti affermazioni del Ministro per la Funzione Pubblica, Renato Brunetta, amplificate dai mass media e culminate in questo passaggio "I nostri insegnanti lavorano poco, quasi mai sono aggiornati e in maggioranza non sono neppure entrati per concorso, ma grazie a sanatorie. E poi 1.300 euro sono comunque due milioni e mezzo di vecchie lire, oggi l'insegnamento è part-time e come tale è ben pagato".Offensive per la professionalità dei docenti, dei quali per l'ennesima volta non viene riconosciuta, in termini di tempo e di qualità, la mole di lavoro sommerso (e come tale non retribuito), destinato alla preparazione delle lezioni, alla preparazione, correzione e valutazione degli elaborati, all'aggiornamento, in una scuola che richiede sempre più impegno, sul piano intellettuale, didattico, formativo, per far fronte alle richieste dell'utenza (che i docenti preferiscono ancora chiamare, meno managerialmente, forse, ma più umanamente, studenti). Va ricordato che gli obblighi di servizio dei docenti vanno ben oltre le 18 ore settimanali di lezione in classe previste per i docenti delle scuole secondarie (quelle che Brunetta ritiene un part-time), contemplando le riunioni collegiali di programmazione e di verifica del lavoro svolto in classe, i colloqui con le famiglie, gli scrutiniNon va poi dimenticato che con quegli stipendi, ritenuti dall'onorevole Brunetta eccessivi, i docenti devono pagare di tasca propria libri, collegamenti ad Internet, abbonamenti a riviste, iscrizioni e trasferte per corsi di aggiornamento, potendo contare solo su miseri incentivi (solo per il 2008 era prevista una detrazione del 19\% su una spesa massima di E. 500.00 per l'aggiornamento, pari a ben 95 Euro!).Sconfortanti per i docenti che quotidianamente profondono energie, oltre che nella attività curricolare, anche nella realizzazione di progetti didattico-formativi tesi a far maturare i giovani come cittadini responsabili (nonché rispettosi delle istituzioni pubbliche) prima che come studenti capaci: progetti che molte volte possono realizzarsi solo grazie a prestazioni al limite del volontaristico, non certo ripagate dal riconoscimento economico (in certi casi vere e proprie prebende) stabilito dai bilanci statali: il compenso per un'ora di attività non di insegnamento è di 17,50 Euro lordi. Impossibile trovare una qualche consulenza professionale, nel settore privato, a questi prezzi.Destabilizzanti per il sistema scolastico pubblico, delegittimato agli occhi dell'opinione pubblica attraverso la delegittimazione più o meno subdola (non dimentichiamo la campagna mirata a stanare i fannulloni nella P.A. e la facile equazione che ne può scaturire) di quelle persone, e sono tante, che ci lavorano dentro con passione e impegno. Quella passione e quell'impegno che, per inciso, hanno portato alcune regioni d'Italia (e in particolare la nostra zona) ai vertici delle statistiche OCSE sulle competenze di studio degli alunni, le stesse statistiche tanto citate proprio dai detrattori della scuola pubblica quando si tratta di gettare fango in modo indiscriminato e semplicistico sulla stessa. Evidentemente di tutto questo l'onorevole Brunetta non è stato adeguatamente informatoCome si può infine spiegare la contraddizione fra quanto affermato dal prof. Brunetta e quanto sostenuto dalla sua collega di governo onorevole avv. Gelmini, che non più tardi di qualche settimana fa stigmatizzava le retribuzioni troppo basse dei docenti italiani confrontate con le medie europee, se non con l'intento deliberato di creare confusione e disorientamento?Docenti dell'I.S.I.S. Primo Levi di MontebellunaSeguono 74 firme.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 19-10-2008)
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I parcheggia Monte Cengio:le alternativeVorrei dire la mia opinione sulla ipotizzata eliminazione del campo da calcio sito tra via Dottesio e via Monte Cengio e la costruzione, al suo posto, di un parcheggio per 120 auto ed un campo di calcetto in cemento. Questa idea di recuperare posti auto eliminando un campo da calcio era venuta alcuni anni fa, all'inizio della ristrutturazione del quartiere ATER Caduti della Resistenza nel quadro del Progetto Savonarola del Comune di Padova, firmato dagli architetti Lironi e Tridente. Era previsto, dentro il cortile di questo quartiere, un parcheggio interrato per 84 auto. Essendo venuto alla luce durante lo scavo un rifugio antiaereo, il Comune decise di non fare più tale parcheggio e di lasciare alla vista l'intero rifugio (dove morirono numerose persone in un bombardamento aereo dell'ultima guerra).Rimase così in sospeso il problema dei posti auto. Qualcuno pensò allora di fare un parcheggio interrato sotto il campo da calcio, alzando il livello di questo di un metro, idea che arrivò in stadio avanzato negli uffici tecnici dell'ATER, e che fu respinta (anche perché furono immediatamente raccolte firme di abitanti della zona contrari) per il costo di investimento troppo elevato, per la difficile e costosa gestione e per altri motivi.Adesso che la ristrutturazione delle case ATER è ultimata, il problema dei parcheggi è tornato di attualità. La risoluzione più facile qualcuno l'avrebbe individuata eliminando un campo da calcio con l'erba naturale dove tutte le sere, il sabato e la domenica decine di ragazzi, ragazze, giovani si allenano e giocano partite di calcio divertendosi e praticando sano sport. Il campo è di proprietà comunale, la responsabilità della gestione è affidata al consiglio di quartiere nr. 5 Savonarola-Armistizio che l'ha girata, tramite gara, al Padova Calcio femminile, con il Vice Sindaco Claudio Sinigaglia entusiasta di questa soluzione.Ma ci sono alternative per risolvere il problema dei parcheggi? Ci sono. Esiste da alcuni anni un progetto fatto dall'ATER su sollecitazione degli abitanti per fare un parcheggio, che salvaguarderebbe gli alberi esistenti, per 70 posti auto all'interno dei cortili delle case ATER comprese tra via Palestro e via Toselli,analogo a quello realizzato qualche anno fa nei cortili delle case ATER fra via Monte Cengio e via Varese. Già la realizzazione di questo parcheggio toglierebbe 70 auto dalle strade del rione. Poi si potrebbero recuperare alcune decine di posti auto all'interno della corte del quartiere Caduti della Resistenza coprendo il rifugio antiaereo, ma lasciandone alla vista una parte con l'uso di vetro robusto, in modo da non perdere memoria della guerra, in uno con il cippo marmoreo indicante i nomi dei caduti sotto le bombe. Infine altri posti auto, ordinati, potrebbero essere recuperati con l'ultimazione già programmata della risistemazione della via Monte Cengio lato ovest, con l'utilizzo ordinato, del tratto di via Palestro compreso fra via Magenta e la ferrovia e con la razionalizzazione della viabilità del rione - già all'esame del Settore Viabilità del Comune - istituendo nuovi sensi unici che libererebbero posti per i parcheggi.Insomma alla fine si ricaverebbero molti più posti auto degli 84 inizialmente programmati. E in tal modo avremmo risolto il problema dei parcheggi senza distruggere un campo da calcio molto utile, direi necessario, considerata la penuria di strutture pubbliche simili nella nostra città.Gilberto GambelliDecreto Gelmini:a mali estremiestremi rimediTutti i punti del Decreto Gelmini che sarà trasformato in Legge, non fanno una piega. Pertanto, W la Gelmini, W il rigore nella scuola. Questo è un Paese che conta anche finti avvocati, finti medici (vedi i recenti casi di cronaca), oppure studenti che camuffano il libretto universitario agli occhi dei genitori, ed anche soprattutto, centinaia di migliaia di ragazzi allo sbando il sabato e non solo (le loro famiglie non li controllano a sufficienza ed in certi casi addirittura mai), e magari (non parliamo della droga) seduti o bivaccati, con lo sguardo spento, sui muretti di paesi e città. Nel peggiore dei casi, essi sono anche, purtroppo non rari, i "lanciasassi dai cavalcavia per noia". E non mi venissero a dire che mancano spazi di aggregazione e che un po' del cosiddetto "disagio giovanile" per la loro crescita interiore è addirittura necessario! Bisogna dire a questi ragazzi che la loro aggregazione è presto fatta: un/a semplice amico/a, un buon libro, il/la fidanzato/a, uno sport (per favore non centomila come fanno certuni che alla fin fine non ne fanno neanche uno), il patronato, etc. etc. Non parliamo dei professori poi, a scuola, talvolta vengono vestiti purtroppo, come i ragazzi: anello all'orecchio, maglietta per ombelico scoperto, jeans sdruciti e codino lungo per i professori. Quindi cosa volete che imparino i ragazzi da costoro?Imparano contestazione e sciocco, effimero anticonformismo (ormai passato pure di moda). Qui non si tratta solo della forma, ma è dalla forma (mentale) che nasce il contenuto! Imparano ideologie, mentre invece la scuola dovrebbe loro essere imparziale e comunque "super partes". La Gelmini, purtroppo, è costretta a chiudere la stalla quando già sono scappati i buoi! E allora fa bene perchè, si sa, "a estremi mali, estremi rimedi". Infine, il maestro unico, alle elementari, è fondamentale, se veramente vogliamo bene all'iniziale e delicatissima formazione psicologica, prima anche dei saperi, dei nostri piccolissimi figli.Loredana GuidaPadova.
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da "Gazzettino, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Non si ferma la mobilitazione contro i tagli annunciati dal ministro. Anche ieri manifestazioni e sfilate in molte città. In piazza anche i bambini Gelmini: ora tocca ai professori dell'università Quasi pronta la riforma per l'assunzione di ricercatori e docenti. Un progetto di legge per aprire le porte ai giovani RomaNOSTRA REDAZIONEDopo la manifestazione di venerdì a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti caldi dell'istruzione. E mentre il ministro, Mariastella Gelmini, continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con una apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari - il leader del Pd, Veltroni, attacca: molte scuole chiuderanno, si favorirà la dispersione scolastica e con le classi separate "si instilla l'odio".Da Norcia, dove ha partecipato a un convegno, Mariastella Gelmini ribadisce le sue posizioni: "Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente", ha rilanciato, difendendo punto per punto la riforma, dal maestro unico ("una formula che esiste in tutti i paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana") al voto in condotta. Il ministro assicura poi che non sarà tagliato il tempo pieno e ripete che "si stanno raccontando molte bugie", frutto di disinformazione, come le polemiche sulle classi-ponte per gli immigrati. Quanto alla chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, precisa che "è sbagliato chiudere le scuole di montagna, ma non è giusto che dopo un regolamento del 1998 che imponeva l'accorpamento per fare economie, nulla sia stato fatto".Sull'università, invece, la Gelmini tende la mano e ammette che il blocco del turn over penalizza i giovani che vogliono entrare nel corpo docenti: "Entro ottobre - annuncia - presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare, sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università".Ma dall'opposizione il leader del Pd, Veltroni, attacca pesantemente la sua riforma: "So per certo - dice - che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica". Drastico il giudizio anche sulle classi separate per gli studenti stranieri: "Cosa vuol dire che un immigrato non può stare in classe con gli italiani? Queste classi differenziate sono un atto di chiusura che farà crescere gli immigrati nell'odio. Non ci si ricorda che noi siamo un Paese di immigrati. Si vuole instillare il seme dell'odio". Numerose le prese di posizioni politiche che si sono susseguite durante la giornata, con gli esponenti del centrodestra schierati a difesa del ministro e quelli del centrosinistra fortemente contrari. Particolarmente colorito il commento del ministro ombra dell'economia, Bersani, per il quale sul tema della scuola il governo ha perso pragmatismo e "si sono messi in vena una "pera" ideologica incredibile e astratta".Intanto, dopo la protesta di venerdì, in varie città ieri è proseguita la mobilitazione di studenti, genitori e insegnanti. In 10 mila - secondo gli organizzatori - hanno sfilato ieri mattina a Firenze, tra striscioni e slogan contro il ministro Gelmini. Fra i cartelli più originali uno raffigura il volto di Dante che esclama "Questa legge è un inferno". A Milano, i bambini assieme ai genitori e alle maestre dell'associazione Rete Scuole hanno preso d'assaltò tre parchi cittadini, spargendo sui prati centinaia di palloncini colorati, giochi e merendine per dire no all'insegnante unico "che mette a rischio l'esistenza del tempo pieno" e alle classi ponte per gli alunni stranieri.R.R.
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da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
SenatoriFerruccio Saro (Pdl) Ha presentato un ddl su Opponibilità ai terzi del regime patrimoniale dei coniugi. È stato relatore in commissione Affari costituzionali sullo schema di decreto per la riorganizzazione del ministero dello sviluppo economico. Ha presentato un'interrogazione ai ministri delle Politiche agricole e dell'Istruzione per evitare la chiusura della sede goriziana del Centro per la ricerca e sperimentazione in agricoltura, prevista per il 31 dicembre. Un centro, ha detto Saro, "riconosciuto tra i più prestigiosi d'Italia".Mario Pittoni (Ln) Ha chiesto e ottenuto per il 26 gennaio la presenza del ministro dell'Università Mariastella Gelmini all'inaugurazione dell'anno accademico dell'ateneo friulano. Con il ministro ha anche concordato l'impegno per una riforma della scuola di primo e secondo grado che prevede tra i capisaldi il reclutamento dei docenti su base regionale.Tamara Blazina (Pd)Ha cofirmato il ddl di modifica della legge in materia di sospensione anticipata del servizio obbligatorio di leva e disciplina dei volontari di truppa in ferma prefissata. È intervenuta in commissione Istruzione in materia di sicurezza nelle istituzioni scolastiche.Carlo Pegorer (Pd)È intervenuto sulla partecipazione del presidente della Regione Renzo Tondo ai funerali del governatore della Carinzia Joerg Haider, ritenendo "del tutto inopportuno la scelta di farsi accompagnare dal gonfalone ufficiale della Regione, che rappresenta simbolicamente tutta la comunità regionale. Infatti ha aggiunto , ogni riconoscimento pubblico a un leader che nella politica europea ha rappresentato una risposta sbagliata ai timori e alle paure della globalizzazione, con fantasie addirittura nostalgiche per un tragico passato, è del tutto fuori luogo e travalica l'umana pietas per la sua morte precoce".Non risultano interventi ed iniziative parlamentari dei senatoriCamber, Collino (Pdl) e Pertoldi (Pd).DeputatiManlio Contento (Pdl)In commissione Giustizia, sulle disposizioni in materia di internazionalizzazione delle imprese ed energia, ha auspicato che "il provvedimento possa essere migliorato". Sul documento di previsione di bilancio 2009 è intervenuto sull'edilizia penitenziaria, sostenendo la necessità di una semplificazione delle procedure per la costruzione degli edifici. Per il settore, inoltre, potrebbero essere recuperate cospicue risorse da investire attingendo alle somme giacenti alla Cassa delle ammende, più di 100 milioni di euro. In materia presenterà degli emendamenti. Ha presentato un'interrogazione sull'aumento delle richieste d'ingressi da parte di lavoratori stranieri per essere assunti come badanti. Secondo Contento "nasce il sospetto che si cerchi di aggirare la norma sulla quota d'ingressi agevolando parenti e conoscenti di chi avanza la richiesta".Roberto Menia (Pdl)È intervenuto in commissione Ambiente sullo stato di previsione per il ministero di riferimento, sottolineando che "l'obiettivo prioritario del Governo è quello del contenimento della spesa".Massimiliano Fedriga (Ln)È intervenuto in Aula sul ddl in materia di lavoro, giudicando "positivi gli esempi già attualmente esistenti circa la territorializzazione dei concorsi pubblici".Fulvio Follegot (Ln) -Ha presentato un'interrogazione a risposta scritta in commissione Ambiente, per sapere quali siano "le intenzioni del ministro all'Ambiente relativamente alla realizzazione delle casse di espansione sul Tagliamento".Isidoro Gottardo (Pdl)È stato fra i presentatori della mozione d'indirizzo sulla creazione di classi ad hoc per l'inserimento dei bimbi stranieri nelle scuole. "Un progetto d'integrazione ha detto rispettoso della persona e nel contempo necessario a preparare lo studente alla conoscenza dell'italiano e del nostro ordinamento democratico". Èstato relatore nelle commissioni Ambiente e Affari europei del ddl su internazionalizzazione delle imprese ed energia. I suoi pareri, approvati dalle commissioni, ha sostenuto la riforma dei consorzi agrari, l'introduzione di norme severe contro la contraffazione delle etichette sui prodotti agroalimentari. Ha inoltre proposto una norma che ribadisce l'esenzione dall'Ici per gli edifici rurali.Angelo Compagnon (Udc)È intervenuto in Aula e in commissione Trasporti sulle pregiudiziali al ddl Ristrutturazioni di grandi imprese in crisi. In Aula, in merito all'Alitalia è stato approvato un suo emendamento soppressivo della cosiddetta norma salva-manager.Ivano Strizzolo (Pd) Ha cofirmato un ddl per la modifica della norma concernente il regime penitenziario applicabile a detenuti e internati per gravi delitti, in caso di collegamento con un'associazione criminale, terroristica o eversiva. In commissione Finanze, circa il bilancio di previsione 2009 e pluriennale ha sostenuto "che la manovra economica predisposta dal Governo non incide concretamente sull'attuale fase di emergenza economica del Paese", citando ad esempio "gli effetti deleteri in Friuli Venezia Giulia per il sostanziale azzeramento dei Fondi Gorizia e Trieste".Ettore Rosato (Pd)Discutendo in commissione Difesa sui tagli al bilancio 2009 e pluriennale del ministero, ha chiesto che il "Governo chiarisca se, per l'effetto della riduzione delle risorse, si debba ridefinire le missioni internazionali".Carlo Monai (Idv)Il ministro alla Giustizia Angelino Alfano ha risposto per iscritto alla sua interpellanza sul miglioramento dei pagamenti delle competenze difensive correlate al gratuito patrocinio. Il Guardasigilli ha ricordato che le circolari attuattive sono state impartite e che il ritardo nell'evasione è dovuto a carenze di personale amministrativo. "È paradossale ha commentato Monai che il Governo continui a tagliare i fondi alla Giustizia e che, contemporaneamente, riconosca che le inefficienze sono conseguenti ad organici già sotto dimensionati". Ha cofirmato una proposta di legge di riforma del sistema radio-televisivo.Non risultano interventi ed iniziative parlamentari degli onorevoliAntonione, Di Centa (Pdl), Maran (Pd), Coscioni (Radicali).A cura diAntonella Lanfrit.
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Lettera congiunta dei dirigenti delle elementari e medie del Bassanese al ministro Gelmini: "No a maestro unico e voti" Scuola, tutti i presidi contro la riforma "Molte cose vanno cambiate, ma non è più tempo solo di insegnare a leggere, scrivere e far di conto" BassanoUna lettera aperta "a chi è chiamato a decidere il futuro della nostra scuola". L'hanno scritta e firmata tutti i dirigenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado, cioè elementari e medie del Bassanese, indirizzandola al ministro Gelmini, al sottosegretario Pizza, ai capigruppo parlamentari, ai dirigenti degli uffici scolastici regionali e provinciali, agli assessori regionale e provinciale all'Istruzione Donazzan e Martini, ai sindaci e ai parlamentari del Vicentino. Per dire un secco "no" alla riforma, così come viene concepita attualmente.I presidi sviluppano una serie di considerazioni che ruotano attorno ad alcuni concetti basilari: la contrarietà al ritorno al maestro unico e ai voti numerici, oltre che al voto in condotta, nonchè alla contrazione degli orari in una scuola che è cambiata profondamente e che deve offrire un'istruzione e un'educazione complesse, che vadano al di là del semplice saper leggere, scrivere e far di conto; la necessità di consultare chi ha esperienza quotidiana di lavoro tra gli alunni prima di decidere cambiamenti tanto importanti; l'importanza di riformare aspetti ed eliminare sprechi, ma anche di non tagliare indiscriminatamente."È nostra convinzione che qualsiasi riforma scolastica debba basarsi su fondamenti pedagogici riconosciuti e condivisi - scrivono tra l'altro i dirigenti - Accanto allo sviluppo del pensiero pedagogico abbiamo assistito negli ultimi decenni a profondi cambiamenti della nostra società che vanno dalla presenza sempre più consistente delle donne nel mondo del lavoro, dalla crescita del fenomeno delle separazioni, all'inserimento nelle classi degli alunni diversamente abili e di quote via via crescenti di alunni stranieri.L'introduzione del team docente nella scuola primaria nasce proprio dall'impossibilità per un unico insegnante di farsi carico della complessità dell'insegnamento. Analogamente il tempo pieno è una risposta ai bisogni reali delle famiglie.E non sembra riproponibile ai giorni nostri l'assunto che la scuola primaria abbia come unico scopo l'imparare a leggere, a scrivere e a far di conto. Essa si propone una crescita educativa globale, lo sviluppo del senso critico, la capacità di selezionare le informazioni, di affrontare e risolvere problemi, di vincere la sfida dell'integrazione multiculturale e della disabilità. Contemporaneamente essa è impegnata a far apprendere agli alunni i nuovi linguaggi multimediali, ad appropriarsi di una lingua straniera e a renderli cittadini consapevoli...Anno dopo anno si è chiesto alla scuola di formare i ragazzi in sempre nuovi campi, dall'educazione alimentare a quella stradale, da quella affettiva a quella ambientale. Se 27, 30 o 33 ore vengono oggi considerate eccessive, come potremmo affrontare tutte queste educazioni con sole 24 ore settimanali?Inoltre la scomparsa delle ore di compresenza renderà difficile lavorare con piccoli gruppi di bambini per seguire gli alunni in difficoltà, non faciliterà certo l'integrazione degli alunni stranieri che sempre più colorano le nostre scuole e non aiuterà la scuola a migliorare gli standard d'apprendimento".Tra le richieste, quelle di maggiori investimenti nella formazione degli insegnanti, di avere la possibilità di allontanare i docenti che non si dimostrano all'altezza, una vera autonomia scolastica e provvedimenti per favorire il ricambio generazionale.
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da "Gazzettino, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Industriali e politici a confronto Bozza Calderoli Tutti d'accordo sulla riforma PadovaNOSTRO SERVIZIO"Stiamo procedendo a una riforma epocale, in maniera non facile perché non ci sono risorse in più e non darà effetti immediati". Così il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, chiamato a parlare di Federalismo in un incontro sul tema a Padova. "Comunque il Veneto non è disposto a cedere niente continua e aggiunge - Quanto riguarda alla riforma Gelmini sul tema della formazione, è inutile piangere sul latte versato. Ho fatto inorridire l'allora rettore quando anni fa ho proposto di gestire l'università come la sanità, cioè a livello regionale. Come dà ottimi risultati la sanità potrebbe darli anche l'università e quindi la formazione".Difficile dar torto a Riello. Basta guardare una voce che si chiama residuo fiscale, che individua la differenza tra quanto una Regione versa in tasse e quanto poi riceve in cambio in servizi o stanziamenti dallo Stato. La discrepanza fa attrito e divide, ancora una volta, l'Italia in due parti. Ne ha parlato l'altra sera all'hotel B4 di Padova "Fare Alleanza", l'associazione culturale che ha incentrato un confronto sul federalismo fiscale al grido di "Più economia? Meno sprechi? Più sviluppo? Meno tasse"? Ne hanno parlato il sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti, il presidente di Confindustria Veneto Andrea Riello, il senatore del Pd Paolo Giaretta e il presidente di Fare Alleanza (e dell'Arpav) Andrea Drago. Le cifre sono quelle rese note dall'Osservatorio del Nordest sulle pagine del Gazzettino e dall'Alto Commissariato per il federalismo. E sono tutt'altro che incoraggianti. Secondo i dati del 2006, cioè gli ultimi rielaborati, ogni anno un veneto vanta 2.061 euro di residuo fiscale: significa che questa cifra, consegnata pro-capite allo stato centrale, non è mai stata restituita sotto forma di servizi o agevolazioni o sgravi. In condizioni di recessione come quelle che stiamo vivendo, se al Veneto venisse restituito quanto dato in base ai versamenti fatti sotto forma di imposte, tasse e contributi, riceverebbe qualcosa come 9,8 miliardi di euro. "Secondo i dati del 2006 dice Drago il residuo fiscale del Veneto è stato addirittura di 11,5 miliardi di euro. Pari al Prodotto intero lordo dell'Estonia. È facile capire come la cosa possa poi creare un sentimento di ribellione".Al tavolo del confronto, che di fatto ha trovato tutti d'accordo sul percorso da fare verso il federalismo, volti e nomi della politica padovana e regionale. I relatori si sono confrontati sull'opportunità dei sindaci dell'Irpef al 20\%, che stanno conducendo la battaglia per ottenere gli introiti dell'imposta come benefit da gestire sul territorio senza perdite. Perplessità e proposte si sono incrociate, ma in generale la bozza Calderoli è stata promossa a pieni voti. Bocche ancora cucite invece, almeno all'interno del Pdl, sul nome del candidato sindaco da opporre alle prossime elezioni a Flavio Zanonato.Michela Danieli.
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'assessore provinciale sta individuando istituti con disponibilità di aule e di insegnanti per avviare presto l'esperimento Classi separate, ecco il piano-Martini "Dipendesse da me, ai giovani immigrati insegnerei anche l'igiene per evitare discriminazioni" Bassano"Se arrivasse il via libera dal Ministero e dalla Regione, il progetto delle classi separate per inserire meglio gli studenti extracomunitari potrebbe partire entro poche settimane, senza aspettare il prossimo anno scolastico. In collaborazione con l'Ufficio scolastico provinciale sto cercando di individuare un istituto superiore dove ci siano aule disponibili e due insegnanti sufficientemente libere per occuparsi di ciascuna delle classi. Ritengo le classi di inserimento necessarie anche per la scuola media, mentre per la primaria non sono fondamentali".Così l'assessore provinciale all'Istruzione Morena Martini spiega al Gazzettino i primi passi concreti che intende compiere per creare "classi ponte" nel Vicerntino. La Martini era ieri mattina a Bassano al convegno "Scuola e lavoro", organizzato dagli Industriali, e si è trovata d'accordo con la collega regionale Elena Donazzan su molte questioni riguardanti l'organizzazione scolastica per gli immigrati. E ha aggiunto parole forti, anche se senza volontà polemiche: "Dipendesse da me, introdurrei per studenti extracomunitari altre materie oltre all'italiano e alla cultura italiana. Per esempio, la cultura della quotidianità, dell'atteggiamento personale e delle relazioni interpersonali nella nostra società. E questo comprende anche l'igiene, il tenersi puliti, perchè anche gli odori possono essere fonte di pregiudizi e di emarginazione. Lo dico con la mia esperienza di insegnante, senza voler apparire razzista ma proprio per un discorso contrario: bisogna eliminare tutti i pretesti che potrebbero venire usati per allontanare questi ragazzi dall'integrazione".L'assessore regionale Elena Donazzan ha insistito sulle sue proposte: "Gli stranieri devono imparare le nostre regole civiche e le nostre tradizioni: è bene che sappiano ad esempio cosa significa per noi una croce sopra il campanile. E' vero che un po' più di educaizone civica servirebbe anche a noi italiani, è una materia che andrebbe potenziata. Ma intanto nelle classi serve equilibrio".Ma nel frattempo presidi e dirigenti scolastici del Vicentino si dicono contrari all'istituzione delle classi differenziate: "Meglio puntare su progetti mirati". Al Da Schio è attivo uno sportello per l'orientamento. Intanto i direttori didattici di tutte le scuole elementari e medie del Bassanese hanno scritto e firmato una lettera aperta al ministro Gelmini contro la riforma.Fincatoa pagina 4 in nazionaleAltri servizi a pagina III, V e VII.
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da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Crivellari: "Spieghiamo tutti i danni che creerà la riforma Gelmini" (m.b.e. La riforma Gelmini della scuola sta facendo discutere, anche l'opposizione. Chi è contrario punta il dito contro gli innumerevoli tagli che questa riforma porterà. Uno di questi è Diego Crivellari, vicesegretario provinciale del Pd, che si scaglia contro le decisioni prese a discapito della scuola pubblica. "Appare sempre più sconcertante il modo con cui questo governo si sta occupando della scuola. L'ennesima riprova viene dal carattere di urgenza assegnato al pacchetto scuola del ministro Gelmini, su cui l'esecutivo ha posto la fiducia, cosa avvenuta, per esempio, per la Finanziaria".Per Crivellari "si decide senza tener conto delle crescenti inquietudini e delle contrarietà che già attraversano largamente il mondo della scuola, dai docenti fino alle famiglie e agli studenti, di spingere l'acceleratore verso una strada che assomiglia sempre di più a un vicolo cieco per la nostra scuola pubblica: tagli complessivi per 8 miliardi di euro che rischiano di affossare e destrutturare definitivamente un settore essenziale per il futuro, un settore sul quale bisognerebbe avere il coraggio di tornare ad investire".L'esponente del Pd cita un caso in particolare, che a suo parere descrive questa politica di tagli. "Emblematico è il caso del tempo pieno: il ministro lo ritiene una esperienza educativa da tutelare o un parcheggio da ridimensionare drasticamente? E che dire del destino di migliaia di lavoratori precari rispetto ai quali, fino a oggi, il governo ha dimostrato assoluto disinteresse? E di quei ragazzi che alle elementari e alle medie rischieranno di essere bocciati anche con una sola insufficienza? Passano i giorni e crescono le incognite. Il Partito democratico, anche nella nostra provincia, si adopererà in un'opera di sensibilizzazione intorno ai temi della scuola e promuoverà al più presto iniziative che si propongono, insieme al coinvolgimento dei cittadini, di far rilevare l¹inconsistenza e la pericolosità delle proposte racchiuse nel pacchetto scuola".
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da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Insegnanti, genitori, personale Ata, studenti e tante famiglie armati di bandiere, striscioni, pentole e fischietti per far sentire la propria voce Così Ester difende le sue maestre "uniche" (la.pi.) "Mi chiamo Ester e le mie maestre sono già uniche". Con un cartello appeso al collo, la piccola Ester Pilan della materna San Rocco, in compagnia della sua famiglia segue il corteo partito dall'Ufficio scolastico provinciale di Borgo Scroffa fino in Piazza delle Poste. Il suo è uno dei tanti slogan che si sono alzati contro la riforma Gelmini durante la manifestazione promossa dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals per difendere la scuola pubblica.Insegnanti, genitori, personale Ata, studenti e tante famiglie si sono dati appuntamento armati di bandiere, striscioni, pentole e fischietti per far sentire la propria voce. Secondo gli organizzatori, sarebbero cinquemila le presenze. Tutti a bocciare il decreto Gelmini, quei provvedimenti che prevedono il ritorno al maestro unico alle primarie, i tagli a insegnanti e bidelli, la riduzione dell'orario scolastico, la chiusura del plessi scolastici delle piccole località di provincia.Sono arrivati da tutta la provincia: maestre agguerrite e intere classi di bambini giunti da Piovene Rocchette, Velo d'Astico, Dueville, Vivaro, Santorso, Costabissara. Gruppi di insegnanti, genitori e studenti degli istituti superiori della città, tra cui Montagna, Boscardin, Fogazzaro o di interi compresivi, come quello di Laghetto. Una protesta pacifica, colorata e ironica, grazie anche alla presenza di numerosi bambini. L'accusata numero uno, naturalmente era il ministro Gelmini, diventata oggetto di caricature e slogan. "In tutte le altre riforme c'è stato un periodo di sperimentazione dice Anna Galtineri, insegnante della scuola primaria di Motta di Costabissara questa invece è calata dall'alto".C'è anche una maestra con il grembiule nero che tiene in mano una fiaccola. Sul petto ha un cartellone che raffigura un mago con la bacchetta magica: "Sono la maestra unica, faccio tutto io dice ironicamente Annamaria Fossà, della primaria di Marola mi occuperò di far lezione, di aiutare i bambini stranieri e disabili, di coprire le supplenze". Poi un gruppo di maestre arrivate con due pullman da Santorso interviene: "Ora le ore di compresenza servono a coprire le supplenze, ad aiutare i bambini in difficolà, a realizzare i progetti. Quando non ci saranno più i tre insegnanti chi si occuperà di tutto questo?"."Come dice un detto africano, ci vuole un villaggio per crescere un bambino". Antonio Dal Ponte, genitore di Davide che frequenta la seconda elementare, ha deciso di partecipare per difendere "il valore della scuola". Pieni di energia i bambini della primaria Giovanni Pascoli di Vivaro: Ines Scortegagna è una mamma che teme "che la scuola, con i suoi cinquanta alunni, sia costretta a chiudere. Sarebbe un peccato, è un istituto eccezionale, con una palestra nuova di zecca". A manifestare ci sono anche i precari come Alessandro Mannoni, 42 anni, insegnante da 12, che se non fosse per i tagli sarebbe vicino all'assunzione: "Il mio futuro? Non riesco a immaginarlo, non vedo prospettive". In Piazza delle Poste, i rappresentanti sindacali hanno parlato da un palchetto di fortuna, con un megafono comparso dopo mezzora di attesa da parte dei manifestanti. "È la più grande manifestazione che Vicenza abbia mai visto in difesa della scuola hanno detto Campisi di Flc Cgil e Tina Cupani di Cisl scuola. L'appuntamento ora è per il 30 ottobre: "Tutti a Roma per la grande mobilitazione".Laura Pilastro.
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da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il sindaco si preoccupa per gli effetti della manovra ministeriale. "Visto che lo Stato diventa latitante, dovremo fornire noi i servizi" "I tagli a scuola? Spese in più per il Comune" Honsell: "Con la riforma, pre e postaccoglienza e docenti di sostegno saranno a carico nostro" Se Gelmini taglia, il Comune dovrà farsi carico di nuove spese per le scuole cittadine di sua competenza. È questo l'Honsell-pensiero, distillato davanti al Mercato del pesce, all'inaugurazione della mostra multietnica di "Note di colore", Melting pot of art. Tutto parte dalla domanda di un cittadino sullo stato delle casse comunali. E il sindaco si concede una battuta sulle sforbiciate romane: "Prima il taglio dell'Ici. Ora, il maestro unico". E non è, precisa, solo una preoccupazione. "Con la riforma Gelmini, saranno tolti i docenti di sostegno e saranno ridotti gli orari. Per garantire ai cittadini gli stessi servizi di prima, pre e post-accoglienza finiranno per essere a carico del Comune. Visto che lo Stato diventa latitante, dovrà essere l'ente locale a intervenire". Il che potrebbe pesare e non poco sulle casse di Palazzo D'Aronco."I servizi per gli studenti - nota Honsell - dovrebbero aumentare, invece, diminuiscono. La cosa più grave è che le misure non vengono prese sulla base di una valutazione qualitativa dei servizi medesimi, ma a tappeto". L'altra preoccupazione di Honsell sono i docenti che seguono gli alunni disabili. "Se il governo taglierà i fondi per i maestri di sostegno, chi li pagherà? Dovremo pagarli noi o non ci saranno".Ma, per fortuna, la vita del primo cittadino non è fatta solo di crucci. L'Unione delle comunità e associazioni di immigrati che ha organizzato il Festival delle culture (ieri in centro il mercatino e la sfilata delle comunità) e rappresenta 47 sodalizi, approfitta dell'occasione per intervistare il sindaco. Davanti alla telecamera, ai "nuovi cittadini" che gli chiedono un consiglio per l'integrazione riuscita, Honsell dice: "L'integrazione ci sarà quando tutti decideranno di cambiare un po' le proprie abitudini. Per i friulani è un po' difficile, per una questione di radicamento. Dovrete aiutarli".Cdm.
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da "Voce d'Italia, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Politica Articoli correlati: *Il sostegno di Napolitano al ministro Gelmini *Sciopero scuola: lancio di uova al provveditorato *Gelmini: Inutile aumentare il numero degli insegnanti per poi dare stipendi da fame Guarda tutti i correlati.
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da "ITnews.it"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Roma, 19 ott. (Adnkronos) - "In merito alle indiscrezioni apparse oggi su alcuni quotidiani desidero precisare che la notizia secondo la quale aderiro' allo sciopero generale della scuola e' priva di qualsiasi fondamento. Anche le dichiarazioni che mi sono state attribuite sono false e non corrispondono al mio pensiero". Lo afferma, in una nota, Cinzia Gelmini, sorella del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, insegnante della scuola elemntare Angelo Canossi a Pontevico, in provincia di Brescia.
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-10-2008)
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Primo Piano Pagina 102 Un centinaio di insegnanti di Cgil e Cisl protestano contro la riforma Pezzi di scuola in piazza Un centinaio di insegnanti di Cgil e Cisl protestano contro la riforma --> Di nuovo in piazza, contro la riforma Gelmini. Ieri, a Cagliari, erano un centinaio gli insegnanti che hanno imbracciato le bandiere di Cgil e Cisl per dire "no al maestro unico e alla riduzione dell'orario nella scuola primaria". Ma nel mirino della protesta, che culminerà con la mobilitazione di Roma il prossimo 30 ottobre, ci sono anche i tagli agli organici. LE CIFRE Parlando di numeri e secondo i calcoli della Cisl Scuola, "sono 1.850 le cattedre che perderà la Sardegna entro il 2010", spiega il segretario regionale Enrico Frau. I sindacati fanno un ragionamento diverso rispetto agli ultimi due governi nazionali che hanno allungato le forbici sugli organici. "Le cifre dimostrano che la cancellazione dei posti non è proporzionale al calo delle nascite, quindi della popolazione scolastica", continua Frau. Per le organizzazioni dei lavoratori, "sulla base del tasso di natalità non si devono sopprimere più di trecento cattedre". A rischio sono anche i cosiddetti docenti "sovrannumerari", ovvero quei cinquecento che, sempre secondo le cifre delle due sigle confederali, "resteranno a disposizione delle scuole, ma potrebbero perdere il posto se mancano le classi". LE RICHIESTE Dalla Cgil-Flc, il rosario di accuse contro la riforma viene firmato dal segretario Peppino Loddo. "Non accettiamo - dice il sindacalista - una manovra che riduce le spese sul comparto di otto miliardi. Significa destrutturare il nostro sistema pubblico di istruzione e mettere a rischio il diritto allo studio e la qualità dell'offerta formativa". A Roma, tra undici giorni, i sindacati chiederanno al Governo l'apertura di "un tavolo negoziale per rivedere il Piano programmatico e correggere i regolamenti attuativi dei decreti che hanno aperto la strada ai tagli. Soltanto così si possono coniugare lotta agli sprechi e salvaguardia delle professionalità". Nel pacchetto degli interventi sollecitati anche da Uil Scuola, lo Snals Confsal e il Gilda Unams, figura il "rinnovo del contratto collettivo nazionale e l'applicazione di sgravi fiscali a favore della categoria". I piedi restano puntati pure sul "turn-over, in modo da sostituire i docenti che vanno in pensione con i precari in attesa del passaggio in ruolo". A sentire le sigle, "dalla riforma non saranno risparmiati i bidelli, con la cancellazione di altri 40mila posti". (a.c.).
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da "Tempo, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa Latina Insegnanti in piazza Novecentosessanta le firme che ieri hanno accompagnato il documento unitario per la difesa della scuola pubblica, consegnato al prefetto dai rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Cobas e Gilda provinciali, al termine della grande manifestazione unitaria tenutasi a Latina, per dire ancora una volta no alla riforma Gelmini. Oltre 1000 infatti gli insegnanti che, armati di striscioni e bandire, si sono ritrovati in Piazza della Libertà per esprimere il loro dissenso alla manovra messa in atto dal Governo, che impone all'istruzione tagli per complessivi 7,832 miliardi di euro. A rischio, secondo i manifestanti, oltre all'offerta formativa, il numero del personale docente e dei collaboratori. A rischio i posti di 87.341 docenti, di cui 650 nella sola provincia pontina, e 43.000 tra amministrativi, tecnici e ausiliari, entro il 2011. "Non è sicuramente questo il modo per garantire alla scuola un futuro sereno - ha tenuto a sottolineare il segretario della Uil Scuola, Gaetano Arduini. La situazione a Latina, così come nel resto d'Italia è drammatica; tanti i precari che dopo aver lavorato per oltre vent'anni si troveranno all'improvviso in mezzo ad una strada". "Quello che manca - ha proseguito Tommasina Fantozzi, segretario generale della Cisl Scuola - è un progetto di qualità. è per questo che abbiamo voluto unirci al coro delle migliaia di colleghi che in questi giorni stanno scendendo in piazza. Ciò che chiediamo - ha continuato a dire - e che abbiamo sottoscritto nel testo presentato al prefetto, è un'apertura al confronto con le istituzioni, che possa portare al varo di provvedimenti in linea con le reali necessità del mondo scolastico". A non piacere al personale della scuola, che il prossimo 30 ottobre scenderà nuovamente in piazza, è soprattutto il decreto legge 137.
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da "Repubblica.it"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 19-10-2008)
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Provincia di Sassari Pagina 7050 sassari Sassari. Oltre duemila personale alla protesta dei circoli didattici cittadini Tutti in piazza contro la riforma Gelmini Sassari Sassari.. Oltre duemila personale alla protesta dei circoli didattici cittadini --> Girandole, palloncini, orecchie d'asino e striscioni colorati. Una manifestazione così non se l'aspettavano neppure gli organizzatori. Alle cinque del pomeriggio in punto si sono messi in fila davanti alla chiesa di Santa Maria. Hanno voltato lo sguardo e quasi non ci credevano: più di duemila persone armate di fischietti e tanta voglia di dire no. "No ai tagli alla spesa pubblica sulle spalle dei nostri bambini. No alla riduzione delle attività didattiche. No alla scuola più selettiva che formativa. No alla chiusura delle sedi scolastiche nei piccoli centri. No alle classi sempre più numerose. No al maestro unico. No alla fine dell'integrazione degli alunni che hanno difficoltà. No alla distruzione della scuola". Si legge in uno dei volantini distribuiti durante il corteo: recitato, cantato, urlato al suono di tamburi, fischietti e coperchi di pentoloni usati come jambais. Le maestre con la maglia stampata che dice "no al maestro unico", si abbracciano felici. "Abbiamo impiegato un sacco di tempo a preparare tutto. Ci lavoriamo da settimane, insieme ai bambini e alle mamme che dopo lavoro si sono incontrate per organizzare ogni dettaglio", racconta entusiasta la maestra della scuola elementare di san Donato, Annamaria Cadeddu, mentre distribuisce un foglietto che riporta una cover di Volta la carta, la canzone di De Andrè ritoccata per l'occasione "C'era un bambino che andava a scuola, volta la carta non c'è più la scuola, non c'è più scuola ce l'hanno tagliata, volta la carta e dimmi chi è stata", e giù otto strofe a parlare dei ministri Gelmini, Tremonti e Brunetta. Alla sfilata di ieri c'erano tutti: insegnanti, genitori, precari, studenti, universitari e tanti bambini a marciare come soldatini perfetti. Tutti pronti a dire la loro sulla scuola che cambia. Alle cinque e mezza, la parata ha lasciato la piazza di Santa Maria si è diretta verso corso Vico per chiudere in piazza d'Italia. Ordinati e decisi, dal primo al tredicesimo circolo scolastico della città e non solo. Ospiti molto graditi anche i rappresentanti delle scuole di Porto Torres, Ittiri e di altri paesi vicini. Insomma, la protesta a Sassari è stata un successo. MARIELLA CAREDDU.
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da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
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VERBANIA. L'ON. BUGNANO (IDV) "Scuola, il rischio tagli non è affatto sparito" "Il rischio dei tagli alle scuole di montagna resta in tutta la sua gravità". Non ha dubbi Patrizia Bugnano, senatrice dell'Italia dei Valori, intervenuta ieri al banchetto di raccolta firme contro il "Lodo Alfano" del partito di Di Pietro dopo avere preso parte in settimana alla discussione sulla riforma Gelmini in Commissione cultura del Senato. "Nonostante le assicurazioni fornite da alcuni parlamentari locali - riferisce la senatrice piemontese -, di fatto non emerge prospettiva alcuna per un cambiamento di indirizzo che garantisca la sopravvivenza delle scuole nei piccoli Comuni. Ho sollevato personalmente il problema che però è caduto nel vuoto, per cui non resta che affidarsi alla speranza di sostanziali cambiamenti di indirizzo da parte di un Governo che smentisca se stesso". La Bugnano denuncia in particolare il comportamento contradditorio della Lega nel sostenere provvedimenti in netto contrasto con l'obiettivo di salvaguardare i comuni montani, che pure i sostenitori di Bossi dichiarano di voler perseguire. Oggetto di critica totale sono anche le indicazioni del decreto Gelmini relative a tempo pieno e maestro unico, che determinerebbero uno scadimento del servizio scolastico diversificato ed efficace attualmente fornito e il rischio di un ritorno al vecchio doposcuola di "parcheggio" per alunni in difficoltà. "E siamo sconcertati - conclude - per il ricorso al decreto legge in una riforma così importante come quella della scuola, che imporrebbe spazi e tempi di discussione ed approfondimento adeguati. Faremo dura opposizione".
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da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
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VERBANIA. BONANNI AL CONSIGLIO PROVINCIALE CISL La ricetta anti-crisi di Bonanni passa anche dall'unità sindacale [FIRMA]MARIA ELISA GUALANDRIS VERBANIA "La migliore medicina per superare la crisi economica è l'unità". Con queste parole il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni è intervenuto ieri all'hotel "Il chiostro" di Verbania nel corso del consiglio provinciale del sindacato. Bonanni ha affrontato i temi principali della scena attuale: non solo la crisi economica, le difficoltà dell'industria e la riforma contrattuale, ma anche il futuro della scuola e la situazione di Alitalia. All'incontro hanno partecipato anche il senatore Franca Biondelli, il presidente della Provincia Paolo Ravaioli, i rappresentanti provinciali di Cgil e Uil e i segretari regionale e provinciale della Cisl Giovanna Ventura e Luca Caretti. "Più che di un "autunno caldo" - ha detto Bonanni - abbiamo bisogno di un "autunno responsabile"". Il segretario generale ha sottolineato l'importanza di rinsaldare il concetto di "confederale": "Il problema non è avere visioni differenti, se poi si trova un punto di incontro. La convivenza si basa sulla sintesi delle varie opinioni, non sui "si fa come dico io", come accaduto per Alitalia". Alla preoccupazione per la riforma Gelmini, che colpirebbe duramente le scuole montane del Vco, Bonanni ha risposto con fermezza: "Ultimamente si parla di federalismo, ma poi si governa in modo dirigistico. Una riforma profonda della scuola è necessaria, ma deve essere concertata con i sindacati e gli enti locali". Sul tema è intervenuto anche Caretti: "Noto che i parlamentari locali di Pdl e Lega non stanno facendo nulla per contrastare i tagli". Ai lavoratori presenti in sala, tra cui numerosi ex dipendenti Tubor, il segretario provinciale ha detto: "Bisogna lavorare per attirare nuova imprenditoria sul territorio in questo momento pesante". Prossimo obiettivo è lo sciopero generale del 30, giorno in cui sarà organizzato anche un incontro pubblico.
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da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
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STRESA. OGGI DIBATTITO CON I PRESIDENTI DI PIEMONTE, LOMBARDIA E LIGURIA "Sì al federalismo, quello vero" [FIRMA]LUCA GEMELLI STRESA Sono stati i temi del federalismo ma anche quelli della crisi finanziaria globale a dominare ieri la scena della prima giornata di lavori dell'annuale convegno di Iniziativa Subalpina, il think tank piemontese dell'Udc, ospitato all'Hotel Regina Palace. "La politica non si fa solo con la politica, ma anche attraverso l'elaborazione culturale" ha spiegato Michele Vietti, vicecapogruppo Udc alla Camera, e presidente di Iniziativa Subalpina. La riflessione si è puntata sul federalismo: "vogliamo evitare che anche questo diventi uno slogan, vogliamo aprire la scatola e guardarci dentro" ha detto Vietti "la proposta Calderoli è molto vuota, preferiremmo sapere subito cosa c'è dentro". Un richiamo al federalismo vero è arrivato anche da Franco Bassanini, presidente dell'Astrid: "abbiamo bisogno di un federalismo che funzioni, di un sistema che fornisca ai cittadini e alle imprese servizi migliori". Bassanini ha sgombrato il campo da interpretazioni anomale della trasformazione in senso federale dello stato ricordando che "il modello federale per funzionare deve essere equo: non può dare più risorse a chi è più ricco e meno alle regioni più povere, perché il sistema non reggerebbe". "Non può esistere federalismo, che non tenga conto di sussidiarietà e solidarietà orizzontale" ha invece osservato il presidente della Fondazione comunitaria del Vco Massimo Nobili "serve una modifica fiscale per incrementare le detrazioni per le imprese e le persone che investono nelle fondazioni comunitarie". Altro tema tornato a più riprese in maniera prepotente durante la giornata di lavori è stato quello delle conseguenze della crisi finanziaria: "c'è qualche tentazione in Italia di tornare al passato, non si può prendere l'alibi della crisi per fermare il rinnovamento della nostra economia" ha denunciato il leader dell'Udc Pierferdinando Casini. "Già ora abbiamo tante piccole Iri all'ombra dei campanili" ha aggiunto puntando il dito verso tutte le municipalizzate e società a capitale pubblico, che occupano lo spazio dei servizi. Forte denuncia anche per le scelte in materia di scuola: "cominciare a tagliare le spese dalla scuola è una scelta senza futuro" ha affermato Casini "purtroppo la politica della scuola la fa Tremonti e non la Gelmini". Il confronto sul federalismo continua anche oggi nella seconda giornata di lavori: a partire dalle 10,45 si confronteranno sul tema del federalismo sostenibile i presidenti di Piemonte, Liguria e Lombardia: Mercedes Bresso, Claudio Burlando, Roberto Formigoni, oltre al sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
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da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
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GIUSTENICE RACCOLTA DI FONDI Anche le caldarroste per salvare la scuola Una castagnata per sostenere le scuole locali è in programma oggi in piazza Don Giovanni Noli a Giustenice (frazione San Lorenzo, ore 12). Ad organizzarla sono il Comitato genitori ed il Comune. Attualmente a Giustenice gli alunni della scuola primaria sono 31 e quelli della scuola per l'infanzia 26. Numeri che, in base alla riforma Gelmini, gettano sulle due scuole l'ombra della chiusura. La festa di oggi è una delle iniziative che il Comitato genitori ed il Comune organizzano da alcuni anni per acquistare attrezzature a sostegno dell'attività didattica. Alla castagnata si aggiungono, infatti, la festa della Befana e la sfilata dei carri di Carnevale. "Siamo una piccola ma significativa realtà. - dicono al Comitato genitori - Insieme operiamo per conservare alcune semplici e simpatiche tradizioni. La cittadinanza risponde con spontaneità e generosità, a dimostrazione che proprio nei piccoli paesi è possibile ritrovare quelle concrete convergenze proprie delle piccole comunità". La festa propone polenta con sugo di funghi, salsiccia o cinghiale, panini e focaccine, salsiccia e carne alla brace, caldarroste, dolci e vino Nostralino. \.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 19-10-2008)
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Gli istituti con meno di 500 alunni perderanno l'autonomia. I plessi al di sotto di 50 verranno chiusi Piano Gelmini, a rischio 72 scuole Entro novembre la Regione dovrà applicare i nuovi parametri del governo.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 19-10-2008)
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Molte scuole dei piccoli centri e dei comuni montani della provincia di Caserta potrebbero sparire già dal prossimo anno. Entro il 30 novembre, infatti, le Regioni dovranno predisporre i Piani di dimensionamento della rete scolastica tenendo conto dei nuovi parametri dettati dal ministro Gelmini e dal decreto legge n.154 che detta regole per "tagliare" e razionalizzare posti, dirigenze, segreterie nella scuola pubblica. Un decreto legge che non piace agli operatori scolastici, ai sindacati, agli amministratori locali e soprattutto ai presidenti delle Regioni che hanno già preannunciato ricorso. MAROTTA ALL'INTERNO.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 19-10-2008)
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DIAMANTE MAROTTA Arriva la mannaia per le scuole dei piccoli centri e per gli istituti che non raggiungono i 500 alunni. Entro il 30 novembre, infatti, le Regioni dovranno predisporre i "Piani di dimensionamento" della rete scolastica tenendo conto dei nuovi parametri dettati dal ministro Gelmini e dal decreto legge n.154 ("Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali") che detta regole per razionalizzare posti, dirigenze e segreterie nella scuola pubblica. Un decreto legge che non piace agli operatori scolastici, ai sindacati, agli amministratori locali e soprattutto ai presidente di Regione che hanno già preannunciato ricorso per una verifica sulla legittimità costituzionale del decreto che sarebbe invasivo delle prerogative regionali. Per farne una valutazione rispetto all'impatto che potrà avere sulla consistenza degli organici sarà necessario effettuare analisi e calcoli accurati, per ora però è possibile dare alcune anticipazioni significative. Il dato più importante del Piano di dimensionamento proposto dal ministero riguarda le autonomie scolastiche. Per evitare di essere "accorpate" ad altre le istituzioni scolastiche dovranno avere un numero di alunni compreso fra le 500 e le 900 unità. In più saranno chiusi i plessi che contano meno di 50 alunni. A conti fatti la nostra provincia potrebbe essere fortemente penalizzata con la perdita dell'autonomia di molte scuole, soprattutto elementari e medie, con tagli che prevedono forti decurtazioni di posti per dirigenti scolastici, direttori dei servizi generali ed amministrativi, docenti e personale Ata. Andando ad esaminare i dati c'è davvero da preoccuparsi. Delle 225 scuole della provincia di Caserta, sono ben 72 quelle che non rientrano nei parametri dettati dal ministero, di cui 12 direzioni didattiche, 16 istituti comprensivi, 36 scuole medie e 8 istituzioni scolastiche secondarie superiori. Tra i comuni più colpiti dal dimensionamento: Sessa Aurunca, Piedimonte Matese, S.Maria Capua Vetere, Caiazzo, San Felice a Cancello, Marcianise oltre naturalmente i comuni delle comunità montane e dell'alto casertano. In dettaglio si riportano le scuole della provincia col numero di alunni inferiore alle 500 unità. Direzioni Didattiche: Ailano, Alvignano, 3° circolo Aversa, Capriati al Volturno, 1° circolo Piedimonte Matese, 2° circolo Piedimonte Matese, Roccamonfina, 1° circolo Sessa Aurunca, 2° circolo Sessa Aurunca, 3° circolo Sessa Aurunca, 2° circolo Teano, Cellole. Istituti comprensivi: "Croce" San Prisco, Pontelatone, Castel Morrone, Pietravairano, Villaggio dei Ragazzi Maddaloni, Formicola, Castello del Matese, "Ventriglia" Piedimonte Matese, Sant'Angelo d'Alife, "Fermi" Cellole, Falciano del Massico, Camigliano, "De Gasperi" Valle di Maddaloni, "Calcara" Marcianise, "Lucilio" Sessa Aurunca, "Ruggiero" Caserta. Scuole medie: "Da Vinci" Caserta, Alvignano, Arienzo, Caiazzo, Capriati al Volturno, "Delle Vigne" Capua, Carinaro, "Beethoven" Casaluce, "Pascoli" Casapesenna, "Garibaldi" Castel Volturno, "Bagno" Cesa, "Tozzi" Frignano, Grazzanise, "Pascoli" Gricignano di Aversa, "Foscolo" Lusciano, Macerata Campania, "Bosco" Marcianise, Mignano Montelungo, "Da Vinci" Mondragone, "Vitale" Piedimonte Matese, Pietramelara, "Giovanni XXIII" Recale, Rocca d'Evandro, Roccamonfina, "Caterino" San Cipriano d'Aversa, San Felice a Cancello, "Da Vinci" San Marcellino, "Perla" Santa Maria C.V., "De Sanctis" Sessa Aurunca, "Laurenza" Teano, "Ungaretti" Teverola, scuola media "Garibaldi" Castel Volturno, San Felice a Cancello, "Alighieri" Casal di Principe, Marzano Appio, Ailano. Gli istituti superiori, infine, sottodimensionati sono: Ipia "Bosco"" Alife, Ipia Sessa Aurunca, Istituto magistrale "T. Da Sessa" Sessa Aurunca, Itc Sparanise, Itg Santa Maria C.V., convitto nazionale "Nifo" Sessa Aurunca, Isiss "Florimonte" Sessa Aurunca, Isis "Covelli" Caiazzo. La speranza di operatori della scuola e sindacati è giungere, in tempi rapidi, ad una intesa tra Comuni, Regione Campania e Governo per una equa soluzione della vertenza che non penalizzi ulteriormente la Campania ed in particolare la provincia di Caserta.
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da "Mattino, Il (Caserta)"
del 19-10-2008)
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SILVESTRO MONTANARO Non si diventa cardinali, principi di Santa Romana Chiesa, di un paesino come l'Honduras, che conta assai relativamente nell'economia e nella politica del mondo globalizzato, senza avere la stoffa e il talento di Oscar Maradiaga. Lo ricorda in teatro, durante l'incontro pubblico, Enzo Romeo, vaticanista, capostruttura esteri del Tg2 e biografo del porporato. "In questi anni, da presidente della Caritas Internazionale - ha ricordato Romeo - Maradiaga ha viaggiato molto ricordando ai Paesi ricchi che i due terzi del mondo devono sopravvivere con un euro e mezzo al giorno. Dinanzi a questo dato la crisi economica che stiamo vivendo impallidisce". "La voce della Chiesa - afferma Maradiaga - deve essere ascoltata: non cerca la politica ma il bene comune". Esempi di questa Chiesa non sono infrequenti in America Latina. Lo ha testimoniato anche il vescovo di Caserta Nogaro, che seguendo la sua abituale linea di discreazione, ha rivolto in privato il suo saluto a Maradiaga giungendo in anticipo rispetto agli orari degli appuntamenti ufficiali nell'Opera Salesiana in via Roma. "L'America Latina è la speranza della Chiesa - ha detto Nogaro - perché la Chiesa, nella sua verità profonda è Cattolica, Apostolica e perseguitata". E poi rivolto al cardinale ha affermato congedandosi: "Lei è carnale alla Carità". "Nel recente intervento all'Onu ho insistito - ha ricordato il cardinale salesiano - sulla scadenza del 2015 fissata dal programma di riduzione della povertà varato all'inizio del nuovo millennio. La chiave è promuovere lo sviluppo". E di qui anche un passaggio importante sull'immigrazione: "È lo sviluppo e non le politiche repressive, le barriere che stanno innalzando gli Stati ricchi, la sola ricetta capace di poter prevenire l'immigrazione clandestina". Maradiaga attacca anche la Fao che nella riunione plenaria di giugno ha cominciato e concluso con un sontuoso banchetto la propria sessione nella quale si era giunti all'infelice risultato di dichiarare che la fame nel mondo non avrebbe potuto essere sconfitta. E poi, immediato, l'affondo sul programma pubblico varato per salvare le banche: "Non possono sconfiggere la fame - dice Maradiaga - ma per gli istituti di credito spendono enormità". Sono presenti in teatro quali interlocutori del cardinale anche il salesiano don Tonino Palmese, referente regionale di Libera e Giovanni Allucci di Agrorinasce. Entrambi hanno evidenziato le analogie tra Campania, Mezzogiorno e America Latina. Si può consegnare i giovani ad un futuro migliore con l'educazione e la qualità della scuola. È la ricetta di don Bosco per togliere i ragazzi dalla strada. Su questo don Palmese attacca il ministro Gelmini: "Dovrebbe essere più cosciente del fatto che le mafie temono una scuola che funziona".
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da "Mattino, Il (Circondario Sud1)"
del 19-10-2008)
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DIANA CATALDO Fino a venticinque anni di precariato, in attesa di ottenere un giorno la tanto sospirata cattedra. Disposti a saltare da una scuola all'altra, anche tre nella stessa giornata, pur di accumulare punteggio e scalare posizioni nella graduatoria permanente ad esaurimento, da cui si attinge per incarichi annuali e immissioni in ruolo. Sono i precari della scuola pubblica (quest'anno 5mila cattedre in meno a Napoli), oggi sul piede di guerra dopo la decisione del ministro Gelmini di tagliare in tre anni 87mila posti di lavoro. Anche solo un punto può fare la differenza, e allora gavetta nelle scuole private parificate (dove dopo 5 mesi e 16 giorni di lavoro, come nelle statali, si guadagnano 12 punti), supplenze provvisorie, anche di un solo giorno, o quelle annuali, che iniziano ad arrivare solo dopo qualche anno (con una retribuzione di poco superiore ai 10mila euro per dieci mesi di lavoro). C'è poi chi paga corsi on line di formazione, anche di pochi mesi, che fanno guadagnare tre punti. Gli stessi che ottiene chi prende una seconda laurea. E c'è chi, una volta archiviata la possibilità di una supplenza annuale, spera di essere chiamato dalle graduatorie di istituto, aperte ogni due anni, per le sostituzioni temporanee (sperando in un rinnovo dell'incarico fino alla fine dell'anno). Oltre alla graduatoria permanente inoltre, ne esiste anche un'altra (a cui si attinge al 50%), in cui sono iscritti gli abilitati con i concorsi regionali (gli ultimi risalgono agli anni Novanta) che aspettano che venga il loro turno di essere chiamati per il contratto definitivo. Quelle ad esaurimento saranno aggiornate tra un anno, ma le speranze di ottenere la cattedra per tanti precari, fino ad oggi fiduciosi, si riducono notevolmente. Il sistema di reclutamento dei docenti è in continua evoluzione. Alla scuola primaria (ex elementare) e dell'infanzia oggi si può accedere solo abilitandosi con la laurea in scienze della formazione primaria, mentre fino a qualche anno fa bastava il diploma magistrale. Per accedere alle scuole superiori, fino all'anno scorso era necessario abilitarsi attraverso la scuola speciale di insegnamento (due anni), abolita dal ministro Gelmini all'inizio del suo mandato. Erano a rischio anche i ragazzi iscritti nell'anno 2007/2008 (attualmente esclusi dalle graduatorie ad esaurimento), "salvati" con le ultime modifiche al decreto: saranno inseriti nelle graduatorie in occasione dell'aggiornamento biennale delle stesse. Non sono invece state ancora rese note le modalità con cui ora i laureati potranno accedere alle graduatorie.
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da "Mattino, Il (Benevento)"
del 19-10-2008)
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MARIO AJELLO Norcia. La piazza la contesta. La provoca. L'accusa. Sparge "falsità, attacchi ideologici e anche insulti". Ma lei - Mariastella Gelmini, quasi fosse una delle nuove Lady di Ferro di cui la collega Mara Carfagna auspica l'avvento nel suo recente libro - cerca di fronteggiarla, tiene il punto, parte all'offensiva. "Stanno diffondendo paure e bugie, ma io vado avanti. Con determinazione!". È giù applausi, da parte di questa che è troppo piccola e troppo geo-politicamente remota per essere definita un'anti-piazza - siamo a Norcia, nel cuore collinoso dell'Umbria, al convegno promosso dalla fondazione Magna Carta - ma è comunque una riunione di gelminiani o gelministi, di sostenitori della riforma e del governo. Per lo più, sono presidi, dirigenti scolastici, professori. Sarebbero pronti a marciare contro il nuovo '68 - di cui anche Bossi vede il pericolo, perché "la sinistra senza più proletari ora sta scatenando gli studenti" - se davvero la protesta nelle scuole e nelle università dovesse assumere le dimensioni viste quarant'anni fa e non si limitasse ad essere il solito rito di stagione, puntuale ed uguale ormai da sempre. "Chi protesta - contro-protesta la Gelmini - dica dove trovare i soldi, per occupare altre centomila persone nella scuola". E via così: la ministra cerca di demolire i suoi critici. Esercitandosi nel contrattacco e nella controinformazione. "Avrei minacciato 87mila licenziamenti? Questa è una balla. Non vogliamo licenziare nessuno, esiste soltanto la possibilità di molti pensionamenti a breve". Ancora: "In barba ai falsi allarmismi, abbiamo pronti due miliardi di euro, per premiare gli insegnanti più capaci sulla base del criterio della meritocrazia". Di più: "Sbloccheremo il turn-over, così sarà ringiovanito il corpo dei docenti all'università" dice, preannunciando un nuovo metodo di assunzione per ricercatori e docenti negli atenei. Ed aggiunge, per quanto riguarda la scuola, "nessun taglio al lungo orario, anzi resterà", perché così si comporta un governo di sinistra e "per certi aspetti noi siamo un governo di sinistra". A cominciare dal suo presidente. "Berlusconi - incalza la Gelmini - mai farebbe o permetterebbe di fare qualcosa che va a svantaggio delle famiglie disagiate". Non arretra ma avanza la ministra, un po' chiarisce meglio la sua riforma, un po' cattolicheggia da ciellina che è ("Noi, come una famiglia, spendiamo in base ai soldi che abbiamo"), un po' s'abbraccia a Napolitano che la sta a suo modo proteggendo dalle ire della piazza. "Insegnare la Costituzione e la lingua italiana ai bambini immigrati - chiede lei - sarebbe razzismo? E certo non faremo classi separate per i bambini italiani e quelli non italiani". L'anti-piazza, se questa riunione così può essere definita, applaude anche i passaggi più concettuali. Il maestro unico "non dev'essere solo un insegnante ma un maestro di vita, una guida, un punto di contatto e di scambio fra la scuola e la famiglia. Serve una Grande Alleanza Educativa per migliorare la scuola". Sennò.... Chiosa Gaetano Quagliariello, capogruppo Pdl al Senato e anima di Magna Carta: "La scuola e l'università sono messe come l'Alitalia. O s'interviene o falliscono". Intanto dall'opposizione, il leader del Pd Walter Veltroni attacca: "So per certo che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica. Hanno fatto tagli agli unici due settori dove non si dovevano fare: scuola e sicurezza".
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da "Mattino, Il (Benevento)"
del 19-10-2008)
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Il governo e la sua maggioranza "occupano" i media italiani, ecco "il perché di tanto consenso". Walter Veltroni, sceglie un piccolo circolo del Pd della periferia romana, quartiere San Basilio, sulla Tiburtina, per il suo affondo contro il governo. Critiche che vanno dalla presenza in Tv, uno "squilibrio" rispetto allo spazio dedicato all'opposizione, fino alle ultime scelte del governo: riforma Gelmini in testa, senza però dimenticare la gestione della crisi finanziaria. Immediata la reazione del Pdl. Il primo a controbattere è Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio: "Veltroni - attacca - ormai straparla, cerca solo una misera polemica". Mentre c'è chi bolla come un improprio spot alla manifestazione del 25 ottobre la presenza del leader del Pd oggi nello studio di Che tempo che fa, ospite di Fabio Fazio. Osserva il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi, Veltroni "ha un solo obiettivo: farsi pubblicità con i soldi di chi paga il canone. Ma il segretario del Pd non ha una televisione tutta sua? E allora la propaganda la facesse dagli studi di YouDem". Partendo dai dati trasmessi dall'Agcom sullo spazio dedicato nella televisione, sia pubblica che privata, alle forze politiche, il segretario del Pd aveva sferrato il primo affondo: "Sui giornali ci sono dati allucinanti - aveva sottolineato - dove la presenza del governo e della maggioranza è al 70 per cento, ecco perché il consenso è così grande. È uno squilibrio inaccettabile". E di fronte ad una "televisione che non è mai stata così schierata", il leader democratico ha contrapposto "la realtà di un Paese in sofferenza che non riesce ad arrivare alla fine del mese". Il segretario però non si è fermato, e dopo le critiche "all'invasione mediatica" del governo, ha contestato alcune dichiarazioni del premier sulla crisi finanziaria: "Gli annunci roboanti stanno a zero", è l'accusa rivolta al Cavaliere. "Berlusconi dice una cosa inaudita" perché "la crisi avrà ricadute sull'economia reale", ha aggiunto. Il riferimento è alle piccole e medie imprese che attraversano una situazione di "grande difficoltà". Da qui l'invito alla "modifica del decreto" sulle banche in modo da introdurre "garanzie" per i piccoli imprenditori e per chi va in cassa integrazione. Il rischio, ha avvertito ancora il segretario del Pd, è che "se si fermano le imprese si ferma tutto il Paese". La ricetta da mettere subito in pratica è dunque "l'aumento degli stipendi a partire dalla tredicesima".
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da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 19-10-2008)
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POCHI ISCRITTI ALL'ELEMENTARE GUADAGNI E ALL'ISTITUTO D'ARTE Sos da Pomigliano: due scuole a rischio chiusura Comune mobilitato contro la riforma Gelmini. Martedì incontro con la Provincia.
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da "Mattino, Il (Circondario Nord)"
del 19-10-2008)
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PINO NERI Pomigliano. "Nel territorio compreso tra Pomigliano e Acerra rischiano la chiusura una scuola elementare e un istituto superiore, ma il problema non è solo questo". Lo sostiene l'assessore alla Pubblica istruzione del comune di Pomigliano, Sofia Salvati, intervenuta sulla riforma Gelmini in veste di amministratore comunale e di rappresentante per le suole superiori dell'ambito 4, la giurisdizione scolastica di Pomigliano e Acerra. Secondo l'assessore da queste parti rischiano grosso un plesso elementare, quello di masseria Guadagni, a Pomigliano, e l'istituto statale d'arte Bruno Munari di Acerra. Motivo: entrambe le strutture non raggiungerebbero il numero di iscritti sufficiente a giustificarne la sopravvivenza entro il settembre 2009, data in cui dovrebbe entrare in azione la legge di riforma, ancora in itinere, promossa dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. L'assessore Salvati incontrerà martedi a Pomigliano l'assessore provinciale alla scuola Angela Cortese, che è a sua volta impegnata a mobilitare Napoli e la provincia. L'incontro è stato organizzato da Nicola Manna e da Monica Andrè, rispettivamente capogruppo consiliare e coordinatrice della lista civica locale Pomigliano Democratica. "Faremo di tutto - annuncia Manna - per informare i cittadini di quello che sta accadendo: vogliamo un movimento anti-riforma esteso al massimo nel territorio". L'assessore comunale Salvati aggiunge che non è soltanto una questione di chiusura delle scuole. "Cosa - spiega - già molto grave. Ma ci sono anche altri problemi, altrettanto gravi, come i tagli degli insegnanti, soprattutto nelle scuole dell'infanzia e nelle elementari, dove i maestri si ridurranno da tre a uno. Per non parlare - conclude l'amministratore municipale - della riduzione del tempo scolastico, che sarà terribile alle elementari ma che comunque sarà molto grave pure negli istituti medi e superiori, e degli accorpamenti".
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da "Mattino, Il (Benevento)"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'assessore Corrado Gabriele appoggia incondizionatamente le occupazioni da parte degli studenti che protestano contro il piano del ministro Gelmini. "L'occupazione e il ricorso delle regioni alla Corte Costituzionale sono le uniche strade per dire no alle scelte del governo sulla scuola e l'università" dice l'assessore regionale alla Scuola e alla Formazione che aggiunge: "Tutti dovremmo ricordare che è grazie a tanti no pronunciati negli anni sessanta e settanta che nel Paese sono cresciuti diritti e democrazia". Ma i tempi sono diversi e lo riconosce anche l'esponente della giunta Bassolino. "So bene che i tempi e le condizioni sono oggi diverse da allora - spiega Gabriele - ma l'unica possibilità di fermare le scelte del ministro Gelmini e del governo su scuola e università sta nel no delle Regioni, con il ricorso alla Corte costituzionale, e nei no degli studenti che occuperanno le università e le scuole a partire dal 21 ottobre in concomitanza con l'avvio delle votazioni in Senato".
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da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-10-2008)
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Sarà una settimana scandita da cortei, assemblee, manifestazioni di piazza e dibattiti nelle scuole quella che si apre domani. Sette giorni di proteste contro la riforma Gelmini, nelle università e negli istituti di ogni grado, per le strade della città, dove studenti e docenti precari torneranno con tutta la loro rabbia. A partire da dopodomani, quando i ragazzi usciranno dalle aule dell'università insieme ai dottorandi e ai ricercatori precari per "dare il benvenuto" in città al premier e al presidente degli industriali. Concentramento alle 10 in piazza del Gesù, dove confluiranno anche gli studenti medi che hanno aderito alla manifestazione, per dare vita ad un corteo che punta ad arrivare in piazza dei Martiri. Invitati a partecipare anche i comitati di genitori e i docenti, precari e non, della scuola, cha da mesi sono sul piede di guerra. Mercoledì assemblea di ateneo all'Orientale (palazzo Mediterraneo, dalle ore 10 alle 17), promossa dal comitato studenti "Stop-Gelmini". I corsi sono stati sospesi dal Senato accademico per dare a tutti la possibilità di partecipare. Tra gli obiettivi dell'incontro anche quello di organizzare un grande raduno di studenti di tutti gli atenei di Napoli e provincia, in vista di incontri con i colleghi delle altre regioni. Tre giorni (21-23 ottobre) di occupazione delle scuole superiori sono state indette dall'Uds, anche se già da lunedì in tutti gli istituti saranno organizzate assemblee per informare e organizzare la mobilitazione. E per venerdì 24 i professori e il personale Ata del liceo Pansini, in sede di assemblea sindacale, hanno lanciato "La lunga notte della scuola" (dalle ore 19, piazza Quattro giornate) per "manifestare la loro indignazione di fronte agli interventi del Governo in materia scolastica". Infine, martedì, assemblea promossa dalla Flc-Cgil con tutte le Rsu del comparto conoscenza. di.ca.
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da "Quotidiano.net"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Benedetto XVI ha ricordato la figura del fondatore del santuario Bartolo Longo, dalla crisi spirituale alla conversione. Poi ha parlato della famiglia come “fondamentale cellula della società"
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Egli infatti, nel periodo degli studi universitari a Napoli, influenzato da filosofi immanentisti e positivisti, si era allontanato dalla fede cristiana diventando un militante anticlericale e dandosi anche a pratiche spiritistiche e superstiziose. La sua conversione, con la scoperta del vero volto di Dio, contiene un messaggio molto eloquente per noi, perché - ha spiegato - purtroppo simili tendenze non mancano nei nostri giorni”. Ad ascoltare il Papa diverse decine di migliaia di fedeli. Per Benedetto XVI la famiglia è la “fondamentale cellula della società”. ”Opportunamente - ha tenuto a sottolineare Ratzinger nel corso della messa mattutina - in preparazione dell'odierna mia visita, uno speciale 'pellegrinaggio delle famiglie per la famiglia' si è compiuto esattamente un mese fa, per affidare alla Madonna questa fondamentale cellula della società. Vegli la Vergine Santa su ogni famiglia e sull'intero popolo italiano!”. Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (156 commenti) Brunetta inaugura a Palazzo Chigi i 'tornelli' per l'ingresso dei dipendenti (112 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (44 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (20 commenti) Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (16 commenti) 17:12:36 - Ma poi ha giocato anche il doppio ieri? Corretta verso la compagna, però forse altri due set fossi s[...] Peccato Flavia! Venus troppo forte16:49:44 - Spero sinceramente che quest'anno sia solo un punto di partenza per Flavia. Può e deve fare ancora m[...] Peccato Flavia! Venus troppo forte16:28:55 - ma ha giocato anche Venus? a me sembra un pò esagerato questo articolo perchè non da nemmeno un mini[...] Peccato Flavia! Venus troppo forte15:55:22 - Io credo che a roger manchi quella magia quell estro che gli ha permesso di dominare il tennis per 4[...] Murray pazzesco Battuto Federer14:49:18 - Ovviamente il mio riferimento alle partigianerie non era riferito in particolar modo al punto finale[...] Gilles Simon gela Madrid14:35:02 - Non c'erano molti dubbi a riguardo . Nadal è un mostro di continuità , basta pensare che l'ultimo to[...] Nadal n.1 sicuro nel giorno del k.o.14:16:03 - Mi trovo d'accordo con te Massimo, noi meritiamo solo quello![...] Il tennis a Madrid è Caja Magica Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo?Una mutua per cani e gatti, sei d'accordo?Crisi finanziaria, cosa fai per salvaguardare tuoi risparmi?Elezioni 2009: il ritiro di Cofferati chi avvantaggia?Chi è la donna più sexy del mondo? La foto del giorno Tim Robbins, stella sulla Walk of Fame L'attore e regista di 'Dead ManWalking' si è detto "onorato" di aver ricevuto il prezioso riconoscimento. Il premio Oscar come non protagonista per 'Mystic River '(2004), era accompagnato dalla sua compagna, l'attrice Susan Sarandon. LEGGI L'ARTICOLO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.
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da "ITnews.it"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Milano, 19 ott. (Adnkronos) - "Io non difendo la scuola cosi' com'e'. Ma e' intollerabile e inaccettabile che in un Paese come l'Italia si possano tagliare 8 mld per l'istruzione e pensare a classi separate" per gli stranieri. Lo ha affermato Walter Veltroni, ospite del programma condotto da Fabio Fazio 'Che tempo che fa', rispondendo alle domande sulla riforma del ministro Gelmini. In particolare la proposta di istituire classi separate per i bambini stranieri rappresenta, per il segretario del Pd, uno dei tanti "piccoli slittamenti che progressivamente ci portano a ben altro. Resta importante garantire la sicurezza dei cittadini e anche l'integrazione".
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da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
MANIFESTAZIONE.CONTRO TAGLI NELLA SCUOLA Prof e genitori in piazza Sono a rischio 400 posti La previsione del sindacato per la Provincia di Novara [FIRMA]MARCELLO GIORDANI NOVARA Quattrocento posti di lavoro in pericolo per i tagli sulla scuola previsti dal decreto dei dimensionamenti, e ieri mattina una delegazione di genitori, studenti, insegnanti e sindacalisti ha manifestato davanti alla Prefettura, raccogliendo firme che verranno consegnate al Prefetto di Novara martedì prossimo. La manifestazione è stata organizzata da Cgil, Cisl, Snals e Gilda, ed ha chiesto il ritiro delle misure contenute nei provvedimenti del Ministro dell'Istruzione Gelmini e di quelli del decreto sulla sanità, che prevede una razionalizzazione del sistema scolastico in vista di un risparmio complessivo sulle spese. "Abbiamo fatto una proiezione di quello che accadrà in provincia di Novara se verrà applicato il provvedimento che è già legge - dice il segretario provinciale di Cgil scuola, Luigi Nunziata - e cioè la chiusura degli istituti con meno di 50 alunni, e il ritorno al maestro unico alle elementari. Avremo una quarantina di piccole scuole di paese che cesseranno l'attività, e si perderanno circa 400 posti di lavoro. Praticamente verranno azzerati i posti finora assegnati ai precari". Silvana Gallelli, maestra alla scuola Don Milani, contesta il ritorno al maestro unico: "Abbiamo una scuola elementare che funziona, perchè portarla indietro di anni? Il maestro unico aveva un significato in un'altra epoca, oggi la situazione è completamente cambiata e questo ruolo è diventato inadeguato". Protestano anche i genitori: Raimondo Mancin ha una figlia in terza elementare e un figlio che il prossimo anno inizierà la prima. "Sarà veramente un bel problema, perchè avrà scuola solo al mattino; al pomeriggio non ci saranno lezioni, ma qualcosa che non sappiamo ancora che cosa sia e, soprattutto, se sarà gratuito o meno". Michele Fioraio, di Oleggio, lamenta "la perdita del tempo pieno. Non si può cancellare una funzione educativa e sociale così importante solo per risparmiare. Speriamo che il Ministro ed il Governo ci ripensino, perchè questi provvedimenti colpiscono le famiglie". Sulle proteste per la scuola è intervenuto anche il capogruppo alla Camera della Lega Nord, Roberto Cota, che ha parla di "strumentalizzazione della protesta, con dati errati:queste persone dovrebbero ricordarsi che fu il Governo Prodi a cominciare a tagliare il personale della scuola".
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da "Quotidiano.net"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Non è facile per me deludere il senatore McCain- ha detto l'ex segretario di Stato dell'amministrazione Bush-. Ritengo entrambi in grado di essere "comandanti in capo" dell'America. Ma Barack Obama, ha aggiunto, è più adatto a gestire i problemi economici della nazione"
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Le parole di Powell, per quattro anni segretario di Stato Usa dell'amministrazione Bush, sono di particolare peso tanto più che l'ex capo di Stato maggiore della Difesa non lesina né gli elogi a Obama nè le critiche alla campagna del repubblicano McCain. Powell ha affermato che ritiene entrambi i candidati in grado di essere "comandanti in capo" dell'America. Ma Barack Obama, ha aggiunto, è più adatto a gestire i problemi economici della nazione. Powell inoltre ha espresso la sua disapprovazione per il tono negativo della campagna elettorale di McCain, ma anche per la scelta come sua vice della governatrice dell'Alaska Sarah Palin: "Non credo" ha detto "che sarebbe pronta per essere presidente degli Stati Uniti". Il candidato repubblicano John McCain, stamattina intervistato da FoxNews, ha reagito immediatamente affermando di trovarsi in "rispettoso disaccordo" con Powell circa la preparazione di Obama, e ha sottolineato di avere, lui, l'appoggio di altri quattro ex segretari di Stato. "Non è facile per me deludere il senatore McCain come faccio questa mattina, e me ne dispiace" ha detto Powell alla Nbc ricordando un'amicizia di 25 anni, "ma sono fermamente convinto che a questo punto della storia americana, ci serve un presidente che non si limiterà a continuare, sia pure con una faccia nuova, le strategie degli ultimi anni". Serve invece Barack Obama: "una figura di trasformazione, un presidente che segni un cambio generazionale ed è per questo che sostengo Barack Obama, non per carenza di rispetto o di stima nei confronti del senatore McCain". Le critiche però non mancano: in queste elezioni, per l'ex segretario di Stato di Bush, "non è importante chi sia il signor Ayers o se uno sia musulmano o meno": il riferimento è a Bill Ayers, l'ex terrorista dei Weathermen (anni 60) che secondo la campagna McCain avrebbe avuto rapporti troppo stretti con Obama; e alle accuse rivolte da Obama di essere in segreto un musulmano. "Queste cose" ha detto Powell "vanno in giro per il mondo e ci danneggiano". Citare il caso Ayers "è al di là di ogni limite". E questo tipo di campagna negativa "mi turba". E ancora, a proposito delle recenti accuse della campagna McCain a Obama di essere un "socialista" perché intende tassare i redditi superiori ai 250mila dollari. "Le tasse sono sempre una redistribuzione della ricchezza" commenta seccamente Powell, e "sono necessarie per il bene comune". Chiamare Obama un socialista perché "ha osato" suggerire che forse è necessario aumentare le tasse "è erroneo". L'annuncio di Powell, di cui si mormorava già da un paio di giorni, è importante perché ad appena due settimane dal voto potrebbe influenzare molti indecisi e perché nessuno mette in dubbio le credenziali in politica estera dell'ex segretario di Stato. Inoltre il repubblicano afro americano è stato una figura di riferimento della comunità nera sul lato conservatore, e Obama sarebbe il primo presidente nero della storia degli Usa. Powell ha dichiaranto però che la questione razziale non è stata dominante nella sua decisione; altrimenti, ha aggiunto, si sarebbe espresso mesi fa. Da quando si è ritirato dopo il primo mandato Bush, Powell è rimasto relativamente nell'ombra. Il suo carattere da militare non gli ha fatto pronunciare parola contro l'amministrazione, ma non avrebbe digerito di aver dovuto convincere gli americani della necessità di attaccare l'Iraq per scovare le presunte armi di distruzione di massa di Saddam. Fu lui a perorare la causa dell'invasione alle Nazioni Unite, agitando la famosa provetta come prova delle armi chimiche del regime iracheno. Nessuno lo accuserebbe comunque di essere una "colomba": era stato sempre Powell, come Capo di Stato Maggiore, a guidare la prima guerra del Golfo nel 1991, sotto l'amministrazione di Bush padre. Elezioni Usa, chi vincera?Sarah Palin balla il rap in tvFOTOSTORY Palin, dalle passerelle alla politica Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (156 commenti) Brunetta inaugura a Palazzo Chigi i 'tornelli' per l'ingresso dei dipendenti (112 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? 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da "Quotidiano.net"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il leader del Pd prende le distanze dall'Italia dei valori. Poi attacca i media che hanno "il vizio di saltare sul treno dei vincitori". Di Pietro replica: "Da parte nostra un'opposizione chiara"
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Di Pietro replica: "Da parte nostra un'opposizione chiara" Milano, 19 ottobre 2008 - Walter Veltroni prende definitivamente posizione nei confronti di Di Pietro e annuncia la fine della alleanza con l'Idv sottolineando le diversità tra le due formazioni: “L'alleanza è finita nel giorno in cui Di Pietro ha stracciato l'impegno (di formare un gruppo unico in Parlamento, ndr) e poi abbiamo due posizioni diverse, anche se, probabilmente, ci ritroveremo assieme nelle Amministrazioni locali, come è normale”. ”E' tutta la vita - ha aggiunto Veltroni, durante la registrazione di 'Che tempo che fa' - che sento qualcuno che fa l'opposizione gridando con un tono di voce più alto. Però quando si va nel merito si vedono grandi differenze. Per esempio, sulla capacità del nostro Paese di integrazione, se chiedete a Di Pietro la sua opinione su questo tema si troveranno cose molto lontane dall'alfabeto della cultura democratica di centrosinistra”. ”Appare del tutto evidente che chi è venuto meno agli impegni - ha concluso - non siamo stati noi”. Veltroni ha quindi commentato il modo in cui la stampa tratta le questioni del Pd: 'Se uno legge i giornali capisce che c'è il vizio di saltare sul treno dei vincitori''. ''Pagine e pagine - ha aggiunto - se noi non facciamo le primarie per un sindaco di una città, mentre non si dice nulla sul modo in cui la destra sceglie i suoi candidati e del fatto che non è mai stato fatto un congresso''. Veltroni ha anche ribadito la sua critica all'informazione televisiva: ''Il 70% dello spazio viene lasciato alla maggioranza e solo il resto all' opposizione''. Il leader del Pd ha anche ricordato di aver preso un partito al 22% dei consensi e di averlo portato al 34%: ''Il centrosinistra - ha detto - è sempre stato in minoranza in questo Paese perché prima ha vinto in quanto la Lega si è presentata da sola e nel 2006 c'è stato un sostanziale pareggio. Il nostro problema ora è di diventare maggioranza partendo dai consensi che abbiamo''. Il Governo “ha l'arroganza di chi ha preso il potere” e chi è fuori dal coro “viene considerato un marziano”, ha detto ancora il segretario del Pd spiegando quali sono i motivi per cui il Governo ha un alto consenso tra gli italiani. ”C'è una gigantesca capacità di fare fuochi d'artificio - ha detto Veltroni -, c'è una gigantesca capacità di esercitare un controllo sui mezzi di comunicazione e c'è una certa tendenza a dire quello che una parte dell'opinione pubblica si vuole sentir dire”. Secondo Veltroni, in questo momento ci sono altri due motivi: “Prima di tutto il Governo ha vinto le elezioni da pochi mesi e c'è sempre uno stato di grazia che dura qualche mese. Secondo, perché c'era un clima internazionale prodotto dalla vittoria di Bush otto anni fa”. Veltroni ha poi criticato l'operato dl Governo per quanto riguarda la sicurezza sottolineando che “sulle paure si sono fatte le peggiori tragedie dell'umanità”. E ha ricordato che “il Governo non ha preso il 50% dei voti, ma meno, ma questo gruppo di persone votate pro tempore hanno l'arroganza e l'atteggiamento di chi pensa di aver preso il potere e c'è fastidio per tutto quello che non è consenso: l'opposizione, i sindacati, il Parlamenti, i magistrati, i giornalisti, l'Europa. Chiunque non sia chiuso dentro questa bolla di pensiero unico viene considerato come un marziano”. Tra le varie questioni trattate non è mancata nemmeno quella personale, relativa all'acquisto di una casa a New York per la figlia che studia negli Stati Uniti. ''Ho preso casa a New York - ha detto - perché mia figlia studia in America e ho fatto due conti su quanto pagavo con l'affitto e quanto ad acquistarla. Ho racimolato i soldi dei diritti d'autore guadagnati in questi anni con tutti i libri scritti e ho acquistato la casa''. ''C'è una grande attenzione - ha ribadito - sulla mia casa di New York, poi nessuno dice niente su chi ha case ovunque, ville se non regge''. LA POLEMICA Gasparri: "Don Walter chiama, Fazio risponde" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (156 commenti) Brunetta inaugura a Palazzo Chigi i 'tornelli' per l'ingresso dei dipendenti (112 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (74 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (52 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (50 commenti) "Permessi sindacali? 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da "Quotidiano.it, Il"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ascoli Piceno | Sarebbero costretti ad accorparsi gli istituti delle zone montane con meno di 500 alunni (contro il precedente limite fissato a 300). "Gli amministratori del Piceno non accettano la logica dei tagli ciechi", ha dichiarato l'assessore provinciale Gobbi. Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelimini, negli ultimi giorni al centro delle mille polemiche e proteste del comparto scuola Sarebbero 35 le scuole elementari e medie con meno di 50 alunni che dovrebbero essere chiuse e ben 10 le dirigenze scolastiche da eliminare a causa della cosiddetta "Riforma Gelmini" che costringe gli istituti delle zone montane con meno di 500 alunni (contro il precedente limite fissato a 300) ad accorparsi. I piccoli centri e le aree montane subirebbero da questo taglio indiscriminato un colpo grave e forse definitivo alle loro possibilità di sopravvivenza. Ciò accade proprio mentre l'Amministrazione provinciale sta studiando insieme ai Comuni modi nuovi per riorganizzare un servizio scolastico di qualità anche nell'entroterra, prevedendo il superamento delle pluriclassi (alunni dalla prima alla quinta riuniti per scarsità di iscrizioni in un'unica classe) e una didattica avanzata realizzata attraverso la costituzione di poli, alcuni allo studio, altri già istituititi, come quello dell'istruzione superiore di Amandola-Comunanza-Montalto-Santa Vittoria. Proprio per trovare le modalità più efficaci per fermare l'impatto dissestante di questa modifica unilaterale imposta dal Governo sui servizi scolastici dell'attuale provincia di Ascoli Piceno è stato fissato per lunedì 20 ottobre un nuovo incontro in Regione fra l'assessore all'Istruzione della Provincia di Ascoli Piceno Olimpia Gobbi, i colleghi delle altre Province marchigiane e l'assessore regionale all'Istruzione Ugo Ascoli. L'assessore Gobbi, oltre a coordinare i sindaci con un costante lavoro già da tempo avviato di informazione ed interfaccia con le altre Province marchigiane, ribadirà ai referenti regionali, titolari della trattativa con il Governo, che tale processo positivo e responsabile non può essere fermato da un intervento governativo preoccupato soltanto di far cassa. "Gli amministratori del Piceno non accettano la logica dei tagli ciechi - ha dichiarato l'assessore Gobbi - da deliberare entro poche settimane sotto il ricatto del commissariamento e senza la dovuta valutazione di che cosa accadrà agli studenti, super pendolari sin dalla più tenera età, alle comunità locali destinate a perdere un servizio vitale e agli stessi Comuni che dovranno prevedere nei loro bilanci risorse per dotarsi degli edifici e dei necessari mezzi di trasporto per i quali peraltro non hanno adeguate risorse". "Questo provvedimento in termini di metodo e contenuti è totalmente inaccettabile - ha commentato il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi - e denota un'assoluta mancanza di consapevolezza di quella che è la realtà di questo Paese fatta di tante piccole comunità locali che rappresentano una grande ricchezza nella loro funzione di presidio del territorio e di salvaguardia di un enorme patrimonio naturale, culturale e sociale. Perdere i servizi di base costituisce un colpo mortale alla loro sopravvivenza e un enorme danno a tutta la società. Già l'Unione delle Province italiane, di cui sono vicepresidente, ha rappresentato la sua forte opposizione a questa misura sia nella conferenza unificata tra Governo ed Enti locali, sia con un ordine del giorno approvato unanimemente a Torino nella recente assemblea e che proporrò anche all'approvazione del consiglio provinciale". "Ci auguriamo pertanto - ha concluso Rossi - che questa sollevazione istituzionale e sociale che si sta delineando nel Paese possa produrre un opportuno ripensamento". 19/10/2008.
(
da "Stampa, La"
del 19-10-2008)
Argomenti: Scuola
Intervista Roberta Dana Mamma di due figlie: "Non so a chi lasciare le mie bimbe" "Io di destra con la vita rovinata dalla Gelmini" MARIA TERESA MARTINENGO Prima della manifestazione contro la "riforma Gelmini" di Cgil, Cisl, Uil e Snals, che ha portato in piazza 40.000 persone, Roberta Dana non aveva mai partecipato a un corteo. Quel giorno, invece, in piazza Castello ha portato anche le figlie e il marito. Impegnata, sì, nel consiglio di circolo della scuola delle sue figlie e come presidente dell'Associazione Genitori Toscanini. Ma mai un presidio, mai uno slogan. Fino al 4 ottobre. "Ho sempre votato An, tranne l'ultima volta", racconta Roberta, educatrice di nido comunale, sposata con Fabrizio, impiegato Telecom, madre di due bambine. "Ho scelto l'Udc: An ha ceduto sulle idee. Sosteneva ordine e rigore per il bene di tutti. Ora il governo Berlusconi quel che fa lo fa a vantaggio di pochi. E dire che la Gelmini all'inizio mi era parsa decisa, positiva". Il ministro dell'Istruzione le era piaciuta per il grembiule? "Mi era parsa più interessata di Fioroni. Poi, il grembiule nella scuola elementare delle mie figlie c'è da sempre ed è utile: elimina le differenze e fa emergere il bambino". Anche il voto di condotta le è sembrato un passo avanti? "Mi è sembrato un'arma a doppio taglio: utile se insegna che la società si basa su regole, negativo se serve ad additare il bambino difficile, quello che va aiutato". Quando si è sentita delusa? "Con il maestro unico: si è capito che c'era un inganno. Io ho avuto una splendida maestra unica, ma nel '78. Da allora tutto è diventato più complesso. E la complessità richiede specializzazione. Poi, la scuola ridotta a 24 ore settimanali. Tutto tirato fuori in piena estate". Il governo sostiene che in Italia si sta troppo tempo a scuola... "In mezza giornata ai bambini si riempirà la testa senza far assimilare niente sul serio, si perderanno le esperienze preziose di laboratori e uscite, si perderà la vera relazione insegnante-allievi. Per di più, in classi più numerose. Altro che scuola di vita". Come immagina la sua organizzazione familiare con le bambine che escono alle 12,30? "Non so davvero. Nessuno può permettersi di uscire dal lavoro a quell'ora. Io se faccio il primo turno finisco alle 13,30. Sul nonno posso contare ogni tanto, ma non posso investirlo di un obbligo quotidiano. E mio marito spesso via". Una baby-sitter? "Non possiamo accollarci altri costi: oggi siamo tranquilli, ma c'è il mutuo, ci sono le spese di casa, quelle per l'attività sportiva di Camilla e Giorgia. Altro non sta". Il premier dice che il tempo pieno resterà e anzi aumenterà e che non c'è da preoccuparsi... "A leggere le nuove norme non mi pare credibile. Al massimo ci sarà la possibilità di lasciare a scuola i bambini anziché con le maestre, con "assistenti", in gruppi che non saranno più la classe. E a pagamento. In campagna elettorale tutti volevano aiutare la famiglia: così?". Lei ha votato centrodestra ed è scesa in piazza contro la scuola Gelmini. Ha visto altri come lei? "Le donne lavorano, a prescindere dalle simpatie politiche. Al corteo c'era un mucchio di gente preoccupata, di idee e anche di religioni diverse. Di solito ci affidiamo a chi ci rappresenta. Questa volta, però, in tanti abbiamo capito di dover fare qualcosa in prima persona".
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da "Corriere.it"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
La polemica Il finto sdegno dei politici. Quando Togliatti disse del piccolo D'Alema: è un nano L'uso bipartisan dei bambini in piazza Dagli "orsetti" leghisti ai minori in tuta bianca. E c'è chi li mette nei calendari Giù le mani dai bambini. Ha ragione la destra, a scandalizzarsi per i piccini portati in piazza dalla sinistra a manifestare contro Mariastella Gelmini: non si fa. Che "la grande novità della contestazione studentesca stia proprio nei baby-scioperati", però, è una balla grande quanto la bolla di sapone da 32 metri con cui Alan McKey entrò nel Guinness dei primati. L'hanno sempre fatto, purtroppo, tutti. A partire da chi oggi si indigna. Un esempio? Maurizio Gasparri. Ieri ha tuonato: "C'è molta malafede in queste contestazioni. Trovo sgradevole l'uso dei bambini nelle manifestazioni. È sbagliato strumentalizzare e disinformare i bambini portandoli nei cortei. È una cosa gravissima e chi lo fa è un cattivo genitore". Bene, bravo, bis. Peccato che una bella foto lo immortali con la figlioletta al "family day". Dirà: era un'altra cosa. Giusto. Ma al di là delle distinzioni, la bambina aveva un "pass" personale per l'accesso al "backstage " con la voce appartenenza riempita così: "Alleanza Nazionale ". Come fosse un'esponente politica (in miniatura) venuta lì a fare politica per un partito. Sia chiaro: non è una polemica solo italiana. Per citare un solo episodio, val la pena di ricordare la Marcia dei Bambini organizzata anni fa dal Children's Defense Found a Washington per protestare contro una serie di tagli. La Coalizione per i valori tradizionali fu durissima. E accusò gli organizzatori di essere dei "disonesti " che strumentalizzavano "l'amore per i bambini ai fini di gonfiare le dimensioni e il potere del governo federale ". Né si può dire che anche da noi le tradizioni non siano antiche. Ve li ricordate i pionieri comunisti? Erano così indottrinati che quando Palmiro Togliatti sentì l'infante Massimo D'Alema rivolgere il saluto al congresso sbottò: "Ma questo non è un bambino: è un nano! ". E i manifesti elettorali della Dc nel dopoguerra? In uno, terrorizzante, una bimbetta scappava davanti ai cingoli del carro armato russo con lo slogan che barriva: "Salva i tuoi figli!". Un altro mostrava uno scolaretto col grembiulino che arringava i compagni di classe: "E se papà e mamma non andranno a votare noi faremo la pipì a letto!". Insomma, molto prima che Il Giornale sparasse ieri mattina il titolo "Che rabbia quei bimbi in corteo" e pubblicasse un commento sdegnato ("Allora, mammine evolute che per le creature cercate la merendina "bio" e lo zainetto-trolley: siamo sicuri che l'esperienza del corteo sia così edificante?"), l'uso dei piccoli come testimonial politici di freschezza, gioventù, pulizia era già stato provato mille volte. E se resta indimenticabile il corteo del 1Ú maggio 1969 per le strade di Milano, con decine di bimbi coi cappottini che portavano al collo il fazzoletto rosso e reggevano il "libretto rosso" maoista sotto le bandiere dell'Unione dei comunisti marxisti leninisti, sarà difficile scordare anche il "Baby club" azzurro fondato nel '94 dalla figlioletta di Maria Pia Dell'Utri: "Mi ha detto: "Mamma, posso essere anch'io presidente di un club di Forza Italia per bambini?" E io: "Ma certo amore, è una splendida idea, chissà come sarà contento papà" ". Strepitosa la motivazione: "La bambina ha voluto uno striscione con scritto "Silvio facci sempre vedere i cartoni", ha raccontato la mamma alla ragazza che la intervistava per il giornale dei quartieri, "Roma circoscrizione". La signora ha poi spiegato che i bambini temevano che se Berlusconi avesse perso le elezioni loro non avrebbero più avuto cartoni animati in tv". I Radicali, ad aprire un loro congresso, piazzarono una scricciola ("tesserata di quattro anni", annotò ironico Filippo Ceccarelli) che si chiamava Altea: "In un bel vaso di porcellana/ era rinchiusa una bella cinesina/ che danzava una danza americana/ con il capitano della Marina". Quindi cinguettò in un diluvio di applausi: "Ciao e buon congresso". "Cari genitori, mi permetto di chiedere il vostro sostegno alla mia candidatura...", scrisse qualche anno fa ai papà e alle mamme dei suoi scolari Maria Paola Marinari, maestra elementare e candidata diessina. "È più bello nascere se si è desiderati", diceva un cartello sorretto da due bambine portate dalla mamma a una manifestazione a fav ore del l'aborto a metà degli anni Settanta. E come spesso accade in politica, i casi di chi mostra di avere due pesi e due misure sono frequentissimi. Uno per tutti, quello di Alessandra Mussolini. Prima schifata dall'aver letto che Ugo Gregoretti ed Ettore Scola stavano preparando per il suo avversario, Antonio Bassolino, uno spot con una specie di ""talk show" con bambini e bambine". Poi soavemente serena nel dire a Klaus Davi che no, "non ci possono essere tabù" all'idea di portare le scolaresche in gita scolastica sulla tomba del Duce a Predappio: "I miei figli è chiaro che li ho portati". Sempre lì torniamo: chi è senza peccato scagli la prima pietra. Vale per la sinistra radicale, che a una manifestazione contro il G8 arrivò a mandare incontro ai poliziotti schierati un bambino sul monopattino con la "tuta bianca " dei più accesi contestatori. Vale per Silvio Berlusconi che non resistette alla tentazione di giocare con le scolaresche chiedendo: "Lo sapete l'inno di Forza Italia?". Vale per An che in polemica col Bossi secessionista fece sfilare bambini con la maglietta che diceva "Io sono italiano". Vale per la Lega, che si è inventata gli "orsetti padani" e fa sfilare i figlioletti con le bandiere col sole delle Alpi e sul palco di Pontida affidò il microfono alla piccola Jessica perché, foulard verde al collo, intonasse il Va pensiero. Vale infine per la destra fascista, che nel solco della propaganda mussoliniana, la più spregiudicata di tutte con quella bolscevica nell'uso dei fanciulli, è arrivata a fare il nuovo calendario 2009 di Forza Nuova con un balilla che fa il saluto romano . O a girare un video, finito su Youtube, in cui un baby squadrista di sei o sette anni, teso il braccio fascista, canta: "Le teste rosse cominciano a cadere / sono tornate le camice nere / sono tornate con spranghe e manganelli / son tornati per l'amor dei miei fratelli / boia chi molla, un grido di battaglia / boia chi molla, là dove si scaglia / questa è la storia di un piccolo fascista / che ammazzò quel bastardo comunista ". Si dirà, a sinistra e a destra e al centro, che ogni papà ha diritto a educare il figlio come vuole. Contro Mariastella Gelmini o contro i "terroni", contro i sindacati o contro i comunisti. E c'è chi in nome della libertà educativa ha teorizzato perfino l'apertura di scuole di destra per i bambini figli di genitori di destra e di sinistra per i bambini figli di genitori di sinistra. Ma non sarà il caso che, su questo punto, facciano tutti un passo indietro? Gian Antonio Stella stampa |.
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da "Corriere.it"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola Affondo di Veltroni: clima di intolleranza pericolosissimo Il Pd contro la Gelmini: classi separate, atto di odio Bossi: la sinistra punta a fare un nuovo '68 ROMA "Le classi differenziali sono un atto di chiusura, di odio, lo straniero crescerà in un clima di estraneità, di rabbia". Walter Veltroni arriva al circolo del Pd di San Basilio, quartiere ultrapopolare della periferia romana, e arringa la piccola folla, scegliendo la scuola come esempio del "brutto clima" che sente in giro. La riforma Gelmini, spiega Veltroni, si inquadra in "un clima di intolleranza pericolosissimo", quello "delle braccia tese nel saluto romano". L'affondo veltroniano si concentra prima sul versante insegnanti: "Brunetta ha osato dire che gli insegnanti italiani guadagnano tanto, quando invece prendono il venti per cento in meno della media Osce". La bocciatura della riforma è senza appello: "Chiuderanno migliaia di scuole" e "sarà favorito l'esodo scolastico". Ma è la proposta leghista quella che infastidisce di più Veltroni: "Dire che un immigrato non può stare in classe con gli altri significa instillare il seme dell'odio". Per Sergio Chiamparino, sindaco di Torino, con le classi ponte si rischia "l'effetto banlieue". Anche se, aggiunge, "diverso è se mi dicono che ci sono bambini che non conoscono l'italiano: si fanno corsi intensivi di italiano per qualche mese e poi vengono reinseriti nelle classi". A rincarare la dose contro la riforma è Pierluigi Bersani: "Una pera ideologica incredibile e astratta: i consensi si ritorceranno in dissensi". Quanto a Umberto Bossi, nessun dubbio. È la sinistra che soffia sul fuoco perché "avendo perso gli operai ora vuole un nuovo '68". Ma le classi-ponte ci vogliono: "Ne ho avuto la prova con il mio figlio più piccolo. La sua maestra continuava a mandar fuori un bambino extracomunitario, un negretto. Mio figlio lo difendeva, e noi le abbiamo chiesto quale fosse il problema. Il problema era che il negretto non sapeva l'italiano. È facile far venire gli immigrati, ma poi ci vuole la pazienza. E non sempre le maestre hanno questa pazienza". Alessandro Trocino stampa |.
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da "Blogosfere"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Ott 0819 La crisi di Fabriano, Marche, Italia Pubblicato da Andrea Garbin alle 21:06 in giovani e politica, giovani e scuola Spero che il pezzo che mi accingo a scrivere non ritardi ulteriormente la riconsegna della lavastoviglie Argo, che l'assistenza, mi sta trattenendo da diverso tempo, le mie mani stanno sostenendo l'insostenibile aggressività dei prodotti per i piatti. Questo per introdurre la crisi di Fabriano, quando ci penso mi vengono in mente le persone che conosco, alcune lavorano nelle fabbriche della Antonio Merloni, altre nell'indotto, altre ancora hanno comunque qualche interesse nelle sorti di una città e di un territorio strettamente legato all'iniziativa della famiglia Merloni. Si perchè quando si parla di Fabriano si parla di Merloni, un pò come a Torino si parla di Agnelli, pur con le debite proporzioni. Ho trovato un articolo su Carta.org del 2004 in cui si prefiguravano le condizioni di una crisi difficile da gestire, ho trovato questo spunto sul sito del senatore Casoli in cui qualcuno gli diceva che forse doveva svegliarsi, un'agenzia di stampa sull'intervento del Vescovo di Matelica , il blog diGiuseppe Luciano Pariano in cui si parla della concessione della Legge Marzano, con intervento di Spacca, Presidente della Regione Marche, guarda un pò proprio di Fabriano. Ieri sera sono andato a prendere due pizze e ho letto sul Messaggero , nella cronaca di Ancona, che uno degli effetti del decreto Gelmini sarà per Fabriano quella di perdere tre istituti scolastici perchè hanno meno di 500 studenti ciascuno. Ho letto alcuni giorni fa di una ricerca fatta in cui i giovani di Fabriano dichiaravano di volersene andare da questa città perchè non c'è futuro. Forse potete capirli, una città che sta vivendo una crisi in cui le famiglie sono coinvolte pesantemente, perchè in alcuni casi due o tre componenti della stessa lavoravano comunque nel settore o nell'indotto della A. Merloni. Una città che pensa di perdere i propri istituti dove i loro figli vanno a scuola, spostarsi da Fabriano non è facile, le vie di comunicazione non sono proprio il massimo. Mentre scrivevo andava in onda Che tempo fa, la trasmissione di Fazio, Luciana Litizzetto ha detto a Roberto Saviano di andarsene dall'Italia, perchè gli vogliamo bene, tanto poi se ne stanno andando in tanti dall'Italia. Siamo un paese in fuga, fuga di cervelli,fuga dei giovani, fuga dalle città in crisi, io non me me voglio andare, mandiamo via quelli che vogliono chiudere questo paese, quelli che ci mettono paura, mostrandoci che la diversità vuole dire insicurezza, quelli che innescano una guerra tra i poveri, quelli che si fanno forti contro i deboli e si prostrano ai potenti, devo dirvi anche chi sono? Ah per favore, la mia lavastoviglie, tanto il tempo per scrivere lo trovo uguale!.
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da "Leggo"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il ministro Gelmini torna a parlare di università ed è di nuovo bufera: "Le risorse andranno alla capacità di creare occupazione". Applausi dagli studenti padani, ma a Roma i docenti oggi vanno a fare lezione in piazza. Quella che si apre è una settimana cruciale per scuola e atenei. Si attende il via libera definitivo al decreto Gelmini, in discussione al Senato, mentre crescono le occupazioni nell superiori.
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da "Leggo"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Greta Posca La scuola torna a far sentire la propria voce. Oggi studenti medi in presidio davanti a Palazzo Marino e, domani, "stati generali" all'Università Statale. Il no alla riforma Gelmini, dopo il successo della manifestazione di venerdì, continua a portare in piazza studenti e docenti. Stamattina il Coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia annuncia un presidio in piazza Scala, dalle 9.30 per ribadire il no alla riforma. E annunciano in un comunicato di essere pronti al blocco delle lezioni non appena "il decreto sarà legge". Domani tocca all'Università Statale. Alle 9.30 nell'aula magna di via Festa del Perdono 3, la Flc Cgil di Milano organizza gli stati generali dell'ateneo. L'assemblea vuole "informare, discutere ed elaborare un'opposizione", come si legge in una nota.
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da "Leggo"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Di Lorena Loiacono Al via una nuova settimana di fuoco nelle scuole romane, scendono in campo i licei e promettono di dare battaglia al decreto Gelmini in discussione al Senato. "Dibattiti, assemblee ed occupazioni per la tre giorni di protesta nelle scuole, da domani a giovedì, in concomitanza con la discussione della riforma in Senato - dichiara Stefano Vitali, portavoce Uds Roma - sosteniamo gli universitari della Sapienza ed informiamo tutti gli studenti medi in vista del maxi sciopero del 30 ottobre". Dilaga dunque a macchia d'olio la protesta che, in settimana, potrebbe generare occupazioni in tante scuole. In agitazione infatti l'Orazio, il De Chirico, l'Aristotele e tanti licei di provincia tra cui le scuole dei Castelli, Tivoli e Guidonia: "Vogliamo portare le lezioni fuori dalle aule, in cortile o in spazi all'aperto con i nostri docenti - racconta Simone, dell'Archimede - contro la riforma e contro un modello di scuola superato ormai da 40 anni". Dibattiti ed informazione anche al liceo Augusto: "Oggi decideremo come organizzarci - spiega Flaminia, V anno - riempiremo il cortile di striscioni e cartelloni per spiegare i punti critici della riforma, per poi riunirci in una assemblea straordinaria". In fibrillazione anche i ragazzi del Teresa Gullace: "Mercoledì faremo un sit-in subito dopo le lezioni dei rappresentanti degli studenti mentre per giovedì - annuncia Andrea, V anno - abbiamo convocato un'assemblea straordinaria per organizzare possibili mobilitazioni". (ass).
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da "Cittadino, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
N Riflettori puntati sulla riforma della scuola (firmata dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini) anche a Dresano. Il centro sudmilanese, che ospita la direzione didattica delle Margherite, cui fanno riferimento anche le scuole di Vizzolo Predabissi e Colturano, organizza per questa sera alle 21 presso l'auditorium Pertini (piano terra della scuola elementare) una serata aperta sul decreto legge approvato pochi giorni fa. La serata prenderà in considerazione soprattutto le conseguenze locali dell'introduzione della riforma, cioè l'eventuale ristrutturazione del plesso scolastico "Margherite", che va dalla scuola dell'infanzia sino alla secondaria di primo grado (ex scuola media inferiore). Sotto la presidenza delle Margherite sono collocati anche i poli scolastici di Vizzolo Predabissi (media Curiel, elementari e materna) e di Colturano, dove esistono solo materna e primaria. Nel corso degli ultimi anni il fabbisogno scolastico della "cintura" melegnanese composta da Vizzolo, Dresano e Colturano ha seguito l'aumento complessivo della popolazione. Nel 2005 è stata aperta la nuova materna di Dresano, mentre l'anno scorso è stata avviata la sperimentazione di "classi primavera" ponte fra nido e scuola d'infanzia.
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da "Nuova Venezia, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
PER LA SCUOLA Notte bianca a Scorzè SCORZE'. Anche Scorzè avrà la sua "Notte bianca" contro la riforma scolastica prevista dal ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Sulla scia di quello che sta succedendo anche in altri istituti italiani, giovedì dalle 21 alle 23 l'istituto comprensivo Arturo Martini di Peseggia resterà aperta con un presidio di genitori e insegnanti per protestare contro il decreto. Ma quella di metà settimana non sarà la sola dura presa di posizione: oggi alle 12 ci sarà una distribuzione di volantini per sensibilizzare l'opinione pubblica sui tagli e la riduzione del personale. Secondo i genitori e gli stessi docenti, la riforma prevista dal ministero metterà in ginocchio anche le scuole di Scorzè. Tra scuola materna e media l'istituto di Peseggia conta oltre 700 alunni che risiedono nelle tre frazioni di Scorzè e un organico di circa 90 docenti. (a.rag.).
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Rosignano. L'appuntamento è alle 17 in piazza del Mercato. In prima fila il gonfalone del Comune In marcia contro la Gelmini Domani a Solvay la manifestazione anti-tagli ROSIGNANO. Una grande mobilitazione in difesa e valorizzazione della scuola pubblica con l'adesione dell'amministrazione e la presenza del sindaco Alessandro Nenci con l'uscita del gonfalone del comune di Rosignano, è stata organizzata, in maniera del tutto spontanea, da genitori ed insegnanti per domani. Inoltre, i comuni di Bibbona, Castagneto, Cecina e Rosignano hanno in programma un consiglio comunale aperto. In Rosignano I SEGUE A PAGINA 1.
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da "Repubblica, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Milano I palazzi disamorati di Letizia DARIO CRESTO-DINA Milano è la capitale italiana dei Suv, a Roma se ne incontrano pochissimi. Tranne nel quartiere Parioli, e immagini che non escano mai da lì, e quelli con i vetri oscurati e la placca NCC, noleggio con conducente. Non ci sono gomme da sgonfiare ed è una buona notizia. *** A Roma non è altrettanto buona la condizione delle biciclette. Qui la spunta Milano, alla grande. A Roma in bici è quasi impossibile girare. Ti arrotano in via del Corso e sui Lungotevere, i sanpietrini ti massacrano il sedere nelle vie del centro. E i vigili ti multano se lasci la bici sui marciapiedi e nelle piazze storiche. L'unico giorno di tregua è la domenica, troppo poco. *** La fauna politica più riconoscibile attorno a Montecitorio è quella della Lega. Look da Nord vero, padanissimo, antico e strafottente. Scarpe pesanti, tante giacche di colori sgargianti, le cravatte sbagliate che canta Paolo Conte sotto le stelle del jazz. Però i leghisti se ne fottono e si muovono da padroni. Sono convinti che l'Italia sia più loro che di Berlusconi. *** Impressioni. I palazzi romani si sono disamorati di Letizia Moratti. Sarà l'invidia per l'Expo, saranno le new entry Gelmini e Carfagna a distrarre il Cavaliere, sarà la cattiveria di Ignazione La Russa, sarà la crisi, ma temo che Letizia ogni tanto rimpianga Prodi. Bello il ritrovato amore di Milano per il rugby, auguri, sorprendente invece a Roma la disaffezione che comincia a sollevarsi tra i tifosi giallorossi nei confronti di Totti. Non è ancora onda, ma la superficie del mare è increspata. (d.crestodinarepubblica.it).
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
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Cecina Tutto pronto per la marcia anti-Gelmini Il Comune in prima fila. Cambia il percorso del corteo di Solvay ROSIGNANO. Una grande mobilitazione in difesa e valorizzazione della scuola pubblica con l'adesione dell'amministrazione comunale e la presenza del sindaco Alessandro Nenci con l'uscita del gonfalone del comune di Rosignano Marittimo, è stata organizzata, in maniera del tutto spontanea, da genitori ed insegnanti per domani. E proprio per andare incontro alle tante richieste delle famiglie e degli studenti che i comuni di Bibbona, Castagneto, Cecina e Rosignano hanno in programma di organizzare un consiglio comunale aperto che avrà come tema proprio la scuola pubblica. Alla marcia che, non a caso, si snoderà lungo il centro di Rosignano Solvay, parteciperà anche l'assessore all'istruzione Fiamma Nesi e sono stati invitati anche i rappresentanti di tutti i sindacati, molti dei quali hanno già dato la loro adesione, alcuni rappresentanti dei Genitori democratici, i consiglieri comunali e, ovviamente, tutti i cittadini interessati a vario titolo alle problematiche della scuola e quindi alla riforma del ministro Gelmini. Il ritrovo è per le 17 in piazza del Mercato a Rosignano Solvay ma, per motivi puramente organizzativi, il percorso del corteo è stato cambiato rispetto a quello previsto una settimana fa. Dunque, la marcia inizierà da piazza del Mercato per continuare in via della Costituzione, passare dal cavalcaferrovia per percorrere le due rotatorie poste davanti al supermercato Coop; da qui il corteo percorrerà la via Aurelia, per passare dal passaggio a livello di piazza della Repubblica, sfociare su via Ernesto Solvay e quindi su via Allende per tornare in piazza del Mercato dove si terrà un'assemblea all'interno della sala riunioni messa a disposizione dell'amministrazione comunale. Assemblea durante la quale tutti, dal sindaco ai rappresentanti sindacali, dalle insegnanti ai genitori e studenti, potranno parlare, esprimere i propri dubbi e porre domande circa i provvedimenti previsti dalla riforma sulla quale in Governo ha posto il voto di fiducia. Una riforma che toccherà le scuole materne, le medie e le superiori, ma che prevede particolari tagli e riorganizzazione (maestro unico, 24 ore di docenza senza rientri pomeridiani, tempo pieno con insegnate prevalente e senza chiarezza di organizzazione per le ore pomeridiane...) soprattutto nella scuola primaria. Dunque anche a Rosignano, come nelle grandi città d'Italia, genitori, insegnanti e studenti, chiedono un "inversione di marcia" al ministro Gelmini. Ed è per questo che, durante l'assemblea di domani, verranno raccolte firme a calce di un documento nel quale genitori, insegnanti e personale Ata (per il quale è previsto un taglio del 17% dei posti) chiedono un confronto con il ministro Gelmini. Lettera che verrà inviata, nei prossimi giorni, allo stesso ministro.
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
MOBILITAZIONI ANTI-RIFORMA L'ALLARME PER LA SCUOLA di ALCIDE PAOLINI Preso da altre più clamorose urgenze, forse il governo non si era reso conto della serietà del problema riguardante la riforma della scuola e l'aveva preso sottogamba. Tanto, deve aver pensato, la maggioranza è tale che non ci potranno essere grosse difficoltà a varare il provvedimento preparato del ministro Gelmini. E forse nemmeno l'opposizione si era resa conto di quanto fosse diffuso l'allarme suscitato da quella proposta di legge, al di là delle solite contestazioni che, com'è già stato ricordato, hanno coinvolto puntualmente ogni nuovo ministro dell'Istruzione, di destra o di sinistra che fosse. Invece, la dimensione di queste prime, clamorose manifestazioni spontanee di protesta, è arrivata del tutto inattesa, perché non si può certo accusare l'opposizione di aver approfittato dell'occasione per incitare i simpatizzanti a fare la voce grossa. Per la prima volta dopo tanto tempo, una parte significativa di quell'opinione pubblica che, a detta di molti, sembrava scomparsa si è fatta sentire, ha occupato le piazze, ha organizzato convegni, manifestazioni, dibattiti, senza neanche l'appoggio dei grandi sindacati, ma unicamente con l'ausilio dei media tecnologici. Il fatto è che alla presentazione del programma di governo, la Gelmini aveva finito per accettare i tagli più brutali pretesi da Tremonti, che erano forse l'unico motivo vero per il quale la riforma era nata. Dimenticando che oggi il mondo avanza a suon di quel sapere che è diventato ormai il carburante essenziale di ogni progetto, di ogni innovazione, di ogni conquista. Ora, pensare a una riforma della scuola ponendosi come fine quasi esclusivamente il taglio della spesa, oltre a essere in certi casi (come, per esempio, quello della cancellazione di migliaia di scuole di montagna) una soluzione immorale, è la manifestazione di una concezione della politica piuttosto ristretta, se non retrograda. Per far tornare i conti, lo sappiamo benissimo, ci sono poche strade a disposizione e tutte certamente impopolari; ma prendersela con la scuola, adducendo la scusa che non corrisponde alle aspettative di un paese moderno, spendendo meno, sembra un controsenso. Ed è per questo che pseudo-riforme come il grembiule o il voto in condotta o la cultura civica (tutte cose che, a spulciare bene i programmi, esistevano già) sembrano addirittura risibili e non sono certo tali da provocare rivolte. Mentre tagliare i posti, le scuole, gli insegnanti di sostegno, solo per risparmiare; oppure istituire classi differenziate o accorpare le classi e altre novità rispondenti sempre a questioni di risparmio (e di discriminazione semirazziale) appaiono provvedimenti inaccettabili. Il tema è di quelli ai quali non ci si può sottrarre lavandosene le mani, perché ci riguarda tutti. Può essere benissimo che su alcuni punti il ministro Gelmini abbia ragione (per esempio sui 5.500 corsi di laurea e su altre intollerabili incrostazioni di certi atenei) e che sia giusto non dire sempre di no. Resta però il fatto che le eclatanti reazioni alla legge sono un frutto spontaneo dell'opinione pubblica, forse il primo dopo un periodo di ipnosi politica, della quale il Cavaliere è indubbiamente l'artefice principale. E potrebbe essere anche il segno che qualcosa sta cambiando. Qualcosa che il Pd e Veltroni faranno bene a tener presente, non tanto per cavalcarla, ma per rendersi conto che i cittadini seguono la politica da un punto di vista diverso dai politici, che attiene sì, il più delle volte, alle preoccupazioni quotidiane, ma in certi casi riguarda implicitamente anche il futuro, non solo il loro, ma anche quello dei propri figli. Quanto ai giovani, questa volta si sono svegliati da soli, senza lo stimolo dei partiti e non è detto che tutto finisca lì. Pensiamoci: è in ballo il futuro del nostro paese. La crisi finanziaria nella quale siamo immersi e dalla quale temiamo possano venire solo danni, ha bisogno di intelligenze nuove, di visioni globali, di confronti internazionali. Di una scuola viva, insomma, non depressa. La Gelmini, non si sa se polemicamente o in buona fede, si mostra sorpresa da questa clamorosa contestazione, dice di non capirla e che la legge evidentemente non è stata esaminata attentamente. Le cifre su cui si basa la protesta non sarebbero esatte. Ma non è questo che la salva dalle critiche. Le critiche riguardano soprattutto lo spirito informatore della legge, che è sostanzialmente punitiva, sia per gli insegnanti sia per gli allievi sia per le famiglie. E non mostra alcuna apertura a una visione più adeguata all'importanza che il problema ha assunto nel mondo d'oggi, particolarmente in Italia.
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da "Repubblica, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Al ministero e reggente di An Generali nelle scuole concerti e carrarmati maxi spot sul '15-'18 La Difesa esalta il 4 Novembre nelle piazze d'Italia Spesa di 6 milioni. Il ministro invita le aziende fornitrici a dare un "obolo" per le celebrazioni (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) VINCENZO NIGRO E' il "bollettino della Vittoria" con cui 90 anni fa, il 4 novembre del 1918, il generale Armando Diaz annunciava all'Italia la resa dell'Austria e la vittoria del Regio Esercito nella prima guerra mondiale. Quelle lapidi, quella vittoria, quella guerra stanno per essere riscoperte e forse strumentalizzate nella più imponente manifestazione di propaganda militare che l'Italia repubblicana abbia mai messo in piedi. Il ministro della Difesa Ignazio la Russa ha definito con un gruppo di studio una serie di iniziative per "celebrare la Vittoria nella Grande Guerra e risvegliare negli italiani i sentimenti di orgoglio e di unità nazionale". Si inizia da oggi, con lezioni di storia in 200 licei: Mariastella Gelmini ha accettato che ufficiali delle tre forze armate e dei carabinieri vadano nelle scuole a spiegare il significato della Grande Guerra, ma non solo. "Per volontà del ministro La Russa", dice il generale Giancarlo Rossi, portavoce del ministro, "verrà ricordato che il 4 novembre da 90 anni è anche il giorno dell'Unità nazionale e delle forze armate, oltre che quello della Vittoria nella Grande Guerra". Per questo La Russa ha pensato di fare le cose in grande: la festa sarà di fatto trasferita dal 4 novembre (un martedì) al week-end dell'8-9. In ventuno piazze italiane ci saranno innanzitutto la cerimonia dell'alzabandiera e poi dell'ammainabandiera. Ancora: sfilate, parate, mostre statiche di carri armati ed elicotteri, concerti di bande e fanfare, simulazioni di assalti militari, lancio di paracadutisti. Tra le 21 piazze ci sarà anche quella di Bolzano, dove ogni anno il 4 novembre provoca tensione con i tirolesi austriaci. Ma il clou sarà a Roma: La Russa ha chiesto ai militari di dare il meglio di sé al Circo Massimo, con parate ed esibizioni varie, e poi a Piazza del Popolo, dove ci sarà un "concerto tricolore" di Andrea Bocelli. Non tutti i militari sono convinti che quello scelto da La Russa sia il modo giusto per celebrare la Vittoria. Innanzitutto per un problema di fondi: negli stati maggiori fanno notare che verranno spesi 6 milioni di euro, di cui più di 1 milione per l'evento-Bocelli. Il tutto nel momento in cui si rinuncia alle missioni all'estero e all'addestramento del personale. Sui fondi La Russa, oltre a utilizzare parte del bilancio della Difesa, ha fatto qualcosa che ha creato imbarazzo anche nel settore dell'industria: usando l'Associazione delle industrie della Difesa, il ministro ha chiesto ai fornitori del ministero di versare soldi per organizzare il week end tricolore. Da Finmeccanica in giù a tutti sono stati chiesti 30mila euro, un "obolo per la Grande Guerra". In una riunione all'Esercito è stato avvistato un altro problema: la "santificazione" dei 90 anni della Vittoria rischia di far apparire ancora una volta le forze armate strumento di parte, di metterle al servizio di un disegno di propaganda politica che non è nazionale, ma spesso di partito o magari del ministro in persona. Le prime insofferenze - in estate - ci sono state per l'uso di soldati per compiti al di fuori della loro missione naturale, come le operazioni anti-criminalità o anti-immondizia. E ora c'è il maxi-spot sul 4 Novembre. "Con l'aggravante che mandare ufficiali nelle scuole d'Italia a parlare di qualcosa su cui non sono professionalmente preparati e titolati rischia di delegittimarci, di renderci strumento di un'operazione che potrebbe ritorcersi contro la Forze armate", dice un altissimo ufficiale. Il rapporto di La Russa con la Difesa ormai da settimane è diventato delicato: le continue gaffe pubbliche, la scarsa presenza al ministero per inseguire il compito di reggente di An, il metodo di lavoro che ha adottato (affidarsi a intuito e improvvisazione politica, non allo studio dei dossier), hanno scavato un solco tra lui e la dirigenza militare. "So bene di questo disagio, e sono sicuro che il governo saprà affrontarlo", dice il generale Enrico Del Vecchio, ex capo del Comando operativo interforze, oggi senatore del Pd: "Ma una cosa è chiara: celebrare in maniera strumentale la giornata in cui le Forze armate si aprono alla popolazione sarebbe un grave errore. Ben venga il riconoscimento per l'Unità d'Italia, ma nessuno può appropriarsi politicamente delle forze armate".
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da "Messaggero Veneto, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Latisana. Protagonisti della vicenda 8 studenti che hanno raggiunto Portogruaro: rischiano la sospensione Marinano per una gara di sbornia LATISANA. Rischiano una sospensione e forse anche una denuncia. Sono otto ragazzi di età compresa tra i 15 e i 17 anni, tra i quali c'è anche un adolescente di latisana. È accaduto a Portogruaro.Così come in altri istituti italiani, sono giorni di sciopero nelle scuole portogruaresi. Non tutti gli studenti tuttavia, nella località veneta, partecipano alle iniziative contro la riforma Gelmini. Gli otto ragazzi protagonisti della vicenda anzichè andare a scuola avevano deciso di trascorrere una mattinata alternativa a suon di vodka, che hanno acquistato in quantità da qualche negozio, probabilente della zona. Fatto sta che in viale Pordenone i giovani hanno fatto una gara a chi beveva di più. Risultato: uno dei ragazzi è stato soccorso dai sanitari ed è finito all'ospedale con i sintomi del coma etilico. Fermati dai carabinieri, gli studenti che avevano scelto di "marinare" la scuola per fare una gara a chi beveva più superalcolici hanno mantenuto un atteggiamento di sfida. Sono stati portati in caserma per essere identificati. A un certo punto è stato richiesto l'intervento di un medico per accertare lo stato di salute di tutti. Quindi sono partite le telefonate ai genitori, avvertiti dagli stessi militari che i propri figli avevano preferito una gara di sbornia alle lezioni a scuola. Le indagini proseguono per accertare se ci siano gli estremi per giudicare molesto il comportamento dei giovani dopo l'ubriacatura. Rosario Padovano.
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da "Repubblica, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il caso La sorella del ministro: "Non sciopero" e la Cgil: "Bene, non siamo stalinisti" MILANO - "Non è vero, come è stato scritto, che aderirò allo sciopero generale della scuola". Cinzia Gelmini, la sorella del ministro dell'Istruzione che fa la maestra elementare ed è anche delegata della Cgil-scuola a Brescia, ha smentito ieri di essere intenzionata a dare vita a una "lotta" in famiglia. Subito dopo è sorto un'altra curiosità: vuol forse dire che dopo trent'anni di insegnamento e di militanza nella Cgil, la maestra di Milano sorella della ministra si è convertita alle idee-cardine della riforma? No, vuol solo dire che intende sottrarsi al gioco mediatico delle sorelle-contro. Sandro Gaffurini, segretario della Cgil-scuola di Brescia, sta dalla sua parte: "Capisco la sua difficoltà personale. Da parte mia dico che il giudizio sul fatto che la nostra delegata decida di non aderire allo sciopero è di assoluto rispetto. La Cgil non è stalinista. Comprendiamo le ragioni personali di Cinzia e siamo certi che il suo no allo sciopero non cambia la sostanza politica delle sue convinzioni".
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Appoggio alla protesta degli studenti e invito ad un confronto a tutto campo La Cgil prepara lo sciopero di giovedì LUCCA. La Cgil di zona esprime intanto piena solidarietà e sostegno alle iniziative di lotta (assemblee, manifestazioni, occupazioni di istituti) che in questi giorni il movimento degli studenti "nella sua autonomia, sta sviluppando anche nella nostra città, contro il decreto Gelmini e contro le scelte politiche di questo governo finalizzate a tagliare risorse umane e finanziarie alla scuola pubblica, a ridurne la qualità formativa, a favorire l'ingresso di capitali privati, ad aumentare il numero dei precari, a tornare agli anni'50". La Cgil ricorda di essere impegnata per la piena riuscita delle sciopero generale di giovedì, con manifestazione nazionale a Roma, promosso da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Consal e Gilda degli insegnanti, "a difesa della scuola di tutti, per abrogare la norma che introduce il maestro unico e l'orario di 24 ore settimanali nella scuola primaria, per la garanzia del tempo prolungato nella scuola secondaria, per il rinnovo del contratto, per la garanzia degli organici e la tutela del personale precario". Anche dalla nostra provincia i sindacati hanno organizzato la partenza di numerosi pullman per la piena riuscita della manifestazione nazionale. "è importante però che anche a livello locale - dice la Cgil - si avviino un dialogo e una collaborazione non solo tra movimento degli studenti e insegnanti ma anche, in maniera più ampia, tra studenti e lavoratori e le loro rappresentanze, per approfondire i contenuti di una mobilitazione comune per impedire l'affossamento della scuola pubblica, la riduzione dei salari, l'aumento di precarietà e povertà. "La Cgil di zona è pronta a fare la sua parte proponendo subito un incontro in settimana tra tutti i soggetti in movimento per avviare un primo confronto, in modo da costruire anche possibili iniziative comuni di mobilitazione a livello locale".
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
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Lucca BREVI DALLA POLIZIA Borseggiatore preso in centro Un borseggiatore è stato arrestato in centro storico. Stava sfilando il portafogli a un imprenditore edile, ma è stato bloccato da un agente di polizia che stava passeggiando con la moglie: ha visto la scena ed è intervenuto. LAVORI GEAL Tre le zone oggi senz'acqua Oggi per lavori della Geal l'erogazione dell'acqua sarà sospesa a S. Alessio in via Borelli dalle 8 alle 12, alla Cappella Alta dalle 9 alle 17, a Balbano in via delle Corti dalle 13 alle 17. SAN MARCO Aperte le iscrizioni al corso di pittura Sono aperte le iscrizioni al corso di pittura che si tiene nei locali della chiesa di San Marco il giovedì sera. Per maggiori informazioni, telefonare al 331 4537395 o 0583 998450 (ore pasti). SCIENZE POLITICHE Claudia Corsi si è laureata Claudia Corsi si è laureata in scienze politiche e internazionali discutendo la tesi geopolitica della pesca "Aspetti giuridici economici e sociali" con il professor Alessandro Volpi. Congratulazioni da familiari, parenti e amici, e un bacione dal piccolo Marco. PROVINCIA Domani si parla dei decreti Gelmini Saranno illustrati e discussi domani alle 15 nella sala Accademia 2 di Palazzo Ducale, nel corso di una riunione della VII "Commissione politiche sociali, scuola e cultura della provincia di Lucca", i decreti del ministro Gelmini. Le sedute delle commissioni sono pubbliche.
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da "Repubblica, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Parigi si mobilita migliaia in corteo Scuola, Gelmini apre alla Lega "Esame di italiano agli stranieri" Università, lezioni-protesta dei fisici nelle piazze Il ministro ai giovani padani: ma non parliamo di classi ponte Il Pd all'attacco Sul tavolo anche l'albo regionale dei docenti. Tam-tam per le occupazioni MARINA CAVALLIERI ROMA - Lezioni di fisica in piazza, occupazioni organizzate sull'onda degli sms, polemiche sulle classi per stranieri ma anche applausi a Gelmini da parte dei giovani della Lega. Continua la lunga maratona del ministro. E proseguono le mobilitazioni nelle scuole. Oggi i professori universitari di Fisica saranno a Roma in piazza - Montecitorio, Campidoglio, Navona - per tenere lezioni universitarie all'aperto. Lezioni-protesta, dicono i promotori dell'insolita iniziativa del dipartimento di Fisica de La Sapienza, "contro i provvedimenti governativi che mutilano la ricerca e l'università". Ma per il ministro non ci sono solo contestazioni. Ieri sono arrivati gli applausi dei giovani padani. Perché esiste anche un altro movimento. Sono gli studenti della Lega, inneggiano a Bossi e al federalismo, sono ancora invisibili nelle scuole, ma pronti ad organizzarsi e da loro è andata il ministro che dopo le contestazioni delle piazze è volata al nord. Occasione dell'incontro è stato il terzo appuntamento della scuola politica dei giovani della Padania. Al termine del dibattito il ministro ha trovato anche il tempo di fare alcune precisazioni: "Non parliamo di classi ponte ma di una verifica della conoscenza della lingua per mettere i ragazzi stranieri nella condizione di essere cittadini al pari dei nostri. Quello che è stato detto è ancora una volta frutto di disinformazione". Polemiche inutili, per il ministro, così come quelle che hanno riguardato i tagli. Gelmini infatti ha tranquillizzato i genitori e i piccoli comuni riguardo la chiusura delle scuole di montagna e delle isole: "Non prevedo chiusure di scuole ma semplicemente l'accorpamento delle dirigenze e del personale amministrativo". "Il ministro è stata molto efficace e disponibile", ha detto Francesca Manzotti, rappresentante del movimento dei giovani padani. "Noi abbiamo posto le questioni che ci stanno a cuore: albo regionale dei professori perché siamo contrari a continui spostamenti, le classi complementari per stranieri e programmi scolastici legati alla storia del territorio. Il ministro ha detto che il federalismo riguarderà anche la scuola". Sulle risorse per l'Università, il ministro ha ribadito che la distribuzione avverrà in base "alla qualità, alla ricerca e alla capacità di creare occupazione. Oggi abbiamo centinaia di corsi di laurea ma si tratta di un'offerta formativa in molti casi autoreferenziale. Finora il sistema della distribuzione non è stato né virtuoso, né efficiente, né efficace, e ci sono "bilanci in disordine, frutto di cattiva gestione". Ma sono le classi per stranieri quelle che fanno più discutere. A Nord come a Sud. "Le classi differenziate per i bambini degli immigrati sono cose che non possono essere accettate", ha detto il leader del Pd Veltroni intervistato a Che tempo che fa. "Questi sono piccoli slittamenti della democrazia che poi ci faranno trovare in tutt'altra situazione. Questi bambini ci sentiranno come dei nemici, noi dobbiamo promuovere l'integrazione". La questione è aperta. Intanto continuano le mobilitazioni. "Vediamoci domani davanti scuola per occupare", è questo l'sms che ieri girava sui telefonini degli studenti romani delle superiori dove, come nel resto del paese, molti istituti sono già occupati.
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Montecatini Studenti stamani in corteo Contro la riforma Gelmini in campo le superiori PISTOIA. Studenti in piazza stamani per manifestare contro la riforma della scuola proposta dal ministro Maria Stella Gelmini. Quella di stamani è la prima manifestazione studentesca di quest'anno, almeno a Pistoia, mentre in altre città anche vicine è già iniziata la stagione delle occupazioni. Unico precedente pistoiese invece è la contestazione-presidio di giovedì scorso, portata avanti dai ragazzi dell'istituto d'arte Petrocchi. In questo caso però i ragazzi contestavano provvedimenti interni all'istituto e non problematiche di livello nazionale. Ad organizzare la manifestazione di stamattina sono stati i ragazzi dell'istituto professionale Pacinotti e quelli dell'istituto d'arte Petrocchi. Hanno già dato la loro adesione, inoltre, i ragazzi del liceo scientifico Duca d'Aosta, ma gli organizzatori si aspettano la partecipazione anche di studenti di altre scuole. Il ritrovo è previsto alle 8,30 in piazza San Francesco; il corteo proseguirà poi per le vie del centro. Ma le contestazione alla riforma Gelmini a Pistoia non si fermeranno qui. Per giovedì è già annunciata un'altra manifestazione indetta dagli studenti dell'istituto professionale Einaudi. Giovedì il corteo partirà alle 8.45 dall'istituto professionale di via Pacinotti e si proseguirà per il centro passando per corso Gramsci, piazza San Francesco, piazza del Duomo e poi nuovamente in piazza San Francesco dove è previsto il concentramento finale. Marta Quilici.
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Pisa Scuola, consiglio comunale aperto PAPPIANA. Dopo l'occupazione attuata da insegnanti, genitori e bambini un consiglio comunale aperto alla scuola "Domenico Marco Verdigi". Si svolgerà domani, con inizio alle ore 17, con il tema "Per una istruzione di qualità che promuova ugualianza e crescita formativa". Così San Giuliano raccoglie l'appello che era stato lanciato dal tavolo interistituzionale pisano per la scuola e le varie mozioni presentate sull'argomento. In pratica sarà l'occasione per contestare il decreto voluto dalla ministra della pubblica istruzione Gelmini.
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Prato Il giorno della verità al Cicognini-Rodari Gli studenti decisi ad occupare, il preside pronto alla linea dura PRATO. Mattinata decisiva per le occupazioni studentesche. Gli istituti che la scorsa settimana hanno messo a punto con assemblee, votazioni e dibattiti la forma di protesta da adottare, da oggi cominceranno ad occupare. Tra questi il liceo Copernico, dove tuttavia gli studenti potranno decidere anche di entrare in classe e fare lezione. La scuola di viale Borgovalsugana - a quanto ci comunicano i rappresentanti d'istituto- resterà occupata dai ragazzi nelle ore diurne e notturne in segno di protesta. Ma il vero match si disputerà al Cicognini Rodari, dove il preside Luigi Nespoli cercherà di bloccare l'occupazione, come annunciato nella lettera inviata dal dirigente agli organi di stampa sabato scorso. A questo proposito e in risposta alle accuse del preside i rappresentanti del liceo Cicognini fanno sapere che l'occupazione è stata richiesta dagli studenti spontaneamente, senza pressioni da parte di facinorosi o rappresentanti delle altre scuole occupate. "Al Cicognini abbiamo raccolto le firme per occupare su richiesta degli studenti- spiega Cosimo Mugnaioni del Parlamento regionale- noi rappresentanti inizialmente eravamo favorevoli anche all'autogestione pomeridiana come forma di protesta contro la Riforma Gelmini". Adesso sarà il faccia a faccia tra il preside e gli studenti a decidere la sorte dell'occupazione, anche se la posta in gioco per i ragazzi, se il preside prenderà i provvedimenti annunciati, potrebbe essere alta. Ma mentre l'occupazione al Buzzi continua ad oltranza da giorni, anche al Marconi e al Polo Reggiana le scuole fino ad oggi in autogestione, meditano di occupare. I rappresentanti maggiorenni si riuniranno oggi alle 17 al Copernico in un incontro voluto dal sindacato studenti per decidere le prossime mosse. Notte bianca. Giovedì 21 ottobre alla scuola primaria dell'istituto Gandhi di via Mannocci 23/E a Galciana sarà organizzata la "notte bianca" da parte di genitori, insegnanti e studenti in segno di protesta per l'entrata in vigore del decreto legge Gelmini. L'iniziativa comincerà alle 16,30 al termine delle lezioni. Miriam Monteleone.
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da "Metronews"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Uscito su Metro il 20/10/2008 Lascia il tuo commento! Un'informativa sui cortei non autorizzati di venerdì contro il Decreto Gelmini. La scriverà la Digos. Nell'occhio del ciclone, il serpentone formato dai ragazzi del Severi diretto in piazza Maggiore. Intanto è stata archiviata la denuncia ai danni del preside e del presidente di circoscrizione delle elementari XXI Aprile per l'assemblea permanente contro il Ministro.
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da "Tirreno, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Attualità "Ma non sono classi-ponte..." A Milano la Gelmini aggiusta il tiro sugli immigrati e smentisce anche i tagli in montagna e sulle isole MILANO. Fuori la contestano ancora quelli dei Centri sociali, dentro invece questa volta si alzano in piedi per applaudirla, fazzoletti o cravatte verdi al collo, pronti ad ascoltarla per circa un'ora senza interromperla con fischi e insulti. Dopo giorni di contestazioni e sit-in di protesta, ieri il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha trovato allievi molto più bendisposti nei confronti suoi e della sua riforma: gli studenti del Movimento Studentesco Padano. Un incontro senza giornalisti presenti, per scelta precisa, che è servito a verificare i punti di convergenza tra la scuola che ha in mente il ministro e quella federale che vorrebbero Lega Nord e Lega Lombarda. "Hanno capito che la scuola che voglio io mette al centro i ragazzi e i loro diritti - ha detto il ministro uscendo sorridente dall'incontro mentre gli studenti inneggiavano a Bossi e alla Lega Nord - il loro diritto è soprattutto quello di avere una scuola di qualità, una scuola che educhi". E che crei anche occupazione. Rispondendo infatti alle domande dei giornalisti sulle risorse per l'Università, ha ribadito che la distribuzione avverrà in base alla qualità, alla ricerca e alla capacità di creare occupazione. "Oggi abbiamo centinaia di corsi di laurea - ha aggiunto - ma si tratta di un'offerta formativa in molti casi autoreferenziale". Finora il sistema della distribuzione non è stato virtuoso, né efficiente, ha ripetuto, e ci sono bilanci in disordine, frutto di cattiva gestione. Il ministro ha poi tranquillizzato i genitori e i piccoli Comuni riguardo la chiusura delle scuole di montagna e delle isole "Io non prevedo chiusure di scuole di montagna o delle isole - ha detto - ma semplicemente l'accorpamento delle dirigenze e del personale amministrativo". Così come sono frutto di polemiche anche le classi per gli studenti immigrati. "Non parliamo di classi ponte - ha detto compiendo un parziale aggiustamento di tiro - ma piuttosto di una verifica della conoscenza della lingua per metterli nella condizione di essere cittadini al pari dei nostri ragazzi".
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da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di Oristano Pagina 4049 Scuola --> Oristano La situazione della scuola oristanese, alla luce del piano Gelmini, sarà al centro di una conferenza stampa in programma oggi alle 11 negli uffici della Cisl.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. Davanti ai giovani di FI a Moniga Gelmini: così salverò l'università "malata" Un sistema di valutazione della ricerca per la distribuzione delle risorse; la riforma nel reclutamento del corpo docente, che va svecchiato anche perché nel 2010 se non cambieranno i meccanismi di spesa l'università non potrà più pagare gli stipendi; la revisione del dottorato che vuol dire meno dottorati ma di qualità; un meccanismo per cui la laurea triennale offra vere opportunità e quella magistrale porti a risultati concreti e di qualità. Sono questi i punti fermi della riforma universitaria a cui il ministro Mariastella Gelmini intende porre mano. L'ha annunciato ai giovani di Forza Italia a Moniga per un corso di formazione. La Gelmini ha chiesto loro di difendere la sua proposta di riforma scolastica dalle "accuse infondate diffuse dalla sinistra". 7.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'INTERVENTO. L'appello del ministro bresciano ai giovani lombardi di Forza Italia riuniti a Moniga: "Spiegate alla gente cosa sta facendo questo governo" Gelmini: La mia riforma incompresa di Natalia Danesi È la donna più contestata del momento. Ma all'incontro con i ragazzi del suo partito, sul suo lago di Garda, non ha voluto rinunciare. Mariastella Gelmini è intervenuta per un breve saluto alla convention regionale di Forza Italia Giovani, che si è chiusa ieri a Moniga. PER GLI OLTRE 300 partecipanti alla tre giorni di formazione, veder spuntare il ministro dell'Istruzione (annunciata, ma in odore di forfait) in fondo all'aula è stata una sorpresa. Tutti quanti si sono alzati subito in piedi "sull'attenti", e le hanno dedicato un caloroso applauso per ringraziarla della sua presenza. Da quando Gelmini è nell'occhio del ciclone per la riforma le sue apparizioni in pubblico sono più rare. E anche stavolta, prima di farsi vedere ha voluto la certezza che non ci fossero telecamere ad attenderla. "Sono serena - confessa il ministro - . Questo clima mi preoccupa, ma ritengo anche che le bugie abbiano le gambe corte". A dirle, queste bugie, sarebbe per Gelmini "la sinistra che nella scuola e nell'università ha lo zoccolo duro" e che "tradendo le promesse elettorali di Veltroni" ha deciso di "ricomporsi guardando alla difesa dello status quo" dell'istruzione. La sinistra che "accusa di voler tagliare e impoverire l'offerta formativa, senza che tutto questo sia inserito in un atto del governo".Il ministro entra, per esempio, nei dettagli della polemica sul sostegno e precisa che "nella Finanziaria è stato applicato il parametro già previsto dalla manovra del 2007: un docente ogni due disabili". A fare le spese di questo clima di "allarmismo" non è per Gelmini "il presidente Berlusconi, più popolare che mai". Ma sono le famiglie, oggi preoccupate: "Sentono direa torto he si toglie il tempo pieno, e pensano che non sapranno dove lasciare i figli". Poiché la sinistra "cavalca un disagio sociale vero", il ministro pensa che sia arrivata l'ora di "fornire alla gente una corretta informazione su ciò che il governo sta facendo" e che questo delicato compito spetti ai giovani. "Spiegate - dice rivolgendosi alla platea - la posizione del governo, che sta prendendo provvedimenti per aiutare i più deboli. Per stare dalla parte dei ragazzi bisogna fare scelte opposte alla comoda difesa dello status quo". GELMINI È di poche parole, il suo intervento dura non più di un quarto d'ora, ma pare determinata nello spartire le responsabilità. In passato la politica, spiega, (e non si riferisce alla sua parte) "ha detto sì che non si poteva permettere". Sostiene che negli anni siano stati banditi concorsi che non si dovevano bandire e che hanno contribuito solo ad alimentare la precarietà dei giovani: "Ho fatto i conti - assicura - e al ritmo delle immissioni in ruolo degli ultimi anni ci vorrà un decennio per esaurire le graduatorie". Senza contare lo stato dell'università: quei "5.500 corsi di laurea che sono il doppio della media europea", le "300 sedi distaccate" e gli investimenti del fondo ordinario che "per l'80 per cento coprono le spese correnti, penalizzando gli investimenti". Non serve una grande riforma per gli atenei, spiega il ministro, ma "tre o quattro priorità" : "un sistema di valutazione della ricerca per la distribuzione delle risorse"; la "riforma nel reclutamento del corpo docente, che va svecchiato" anche perché "nel 2010 se non cambieranno i meccanismi di spesa l'università non potrà più pagare gli stipendi"; la revisione del dottorato che vuol dire "meno dottorati ma di qualità". Gelmini pensa di "far rientrare i cervelli", di studiare un sistema in cui "la laurea triennale offra vere opportunità e quella magistrale porti a risultati concreti e di qualità" in un mondo del lavoro che "per il reclutamento guarda ancora troppo alle raccomandazioni". Prima di incassare un altro applauso, il ministro regala un'iniezione di speranza per un futuro luminoso a tutti i ragazzi in sala: "Berlusconi nei giovani non solo ci crede ma li ha messi alla prova: ha scelto Alfano, Fitto, e una sconosciuta come la Gelmini" per il suo governo. Poi se ne va alla "chetichella". E chissà quando si farà rivedere nella sua terra.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-10-2008)
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Cronaca pag. 7 La sorella: "Niente sciopero" La sorella del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, Cinzia, ha smentito la notizia, apparsa ieri sul Corriere della Sera, di una sua adesione allo sciopero generale della scuola proclamato per il 30 ottobre prossimo. "IN MERITO alle indiscrezioni apparse oggi su alcuni quotidiani - afferma Cinzia Gelmini in un comunicato stampa- desidero precisare che la notizia secondo la quale aderirò allo sciopero generale della scuola è priva di qualsiasi fondamento. Anche le dichiarazioni che mi sono state attribuite sono false e non corrispondono al mio pensiero". La sorella del ministro Mariastella Gelmini è insegnante elementare alla scuola Angelo Canossi, nel distretto didattico di Pontevico e componente del direttivo della Cgil scuola a Brescia.
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da "Libertà"
del 20-10-2008)
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MILANO - Si alzano in piedi per applaudirla, fazzoletti o cravatte verdi al collo, pronti ad ascoltarla senza interromperla con fischi e insulti. Dopo giorni di contestazioni e sit-in di protesta, ieri il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini ha trovato allievi molto più bendisposti nei confronti suoi e della sua riforma: gli studenti del Movimento Studentesco Padano. Un incontro di un'ora e mezza che è servito a verificare i punti di convergenza tra la scuola che ha in mente il ministro e quella federale che vorrebbero Lega Nord e Lega Lombarda. "Hanno capito che la scuola che voglio io mette al centro i ragazzi e i loro diritti - ha detto il ministro uscendo sorridente dall'incontro mentre gli studenti inneggiavano a Bossi e alla Lega Nord - Il loro diritto è soprattutto quello di avere una scuola di qualità, una scuola che educhi". E che crei anche occupazione. Rispondendo infatti alle domande dei giornalisti sulle risorse per l'Università, ha ribadito che la distribuzione avverrà in base "alla qualità, alla ricerca e alla capacità di creare occupazione". "Oggi abbiamo centinaia di corsi di laurea - ha aggiunto - ma si tratta di un'offerta formativa in molti casi autoreferenziale". Finora il sistema della distribuzione non è stato nè virtuoso, nè efficiente, nè efficace, ha ripetuto, e ci sono "bilanci in disordine, frutto di cattiva gestione". Il ministro ha tranquillizzato i genitori e i piccoli Comuni riguardo la chiusura delle scuole di montagna e delle isole "Io non prevedo chiusure di scuole di montagna o delle isole - ha detto - ma semplicemente l'accorpamento delle dirigenze e del personale amministrativo". "Quello che è stato detto - ha spiegato - è ancora una volta frutto di disinformazione". Così come sono frutto di polemiche anche le classi per gli studenti immigrati. "Non parliamo di classi ponte - ha detto - ma di una verifica della conoscenza della lingua per metterli nella condizione di essere cittadini al pari dei nostri ragazzi". Gelmini è stata invitata al confronto organizzato per la Terza Scuola Politica del Movimento Studentesco Padano, in una sala dell'Hotel Cavalieri a Milano. Obiettivo, convocare il primo parlamento degli studenti del Nord. Fuori alcuni giovani dei centri sociali hanno atteso il ministro per urlarle contro qualche slogan, ma dentro gli "studenti padani", ragazzi dai 15 anni in su, l'hanno accolta con una standing ovation. Nell'incontro (chiuso ai giornalisti) il ministro - giacchina color crema, foulard al collo, pantaloni scuri - ha illustrato per quasi 40 minuti la sua riforma, interrotta più di una volta dagli applausi. Poi ha risposto alle domande degli studenti. Marisa Alagia 20/10/2008.
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da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 20-10-2008)
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Cronaca pag. 9 Tempesta finanziaria Il governo nel mirino Il mercato quando è possibile, lo stato quando necessario. Anche secondo il Pd bresciano le teorie keynesiane di intervento pubblico rappresentano l'unico antidoto contro la fine del sistema capitalistico moderno e il collasso dell'intera filiera del credito. Una strategia necessaria per fugare ogni ipotesi di crisi, utile all'opposizione di centro sinistra anche per prendere le distanze "dalle attitudini "creative" (finanziariamente parlando) della maggior parte dei Ministri economici dell'attuale esecutivo", ribadendo la propria contrarietà agli investimenti senza controllo. "Un mercato dominato dalla finanza creativa non è più pensabile: è necessario ristabilire il controllo delle istituzioni sui mercati del credito e della finanza - ha detto Guido Galperti, protagonista insieme a Fabio Capra e Pierangelo Ferrari di una serata-incontro con i cittadini svoltasi recentemente a Buffalora- invertendo una rotta che, negli ultimi anni, ha spinto oltre ogni limite l'internazionalizzazione degli investimenti, rivelatisi azzardati e rischiosi". UN ATTEGGIAMENTO che, in minima parte, ha creato una "cultura dell'allargamento" in grado di incidere su molte scelte industriali bresciane, come, per Galperti, nel caso della fusione tra Asm e Aem di un anno fa. "Ci è stato ripetuto che senza la nascita di A2A Brescia non sarebbe cresciuta, prospettando uno scenario di crescita forzata, per resistere meglio alla concorrenza". Poi le critiche rivolte alla maggioranza di governo: "L'atteggiamento antidemocratico del Governo si sta concretizzando nel ricorso sistematico al voto di fiducia - ha ricordato Pierangelo Ferrari - chiamato in causa su ogni questione, una delle quali la formazione e l'apparato della pubblica istruzione. Per accelerare l'iter parlamentare di una legge ingiusta come la riforma Gelmini, volta a ristabilire il maestro unico sopprimendo 87 mila posti di lavoro, si è scavalcato il dialogo con l'opposizione, mettendo all'angolo la funzione democratica delle Camere".PODE.
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da "Unita, L'"
del 20-10-2008)
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Settantamila ricercatori in Italia: oltre la metà è precario. Il rischio più imminente è che perdano il posto a migliaia a causa del decreto 133 della Gelmini che ha chiuso il rubinetto delle stabilizzazioni. La denuncia arriva dall'ex ministro dell'Università, Fabio Mussi, che svela i retroscena di una riforma che intende uccidere la scienza nel nostro Paese. "La scure Tremonti si è abbattuta pure sugli atenei. Che fine hanno fatto i soldi del fondo per la ricerca?". Iervasi a pagina 6.
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da "Unita, L'"
del 20-10-2008)
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Di Laura Matteucci / Milano "Ma lei lo sa quant'è grande il Circo Massimo? Lo deve sapere per forza, è stato anche sindaco di Roma...". Veltroni sa bene di aver scelto un posto "gigantesco", e anzi lo rivendica come "una bella sfida" perchè "l'opposizione si fa nelle piazze e non in televisione". La tv - ieri Walter Veltroni era ospite di Fabio Fazio a "Che tempo che fa", Rai 3 - resta un bel veicolo per ricordarlo: Circo Massimo, 25 ottobre, sabato prossimo, per la manifestazione del Pd contro il governo arrogante" delle destre. Opposizione in piazza, fermo restando che l'alleanza istituzionale con Di Pietro e l'Italia dei Valori è finita, e non da oggi. E che "chi dei due è venuto meno all'impegno non siamo noi". Un punto sul quale il leader del Pd è secco e categorico come mai prima: "L'alleanza c'è stata - dice - perchè Di Pietro ha sottoscritto un programma con prospettive di convergenza, ma quando si è reso conto che aveva il seguito necessario per andare da solo è venuto da noi e ha stracciato l'impegno. Noi abbiamo una capacità d'integrazione culturale come centrosinistra dalla quale Di Pietro è molto lontano". È da quando Idv ha formato il suo gruppo parlamentare, insomma, che il patto si è rotto. Non si fa mancare l'immediata replica di Di Pietro: "Il buon Veltroni si attacca agli specchi per cercare di giustificare una opposizione che in questi mesi c'è stata poco o per niente". Poi: "Contrariamente a quanto ha affermato avventatamente Veltroni - continua il leader di IdV - noi non abbiamo rotto alcun patto, tanto è vero che stiamo per affrontare, insieme al Pd, le imminenti elezioni in Trentino e speriamo anche in Abruzzo". Questo, in effetti, era stato ricordato anche da Veltroni, ma forse a Di Pietro non è stato riferito."Altra cosa è far parte dello stesso gruppo parlamentare - dice ancora Di Pietro - un percorso improponibile". La spiegazione è lunga, il cahiér des dolèances è noto: dal Pd "collaborazionista" al fatto che sia "fuori luogo" la sua "pretesa di inglobare l'Italia dei Valori" come pure "la richiesta di procedere a una fusione". Dalla poltrona degli studi Rai di Milano per la puntata domenicale di "Che tempo che fa", Veltroni intervistato da Fazio è chiaro anche su un altro punto: "La laicità dello Stato non è in discussione". La domanda era semplice ed enorme: partendo dal caso di Eluana Englaro, la donna in coma da 16 anni, se e come fosse possibile far convivere l'anima laica e quella cattolica del Pd. "Devono riuscire a coesistere - risponde Veltroni - Una cosa è la coscienza, un'altra le istituzioni. Noi stiamo arrivando ad una proposta sul testamento biologico, che rappresenta un punto di sintesi. Tutto però deve partire dalla laicità dello Stato". E dalla massima libertà di coscienza: "Sarebbe un sistema autoritario quello che dicesse a una persona di mettere la coscienza nel cassetto. Sulle grandi questioni come la vita e la morte anch'io vado alla ricerca di risposte. È lo Stato però che deve decidere le proprie leggi senza interferenze esterne". L'impressione è quella che Veltroni abbia molta voglia di togliersi parecchi sassolini dalla scarpa e poca di "collaborare", per riprendere Di Pietro: "È particolare l'accanimento nei confronti del Pd. Ma qualcuno si chiede mai come vengano scelti i sindaci del centrodestra, perchè alcuni dei loro partiti non facciano un congresso da anni?". Le stoccate finali sono tutte per il centrodestra e per un governo che, nonostante l'Italia fosse entrata in una seria crisi - di produzione industriale, di lavoro, di reddito disponibile e quindi di consumi - ben prima dell'ultima bufera finanziaria, "si è occupato di giustizia, ma non di questi temi". Nè con la manovra economica, dice Veltroni, e nemmeno con la partita Alitalia che, se fosse stata chiusa con l'accordo con AirFrance, avrebbe "liberato" 1 miliardo e mezzo, oggi investito a ripianare i debiti, per sostenere i redditi più deboli. Altra ferita aperta, quella della scuola che il ministro Gelmini intende migliorare partendo con 8 miliardi di tagli ("non è possibile in un paese come l'Italia") e con l'introduzione delle classi differenziate per i bambini immigrati. Il pericolo non è solo specifico, riguarda l'intero sistema democratico: "Sono tutti slittamenti della democrazia che alla fine, sommati, ci faranno ritrovare in un altro sistema, un sistema autoritario". Perchè da parte della maggioranza "c'è un fastidio per tutto ciò che non rappresenta il consenso, per l'opposizione, per i sindacati, per i giornalisti e per l'Europa. Chiunque non è in questa bolla del pensiero unico è malvisto". E se il governo, almeno nei sondaggi, sembra godere di un consenso di ferro, è per la sua "gigantesca capacità di fare i fuochi d'artificio", di "esercitare il controllo sui mezzi di comunicazione", di alimentare una diffusa, generica paura. È anche per un "clima internazionale finora favorevole alle destre". Ma, almeno questo è ormai questione di giorni, potrebbe cambiare radicalmente con la vittoria negli Stati Uniti di Obama.
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da "Libertà"
del 20-10-2008)
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Di VALENTINA VETERE Mi sono, per giorni e giorni, astenuta da alcun commento sulla scuola e la riforma Gelmini. Quando finalmente, esasperata, avevo deciso di scrivere alcune cose ritrovo su Libertà di sabato un commento dell'on. Tommaso Foti che riassume con toni relativamente pacati quello che io avrei voluto esporre. Il terrorismo psicologico che vari "enti" (se così si possono chiamare) stanno mettendo in atto ormai da mesi nei confronti di alunni e genitori, che non hanno altri mezzi per comprendere quello che accade se non le assemblee scolastiche ed i volantini distribuiti, è allucinante. Ho sentito cose pazzesche da una mamma che preoccupata, dopo un'assemblea scolastica "esplicativa", chiedeva cosa ne pensassi e se realmente le cose stavano come "si dice". No! La mia risposta è no! Le cose non stanno come viene detto, vengono raccontate false "verità" e addirittura stanno girando, ad opera di non so chi, falsi decreti legge. Ai genitori in balia di mille e mille commenti e prese di posizione consiglio di leggere il DL che si trova direttamente sul sito www.governo.it dal quale, cercando "scuola", si possono trovare anche le varie specificazioni e chiarimenti a tal proposito. Tanto per spiegarne un paio, il tempo pieno non verrà assolutamente toccato ma anzi incrementato, proprio grazie al ritorno al maestro unico per le classi con 24 ore (e solo in questo caso ci sarà il maestro unico) gli insegnanti in "esubero" verranno spostati per l'incrementazione del tempo prolungato (che invece avrà come minimo 2 insegnanti). Resteranno, invece, i maestri delle materie specifiche come inglese o religione e nessuno si è mai sognato di spostarli. Vengono chiesti più corsi di aggiornamento agli insegnanti, è vero, ma non per sostituire gli insegnanti di lingue come stanno facendo credere. E se vi dicono che i maestri cambieranno tutti gli anni non pensate che è contenuto un tale provvedimento nel decreto legge, questo sta a discrezione della scuola e di come riesce ad organizzarsi! Come seconda considerazione poi gli striscioni apparsi su molteplici scuole che, come sostenuto da Foti, sono abusivi, non autorizzati e soprattutto su edifici pubblici! Per poter esporre qualunque cartello o striscione ci sono richieste da presentare al comune, autorizzazioni da ottenere, verifica di dove devono essere esposti e soprattutto tasse ben regolamentate dalla normativa tutt'ora vigente (?) della nostra città. Senza considerare che, in teoria, non si potrebbe affiggere niente, ma proprio niente, su edifici comunali e pubblici. Ma nessuno si è mai preoccupato di far fare tutto ciò alle scuole o agli studenti, né tantomeno nessuno si è preoccupato di controllare se avessero pagato il suolo pubblico. Si vede che al nostro comune non interessano le tasse, non ne hanno bisogno, allora non paghiamole più! Poi come pretendere che l'illustrissimo signor sindaco faccia rispettare queste leggi dato che, in rappresentanza della città (quindi anche mia che non volevo esserci!), ha partecipato a manifestazioni e fiaccolate? Per ultima considerazione vorrei utilizzare una domanda che mi è stata rivolta dalla "mamma preoccupata" : perchè nessuno ha cercato di spiegare il decreto legge? Perchè nessuno ha presenziato alle assemblee scolastiche in cui hanno fatto maturare tutti questi allarmismi? Dove sono finiti tutti i signori che compaiono alle prime avvisaglie di campagna elettorale? Perchè nessuno si è scomodato (se non solo ora l' on. Foti) a spiegare la propria realtà e così facendo ha dato modo di strumentalizzare addirittura i bambini? Una lieve risposta c'è: è inutile cercare di contrastare una tale azione terroristica, dato che poi arrivano addirittura insulti e minacce di persone che, vergognandosi, non hanno il coraggio nemmeno di firmare quello che scrivono. E queste minacce non vengono fatte pubblicamente tramite mezzo stampa, ma per posta anonima e riservata alla sola persona che ha cercato di dire il suo punto di vista. Prego dunque queste persone di palesarsi almeno con una e-mail al seguente indirizzo: valentina.vetere@tin.it. Ricordo, però, che le critiche sono accettate, per gli insulti potrei procedere, a mia discrezione, come minimo ad inviarli ai giornali! 20/10/2008.
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da "Libertà"
del 20-10-2008)
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Di MARINA MOLINARI * Nella giornata di mercoledì 15 ottobre si è svolta un'interessante iniziativa organizzata dall'Assessorato al Sistema Scolastico e Formativo della Provincia di Piacenza che ha visto presenti molti dirigenti scolastici, amministratori locali e operatori che si interessano di scuola. Il tema della giornata era l'illustrazione del Rapporto regionale 2008 sul sistema educativo in Emilia Romagna a cura dell'Ufficio Scolastico Regionale: una significativa occasione per riflettere, in questa fase di accese contestazioni e alla vigilia di uno sciopero, su criticità e punti di forza della scuola. Il quadro, molto articolato e ricchissimo di dati oggettivi, rappresentato dal coordinatore scientifico Prof Giancarlo Cerini, mostra una scuola emiliano romagnola in buona salute. Il rapporto prende in considerazione per esempio tre indagini sul sistema scolastico effettuate secondo diversi criteri ed obiettivi: l'Indagine Tuttoscuola e l'Indagine Capitale Umano in cui l'Emilia Romagna si classifica al primo posto e l'Indagine OCSE - Pisa sulle competenze scientifiche che colloca l'E.R. al quinto posto dopo Friuli, Bolzano, Veneto e Trento. Si delinea quindi per la scuola della nostra regione un panorama positivo, un ruolo riconosciuto, una crescita di capacità di autogoverno, una buona governance orizzontale, anche grazie al significativo supporto degli Enti Locali e di supporti economici locali. Anche rispetto al tema dei costi e dell'equilibrio costi - benefici, oggetto di un'analisi nel Rapporto, i costi per alunno sostenuti dallo Stato sono pari a 5.070 ? per studente (circa 300 ? in meno per alunno rispetto alla media italiana) e sono incrementati di altri 2.100 ? per alunno (importo invece ampiamente superiore alla media nazionale) messi a disposizione dagli EE.LL ai vari livelli: Regione, Province, Comuni. Nel raffronto fra regioni dei dati appare come ai primi posti in termini di esiti raggiunti compaiono sempre regioni o territori che notoriamente investono moltissimo sull'istruzione e la formazione, a partire dal Trentino. La prima riflessione che propongo riguarda quindi il tentativo di Tremonti/Gelmini di sostenere un abbinamento tagli e qualità, come se più tagli potessero portare a più qualità! Tutte le indagini mostrano invece che dove c'è qualità c'è investimento, anche se è vero che non vale sempre il contrario. Ci sono realtà in Italia dove a fronte di un investimento dello Stato più alto rispetto a quello dell'Emilia Romagna non ci sono altrettanti risultati. In sintesi quindi la nostra regione che appare molto virtuosa per rapporto docenti - alunni e numero medio di alunni per classe e che ha prodotto negli anni quel benessere formativo caratterizzato da buona dotazione infra-strutturale, propensione all'innovazione,alla ricerca e al confronto, da una scuola dell'infanzia di qualità (voto 9 nelle indagini fra i cittadini), da un giudizio positivo verso la scuola primaria e il tempo pieno (voto 8 fra i cittadini), da un efficace dialogo tra modo della scuola e quello delle imprese - anche grazie al sostegno della fiscalità generale dei suoi cittadini - come premio per la qualità prodotta e per i risparmi che ha portato allo Stato in questi anni (in seguito al minor costo per studente) vedrebbe abbattesi pesanti tagli, che dovranno probabilmente essere supportati da ancora maggiori interventi degli EE.LL. (che nel frattempo hanno perso gli introiti derivanti dall'ICI) Appare alquanto strano, a questo proposito, che la Lega Nord rappresentata anche a livello locale dall'Onorevole Massimo Polledri non esprima perplessità a fronte di un disegno che ci penalizza fortemente. L'onorevole Massimo Polledri a quanto pare vota senza farsi problemi i provvedimenti che mettono sullo stesso piano i territori virtuosi con gli altri che presentano più criticità anche in termini di squilibrio di bilancio. Ma quale federalismo! I tagli di Tremonti non hanno nulla di federalista. Colpiscono indistintamente, spingono tutti al ribasso, annullano anni di esperienze positive e non affrontano i problemi e le reali criticità che sono presenti nel sistema. Il Rapporto presentato dal Prof. Cerini illustra i punti di forza, ma con altrettanta onestà, evidenzia alcune criticità:difficoltà a coinvolgere appieno gli studenti nella loro esperienza scolastica; numero elevato di debiti formativi; difficoltà in matematica e nelle lingue straniere; forte tendenza alla licealizzazione, (problema particolarmente forte a Piacenza dove le iscrizioni agli istituti tecnici sono di 3 punti sotto alla media regionale); crisi nei risultati scolastici che si manifesta già dalla scuola media, prefigurando successivi "scacchi" formativi; differenziazione dei risultati scolastici che penalizza particolarmente i maschi. In questi giorni parecchi editorialisti riferendosi alle contestazioni sui provvedimenti del Ministro Gelmini, hanno attaccato il sindacato considerato immobilista e recalcitrante a qualsiasi innovazione. Insomma il sindacato del NO e basta! Voglio a questo proposito sottrarre la Cisl Scuola da questa definizione non in linea con un'organizzazione sindacale aperta al cambiamento e alla concertazione coma la Cisl. Non mi sottraggo ad un confronto sui cambiamenti: sempre più la parola d'ordine per tutti, politici, e amministratori in primis ma anche sindacati, associazioni, cittadini deve essere responsabilità. Vogliamo allora ragionare anche nel nostro territorio se ci sono Istituzioni scolastiche o plessi che non reggono il corretto rapporto costi - benefici, con la salvaguardia comunque della montagna e delle specificità formative? La Cisl Scuola ci sta. Vogliamo riflettere sul rapporto fra ore di organico assegnato e ore di attività didattiche erogate e di eventuali squilibri? La Cisl Scuola ci sta. Vogliamo valutare quali sono le possibili razionalizzazioni di indirizzi di scuola secondaria superiore oggi effettivamente cresciute a dismisura (900 indirizzi diversi in Italia)? La Cisl Scuola ci sta. Vogliamo ragionare di quali strategie adottare e quali percorsi di formazione attivare per gli insegnanti (anche obbligatori) per affrontare "l'emergere di un disagio sottile e di una difficoltà a coinvolgere fino in fondo gli allievi nella loro esperienza scolastica (vedi Rapporto)? E quali percorsi di formazione per superare il gap nelle materie scientifiche e nelle lingue straniere? La Cisl Scuola è pronta ad affrontare qualsiasi discussione sulle criticità rilevate nel sistema, anche con Patti territoriali se occorre. Non siamo il sindacato del NO, ma non possiamo accogliere in alcun modo la riduzione generalizzata di ore di scuola, l'innalzamento di alunni per classe anche in presenza di portatori di handicap, la riconduzione al solo orario antimeridiano per la scuola dell'infanzia, l'introduzione del maestro unico nella primaria, l'eliminazione del modello di tempo pieno, la confluenza degli istituti professionali nei tecnici, la riduzione a 4 anni di una parte dell'istruzione di II grado, l'indebolimento dell'autonomia scolastica derivante dal drastico taglio del personale amministrativo, tecnico e ausiliario, la criminalizzazione del personale della scuola da parte del Ministro Brunetta che ci definisce "fannulloni". Per queste ragioni la Cisl Scuola è sempre pronta a tavoli di confronto, anche per valutare razionalizzazioni che portano a benefici nelle tasche dei contribuenti. Ma questa non è una riforma, sono solo tagli. Non abbiamo perciò altra alternativa al chiedere,per il 30 ottobre, che vi siano le scuole chiuse per sciopero. * Segretario generale Cisl Scuola Piacenza 20/10/2008.
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da "Libertà"
del 20-10-2008)
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Di NINO BERETTA* E'stata approvata dall'Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna la risoluzione presentata dall'intero Gruppo de Partito Democratico - e sottoscritta da tutti i presidenti di Gruppo della maggioranza e dei Verdi, Partito dei Comunisti italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Sdi e Sinistra Democratica - a favore della scuola e contro i tagli annunciati dal ministro Gelmini. La Risoluzione della maggioranza in Regione riferisce il no deciso al provvedimento dell'esecutivo Berlusconi che annuncia "drastici tagli nel mondo della scuola: 7miliardi e 800milioni di euro in tre anni, 87mila insegnanti in meno e 42mila lavoratori di personale Ata"; la richiesta ai parlamentari e alle forze politiche dell'Emilia-Romagna "di attivarsi affinché siano apportate sostanziali modifiche al Decreto nel corso dell'iter di conversione in legge"; la sollecitazione alla Giunta Regionale "affinché metta in campo ogni intervento per dissuadere il Governo". Personalmente, ritengo che il maestro unico, il taglio di insegnanti e personale Ata, la riduzione del modulo scolastico a 24 ore non siano da considerarsi come misure di risparmio o in ottica di anti-spreco. Si tratta di veri e propri tagli che vanno a danneggiare, oltre a un gran numero di lavoratori, anche le famiglie e i bambini - colpendo in particolare le fasce più deboli - e che rischiano di mettere a repentaglio la qualità della formazione nel nostro Paese e nella nostra Regione. La semplificazione che tanto si sbandiera nel centro-destra non dovrebbe nuocere alla "conoscenza", una delle poche risorse prime di cui l'Italia dispone". *Consigliere regionale 20/10/2008.
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da "Libertà"
del 20-10-2008)
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Di MASSIMO CASTELLI* Chiusura delle Scuole elementari e/o medie di Vernasca, Morfasso, Ferriere, Farini, Ottone, Cortebrugatella, Travo, Pecorara, Nibbiano; soppressione degli Istuti compresnivi di Lugagano Val d'Arda, Bettola, Bobbio. Questi gli effetti devastanti ed immediati del Decreto Legge 137/2008 detto "Gelmini", io dico "Berlusconi". Con questo provvedimento non si chiudono le scuole, si chiude la montagna. Senza la presenza della scuola il tessuto socio economico della montagna si sfalderà inesorabilmente, molte famiglie si trasferiranno in aree con più servizi e con più opportunità economiche, la frana demografica, oggi contenuta dalla presenza di servizi essenziali per la popolazione ( scuola, ospedali ecc.), diventerà inarrestabile. Già oggi i bambini Stefano, Jessica, Benedetta e Letizia abitanti a Zerba e frazioni, per frequentare le scuole primarie ad Ottone si devono sobbarcarsi mediamente 40 Km al giorno di strade di montagna, per lunghi mesi innevate e pericolose. Se la primaria di Ottone venisse accorpata a Bobbio, i chilometri al giorno da fare diventerebbero più di 80, se si aggiunge il fatto che le zone montane sono poco servite dai mezzi pubblici (corriere di linea) e molte volte gli orari di percorrenza non coincidono con le entrate e le uscite delle scuole, il diritto alla scuola pubblica a questi quattro bambini della montagna verrebbe compromesso o garantito con enormi sacrifici chiesti a loro stessi, alle famiglie e al piccolo Comune di Zerba, che dovrebbe provvedere all'enorme costo del trasporto scolastico. In questa situazione, ai genitori rimarrebbe un'unica scelta possibile; cercare casa altrove e abbandonare Zerba. Le uniche tre famiglie giovani, attive e con figli di questa parte di montagna sarebbero costrette ad emigrare nel fondo valle, con un danno sociale incalcolabile per l'intera comunità di Zerba. Quante di queste situazioni si verrebbero a creare sulla nostra montagna con questa scellerata decisione del governo Berlusconi? Tanti anni di lotte, di evoluzione della nostra società e del nostro ordinamento statale hanno portato ad alcuni principi fondamentali su cui si basa il nostro vivere civile, fatto di pari doveri e di pari diritti per tutti i cittadini. Questo significa che, davanti alla legge siamo tutti "uguali", cosa che oggi non è più scontata (lodo Alfano insegna), abbiamo tutti diritto all'assistenza sanitaria, tutti godiamo dei diritti politici, tutti abbiamo il diritto all'istruzione primaria ecc. La montagna, se questi principi sono ancora validi, rivendica pari opportunità per i propri abitanti, pari servizi, pari dignità. Questo decreto è uno schiaffo ai principi fondamentali di convivenza civile, lede il principio della solidarietà sociale, crea discriminazione e nega il diritto allo studio per chi vive nelle aree più disagiate di questo paese. Tutta questa devastante e demagogica operazione sulla scuola primaria, viene giustificata, dal governo Berlusconi, con l'esigenza di tagliare la spesa pubblica. Su questo fronte vorrei chiedere al presidente del Consiglio e al "ministrino" Brunetta, a quale principio di risparmio di risorse statali si ispirano, il "regalo" fatto al Comune di Catania di euro 140.000,00 (270 miliardi delle vecchie lire) per evitargli il fallimento, guarda caso il Sindaco di quella città è il medico personale di Berlusconi; l'attivazione del volo di linea Alitalia (società sull'orlo del fallimento) il lunedì e il venerdì sulla tratta Roma-Albenga, regolarmente vuoto e sempre in perdita, guarda caso il ripristino di quel volo è stato voluto dal Ministro Claudio Scajola, la cui villa è nei pressi di Albenga. Tutte le grandi promesse pre-elettorale di contenimento dei costi della politica e dei privilegi della casta, che fine hanno fatto? Gli esempi di sprechi di denaro pubblico a vantaggio dei potenti sono innumerevoli. Chi paga? Sempre i più deboli. A settembre del prossimo anno, nel primo giorno di scuola, alle 6 del mattino a Stefano, Jessica, Benedetta e Letizia spiegheremo che devono fare il "piccolo" sacrificio di andare a scuola a Bobbio, per consentire al "povero" ministro Scajola, stanco e affaticato, di poter tornare a casa da Roma in aereo in tempo per la cena del venerdì sera. Questa è l'Italia di Berlusconi. Infine un accorato appello a tutte le istituzioni, locali e nazionali per un impegno comune che porti alla modifica del decreto Gelmini e salvi la scuola in montagna. *Assessore Comunità Montana del'Appennino Piacentino - Italia dei Valori 20/10/2008.
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da "Unita, L'"
del 20-10-2008)
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Mussi: "È la strage dei ricercatori perderanno il posto a migliaia" di Maristella Iervasi / Roma Anche Fabio Mussi come ministro dell'Università è stato contestato dagli studenti. Ma è con la Gelmini che la Pantera è tornata in libertà, a "ruggire" rabbiosamente in tutti gli Atenei italiani. La ministra di Forza Italia in compagnia del duo Tremonti-Brunetta ha messo letteralmente la ricerca "in mutande" - come recita lo slogan del movimento anti-Gelmini. E Mussi ne svela i retroscena. "Il ministro ha detto che l'Università rischia la fine di Alitalia? Lo dice - sottolinea l'esponente di Sinistra democratica - per nascondere altri fatti ancor più gravi: la liquidazione di un'intera generazione di ricercatori. È in atto un olocausto di migliaia e migliaia di persone". I ricercatori in Italia sono circa 70mila tra pubblico e privato. E oltre la metà di questi è precario. In tutti i campi: dalla ricerca medica e farmacologica all'Aids; dal campo sociologio a quello chimico e matematico. Il decreto 133 non solo ha ridotto il turn over del 20% e ha tagliato con l'accetta il finanziamento pubblico di un miliardo e mezzo ma ha anche "chiuso" il rubinetto già risicato delle stabilizzazioni e ha scritto la parola fine sui contratti flessibili. Risultato: "Stiamo perdendo la meglio gioventù - sottolinea Mussi -. E francamente non so proprio come potrà continuare a reggersi la nostra ricerca scientifica in queste condizioni. Nonostante i bassi investimenti finora si erano mantenuti livelli d'eccellenza, ma adesso... Addirittura i finanziamenti specifici per enti di ricerca sono stati trasferiti pari pari sull'operazione Ici. Che disastro!". Andiamo con ordine e leggiamo per benino il contestatissimo 133. L'articolo 49 del decreto norma il lavoro flessibile nelle pubbliche amministrazioni. Di fatto è stato scritto ex novo per sostituire l'art.36 del decreto 165 del 2001, quello che introduceva il lavoro atipico ed estendeva quello flessibile in tutte le amministrazioni pubbliche. La "correzione" di questo norma stabilisce che le pubbliche amministrazioni "non possono ricorrere all'utilizzo del medesimo lavoratore" nell'arco di un quinquennio. "Il che vuol dire - precisa Mussi - che i precari di tutti gli ambiti lavorativi restano a spasso. Non possono più essere impiegati come lavoratori flessibili e non verranno neppure stabilizzati". L'ultima Finanziaria Prodi conteneva una regola analoga ma consentiva per l'Università e la ricerca delle eccezioni. Ad esempio: se i contratti attingevano da fondi europei o per aree sottosviluppate si potevano rinnovare. La legge di bilancio 2007, all'articolo 519, consentiva inoltre la stabilizzazione di un certo numero di precari nelle pubbliche amministrazioni o il finanziamento per un piano straordinario di assunzione di ricercatori nelle Università ed enti di ricerca. Ed infine era stato istituito un fondo di 20-40 e 80 milioni di euro in 3 anni per l'Università e la ricerca. Le Università potevano quindi indire bandi di concorso per nuove assunzioni, circa 4mila. In pratica, Stato e gli Atenei co-finanziavano i posti. "Un regolamento innovativo - sottolinea l'esponente di Sinistra democratica -, ma la bocciatura della Corte dei Conti arrivò a crisi di governo aperta...". Il governo Prodi aumentò lievemente anche i fondi ordinari. "Da ministro mi battei in maniera furibonda, - ricorda Mussi, tuttavia un aumento ci fu.". Tutto questo oggi con trio Tremonti-Gelmini-Brunetta è letteralmente sparito. Niente più norme per le stabilizzazioni dei precari, i contratti flessibili non si possono rinnovare per legge, la scure Tremonti si è abbattuta oltre che sulla scuola anche sugli Atenei, tagliando un miliardo e mezzo nei prossimi 3 anni. "Per migliaia e migliaia di giovani ricercatori precari - precisa Mussi - non c'è alcuna aspettativa di un futuro: è stato messo uno stop al rinnovo dei contratti a tempo determinato o flessibile. E per queste persone non c'è alcuna possibilità di concorso". Tanti i quesiti aperti. "Che fine hanno fatto i soldi del fondo per i ricercatori che sono ancora a bilancio? si domanda Mussi -. Perchè si è scelto di buttare fuori un'intera generazione di giovani"?. E ancora: "Chi farà ricerca in Italia? I vecchi prof e i neo laureati a gratis?". Per l'Università e la ricerca, pubblica e privata, l'Italia spende meno del 2% del Pil. Lo Stato spende il 20-30% in meno dei paesi europei, del Nord America e anche dell'Asia. Le imprese italiane in ricerca e innovazione spendono mediamente meno della metà delle loro consorelle europee. Nonostante tutto i nostri ricercatori a livello internazionale sono valutati terzi al mondo per produttività procapite. Insomma, fino ad oggi l'Italia spende una miseria (è 32esima nella classifica mondiale per formazione superiore e ricerca) e tuttavia ottiene risultati brillanti. La politica del centrodestra sembra voler chiudere le porte del futuro.
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da "Unita, L'"
del 20-10-2008)
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Di Roberto Cotroneo I tagli all'istruzione sono notevoli: 8 miliardi nei prossimi 3 anni: 87mila docenti in meno e 44.500 tra bidelli e personale scolastico. Tra i punti più contestati alla Gelmini, il ritorno al maestro unico. All'Università ridotto il turn over e tagliati un miliardo e mezzo. Gelmini.
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da "Unita, L'"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
I ministri si fanno del male, sono in opposizione con i loro ministeri, smontano anziché costruire, finiscono in vortici negativi da cui non sanno esattamente come si fa a uscire. Negli ultimi giorni il governo Berlusconi può vantare una serie di autogol abbastanza rilevanti, e piuttosto curiosi. Il primo fra tutti è quello di Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione. Non è tanto la protesta degli studenti in tutta Italia il punto, quanto il fatto che la sua riforma va a tagliare, ridimensionare e sminuire l'importanza proprio della scuola. Un tempo nelle vecchie logiche democristiane, anche i ministri peggiori si inventavano qualcosa per dimostrare che i loro ministeri erano importanti, che tutto doveva essere in espansione (anche quando non poteva esserlo), che se c'erano tagli, questi tagli venivano compensati da altro. Ma ora tutto è cambiato. Sembrano, più che dei ministri, dei commissari liquidatori. Gelmini ha dato il meglio si sé con tutta una serie di tagli che riducono anche il suo ruolo, e che dimostrano quanto poco importi a questo governo di scuola e istruzione: adozione del maestro unico, la revoca del tempo pieno, il taglio agli organici e agli orari di lezione, il blocco del turnover, la chiusura dei plessi scolastici nei piccoli centri. Soprattutto la chiusura dei plessi e i tagli a orari e agli organici sono un ridimensionamento che un tempo un ministro, per il proprio ministero, non avrebbe mai accettato. E il caso della Gelmini non è isolato. Venerdì Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente, ha rilasciato un'intervista dal Corriere della sera che sembrava abbastanza surreale. Di fronte alle critiche di Stavros Dimas, il ministro per l'Ambiente europeo, che ha ritenuto inattendibili le stime delle ricadute economiche sulle industrie italiane del "Pacchetto clima energia" proposto dalla Commissione europea, Stefania Prestigiacomo non ha esitato ad ammettere una sorta di impossibilità a fare il proprio mestiere di ministro dell'Ambiente e ha detto: "le stime presentate dal nostro Paese non sono "pessimistiche" bensì "le più realiste". Non ce la facciamo ad arrivare in tempo per il pacchetto clima". Aggiungendo poi che comunque: "Non ha senso che ci si faccia carico noi dell'inquinamento del mondo, quando a sfilarsi da Kyoto sono stati Paesi come Stati Uniti, India e Cina". Tutto questo è un autogol strepitoso e inquietante. Un ministro che in fondo dice che, vista l'aria generale, meglio non preoccuparsi troppo dell'Ambiente, e aggiunge di non essere in grado di arrivare in tempo per rispettare i parametri del pacchetto-clima. Ovvero, siamo pronti a fallire nei nostri obiettivi, certo, ma non è colpa nostra. Perché è colpa, a quanto si può capire, del solito ministro predecessore Alfonso Pecoraro Scanio. Nell'elenco degli autogol in soli due giorni, c'è anche un terzo caso, quello del ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi, che non trova di meglio che dare sferzate a iniziative culturali, celebri, consolidate, e famose nel mondo. Un caso per tutti quello del Maggio Musicale Fiorentino. Due giorni fa Bondi interviene a un convegno sulla "Cultura e il Made in Italy". E a proposito dei tagli che la finanziaria impone agli enti lirici, se ne esce con una frase bizzarra: "In Italia nella musica abbiamo due punte di eccellenza, il teatro alla Scala di Milano e l'orchestra sinfonica Santa Cecilia di Roma. Ebbene concentriamo il grosso delle risorse su di loro. Possibile che lo Stato debba ripianare sempre i loro debiti? Cambiamo sistema: concentriamo il grosso delle risorse su Roma e Milano. Se poi altre importanti città d'Italia vogliono un loro teatro d'Opera, allora il Comune o la Regione dimostrino il loro amore per il teatro, ne facciano un vanto per la loro città e facciano dunque uno sforzo conseguente, perché, secondo me, lo Stato potrà pure fare la sua parte, ma non è giusto che paghi sempre tutto". L'attacco indiretto di Bondi a una celebre istituzione musicale, conosciuta in tutto il mondo, ha qualcosa di autenticamente autolesionista. Le proteste a Firenze si sono fatte sentire, ma il problema serio è che queste parole suonano più come un attacco al comune di Firenze, che è di centro-sinistra (contro Roma e Milano che non lo sono), piuttosto che una vera preoccupazione per i bilanci del Maggio Musicale Fiorentino. E ancora una volta un ministro è pronto a rinunciare e a dichiarare una incapacità del proprio dicastero: che sia di bilancio, che sia tempo perso, che sia di cecità ideologica, poco importa. Importa che i tre ministri del governo Berlusconi hanno fatto, e stanno facendo harakiri come se non fossero i veri responsabili dei loro ministeri. Ma soprattutto dimostrando uno zelo autentico nell'osservare, come sentinelle impaurite, regole e tagli di Giulio Tremonti.
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da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
VETRINA RAVENNA pag. 21 SCRIVE Monica Ottaviani, segretaria della Flc Cgil "In un'... SCRIVE Monica Ottaviani, segretaria della Flc Cgil "In un'intervista pubblicata sul 'Carlino' di sabato 18 ottobre? scrive Monica Ottaviani, segretaria della cgil Scuola di Ravenna ? , la segretaria della Uil Scuola di Ravenna ha affermato in merito alla riforma della scuola del ministro Gelmini: '?non contestiamo la filosofia della legge anzi, posso dire che tutte le sigle sindacali sono d'accordo sull'idea di combattere gli sprechi e di effettuare qualche taglio?'. La Flc Cgil non si riconosce in questa affermazione e desidera prendere le distanze e fare alcune precisazioni. Il pensiero della Uil Scuola di Ravenna è legittimo ma non può essere associato a quello della Cgil. La Flc Cgil intende quindi fare chiarezza ribadendo che non si può essere d'accordo con un governo che rifiuta il dialogo con il Parlamento e con le parti sociali, che agisce a colpi di fiducia e scavalca le prerogative delle Regioni annunciando commissariamenti delle stesse qualora non intendano applicare le disposizioni sul dimensionamento della rete scolastica. Non si può essere d'accordo con le scelte di un governo che scommette sull'ignoranza, che crea disuguaglianze sociali, che separa i bambini italiani da quelli stranieri, che ripropone modelli culturali regressivi e che trasforma, dopo l'università, anche le scuole pubbliche in fondazioni".
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da "Nuova Ferrara, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Gli studenti della Rete universitaria attiva: l'istruzione è una risorsa per il Paese LA PROTESTA FRA I BANCHI Nelle scuole italiane si vivono ore febbrili contro i tagli programmati dal governo, con la legge 133/08 e con la riforma Gelmini. A Ferrara quella di oggi sarà una giornata di mobilitazione: al mattino, in concomitanza con l'apertura dell'anno accademico (alle 10 in Rettorato), scendono in piazza studenti, ricercatori, personale, con un corteo che partirà alle 9 dal piazzale della chiesa di San Francesco. Alle 18.30, poi, fiaccolata in piazza Savonarola organizzata da Cgil, Cisl e Uil, con docenti, studenti, genitori e l'adesione di forze politiche del centrosinistra. Nel mondo universitario preoccupa quanto contenuto nella legge 133/08, che, di fatto, stravolgerà l'assetto delle Università italiane, concedendo in primis a queste ultime la possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. E i promotori della manifestazione di oggi - Rete universitaria attiva, Comitato ricercatori universitari, Coordinamento ricercatori precari, Cgil, Cisl, Uil e Cisapuni (sindacato autonomo del personale universitario) - chiedono al Governo di cancellare l'articolo 16 della legge 133 e il taglio di 500 milioni sui finanziamenti pubblici alle università. Invitano, inoltre, il rettore a non trasformare l'ateneo ferrarese in una fondazione. Banchetti di raccolta firme saranno predisposti per chiunque voglia supportare l'iniziativa. Alessandro Orlandin, Alex Tagliatti, Giulia Bertelli, Chiara Porretta e Andrea Musacci - componenti del direttivo della Rete universitaria attivaa - spiegano quali quali rischi "immediati" prevedono gli studenti: "La legge 133/08 va a scuotere la struttura universitaria dalle basi. I cambiamenti che prospettiamo (e temiamo) sono essenzialmente il condizionamento della didattica da parte dei privati finanziatori, l'aumento vertiginoso della contribuzione studentesca e l'assenza della rappresentanza degli studenti all'interno di questo circuito di interesse imprenditoriale. Nell'immediato registriamo un drammatico colpo al diritto allo studio. Una delle questioni più evidenti è la situazione degli studentati, delle borse di studio e del servizio di mensa. Da quest'anno la situazione si può ricondurre solo a stento al concetto di diritto allo studio". Ma quali sono le controproposte della Rete universitaria attiva? "Stralciare l'articolo 16 della 133/08 e dimenticare - spiegano - la pericolosissima idea di privatizzare il sistema. L'università pubblica ha tante incoerenze ma questo genere di "soluzione" prospettata dal governo è più un'eutanasia che un rimedio. Bisogna pensare all'università come a una risorsa del Paese, non come una scomoda voce di bilancio. Uno slogan che amiamo ripetere è "rifacciamo l'università pubblica dalle fondamenta, non dalle Fondazioni"". E gli studenti auspicano anche che il rettore Patrizio Bianchi, "che si è espresso criticamente fin dall'inizio a proposito della privatizzazione, faccia qualche mossa e che si opponga in ogni modo possibile a questo processo". Ribadendo che la manifestazione di questa mattina non intende "boicottare" l'apertura dell'anno accademico, ma essere solo un momento informativo sullo stato di disagio vissuto dal mondo universitario. E sul fronte della partecipazione? "La manifestazione è promossa dalle sigle UniFe, cioè dalle associazioni di rappresentanza all'interno del sistema universitario ferrarese. Ciò non toglie - spiegano i componenti del direttivo Rua - che tantissimi studenti, insegnanti, impiegati condividano l'iniziativa senza però avere una sigla con cui firmarsi. Questo a nostro avviso è il punto di forza del movimento. L'organizzazione parte da sigle sindacali, ma l'argomento è di interesse globale. Ci aspettiamo la massiccia partecipazione di studenti e docenti, nonchè l'interesse dei cittadini. L'università non è una bolla all'interno della comunità, ma una parte importantissima a livello comunitario e di indotto economico". (e.r.).
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da "Arena, L'"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Sport pag. 46 Lessinia1 Valtramigna0 Lessinia: Dal Cappello, Adami, Corbellari, Canteri, Castagna, Menini, Campara (Gulgielmini), Fossa, Peterle, Alberti, Ala M. All. Gelmini. Valtramigna: Ferrarese, Vanzani, Bonfante, Dal Forno, Piccoli, Montanari, Crema (Dal Dosso), Naletto, Albertini, Ferro, Gaiga (Malesani). All. Lavagnoli. Arbitro: Cocozza Rete: 18' st Alberti.
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da "Nuova Ferrara, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
FIORILLO (IDV) "Così si smantella l'istituzione pubblica" Alla fiaccolata di stasera aderisce l'Italia dei valori. "E' una mobilitazione necessaria per dire no alla riforma Gelmini che smantella il sistema della scuola pubblica attraverso tagli di risorse e riduzioni di personale docente e non docente - afferma il segretario provinciale Massimiliano Fiorillo - Il decreto Gelmini, scritto sotto dettatura del ministro Tremonti, risponde unicamente alla logica del taglio indiscriminato delle spese, a cui non segue nessun miglioramento dell'offerta formativa ed educativa delle scuole italiane. Dopo le legg ad personam il governo Berlusconi mette in atto le leggi contra personas e cioè a danno di milioni di studenti, delle loro famiglie ed insegnanti".
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da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
FERRARA PRIMO PIANO pag. 23 di STEFANO LOLLI "L'UNIVERSITÀ non è l'Alitalia, ma s... di STEFANO LOLLI "L'UNIVERSITÀ non è l'Alitalia, ma se si continua a sparare sul motore, precipitare diventerà inevitabile". Il rettore Patrizio Bianchi lima la relazione con cui oggi alle 11, a palazzo Renata di Francia, inaugurerà il 618° anno accademico. L'apertura quest'anno si è caricata di toni allarmati e connotati politici. "La mobilitazione è sacrosanta, le iniziative attuate oggi, ben distinte nei propri ambiti, sono doverose. Tanto più a Ferrara, dove da anni l'Università si propone come modello di 'autonomia responsabile', al punto da diventare riferimento in Italia". Siamo di fronte a un contesto di difficoltà generale. "Evidente, ma noi questo problema ce lo siamo posti da alcuni anni. Al mio insediamento, il fondo di finanziamento ordinario rappresentava l'80% del nostro budget, adesso è attorno al 40%. Significa porsi il tema della razionalizzazione, della verifica, del miglioramento. Senza però abbandonare il nostro ruolo pubblico. Ma essere pubblici, badi bene, non significa accettare di diventare pezzenti...". Lo ha detto anche l'anno scorso, di fronte al presidente Giorgio Napolitano. "Bravo, ha buona memoria! (Bianchi ride, ndr). Sì, esattamente il 20 ottobre del 2007 al Capo dello Stato ho manifestato questo nostro vanto, ho detto che siamo... orgogliosamente pubblici. E che su questa linea strategica abbiamo attuato negli ultimi quattro anni interventi profondi e spesso difficili; abbiamo sviluppato un Comitato di Sostenitori che è stato il primo in Italia, e scisso le funzioni del CdA da quello del Senato accademico. Tante cose le potevamo fare da soli, e le abbiamo fatte; altre non competono a noi, ed è giusto pretenderle". Di qui il suo appoggio alla mobilitazione che investe oggi i precari, il sindacato, i partiti. "A ciascuno il suo spicchio di protesta, non confondo i ruoli. Però se i promotori del 'sit in' e della fiaccolata di stasera raccoglieranno tante firme a favore dell'Università, io le prenderò e le spedirò subito al ministro Gelmini. E' un atto dovuto, ed un modo per far sentire che un'intera città, che in questi anni è cresciuta anche grazie al rapporto con il proprio ateneo, sostiene le cose che chiediamo a palazzo Renata di Francia". Richieste di 'bottega'? "No, ascolti e vedrà che sono le stesse cose che invocano anche tanti altri settori del paese. Vogliamo sapere in anticipo quanti fondi ci metterà effettivamente a disposizione lo Stato, non dover sempre fare i conti a Finanziaria approvata; vogliamo una programmazione reale dei concorsi, per non dover impazzire tra blocchi e incertezze. Vogliamo anche una valutazione durissima dell'Università, perchè non siamo irresponsabili". Che significa? "Dietro qualcuno dei tanti cori di protesta contro la riforma che si levano oggi, si nasconde anche chi ha dato discredito all'Università. Se questa situazione servirà a far chiarezza e pulizia, noi non abbiamo timore di affrontare anche questo percorso". In cambio però chiedete più fondi. "No, chiediamo certezze. Ad iniziare da quella, essenziale, che il governo non tagli sistematicamente la ricerca. L'Università italiana vanta due milioni di studenti, ha compiuto una trasformazione titanica ed ha investimenti secondi solo alla Svizzera. Una riforma cieca, minerebbe non solo gli atenei ma tutto il Paese". Ricordando la visita di Napolitano, il presidente ha detto in questi giorni che non basta dire no. "Concordo totalmente. Noi per primi e non da oggi abbiamo scelto la strada della responsabilità, però ripudiamo l'idea dello sfascio. Quattro anni fa, al mio insediamento, una studentessa mi si parò davanti con un cartello che recitava 'capitano, la nave affonda'. Non era vero e non è successo. E finchè avremo forza, non lasceremo che accada".
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da "Nuova Ferrara, La"
del 20-10-2008)
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SCUOLA Le mosse della Gelmini Renato, facci sapere... Ci sono notizie che fanno notizia ed altre no. Il Corriere del 19 riporta questa dichiarazione del ministro Gelmini: "Il mio fidanzato che mi vuole molto bene ha detto: se ti torcono un capello ci penso io" . La notizia ci rincuora. Lassù - al nord - qualcuno ama Mariastella. L'ama talmente tanto da affrontare i 500.000 che le hanno sfilato contro il 17 a Roma. E qui la seconda notizia. Quel giorno, continua la ministra, "sono rimasta all'Eur. Mi hanno consigliato di evitare viale Trastevere". E allora che fa la ministra? Sceglie di visitare un museo? Entra forse in una biblioteca? No, il cronista ci informa che "se n'è andata da Renato, il suo parrucchiere". Chissà come l'ha presa l'altro Renato, il ministro della funzione pubblica. Quel Brunetta fustigatore dei fannulloni. Invece di andare al ministero, magari a lavorare come spetta ai dipendenti pubblici, la Mariastella si faceva scalare la chioma? Cotonare i capelli? O applicare, da Renato, un pò di balsamo sulle doppie punte? Qui l'informazione pecca, e ce ne dispiace. La scuola italiana tutta, il Paese nel suo insieme, non sapranno mai quale (messa in) piega avrà la politica scolastica italiana. Renato, facci sapere. Anzi, tu che puoi, chiedi a Mariastella come mai, il 18 e 19 scorsi, la rassegna stampa del ministero dell'istruzione non risultava aggiornata. Ha una qualche attinenza con il successo della manifestazione di piazza o con gli esiti della sua acconciatura? Prof.ssa Elena La Gioia Iscritta al C.I.P associazione aderente alla manifestazione del 17.
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da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 42 del 2008-10-20 pagina 46 la parola ai lettori di Redazione 2RIFORMA GELMINI/1 Ecco perché chi si oppone compie un vero sopruso Il 10 ottobre scorso ho seguito il tg3 nazionale delle 14,15, che aveva in "prima pagina" varie notizie sullo sciopero degli studenti contro la riforma Gelmini: interviste a politici dell'opposizione come Di Pietro e Soru e a un non eletto come Diliberto. Ma chi critica il governo in maniera cosi sonora in piazza strumentalizzando gli studenti e raccontando falsità, non si rende conto che va contro la volontà della stragrande maggioranza del popolo italiano che ha votato quel governo? L'opposizione mette in discussione una riforma che tende a rivitalizzare un organismo pachidermico, divenuto un ammortizzatore sociale politico che non educa più né tanto meno istruisce adeguatamente gli studenti (tra gli ultimi in Europa in quanto a preparazione). Ma il domani dei nostri figli è molto più importante della perdita di posti di lavoro, che sarà comunque contenuta. Chi contesta con urla e minacce avendo dalla sua parte gli organi di informazione compie un sopruso. Michele Donadio e-mail Lei avrà visto che cerchiamo di spiegarlo ogni giorno, su queste pagine. E continueremo a farlo. Ci aiuti a farlo sapere in giro... 2RIFORMA GELMINI/2 Pronti a manifestare a sostegno del governo Ancora una volta, leggendo il Giornale, mi trovo un articolo sulle proteste dei sindacati relative alle novità proposte per la scuola dal ministro Gelmini. Ancora una volta si paventa l'azione di protesta, lo sciopero nazionale e chi più ne ha più ne metta. Io che sono genitore, oltre a essere insegnante, mi dichiaro pienamente d'accordo con la riforma. Infatti, io avrei reso obbligatorie certe possibilità di scelta che ha concesso il ministro alle scuole in nome dell'autonomia. Ma la ragione per cui vi scrivo è la seguente: possibile che lo sciopero rappresenti solo le voci di chi si oppone? Noi che invece siamo d'accordo con il ministro, e siamo tanti, che possibilità abbiamo di farci sentire? Io non approvo scioperi e manifestazioni, ma se fosse organizzata un'iniziativa capace di dar voce al nostro pensiero e porre un freno ai no dei sindacati, sarei la prima a scendere in piazza. G. Reggio Emilia Un'iniziativa pro-Gelmini? Secondo me, la migliore è andare a scuola e studiare. 2RIFORMA GELMINI/3 Ma quanti sono i docenti che scioperano? Gli studenti scendono in piazza per protestare contro la riforma Gelmini; ma quanti sono in realtà i professori che scioperano? Questo dato non viene mai divulgato. Sarebbe opportuno che si pubblicasse la percentuale di adesione allo sciopero del corpo docente. Ottavia e-mail Le adesioni dei professori sono piuttosto alte, ma si capisce: difendono il loro posto di lavoro. Non il bene della scuola. 2GREGGIO E CARBURANTI I petrolieri sono esenti dalla crisi mondiale Il greggio è sceso a circa 80 dollari il barile, ma la benzina e il gasolio? Sarebbe interessante vedere quanto costavano quando il greggio era in continua crescita. Sono sicuro che ci sarebbero belle sorprese. In un periodo di crisi finanziaria, è mai possibile che la recessione valga per tutti i contribuenti, ma non per i "signori" petrolieri? e-mail Abbiamo appena fatto un servizio del genere. E abbiamo preso in esame, parallelamente, anche i mutui che si adeguano rapidamente quando l'Euribor sale, un po' meno quando l'Euribor scende. Però ci ritorneremo su. 2LOTTA AI "PIANISTI" Tastiere intelligenti e impronte digitali Ho visto sul Giornale il vasto repertorio fotografico sul penoso affaccendarsi dei "pianisti" in Parlamento e ho ripensato a una vecchia proposta per risolvere il problema in modo efficace e sicuro. Si potrebbero utilizzare apposite tastiere che si attivano solo previo riconoscimento delle impronte di un dito dell'occupante della poltrona corrispondente. Ad ogni cambio di legislatura, o del singolo parlamentare da sostituire, basterebbe riprogrammare le tastiere con le nuove impronte. Lo stesso metodo potrebbe trovare applicazione in tanti altri settori e con minime spese di installazione e manutenzione. Poi ho pensato che a nessuno starebbe bene una soluzione tanto banale quanto efficace. Biagio Lombardi Castellammare di Stabia (Napoli) Recentemente il presidente della Camera Fini ci ha garantito, anche personalmente, che sta provvedendo. Noi aspettiamo. E facciamo la guardia. 2 FIGLI E SEPARAZIONI Un affido condiviso ma per finta (e con beffa) Sono un padre separato trentenne. Nel 2007 chiesi l'affidamento condiviso della mia bambina per poter trascorrere con lei lo stesso tempo di mia moglie. Mi fu dato un "falso condiviso" con un solo giorno settimanale. Mia figlia ora ha iniziato le elementari e racconta che a scuola la porta quasi sempre il giovane fidanzato della mia ex, il quale, tra l'altro, si fa chiamare "babbo". Bravi, giudici: complimenti. La bambina, che ha entrambi i genitori in vita, viene accompagnata a scuola dall'uomo con il quale cinque anni fa mia moglie mi tradì. Io e mia figlia oggi esigiamo delle scuse dallo Stato o da questi giudici distratti e antiquati. Chiediamo giustizia e che ci venga restituita la libertà. Costantino e-mail Non mi sono mai tirato indietro nelle critiche alla magistratura. Ma se la situazione è quella che dice lei, mi pare, che le colpe dei giudici siano nulla rispetto a quelle di sua moglie. 2TESTI SCOLASTICI No ai libri gratis per gli extracomunitari Sono d'accordo con tutte le proposte del ministro Gelmini, tranne l'ultima. Mi riferisco all'intenzione di dare i libri gratis solo agli studenti delle famiglie povere. Sembrerebbe una buona idea, se non fosse che, in questo modo, gli unici (o quasi) a trarne vantaggio saranno gli extracomunitari, che già beneficiano di tutte le agevolazioni possibili e immaginabili. Con l'unico risultato che, oltre a pagare i nostri libri, dovremo pagare anche i loro. Gianantonio Frosio Brescia I libri gratis per la scuola elementare devono valere per tutti coloro che hanno diritto di andare a scuola. Italiani o no. 2 BUROCRAZIA PRIVATA Se la banca scrive al dipendente defunto A proposito di burocrazia. Non parliamo sempre e solo male della pubblica amministrazione perché anche nel privato ci vorrebbe un Brunetta per far fronte a episodi simili a quello capitatomi in questi giorni. Ho ricevuto dall'Intesa San Paolo un plico indirizzato a mio padre, Giuseppe Carlo, e contenente le nuove agevolazioni accordate ai dipendenti del gruppo bancario su conti correnti, titoli, prestiti e finanziamenti. Si dà il caso che mio padre, dipendente di una cassa di risparmio poi confluita nel colosso di cui sopra, sia andato in pensione nel 1971 e sia deceduto nel 1974. Ma il ridicolo della faccenda è che mio padre era del 1914 e quindi oggi avrebbe 94 anni. Ed essere "caro collega" a questa età mi sa tanto di presa in giro. Capisco che si voglia allungare l'età pensionabile, ma un controllo più accurato eviterebbe figuracce e chili di carta inutili. Luciano Pescali e-mail Lei ha ragione. Ma abbia pazienza: di questi tempi, sa, le banche sono un po' in confusione. 2GLOBALIZZAZIONE Il mondo ci copia i pagamenti in nero Una mia conoscente inglese, pensionata, che chiamerò Mary, mi telefona, piuttosto preoccupata. Spiega che nel suo condominio è stata sostituita la caldaia e i termosifoni. La sua preoccupazione è dettata dal fatto che il titolare della ditta che ha eseguito i lavori le ha proposto di pagare in "nero". Essendo questo tipo di richiesta quantomeno inusuale nella terra d'Albione, Mary mi chiede consiglio. Ma guarda cosa ti combina la "globalizzazione". Oltre alla pizza, a un certo rinomato formaggio e a un certo pesto, siamo riusciti pure a esportare l'italico furbismo. Luigi Fossatelli Milano Non c'è da esserne orgogliosi, però. 2FESTA A BAGDAD Buone notizie dall'Irak, Bush aveva ragione La notizia dell'abbattimento della prima barriera di sicurezza che separava i sunniti dagli sciiti nella città di Bagdad e del conseguente tripudio popolare è la risposta più efficace e definitiva a tutti coloro che negli anni passati hanno demonizzato in tutti i modi la politica di G.W. Bush in Irak, diretta ad abbattere Saddam e a ricondurre quel povero (ma ricco) Paese alla democrazia. La strada è probabilmente ancora lunga, ma il primo passo è davvero confortante. Emilio A. Macchi Alfieri e-mail Sì, se ne parla troppo poco: Bush sta vincendo la sua sfida in Irak. Ma l'Afghanistan? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
(
da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 42 del 2008-10-20 pagina 5 "Troppo brava" a scuola Perseguitata dai compagni di Redazione Franco Sala Lei a scuola è brava, una studentessa modello, ai genitori presenta voti che li fanno inorgoglire della loro figliola. Passa ore con la testa sui libri, in classe si comporta come si deve. Ad alcuni compagni di Annalisa, la chiameremo così, 13 anni, la cosa non va giù. Più che invidiosi sono bulletti, amano fare gli indisciplinati e pretendono di essere imitati da tutti. Decidono: "Annalisa ha bisogno di una lezione", di quelle che piacciono a loro. La fotografano con le immancabili telecamere dei telefonini, scrivono sotto frasi oscene, offensive: insomma la fanno passare per una "facile" da abbordare. Ovviamente sono tutte frottole, menzogne, tanto per infangare la stima che i professori hanno per la "secchiona". Tutto accade alla scuola "Aldo Moro" di Besana Brianza. Classe terza media. Non sono neppure adolescenti e già vogliono imitare al peggio quelli grandi, quelli che vanno alle superiori. Perché non emanciparsi in fretta e furia? Un peccato. Il manipolo di bulli in erba fa circolare tutto attraverso un blog e tramite posta elettronica. Avanti con la rete on line. Non basta, quando la incontrano non perdono occasione per sfotterla. La sua "colpa": troppo brava. Troppi giudizi positivi in tutte le materie. Che fare? Il mondo gira così. Annalisa intuisce, vede sullo schermo del computer il capolavoro che hanno combinato i suoi compagni di classe. È una ragazzina tanto sensibile. Non trova il coraggio di raccontare tutto a mamma e papà. Neppure una parola anche al preside o a qualche professore. Si vergogna. È turbata. Non avrebbe alcun motivo, eppure non vede vie d'uscita. L'altro giorno alle sette di sera esce da casa. Due ore e mezza dopo i genitori sono in ansia: doveva assentarsi per qualche minuto da casa, invece, non rientra. Sparisce. Mamma e papà sono in ansia. Preoccupati, con il cuore in gola, corrono dai carabinieri e presentano la denuncia della scomparsa. Iniziano le ricerche. Decine di militari dell'Arma con i cani addestrati, uomini della protezione civile e gli agenti della polizia locale perlustrano i boschi della zona. Si teme il peggio. Magari Annalisa, sconvolta dalla vicenda, potrebbe aver cercato una soluzione drammatica per mettere fine a quell'incubo che le si è infilato in testa. Alle dieci del mattino i carabinieri la trovano: è stravolta, infreddolita. Piange. Un sottufficiale la prende in braccio. La rincuora. Ha bisogno che qualcuno le dica una cosa: di sicuro, chi deve vergognarsi non è lei. Un rapporto è inviato alla Polizia postale, un altro alla procura della Repubblica di Monza. In ogni caso, i responsabili dell'ennesima forma di bullismo hanno meno di quattordici anni. Vale a dire: non sono imputabili di reati. Va bene. Ma un sette in condotta lo meritano? Oppure sono gli stessi che contestano il ministro Gelmini? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
(
da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: AUTONOMIE LOCALI E PA data: 2008-10-20 - pag: 50 autore: ANCI RISPONDE Mensa chiusa agli insegnanti prima di fissare i rimborsi Rita Pallante Il 2 ottobre l'Anci ha ribadito che finché non saranno chiari i termini per il rimborso ai Comuni delle nuove spese derivanti dall'utilizzo gratuito delle mense scolastiche al personale (come previsto dall'articolo 21 del ContrattoScuola), non sarà possibile per i Comuni aumentare i pasti erogati. Alle numerose richieste Anci il ministro Gelmini ha affermato che non ci sono al momento le risorse per finanziare compiutamente i nuovi costi, quindi la questione è bloccata e i Comuni non possono ancora accogliere le richieste delle scuole. Nulla esclude che localmente, se le scuole possono provvedere direttamente al rimborso ai Comuni, il personale possa usufruire del servizio mensa. Le spese In un Comune hanno sede le scuole dell'infanzia, primariae secondaria di primo grado a cui sono iscritti diversi alunni residenti in un Comune limitrofo. Ogni anno l'ente sostiene spese anche per organizzare iniziative extra scolastiche come corsi, manifestazioni o incontri. è possibile chiedere al Comune limitrofo, visto il consistente numero degli alunni frequentanti, la ripartizione di tutte le spese sostenute, sia quelle di ordinaria amministrazione, sia quelle relative al contributo erogato annualmente per le iniziative extra scolastiche? La richiesta può essere rivolta al Comune limitrofo. Nella prassi amministrativa va segnalato come sempre più di frequente questo tipo di problematiche, concernenti la ripartizione delle spese fra più Istituzioni, sia risolto attraverso la stipula di accordi (a livello politico, di spettanza dei Sindaci) e di convenzioni e protocolli specifici (a livello tecnicoe amministrativo). La manutenzione straordinaria Una Provincia contrarrà un mutuo presso un Istituto di credito per la manutenzione straordinaria di un edificio scolastico detenuto in uso ex articolo 8 della legge 23/96, essendo ente proprietario il Comune. Si domanda se le addizioni che saranno apportate grazie ai lavori finanziati col mutuo dovranno essere iscritte quale incremento patrimoniale della Provincia, usuaria dell'immobile,ovvero del Comune, che ne è proprietario. L'articolo 8 della legge 23/96 ha previsto l'alternativa fra trasferimento in uso gratuito, ovvero, in caso di accordo fra le parti, in proprietà con vincolo di destinazione ad uso scolastico, degli immobili di Stato e Comuni. Per quanto riguarda la disciplina del trasferimento, relativamente agli immobili di nuova costruzione, si veda anche il Dm 17 dicembre 1996, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 30 dicembre 1996, n. 304, in particolare l'articolo 4 per le spese straordinarie. Come si evince dal citato articolo 8, i rapporti fra Comuni e Province sono disciplinati da apposita convenzione che deve prevedere l'assunzione di specifici impegni da parte di ciascun Ente. Si presume, tuttavia, che nel caso in esame non vi sia alcuna disciplina della fattispecie. Dalle indicazioni contenute nel quesito non si evince con certezza se le addizioni all'immobile scolastico siano rimovibili (ad esempio, in caso di mutamento di destinazione dell'edificio)e, quindi, se l'Ente beneficiario del mero uso possa utilizzarle successivamente. Se così non fosse l'incremento patrimoniale dovrebbe far capo all'ente proprietario. "Il Sole 24 Ore del lunedì" pubblica in questa rubrica una selezione delle risposte fornite dall'Anci ai quesiti (che qui appaiono in forma anonima) degli amministratori locali. I Comuni possono accedere al servizio "Anci-risponde" - solo se sono abbonati - per consultare la banca dati, porre domande e ricevere la risposta, all'indirizzo Internet Web www.ancitel.it. I quesiti non devono, però, essere inviati al Sole-24 Ore. Per informazioni, le amministrazioni possono utilizzare il numero di telefono 06762911 o l'e-mail "ancirisponde@ancitel.it".
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da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: SYSTEM (REGIONE CAMPANIA) data: 2008-10-20 - pag: 15 autore: L'agenda del Parlamento. I Dl scadono a fine mese Corsa contro il tempo sull'Alitalia e la scuola Roberto Turno Comincia un'altra settimana ad alta tensione e in precario equilibrio per l'attività parlamentare. Condizionate dalla paralisi per la mancata elezione del giudice della Consulta e del presidente della bicamerale di vigilanza sulla Rai,fin da oggi le Camere devono centellinare la normale attività legislativa. Anche se alcuni scadenze inderogabili saranno necessariamente rispettate: i decreti legge su Alitalia e quello sui tagli alla scuola, in particolare, di imminente scadenza, si avviano rapidamente al voto finale nonostante l'handicap, soprattutto per il "decreto Gelmini", della protesta degli studenti e delle dure accuse rivolte al Governo da parte delle Regioni. Proprio i due decreti legge su scuola (Dl 137) e Alitalia (Dl 134) sono ai primissimi punti dei calendari delle due assemblee. Il Dl 134 (amministrazione straordinaria delle imprese in crisi) deve essere votato dalla Camera con alcune modifiche, a cominciare da quelle che azzerano il colpo di spugna sui manager incapaci (e non solo) duramente contestate dallo stesso ministro dell'Economia, per essere trasmesso nuovamente e a strettissimo giro di posta al Senato, che non a caso fin da mercoledì lo ha già inserito all'ordine del giorno: il decreto scade infatti lunedì prossimo. Tempi stretti per l'approvazione finale si prospettano anche per il Dl 137 sui tagli alla scuola, che scade il 31 ottobre: il decreto deve superare l'esame in sede referente della commissione Istruzione del Senato ed essere quindi inviato al voto dell'aula di palazzo Madama fin dai prossimi giorni. Prevedibile, a questo punto, che il via libera arrivi soltanto tra una settimana, chissà se anche con la richiesta di fiducia da parte del Governo, considerato che finora Palazzo Chigi ha negato qualsiasi apertura a tutte le richieste di modifica piovute in queste settimane dentro e fuori il Parlamento, con l'aggiunta di quello che appare come un autentico scontro istituzionale con i governatori. Ancora i decreti legge, ma anche la Finanziaria per il 2009 e i Ddl collegati alla manovra,ipotecano l'attività parlamentare che sarà possibile svolgere durante la settimana. La Finanziaria prosegue il suo iter alla Camera, in sede referente, in commissione Bilancio. Mentre sempre alla Camera, in commissione Finanze, avanza l'esame dei due decreti legge (155 e 157) su banche e tutela del risparmio varati per far fronte alla tsunami finanziario internazionale: i due provvedimenti urgenti del Governo saranno accorpati e sono destinati a ospitare modifiche, chissà se bipartisan, a partire da quella annunciata dal Governo contro la scalata alle imprese con Opa ostili. In cantiere restano poi i disegni di legge collegati alla Finanziaria. Se in settimana si conosceranno i tempi d'esame del Ddl sul federalismo fiscale (atto Senato 1117), qualche rallentamento rispetto ai programmi subiranno inevitabilmente le misure su lavoro pubblico e internazionalizzazione delle imprese, che sono in attesa del via libera dell'aula di Montecitorio.
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da "Quotidiano.net"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
"La richiesta italiana di più tempo per approfondire il tema dei costi -ha precisato il premier- è stata condivisa da altri nove Stati"
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"Leggo su alcuni quotidiani che l'Italia si troverebbe isolata in Europa per quanto riguarda la vicenda del clima. Non è assolutamente vero", precisa il premier Berlusconi che chiarisce come "l'Italia ha richiesto che i costi della riduzione delle emissioni di anidride carbonica vengano sostenuti in modo eguale da ciascun cittadino europeo. Altrimenti, i costi stessi sarebbero più pesanti per i Paesi manifatturieri". "La richiesta italiana di più tempo per approfondire il tema dei costi -prosegue il presidente del Consiglio- è stata condivisa da altri nove Stati". Non c'è dunque alcun isolamento del nostro Paese mentre si manifesta, conclude Berlusconi, "la continuazione di un costume deteriore dell'opposizione, e cioè quello di fare polemiche contro il proprio Paese". AMBIENTE Lo scontro continua, l'Italia all'Ue: "Un anno di stop" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (159 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (75 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (57 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (51 commenti) "Permessi sindacali? 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Mi chiedevo se potresti fare un articolo che elenchi in maniera [...] Flavia sale. Ad un passo dal n.1120:47:45 - Ai bambini extra communitari direi: L acolpa non è la vostra.Ma toglietevi dai piedi.Negli USA i ns,[...] Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega20:06:57 - meno male che esiste hawk-eye, con tutti i suoi limiti e difetti, ma senza di quello ieri sarebbe st[...] Gilles Simon gela Madrid Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo?Una mutua per cani e gatti, sei d'accordo?Ascoli, campionato di giornalismo. Qual è la tua scuola preferita?Crisi finanziaria, cosa fai per salvaguardare tuoi risparmi? La foto del giorno Tim Robbins, stella sulla Walk of Fame L'attore e regista di 'Dead ManWalking' si è detto "onorato" di aver ricevuto il prezioso riconoscimento. Il premio Oscar come non protagonista per 'Mystic River '(2004), era accompagnato dalla sua compagna, l'attrice Susan Sarandon. LEGGI L'ARTICOLO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.
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da "Stampaweb, La"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
MILANO "Non parliamo di classi ponte. Si tratta soltanto di un momento di verifica sulla conoscenza della lingua italiana da parte dei ragazzi stranieri. E di eventuali corsi di recupero per metterli al pari di tutti i nostri studenti". Maria Stella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione, minimizza così il senso del provvedimento adottato nei giorni scorsi dalla Camera. Ma non si tratta di una polemica con la Lega, visto che fino a pochi minuti prima aveva parlato, con successo, ad un dibattito organizzato dal "Movimento studentesco padano". Né quegli slogan ("Bossi, Bossi"; "Libertà, libertà"; "Padania libera") urlati a squarciagola davanti alle telecamere dai giovani presenti possono essere interpretati come una contestazione al ministro, che aveva invece ricevuto scroscianti applausi. Dopo un'ora e mezzo di discorso e di dibattito con il pubblico, in una saletta dell'hotel Cavalieri di Milano (giusto in faccia al palazzo che era stato storica sede del Provveditorato agli studi), tra i Giovani padani e l'altrove contestatissima Gelmini, è sbocciato il feeling. Che cosa abbia detto il ministro ad un platea che alla fine l'ha salutata così calorosamente non è dato sapere, perché Gelmini ha voluto che l'incontro si svolgesse a porte chiuse; blindate, quasi: pure i microfoni che potevano far trapelare le sue parole nell'atrio sono stati spenti. Deludendo così gli organizzatori che avevano invece ampiamente pubblicizzato l'avvenimento, tanto che il ministro si è pure trovato qualche giovane dei centri sociali davanti all'hotel. Ma appena entrata nella sala l'atmosfera si è fatta subito più amichevole, per concludersi con un'autentica standing ovation. Ma cosa vi ha detto il ministro per entusiasmarvi così? "Si è detta d'accordo con tante nostre proposte, ad esempio con il fatto che vanno privilegiati i docenti che provengono dal territorio dove si trova la scuola; quello che noi chiamiamo federalismo dell'insegnamento". Spiega uno dei partecipanti. E un altro: "Ha detto che molti professori usano la scuola per fare propaganda di sinistra, per pubblicizzare le manifestazioni contro la sua riforma". Un altro ancora: "Ci ha dato ragione sui troppi sprechi di risorse, sui tanti corsi inutili che si tengono all'Università". Parole che Gelmini conferma in un breve colloquio con i cronisti: "Qui hanno capito che io voglio una scuola con al centro i ragazzi e il loro diritto a una scuola educativa e di qualità. Tutto il resto è disinformazione come il fatto che io voglia chiudere scuole di montagna e nelle isole: voglio solo accorpamenti amministrativi per ridurre gli sprechi. Così come per l'Università: le risorse verranno date alla qualità, alla ricerca e alla capacità di creare occupazione".
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da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Alla Cpc assemblea contro la riforma Gelmini "Fermiamo la distruzione della scuola pubblica". Questo il tema dell'assemblea organizzata per giovedì alle 17 nella sala della Compagnia portuale dalla Costituente per la sinistra. I promotori del dibattito ricordano che la riforma Gelmini prevede "forte riduzione delle risorse (8 miliardi); tagli indiscriminati degli organici (87.000 docenti e 40.000 Ata); riduzione delle ore di scuola; ritorno al maestro unico; snaturamento ed eliminazione del tempo pieno; aumento del numero degli alunni per classe; riduzione delle ore di sostegno.
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-19 - pag: 13 autore: Istruzione. Per Bossi "vogliono il '68" Veltroni: chiusura per molte scuole Gelmini: nessuna ROMA Dopo la grande manifestazione di ieri a Roma, non si ferma la mobilitazione sui fronti "caldi" dell'istruzione. E mentre il ministro Mariastella Gelmini continua a tenere il punto sulla validità della sua riforma - pur con un'apertura sul blocco del turn over dei docenti universitari - il leader del Pd Walter Veltroni attacca: molte scuole chiuderanno, si favorirà la dispersione scolastica e con le classi separate "si instilla l'odio". Da Norcia, dove ha partecipato a un convegno, ieri la ministra ha ribadito le sue posizioni. "Questo governo sembra essere un governo di sinistra per come ha a cuore i bisogni della gente" ha rilanciato, difendendo punto per punto la riforma, dal maestro unico ("una formula che esiste in tutti i Paesi europei, mentre il cosiddetto modulo è una anomalia tutta italiana") al voto in condotta. La Gelmini ha poi assicurato che non sarà tagliato il tempo pieno e ha ribadito che "si stanno raccontando molte bugie" frutto di disinformazione, come le polemiche sulle classi ponte per gli immigrati. Quanto alla chiusura delle scuole con meno di 50 studenti, ha precisato che "è sbagliato chiudere le scuole di montagna, ma non è giusto che dopo un regolamento del '98 che imponeva l'accorpamento per fare economie, nulla sia stato fatto". Sull'università, invece, il ministro ha teso una mano, ammettendo che il blocco del turn over penalizza i giovani che vogliono entrare nel corpo docenti: "Entro ottobre ha annunciato - presenterò la riforma del reclutamento dei ricercatori e dei docenti. In particolare, sarà presentato un progetto di legge per privilegiare e favorire l'assunzione di giovani nelle Università". Ma dall'opposizione il leader del Pd Veltroni attacca pesantemente la sua riforma: "So per certo - dice - che molte scuole chiuderanno e questa riforma favorirà la dispersione scolastica ". Drastico il giudizio anche sulle classi separate per gli studenti stranieri: "Cosa vuol dire che un immigrato non può stare in classe con gli italiani? Queste classi differenziate sono un atto di chiusura". Numerose le prese di posizione politiche che si sono susseguite durante la giornata, con gli esponenti del centro-destra schierati a difesa del ministro e quelli del centro-sinistra fortemente contrari. Ieri anche il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, che in passato aveva polemizzato con la Gelmini, ha ammesso "sta lavorando bene", mentre la sinistra, ha accusato, "punta sugli immigrati, dandogli il voto e poi sui ragazzi per fare un nuovo Sessantotto". Intanto, dopo la grande protesta di venerdì, in varie città ieri è proseguita la mobilitazione di studenti, genitori e insegnanti. In 10.000 (secondo gli organizzatori) hanno sfilato a Firenze, tra striscioni e slogan contro il ministro Gelmini. Fra i cartelli più originali uno raffigura il volto di Dante che esclama "Questa legge è un inferno". A Milano, i bambini assieme ai genitori e alle maestre dell'associazione Rete Scuole hanno preso d'assalto tre parchi cittadini, spargendo sui prati centinaia di palloncini colorati, giochi e merendine per dire no all'insegnante unico "che mette a rischio l'esistenza del tempo pieno " e alle classi ponte per gli alunni stranieri. Ad Ancona 2.000 persone, tra cui il presidente del consiglio regionale Raffaele Bucciarelli, il sindaco Fabio Sturani e numerosi amministratori e politici del centrosinistra, hanno preso parte a una fiaccolata promossa dai sindacati della scuola Cgil, Cisl, Uil e Snals. R.R. UNIVERSITà Riforma del reclutamento di ricercatori e docenti entro il mese di ottobre Ieri ancora manifestazioni a Milano e Firenze.
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da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
ROVIGO pag. 24 ORA LA PROTESTA delle scuole contro il decreto-Gelmini in discussio... ORA LA PROTESTA delle scuole contro il decreto-Gelmini in discussione al Senato, comincia ad interessare direttamente le famiglie e l'economia. Proprio da vari Istituti superiori della provincia di Rovigo sta, infatti, partendo, a macchia di leopardo, per indirizzarsi a tutto il territorio nazionale (dove sta in contemporanea raccogliendo molti consensi), la proposta di bloccare i viaggi di istruzione degli studenti. Una proposta dirompente, che certo apre un inevitabile fronte interno di discussione, ma che ha probabilmente l'obiettivo, non dichiarato, di mettere il Governo faccia a faccia con le pressioni che possono venire dal mondo, variegato, dell'economia turistica, delle agenzie di viaggio, degli albergatori. Ha cominciato il Collegio docenti del Liceo Celio-Roccati, che ha deciso di "non attuare nell'anno scolastico 2008-09 nessun viaggio di istruzione.Proprio per segnalare all'opinione pubblica il totale dissenso nei confronti del decreto-Gelmini, la cui attuazione inciderà gravemente sulla didattica già a partire dal settembre 2009". Analoga la posizione espressa dal Collegio docenti dell'Itcsg Maddalena di Adria, che quasi unanimemente, ha votato l'immediata sospensione dei viaggi di istruzione e invitato "tutti gli istituti secondari di Rovigo e delle altre province ad adottare scelte analoghe". Negli ultimi giorni è arrivato il similare pronunciamento del Collegio dell'Alberghiero di Adria e sulla stessa linea sembrano andare diversi Collegi, tra cui quello dell'Itis di Rovigo. Una forma di lotta senza precedenti negli anni recenti, una 'extrema ratio', come hanno spiegato le rappresentanze sindacali, innescata dalla scelta politica di "procedere comunque e ad ogni costo, a suon di decreti estivi e di voti di fiducia". Anche in altre regioni, dopo lo sciopero dei sindacati di base del 17 ottobre e in attesa della ferma totale della scuola prevista per giovedì 30 ottobre, si stanno avviando iniziative similari. E' chiaro che la decisione di colpire le gite di istruzione (mentre non verranno toccate le uscite culturali e aziendali) non potrà non avere effetti sul piano delle relazioni interne agli istituti e sul piano del bilancio economico territoriale. I viaggi di istruzione si può calcolare che, solo per la nostra provincia, rappresentino una spesa attorno ai due milioni di euro l'anno. o.p.
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da "Nazione, La (Pisa)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
PROVINCIA PISA pag. 27 L'OCCUPAZIONE continua al Carducci e Cattaneo. Ma da oggi il passo verso la ... L'OCCUPAZIONE continua al Carducci e Cattaneo. Ma da oggi il passo verso la linea dura sarà tentato anche alle assemblee studentesche del Marconi all'Interporto e al Falchi di Montopoli. Intanto la protesta degli studenti contro la Gelmini incassa il pieno sostegno del Pd di San Miniato e del gruppo giovanile del partito che sostiene la mobilitazione. "A livello europeo ? si legge in una nota ? si parla sempre più di un sapere fondato su standard di qualità elevati, articolati e condivisi, in modo da garantire la crescita, professionale e personale, degli individui e la mobilità sociale e territoriale. Questo può essere garantito solo da un forte investimento sul sistema di istruzione pubblico. E in questo quadro da anni si stanno muovendo, nei limiti delle proprie competenze, la Regione Toscana e le nostre amministrazioni locali. La politica nazionale, invece, lo sta disintegrando. Quello che noi vogliamo è recepire le istanze di mobilitazione che vengono dai vari livelli, dalla scuola primaria alla scuola secondaria alle università, e costruire insieme una proposta che restituisca alla conoscenza il suo ruolo strategico". Nelle due scuole occupate non si registrano episodi di danneggiamento della struttura o disordini. Carlo Baroni.
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da "Corriere del Veneto"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2008-10-19 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Mario Isnenghi Lo storico lascerà l'insegnamento nel 2009: tengo duro, mi piace troppo "Troppi atenei, meglio fare case per studenti" VENEZIA – "Dicono che il nostro sistema universitario è all'ultimo posto dentro e fuori dell'Europa? E' la solita autoflagellazione tipicamente italiana. E non sono nemmeno d'accordo con chi dice che i nostri studenti sono ultimi fra i loro coetanei degli altri Paesi. Certo farei fatica, oggi, a dire ad un ragazzo che abbia voglia di imparare di credere nel nostro sistema universitario perché io stesso, con le prospettive che abbiamo davanti, non ci riesco". Mario Isnenghi, storiografo e docente di Storia Contemporanea presso il dipartimento di Studi storici dell'Università Ca'Foscari, una vita nell'insegnamento prima a Padova poi a Torino e infine nel capoluogo lagunare, è al suo penultimo corso ("Ho scelto di andare in pensione il più tardi possibile perché amo troppo insegnare ai ragazzi"), chiuderà la sua carriera accademica nel 2009. Nella funzione dell'università dice di continuare a credere, un po' meno sul susseguirsi di riforme di questo decennio. A cominciare dall'ultimo decreto dell'attuale governo: "Sono anni che la situazione si trascina in una riforma permanente – spiega Non invidio affatto i presidi che si vedono ogni volta costretti a reagire in nome del pragmatismo e del male minore. In questo caso ho paura però che non possiamo cavarcela definendo la riforma Gelmini il solito pasticcio, temo invece che sappiano molto bene quel che fanno: privatizzare l'università in favore di fini individuali. Ma l'università non c'entra nulla con il carattere aziendale degli studi, ci sono indirizzi che non hanno un immediata utilità dal punto di vista economico, perché sono studi tipicamente universitari che questo Paese deve decidere se vuole sostenere o no. Io sono per l'università pubblica, un Paese deve pagarsi l'università; questo è ciò che sognavo e, chissà perché, è ciò che sogno ancora". Mario Isnenghi lascerà la cattedra nel 2009, e il suo pensiero va agli studenti, i primi a subire le conseguenze del continuo riformare: "Non si creda che non si rendano conto di dove stiamo andando a finire – dice - perché lo capiscano benissimo. A chi oggi abbia voglia di studiare, consiglio di scegliere con attenzione perché le università non sono tutte uguali e non lo sono nemmeno le facoltà e i docenti; si è deciso di moltiplicare gli atenei, oggi abbiamo le università sotto casa ma sono tutte vere? Meglio sarebbe stato realizzare case per gli studenti, perché studiare vuol dire stare nel posto in cui studia". P.V. \\ Obiettivo Stanno cercando di privatizzare l'università, ma in un Paese deve essere pubblica.
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da "Corriere del Mezzogiorno"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Ciriello: sì, purché pacifiche. Scudiero: sono l'ultima spiaggia Occupazioni, Gabriele incita gli studenti L'assessore contro il decreto Gelmini Critico Michele Scudiero, preside di Giurisprudenza: "Non credo siano efficaci, sono l'ultima spiaggia se viene meno il confronto" NAPOLI - Gli studenti dovranno occupare le scuole e le università non appena il decreto Gelmini approderà al Senato, mentre le Regioni presenteranno ricorso alla Corte Costituzionale: è la strada indicata a cuor leggero dall'assessore campano alla Pubblica Istruzione, Corrado Gabriele, per "dire no alle scelte del Governo" su istruzione e ricerca. Dire no, ha spiegato poi Gabriele, "è l'unica strada che ha il Paese per evitare un disastro sociale, tutti dovremmo ricordare, anche il Presidente della Repubblica, che è grazie ai tanti "no" pronunciati negli anni Sessanta e Settanta che nel Paese sono cresciuti diritti e democrazia. La stessa Costituzione - continua - è figlia di un no al nazifascismo pronunciato da generazioni e partigiani che hanno dato la vita". Insomma "l'unica possibilità di fermare le scelte del ministro Gelmini sta nel no delle Regioni e degli studenti che vorranno pacificamente occupare le università e le scuole a partire dal 21 ottobre con l'avvio delle votazioni in Senato". Il ricorso annunciato da 10 Regioni italiane si appella alla Bassanini: la soppressione delle scuole con meno di 50 studenti e l'accorpamento di quelle con meno di 500 violerebbe l'autonomia delle Regioni in materia. La franchezza dell'assessore incontra poche censure nel mondo universitario, benché il rettore della Federico II, Trombetti, si sia già espresso negativamente sulle eventuali occupazioni a venire. L'ex rettore dell'Orientale, Pasquale Ciriello, ora parlamentare del Pd, ritiene invece che "la scuola e l'università ora più che mai abbiano bisogno di far sentire la propria voce, né mi scandalizzerebbero simboliche occupazioni - dice - purché misurate". Mentre "il ricorso alla Suprema Corte è più che giusto con l'ennesima aggressione centralista del Governo alle autonomie locali, addirittura minacciate di commissariamento". Invece Michele Scudiero, preside di Giurisprudenza, non crede "nell'efficacia delle occupazioni, di battute di arresto comunque non rispettose delle esigenze e che dovrebbero rappresentare solo l'ultima spiaggia se verrà meno la naturale dialettica democratica ". Mentre sulla chiamata alle armi di Gabriele commenta: "Un uomo che svolge un ruolo istituzionale non può autocensurarsi. Se cominciassimo a farlo tutti, allora, buonanotte..". Intanto gli studenti della Federico II e de L'Orientale riuniti in assemblea permanente a Lettere hanno annunciato un corteo al centro storico di Napoli per martedì prossimo. Luca Marconi Barricadero L'assessore regionale Corrado Gabriele invita gli studenti ad occupare le scuole e le Università campane contro il decreto Gelmini.
(
da "Corriere del Mezzogiorno"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2008-10-19 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE La replica Il senatore Pdl e docente di Medicina Calabrò: esternazioni inqualificabili NAPOLI - "Credo che l'assessore Gabriele debba finalmente leggersi il decreto Gelmini e che le sue esternazioni siano inqualificabili, non credo che un rappresentante delle istituzioni possa incitare ad occupare scuole o ad altre forme di rivolta. Se Gabriele lo ritiene corretto, dovrebbe prima dimettersi da assessore per poi continuare coi metodi di piazza utilizzati in precedenza", commenta il senatore Raffaele Calabrò, ex assessore regionale alla Sanità e docente universitario a Medicina. "Il decreto Gelmini - ritiene Calabrò - risponde invece ad una serie di aspettative del Paese che Mannheimer ha documentato da Vespa a Porta a Porta il 22 settembre coi sondaggi della sua Ispo alla mano". Insomma, Mennheimer, direbbero le sinistre, ha fatto il "guaio". "Mennheimer ha dato l'88% degli intervistati favorevole all'introduzione del voto in condotta, il 71% per il ritorno al grembiule, l'83% per il voto invece dei giudizi, il 62% per il maestro unico". Poi ci sono le statistiche Ocse. "Gabriele tenga presente che siamo giudicati tra le ultime scuole quindi la riforma ha un carattere di urgenza. E siamo penultimi per numero di laureati, il Sudamerica, il Cile e il Messico, sono sopra di noi". E la razionalizzazione dei costi e del personale? "Libero" tempo fa titolava che abbiamo più bidelli che poliziotti. "Il 97% del bilancio del ministero serve a pagare stipendi. In Italia abbiamo un bidello ogni due classi ma esenti dal servizio di pulizia. Con questi risparmi anzi aumenterà il tempo pieno del 50% e saranno meglio retribuiti i docenti meritevoli e produttivi". L. M.
(
da "Centro, Il"
del 20-10-2008)
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L'ex presidente questa sera a Porta a Porta accusa il sistema delle cliniche Del Turco: "Io vittima di un teorema Angelini abituato a non avere regole" PESCARA "L'Abruzzo era il far west, una regione senza regole da 10 anni". Così l'ex presidente della regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, intervistato a Porta a Porta, in una trasmissione che andrà in onda questa sera su Rai1. La trasmissione sarà incentrata sull'inchiesta per le presunte tangenti nella sanità abruzzese che il 14 luglio scorso portò all'arresto dello stesso Del Turco e di altri membri della giunta regionale. Del Turco ha raccontato la sua versione dei fatti da Collelongo dove lo ha intervistato Bruno Vespa. In studio presenti il leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, l'ex segretario del Psi, Claudio Martelli, e il deputato del Pdl, Giuliano Cazzola. Assenti gli esponenti del Pd, anche Lanfranco Tenaglia ministro ombra del partito di Veltroni ha declinato l'invito. "Vittima di un teorema" A Vespa l'ex presidente della Regione ha affermato che la sua giunta tra il 2005 e il 2008 ha tentato di far approvare una serie di leggi per riportare ordine nel sistema sanitario abruzzese. "Angelini era abituato a una regione che non aveva regole", ha esordito Del Turco riferendosi al re delle cliniche private abruzzese, suo principale accusatore nell'inchiesta. Nella sua versione l'ex presidente della Regione ha difeso anche le altre persone coinvolte nell'inchiesta, "Sono vittime", ha detto, "come me di un teorema giudiziario". Del Turco ha però attaccato sia la giunta precedente a quella da lui guidata, sia soprattutto alcuni esponenti di quella attuale. "Mi sono accorto", ha affermato Del Turco "che una parte della maggioranza, Paolini in testa, lavoravano per un'altra idea, facevano altro". L'ex presidente ha riepilogato anche le passate vicende legate ai debiti delle Regione e il ruolo delle cliniche private. I nostri tagli "Bastava un'autocertificazione da parte delle cliniche", ha detto Del Turco, "per il rimborso dei ricoveri. Inoltre Angelini e altri". "Era già pronta una nostra delibera che tagliava del 30% il valore delle prestazioni. Ad Angelini avrebbe procurato tagli per il 2008 pari a 10 milioni di euro". Del Turco ha sostenuto che la giunta in carica, dopo che sono scattati gli arresti, non ha più fatto approvare la delibera che prevedeva il taglio del 30% sui rimborsi delle prestazioni sanitarie. Inoltre, secondo quanto ricostruito da Del Turco, fra il 2005 e il 2008 "la giunta aveva fatto approvare tre leggi per rimettere ordine nella sanità abruzzese". In particolare Del Turco ha citato una legge "contro i ricoveri impropri" e quelli "gonfiati". "Abbiamo fatto accertamenti", ha dichiarato ancora l'ex governatore, "per 50 milioni di euro di ricoveri, di cui 16 milioni di euro solo per il gruppo di Angelini". "In politica se assolto" Per il futuro Ottaviano Del Turco, se assolto ha ribadito la volontà di tornare in politica. "Io penso di avere il diritto di continuare la battaglia politica nelle file dei riformisti". Le reazioni Secca la replica di Enrico Paolini presidente vicario: "Mi sono opposto alla vergognosa tesi dei tagli uguali per tutti", spiega paolini, "e alla mancanza di trasparenza dei dati 2000-2005 che provavano il fatto che ci sono state aziende ultrapremiate e altre situazioni molto diverse". Per Rifondazione, invece, l'autodifesa di Del Turco "è debole" "Non ci piace la giustizia spettacolo, ma neanche la beatificazione degli indagati", commentano Maurizio Acerbo, della direzione nazionale e Marco Gelmini, segretario regionale. "Siamo garantisti e, quindi, riconosciamo a tutti la presunzione di innocenza fino alla sentenza di un tribunale legittimo", dicono, "conosciamo molto bene le misure prese dal governo regionale nei confronti delle cliniche private, ma si tratta per la gran parte del frutto dell'impegno della sinistra e, in particolare, di Rifondazione. Gli uomini di Del Turco non erano tra quelli che premevano in questa direzione, anzi". (cr.re.).
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Il cantante è stato fermato A Milano al volante di una Porsche. Aveva un tasso di alcol pari a 2,27 grammi, ben oltre il limite consentito dalla legge
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Il cantautore è risultato positivo ad entrambi i test alcolemici eseguiti a distanza di circa un quarto d'ora l'uno dall'altro. La macchina non è stata sequestrata perché risulta intestata a una società ma è stata ugualmente portata via con il carroattrezzi. Grignani, invece, è stato accompagnato in caserma per gli adempimenti del caso. Duetto con L'Aura per 'Vuoi vedere che ti amo' Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (175 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (77 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (62 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (51 commenti) "Permessi sindacali? Si taglia Recupereremo 30 milioni di euro" (46 commenti) "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi" (29 commenti) Proteste e assemblee contro la riforma Gelmini (25 commenti) Lettera aperta del ministro Gelmini: "Non ci sono soldi, finita un'epoca" (23 commenti) 11:58:22 - io farei classi differenziate non per gli stranieri ,ma per i lombardi e veneti che esportano la maf[...] Classi separate per stranieri, a Bologna è già realtà11:57:34 - (continua)...Se ognuno di noi denunciasse le malefatte di cui viene a trovarsi testimone, poiché sem[...] "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"11:56:00 - L'opposizione cerca in tutti i modi di confondere le idee e creare caos in modo che non si capisca p[...] Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" 11:55:47 - Quello libro di Saviano non è soltanto un libro da leggere, vuol essere una denuncia pubblica contro[...] "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"11:37:21 - Per Fiorella, conosci qualcun'altro che rischia la vita per aver detto la verità? Direi che come met[...] "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"11:35:10 - Amo sciare. Amo soprattuto lo sci feriale sul nostro Appennino, perché non è solo sciare... ma anche[...] Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass11:34:20 - Come volevasi dimostrare ....... ad Agosto avevo scritto "...dilettanti allo sbaraglio..." questi so[...] Blanc: "E' un momento difficile Ranieri ha la nostra fiducia" Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo?Una mutua per cani e gatti, sei d'accordo?Ascoli, campionato di giornalismo. Qual è la tua scuola preferita?Crisi finanziaria, cosa fai per salvaguardare tuoi risparmi? La foto del giorno Tim Robbins, stella sulla Walk of Fame L'attore e regista di 'Dead ManWalking' si è detto "onorato" di aver ricevuto il prezioso riconoscimento. Il premio Oscar come non protagonista per 'Mystic River '(2004), era accompagnato dalla sua compagna, l'attrice Susan Sarandon. LEGGI L'ARTICOLO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec dy>.
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La band ha deciso di vendere il nuovo lavoro discografico direttamente on line lasciando liberi i loro fan di fare un'offerta per acquistarlo. I risultati di questa iniziativa si sono rivelati migliori di quelli precedenti
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La star irlandese ha confessato che la Hayek era terrorizzata all'idea di girare una scena di sesso nel film che hanno interpretato insieme intitolato 'Chiedi alla polvere' e, per tranquillizarla si è cimentato in un 'balletto' senza veli
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A distanza di oltre due anni dall'uscita del film 'Chiedi alla polvere', Colin Farrell ha finalmente confermato a Digital Spy quella che finora era solamente un simpatico 'rumor' fuoriuscito dagli ambienti di Hollywood: quello che per calmare la Hayek, terrorizzata dall'idea di dover girare una scena di sesso proprio in 'Chiedi alla polvere', l'attore si fosse cimentato, completamente svestito, in un balletto per allentare la tensione. "La parte del nudo è vera - ha scherzato Farrell - quella del balletto no: diciamo che era piuttosto una danza". Farrell ha negato comunque che lui e Salma avessero iniziato una relazione allora: "Non stavamo insieme, eravamo solo colleghi". Salma Hayek, durante le riprese del film, aveva definito Farrell "un vero gentiluomo". MULTIMEDIA Salma, un'attrice sexy Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (175 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (77 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (62 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (51 commenti) "Permessi sindacali? 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Parla Al Pacino, una delle leggende viventi del cinema americano in un’intervista esclusiva al settimanale Tv Sorrisi e Canzoni, alla vigilia del suo arrivo in Italia dove parteciperà al Festival del cinema di Roma
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Il ministro dell'Interno specifica: "Lo Stato gli è vicino, ma non è un bene caricargli addosso tutte queste responsabilità". Cento deputati firmano per invitare lo scrittore a Montecitorio
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Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni precisando le sue dichiarazioni rilasciate ieri sull'autore del libro “Gomorra”, definendolo “un simbolo e non il simbolo” della lotta alla camorra. ”Su Saviano sono stato mal interpretato - ha detto a margine di un convegno in corso a Saint Vincent -: ho voluto invece fargli un favore, dirgli che lo Stato gli è vicino e che gli garantiamo il massimo livello di sicurezza. Ma ho voluto anche precisare che non spetta solo a lui farsi carico della lotta alla criminalità”. ”Conosco Saviano, è un ragazzo molto coraggioso - ha aggiunto - ma non è un bene per lui caricargli addosso tutte queste responsabilità, perchè non lo fanno vivere bene, non può essere lui da solo a farsi carico nell'immaginario collettivo della lotta alla criminalità. E' una semplificazione che non va bene per lui e non fa onore alle migliaia di persone, magistrati, poliziotti e carabinieri, che tutti i giorni combattono contro la criminalità”. Intanto oltre cento deputati hanno sottoscritto finora la proposta del parlamentare Franco Laratta di invitare lo scrittore a Montecitorio, secondo quanto riferisce lo stesso deputato che nei giorni scorsi ha rivolto una richiesta al presidente della Camera, Gianfranco Fini, dopo che un pentito ha rivelato di un piano per ucciderlo. Il collaboratore di giustizia dopo qualche giorno ha ritrattato, ma per Laratta "a Saviano vogliamo e dobbiamo comunque testimoniare la nostra vicinanza perché è tuttora un uomo nel mirino della Camorra. Attraverso il suo libro denuncia ha toccato il cuore dele organizzazioni criminali del casertano che, secondo stime delle autorità inquirenti e a detta dell'autore di "Gomorra", gestiscono un patrimonio illegale inestimabile. Oltre cento colleghi, di tutte le appartenenze politiche, hanno finora condiviso l'idea di riceverlo a Montecitorio per tributargli gli onori delle istituzioni". Una proposta tuttora al vaglio del presidente Fini, che ha ricevuto numerose adesioni da parte di semplici cittadini. Laratta sta pensando di invitare Saviano anche in Calabria, "terra di 'ndrangheta e corruzione che fatica a reagire allo strapotere dei clan. Da lui un messaggio di speranza ai nostri giovani che hanno fatto già sentire la propria voce contro, ma hanno bisogno di essere sostenuti dalle istituzioni e da coloro che contro la "bestia" si sono ribellati. La camorra, così come tutte le mafie possono essere battute sul piano economico e culturale, ma bisogna avere il coraggio di uscire dal coro omologante dell'omertà". "Per dare forza alla resistenza dello scrittore contro gli uomini di niente” martedì prossimo, dalle 10 alle 20, si terrà 'Mille voci per Roberto Saviano', una lettura corale ad alta voce di 'Gomorra'. L'iniziativa,' promossa dalle associazioni e dalla Biblioteca della Casa della memoria e della storia, si svolgerà a Roma alla Casa della memoria e della storia (Via San Francesco di Sales, 5). Tutti i cittadini sono invitati a partecipare aggiungendo la propria voce: ciascuno leggerà una pagina “sulla quale lascerà il proprio nome come simbolo di coraggio e di impegno civile”. LO SFOGO "Vado via dall'Italia" - BERLUSCONI "Non cedere alle minacce" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (175 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (77 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (62 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (51 commenti) "Permessi sindacali? 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Direi che come met[...] "Il premier inviti Saviano a Palazzo Chigi"11:35:10 - Amo sciare. Amo soprattuto lo sci feriale sul nostro Appennino, perché non è solo sciare... ma anche[...] Raccontateci il 'vostro' sci e andrete gratis a Skipass11:34:20 - Come volevasi dimostrare ....... ad Agosto avevo scritto "...dilettanti allo sbaraglio..." questi so[...] Blanc: "E' un momento difficile Ranieri ha la nostra fiducia" Gli italiani sono ancora un popolo di superstiziosi?Accettabile assumere farmaci per migliorare le proprie prestazioni sportive?Serve una legge per regolamentare gli scioperi dei trasporti?Riduzione dei permessi sindacali, sei d'accordo?Classi separate per gli stranieri, sei d'accordo?Navigare sul web affina la mente: è vero?Chi vorresti vedere nei panni di James Bond?I provvedimenti presi sono sufficienti per contrastare la crisi finanziaria?Hai fiducia nel governo Berlusconi?Servizi sociali ad Auschwitz per gli ultrà fascisti di Sofia, sei d'accordo?Saresti disposta a fare sesso per un avanzamento di carriera?Venezia, 'ronde' della Lega contro i vu' cumprà: sei d'accordo?Una mutua per cani e gatti, sei d'accordo?Ascoli, campionato di giornalismo. Qual è la tua scuola preferita?Crisi finanziaria, cosa fai per salvaguardare tuoi risparmi? La foto del giorno Tim Robbins, stella sulla Walk of Fame L'attore e regista di 'Dead ManWalking' si è detto "onorato" di aver ricevuto il prezioso riconoscimento. Il premio Oscar come non protagonista per 'Mystic River '(2004), era accompagnato dalla sua compagna, l'attrice Susan Sarandon. LEGGI L'ARTICOLO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec dy>.
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da "KataWeb News"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Alle 10:48 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti Giornata di forti mobilitazioni oggi negli Atenei d'Italia. L'ha organizzata l'Udu, l'Unione degli universitari, che in una nota sottolinea che "lo stato di agitazione del mondo accademico sta crescendo sempre più per esprimere la contrarietà rispetto alla legge 133 che mina a stravolgere il sistema universitario e il suo carattere pubblico". Sono previste grandi mobilitazioni a Palermo, Pavia, Ancona e Ferrara. Un corteo universitario che vedrà la partecipazione dell'Udu-Palermo partirà alle 8.30 di fronte alla facoltà di Lettere e Filosofia per arrivare fino allo Steri, dove è atteso il Ministro Mariastella Gelmini. È prevista, inoltre, un'Assemblea d'Ateneo che lancerà le assemblee di tutte le 12 Facoltà prevista per il giorno dopo che si chiuderanno in un corteo. Pavia. Si svolgerà un'Assemblea d'Ateneo, con la partecipazione di dottorandi, ricercatori, docenti, organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio-Udu Pavia in collaborazione con varie realtà studentesche territoriali, in contemporanea con il Senato Accademico dove i rappresentanti dell'Udu-Pavia presenteranno un Odg contro la 133. Sono previste anche forti mobilitazioni al termine dell'Assemblea d'Ateneo. Ferrara. AGI.
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da "KataWeb News"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Alle 10:48 - Fonte: repubblica.it - 0 commenti Circa tremila studenti sono partiti in corteo dalla Facoltà di Lettere dell'Università di Palermo per protestare contro la riforma dell'Università del ministro Mariastella Gelmini. La manifestazione non fa riferimento a sigle partitiche o sindacali e ha avuto adesioni dagli studenti di tutte le facoltà dell'Ateneo palermitano. Apre il corteo uno striscione della facoltà di Lettere e filosofia: "Non pagheremo noi la vostra crisi". Tra gli studenti che sfilano alcuni portano a spalla un piccolo feretro nero con su scritto "Università". Gli slogan cantati dai manifestanti inneggiano contro il ministro e l'ipotesi di privatizzazione. Il corteo muove verso Palazzo Steri, sede del rettorato dove è in corso un incontro per presentare uno studio nazionale sugli sbocchi professionali dei laureati in Italia, al quale era prevista in un primo momento la partecipazione del ministro Gelmini. AGI.
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da "Tempo, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa scuola in piazza Soffia forte il vento della protesta A quarant'anni dal '68 un movimento ben più esteso, con docenti e allievi uniti alle loro famiglie, sta scuotendo il mondo della scuola: obiettivo della protesta è il ministro Mariastella Gelmini che ha inteso riformare l'istruzione a colpi di decreti legge, senza consultare i docenti, i pedagogisti (un paio di luminari si sono dimessi per protesta dallo staff ministeriale) e nemmeno i parlamentari. Nella nostra provincia ogni venerdì di ottobre s'è consumato uno sciopero: prima i Cobas dei docenti e del personale amministrativo, colpiti da una riduzione di un migliaio di posti, poi il 10 gli studenti che hanno invaso pacificamente le strade cittadine. Il 17 c'è stato lo sciopero generale del pubblico impiego mentre il prossimo 30 ottobre si celebrerà lo sciopero generale della scuola, con il blocco totale delle lezioni. Anche l'università di Cassino si è unita al coro dei "no" alla prevista riduzione dei finanziamenti, una razionalizzazione che mette a dura prova la vita di interi dipartimenti. La Finanziaria Gelmini-Tremonti farà sparire da noi, secondo i primi calcoli, duemila posti in tre anni, oltre duecento plessi nei centri minori e precluderà a centinaia di precari la possibilità di entrare nei ruoli dell'insegnamento oltre a provocare effetti disastrosi con il ritorno del maestro unico alle elementari.
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da "Tempo, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Stampa scuola e università Gelmini: risorse a chi crea occupazione "Le risorse devono essere date alla qualità, alla ricerca e alla capacità dell'università di creare occupazione: oggi abbiamo centinaia di corsi di laurea, una offerta formativa in molti casi autoreferenziale". Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, il giorno dopo le prime "esternazioni" sugli atenei italiani, torna sull'argomento a margine della terza scuola politica del movimento studentesco padano a Milano. "In alcuni casi le università hanno bilanci in disordine, una situazione che non è certo frutto della finanziaria del governo Berlusconi, ma di una cattiva gestione - ha detto Gelmini - Il sistema della distribuzione delle risorse finora non è certo stato virtuoso, efficiente ed efficace, dobbiamo quindi dotarci di un sistema di valutazione per evitare di dare le risorse a pioggia". Sulla riforma della scuola, poi, il ministro, ribadendo ancora una volta che sull'argomento la disinformazione è tanta, spiega: "Non prevedo chiusure di scuole di montagna o delle isole ma semplicemente l'accorpamento delle dirigenze e del personale amministrativo". E spiega, la Gelmini, sulle accuse di classi per soli immigrati: "Non parliamo di classi ponte ma di una verifica della conoscenza della lingua. è una verifica per metterli nella condizione di essere cittadini al pari dei nostri ragazzi". Una risposta anche all'attacco di Veltroni lanciato dalla trasmissione di Fabio Fazio "Che tempo che fa". "Le classi differenziate per i bambini degli immigrati non possono essere accettate - aveva tuonato l'ex sindaco di Roma - Non è possibile - aveva poi aggiunto - che in un Paese come l'Italia vengano tagliati otto miliardi per la scuola". Intanto, una circolare del ministero dell'istruzione prevede per gli studenti più meritevoli delle scuole secondarie (che abbiano superato l'ultimo esame di stato con voto 100 e lode) un "premio" di mille euro. Segno tangibile che qualcosa di concreto sulla strada della qualità perseguita dalla Gelmini si sta facendo. Il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, che si è apertamente schierata con la collega dell'Istruzione proprio dalle pagine del nostro giornale criticando le manifestazioni di piazza con bambini al seguito, domani aprirà ufficialmente al Palalottomatica di Roma il "Salone dello Studente", organizzato a Roma da Campus (www.campus.it). Un'occasione di confronto diretto con i ragazzi che darà il vero polso della situazione. E forse, come sostiene la Meloni, verrà fuori che le manifestazioni contro la riforma sono solo strumentali. E che i giovani che protestano sono solo una piccolissima parte.
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da "Reuters Italia"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
PALERMO/MILANO (Reuters) - Dopo lo sciopero di venerdì scorso, proseguono anche oggi in tutta Italia le manifestazioni di protesta contro i tagli a scuola, università e ricerca annunciati dal governo Berlusconi e a Palermo -- dove oggi era prevista la visita del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, poi cancellata -- alcune migliaia di studenti universitari hanno sfilato in corteo per le vie della città. Al centro delle proteste degli studenti e di molti docenti delle università, tra l'altro, c'è la riduzione dei finanziamenti statali per gli atenei, il blocco del turnover del personale e il rischio privatizzazione dell'università. A Palermo stamani circa 5.000 studenti hanno sfilato in corteo partendo dalla cittadella universitaria diretti a Palazzo Steri, la sede del Rettorato dove oggi si è tenuto un convegno al quale doveva partecipare anche Gelmini. Secondo quanto riferito dagli organizzatori del convegno -- in cui è stata presentata una indagine nazionale sugli sbocchi professionali e occupazionali degli studenti con laurea triennale -- il ministro non ha partecipato per sopraggiunti impegni istituzionali. Oggi sono in corso, o in programma, manifestazioni di protesta anche in altre città italiane -- tra cui Roma, Milano, Perugia, Ancona, Terni, Bologna Torino e Napoli -- come si legge sul sito degli studenti universitari italiani www.uniriot.org, e come conferma uno studente dell'università Statale di Milano. Venerdì scorso migliaia di persone hanno preso parte in tutta Italia allo sciopero generale indetto da Cobas, Cub e SdL per protestare contro le politiche del governo Berlusconi sulla scuola, il pubblico impiego e il precariato ma anche a favore degli aumenti salariali e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Alla manifestazione nazionale di Roma hanno partecipato circa 500.000 persone, tra insegnanti della scuola pubblica, genitori, bambini ma anche molti lavoratori.
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da "Corriere Adriatico"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Il grido d'allarme di Rifondazione per l'istituto montessoriano Un'altra scuola a rischio CHIARAVALLE - "Il nuovo istituto montessoriano è a rischio di soppressione a causa del decreto Gelmini". A lanciare l'allarme è Piero Tonelli, segretario del circolo di Rifondazione comunista di Chiaravalle. Il governo ha infatti fissato in 500 studenti la soglia minima al di sotto della quale si dovranno effettuare accorpamenti. L'istituto comprensivo montessoriano di Chiaravalle, inaugurato appena due mesi fa, riunisce cinque classi della scuola di infanzia e otto della scuola primaria, per un totale di circa 300 alunni. Quindi, a rigore, anche su questo istituto si potrebbe abbattere la mannaia della razionalizzazione della spesa scolastica. "L'istituto montessoriano, per la cui creazione si sono impegnati tanti cittadini, rappresenta una particolare eccellenza nell'offerta scolastica sottolinea Tonelli e, per la nostra città, la possibilità di valorizzare al meglio il percorso montessoriano. Ciò che sta accadendo richiede oggi impegno e iniziativa, e non lamento e rammarico a posteriori". Rc sollecita quindi l'amministrazione comunale a realizzare una efficace mobilitazione "a cominciare da una informazione puntuale a tutta la città per proseguire con una azione che coinvolga nelle decisioni i genitori e i loro bambini, gli insegnanti e i cittadini tutti. Per salvare il nostro istituto prosegue Tonelli - non basterà infanti un confronto istituzionale, ma occorrerà, crediamo, una convinta mobilitazione popolare. Ogni indugio, ogni ritardo potrebbero essere decisivi. Ci aspettiamo pertanto, e per quanto possibile ci mobiliteremo, una rapida e motivata azione della nostra amministrazione comunale". Nei giorni scorsi l'assessore provinciale all'istruzione Maurizio Quercetti aveva denunciato il rischio di chiusura per diversi istituti scolastici per via dei tagli decisi dal governo, ponendo in particolare l'accento sulle scuole elementari del fabrianese e dei piccoli centri dell'alta Vallesina. Quercetti non aveva però citato l'istituto montessoriano di Chiaravalle. La situazione è, in effetti, quanto mai confusa visto che i tagli sono decisi dal governo ma devono essere operati dagli enti locali. GABRIALE CARLETTI ,.
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da "Corriere Adriatico"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Consigli comunali aperti ai cittadini ASCOLI Cgil, Cisl, Uil e Confsal chiedono a gran voce a Comuni e Provincia la convocazione di consigli aperti sul tema della riforma Gelmini, al fine di "aprire un confronto sugli effetti reali e ineluttabili che la riforma avrà sulla qualità del servizio scolastico e sugli oneri che ricadranno sulle famiglie". I sindacati chiedono altresì "di attivarsi immediatamente nelle sedi competenti per richiedere la sospensione dell'iter di conversione in legge del decreto ed intraprendere un percorso condiviso di analisi dei problemi della scuola, finalizzato all'individuazione di soluzioni che diano una reale prospettiva di rilancio della scuola pubblica, in linea con i bisogni della società italiana".
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da "Corriere Adriatico"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Vivace dibattito all'assemblea pubblica nel plesso della Primaria I genitori si dividono a Colli Il 28 ottobre seduta dell'Unione dei Comuni della Vallata COLLI Insegnanti e genitori uniti nella lotta contro la riforma Gelmini, "per preservare la qualità della scuola pubblica". Una levata di scudi generale a Colli, dove le insegnanti della scuola Primaria, venerdì sera hanno chiamato a raccolta i genitori dei 180 bambini frequentanti il nuovo plesso scolastico, per un'assemblea pubblica sulla riforma del ministro Gelmini e la sua politica dei tagli. Una discussione serrata ma serena, quella che ne è scaturita, dove ai tanti contro si sono contrapposti anche degli interventi favorevoli, con il risultato di un contraddittorio assai positivo, che ha messo in luce gli svariati aspetti dell'ennesima riforma scolastica. "Vorrei semplicemente ricordare quanto sia importante collaborare ha affermato nel suo intervento introduttivo l'insegnante (e poetessa) Rita Gregori, moderatrice dell'incontro -, nell'ascolto e nella fiducia reciproca, condividendo appassionatamente le preoccupazioni educative, il nostro stato d'animo ora oppresso ma non schiacciato, indignato e solidale. La nostra scuola, riconosciuta valida e qualificata, non è malata! Potrà forse presentare qualche disfunzione, ma non tale da giustificare una bieca manovra puramente economica". Con Paola Cantalamessa a rimarcare il valore di tanti anni di studi e di aggiornamenti professionali volti a dare alla scuola primaria quella qualità oggi unanimemente riconosciuta, e che vengono buttati alle ortiche con il ritorno al maestro unico, Federica Verdecchia ha posto l'accento su quelle che saranno le ricadute sociali: "Oltre al maestro tuttologo', che rimanderà la scuola indietro di ben 18 anni, con l'orario settimanale ridotto a 24 ore si determinerà l'impossibilità di seguire i più deboli e svantaggiati. Doppiamente preoccupante, in un contesto sociale cambiato, diversificato: basti pensare ai tanti bambini immigrati". Già, gli extracomunitari. Forte il disappunto per l'ultima novità legata all'intenzione di dare vita a classi separate. Con Angela Pacetti ad insistere sul valore del modulo a tre insegnanti e sulle difficoltà insite in una "riconversione" didattica fatta alla spicciolata, Sara Poli ha puntato dritto sulla sperequazione sociale della riforma: "Il diritto all'istruzione è uno dei diritti fondamentali del cittadino, sancito dalla nostra Costituzione. La scuola sinora ha garantito il rispetto delle diversità sociali, economiche e culturali, tanto che non esistono scuole di serie A e di serie B. Con il decreto Gelmini ed il suo orario a 24 ore settimanali ciò sarebbe stravolto perché solo i Comuni e gli istituti supportati da finanziamenti più cospicui potrebbero integrare, su richiesta dei genitori, qualche ora aggiuntiva di insegnamento". Della serie: meno scuola pubblica e più spazio a quella privata. Le insegnanti hanno infine proposto altre azioni concrete di contrasto, come una raccolta firme contro il decreto, striscioni e cartelli da mettere davanti alle scuole, invitando tutti al consiglio comunale aperto dell'Unione dei Comuni della Vallata, che sul tema specifico si riunirà a Castel di Lama martedì 28 ottobre prossimo. Aspettando lo sciopero del 30 ottobre, la scuola si attrezza per combattere una campale battaglia. P.L.,.
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da "Corriere Adriatico"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Summit ad Ancona tra gli assessori Ascoli e Gobbi per contrastare il provvedimento del ministro L'applicazione della riforma Gelmini prevede anche il taglio di dieci dirigenze nel Piceno La scure su 35 scuole elementari e medie ASCOLI - Il primo a dare l'allarme è stato l'onorevole Agostini: con la riforma Gelmini che prevede il taglio degli istituti scolastici con meno di cinquanta studenti c'è il rischio che molti plessi di montagna o di piccoli paesi come quelli dell'Ascolano rischia automaticamente la chiusura perchè non in possesso dei numeri sufficienti. E l'Amministrazione provinciale ha approfondito l'argomento scoprendo un dato inquietante. Sarebbero infatti 35 le scuole elementari e medie con meno di 50 alunni che dovrebbero essere chiuse e ben 10 le dirigenze scolastiche da eliminare a causa della riforma Gelmini che costringe gli istituti delle zone montane con meno di 500 alunni (contro il precedente limite fissato a 300) ad accorparsi. I piccoli centri e le aree montane subirebbero da questo taglio indiscriminato un colpo grave e forse definitivo alle loro possibilità di sopravvivenza. Ciò accade proprio mentre l'Amministrazione provinciale sta studiando insieme ai Comuni modi nuovi per riorganizzare un servizio scolastico di qualità anche nell'entroterra, prevedendo il superamento delle pluriclassi (alunni dalla prima alla quinta riuniti per scarsità di iscrizioni in un'unica classe) e una didattica avanzata realizzata attraverso la costituzione di poli, alcuni allo studio, altri già istituiti, come quello dell'istruzione superiore di Amandola-Comunanza-Montalto-Santa Vittoria. Proprio per trovare le modalità più efficaci per fermare l'impatto dissestante di questa modifica unilaterale imposta dal governo sui servizi scolastici dell'attuale provincia di Ascoli Piceno è stato fissato per oggi un nuovo incontro in Regione fra l'assessore all'Istruzione della Provincia di Ascoli Piceno, Olimpia Gobbi, i colleghi delle altre Province marchigiane e l'assessore regionale all'Istruzione Ugo Ascoli. L'assessore Gobbi, oltre a coordinare i sindaci con un costante lavoro già da tempo avviato di informazione ed interfaccia con le altre Province marchigiane, ribadirà ai referenti regionali, titolari della trattativa con il Governo, che tale processo positivo e responsabile non può essere fermato da un intervento governativo preoccupato soltanto di far cassa. "Gli amministratori del Piceno non accettano la logica dei tagli ciechi ha dichiarato l'assessore Gobbi - da deliberare entro poche settimane sotto il ricatto del commissariamento e senza la dovuta valutazione di che cosa accadrà agli studenti, super pendolari sin dalla più tenera età, alle comunità locali destinate a perdere un servizio vitale e agli stessi Comuni che dovranno prevedere nei loro bilanci risorse per dotarsi degli edifici e dei necessari mezzi di trasporto per i quali peraltro non hanno adeguate risorse". "Questo provvedimento in termini di metodo e contenuti è totalmente inaccettabile ha commentato il presidente della Provincia di Ascoli Piceno Massimo Rossi - e denota un'assoluta mancanza di consapevolezza di quella che è la realtà di questo Paese fatta di tante piccole comunità locali che rappresentano una grande ricchezza nella loro funzione di presidio del territorio e di salvaguardia di un enorme patrimonio naturale, culturale e sociale. Perdere i servizi di base costituisce un colpo mortale alla loro sopravvivenza e un enorme danno a tutta la società. Già l'Unione delle Province italiane, di cui sono vicepresidente, ha rappresentato la sua forte opposizione a questa misura sia nella conferenza unificata tra governo ed enti locali, sia con un ordine del giorno approvato unanimemente a Torino nella recente assemblea e che proporrò anche all'approvazione del consiglio provinciale. Ci auguriamo pertanto ha concluso Rossi - che questa sollevazione istituzionale e sociale che si sta delineando nel Paese possa produrre un opportuno ripensamento". Nel Popolo delle Libertà, al contrario si difende la riforma Gelmini che avrebbe reso efficace un provvedimento di una decina di anni fa dell'ex ministro dell'Ulivo Bassanini. "Dunque non si capisce perchè ora il centrosinistra si mette a sbraitare contro un provvedimento che gli esponenti degli allora Ds avrebbero voluto mettere in pratica già una decina di anni fa, soprattutto in un periodo di crisi economica e finanziaria causata dai mutui subprime". PIERO LUCIANI,.
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da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Classi ponte",una decisioneragionevoleSono d'accordo con la proposta di istituire "classi ponte" per l'apprendimento della lingua italiana da parte dei bimbi stranieri.Chi arriva in Italia e non conosce la nostra lingua deve avere le conoscenze minime per apprenderla. Una volta (3-6-12 mesi) che i ragazzi hanno avuto le basi minime di conoscenza e, sono giudicati idonei dall'insegnante, possono essere immessi nei regolari corsi scolastici. Sembra, ed è, una proposta di grande buon senso e non deve essere strumentalizzata. Questo, inutile nasconderlo, è un problema. A questo punto non capisco come possa aver scatenato le ire di Veltroni e del Pd. Come si fa a negare che immettere in una classe 5 o 10 bimbi stranieri che non sanno l'italiano renda impossibile il corretto svolgimento di un programma d'insegnamento e non favorisca affatto l'integrazione? Nesun razzismo, nessuna questione ideologica, anzi, mi sembra che i politici di sinistra stiano perdendo di vista le cose più semplici e le soluzioni più pratiche. Infatti, ecco spiegato perchè la sinistra perde via via consensi. La sinistra ha dimostrato di saper più dibattere i problemi che risolverli. Troppa teoria e niente pratica. Infine credo che molti di noi debbano avere più fiducia nella nuova riforma scolastica voluta con decisione dal ministro Gelmini. Aspettiamo, analizziamola e valutiamola bene. Come si fa a protestare, mi rivolgo soprattutto a genitori ed anche agli studenti, più che agli inseganti, senza prima avere preso atto se essa porterà più vantaggi che svantaggi, per tutti. Poi se servirà alzeremo la voce.Decimo Pilotto Tombolo (Pd)Scuola, sbagliatoseparare i bimbi stranieriLa proposta di istituire delle classi separate per i bambini stranieri,in modo che possano apprendere la lingua italiana prima di essere inseriti nelle classi normali, potrebbe sembrare una proposta ragionevole. Invece è una strada didatticamente sbagliata, se l'obiettivo è veramente quello di far apprendere la lingua italiana. E questo lo sanno bene gli insegnanti di lingua straniera e gli studiosi di linguistica e di didattica della lingua.La lingua si impara più rapidamente e più efficacemente attraverso la cosiddetta full immersion, cioè con l'inserimento totale dell'allievo nell'ambiente straniero.Il bambino straniero impara moltissimo e rapidamente a contatto con i bambini italiani, perché ha la possibilità di interagire durante tutte le ore di lezione con insegnanti , ma soprattutto con compagni che parlano solo italiano ed è quindi costretto a capire e a farsi capire, a chiedere e a rispondere, a spiegare e a chiedere informazioni in modo adeguato. Naturalmente sono indispensabili i corsi di italiano pomeridiani per sistemare, approfondire o rafforzare le sue conoscenze e questo si sta già facendo in diverse scuole.Purtroppo mancano i fondi per pagare gli insegnanti e per questo si ricorre anche ad associazioni di genitori od a istituzioni religiose che cercano di dare una mano con insegnanti volontari. Ma non può essere questa la soluzione. Lo Stato dovrebbe stanziare fondi sufficienti per dar modo a tutte le scuole di istituire corsi pomeridiani di italiano.R.V. Rovigo Se il razzismoviaggiasull'autobusNotizia di agenzia: una sedicenne marocchina è stata picchiata da un gruppo di coetanei durante un raid punitivo a Varese. La colpa della ragazza sarebbe stata quella di aver occupato sul bus un posto non suo in quanto non italiana. L'episodio ricorda quanto avvenuto in Alabama il primo dicembre del 1955.La data non è normalmente rammentata per motivi particolari. Però il primo dicembre del 1955 avvenne un fatto di grande rilievo che cambiò la storia degli Stati Uniti e che evidenziò il ruolo delle donne nel movimento per i diritti civili. Su Internet ho trovato una bella descrizione di quel episodio che di seguito riporto.Fa caldo la sera di quel primo dicembre, ma si sa, in Alabama gli inverni non sono mai troppo rigidi. Una donna afroamericana, Rosa Parks, uscita dal lavoro, è in piedi alla fermata della linea per Cleveland Avenue. È stanca, come tutti dopo una dura giornata. L'autobus arriva e la donna sale, senza far caso alla faccia dell'autista, una faccia conosciuta. E si siede, neanche troppo avanti, circa a metà della vettura. Col succedersi delle fermate l'autobus si riempie, e così fanno le prime file di sedili. L'autista chiede quindi alle persone di colore sedute nelle file miste di alzarsi e lasciar sedere i bianchi così come previsto dalla legge. Ma la donna si rifiuta. Perché dovrebbe alzarsi? Ha lo stesso diritto degli altri a stare seduta. Ma in Alabama, la legge è legge. L'autista è costretto a far arrestare la donna dando il via ad una delle più lunghe proteste mai attuate che, dopo trecentottantuno estenuanti giorni, ha visto la fine della segregazione sugli autobus in quello Stato e l'affermarsi, con il ruolo determinante delle donne, del movimento per i diritti civili.Luigi FistarolloMira (Ve)Valentino evasore,soltantoun grande spotChi torna sulla ribalta non per aver vinto il suo ottavo titolo mondiale ma per le sue note rogne fiscali? Proprio lui, Valentino. Torna a farsi viva l'agenzia delle entrate che ha scovato altra evasione e gli ha appioppato un supplemento di sanzione. La vicenda viene fuori proprio in questo periodo in cui gli italiani hanno la testa impegnata in problemi ben più seri, a guardare i propri risparmi che finiscono nelle tasche di chissà chi, magari in qualche paradiso fiscale. Trovo strano che i solerti ispettori del fisco stiano così dietro a Valentino mentre non si siano mai occupati di andare a scoprire se le banche siano a posto con il pagamento delle imposte. La Guardia di Finanza nelle banche può entrare solo quanto c'è da controllare i conti dei clienti? Se nell'agosto del 2007 Valentino era stato beccato e tutta Italia aveva saputo che aveva fatto il furbo, questo è stato sicuramente uno spot eccezionale per Prodi e sinistre radicali che della lotta all'evasione avevano fatto una ragione di vita. Non sapremo mai se quei soldi siano stati pagati veramente, già perché quella vicenda puzzava terribilmente di pubblicità, proprio come quella che sta passando sui tutti i canali televisivi. Ora paga Fastweb, allora pagava il ministero delle finanze che potrebbe aver arruolato e pagato Rossi per interpretare il ruolo dell'evasore (forse vero, forse assolutamente falso) che ha provato a fare il furbo ma è stato colto in castagna. Lettera firmata.
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da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITA' Oggi il "presidio attivo" sul listòn, in attesa del Senato Accademico (M.B.) Sarà un presidio attivo che seguirà passo passo i lavori e le discussioni del Senato accademico quello che questa mattina, dalle 9.30, occuperà il listòn. A scendere in piazza, dopo la grande assemblea spontanea di mercoledì, saranno ancora gli studenti universitari per protestare contro la riforma Gelmini. "In base a quanto stabilirà il Senato accademico spiega Sebastian Kohlscheen, studente alla Facoltà di Scienze politiche e uno dei rappresentanti del movimento studentesco vedremo quali iniziative prendere". Le richieste degli universitari sono la convocazione di un'assemblea di ateneo e l'immediato blocco della didattica come risposta al provvedimento governativo. "Il movimento che si è creato, e che ormai riguarda le più importanti università italiane riprende Kohlscheen è molto particolare perché accomuna ragazzi provenienti da tutte le Facoltà e da tutte le sigle universitarie. Non ha un nome, si sta organizzando in maniera spontanea ed è questa la cosa assolutamente innovativa. Questa mattina speriamo di essere in tanti, così come lo siamo stati mercoledì perché è necessario far sentire la nostra voce". Venerdì anche un gruppo di studenti del nostro ateneo ha partecipato alla grande manifestazione anti-riforma a Roma. "E' stato un corteo molto importante termina Sebastian Kohlscheen che ha visto unirsi gli universitari di tutto il Paese e grazie al quale siamo entrati in contatto con i movimenti di Pisa, Milano e Roma. Tra di noi c'è molta determinazione nell'opporci a una legge che andrebbe a stravolgere completamente l'università italiana tagliando i fondi necessari soprattutto alla didattica e alla ricerca".
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da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
"Il direttore scolastico regionale deve spiegarci come si siano potute verificare manomissioni del genere". I sindacati sono delusi e amareggiati. Perché, sostengono, mesi fa, avevano chiesto al direttore scolastico di fare uno screening attento sulle graduatorie dei prof per verificare se c'erano irregolarità. Ed ecco, puntuale, l'inchiesta della magistratura che mette sotto inchiesta 60 docenti perché avrebbero, con la complicità di qualche dipendente degli uffici di via Ponte della Maddalena o di un hacker esterno, avuto punteggi più alti e, quindi, scavalcato colleghi. Senza contare, fanno notare i sindacati, che tutto avviene in un momento molto delicato: negli stessi giorni in cui i docenti, con in prima fila quelli precari, manifestano la loro contrarietà al piano di riforma del ministro Gelmini. "Sarà la magistratura ad accertare tutte le complicità ma non vorrei - dice Peppe Vassallo, segretario regionale della Cgil-scuola - che dietro ci fosse un'organizzazione radicata a cui i docenti si rivolgevano. Perché prima si è registrato il caso dei bidelli campani assunti in altre regioni senza che ne avessero i titoli ed ora quest'inchiesta sui docenti. A Bottino, quindi, chiederemo di ripristinare la legalità nelle graduatorie e soprattutto perché la verifica che noi avevano sollecitato mesi fa non ha funzionato a dovere". Più duro la Gilda che chiede di rifare le convocazioni visto quello che sta accertando in queste ore la Procura di Napoli. "In questo momento - spiega Antonietta Toraldo, coordinatore provinciale del sindacato autonomo - con la contrazione delle cattedre e i tagli in atto, l'inchiesta rappresenta un vero cataclisma. Per questo il direttore Bottino deve chiarire subito la situazione e prendere in considerazione l'idea di rivedere le graduatorie e rifare le convocazioni se è il caso".
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da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
L'attenzione, certo, è tutta per lo sciopero generale a Roma il prossimo 30 ottobre a cui parteciperanno un gran numero di docenti precari. E, in questi giorni, le organizzazioni sindacali stanno convocando assemblee in diversi istituti cittadini per preparare la mobilitazione. Ma in città, sul fronte scuola, quella che si apre oggi è una settimana caldissima: tra assemblee nelle università, una "notte bianca" contro il piano Gelmini e, soprattutto, un corteo di studenti organizzato in fretta e furia per domani in concomitanza dell'arrivo a Napoli del premier Silvio Berlusconi. Si comincia oggi con la prima di una serie di assemblee: nella sede della facoltà di sociologia della Federico II. Domani, invece, l'appuntamento clou a cui da giorni stanno lavorando studenti (medi e universitari), prof e ricercatori: un corteo che partirà alle 10 da piazza del Gesù per snodarsi sino a palazzo Partanna, sede dell'Unione industriali, dove sono attesi, alla stessa ora, Silvio Berlusconi e il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia. E i promotori del corteo contano di arrivare sino a piazza dei Martiri sfidando anche il cordone di sicurezza messo a punto per l'arrivo del premier. In queste ore, quindi, i tazebao viaggiano sul web dove si mettono a punto i dettagli e l'organizzazione del corteo. Evento a cui, non è escluso, possano partecipare anche studenti provenienti da altre città del Mezzogiorno pur di protestare contro l'esecutivo: oggi, infatti, era stata prevista una contestazione a Palermo dove era attesa la Gelmini (appuntamento poi disdetto all'ultimo momento). E non è escluso, quindi, che studenti e ricercatori precari scelgano la piazza napoletana per contestare il piano del ministro. Nel pomeriggio di domani, invece, nella sede di Sinistra Democratica in via Melisurgo si terrà un'assemblea pubblica per discutere del piano del ministro dell'Istruzione in cui sono previsti circa 5mila tagli nel Napoletano nei prossimi tre anni. Sempre domani, ancora, inizia la tre giorni di proteste organizzata dall'Uds (l'unione degli studenti) che ha chiesto di occupare per tre giorni le scuole superiori e sospendere, di fatto, le elezioni. Il giorno dopo è la volta di un'altra assemblea. Questa volta presso l'Orientale dove il Senato accademico ha deciso di sospendere i corsi per dare la possibilità a tutti di parteciparvi. Venerdì, invece, professori e personale Ata del liceo Pansini hanno organizzato una "notte bianca", dalle 19 in piazza Quattro giornate, sempre per protestare contro il piano del ministro Gelmini. Iniziativa a cui sono stati chiamati a partecipare anche i residenti del quartiere Vomero.
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da "Rai News 24"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Roma | 20 ottobre 2008 Proteste nelle scuole e università da Palermo a Milano Studenti all'università La Sapienza Le proteste contro i provvedimenti del ministro della Pubblica Istruzione continuano in scuole e università di tutta Italia. Da Palermo a Trieste, gli studenti promettono occupazioni, assemblee e mobilitazioni. "Il 23 ottobre occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento" fa sapere la Rete degli Studenti, che aggiunge "sono in programma assemblee e sit-in che si svolgeranno davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Venezia, Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma, Catania, Savona, Reggio Emilia". Palermo al centro della protesta Polo della protesta oggi è Palermo, dove il ministro era atteso per un incontro pubblico a Palazzo Steri, sede del rettorato dell'Università. Si sono dati appuntamento migliaia di studenti: in piazza, secondo gli organizzatori, sono scesi almeno 10 mila studenti non solo universitari, ma anche delle scuole medie e superiori. Con gli slogan "l'università e la scuola non sono in vendita" e "non pagheremo noi la vostra crisi", gli studenti siciliani hanno protestato contro la riforma, il ministro Mariastella Gelmini e il premier Silvio Berlusconi. Il rettore: siamo preoccupati Il rettore dell'ateneo di Palermo, Giuseppe Silvestri ha dichiarato: "La protesta di oggi è una prova delle difficoltà che il sistema universitario sta attraversando. Siamo preoccupati - ha continuato il rettore - vorremmo avere un dialogo istituzionale, che certo non è facile, per studiare insieme i modi migliori per servire il Paese. Non ci sottraiamo a un'analisi critica, ma avremo difficoltà a fare il bilancio del 2009 e non chiuderemo quello del 2010. Il sistema collasserà, è matematico - ha proseguito Silvestri - molte università vedono incidere per il 90% i costi del personale sul fondo di finanziamento ordinario. E su questo fondo sono previsti ulteriori tagli". Si bloccano Firenze e Napoli Oltre a Palermo, le mobilitazioni hanno interessato le università di Firenze e Napoli, dove gli universitari terranno un incontro nella sede della facoltà di Sociologia della Federico II, mentre a Pavia è prevista un'assemblea d'ateneo con la partecipazione di dottorandi, ricercatori e docenti. A Roma aderisce 'Forza Nuova' Nella Capitale invece, docenti e studenti di Fisica della Sapienza hanno convocato lezioni all'aperto in piazza Montecitorio. A Roma ad aderire alle proteste contro la riforma Gelmini, sono anche gli studenti di Forza Nuova "Lotta studentesca", che fanno sapere: "Questi ultimi provvedimenti economici sono figli della sistematica deresponsabilizzazione dello stato nei confronti dell'istruzione, e paragonano la scuola a una qualsiasi azienda che debba seguire le leggi del mercato". A Milano, davanti al Comune Infine a Milano, una copia del decreto legge di riforma della scuola è stata bruciata davanti Palazzo Marino, sede del Comune, dove oggi oltre 200 studenti delle superiori del capoluogo lombardo hanno dato vita a un sit-in: "Abbiamo ben presente - dice Gianmarco Peterloni del Coordinamento dei collettivi - i tagli per 8 miliardi alla scuola pubblica, i 150mila posti di lavoro in meno, l'accorpamenti delle scuole più piccole, su cosa non saremmo informati?".
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da "Legambiente"
del 20-10-2008)
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Comunicati stampa 15/10/2008 12:36 Scuola: rischio chiusura nei piccoli comuni Domani, 16 ottobre in Basilicata: Convegno “Piccoli Comuni Grande Scuola” 4200 plessi scolastici in meno, a danno delle aree più marginali del Paese come le regioni del Sud e le Isole. Sono queste le conseguenze dei tagli previsti dal decreto Gelmini che secondo le previsioni lascerà 800 piccoli comuni senza scuola, con un taglio nazionale dell'organico docente di 87mila cattedre e circa 44mila posti del personale Ata in tre anni. A farne le spese in termini di disagio saranno le famiglie e gli enti locali che dovranno sostituirsi allo Stato per garantire il diritto allo studio nelle realtà più svantaggiate, come le aree del Mezzogiorno. Proprio per questo Legambiente ha promosso in Basilicata a Sasso di Castalda (PZ) il convegno “Piccoli Comuni Grande Scuola”, invitando per domani i sindaci dei piccoli Comuni della Calabria, Campania e Basilicata per discutere dei disagi e degli strumenti necessari a questi territori per garantire alla popolazione la presenza della scuola come “presidio della qualità culturale e sociale del territorio”. “L'imposizione di obiettivi numerici a scala regionale – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza – rischia di creare situazioni di svantaggio rispetto alla piena garanzia del diritto all'istruzione per i cittadini dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti. Località che rappresentano una realtà strategica per il presidio del territorio e la tenuta culturale ed identitaria del Paese e in cui le scuole rischiano di diventare le principali vittime del processo di razionalizzazione della rete scolastica. Il Governo deve tener conto della peculiarità del territorio nei suoi criteri di riorganizzazione, che devono essere stabiliti attraverso la concertazione con gli Enti locali, altrimenti costretti a sopperire alla garanzia del servizio scolastico per tutti”. Se il criterio rimanesse quello di chiudere tutte le scuole con meno di 50 alunni ed accorpare gli istituti scolastici con meno di 500 alunni come ipotizzato dal Ministero – ricorda Legambiente – a chiudere i battenti sarebbero 2591 istituti di cui 2627 scuole elementari (16% del totale). Applicato anche alle scuole dell'infanzia si arriverebbe alla chiusura complessiva di ben 9892 plessi. In Calabria potrebbero chiudere i battenti il 92,5% delle materne e quasi il 70% delle elementari, visto che su 989 scuole di primo grado ben 680 sono plessi sottodimensionati, in Basilicata l'86,6% delle materne e il 58% delle elementari, in Campania il 40,5% delle materne e il 14,9%. Tutto ciò grazie alle disposizioni che l'esecutivo ha inserito a sorpresa nel decreto “Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali”. L'ufficio stampa Legambiente (06.86268353-79-76-99) Torna all'elenco delle notizie.
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da "Sicilia, La"
del 20-10-2008)
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Rotary club Conferenza di Nifosì sulle "Arche Sante" Ragusa. La scuola dell'infanzia è una fetta particolarmente trascurata. Eppure dai 3 ai 5 anni la maggior parte dei bambini trascorre quasi l'intera giornata alla Materna. Almeno finora. Secondo la riforma Gelmini infatti gli asili comunali dovranno chiudere alle 13, in barba a tutte le pari opportunità che permettono alle donne di lavorare. Il provvedimento risolverebbe d'un botto il problema del mancato avvio della refezione denunciato nella lettera scritta al sindaco Dipasquale da un gruppo di mamme. "Gentile signor sindaco, siamo un gruppo numeroso di mamme di bimbi, di età compresa tra i 3 e i 5 anni, frequentanti la scuola dell'infanzia. Ci permettiamo di disturbarla, mentre è intento a snellire la viabilità della nostra città, con l'attuazione di nuove rotatorie, per esporle un nostro problema che merita altrettanta attenzione, o forse di più, nella speranza che possa aiutarci a risolverlo al più presto. La mancata refezione presso le scuole dell'infanzia, comporta problemi di origine organizzativo ma soprattutto alimentare, visto che ci vediamo costrette ad alimentare i nostri bambini con panini e affettati, tutti i santi giorni. Probabilmente di gusto e qualità più soddisfacente rispetto al vitto fornito sino al precedente anno, dalla ditta fornitrice, ma di certo non idonei all'alimentazione dei nostri figli. Chiamando l'ufficio comunale preposto a questo servizio, ci è stato detto che ancora passerà del tempo, e che al momento non si conosce nemmeno quale ditta svolgerà il suddetto. Saremmo molto contente di avere delucidazioni in merito al più presto, visto che non capiamo il motivo di tale ritardo. Nel contempo le ricordiamo che siamo disponibili a pagare i ticket per il pasto, anche maggiorati, per avere una qualità migliore di quella avuta in passato, che purtroppo ha lasciato molto a desiderare".
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da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 252 del 2008-10-20 pagina 4 Protesta Gli studenti in sit-in a Palazzo Marino di Redazione "La rivolta è appena cominciata". Il coordinamento dei collettivi studenteschi di Milano e provincia che nei giorni scorsi ha manifestato in centro, lasciando una scia di scritte sui muri, non mollano. Questa mattina alle 9.30 saranno davanti a Palazzo Marino "in migliaia, da tutti gli istituti" per protestare contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. E per rispondere al vicesindaco Riccardo De Corato, spiegano, "che sostiene inammissibile bloccare ogni settimana la città" con i cortei. Gli studenti usano un linguaggio da rivolta: "L'autunno caldo degli studenti - scrivono in una nota dai toni minacciosi - è sempre più rovente. Non solo bloccheremo la città tutte le volte che sarà necessario, magari anche ogni giorno". Non basta: "Non appena il decreto sarà legge - avvertono -, passeremo anche a un blocco delle lezioni con occupazioni e autogestioni per riprenderci le scuole, studenti e professori insieme, e restituirle alla cultura e al sapere garantito per tutti, a costo di trovarci in piazza per fare lezione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 252 del 2008-10-20 pagina 16 Cinzia Gelmini "Io in sciopero contro mia sorella? È tutto inventato" di Redazione Sorella contro sorella? Tutto falso. Cinzia Gelmini smentisce la notizia di una sua adesione allo sciopero del 30 ottobre prossimo. "In merito alle indiscrezioni apparse oggi (ieri per chi legge, ndr) su alcuni quotidiani - afferma Cinzia Gelmini in un comunicato - desidero precisare che la notizia secondo la quale aderirò allo sciopero generale è priva di qualsiasi fondamento. Anche le dichiarazioni che mi sono state attribuite sono false e non corrispondono al mio pensiero". Cinzia Gelmini, insegnante elementare, è componente del direttivo della Cgil scuola Brescia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 252 del 2008-10-20 pagina 8 Ecco perché possiamo fare a meno di Kyoto di Redazione La paura per le variazioni climatiche nasce dal fatto che il grande pubblico ignora le contraddizioni rigorosamente "scientifico-matematiche" che stanno alla base delle tanto declamate "previsioni" dell'Ipcc (Intergovernmental panel on climate change), un gruppo di 2.500 persone che ha fatto credere all'opinione pubblica mondiale: la Scienza ha capito tutto sul clima. Se fosse vero, il futuro climatologico della Terra sarebbe privo di incertezze e sotto il rigoroso controllo della Scienza. Non è così. Diciamo subito che quanto osservato fino ad oggi sul clima può essere dovuto a cause naturali e che l'uomo potrebbe quindi entrarci poco o niente. Anzitutto una precisazione. L'anidride carbonica è cibo per le piante e non va quindi demonizzata come è invece giusto fare per i veleni che l'industrializzazione selvaggia inietta nell'atmosfera. Chi scrive è responsabile, con l'allora segretario generale della World meteorological organization (il Professore G.O.P. Obasi), della creazione del comitato scientifico dell'Onu da cui è poi nato l'Ipcc. Di questo comitato faceva parte il più brillante collaboratore di Von Neumann, padre della matematica meteo-climatologica, l'allora giovanissimo Tsung Dao Lee (pupillo di Fermi e Nobel) che introdusse la "terza dimensione" nella matematica meteo-climatologica. Senza questa "terza dimensione" non potrebbero esistere le "turbolenze", proprietà fondamentale di tutti i modelli meteo-climatologici. Il padre delle "turbolenze" ha preso parte ai Seminari di Erice dedicati ai modelli matematici in uso nell'Ipcc e li ha giudicati lungi dall'essere soddisfacenti. È necessario riportare nel cuore dei laboratori scientifici queste tematiche. Il grande pubblico vuole sapere quali sono le conclusioni che il rigore scientifico può permettere di derivare dall'analisi delle misure fatte. Ecco le risposte. Un confronto rigorosamente basato su Matematica e Scienza ha portato noi scienziati a due conclusioni. La prima dice che bisogna lavorare ancora molto e con maggiore rigore per migliorare i modelli matematici finora usati. La seconda dice che è necessario migliorare non solo la matematica, ma anche i dati sperimentali. Un modello matematico non può fare previsioni credibili se i dati sperimentali sono grossolani. Che ci sia bisogno di saperne di più ce lo dice la Nasa che ha lanciato nel 2005 due satelliti, Cloud-Sat e Calipso, per studiare le nuvole. Questi due satelliti fanno oggi parte di un sistema composto da sei satelliti e detto "A-train". Da questi sei satelliti verrà una serie di misure sull'atmosfera terrestre finora inesistenti. È la prova che le critiche venute fuori nei seminari di Erice erano e sono di estremo valore. Il nostro ministro degli Esteri segue da tempo, e con molta attenzione, ciò che la comunità scientifica di Erice fa nello studio delle problematiche climatologiche, in quanto Franco Frattini vuole che il rigore scientifico entri in un tema su cui sono impegnati tutti i Governi del mondo. Con i nuovi dati sperimentali di "A-train" i costruttori di modelli matematici potranno mettere a punto modelli più rigorosi per descrivere le proprietà dell'atmosfera. Il caso dei satelliti di "A-train" è solo un esempio. E infatti, prima di imporre ai governi scelte che incidono per miliardi di dollari sulle attività produttive, bisognerebbe saperne molto di più sull'atmosfera terrestre. Sono questi i motivi scientifici alla base della moratoria proposta da Berlusconi all'Europa. Non dimentichiamo che la meteo-climatologia è dominata dal motore meteo-climatologico in cui l'effetto delle attività umane è a livelli inferiori al 10%. Il resto dipende da fenomeni naturali, che vanno dall'energia che ci invia il Sole a ciò che accade nelle viscere della Terra, con vulcani che iniettano nell'atmosfera enormi quantità di materiali e con le fessure della crosta terrestre da cui escono enormi quantità di lava che genera forti perturbazioni nella dinamica degli oceani: lo strato liquido della superficie terrestre. Sono queste perturbazioni che hanno fatto passare i Paesi Scandinavi da un clima fortemente rigido a quello moderato d'oggi, mentre la Groenlandia da "terra verde" è diventata l'attuale distesa di ghiaccio. Quando accadevano queste "variazioni climatologiche" le attività umane erano inesistenti. Dare priorità al rigore scientifico nello studio di quanto incidono le attività umane sulle variazioni climatologiche è ciò che il ministro della Ricerca Scientifica, Mariastella Gelmini, vuole affinché i miliardi di euro necessari per il Protocollo di Kyoto siano spesi bene. Di Kyoto si può fare a meno, del rigore scientifico no. *Presidente World Federation of Scientists © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 252 del 2008-10-20 pagina 2 IL PAESE DEI DISFATTISTI di Redazione Dalla scuola sotto minaccia alla poca voglia di lavorare del popolo italiano, dal razzismo dilagante agli allarmi apocalittici per il cambiamento climatico fino alla discriminazione delle donne, ogni pretesto è buono per scendere in piazza e protestare. Ma è davvero così? No, ma parlare male di noi stessi sembra diventato lo sport preferito dei professionisti del no. Prendete la scuola. Gli studenti hanno manifestato contro la riforma Gelmini senza sapere bene cosa fosse. I tagli agli stipendi dei prof? Una bufala. Abolita l'educazione civica? Nemmeno, anzi è stata reintrodotta. Ma nessuno sa come stanno le cose perché i lamenti dei profeti di sciagure nascondono la verità. La stessa cosa è successa con il presunto allarme razzismo in Italia. Tutto è partito da qualche caso di cronaca e dai soliti sondaggi allarmistici. In realtà se si legge l'ultimo rapporto dell'Ue sull'integrazione in Europa viene fuori che il nostro Paese è il più accogliente verso gli extracomunitari, che contribuiscono per il 9,2% al Pil nazionale. E le quote rosa? Basta un qualsiasi sondaggio sulla presunta discriminazione delle donne e i giornali ci vanno a nozze. Ma anche qui occorre separare la realtà dalla pubblicistica disfattista. Leggere per esempio il dato Istat secondo cui ci sono 9 milioni di donne che lavorano, un milione e mezzo in più rispetto a 15 anni fa. Ma questo evidentemente non fa notizia. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Giornale.it, Il"
del 20-10-2008)
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N. 252 del 2008-10-20 pagina 4 E ora Veltroni va in tv per dire: di Marco Zucchetti "L'opposizione non si fa in tv" Il leader democratico ospite di Fazio tra paradossi e catastrofismi "Rischiamo totalitarismo, fughe di cervelli e banlieue in rivolta" Milano Non era avvolto in un saio nero e non vagava per gli studi tv brontolando "ricordati che devi morire" come un frate millenarista. Nessuno toccava ferro imbarazzato e nessuno gli rispondeva "mò me lo segno" come Troisi. Eppure per Walter Veltroni "Non ci resta che piangere". Anche se dopo tanto insistere in Rai gli hanno trovato uno spazio su "Che tempo che fa". Anche se ha potuto reclamizzare la manifestazione del Pd del 25 ottobre come "una cosa semplice, solare e bella", una specie di film Disney. Anche se nessuno ha aperto bocca quando dal video ha lanciato slogan surreali tipo "l'opposizione non si fa solo in tv, ma in piazza". Poco importa. Lui persiste nella sua personale danza della pioggia morale, addensando nuvole di pessimismo e fastidio sull'Italia. È un Veltroni informale ma fosco quello che ieri è stato ospite della trasmissione di Fabio Fazio su Raitre. Eppure i partner di salotto erano stati scelti col bilancino radical-terzomondista, con lo scrittore e regista Alessandro Baricco e il guru di Slow Food Carlin Petrini. Nulla da fare. Perché è inutile, al leader del Pd un Paese che finalmente dimostri gradimento nel governo proprio non va giù: "Berlusconi fa solo fuochi d'artificio. Gli italiani sono inclini a saltare sul carro dei vincitori. E poi diffidiamo di chi vive di sondaggi". Parla lui che prima delle elezioni inzuppava le proiezioni nel caffelatte la mattina per tirarsi su il morale. E fa niente se anche Fazio stenta a riconoscere tutta questa avversione popolare per il governo. Uòlter ha l'alabarda spaziale della verità. Ovviamente catastrofista. Si parte dalla congiuntura finanziaria, definita "un precipizio del quale il Pd avrebbe tenuto conto nel momento di organizzare la manifestazione". Il Pd manifesta, ergo l'emergenza non c'è. Eppure è tutto un fiorir di strali. Sarà che Veltroni e i sillogismi non vanno d'accordo. Lo dimostra un altro inciampo: "Il governo ha il controllo dei media". E due minuti dopo: "Il governo è infastidito da sindacati, magistrati e giornalisti". Delle due, l'una. Ma è sull'economia che il nefasto Walter volta la carta della Luna Nera: "La Finanziaria? Non risponde all'economia reale: è contro le piccole e medie imprese, contro chi vive con 1.300 euro al mese, contro le centinaia di migliaia di ricercatori precari che emigreranno". A parte i 1.300 euro, cifra non esattamente da clochard, un quadro abatantuonesco di atrocità, terremoto e tragedia. E la Robin Tax su petrolieri e banchieri? La Social Card per i meno abbienti? La detassazione degli straordinari? L'abolizione dell'Ici? "2,5 miliardi di euro buttati, perché così si aiuta chi non aveva bisogno di quell'esenzione". Eppure i proprietari di case non sono tutti palazzinari o "quelli che hanno ville e regge ma nessuno ne parla". Però agli sciamani non si dà torto. Metti che evocano entità oscure e ti fanno cadere i denti davanti... Già, perché Veltroni è più Mick Jagger che Obama: vuole tutto dipinto di nero, come in "Paint it black". Una bella mano di buio sul futuro anche dal punto di vista della democrazia: "Il governo cavalca la paura, come nei momenti più drammatici del secolo. Le classi-ponte per gli immigrati sono un segno dello slittamento progressivo verso un sistema totalitario. Così ci troveremo a fare i conti con le rivolte delle banlieue, mai avvenute in Italia". Peccato che alle scene di Castel Volturno ci sia giunti senza Gelmini aggiunte, ma grazie al volemose bene di (antica) veltroniana memoria. Perché del Veltroni ridens in effetti rimane poco. Un'innata e involontaria comicità ("senza il governo Prodi del '96 oggi l'Italia sarebbe un mucchietto di cenere") e l'idolatria per Obama, ovviamente riconvertita a simbolo epifanico. Perché se negli Usa vincerà McCain, "ci sarà un clima pesante in Occidente". Tradotto? "Dalla crisi del '29 si uscì o con il New Deal, o con il nazismo. E oggi è Obama il nuovo corso". Dunque - per la proprietà transitiva - se il senatore dell'Illinois non vince, l'alternativa è il Quarto Reich. L'ultima demolizione in nome del disfattismo il segretario del Partito democratico la riserva all'alleanza con l'Italia dei Valori: "È finita all'indomani delle elezioni, quando Di Pietro ha stracciato il programma che aveva controfirmato dicendo di volere un gruppo proprio". Un segreto di Pulcinella, anche se la tesi veltroniana era sempre stata differente. A luglio, mentre l'ex pm manifestava a Piazza Navona, Veltroni a "Matrix" gli aveva lanciato un ultimatum, chiedendogli di scegliere tra l'opposizione parlamentare e "la piazza di Grillo e Travaglio" e lasciando intendere che il cammino proseguiva insieme. Di Pietro aveva scelto la piazza, ma nessuno parlava di alleanza finita. Ma l'orrenda falce del mefistofelico Veltroni non guarda in faccia nessuno. Alleanza, "ricordati che devi morire!". Mò Tonino se lo segna, eh... © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
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da "Sestopotere.com"
del 20-10-2008)
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(20/10/2008 16:41) | (Sesto Potere) - Ferrara - 20 ottobre 2008 - Dopo l'esame e il voto su una delibera dell'assessore Raffaele Atti, in apertura dei lavori, la riunione odierna del Consiglio comunale ha affrontano alcuni ordini del giorno e mozioni. In particolare, l'assemblea ha licenziato con il voto favorevole un documento presentato da gruppi consiliari della maggioranza in cui si esprimono preoccupazione e ferma contrarietà nei confronti dei recenti provvedimenti governativi che coinvolgono il sistema scolastico, auspicandone il ritiro o sostanziali modifiche. Delibera esaminata - Autorizzazione a presentare piano particolareggiato di iniziativa privata relativo a un'area classificata sottozona A4, a Ferrara in via Darsena – Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Ferrara. La delibera è stata illustrata dall'assessore Raffaele Atti. Per dichiarazioni di voto è intervenuto il consigliere Liliano Cavallari (Io amo Ferrara). La delibera è stata approvata. A favore hanno votato i gruppi Pd, Pdci, Prc, PS, AN-PdL, FI; contrari Io amo Ferrara; astenuto Francesco Rendine (AN-PdL). Ordini del giorno “Disposizioni urgenti in materia di istruzione e università” Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha poi chiesto di poter utilizzare la procedura d'urgenza per un ordine del giorno, firmato anche da Pdci-Prc-Verdi “In merito al decreto legge presentato dal ministro Gelmini: disposizioni urgenti in materia di istruzione e università approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 agosto scorso”. L'illustrazione è stata svolta dalla consigliera Mirella Tuffanelli (PD). La consigliera Irene Bregola (Prc) ha quindi presentato una risoluzione integrativa “Relativa alla riforma universitaria” (trasformando una sua precedente mozione). Su entrambi i documenti sono intervenuti i consiglieri Enrico Brandani (AN-PdL), Daniele Civolani (PD), Ilario Zamariolo – PS (che ha proposto alcuni emendamenti all'ordine del giorno - accolti), Barbara Diolaiti - Verdi (che ha proposto un emendamento insieme al PD e al PS alla risoluzione - accolta). Per dichiarazioni di voto sono quindi intervenuti i consiglieri Massimo Masotti (FI), Irene Bregola (Prc), Ubaldo Ferretti (PD), Luigi Marattin (PD), Barbara Diolaiti (Verdi), Ilario Zamariolo (PS), Luca Cimarelli (AN-PdL). - La risoluzione è stata approvata con i voti a favore dei gruppi PD,Prc e Verdi e del consigliere Ilario Zamariolo (PS); astenuto Romeo Savini (PS); contrari i consiglieri Gianni Pennini e Luigi Marattin (PD) e i gruppi AN-PdL, FI, Io amo Ferrara. - L'ordine del giorno è stato approvato con i voti a favore dei gruppi PD, PS, Prc,Verdi; contrari FI, AN-PdL, Io amo Ferrara. "Progetto Gemma" Con i voti a favore dei gruppi AN-PdL, FI, Io amo Ferrara (contrari PD, Verdi, Prc, Pdci, PS) è stato respinto l'ordine del giorno del gruppo Alleanza Nazionale “Per un segnale concreto di sostegno alla vita nascente-adesione al progetto Gemma”. Il documento è stato illustrato dal consigliere Mauro Malaguti (AN-PdL). Sono quindi intervenuti i consiglieri Mirella Tuffanelli (PD), Pier Francesco Perazzolo (FI), Mauro Malaguti (AN-PdL). Per dichiarazioni di voto sono intervenuti Francesco Colaiacovo (PD), Romeo Savini (PS), Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Barbara Diolaiti (Verdi), Mauro Malaguti (AN-PdL), Massimo Masotti (FI). Mozioni "Illuminazione e servizi igienici in piazza Saint Etienne" - Con voto unanime il Consiglio ha approvato la mozione di Giampaolo Zardi (FI) “Installazione di ulteriore illuminazione e servizi igienici in piazza Saint Etienne”. Il documento è stato illustrato dal consigliere Giampaolo Zardi (FI). "Illuminazione delle piazze del centro storico cittadino" - Con voto unanime il Consiglio ha approvato la mozione presentata dal gruppo Io amo Ferrara in merito al “Potenziamento del sistema di illuminazione delle piazze del centro storico cittadino”. Su entrambi i documenti si è espressa l'assessore Mariella Michelini. Per dichiarazioni complessive sono intervenuti Romeo Savini (PS), Barbara Diolaiti – Verdi (che ha proposto alcuni emendamenti al testo presentato da Forza Italia – accolti). Per dichiarazioni di voto sono intervenuti i consiglieri Massimo Masotti (FI), Barbara Diolaiti (Verdi), Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Francesco Colaiacovo (PD).
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da "RomagnaOggi.it"
del 20-10-2008)
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11.54 (Ultima Modifica: 20 ottobre 2008) FORLI' - Cisl in trincea contro la riforma della scuola del ministro Gelmini. Mercoledì pomeriggio 22 ottobre nella sede forlivese di piazza del Carmine a partire dalle 21 incontrerà il personale precario docente e tecnico-amministrativo per illustrare i provvedimenti del Governo in materia scolastica. Cisl Scuola, "considerate le previste misure di riduzione dell'orario scolastico, l'aumento del numero degli alunni per classe/sezione, l'accorpamento delle classi di concorso, il forte taglio all'organico ata, ritiene che saranno soprattutto i lavoratori non di ruolo a pagarne pesantemente le conseguenze". Secondo il sindacati, infatti, "i precari vedranno diminuire sia le aspettative per ottenere un posto di ruolo , che la possibilità di conseguire contratti annuali". Lo sciopero indetto per prossimo il 30 ottobre, spiega la Cisl, "vede tra le varie rivendicazioni anche la tutela del personale precario che in questi anni ha sempre qualitativamente garantito il servizio scolastico".
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da "Stampa, La"
del 20-10-2008)
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Vittorio Emanuele Parsi UN PASSO OLTRE LA CRISI Regole per gestire l'emergenza, ma non l'emergenza come regola, nella consapevolezza che il vizio, o la malattia, dell'Italia, e non certo da oggi, consiste nel trascinarsi nel presente quel tanto che basta a far perdere di vista il futuro. I tempi di crisi possono richiedere una "costituzione per l'emergenza", per parafrasare il titolo del bel volume di Bruce Hackermann, dedicato ai rapporti tra sicurezza e libertà negli anni della lotta al terrorismo. E però proprio la draconiana correzione di rotta, che la gravità degli eventi può persino arrivare a imporre, non deve far scordare che le misure imprescindibili per superare il rischio di naufragio non possono trasformarsi in provvedimenti permanenti. Se è saggio ridurre la velatura durante una burrasca, guai a quel capitano che, rinunciando a decidere la rotta, si accontentasse del piccolo cabotaggio, "dimenticandosi" di tornare a liberare le vele non appena le condizioni lo consentissero nuovamente. Il dibattito politico italiano sembra oggi incagliato nelle pregiudiziali ideologiche e, ancor di più, nei rispettivi catastrofismi, che sembrano decisamente inutili e persino irritanti, soprattutto quando l'opinione pubblica chiede piuttosto di poter capire le dimensioni reali della crisi presente e di ricevere gli elementi necessari ad alimentare una ragionevole fiducia nel futuro. Del resto, proprio la gravità della situazione ci spinge alla ricerca di criteri che consentano di giudicare la bontà delle decisioni a prescindere dal colore politico di chi le attua o le propone. Uno, molto semplice e per questo efficace, si ritrova nell'ampia intervista che Luca Cordero di Montezemolo ha rilasciato ieri alla Stampa. Sono giuste quelle scelte che non precludono un futuro all'Italia. Sono sbagliate quelle posizioni che invece di "trasformare" le paure dei cittadini si limitano a cavalcarle. In questo senso è importante tenere distinti il piano dell'emergenza temporanea da quello della struttura permanente. Il capitalismo non sta morendo, e ciò che i cittadini (in quanto imprenditori e in quanto lavoratori) si aspettano nell'immediato dalle autorità politiche non è un nuovo colbertismo o il ritorno all'intervento pubblico nell'economia, ma regole efficaci e semplici per consentire un gioco più corretto, ampliato a più attori (anche stranieri), e un sostegno "eccezionale" fino a quando le normali condizioni di mercato non saranno ristabilite. Nel lungo periodo, sempre i medesimi soggetti (imprenditori e lavoratori) hanno bisogno di quelle misure necessarie a far riprendere il largo all'economia italiana, orientate a favorire flessibilità, mobilità sociale, alleggerimento di massa della pressione fiscale e concorrenza. Evidentemente, a governo e opposizione spettano responsabilità diverse, e i giudizi positivi che l'esecutivo raccoglie, non solo nei sondaggi d'opinione, sono il frutto della capacità di aver cominciato a prendere decisioni per troppo tempo rinviate. Oltre ai provvedimenti legati alla contingenza finanziaria ed economica, è un settore strategico come l'istruzione quello che costituirà il banco di prova della volontà riformatrice del governo Berlusconi. L'istruzione è infatti il campo in cui meglio si coglie lo snodo delicato tra il presente e il futuro di una società: e alla politica spetta la responsabilità di farci capire se intende pensare l'istruzione come risorsa a disposizione per il futuro della società o come asset utile per alimentare nel presente i propri bacini elettorali. Su questo snodo la sinistra italiana appare oggi in drammatico ritardo. Proprio nel dibattito sulla riforma Gelmini l'operato dell'opposizione desta più di una perplessità. Un refrain ricorrente, in Italia ma anche altrove, accusa la destra di cavalcare le paure per trarne sostegno elettorale (quella degli immigrati, quella della criminalità...). Difficile non constatare come, sulla riforma della scuola, non sia invece la sinistra ad agitare la paura del cambiamento e gli spettri di una "rapina del futuro", mentre nel frattempo si arrocca in una difesa miope del presente e dei presunti vantaggi che spera di ricavare da una politica "oggettivamente conservatrice". Magari ci sbaglieremo, ma se sulla scuola continuerà in questa strategia, l'unica a vedersi scippata del proprio futuro dalla riforma Gelmini sarà la sinistra italiana.
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da "AprileOnline.info"
del 20-10-2008)
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No-Gelmini a macchia d'olio Alessandro Chiappetta, 20 ottobre 2008, 17:27 La protesta contro la riforma Gelmini si allarga da Nord a Sud, coinvolgendo università e istituti superiori. Cortei a Palermo, occupazioni a Napoli, Milano e Trieste. A Roma, tra lavagne e appunti di meccanica relativistica si è svolta la lezione di fisica organizzata dai docenti e gli studenti dell'università La Sapienza. La rete degli Studenti annuncia il picco delle contestazioni per giovedì 23, quando la riforma sarà discussa in Senato. Dure critiche al ministro dal Pd e dal mondo sindacale Continua la mobilitazione del mondo della scuola, e anche stamattina la campanella è suonata soprattutto per quegli studenti che contestano. Lungo tutto lo Stivale, al centro dell'attenzione si impone ancora il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, più che Dante o Pitagora. Dopo la manifestazione di venerdì scorso culminata con il corteo di 500mila persone a Roma, la protesta si estende capillare su tutto il territorio, da Trieste a Roma, fino alla Sicilia, con Palermo come epicentro, per via dell'arrivo del ministro a Palazzo Steri, sede del rettorato dell'Università, per un incontro pubblico. Erano tremila, stamattina, ad essere partiti in corteo dalla Facoltà di Lettere dell'Università siciliana, con lo striscione "non pagheremo noi la vostra crisi" ad aprire la contestazione. All'ora di pranzo erano più del triplo, quasi 10mila, e al corteo degli universitari si era aggregato quello delle scuole medie superiori partito da piazza Massimo. Alcuni di loro portavano a spalla un piccolo feretro nero con su scritto "Università", accompagnati da slogan e canti contro la Gelmini e Berlusconi, contestando l'ipotesi di privatizzazione degli atenei. "Siamo preoccupati - ha commentato il rettore dell'ateneo di Palermo, Giuseppe Silvestri, in scadenza di mandato - vorremmo avere un dialogo istituzionale per studiare insieme i modi migliori per servire il Paese. Non ci sottraiamo a un'analisi critica, ma avremo difficoltà a fare il bilancio del 2009 e non chiuderemo quello del 2010. Il sistema collasserà, è matematico". Il Rettore ha respinto il tentativo di forzare il portone del Rettorato, dialogando con gli studenti e esprimendo la sua partecipazione alle proteste. "Molte università vedranno incidere per il 90% i costi del personale sul fondo di finanziamento ordinario, sul quale per altro sono previsti ulteriori tagli" ha aggiunto. Ha parlato invece di "segnale inequivocabile di un malessere reale che il governo farebbe bene a cogliere" il segretario generale della Cgil siciliana Italo Tripi. Fermento anche a Roma, con docenti e studenti di Fisica della Sapienza che hanno convocato lezioni all'aperto in piazza Montecitorio. In tutto 200 studenti che sin dalle 10 hanno seguito le lezioni di alcuni professori che hanno aderito all'iniziativa contro la legge 133 e i tagli previsti in Finanziaria. "E' un modo diverso per protestare - ha detto Giorgio Sestili, studente di fisica - vogliamo far vedere come sarà l'università del futuro, senza aule". Cortei e proteste anche a Firenze e Napoli, teatro di una riunione collettiva nella facoltà di Sociologia della Federico II. Assemblee anche a Ferrara, Catania, Ancora e Pavia, dove tanti di dottorandi, ricercatori e docenti, che hanno riunito varie sigle sindacali e collettivi studenteschi di tutta la Lombardia. La mobilitazione si è estesa anche alle scuole superiori, a cominciare da Milano, dove gli studenti hanno organizzato un sit in davanti Palazzo Marino, sede del Comune, bruciando una copia del decreto Gelmini, mentre un corteo è poi mosso verso Piazza Fontana, bloccando il traffico e sfilando accompagnati dalla musica e da cori contro il ministro dell'istruzione e il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. Occupati anche sette istituti scolastici di Trieste, e decine in altre città d'Italia, mentre in certi casi le proteste si sono limitate ad assemblee pubbliche nelle piazze circostanti, come allo storico Liceo Genovesi di Napoli, con gli studenti che hanno invaso l'antistante Piazza del Gesù. Tra le critiche mosse alla Gelmini anche quella di aver presenziato ieri ad un incontro della "Scuola Politica del Movimento Studentesco Padano". Per il ministro ombra dell'istruzione del Pd, Pina Picierno, "il ministro ha dimostrato di essere non solo del tutto priva di cognizioni riguardo al mondo della scuola, ma anche digiuna delle norme grammaticali della Costituzione". "Di fronte a episodi simili, siamo i soli a dover ogni volta ricordare che l'Italia è una sola e che bisogna smetterla di mettere bandierine sulle regioni e sui cittadini del nostro Paese?", si chiede la Picierno. Di tenore simile il commento di Antonio Rusconi, capogruppo democratico in Commissione Istruzione del Senato, che ha accusato la Gelmini di incoerenza. "In due interventi di questi giorni", ha dichiarato Rusconi, "il ministro ha ribadito che non taglierà né le piccole scuole di montagna, né licenzierà alcun insegnante, né limiterà il tempo pieno o il sostegno scolastico. Peccato che il ministro debba smentire se stesso". Perché? Spiega il senatore democratico: "perchè sul documento del Piano Programmatico sul sito del ministero e sul quaderno n.36 presso la commissione Istruzione del Senato compaiono le destinazioni dei 130.000 posti tagliati, di cui almeno 54.000 insegnanti (di questi 11.500 specialisti di lingua inglese) nella scuola elementare". Rusconi ha poi polemizzato sul fatto che il provvedimento "invade le competenze delle Regioni rispetto al piano di razionalizzazione degli istituti", mentre la riforma avrà ripercussioni negative rispetto alle precedenti misure e ai precedenti impegni presi dallo Stato: "capisco che il ministro non possa licenziare gli insegnanti in ruolo, ma non assumerà le persone già previste nel piano triennale della finanziaria 2007 e lascerà a casa migliaia di precari e di giovani che hanno superato le Ssis". Secondo l'esponente del Pd, l'unico obiettivo che il governo voleva perseguire era quello di "tagliare 8 miliardi di risorse nella scuola italiana e lo strumento del maestro unico nelle elementari rappresentava la soluzione più semplice". Duro anche il segretario della Cisl Bonanni, che riapre allo sciopero del 30 ottobre, sostenendo che "tutte le famiglie italiane quando parlano dell'istruzione dei loro figli non badano mai a spese, perché è il bene più essenziale e i lavoratori non hanno altro modo per istruire i propri figli se non mandarli alla scuola pubblica; pertanto prima di mandare avanti iniziative ci penserei molte più volte". "Le riforme si fanno discutendo con le persone che sono o direttamente interessate o sono fruitrici del servizio" ha aggiunto Luigi Angeletti leader della Uil. Il picco della mobilitazione è previsto per giovedì: la Rete degli Studenti ha annunciato che "il 23 ottobre saranno occupate le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento". Lunghissimo l'elenco delle assemblee e dei sit-in in programma che si svolgeranno davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Venezia, Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma, Catania, Savona, Reggio Emilia. "In questi giorni tante scuole e università sono in agitazione per opporsi al progetto di demolizione dell'istruzione pubblica del governo. Rispondiamo alla violenza della maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole, in particolare nei giorni in cui il decreto 137 verrà approvato al Senato", spiega la Rete.
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da "AprileOnline.info"
del 20-10-2008)
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Alessandro Chiappetta, 20 ottobre 2008, 17:27 La protesta contro la riforma Gelmini si allarga da Nord a Sud, coinvolgendo università e istituti superiori. Cortei a Palermo, occupazioni a Napoli, Milano e Trieste. A Roma, tra lavagne e appunti di meccanica relativistica si è svolta la lezione di fisica organizzata dai docenti e gli studenti dell'università La Sapienza. La rete degli Studenti annuncia il picco delle contestazioni per giovedì 23, quando la riforma sarà discussa in Senato. Dure critiche al ministro dal Pd e dal mondo sindacale Continua la mobilitazione del mondo della scuola, e anche stamattina la campanella è suonata soprattutto per quegli studenti che contestano. Lungo tutto lo Stivale, al centro dell'attenzione si impone ancora il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, più che Dante o Pitagora. Dopo la manifestazione di venerdì scorso culminata con il corteo di 500mila persone a Roma, la protesta si estende capillare su tutto il territorio, da Trieste a Roma, fino alla Sicilia, con Palermo come epicentro, per via dell'arrivo del ministro a Palazzo Steri, sede del rettorato dell'Università, per un incontro pubblico. Erano tremila, stamattina, ad essere partiti in corteo dalla Facoltà di Lettere dell'Università siciliana, con lo striscione "non pagheremo noi la vostra crisi" ad aprire la contestazione. All'ora di pranzo erano più del triplo, quasi 10mila, e al corteo degli universitari si era aggregato quello delle scuole medie superiori partito da piazza Massimo. Alcuni di loro portavano a spalla un piccolo feretro nero con su scritto "Università", accompagnati da slogan e canti contro la Gelmini e Berlusconi, contestando l'ipotesi di privatizzazione degli atenei. "Siamo preoccupati - ha commentato il rettore dell'ateneo di Palermo, Giuseppe Silvestri, in scadenza di mandato - vorremmo avere un dialogo istituzionale per studiare insieme i modi migliori per servire il Paese. Non ci sottraiamo a un'analisi critica, ma avremo difficoltà a fare il bilancio del 2009 e non chiuderemo quello del 2010. Il sistema collasserà, è matematico". Il Rettore ha respinto il tentativo di forzare il portone del Rettorato, dialogando con gli studenti e esprimendo la sua partecipazione alle proteste. "Molte università vedranno incidere per il 90% i costi del personale sul fondo di finanziamento ordinario, sul quale per altro sono previsti ulteriori tagli" ha aggiunto. Ha parlato invece di "segnale inequivocabile di un malessere reale che il governo farebbe bene a cogliere" il segretario generale della Cgil siciliana Italo Tripi. Fermento anche a Roma, con docenti e studenti di Fisica della Sapienza che hanno convocato lezioni all'aperto in piazza Montecitorio. In tutto 200 studenti che sin dalle 10 hanno seguito le lezioni di alcuni professori che hanno aderito all'iniziativa contro la legge 133 e i tagli previsti in Finanziaria. "E' un modo diverso per protestare - ha detto Giorgio Sestili, studente di fisica - vogliamo far vedere come sarà l'università del futuro, senza aule". Cortei e proteste anche a Firenze e Napoli, teatro di una riunione collettiva nella facoltà di Sociologia della Federico II. Assemblee anche a Ferrara, Catania, Ancora e Pavia, dove tanti di dottorandi, ricercatori e docenti, che hanno riunito varie sigle sindacali e collettivi studenteschi di tutta la Lombardia. La mobilitazione si è estesa anche alle scuole superiori, a cominciare da Milano, dove gli studenti hanno organizzato un sit in davanti Palazzo Marino, sede del Comune, bruciando una copia del decreto Gelmini, mentre un corteo è poi mosso verso Piazza Fontana, bloccando il traffico e sfilando accompagnati dalla musica e da cori contro il ministro dell'istruzione e il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato. Occupati anche sette istituti scolastici di Trieste, e decine in altre città d'Italia, mentre in certi casi le proteste si sono limitate ad assemblee pubbliche nelle piazze circostanti, come allo storico Liceo Genovesi di Napoli, con gli studenti che hanno invaso l'antistante Piazza del Gesù. Tra le critiche mosse alla Gelmini anche quella di aver presenziato ieri ad un incontro della "Scuola Politica del Movimento Studentesco Padano". Per il ministro ombra dell'istruzione del Pd, Pina Picierno, "il ministro ha dimostrato di essere non solo del tutto priva di cognizioni riguardo al mondo della scuola, ma anche digiuna delle norme grammaticali della Costituzione". "Di fronte a episodi simili, siamo i soli a dover ogni volta ricordare che l'Italia è una sola e che bisogna smetterla di mettere bandierine sulle regioni e sui cittadini del nostro Paese?", si chiede la Picierno. Di tenore simile il commento di Antonio Rusconi, capogruppo democratico in Commissione Istruzione del Senato, che ha accusato la Gelmini di incoerenza. "In due interventi di questi giorni", ha dichiarato Rusconi, "il ministro ha ribadito che non taglierà né le piccole scuole di montagna, né licenzierà alcun insegnante, né limiterà il tempo pieno o il sostegno scolastico. Peccato che il ministro debba smentire se stesso". Perché? Spiega il senatore democratico: "perchè sul documento del Piano Programmatico sul sito del ministero e sul quaderno n.36 presso la commissione Istruzione del Senato compaiono le destinazioni dei 130.000 posti tagliati, di cui almeno 54.000 insegnanti (di questi 11.500 specialisti di lingua inglese) nella scuola elementare". Rusconi ha poi polemizzato sul fatto che il provvedimento "invade le competenze delle Regioni rispetto al piano di razionalizzazione degli istituti", mentre la riforma avrà ripercussioni negative rispetto alle precedenti misure e ai precedenti impegni presi dallo Stato: "capisco che il ministro non possa licenziare gli insegnanti in ruolo, ma non assumerà le persone già previste nel piano triennale della finanziaria 2007 e lascerà a casa migliaia di precari e di giovani che hanno superato le Ssis". Secondo l'esponente del Pd, l'unico obiettivo che il governo voleva perseguire era quello di "tagliare 8 miliardi di risorse nella scuola italiana e lo strumento del maestro unico nelle elementari rappresentava la soluzione più semplice". Duro anche il segretario della Cisl Bonanni, che riapre allo sciopero del 30 ottobre, sostenendo che "tutte le famiglie italiane quando parlano dell'istruzione dei loro figli non badano mai a spese, perché è il bene più essenziale e i lavoratori non hanno altro modo per istruire i propri figli se non mandarli alla scuola pubblica; pertanto prima di mandare avanti iniziative ci penserei molte più volte". "Le riforme si fanno discutendo con le persone che sono o direttamente interessate o sono fruitrici del servizio" ha aggiunto Luigi Angeletti leader della Uil. Il picco della mobilitazione è previsto per giovedì: la Rete degli Studenti ha annunciato che "il 23 ottobre saranno occupate le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creatività e voglia di cambiamento". Lunghissimo l'elenco delle assemblee e dei sit-in in programma che si svolgeranno davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Venezia, Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma, Catania, Savona, Reggio Emilia. "In questi giorni tante scuole e università sono in agitazione per opporsi al progetto di demolizione dell'istruzione pubblica del governo. Rispondiamo alla violenza della maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole, in particolare nei giorni in cui il decreto 137 verrà approvato al Senato", spiega la Rete.
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da "AprileOnline.info"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Francesco Bratos, 20 ottobre 2008, 17:05 La lettera Come può un valore, un istituto con mille anni di storia, trasformarsi improvvisamente in un peso da calcolarsi in soli termini economici? C'è chi continua a sognare si diceva, ci sono giovani e meno giovani, studenti e lavoratori che in tutta Italia alzano la testa e manifestano il loro dissenso Forse il sogno non si è rattrappito, c'è ancora chi continua a pensare un'Italia diversa da quella attuale, dove l'identità sia costruita attraverso la cultura, il confronto, l'integrazione e non attraverso i fantocci e le paure generalizzate. Chi è forte delle sue istanze e dei suoi pensieri non ha paura di portarle in piazza e di condividerle apertamente, non ha bisogno di pretese identità fittizie. Il D.L. 133/2008, meglio noto come Decreto Gelmini è solo l'ultimo mattone di un muro che separa definitivamente l'Italia dalla sua storia, dalla sua cultura e dalla sua vera identità. E' significativo che la più radicale "riforma" dell'Università italiana sia ascrivibile, nella realtà dei fatti, non al Ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini ma al Ministro dell'economia Giulio Tremonti. Si chiudono i rubinetti, d'ora in poi la formazione, l'istruzione e la ricerca non sono più affare pubblico. I tagli previsti al Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università di 1 miliardo e 443 milioni da qui al 2013, il sostanziale blocco del turn-over (per ogni 10 docenti in uscita solo 2 potranno essere sostituiti) e la possibilità per gli atenei di trasformarsi in Fondazioni di diritto Privato sono il chiaro segnale della volontà di dismissione, di abbandono - non di riforma - dell'intero sistema di istruzione superiore. Come può un valore, un istituto con mille anni di storia, trasformarsi improvvisamente in un peso da calcolarsi in soli termini economici? C'è chi continua a sognare si diceva, ci sono giovani e meno giovani, studenti e lavoratori che in tutta Italia alzano la testa e manifestano il loro dissenso. Ci sono realtà che risuscitano finalmente la misura democratica di un Paese apatico. Cittadini che credono nella salvaguardia di un bene pubblico, nel valore della cultura condivisa. Persone che si attivano, discutono, che si riprendono gli spazi, che passano notti insonni a pensare modelli alternativi, che tengono e seguono lezioni in piazza: questo è quello che succede a Roma, Bologna, Padova, Torino, Perugia, Pisa, Cosenza, Genova, Napoli, Palermo, Siena, Milano, Firenze e mi scuso con le tante altre realtà che ho sicuramente dimenticato. I mezzi a disposizione di queste persone non sono tanti, l'attenzione mediatica è arrivata tardi e male e la nebbia della disinformazione rende complicata la diffusione del messaggio; ma questo non ha frenato gli sforzi, è servito anzi come motore per la ricerca di vie alternative alla comunicazione. Numerosi sono gli spazi fisici e telematici di coordinamento tra le varie realtà italiane, segnalo ad esempio Uniriot (www.uniriot.org), network delle facoltà ribelli e il gruppo di Facebook, Salviamo l'Università creato dagli studenti dell'Università di Siena. Tanto resta ancora da fare e nessuno di noi che creda nella democrazia, nella cultura e nella formazione può chiamarsi fuori da questo impegno. Aiutiamoli.
(
da "Blogosfere"
del 20-10-2008)
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Ott 0820 Parla con me, dal martedì al venerdì in seconda serata su Raitre. La Dandini: "Attenti all'attualità ma senza politici". Si parte con Richard Gere Pubblicato da Fabio Traversa alle 19:25 in Frase del giorno, Occhio al dettaglio, Personaggi, Rumors, Varietà "La sfida non è facile perchè andremo contro tutte le trasmissioni possibili e immaginabili e con un orario di inizio variabile (a seconda della fine del programma di prima serata, ndB) e di chiusura certo (la mezzanotte, quando passeranno la linea alla nuova night-line del Tg3, ndB). Ma non disperiamo diciamo che mi sento un po' casalinga disperata ma con ottimi ingredienti per sfornare ogni sera un piatto forte, legato all'attualità. Però senza politici, perchè sono dappertutto nonostante i 'divieti' e ormai fanno un po' effetto 'prestampato': preferiamo persone che hanno delle cose da dire...": parola di Serena Dandini (voto: 7) alla conferenza stampa di presentazione di Parla con me, che torna martedì per la quinta edizione su Raitre ma questa volta in versione quotidiana dal martedì al venerdì, per inaugurare la nuova fascia di seconda serata della Rete. Ad alternarsi al fianco della presentatrice ci saranno Dario Vergassola - 'presentatore ombra' - la Banda Osiris, Ascanio Celestini, Andrea Rivera e Neri Marcoré, che partirà con l'imitazione del portavoce di Forza Italia Daniele Capezzone. Nella squadra anche nuovi arrivi: Caterina Guzzanti (che esordirà con un'intervista doppia al ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e alla candidata repubblicana alla vice presidenza Usa Sarah Palin), il blogger Diego Bianchi, Lillo & Greg (con la fiction Greg Anatomy's sulla chirurgia plastica), Paola Minaccioni e Federica Cifola. Il cuore del programma resterà l'intervista sul divanetto rosso. "La prima sarà quella a Richard Gere - ha proseguito la Dandini - che è venuto gratis a registrare al Tiburtino, con lui parleremo delle elezioni americane e della situazione mondiale. E' convinto che, se vince McCain, ci sarà l'Apocalisse. Ma ha anche un immotivato ottimismo che lo porta a credere che le cose possano migliorare. Da noi siamo un po' più cinici...". Il direttore di Raitre, Paolo Ruffini, ha sostenuto che questo programma "è nelle radici della Rete e della Rai. Chiudere la parte televisiva della Rete con qualcosa che abbia la capacità di essere sui fatti, di approfondire e scherzarci anche sopra, prima di passare il testimone alle 24 a Linea notte, è bello perchè significa essere in sincrono con i momenti che ogni giorno vivremo e con Raitre da quando ci sono io ma direi da quando la rete è nata. Mi piace questo modo di fare televisione, ringrazio il gruppo di autori e protagonisti di Parla con me per la fatica non indifferente che affronteranno: quattro giorni a settimana, rinnovandosi ogni sera e con la voglia di proporre qualcosa di nuovo non è certo agevole". Quanto agli obiettivi di ascolti, Ruffini ha detto che questa "è una scommessa di lungo periodo. Ad ogni modo pensiamo di fare quantomeno gli ascolti di fascia, intorno al 6-7%".
(
da "Velino.it, Il"
del 20-10-2008)
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Il Velino presenta, in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. SPE - Tv, “Parla con me” si fa striscia con sindrome di “Cenerentola” Roma, 20 ott (Velino) - “è una sfida. Partiamo a un orario variabile, ma a mezzanotte in punto deve iniziare 'Linea notte': come la carrozza di Cenerentola si trasforma in zucca, il nostro divano si tramuterà in cetriolo”. Così oggi a Roma in Viale Mazzini Serena Dandini, che da domani fa pokerissimo su RaiTre con “Parla con me”: la quinta edizione del fortunato programma si trasforma in una striscia quotidiana dal martedì al venerdì in seconda serata. Un po' come era “Markette” su La7? “Assolutamente no – risponde il direttore di RaiTre Paolo Ruffini -. 'Parla con me' comincerà molto prima delle altre seconde serate. Martedì alle 23.20, perché c'è 'Ballarò'; variabile l'orario il mercoledì e il giovedì perché fiction e film hanno durate diverse; alle 23.10 il venerdì, dopo 'Mi manda RaiTre'”. Anche se domani Giovanni Floris ha promesso di chiudere prima i battenti del talk per dare spazio all'esordio del team della Dandini. “è difficile andare in onda quattro giorni di seguito, contro il mondo intero, da 'Porta a Porta' a 'Matrix' alle 'Iene'. Almeno non ci scontriamo con l''Isola dei famosi' – mette le mani avanti Serena Dandini, che però gioca -. Comunque non importa: gli ascolti per la Rai a quell'ora li fa tutti Vespa”. A Ruffini basta centrare l'ascolto di rete dell'anno scorso: il 6/7 per cento di share. A quell'ora c'era “Tg3 primo Piano”. “Lo dica lei, direttore – afferma la Dandini rivolta al direttore generale Rai Claudio Cappon, presente per il varo del programma alla stampa -, che non siamo stati noi a scalzare 'Primo Piano'”. E Cappon regge il gioco: “Qualunque responsabilità su qualunque argomento che riguarda la Rai è attribuita alla direzione generale pro tempore. Ho piena fiducia nel risultato – aggiunge poi serio -. Siamo certi di offrire al pubblico una cosa nuova e che marca la differenza tra la televisione pubblica e quella commerciale”. Per Ruffini, “una scommessa a lungo termine”. Il programma anche quest'anno si incentra su interviste a ospiti seduti sul caratteristico divano rosso della Dandini, con un Dario Vergassola “presentatore ombra” su divano-trolley. L'invito è rivolto a filosofi, scienziati, attori, giornalisti, cantanti e sportivi. I primi ad intervenire saranno Richard Gere, con un'intervista già registrata che sarà divisa in due parti: domani parla di elezioni americane (“è convinto – anticipa la Dandini - che se vince McCain ci sarà l'Apocalisse”); mentre a dicembre andranno in onda le dichiarazioni sul suo ultimo film. Attesi questa settimana anche lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun (mercoledì); e Pierluigi Celli (giovedì), già direttore generale Rai e oggi dg alla Luiss, che parlerà di crisi finanziaria e università. Se tra gli invitati non ci sono politici, non si sentirà la loro assenza. “Con Daniele Capezzone - annuncia la Dandini – Neri Marcorè ci farà entrare nel mondo fatato della maggioranza, che noi non conosciamo”. E Marcorè anticipa al VELINO che il portavoce di Forza Italia lo interpreterà leggendo una lista di “sì” e “no”: quello che Silvio Berlusconi vuole si faccia; e quello che invece va assolutamente evitato. Se all'attore di “Un pugno di libri” toccherà anche il ruolo di Gianni Riotta, in qualità di Virgilio del nuovo corso dell'America; mercoledì spetterà a Caterina Guzzanti interpretare la doppia intervista a Sara Palin, candidata alla vicepresidenza degli Usa per i repubblicani, e al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Non mancherà l'imitazione del ministro per le Politiche giovanili Giorgia Meloni ad opera di Paola Minaccioni; e, a sorpresa, interverrà anche Corrado Guzzanti (che debutterà a teatro con un nuovo spettacolo a gennaio) nei panni del ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Ad arricchire il programma: la musica della Banda Osiris; i monologhi di Ascanio Celestini; le citofonate di Andrea Rivera (oggi indossa una t-shirt con la scritta “E adesso ammazzateci tutti”, lo slogan dei ragazzi di Locri); Diego Bianchi, in arte “Zoro”, blogger di sinistra che farà le pulci all'opposizione; Lillo & Greg che faranno “Greg Anatomy's”, parodia del telefilm cult “Grey's Anatomy” per ridere della chirurgia plastica; e, dulcis in fundo, Federica Cifola. Il team di Serena Dandini è pronto a debuttare al grido di “la libertà di satira c'è fino a prova contraria”, pronunciato da una conduttrice che sogna la prima serata (soprattutto per non causare più le occhiaie ai suoi fan!) e una tv senza più “ripetitività” e “Auditel”. (Ornella Petrucci) 20 ott 2008 19:02.
(
da "Riformista, Il"
del 20-10-2008)
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Segue dalla prima pagina Da quanti anni vediamo un trio di vecchie star bollite come Massimo D'Alema, Piero Fassino e Walter Veltroni? Gli italiani senza potere constatano che il tempo passa anche per loro, eppure stanno sempre lì. In tutti i telegiornali, nei talk show, nelle chilometriche interviste. D'Alema farà i sessant'anni il prossimo aprile, ma sembra un Matusalemme, sia pure ben conservato. È diventato leader del Pds nel luglio 1994, quattordici anni fa. Si è seduto a Palazzo Chigi nell'ottobre 1998, un decennio fa. E dicono che voglia tornare a guidare il Pd. Quando venne eletto alla Fiera di Roma c'ero anch'io a vedere la sua vittoria inaspettata contro Veltroni. Nel pomeriggio lo cercai alle Botteghe Oscure. Gli dissi che avrebbe ricevuto molte recensioni negative, perché Walter non era borioso come lui. Max convenne che avevo ragione. E mi confessò che, tra i tanti soloni dell'informazione, lo preoccupavano "i super-soloni" di Repubblica. Che difatti gli regalarono un titolone al veleno: "Il pugno del Partito", con tanto di iniziale maiuscola. In realtà, anche D'Alema è diventato un super-solone. Sussiegoso persino nel rosario dei suoi "diciamo". Mentre gli occhi mandano lampi cattivi, da capo guerrigliero ceceno che ha trovato un buon sarto. Fassino, coetaneo di Max, è sul campo da un trentennio. Cominciai a scrivere di lui a metà degli anni Settanta, quando a Torino si batteva contro il terrorismo. Dopo il settennato da segretario dei Ds, adesso si sente un senza lavoro. Nel terzetto, è il più consapevole del disastro della propria generazione. Lo dicono persino le occhiaie pendule. E l'aspetto da San Sebastiano scheletrico, trafitto da mille frecce, tutte di compagni. Il più giovane del trio, Veltroni, venti anni fa stava nella segreteria del Pci. E aveva già iniziato una carriera tormentata, da vero Perdente di Successo. Oggi ha l'aspetto del bamboccione invecchiato. Non più dolce, ma urlante, per non farsi mettere sotto da un Di Pietro che lo vuole alla canna del gas. Come uomini di governo, tutti e tre hanno fallito. Sono riusciti a vincere due volte, nel 1996 e nel 2006, sempre trainati dal democristiano Romano Prodi. E in entrambi i casi sono stati retrocessi all'opposizione. Con quale coraggio possono proporsi di guidare la riscossa contro Silvio il Caimano? Ma la domanda non riguarda soltanto loro, bensì l'intera sinistra riformista italiana. La mia impressione è che questa sinistra, così come la conosciamo oggi, sia già defunta. Per vecchiaia, cupezza, impotenza a rinnovarsi. Se è vero che il diavolo si nasconde nei dettagli, la dice lunga l'incidente dei manifesti per il raduno romano del 25 ottobre. La folla che compare su tutti i muri d'Italia sotto il logo del Partito democratico è quella cattolica di piazza San Pietro, pellegrini andati lì per salutare il Papa. Una folla finta per un corteo inutile. Deciso da leader indecisi a tutto. Siamo agli sgoccioli? Credo proprio di sì. Tuttavia anche il centrodestra non sta meglio. Il Cavaliere è sugli scudi, dicono i sondaggi. Tanti elettori pensano che, proprio perché è un miliardario e di soldi ne capisce più di tutti, saprà salvarci dallo tsunami economico. Ma se qualcosa andrà storto, verranno a galla tutti i difetti del magico Silvio. Ci renderemo conto che è un signore anziano, ancora energico, ma che ha già settantadue anni. Il sottoscritto ne ha uno di più, però di mestiere non fa il premier. La nostra è un'età pericolosa. Si accentua la tendenza a sbroccare, che è il parlare a vanvera. Il narcisismo si espande. La mania del primato ("Sono stato io il primo ad avvertire, a proporre, a fare?") diventa un vizio ridicolo. E anche il politico più ottimista rischia di trasformarsi in un venditore di fumo, troppo azzimato, teatrale. Che adesso ha pure la fissa di durare più di Mussolini. Il Cavaliere ha una prima linea forte. Penso a Tremonti, a Sacconi, a Brunetta, a Matteoli, alla coraggiosa Gelmini. Ma nella sua squadra di governo c'è pure tanta minutaglia. Sere fa, a un dibattito in tivù, è comparso il sottosegretario alla Pubblica istruzione, con la delega all'Università. Mi sono detto: ma quello è il famoso Pizza! Trent'anni fa era il leader nazionale dei giovani democristiani. Il professor Fanfani lo silurò dopo aver saputo che due suoi quadri che gli aveva regalato erano stati appesi nel bagno, sopra il water e il bidet. Tutte queste facce si stanno spappolando, come accadeva al ritratto di Dorian Gray nella novella di Oscar Wilde. Con la differenza che la loro putrefazione viene mostrata ogni giorno alla luce del sole. Emergono le piaghe più laide: la logorrea, l'incompetenza, l'arroganza, il fastidio per gli italiani qualunque. Che li ricambiano con la medesima moneta. Che cosa succederà se la recessione comincerà a strozzarci? E se dopo la recessione verrà la gelata della depressione? Ecco perché quella scritta sull'asfalto, "Tutti al muro!", mi fa paura. 20/10/2008.
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da "Riformista, Il"
del 20-10-2008)
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Tutto bene stamattina? Sì, lo so, Matteo, cinque anni, il pugno chiuso non lo sa fare ancora, ma oggi non voleva andare all'asilo senza il quaderno con la faccia di Di Pietro. Le maestre gli hanno insegnato i cori contro la Gelmini e il nonno, sessantottino nostalgico, è fiero di lui. Ieri gli ha letto tutto l'editoriale di Scalfari ma ha smesso quando il bambino ha cominciato ad avere le visioni e a sognare De Mita. A noi ci salveranno le giovani generazioni. Pensa che Matteo ha detto a Enrico, che voleva andare all'asilo anche se c'era lo sciopero, che "è un brutto fascio". Il tuo non fa così? Stamattina non voleva uscire prima di sentire come apriva la Borsa di Milano? Da quando gli leggi gli editoriali di Polito si "incazzza" appena vede la faccia di Veltroni? Come crescono in fretta questi nostri figli! Il mio quando gli ho detto che Napolitano vuole scioperi di proposta e non di protesta ha tirato fuori la figurina di Pertini. Il tuo ha appeso nella stanzetta il ritratto di Enrico Letta? No, non ci possiamo lamentare. I più grandi ci hanno deluso. Discoteca e Totti a go-go. I bambini no, sono un'altra cosa. Il mio non si è perso un sermoncino di Travaglio. Il tuo legge Federico Rampini? Che generazione bella che sta venendo su. Io gliel'ho detto a mio marito. Dopo le elezioni era così avvilito che ha buttato via l'ultima scatola di Viagra. Bisogna avere pazienza, dobbiamo puntare tutto sui nostri figli, vedrai che fra venti-trent'anni Berlusconi ce lo togliamo di torno. di Peppino Caldarola 20/10/2008.
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da "Riformista, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Scuola
Gli auguri di Walter Veltroni Caro Polito, un augurio a te e alla tua redazione per questo nuovo impegno. Buon lavoro. Walter Veltroni Grazie. Gli auguri di Maurizio Costanzo Conosco e frequento il Riformista sin dalla sua nascita. Sono amico di suo padre Antonio e quindi brindo alla novità. Per il meglio. Maurizio Costanzo Grazie amico mio. Imprese coraggiose Carissimo Antonio, carissimi amici del Riformista, buttare nel water (attenzione proto alle consonanti) del bagno (e non quello di Berlusconi con il mitico contratto con gli italiani appeso alle pareti) un "arancione" di 4 poi divenute 8 pagine, per tentare la sorte del giornale a 32 pagine tutto a colori, con tutte le sezioni al posto giusto e per di più per tutti i sette giorni che dio comanda, più che una impresa coraggiosa - diciamocelo francamente - è una vicenda da matti; quasi quasi come lasciare il Parlamento in tempi di liste bloccate e di segretarie scarrozzate. Sarà per questo che mi attira, perché come disse quel tale dopo l'incazzzatura non resta che rilanciare. Auguroni. Willer Bordon (che da lunedì non bucherà una copia) Curiosità ed ansia gioiosa Caro direttore, il Riformista è da sempre in cima alle mie preferenze, e l'evoluzione attuale è da me attesa con curiosità e gioiosa ansia. Sono certa del successo. Giovanna Gatti La nostra relazione Caro direttore, sei anni fa - universitario 22enne - intravidi nella borsa di un mio Professore un quotidiano leggero e sottile con una tinta arancione. Allungai il collo durante tutta la lezione per capire cosa fosse e - non soddisfatto - a fine lezione chiesi esplicitamente di che testata si trattasse. Da quel giorno Il Riformista ha sempre accompagnato i miei studi e il mio lavoro ora. Le relazioni migliori nascono sempre così, quasi per caso. Relazione è, senza dubbio, perchè noi lettori ci sentiamo molto vicini a voi tutti e percepiamo sempre il primo obiettivo de Il Riformista: parlare al lettore e - per me è stato così - aiutare il lettore a capire meglio le cose e a formarsi opinioni. Vi chiedo solo di non perdere mai questa grande capacità. In bocca al lupo e non ho dubbi che la nostra "relazione" continuerà. Paolo Naldi Stia tranquillo. Possiamo perdere, ma non perderci. A proposito di relazioni: ora che ha trovato lavoro, si sposi presto e faccia figli, ché ci servono nuovi lettori. I conti degli atenei Caro direttore, leggo sul Corriere del 19 ottobre la dichiarazione virgolettata del Ministro Gelmini secondo la quale "ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo". Il Ministro dovrebbe sapere che questi atenei coincidono, o quasi, con gli atenei che nel '94, quando entrò in vigore l'autonomia finanziaria avevano, ed hanno tuttora, un policlinico a gestione diretta. La causa di questo squilibrio è chiara: giustamente, i parametri di finanziamento degli atenei tengono conto dell'attività di insegnamento e (in misura quasi solo simbolica) dell'attività di ricerca. Non rientra invece in questi parametri, l'attività assistenziale. Gli atenei che possedevano un policlinico hanno quindi perso in tutte le distribuzioni che correggevano il finanziamento "storico". Questa è una contraddizione che dovrebbe essere risolta dal ministero, prima di tutto a livello conoscitivo, scorporando i conti delle facoltà mediche da quelli delle altre facoltà. Cordialmente, Alessandro Figà Talamanca Istruzione e classi ponte Caro direttore, in materia scolastica, il governo "cade male". Ha interlocutori istruiti e smaliziati, capaci di smascherare le furbate e cogliere il senso concreto celato dai termini ammiccanti. Tra questi, la sussidiarietà, dietro la quale si nasconde il subappalto dell'istruzione pubblica ai privati. Con la dismissione della scuola statale, l'istruzione non sarà più un servizio sociale ma un costo individuale. Riservata a pochi e non a tutti. Favorirà chi sa ed ha di più ed escluderà, definitivamente, chi sperava di progredire ed integrarsi. In sintesi, si trasformerà in una scuola classista e razzista. In un paese più bigotto che cristiano, il razzismo c'è. Ma non si dice. Ne sono un esempio le "classi ponte", leggi "differenziate". Il governo ha dato ad intendere che servono per integrare i bambini extracomunitari. E invece sono un po' come il ponte sullo stretto di Messina. Una bufala dal devastante impatto ambientale e nessun beneficio pratico. Queste classi ponte non uniscono ma dividono. E, peggio, non realizzano l'acquisizione linguistica che si prefiggono. I "benpensanti", che guardano al bambino immigrato come un diverso da differenziare in apposite classi, nascondono dietro la discriminante linguistica un intento razziale. Un esempio? Come mai mandano i loro pasciutelli pargoli, bisognosi di assimilare l'inglese, a fare vacanze studio in Inghilterra? Giustamente, ritengono che la lingua non s'impari stando in Italia in classi di italiani. Sarà anche per questo che preferiscono il soggiorno in famiglia anglofone ai college per soli stranieri? Maristella Curreli Le classi ponte non ci piacciono. Più l'Italia diventa giustamente rigorosa con i clandestini, e più deve diventare ospitale per gli immigrati regolari. Porte aperte e finestre chiuse, questa è la politica giusta. Sento anch'io in giro un odore sulfureo di xenofobia, se non di razzismo. Claudia Mancina ministro ombra Caro direttore, ho letto l'intervento di Ubaldo Casotto, molto speranzoso, visto l'incipit. Una frase mi ha colpito: "una riforma non c'è [e se ci fosse] dovrebbe reggersi su libertà di educazione autonomia e verificabilità dei risultati". Personalmente aggiungerei la valorizzazione del merito (di studenti e professori), ma direi che ci siamo. Del suo articolo mi "preoccupa" la seconda parte. Infatti rischia di passare per la difesa d'ufficio di quella non riforma, difesa che - al pari del comportamento irresponsabile dell'opposizione - rischia di farci perdere l'occasione rappresentata da un ministro che predica bene perché miope di fronte al fatto che razzola male. Perché è indubbio che questa occasione il sindacato più corporativo dell'universo non ha interesse a coglierla ed è altresì indubbio che la cosiddetta sinistra riformista la sta perdendo andando a rimorchio del suddetto sindacato, sperando di cavarne consenso facile. Tutto questo è sacrosanto, ma è anche vero che chi vorrebbe si passasse dalle parole ai fatti dovrebbe essere il più feroce critico verso la Gelmini. Il rischio che vedo è che la Gelmini, che di scuola poco capisce, si convinca veramente che i suoi provvedimenti servano a raggiungere lo scopo dichiarato. (?) Per ognuno di quei punti richiamati sopra infatti si potrebbero mettere in piedi riforme vere: attuare pienamente il principio di sussidiarietà, rafforzare poteri e responsabilità dei dirigenti scolastici (coinvolgerli nella valutazione, permettere loro di reclutare), valutazione a cui legare la progressione di carriera. E infine un piano efficace di contrasto alla dispersione scolastica che rappresenta la vera emergenza di cui nessuno parla: nella "avanzatissima" Milano un ragazzo su cinque non arriva nemmeno alla qualifica triennale! Ho perso ogni speranza sul fatto che queste cose le dica il Pd: per farlo dovrebbe quanto meno nominare prima Claudia Mancina ministro ombra. Dunque a chi crede in una riforma possibile non resta che l'opinione pubblica. Per questo mi sono permesso di scriverle: la domanda di una vera riforma potrebbe diventare una battaglia di un giornale libero. Libero e incazzato. Saluti, Marco Campione 20/10/2008.
(
da "Quotidiano.net"
del 20-10-2008)
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L'unione degli universitari annuncia un'altra giornata di mobilitazione contro la legge 133 accusata di "smantellare l'università". Azione studentesca: gli anti-Gelmini sono minoranza
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"Lo stato di agitazione del mondo accademico sta crescendo sempre più per esprimere la contrarietà rispetto alla L. 133 che mina a stravolgere il sistema universitario e il suo carattere pubblico.Sono previste grandi mobilitazioni a Palermo, Pavia, Ancona e Ferrara", annuncia infatti in un comunicato l'Unione degli Universitari (Udu) rendendo noto che molti studenti indosseranno "un nastro rosso contro la privatizzazione degli atenei". Il ministro dell'Istruzione è stata accolta da fischi e dal coro “bocciata” al suo arrivo all'Istituto professionale In Presa di Carate Brianza. Appena scesa dall'auto il ministro ha evitato la trentina di manifestanti, genitori, precari ed alunni che l'aspettavano fuori dall'entrata della scuola. All'interno dell'istituto, nell'Aula magna, Gelmini ha invece ricevuto gli applausi di circa 600 studenti, genitori ed insegnanti della scuola, del liceo Don Gnocchi di Carate e di altre scuole di Monza e Desio. I manifestanti hanno esposto cartelli con scritte come “La qualità non si taglia”, “Il tempo pieno sarà garantito? Ci spieghi come” e “Il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini”. A Palermo, "un corteo universitario che vedrà la partecipazione dell'Udu-Palermo partirà nelle prime ore della mattinata di fronte alla facoltà di Lettere e Filosofia per arrivare fino allo Steri, dove è atteso il Ministro Mariastella Gelmini". è prevista, inoltre, un'Assemblea d'Ateneo che lancerà le assemblee di tutte le 12 Facoltà previste per domani e che si chiuderanno in un corteo. A Pavia è prevista un'Assemblea d'Ateneo, con la partecipazione di dottorandi, ricercatori, docenti, organizzata dal Coordinamento per il diritto allo studio-Udu Pavia in collaborazione con varie realtà studentesche territoriali, in contemporanea con il Senato Accademico dove i rappresentanti dell'Udu-Pavia presenteranno un Odg contro la 133/08. "Sono previste -sottolinea l'Udu- anche forti mobilitazioni al termine dell'Assemblea d'Ateneo". A Ferrara l'inaugurazione dell'anno accademico "sarà anticipata da una Contro-inaugurazione organizzata dalla Rua-Udu Ferrara che manifesterà la contrarietà alla L. 133/08". "Sono previste -annuncia l'Udu- forti contestazioni alla Inaugurazione, dove il Rettore ha rifiutato la richiesta di partecipazione della componente studentesca tra i relatori". Alla sera è prevista una fiaccolata organizzata dalla Rua-Udu Ferrara con CGIL, CISL e UIL. Ad Ancona, alle 14.00 si terrà una Assemblea di Ateneo molto attesa nella Facoltà di Medicina organizzata dal Gulliver-Udu Ancona. L'assemblea chiuderà il ciclo di Assemblee tenutesi nelle Facoltà. Anche qui, sottolinea l'Udu, "sono previste forti mobilitazioni di contestazione alla L. 133 al termine dell'Assemblea". "L'Unione degli Universitari, nel percorso di mobilitazione condiviso con varie associazioni studentesche locali, continua le contestazioni negli Atenei per opporsi allo smantellamento dell'Università. Gli studenti che partecipano alle mobilitazioni indosseranno 'un nastro rosso contro la privatizzazionè per esprimere anche simbolicamente la contrarietà all'intenzione governativa di privatizzare gli Atenei", aggiunge l'Udu. "Si intende, inoltre, far presente al Min. Gelmini, che afferma con stupore che i manifestanti non abbiano neanche letto il provvedimento, che il suo stupore è probabilmente dettato da una sua mancanza di coscienza di quello che è contenuto nella L. 133 e che riguarda l'Università. Si invita pertanto il Min. a leggere i documenti richiestici e presentigli il 10 Ottobre, in occasione della manifestazione sotto il Ministero dell'Istruzione, e a rispondere a quei documenti come a quelli presentati dal Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, come ancora a quelli approvati dagli organi accademici in tutte le Università italiane", conclude l'Udu. LEZIONE A MONTECITORIO Gli studenti di fisica della Sapienza sono scesi in piazza Montecitorio per fare lezione. Due lavagne che presto di sono riempite di formule di meccanica relativistica e il professore, Omar Benhar, in piedi circondato dagli studenti, seduti in terra e silenziosissimi per non perdere una parola della lezione, tenuta senza microfono ne' megafono. E' la prima delle tre lezioni previste oggi e che si concluderanno alle due. Altre lezioni in piazza sono previste fino a venerdi' sempre a Roma, a piazza del Campidoglio e poi a piazza Navona. ''Adotta uno studente italiano'', è scritto in inglese e francese, su un cartello a fianco della lavagna. Lo stesso cartello che Daniele, studente di fisica di 22 anni, ha appeso al collo: ''Chiedere aiuto all'estero e' l'unica nostra possibilita' di concludere qualcosa''. SCUOLA, LA RETE DEGLI STUDENTI ''Il 23 ottobre occuperemo le entrate delle nostre scuole per sbarrare la strada alla riforma e ai tagli con tutta la nostra creativita' e voglia di cambiamento''. E' questo l'annuncio della Rete degli Studenti, che nel frattempo ha organizzato assemblee e sit-in che si svolgeranno davanti alle scuole a Torino, Verona, Vicenza, Treviso, Padova, Venezia, Siracusa, Bergamo, Cuneo, Prato, Massa, Pisa, Teramo, Frosinone, Roma, Catania, Savona, Reggio Emilia. ''Teniamo fuori la Gelmini dalle nostre scuole, perche' le scuole sono nostre e vogliamo essere noi a cambiarle. In questi giorni tante scuole e universita' sono in agitazione per opporsi al progetto di demolizione dell'istruzione pubblica del governo. Rispondiamo alla violenza della maggioranza parlamentare e della Gelmini tenendo vive le nostre scuole, in particolare nei giorni in cui il decreto 137 verra' approvato al Senato'', conclude la Rete. AZIONE STUDENTESCA CONTROCORRENTE ''Contro la Gelmini una minoranza organizzata, gli studenti liberi sono contro la casta dei professori''. E' questa la posizione dei ragazzi di Azione Studentesca, che sottolineano il successo della raccolta di firme ''Basta prof incompetenti, piu' potere agli studenti'': nelle ultime due settimane hanno raccolto 8mila firme in 40 scuole di Roma. ''Il numero di firme raccolte dimostra come in realta' gli studenti che scendono in piazza contro la Gelmini siano una minoranza organizzata, figlia di una certa logica di sindacato - dichiara Andrea Moi di Azione Studentesca - gli studenti liberi sanno che il problema sono i professori. Sanno, anche a differenza dei professori del Liceo Russel, che insultano e provocano i nostri ragazzi mentre volantino, che questa e' una campagna provocatoria che ha l'intento di spostare l'attenzione dai non problemi sollevati da altri ai reali problemi della scuola italiana. E forti del consenso della maggioranza degli studenti, non ci fermeremo, anzi nelle prossime settimane ne faremo delle belle''. LETTERA APERTA Gelmini: "Finiti i soldi" - POLEMICA Classi separate per stranieri: è scontroClassi separate per stranieri, che ne pensi? Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Classi separate per gli stranieri E' scontro per la mozione della Lega (199 commenti) Roma, gli studenti occupano i binari Codacons: "Firmate contro la Gelmini" (81 commenti) Scuola, sciopero e proteste in piazza Il ministero: "Adesione al 4,5%" (64 commenti) Lo scandalo dei formaggi avariati La Coop ritira tutti i prodotti Galbani (56 commenti) "Permessi sindacali? 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La foto del giorno Tim Robbins, stella sulla Walk of Fame L'attore e regista di 'Dead ManWalking' si è detto "onorato" di aver ricevuto il prezioso riconoscimento. Il premio Oscar come non protagonista per 'Mystic River '(2004), era accompagnato dalla sua compagna, l'attrice Susan Sarandon. LEGGI L'ARTICOLO RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.